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OFFERTE DI PRODOTTI VIA MAIL O MP
In un forum che tratta di salute e malattie, può succedere che improvvisamente qualcuno offra la soluzione tanto agognata, via mail o via messaggio privato.
DIFFIDATE sempre, controllate, ricercate e chiedete. Chiedete ad altri foristi se per caso conoscono questo prodotto, chiedete se esistono dei test e delle testimonianze attendibili.
Domanda Il Controllo della Frequenza Cardiaca
- PinoFronzi 1
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v.n.: pO2 sangue intero arterioso 100 mmHg
sangue intero venoso 35-40 mmHg
pCO2 sangue intero arterioso 35-45 mmHg
sangue intero venoso 38-49 mmHg
pH sierico 7.35-7,45
sangue intero arterioso 7,33-7,43
sangue intero venoso 7.35-7,45
% saturazione in O2 (sangue arterioso) 93-98%
I gas vengono trasportati ai tessuti e dai tessuti dal sangue circolante ed a livello capillare si verifica lo scambio tra sangue e cellule; a livello polmonare si verifica poi lo scambio di gas tra sangue e aria alveolare per diffusione attraverso le pareti alveolari. L'analisi dei gas nel sangue è importante per definire l'insufficienza respiratoria.
pO2
La pressione parziale dell'ossigeno è in rapporto alle capacità di ossigenazione del sangue da parte dei polmoni e di trasporto da parte dell'emoglobina.
La pO2 varia in funzione dell'età del soggetto:
20-29anni 90-l00mmHg
30-39 anni 85-95 mmHg
40-49 anni 81-91 mmHg
50-59 anni 77-87 mmHg
60-69 anni 73-83 mmHg
___________________________________________________
Ho inviato varie volte questo esame dell'ossigenazione del sangue ma siccome è molto importante augurandomi il vostro consenso l'ho invio ancora.
Tre settimane fa ho fatto la mia quarta emogasanalisi e ho riscontrato un'ulteriore aumento della pO2 arteriosa, ora corrisponde a 88,6 mmHg, in questi anni di regolare esercizio fisico ho incrementato i livelli della pO2 paramagnetica di 12 mmHg (millimetri di mercurio)
Per ottenere la regressione dei tumori o di altre malattie degenerative è sufficiente aumentare, anche solo di pochi millimetri di mercurio i livelli della pO2 arteriosa.
Questa è l'ossigenazione più importante del sangue Alexpio, puoi fidarti, risulterà esattamente così per chiunque voglia curarsi da una qualsiasi malattia.
Buona Domenica ai Componenti di Alleanza della Salute
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- elena
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La prima è che sono d'accordo con Pino quando dice che una respirazione adeguata unita a esercizio aerobico è essenziale per la salute
La seconda è che non è l'unico fattore. E non lo è nemmeno la sola alimentazione. La maggior parte delle malattie è causata da squilibri emozionali che provocano, a caduta, tutto il resto.
X Pio: vuoi sapere da Pino la durata delle fasi respiratorie? Comprese le eventuali pause? Non ho capito se stiamo parlando del respiro normale circolare o di altro test. Mi spieghi il motivo?
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- PinoFronzi 1
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Capisco di essere abbastanza ripetitivo, ma, essendo più che certo di quello che affermo, ripetendo le stesse cose mi auguro che prima o poi capirete anche Voi quello che ho capito svolgendo la ricerca.
Non preoccupatevi se finora non è completamente chiaro anche a voi quello che scrivo riguardo alle cause e cure delle malattie, è solo necessaria un pò di pazienza e ne verremo a capo.
Ciao Elena, Buona Giornata Tutti !
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- alexpio
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elena ha scritto:
X Pio: vuoi sapere da Pino la durata delle fasi respiratorie? Comprese le eventuali pause? Non ho capito se stiamo parlando del respiro normale circolare o di altro test. Mi spieghi il motivo?
Si trattava di un test semplicissimo definito "breath holding time test" durante la normale respirazione, ma come vedi Pino ha le sue convinzioni che lo portano a dedurre che trattenere il respiro fa male.
