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Domanda Eziopatogenesi del cancro.

  • Raffaele/Michelangelo
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14 Anni 6 Mesi fa #4728 da Raffaele/Michelangelo
Eziopatogenesi del cancro. è stato creato da Raffaele/Michelangelo
L'eziopatogenesi del cancro non può essere ricondotta nella maggior parte dei casi a un'unica origine relativa a fattori interni o esterni all'organismo, piuttosto, a molteplici aberrazioni sia genetiche sia dei meccanismi di autoregolazione interna dell'organismo sia all'interazione tra eventi fisiologici e eventi psichici.

E' un meccanismo talmente complicato ch'è ancora per certi aspetti purtroppo non noto.

Anche se alcune conquiste si sono ottenute particolarmente nei tumori cutanei (melanomi).

Intendo dire che grossi ostacoli s'incontrano a tutt'oggi nel rafforzare la resistenza dell'organismo all'azione di certi germi patogeni e delle tossine.

Non solo: nelle riproduzioni a distanza di processi tumorali, riconducibili alla struttura e all'invasività del tumore originario nonché alla reattività nei confronti dell' "estraneo", si richiede adesso una risposta immunitaria molto più articolata di quanto in passato fosse supposto.

La stragrande parte degli individui con tumori in stadio avanzato presentano anomalie nelle sottopopolazioni linfocitarie che sono le più disparate da soggetto a soggetto.

Frequentemente, si commette l'errore di perseguire un algoritmo logico-chimico che conduce a schematizzare e ad ascrivere tutto a un'unica causa.

Quando poi, solo negli ultimi tempi, col contributo degli strumenti informatici si sono potute studiare con procedure matematiche le interconnessioni fisiopatologiche.

La profondità, la minuziosità, il decorso dei fatti biologici fanno sì che sia impresa ardua e inattuabile quella di fissare per individui affètti da metastasi, magari multiple, un programma terapeutico, garante di guarigione.

Anche la chemioterapia, sulla quale non faccio commento in quanto superfluo, almeno in questo Forum.

Per quanto espresso, ben vengano le terapie di supporto o complementari con azione anticancerogena e capaci di regolare la risposta immunitaria.

E' in questo contesto che s'inserisce, per es., l'Ascorbato di Potassio, associato in pazienti oncologici a microimmunoterapia, una terapia immunitaria omeopatica che usa materiali di nuova scoperta a dosi infinitesimali o perifisiologiche.

Pantellini esaminò ben ottomila casi di tumore:

-casi terminali: sopravvivenza del 5%, con miglioramento e allungamento di vita per tutti;

-casi, irreversibili, meno gravi: 60% di sopravvivenza, con miglioramento e allungamento di vita, anche di dieci anni;

-casi "iniziali": 100% di guarigione;

-prevenzione cancro: nessuna delle persone in cura dal 1970 a oggi presso la Fondazione Pantellini è stata colpita da tumore, neppure da altre malattie di origine virale, dunque, 100%.

Il ricercatore Pantellini, da persona meticolosa e intellettualmente onesta qual'era, non prometteva e non faceva miracoli, diceva solo:

"IO HO AVUTO DEI RISCONTRI OGGETTIVI: PROVATE ANCHE VOI".

La M.U. e tutta la comunità medico-scientifica dovrebbero avere un atteggiamento propenso alla sperimentazione dell'Ascorbato, considerati sia l'assenza di tossicità del prodotto sia il costo irrisorio, e non si capisce come mai negli ospedali esso non sia sperimentato per un certo periodo sui malati di cancro, sì da esprimere sullo stesso una migliore e più compiuta valutazione.

Ma, si sa, il cancro è un business di milioni e milioni di euro, troppi, proprio troppi per testare un materiale dal basso costo e neanche aumentabile perché nel prontuario galenico dagl'inizi degli anni '70 per espressa richiesta di Pantellini.

I radicali liberi danneggiano e modificano l'informazione genetica che dà scorrette istruzioni alle proteine con tanto di precoce invecchiamento e cancro.

L'elettrone spaiato conferisce un'alta attività chimica ai radicali, dato che esso cerca di congiungersi con un altro elettrone per costituire un legame chimico.

