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Domanda Eziopatogenesi del cancro.

  • Raffaele/Michelangelo
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14 Anni 3 Mesi fa - 14 Anni 3 Mesi fa #9283 da Raffaele/Michelangelo
Risposta da Raffaele/Michelangelo al topic Re: Eziopatogenesi del cancro.
Alcune osservazioni sperimentali dei primi del 1900 connotarono il cancro quale patologia genetica, mostrando queste conclusioni:

-certi difetti cromosomici caratterizzano certi tumori;

-alcuni tumori ereditari si trasmettono alla maniera mendeliana;

-l’affinità cellulare nei tumori presuppone che le peculiarità di mutazione e di malignità delle cellule provengano da un’unica cellula in grado di comunicare all’oncogene queste peculiarità (fissazione);

-i cancerogeni sono per lo più mutageni, quindi in grado di modificare il DNA;

-certi tumori possono essere provocati da virus, i quali comunicano un’informazione genetica (oncogene) nella cellula che li accoglie (Rous sarcoma virus e Harvey sarcoma virus).

Esistono 2 tipi di virus oncogeni, ad RNA e a DNA, in base al fatto che le caratteristiche genetiche siano ascritte al primo o al secondo tipo, dall’osservazione dei quali si è potuto concludere che certi geni sono in grado di provocare neoplasia, connotando così il cancro come malattia genetica.

I geni lesi sono quelli che regimentano la scissione cellulare.

Credo, a questo punto, che serva ribadire la diversità che corre tra gli oncogeni e gli oncosoppressori: i primi sono geni il cui prodotto proteico favorisce l’accrescimento del numero delle cellule, i secondi quelli il cui prodotto proteico favorisce la diminuizione del numero di cellule.

Gli oncogeni, una volta innescati mediante più variazioni, operano in modo dominante, ossia un solo allele (variante di sequenza di un gene) è in grado di sortire una ripercussione oncogenica.

Gli oncogeni hanno una controparte, il protoncogene (gene regolare che può tramutarsi in oncogenetico per via di variazioni o d’un aumento dell’espressione), il quale codifica per lo più per proteine che regolano la riproduzione delle cellule, il loro sviluppo e la loro permanenza in vita.

Ora, se gli oncogeni risultano geneticamente modificati, essi inducono un’abnorme sviluppo del numero di cellule, sia perché sollecitano la proliferazione cellulare sia perché arrestano l’apoptosi (autodistruzione cellulare).

Ai primi del 1900, Rous, alla giovanissima età di 30 anni, s’accorse che il sarcoma poteva essere causato nei polli (celermente, in poche settimane o giorni dal contagio) non esclusivamente attraverso l’innesto di cellule tumorali, ma perfino mediante la somministrazione d’un agente submicroscopico tirato fuori dalle stesse cellule tumorali (origine virale dei tumori).

Ovviamente, a conseguenza di ciò, per un bel po’ di tempo gli studiosi perseguirono ricerche sperimentali esclusivamente sull’eziologia virale, non accorgendosi che non sempre la neoplasia è riconducibile a un virus, ma anche ad altre mutazioni genetiche come, per es., la contaminazione da sostanze cancerogene.

Sono comunque neoplasie a eziologia virale il carcinoma della cervìce dell’utero, causato dal Papillomavirus, ma anche l’epatocarcinoma, causato dal contagio del virus dell’epatite.

Bene, questi virus sono in realtà dei retrovirus con un genoma a RNA, i quali possono modificare le cellule in coltura, ossia è possibile clonare in coltura il fenotipo tumorale, senza la necessità di un microambiente (un organo, per es.).

Si evince l’importanza di tale assunto, in quanto dà la possibilità di esaminare le cellule in coltura in modo molto più agevole che in vivo.

Essendo virus sufficientemente elementari, con scarsi geni, racchiudenti la matrice mutante, li si sequenziarono per concludere ch’essi codificavano per pochi geni, ossia per Gag (codifica per le proteine del capsìde virale che sono responsabili dell'assemblamento del virione e dell'incapsidazione del materiale genetico), per Pol (codifica per la trascrittasi inversa) per env (responsabile della sintesi di proteine situate sull'involucro lipidico necessarie per l'interazione con i recettori specifici), necessari sia per il ciclo vitale del virus sia per l’azione di trasformazione operata dal virus.