C'e' che una valanga di studi che concorda nell'affermare che soggetti in buona salute dovrebbero ultilizzare al massimo il 3-4% della capacita' polmonare per una respirazione corretta. Alcuni maestri di yoga arrivano ad utilizzare lo 1 - 1,5% della loro capacita', con 2 o 3 cicli respiratori al minuto, e con pause che durano fino a 3 minuti.
P.S.
non ho elementi a sufficienza per pronunciarmi su quel che concerne passaggi /trasmissioni di patologie (anche di terreno) tra due persone che vivono insieme o a stretto contatto, ma non usero' mai piu' 2 DNA diversi nello stesso remote per la stessa patologia.
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- elena
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Quanto a Pio, la scienza occidentale in questo caso si allinea a quella orientale, ma arrivare a dominare le pause in modo naturale è un'arte e uno step importante dello yoga pranayama, verso lo yoga della liberazione o raja yoga secondo Patanjali, non una cosa semplicissima. Ci vuole tempo e pazienza, sopratutto una guida.
ho già parlato molte volte dell'importanza della respirazione e ho consigliato un librettino di pochi euro di Ramacharaka per cominciare a rendersi coscienti del respiro, dell'impatto sul corpo emozionale E QUINDI sulla salute del corpo fisico.
Normalmente possiamo vivere senza bere e senza mangiare per alcuni giorni, ma senza aria solo per pochi minuti. E’ essenziale respirare in maniera corretta per mantenere la salute e per godere di una vita quanto più lunga possibile. Gli stress giornalieri, le tensioni con cui ci confrontiamo ed altri fattori perturbanti dell’esterno fanno sì che ci scordiamo di fare attenzione alla respirazione, comportando l’apparizione di molti problemi di salute. Essere coscienti del processo respiratorio e controllare tutte le sue tappe ci aiuterà enormemente ad armonizzarci e anche a curarci a livello fisico, psichico, mentale e, ancor più importante, a prestare attenzione ad aspetti di ordine spirituale.
I grandi saggi ed iniziati di questo pianeta, indifferentemente dalla tradizione a cui hanno appartenuto, parlano dell’esistenza di alcune energie divine vitali fondamentali che impregnano tutte le cose e gli esseri dell’universo, trascendendo simultaneamente tempo e spazio. Nella tradizione YOGA questa energia fondamentale è chiamata PRANA. Il PRANA è parte integrante di tutti i fenomeni manifestati: il movimento dei corpi celesti, l’elettricità, il magnetismo, la forza di gravità, per esempio, così come tutte le forme di vita, partendo dai più semplici microorganismi, fino alle più complesse creature dell’universo. Esso penetra in tutte le forme della materia, senza essere esso stessa materia. La vita di tutti gli esseri dipende dal PRANA.
L’energia vitale (PRANA) viene attratta nel nostro essere in primo luogo attraverso la respirazione. Prestando un’attenzione speciale a questo processo, realizzando le tecniche YOGA di respirazione o PRANAYAMA, possiamo collegarci alla sorgente infinita dell’energia universale. Al giorno d’oggi, in cui vi è un eccessivo inquinamento, l’aria che respiriamo è estremamente povera di energia vitale. Praticando PRANAYAMA giorno dopo giorno, possiamo migliorare considerevolmente l’intero processo respiratorio, portando nel nostro intero essere le energie di cui abbiamo bisogno.
I tre processi distinti del ciclo della respirazione sono: espirazione, inspirazione ed il momento di transizione tra essi. Per esteso, nel processo della respirazione possiamo identificare quattro tappe:
- inspirazione,
- ritenzione a pieno (trattenere l’aria nei polmoni),
- espirazione e
- ritenzione a vuoto (fermare la respirazione dopo che l’aria è stata completamente eliminata dai polmoni).
Per praticare con successo ed ottenere risultati sul controllo della respirazione (PRANAYAMA) è necessario mantenere per un tempo sufficiente, fermi e comodi al tempo stesso, una postura (ASANA) di meditazione.
Nel SUTRA 49, Patanjali afferma: “Questa ASANA, quando realizzata, accompagna PRANAYAMA che è la pacificazione, regolarizzazione ed interiorizzazione cosciente del soffio che conduce alla sospensione dei movimenti dell’inspirazione ed espirazione.”