Se, tuttavia, l'elettrone arriva da una grossa molecola organica, come quelle, per capirci, del nostro corpo, ecco che si genera un radicale ancor più stabile di quello originario, rendendo irreversibile l'alterazione delle molecole coinvolte.

Il guaio prodotto alla cellula si deve all'azione grandemente ossidativa dei radicali: si spezza il filamento del DNA con tanto di ossidazione di certe basi che lo compongono.

I radicali ci derivano anche dall'inquinamento esterno, ma tantissimi pure da reazioni biologiche endogene.

Per es., i mitocondri, immersi nel citoplasma cellulare, sono centri di produzione di radicali, che arrecano danno sia al DNA sia all'RNA, alle proteine, ai lipidi e ad alcune molecole.

I superossidodismutasi sono enzimi che cercano di difendere la cellula dagli attacchi dei radicali, cambiandoli da superossidi in perossidi di idrogeno, fortemente ossidanti.

Dopodiché, agiscono altri enzimi, ma è il Glutatione ridotto a trasformare l'H2O2 in H2O e OSSIGENO.

Quando questo vitale enzima, che deve contrastare qualcosa come diecimila e più rappresaglie giornaliere da parte dei radicali liberi che "derivano" dal metabolismo mitocondriale o dall'esterno, si usura gradualmente, allora, compaiono invecchiamento, cancro e altre patologie.

I radicali liberi aggrediscono finanche la membrana citoplasmatica per cui necessitiamo di E, di beta-carotene, di C che catalizza le reazioni ossidative di metalli di transizione quali il rame, il ferro, …

Si può concludere che i superossidodismutasi ci difendano dai radicali liberi, neutralizzandoli.

Ed ecco perché Pantellini ipotizzò di rifornire le cellule del corpo di un potente antiossidante biologico, l'Ascorbato di Potassio, appunto, per conservare attivi i superossidodismutasi, come dire, non contrastiamo i radicali liberi, ma non consentiamo la disattivazione dei superossidodismutasi da parte di essi.

Attivando tale enzima si possono, e lo ribadisco, impedire "mutazioni degenerative" della cellula stessa.

Più volte abbiamo affermato che l'uomo ha un difetto genetico, quello cioè di non poter sintetizzare la L-glunololactone oxidasi, che presiede alla sintesi dell'Acido Ascorbico (vit.C), potente antiossidante che acquista ancor più forza quando è salificato con cationi Na+, K+, MG++, Ca++ ossia quando origina ascorbati.

Partendo dalle ipotesi di Irvin Stone sull'azione anticancerosa della C e dell'Ascorbato di Sodio, Pantellini si chiese:

-Perché l'azione del sale di K (Potassio), derivato dall'Acido Ascorbico (ASCORBATO DI POTASSIO), è circa 30 volte superiore a quella dell'Acido ascorbico o a quella dell'ASCORBATO DI SODIO?

Infatti, l'Ascorbato di Potassio lo si somministra per bocca, mentre l'Acido Ascorbico e l'Ascorbato di Sodio per endovena, a dosi massicce per sortire effetto anticancerogeno.

-Perché tra i differenti sali di Potassio adoperati in sede di sperimentazione sull'uomo solo l'Ascorbato risulta efficace nel contrastare l'evoluzione del cancro, mentre citrato, tartrato, esperitato, aspartato risultano inattivi?

La risposta, a una meticolosa analisi della struttura chimica dell'Acido Ascorbico in soluzione acquosa, fu che essa (struttura) è furanosica, analoga, omologa e isologa a quella del Ribosio.

Così, i sali che ne scaturiscono (Ascorbato di Sodio, di Calcio, di Potassio, di Magnesio) liberano i loro cationi che si dislocano a livello della membrana cellulare, con accentramento fisiologico K+, Mg++ dentro la cellula e Ca++, Na+ fuori, dando equilibrio alla pompa Sodio-Potassio (Na+---K+) e Calcio-Magnesio (Ca++---Mg++).

Inoltre, il ciclo del Potassio è essenziale nell'emoglobina dei globuli rossi come del resto nelle cellule, nei confronti delle proteine.