Tutti e tre i geni codificano per proteine strutturali del virus o per proteine che occorrono per clonare il genoma virale.

Coi retrovirus, il genoma deve essere mutato da RNA a DNA (mediante la trascrittasi inversa) e successivamente inserito nel genoma albergatore.

Così, avveniva la trasmissione genetica alla discendenza.

In parole più semplici, certi virus possono determinare delle variazioni.

Esistono tuttavia virus tumorali “a trasformazione acuta” e virus tumorali “a trasformazione lenta”.

Le particelle virali dei primi hanno in sé l’oncogene e quindi non aggrediscono il protoncogene della cellula albergatrice, come succede invece per i secondi, il cui oncogene è incluso nel genoma stesso del virus, col nome di v-onc.

Il v-onc è un’analoga, iperattiva variazione d’un gene ch’è coinvolto nella duplicazione cellulare, il quale agisce celermente in tutte le cellule contagiate.

Diversamente, nei virus a trasformazione lenta, il genoma del virus è incastrato in prossimità d’un proto-oncogeno nel genoma ospite, il quale avvia una duplicazione cellulare abnorme e accellerata.

È intuitivo che i virus “a trasformazione lenta” abbiano una latenza tumorale piuttosto lunga se paragonati con quelli “a trasformazione acuta” che hanno in sé l'oncogeno virale, per il fatto che l'inserimento virale nel genoma vicino al proto-oncogeno è ridotto.

L’herpesvirus e il papillomavirus, retrovirus tumorali, generalmente veicolano un oncogeno, oppure un gene blocca la regolare eliminazione dei tumori nel loro genoma.

Per pimo, si sequenziò e purificò il gene del sarcoma di Rous, notando ch’esso codificava per una tiroxina chinasi citosolica della famiglia Sarc (pronuncia di src).

Ci si rese conto che alcuni virus (retrovirus) avevano v-onc (oncogene virale*), responsabile del loro potere oncogeno, perché in grado di catturare e modificare il corrispondente protoncogene.

Si appurò anche che c’erano dei retrovirus privi di v-onc perché, dopo aver ammorbato la cellula, erano sì in grado di produrre la modificazione in coltura, ma molto lentamente se rapportati ai virus oncogeni acuti.

In sintesi, la diversità tra retrovirus acuti e cronici sta nel fatto che quelli acuti hanno oncogeni nel loro genoma che apportano una celere modificazione allorquando le cellule in coltura siano state ammorbate, oltre che essere capaci di modificare qualsiasi cellula nella quale si vadano a insediare; diversamente, quelli cronici apportano variazioni esclusivamente in quelle cellule in cui vi sia stata un’integrazione dell’oncogene virale a monte del protoncogene, con una latenza molto più lunga dei primi, perché il cambiamento riguarda solo poche cellule.

Il genoma dei cronici si diversifica da quello degli acuti per l’assenza proprio di v-onc.

Ecco l’elenco degli oncogeni dei retrovirus acuti scoperti col passare del tempo:

-src Rous sarcoma virus (pollo)

-myc Avian myelocytomatosis virus (pollo)

-erb A, erb B Avian erythroblastosis virus (pollo)

-myb Avian myeloblastosis virus (pollo)

-ets Avian erythroblastosis virus (pollo)

-rel Avian reticuloendotheliosis virus (tacchino)

-H-ras Harvey rat sarcoma virus (ratto)

-K-ras Kirsten murine sarcoma virus (topo)

-abl Abelson murine leukemia virus (topo)

-raf Murine sarcoma virus (topo)

-fos Mouse osteosarcoma virus (topo)

-fms Feline sarcoma virus (gatto)

-fes Feline sarcoma virus (gatto)

.sis Simian sarcoma virus (scimmia)

Note

*Gli oncogeni virali sono forme attivate di geni cellulari, intercettati dal genoma virale, modificati e tali da infondere al virus la capacità di trasformare.