Esiste uno stretto legame tra la frequenza della respirazione (numero di respiri per minuto) e la durata della vita. Serpenti, elefanti, tartarughe, ad esempio, animali che vivono a lungo, respirano molte meno volte al minuto rispetto all’essere umano. Possiamo capire con facilità che, acquisendo il controllo sulla respirazione attraverso un adeguato allenamento ed una pratica sostenuta dalle tecniche di PRANAYAMA, possiamo anche prolungare la vita.
A proposito del PRANA si dice che, se lo vuoi controllare, devi essere come un domatore attento al momento in cui addomestichi un elefante selvaggio. In questa abilità occorre fermezza e pazienza, evitando la fretta ed ogni tipo di forzatura.
La respirazione è il punto di legame tra il corpo e la mente e questi tre elementi si influenzano reciprocamente. Tutti abbiamo osservato, ad esempio, l’impatto di alcune emozioni sulla respirazione. Se vogliamo meditare ma la nostra struttura fisica non è sufficientemente pura, all’inizio potremo osservare diverse tensioni muscolari e pensieri ossessivi, caotici. Il nostro sistema nervoso è come un arbitro in un corpo teso ed una mente agitata. La respirazione controllata ci può enormemente aiutare per eliminare queste perturbazioni.
Nel SUTRA 50, Patanjali indica come deve essere realizzato il PRANAYAMA: “Prendiamo coscienza dei movimenti respiratori che sono rivolti all’esterno (espirazione), all'interno (inspirazione) e in sospensione (ritenzione), in funzione del luogo in cui si trova il soffio, della sua durata ed ampiezza e del ritmo degli impulsi respiratori, realizziamo il prolungamento e il passaggio del soffio nello stato sottile non manifestato.”
Per capire come dobbiamo respirare mentre realizziamo il PRANAYAMA, immaginiamoci di essere al volante di una macchina, premiamo leggermente il pedale dell’acceleratore e, subito dopo, sempre dolcemente, premiamo il freno. In ambedue le situazioni utilizzeremo una forza debole sia per accelerare che per rallentare. Allo stesso modo procediamo nel momento in cui vogliamo espirare o inspirare nel processo della respirazione. Più siamo attenti a realizzare l’espirazione e l’inspirazione, calmi e coscienti, e più gli effetti benefici sul corpo fisico, sulla mente e sulla psiche saranno intensi, producendo un’espansione del campo della coscienza sulla veicolazione delle energie PRANICHE.
L’intera scienza della respirazione comincia con la presa di coscienza di quel che accade durante la respirazione. Questo implica avere un’attitudine di esplorazione piena di curiosità e distaccata allo stesso tempo, su ciò che si produce nell’interiore del nostro essere ed attorno a noi durante il processo di respirazione.
Prendere coscienza di ciò che sentiamo mentre respiriamo e veicoliamo l’aria attraverso le narici ha un effetto enormemente benefico sulla pratica della meditazione.
Nel SUTRA 53 si dice: "In seguito alla sospensione del soffio (PRANAYAMA), la mente si focalizza e si stabilizza sull’oggetto o sul processo utilizzato come obiettivo o supporto.” In altre parole, il processo della respirazione ed il processo mentale si accoppiano e l’immobilità di uno genera l’immobilità dell’altro. Quando si ferma la veicolazione del PRANA, la mente ugualmente si tranquillizza. Capiamo quindi come il PRANAYAMA sia una tappa che ci conduce automaticamente alla realizzazione della concentrazione (DHARANA) e alle altre tappe superiori della pratica YOGA.
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- elena
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Tipi di respirazione
Esistono tre principali modalità di respirazione: la respirazione addominale, la respirazione toracica o costale e la respirazione clavicolare.
La respirazione addominale o diaframmatica favorisce la più ampia espansione dei polmoni, assicurando l’assorbimento di maggiori quantità di aria fresca, durante l’inspirazione. Inoltre, questo tipo di respirazione, realizza un massaggio agli organi intra-addominali ed energizza il plesso solare.