Corentin Louis Kervran, come già detto altre volte, dimostrò la reversibile trasmutazione di un catione in un altro in base alle necessità fisiologiche.

Ciò, fa capire quale sia il potenziale enzimatico cellulare del nostro corpo ossia quello di regolare e controllare il livello dei cationi, catalizzandone il meccanismo.

Tornando a Pantellini, fece una volta un'esperienza con delle uova di rana che enucleò con dei microaghi.

Lavò quindi i nuclei in soluzione fisiologica e li mise su portaoggetti rivestiti con una sottile lamina di vetro.

Li bombardò successivamente con elevate dosi di radiazioni.

L'osservazione al microscopio non visualizzò deformazioni o mutazioni, come se i nuclei fossero refrattari!

Prese allora a irradiare il liquido citoplasmatico e le proteine e pose un frammento di questi sui nuclei.

Provate a indovinare?

........................................................................................................

I nuclei cominciarono a scindersi, a replicarsi in continuazione in figure sempre più difettose, informi.

Ho citato l'esperienza a dimostrazione che le cellule possono impazzire quando si dà un segnale distorto, dovuto all'effetto radiante, ai DNA delle proteine.

Ma, attenzione, non è il nucleo cellulare a mutarsi per l'effetto radiante bensì, indirettamente, esso cambia per l'irradiazione sulle proteine endocellulari e per l'inibizione degli enzimi a esse strettamente uniti, non più in grado di proteggere la cellula per composizione di superossidi al suo interno, con tanto di costituzione di radicali liberi, superossidanti, e per la rapida distruzione nella cellula dell'enzima superossidodismutasi, indispensabile per la difesa cellulare dai radicali liberi.

Eccolo qua, dunque, l'autentico messaggio dei nostri maggiori scienziati (Pauling, Stone, Cameron, Zende, ... ) sugli Ascorbati di Na+, di K+, di Ca++, di Mg++ e sulla loro potente azione antiossidante e inibente quella tossica e mutagena dei radicali liberi.

E Pantellini non ha mai avuto sovvenzionamenti nelle sue ricerche!

La verità è che frequentemente non si posseggano le basi scientifiche per capire il funzionamento dell'Ascorbato di Potassio.

Sul Ribosio poi c'è una grande penuria di dissertazioni e lavori scientifici, i quali sono inversamente proporzionali all'incredibile valenza a livello fisiologico del monosaccaride.

A questo punto, occorrerebbe saper rispondere a questa domanda di significato, la cui risposta potrebbe aprire nuove sperimentazioni sul genoma e sulle cause fisiologiche del cancro.

DOMANDA:

-La mutazione genetica, che porta la cellula alla trasformazione neoplastica, c'è perché si danneggia il DNA o perché all'esterno di essa, nel citoplasma, c'è una spinta alla mutazione, un adattamento a un ambiente in cambiamento?

In altre parole:

-La mutazione genetica è la causa o l'effetto della degenerazione cellulare?

L'utilizzo di Ascorbato e Ribosato di Potassio (sessanta anni di attività di ricerca) mirano a risanare i danni nella trasmissione causati da squilibri a livello della membrana citoplasmatica.

L'ambiente citoplasmatico è mantenuto sano sia dal trasportatore (Acido Ascorbico) sia dal catalizzatore (Ribosio), che accelera la migrazione del catione (Potassio) nei dipartimenti cellulari, con conseguente inibizione dei meccanismi di abnomala duplicazione cellulare.

Nel caso del cancro, è opportuno tagliare il carburante energetico alle cellule cancerose, azzerando il glucosio di cui esse sono ricche (le cellule neoplastiche consumano glucosio da 5 a 10 volte di più di quelle sane).

Il Potassio, in situazione fisiologica di base, è il più importante catione intracellulare, con una concentrazione media di 150 m Mol/l ed è il regolatore critico del metabolismo cellulare con mansioni sia di cofattore sia di attivatore enzimatico.

Consente anche un regolare lavoro delle proteine, con la salificazione dei loro gruppi amminici (NH), delle strutture cicliche come gli anelli pirrolici (che hanno amminoacidi: Istidina, Prolina, Triptofàno), e amminici (NH2) in ambiente lievemente acido.