**Il gene normale è un “proto-oncogene”, mentre la sua controparte modificata è un “oncogene”.

Raffaele
Ultima Modifica 14 Anni 3 Mesi fa da Raffaele/Michelangelo.

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13 Anni 9 Mesi fa - 13 Anni 9 Mesi fa #15713 da Raffaele/Michelangelo
Risposta da Raffaele/Michelangelo al topic Re: Ho un tumore al cervello, aiutatemi !!
Il cancro e la nostra buona salute.

Dove nascondereste la verità, Amici, se non in un mare di menzogne?

Proprio questo fanno certi birboni di nostra conoscenza, anche se molte persone continuano a lasciarci la pelle!

"Numeri" siamo, e null'altro!-e l'esempio di Ippocrate, un po' come quello di San Francesco e San Domenico, proprio non l'ha seguito più nessuno, se non con qualche rara eccezione (Linus Pauling su tutti).

Sapete, vero, amici, entrando nel merito della questione e messa da parte tutta l'acredine e il risentimento verso certi usurai, che già nella prima metà del ventesimo secolo, il biologo e scienziato di stirpe germanica, Otto Heinrich Warburg, ebbe il Premio Nobel, proprio così, per la sua scoperta sulla "causa primaria del cancro"?

Tradotto in parole semplici, alla base del cancro starebbero sia un'alimentazione imperniata su cibi acidificanti sia una certa "inoperosità motoria", le quali vanno a instaurare rispettivamente un habitat acido e una mala ossigenazione a livello cellulare all'interno del nostro organismo.

Ancora più semplicemente, uno stato protratto di acidosi cellulare produce l'eliminazione dell'ossigeno dal corpo e il depletamento dell'ossigeno cellulare genera un substrato acido.

Per dirla col nostro citato scienziato:

-La mancanza di ossigeno e l’acidità sono due facce della stessa medaglia: se una persona ha uno, ha anche l’altro ... le sostanze acide respingono ossigeno, a differenza delle alcaline che attirano ossigeno ... privando una cellula del 35% del suo ossigeno per 48 ore è possibile convertirla in un cancro ... tutte le cellule normali hanno il bisogno assoluto di ossigeno, ma le cellule tumorali possono vivere senza ossigeno ... i tessuti tumorali sono acidi, mentre i tessuti sani sono alcalini.”

Conclusione:

- Tutte le forme di cancro sono contraddistinte da due basilari peculiarità: stato di acidosi del sangue e ridotta disponibilità dell'ossigeno a livello cellulare.

- Le cellule tumorali vivono in assenza d'ossigeno e comunque non campano in ambiente con discreta ossigenazione.

- Le cellule tumorali necessitano per la loro esistenza in vita del glucosio.

Schematizzando quanto esposto:

- Cellule integre: ossigeno + habitat alcalino.

- Cellule cancerogene: assenza o carenza d'ossigeno + habitat acido.

Ovviamente, i concetti di alcalinità e di acidosi dipendono dal tipo di alimentazione, da come ogni giorno ci nutriamo.

Proprio come diceva il filosofo tedesco Ludwig Andreas Feuerbach nel suo scritto intitolato "Il mistero del sacrificio o l'uomo è ciò che mangia".

Ora, misurare il nostro pH urinario, serve proprio a stabilire quanto siamo acidi o alcalini.

Il pH, dal lat. P=Potentia e H=hydrogeni, definisce la concentrazione di ioni idrogeno, all'interno di una sostanza.

L'equilibrio acido-base è regolato dai minerali alcalinizzanti (calcio, ferro, magnesio, potassio, sodio).

Accade, talvolta, nonostante tutte le attenzioni necessarie, che il corpo non ce la faccia a neutralizzare tutte le scorie acide: un po', per capirci, come i rifiuti dell'immondizia sempre più in accumulo perché non si riesce a smaltirli, con conseguente usura, per eccessivo deposito, degli organi interni preposti alla neutralizzazione e alla metabolizzazione.