Il diaframma è un muscolo situato tra il torace e l’addome che, durante la respirazione, si contrae e viene spinto in basso, mentre durante l’espirazione l’aria viene espulsa dai polmoni ed il diaframma si rilassa. In una profonda respirazione, lo spazio tra la parte inferiore del torace e la parte superiore dell’addome viene leggermente spinto verso l’alto e verso il basso, cosicché si produce una respirazione completa. Quando viene utilizzato il diaframma nella respirazione, appare un piccolo movimento nella parte inferiore dell’addome, mentre il petto rimane immobile.
In generale, viviamo in una maniera tesa, stressante e respiriamo in modo caotico, e in particolare le donne utilizzano solo la zona del petto e non anche quella addominale. Questo crea tensione e ci spinge verso un circolo vizioso della mente agitata che conduce ad una respirazione irregolare e tensione psichica che a loro volta producono agitazione mentale, con respirazioni senza controllo che vanno a determinare problemi di salute tanto fisica quanto mentale.
La respirazione costale o toracica ha luogo attraverso il movimento delle costole, che ci assicura una leggera espansione dei polmoni e quindi una immissione di quantità d’aria più piccola, che determina una frequenza maggiore del ritmo della respirazione.
La respirazione clavicolare è la più debole, in quanto porta nei polmoni il minor volume d’aria. Essa assicura solo una ventilazione superficiale delle parti superiori dei polmoni e questo è causa, spesso non tenuta in considerazione, di molte disfunzioni e malattie psico-somatiche.
Modalità di eliminazione delle malattie respiratorie
Così come abbiamo mostrato nell'articolo precedente, il corpo fisico, la respirazione e la mente sono strettamente legati. Quando la respirazione è irregolare, si producono spasmi, blocchi dello scorrimento del soffio, la respirazione diviene rumorosa, e tutto questo provoca agitazione mentale. Quando il corpo è rilassato, la respirazione scorre liscia, senza pause, in silenzio e leggera, e la mente a sua volta è calma e tranquilla. Pertanto, il primo passo che dobbiamo fare è prendere coscienza del modo in cui respiriamo. Se osserviamo che appaiono varie irregolarità nella respirazione, bisogna intervenire immediatamente per eliminarle. Vediamo quindi semplici accorgimenti ed esercizi per migliorare la nostra funzione respiratoria.
La pulizia nasale
Per respirare facilmente e facilitare l’assorbimento delle energie PRANICHE a livello del naso, bisogna assicurarsi che le narici siano perfettamente pulite. Per questo esiste una tecnica molto semplice chiamata JALA NETI, la pulizia del naso. Si realizza utilizzando acqua tiepida, leggermente salata, che introduciamo nella narice attraverso un utensile apposito o, più semplicemente, assorbendo l’acqua dall’incavo del palmo, alternandolo, una narice per volta, facendo poi uscire l’acqua soffiando forte (non occorre che l'acqua salga fino in fondo, finendo in gola). Il sale deve essere ben sciolto ed il gusto dell’acqua deve assomigliare approssimativamente a quello delle lacrime. La concentrazione ottimale è la punta di un cucchiaio di sale non iodato sciolto in mezzo bicchiere d’acqua, cioè come la concentrazione di liquido fisiologico nel corpo. Questa tecnica pulisce a fondo le narici, cosicché la respirazione sarà molto più facile. Allo stesso modo, questa pulizia ha anche un effetto calmante.
Il PRANAYAMA segue gli ASANA
Un aspetto molto importante nella realizzazione delle tecniche YOGA è tenere in conto la successione delle tappe così come vengono descritte da Patanjali negli YOGA SUTRA, e ossia, nella nostra pratica spirituale incominceremo prima di tutto con gli esercizi di HATHA YOGA per poi continuare con gli esercizi di PRANAYAMA. Coloro che non rispetteranno queste indicazioni estremamente importanti si potrebbero confrontare con alcuni problemi fisici ed anche psichici. Alla fine di tutti gli esercizi di PRANAYAMA è obbligatorio realizzare un rilassamento del corpo fisico, eseguendo il rilassamento yogico completo, ovvero SHAVASANA.
Presentiamo qui di seguito alcuni semplici esercizi di respirazione (PRANAYAMA) che potrete praticare con facilità, rispettando le indicazioni menzionate qui sopra.