Nell'ambiente extracellulare la concentrazione del Potassio varia tra 4 e 5 m Mol/l.

Il Sodio, importantissimo per l'equilibrio idro-salino e per il rifornimento di glucosio alle cellule, ha un'alta affinità chimica col Potassio ma concentrazioni contrarie a esso: 150 m Mol/l nell'ambiente extracellulare e 5 m Mol/l nel citoplasma.

Uno squilibrio della pompa Sodio-Potassio, ossia delle concentrazioni dei due elettroliti, porta a una perdita di Potassio nel citoplasma, sostituito dal Sodio.

Un eccesso di Sodio intracellulare con variazioni importanti di pH cambia il legame di Potassio negli enzimi e nelle proteine con distruzione del carattere aromatico degli anelli pirrolici.

C'è una radicale variazione delle funzioni enzimatiche e proteiche con messaggi dissonanti che giungono al DNA, che si trasforma così per come sono le varianti citoplasmatiche.

L'aumento del Sodio nella cellula produce la migrazione del Calcio dai magazzini mitocondriali, e in particolare, a dosi sempre maggiori, di glucosio nel citoplasma.

Si nota una significativa crescita della glicolìsi, che induce la cellula a una clonazione "pazza" di sé, in virtù della mancanza di un controllo metabolico.

Ecco, il motivo biochimico della degenerazione cellulare.

La presenza sempre più di Potassio nelle cellule neoplastiche avvia la fuoriuscita di Sodio e anche del glucosio dal citoplasma, entrambi in stretto legame, con l'effetto di:

-CAMBIARE IL pH INTRACELLULARE;

-RIDURRE DRASTICAMENTE LE SCORTE NUTRIZIONALI, DIMINUENDO LA GLICOLISI E REIMMETTENDO I SISTEMI DI CONTROLLO SULLA MITOSI CELLULARE (azione inibente della abnorme riproduzione cellulare).

CONCLUSIONE.

L'Ascorbato di Potassio e il Ribosato di Potassio agiscono su tre differenti fronti:

-garantiscono le giuste concentrazioni degli elettroliti e un adeguamento metabolico cellulare nella prevenzione;

-proteggono la cellula e modificano il bilancio elettrolitico nel rischio degenerativo;

-cercano di bloccare i processi metabolici difettosi e la clonazione cellulare "impazzita" in presenza di cancro.

Uno studio appropriato dovrà tener ciò nella dovuta considerazione.

Il Potassio esercita un'azione di normalizzazione della funzionalità cardiaca, equilibra le scorie dell'organismo, ha un potere alcalinizzante dei fluidi del corpo e abbassa la pressione sanguigna.

E' ritenuto il catione guida dei processi metabolici intracellulari e si sa che un individuo in salute si distingue da un individuo malato anche dal regolare funzionamento della pompa Sodio-Potassio, il cui disquilibrio si rivela frequentemente nelle degenerazioni cellulari.

La struttura molecolare ciclica dell'Ascorbato di Potassio riequilibra le concentrazioni intracellulari sia di Sodio sia di Potassio, riportando il sistema alla normalità.

Nelle cellule sane c'è un'alta concentrazione di Potassio mentre in quelle neoplastiche tali valori sono considerevolmente declassati, in base al grado di malignità delle stesse.

Ripeto e concludo: Sodio, Calcio, Potassio e Magnesio, con processi di legami reversibili, influenzano le reazioni di ossido-riduzione ma il Potassio è il catione guida (cofattore) nei processi metabolici intracellulari e un suo squilibrio altera il bilanciamento di tutti gli altri cationi, fino alla degenerazione cellulare.

Raffaele
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14 Anni 6 Mesi fa #4731 da atima
Risposta da atima al topic Re: Eziopatogenesi del cancro.
Ciao Raffaele
ma di queste considerazioni scientifiche piuttosto valide a mio parere che ne pensi???
Ciao

www.laleva.org/it/doc/Verita_Cancro_2.pdf

godcontent.com/do-bacteria-cause-cancer/

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14 Anni 6 Mesi fa #4815 da Raffaele/Michelangelo
Risposta da Raffaele/Michelangelo al topic Re: Eziopatogenesi del cancro.
Ciao, Stefano.