E' di vitale importanza mantenere sano l'intestino, il quale ha circa i 3/4 delle difese immunitarie, oltre che gli organi interni, che devono espellere le scorie acide: reni, polmoni, ...

Anche, il sangue.

L'industrializzazione con le diete iperproteiche, la scarsa ossigenazione dei tessuti, la mancanza di movimento, le situazioni fisiche ed emozionali stressanti, i farmaci antinfiammatori, l'inadeguata flora intestinale, certi conservanti (E338, E385) c’introducono scorie acide.

Anche il fumo, l'alcool e un'intensa attività sportiva contribuiscono all'accumulo di scorie acide.

Oggi giorno, introduciamo troppe, troppe proteine, a discapito della frutta e della verdura e, infatti, e senza esagerare, l'80% degli uomini è in acidosi tissutale.

Il metodo più semplice, per stimare l'acidosi, è quello di controllare il pH urinario.

In farmacia, vendono le strisce indicatrici, con un range di valori tra 5.0 e 7.4, con le quali è possibile, 2-3 volte al dì, per qualche giorno, autocontrollarsi.

Se i rilievi si allontanano troppo dalla curva ideale con valori frequentemente acidi, occorre tutelarsi con l'introduzione nella dieta di tanta frutta e verdura.

I cibi alcalinizzanti dovrebbero costituire il 75% delle nostre assunzioni quotidiane, particolarmente, frutta e verdure (carote, cavoli, insalata, di tutti i tipi, pomodori, patate, peperoni, zucchine, piselli; arance, mele, Kiwi, albicocche, banane, ciliege, pompelmo, limone, nocciole, mandorle, pesche, pere, ananas, uva, anguria, birra scura, poco alcoolica, vino rosso, vino bianco secco, miele, marmellata, ... ).

Gli acidificanti, meno del 25%: carne (tutta), pesce, salumi, formaggi, farinacei e derivati, riso, uova, lenticchie secche, fagioli, arachidi, noci, burro, cioccolato al latte, la birra poco alcolica, la coca-cola.

L'olio extravergine d'oliva e l'olio di girasole sono neutri.

Va da sé, che una sana alimentazione includa anche cibi acidificanti, di alto valore biologico, da compensare naturalmente con cibi alcalinizzanti.

Per capirci: 1,5 hg di legumi si possono neutralizzare con 40 g circa di cavolo.

Conviene, inoltre, bere acqua e ridurre il più possibile caffè, tè, dolci.

CONCLUSIONE.

Se l'organismo accumula più scorie acide di quante ne può neutralizzare e metabolizzare, esse si andranno a posizionare nel tessuto connettivo, per poi essere espulse quando nel sangue vi sarà una nuova disponibilità di sali minerali basici.

Purtroppo, l'alimentazione iperproteica dei Paesi industrializzati, povera di frutta e di verdura, sbilancia l'equilibrio acido-basico come del resto una scarsa ossigenazione del sangue (sedentarietà, ambienti chiusi, eccesso di prestazione fisica), le alterazioni della flora batterica intestinale, una diminuita capacità renale, un'insufficiente introduzione di liquidi non consentono l'eliminazione idonea a espellere le scorie, disponendo all'acidosi, dunque, alla malattia.

Con l'età, s'instaura uno stato di acidosi metabolica, sempre più progressiva, che sottrae calcio all'osso e produce perdita di tessuto muscolare.

La sostanza migliore, per contrastare l'acidosi, è il bicarbonato, anche più del citrato.

Esso, infatti, neutralizza l'acidosi nella matrice extra-cellulare del tessuto connettivo, cosa che non fa il citrato.

Elimina inoltre l'acidosi intra-cellulare rapidamente, perché riesce a oltrepassare la membrana cellulare (alto gradiente di diffusione).

Per mantenere un corretto equilibrio acido-base ed evitare l'acidità del sangue è sufficiente una sana alimentazione, che non produca scorie acide a causa di una grande quantità di proteine animali e, eventualmente, l'uso di una polvere basificante per prevenire manifestazioni gastroenteriche, cutanee, nervose, osteoarticolari, endocrine, varie (deficit immunitari, carie, alitosi, paradontosi, varici, stipsi, infiammazioni agli occhi, genitali).