Postura del coccodrillo
In questa postura ci stendiamo al suolo a faccia in giù, cercando di avvicinare la zona addominale e la zona del petto a terra. Le gambe sono tese. La fronte appoggia sulle braccia piegate, la parte superiore del tronco viene leggermente sollevata da terra. In questa postura respireremo automaticamente con il diaframma. Il petto non si muove. Orientiamo l’attenzione sulla respirazione, sull’immobilità della zona del petto e della zona inferiore dell’addome e sul modo in cui opera questa respirazione diaframmatica. Attraverso l’osservazione di tutti questi aspetti sarà facile diventare coscienti del processo respiratorio anche dopo aver concluso questa postura.
Postura del cadavere
La postura del cadavere (SHAVASANA) viene realizzata stendendoci al suolo di schiena, con le braccia leggermente distanziate dal tronco, i palmi delle mani orientati verso l’alto e le gambe leggermente divaricate. Rimaniamo perfettamente immobili in questa postura ed andiamo a realizzare diversi esercizi di controllo mentale sulla respirazione. Per esempio:
- - osserviamo il sollevamento e l’abbassamento dell’addome;
- - osserviamo l’eliminazione degli spasmi durante la respirazione;
- - diventiamo coscienti ed eliminiamo le pause durante la respirazione;
- - osserviamo la riduzione graduale del flusso respiratorio ed il rallentamento naturale della respirazione;
- - prendiamo coscienza di come la respirazione diviene calma e quasi impercettibile;
- - immaginiamo come l’energia veicolata attraverso la respirazione scende e risale lungo la colonna vertebrale.
Prima di realizzare la meditazione yogica è indicato realizzare la postura del cadavere, prendendo coscienza dell’eliminazione di tutte le irregolarità del processo respiratorio.
Respirazione alternata delle narici:
Nella pratica YOGA si parla spesso dell’equilibrio e della focalizzazione. Nel momento in cui le energie sottili sono senza controllo, si possono produrre perturbazioni a livello del corpo fisico e della mente. Il processo di interiorizzazione si produce quando l’energia della parte sinistra del corpo si equilibra con l’energia della parte destra.
Quando le energie non sono equilibrate all’interno dell’essere umano, una tra le migliori modalità per riequilibrarlo è quella di focalizzare l’attenzione sull'entrata e uscita dell’aria all’interno delle narici. La maggior parte del tempo, l’aria respirata circola in modo predominante attraverso una narice sola, alternativamente. Nel caso in cui la respirazione si realizza in modo uguale attraverso entrambe le narici, la mente si calma profondamente, diventando pronta per la meditazione.
La respirazione alternata nasale è un metodo attraverso il quale diventiamo coscienti delle nostre energie PRANICHE grazie alla regolarizzazione del processo respiratorio attraverso una narice o l’altra. In pratica, tappiamo alternatamente le narici con le dita, controllando così i flusso respiratorio, dirigendolo in una sola narice, la narice attiva. Il processo si può ripetere più volte, scambiando le dita e tappando la narice opposta, respirando solo attraverso la narice che rimane attiva.
Durante la pratica, cercheremo di utilizzare solo le dita per chiudere una narice, o l’altra, e dirigeremo la nostra attenzione solo verso il processo respiratorio attraverso la narice sinistra, poi la narice destra, successivamente, mantenendo gli occhi chiusi e in uno stato di rilassamento.
Respirazione equilibrata attraverso l’uso della mente
Come continuazione alla respirazione alternata attraverso le narici, in questa tecnica cercheremo di bloccare lo scorrere dell’aria attraverso le narici tramite la mente. L’attenzione viene diretta sulla narice inattiva ed in breve tempo essa diverrà attiva e la respirazione scorrerà attraverso essa. In questo modo, la mente viene utilizzata per regolare il processo della respirazione, e l’energia che viene veicolata in questo caso è molto più sottile di quella della respirazione abituale. Questa è la chiave per imparare veramente come regolare il nostro sistema energetico, che diviene estremamente utile nella meditazione e nell’auto guarigione.