Il cancro non può essere riconducibile a un’unica origine.

C’è tuttavia un vincolo tra il cancro e, per es., il batterio Clostridium o il parassita platelminta Fasciolopsis, della classe dei trematodi.

Infatti, gli stadi larvali del parassita menzionato fanno parte della carcinogenesi, così come il batterio, del livello di pre-malignità del cancro.

Il Clostridium lo introduciamo in Noi attraverso il trematode del coniglio (parassita), il quale è all’interno di quasi tutti gli alimenti, anche quelli che pensiamo affidabili come le carote sia crude sia cotte, dato ch’esso sopravvive finanche all’ebollizione.

Ci sono poi delle micotossine procurate da muffe quali la Patullina (mela o altri frutti) e l’Aflatossina che risultano costanti negli affètti da cancro.

Le mele e la frutta in genere vanno categoricamente sbucciate, perché è proprio sotto la buccia che s’annida la prima delle due muffe menzionate.

Curare il cancro penso che possa significare svincolare il corpo dai batteri, dai parassiti, sgominare le forme larvali del Fasciolopsis Buski (trematode enterico, costante in tutti gli affètti e in tutti i tipi di cancro) ma anche ripulirlo dai metalli pesanti, dai solventi, dai plastificanti, … che compongono le masse tumorali.

Ovviamente, l’organo epatico dev’essere pronto a sostenere il carico di aflatossine (B1-M1, …) e azocoloranti (DAB- Sudan Black, …), fuoriuscenti dalla massa tumorale, raccoltosi durante la nostra esistenza in vita.

Un affettuoso saluto, Raffaele.

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14 Anni 6 Mesi fa #4836 da francois
Risposta da francois al topic Re: Eziopatogenesi del cancro.
Il lettore che legge la lunga relazione più sopra certamente si chiede:

"Ma perchè una cellula che è sana poi si ammala e diventa cancerosa???"

La risposta è semplice: perchè la cellula viene privata della capacità di assorbire ossigeno e quindi di respirare.

Questo succede perchè la cellula viene avvolta da una "nebbia" sempre più fitta che le fa perdere l'orientamento e quindi il contatto con il mondo esterno adiacente a questa.
Forse anche qualcuno di noi ha provato la cattiva esperienza di trovarsi di notte immerso e avvolto da una fitta nebbia e aver perso l'orientamento senza capire da che parte andare, con sonseguente panico.

Quando la cellula stava bene, assorbiva ossigeno e glucosio, regolarmente, producendo 16 ATP (adenosintrifosfato), ma ora che l'ossigeno è venuto a mancare quasi del tutto, riesce a produrre solo 2 ATP e i restanti 14 sono convertiti in acido urico.

Qui ha già avuto inizio il processo della degenerazione.

Ma la cellula,sebbene ridotta male, ha ancora una capacità, quella di assorbire Potassio.

Se la "nebbia si dirada e ritorna il sereno" la cellula, assorbendo Potassio, si riattiva neutralizzando l'acido urico prodotto, si scrolla delle impurità e riacquista la sua salute.

Risultati ancora più sorprendenti si sono raggiunti con il Cesio (non quello radioattivo) e anche con il Rubidio. Il Potassio, in questa scala, scende al terzo posto.

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14 Anni 6 Mesi fa #4837 da Nataku
Risposta da Nataku al topic Re: Eziopatogenesi del cancro.
dosaggi e forme di cesio e rubidio utili in questi casi quali sono?
(anche di potassio va, anche se cmq penso che la migliore forma sia ascorbato e in dosi molto piu alte che nn i pochi mg che dice pantellini,; io ne prendo giornalmente diversi grammi per esempio...)

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14 Anni 6 Mesi fa #4840 da francois
Risposta da francois al topic Re: Eziopatogenesi del cancro.
Su cesio e rubidio esistono pochi studi e i risultati sono variabili in funzione dell'estensione del cancro e anche del tipo.

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