Integratori salini, dunque, e non farmaci (anti H2, inibitori della pompa protonica).

In un soggetto in salute, il pH del sangue deve stare rigorosamente tra 7.35 e 7.45, altrimenti si entra in coma e si muore.

Tra gli alimenti acidificanti, quello più deleterio è lo zucchero raffinato, il quale è privo di proteine, di grassi, di vitamine, di minerali ma possiede (esclusivamente) carboidrati raffinati che "disintegrano" l'organo pancreatico!

Il suo pH, come forse saprete, è molto basso (2,1), dunque estremamente acido.

Anche gli antibiotici e le medicine (per lo più) sono acidificanti.

E' stato detto:

- Tutte le morti chiamate naturali non sono altro che il punto terminale di un saturazione di acidità nel corpo.

Stiamo bene attenti!

Se neutralizziamo le scorie acide che accumuliamo ogni giorno, tamponandole attraverso una dieta alcalinizzante, il cancro non potrà attecchire.

Rispetto delle regole, dunque, e un sano stile di vita che preveda anche acqua buona, molto oligominerale, perché i minerali delle acque, non essendo stati organicati dai vegetali non sono bio-disponibili per il nostro corpo, con un residuo fisso inferiore ai 50 mg/l e un pH che stia tra 6 e 6,8 (ideale 6,6).

Tutte le patologie provengono dall'accumulo di scorie acide al nostro interno, l'eccesso di acidificazione conduce alle neoplasie.

Anche le cure chemioterapiche sono fortemente acidificanti, al punto che il nostro corpo necessita di ricorrere alla riserve alcalinizzanti, quali il sodi o dalle masse muscolari, il calcio dalle ossa, il magnesio dal sistema muscolo-scheletrico, vascolare circolatorio, nervoso ... e poco importa, pur di non morire, se ci ritroveremo con l'osteoporosi, le affezioni vascolari, la caduta dei capelli, uno stato ansioso e depressivo, ... dei mali ... come dire ... il nostro saggio organismo sceglie il ... minore!

Il sangue, come scritto in precedenza, deve stare categoricamente tra 7.35 e 7.45.
Alimentari e farmacie?-un vero e proprio business multi-milionario che continuerà, a tutto vantaggio dei suoi profitti, a tenerci nell'oscurantismo, portandoci alla malattia, prima fra tutte il cancro.

Profitto è malattia sono grandezze "direttamente proporzionali"-meditate gente!

Come sei distante, o Grande Padre della Medicina, dal cibo spazzatura propinatoci quotidianamente per vivere in costante stato di malattia, in modo per certuni da accrescere i propri loschi proventi, Tu che affermavi:

-Che il cibo sia la tua medicina, la medicina sia il tuo cibo".

Raffaele
Ultima Modifica 13 Anni 9 Mesi fa da Raffaele/Michelangelo.
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13 Anni 9 Mesi fa #15714 da atima
Risposta da atima al topic Re: Ho un tumore al cervello, aiutatemi !!

Raffaele ha scritto: Il cancro e la nostra buona salute.

Dove nascondereste la verità, Amici, se non in un mare di menzogne?....
............................
Schematizzando quanto esposto:

- Cellule integre: ossigeno + habitat alcalino.

- Cellule cancerogene: assenza o carenza d'ossigeno + habitat acido.

Ovviamente, i concetti di alcalinità e di acidosi dipendono dal tipo di alimentazione, da come ogni giorno ci nutriamo.....
.........................
-Che il cibo sia la tua medicina, la medicina sia il tuo cibo".

Raffaele


Ottimo articolo come sempre...
Mi permetto di aggiungere che un occhio ai patogeni non sarebbe male... visto anche che molti decessi x cancro avvengono ANCHE tra i vegetariani... ;)

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13 Anni 9 Mesi fa #15741 da rodanese
Risposta da rodanese al topic Re: Ho un tumore al cervello, aiutatemi !!

atima ha scritto:

Raffaele ha scritto: Il cancro e la nostra buona salute.