Durante questa tecnica cerchiamo ugualmente di sentire lo scorrimento dell’aria inspirata ed espirata attraverso le narici. L’espirazione è lenta e due volte più lunga dell’inspirazione. La respirazione si realizza di continuo, senza pause tra l’inspirazione e l’espirazione, scorrendo lenta una dopo l’altra.
Respirazione 2 a 1
Questo tipo di respirazione presuppone che respiriamo in modo controllato, ovvero che la respirazione sia due volte più lunga dell’inspirazione. Per esempio, possiamo cronometrare la respirazione e, mettiamo il caso che l’espirazione abbia una durata di 6 secondi, allora l’inspirazione sarà di 3 secondi, e realizzeremo così 6-7 respirazioni per minuto.
Cerchiamo di trovare un ritmo respiratorio che sia quanto più conveniente. Ad esempio: 4:2, 6:3, 8:4, 10:5, 12:6, in cui il primo numero rappresenta i secondi d’espirazione ed il secondo quelli d’inspirazione. Poi, durante la pratica, nella misura in cui ci abituiamo a respirare in questo modo, possiamo eliminare il conteggio, focalizzandoci solo sulla respirazione.
La respirazione 2 a 1 ha un effetto fortemente rilassante sul sistema nervoso ed è anche un’eccellente modalità per prepararci alla meditazione.
Respirazione controllata e atto amoroso
La respirazione realizzata correttamente influenza in bene l’intero nostro essere: apporta un plus di vitalità a livello del corpo fisico attraverso l’armonizzazione dell’energie dell’essere ed attraverso l’assimilazione del PRANA del Macrocosmo, influenza positivamente gli stati emozionali e i vissuti, ed anche la mente diviene chiara, lucida e facile da controllare.
Durante la fusione amorosa con continenza, il ritmo respiratorio si equilibra ed entra in armonia con i sottili soffi cosmici, cosicché i due amati possono assimilare per risonanza energie estremamente elevate e rigeneranti.
Solitamente, durante l’atto amoroso, la respirazione accelera con la crescita dell’eccitazione sessuale. Di conseguenza, la mente comincia ad agitarsi e a dirigersi verso uno stato di maggiore emotività, ed anche la respirazione diventa irregolare. Quindi, il momento di perdita del controllo sulle energie sessuali (eiaculazione con perdita) è inevitabile. La più semplice modalità per controllare questo processo è quella di tenere sotto controllo la respirazione. Quanto più la respirazione è calma e ritmata, più la mente diviene tranquilla e predomineranno le esperienze amorose elevate, affettive. Gli stati intensi d’amore, d’espansione e di interiorizzazione profonda possono essere indotti e sostenuti con il controllo esercitato sulla respirazione.
Per concludere, presentiamo in sintesi le conseguenze di una respirazione difettosa:
- stress, stanchezza:
- aumento di peso, aumento dell’asma;
- iperventilazione che conduce alla diminuzione anormale della concentrazione di biossido di carbone nel sangue;
- rallentamento del metabolismo;
- stati di pigrizia ed ansia;
- stati di stordimento e confusione;
- i muscoli addominali, pettorali e del torace si irrigidiscono e con il tempo possono portare ad insufficienza respiratoria;
- fluttuazioni mentali;
- mente pesante, rallentata.
Mentre gli effetti di una respirazione corretta, a seguito della realizzazione delle tecniche di PRANAYAMA, sono:
- eliminazione della suscettibilità e dell’irritabilità nervosa;
- rallentamento e miglioramento del ritmo cardiaco;
- crescita della resistenza alle infezioni;
- eliminazione del rischio di malattie cardiovascolari;
- eliminazione della stanchezza cronica;
- guarigione di problemi respiratori;
- normalizzazione dei valori della tensione arteriale;
- longevità;
- elasticità e luminosità della pelle;
- il corpo può aumentare il calore o rinfrescarsi a seconda della tecnica di PRANAYAMA utilizzata;
- la mente si calma, rilassamento globale dell’intero essere;
- equilibrio energetico a livello di tutte le funzioni del corpo;
- vitalità;
- stato di entusiasmo, voglia di vivere;
- fiducia in se stessi, potere d’azione.
www.yoga-integrale.it/Centro%20Yoga%20Ge...anayama_esercizi.htm
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