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In un forum che tratta di salute e malattie, può succedere che improvvisamente qualcuno offra la soluzione tanto agognata, via mail o via messaggio privato.
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Domanda Eziopatogenesi del cancro.
- alexpio
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Raffaele ha scritto: .......
NOTA
Se oltre una certa grandezza il tumore non può crescere, perché per assimilare i nutrienti abbisognerebbe della costituzione di nuovi vasi, un percorso curativo potrebbe anche essere quello d’interrompere tale costituzione vascolare, inducendo alla necròsi il tumore stesso.........
Questo e' quello che MU tenta di ottenere con gli anti angiogenesi tipo angiostatin ed endostatin, o ho capito male il tuo concetto?
P.S.... e se ricordo bene, questa e' la caratteristica principale per cui viene usata la cartilagine di squalo in terapie anticancro.
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- Raffaele/Michelangelo
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alexpio ha scritto:
Raffaele ha scritto: .......
NOTA
Se oltre una certa grandezza il tumore non può crescere, perché per assimilare i nutrienti abbisognerebbe della costituzione di nuovi vasi, un percorso curativo potrebbe anche essere quello d’interrompere tale costituzione vascolare, inducendo alla necròsi il tumore stesso.........
Questo e' quello che MU tenta di ottenere con gli anti angiogenesi tipo angiostatin ed endostatin, o ho capito male il tuo concetto?
-Hai capito benissimo, Esposito.
L'angiostatina è una proteina bloccante lo sviluppo delle neo formazioni vascolari (angiogenesi), formazioni che consentirebbero l'accrescimento tumorale.
P.S.... e se ricordo bene, questa e' la caratteristica principale per cui viene usata la cartilagine di squalo in terapie anticancro.
-Ricordi benissimo e grazie dell'intervento.
La cartilagine di squalo (6% del totale del peso corporeo del cetaceo) è stata frequentemente utilizzata (in base a certune ricerche e in virtù del fatto che gli squali siano stati supposti non affètti da cancro) quale cura anticancro, perché essa contiene dei fattori in grado di bloccare l'angiogenesi.
Ovviamente, su questo occorrerebbero ulteriori approfondimenti, dato che anche personalmente ritengo che vi sia un po' di esagerazione e che qualche squalo purtroppo si sia in passato ammalato di cancro e continui a farlo al presente.
Raffaele.
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"Not all cakes comes with hole"
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Ma il rischio neoplastico è con buona probabilità riconducibile ad alterazioni tramandate ereditariamente, inerenti "geni" implicati nel ricambio dei composti chimici ad azione mutagena e nella regolazione della proliferazione cellulare.
Infatti, i tumori polmonari si presentano maggiormente in taluni nuclei familiari, a prescindere dall’universale esposizione a elementi di pericolo che si collegano all’ambiente.
Per es., il riconoscimento di geni preposti al ricambio dei composti chimici ad azione mutagena, consente l’individuazione in certi soggetti colpiti da cancro polmonare d’un maggiore livello d’azione dell'enzima aril-idrocarburo idrossilasi e dell'enzima 4-debrisochina idrossilasi.
Questi enzimi hanno la mansione del ricambio degli idrocarburi policiclici (benzopirene, benzoantracene, e fluoroantrene) di derivazione ambientale in composti a maggiore attività neoplastica.
Gli individui, quindi, che hanno tale maggiore azione enzimatica connotano una più grande possibilità di contrarre un cancro del polmone.
D’altronde, come per cert’altre patologie tumorali, parimenti per il cancro polmonare sono stati identificati dei geni, detti per l’appunto oncogeni, che sollecitano la riproduzione cellulare ed altri che la impediscono, ossia gli oncosoppressori.
Il disequilibrio, come già espresso altrove in questo thread, tra le azioni contrarie di questi gruppi di geni ha quale ripercussione la crescita del tumore.
Ecco, alcuni oncogeni fautori del cancro polmonare: K-ras (adenocarcinomi), Erb-B, Myc.
Va da sé, che il fumo del tabacco contenga circa 4000 diversi agenti chimici, tanti dei quali con spiccata azione cancerogena sia per le cellule poste in coltura sia per gli animali da laboratorio e che possa alterare il bilanciamento tra le differenti azioni enzimatiche del tessuto polmonare, per es., aumentando l’aril-idrocarburo idrossilasi o bloccando la glutatione transferasi, rispettivamente disponenti all’insorgere del cancro o riducenti l’azione di tutela nei suoi confronti.
Raffaele
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- francois
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La mancanza di enzimi adeguati impedisce l'assorbimento di certe sostanze indispensabili all'organismo, e da ciò si innesca una forma di debolezza per talune cellule che poi soccombono quando l'ambiente è favorevole a tale evento.
La debolezza di talune cellule ha origine fin dalla gestazione e si protrae nel corso degli anni, salvo che il soggetto non segua una giusta alimentazione che fornisca, tra l'altro, gli enzimi necessari.
Per questa ragione è indispensabile mangiare sempre una grande varietà di verdure e frutta, perchè da questi prodotti l'organismo ricava quanto necessario.
Ha poco valore considerare i geni, questa è una deformazione professionale della MU.
Di geni ne esistono almeno 125.000, e anche se qualcuno è stato riscontrato attivo nell'originare un qualche cancro, è solo una rara casualità, non può essere la norma.
Per quanto riguarda le considerazioni sulla ereditarietà, va considerato che queste sono connesse quasi sempre alla tipologia della alimentazione che viene trasmessa dai genitori ai figli e quindi nei figli si riscontrano, nel tempo, le stesse problematiche dei genitori, e di conseguenza anche possibile sviluppo di cancro.
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