Dove nascondereste la verità, Amici, se non in un mare di menzogne?....
............................
Schematizzando quanto esposto:

- Cellule integre: ossigeno + habitat alcalino.

- Cellule cancerogene: assenza o carenza d'ossigeno + habitat acido.

Ovviamente, i concetti di alcalinità e di acidosi dipendono dal tipo di alimentazione, da come ogni giorno ci nutriamo.....
.........................
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Raffaele


Ottimo articolo come sempre...
Mi permetto di aggiungere che un occhio ai patogeni non sarebbe male... visto anche che molti decessi x cancro avvengono ANCHE tra i vegetariani... ;)


esatto. ho appena assistito all'insorgenza di un tumore alla prostata da parte di un 55 enne il cui comportamento alimentare e di vita è sempre stato IRREPRENSIBILE! indagherò a fondo su questo caso.

qui entrano necessariamente in campo le FORMIDABILI scoperte di Stefano Montanari, che chiudono il cerchio inequivocabilmente.

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13 Anni 9 Mesi fa #15743 da Nataku
Risposta da Nataku al topic Re: Ho un tumore al cervello, aiutatemi !!

rodanese ha scritto:

atima ha scritto:

Raffaele ha scritto: Il cancro e la nostra buona salute.

Dove nascondereste la verità, Amici, se non in un mare di menzogne?....
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Schematizzando quanto esposto:

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- Cellule cancerogene: assenza o carenza d'ossigeno + habitat acido.

Ovviamente, i concetti di alcalinità e di acidosi dipendono dal tipo di alimentazione, da come ogni giorno ci nutriamo.....
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Raffaele


Ottimo articolo come sempre...
Mi permetto di aggiungere che un occhio ai patogeni non sarebbe male... visto anche che molti decessi x cancro avvengono ANCHE tra i vegetariani... ;)


esatto. ho appena assistito all'insorgenza di un tumore alla prostata da parte di un 55 enne il cui comportamento alimentare e di vita è sempre stato IRREPRENSIBILE! indagherò a fondo su questo caso.

qui entrano necessariamente in campo le FORMIDABILI scoperte di Stefano Montanari, che chiudono il cerchio inequivocabilmente.


altri ti direbbero che è un conflitto biologico sfociato in un tumore
altri ancora che cio che mangiava poteva essere concimato con prodotti nocivi
niente chiude il cerchio di niente, ognuno ha scoperto un pezzo di verita.

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13 Anni 9 Mesi fa #15748 da rodanese
Risposta da rodanese al topic Re: Ho un tumore al cervello, aiutatemi !!

Nataku ha scritto:

rodanese ha scritto:

atima ha scritto:

Raffaele ha scritto: Il cancro e la nostra buona salute.

Dove nascondereste la verità, Amici, se non in un mare di menzogne?....
............................
Schematizzando quanto esposto:

- Cellule integre: ossigeno + habitat alcalino.

- Cellule cancerogene: assenza o carenza d'ossigeno + habitat acido.

Ovviamente, i concetti di alcalinità e di acidosi dipendono dal tipo di alimentazione, da come ogni giorno ci nutriamo.....
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Mi permetto di aggiungere che un occhio ai patogeni non sarebbe male... visto anche che molti decessi x cancro avvengono ANCHE tra i vegetariani... ;)


esatto. ho appena assistito all'insorgenza di un tumore alla prostata da parte di un 55 enne il cui comportamento alimentare e di vita è sempre stato IRREPRENSIBILE! indagherò a fondo su questo caso.

qui entrano necessariamente in campo le FORMIDABILI scoperte di Stefano Montanari, che chiudono il cerchio inequivocabilmente.


altri ti direbbero che è un conflitto biologico sfociato in un tumore
altri ancora che cio che mangiava poteva essere concimato con prodotti nocivi
niente chiude il cerchio di niente, ognuno ha scoperto un pezzo di verita.


il mio di cerchio è chiuso. ci ho messo anni ma ce l'ho fatta.

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