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OFFERTE DI PRODOTTI VIA MAIL O MP
In un forum che tratta di salute e malattie, può succedere che improvvisamente qualcuno offra la soluzione tanto agognata, via mail o via messaggio privato.
DIFFIDATE sempre, controllate, ricercate e chiedete. Chiedete ad altri foristi se per caso conoscono questo prodotto, chiedete se esistono dei test e delle testimonianze attendibili.
Domanda Il cambiamento
- adk
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ho solo necessità di uscire, di stare attento alle macchine, agli scalini, alle persone, a non cadere in mare
oggi faccio riferimento a me stesso.
buon sabato pomeriggio
L' essenziale è invisibile agli occhi...
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- simo
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per il tempo che ci dedichi
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Stamani ho detto a mia sorella degli ultimi sviluppi, ho voluto dirle tutto per correttezza, per non dover fingere con lei che tutto vada bene. Ha pianto tanto, diceva "non è giusto, non è giusto..." io le lacrime... non ne ho più.
Le ho detto che nulla cambia, si andrà avanti tranquillamente.
A questo punto sinceramente parlando, nel più profondo io sono saltati alcuni paletti che stavano li da una vita, sono arrabbiato e pronto ad arrabbiarmi col mondo intero, col terreno e l'ultraterreno.
Un caro abbraccio
un grazie per quello che mi avete insegnato in questi mesi, tutto rimarrà, se non per me, sarà per mia moglie o per mia figlia minore.
Non si può apprendere tutto, è bello interessarsi a tante cose e qui, in questa piazza gli argomenti non mancano mai.
Nell'ombra della notte ventosa, faccia volare il mantello che mi avvolge e protegge, metto l'ampio cappuccio sul capo a nascondermi e mi avvio per le via buie.... a metà tra zorro ed un monaco francescano...
notte amici/che
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- elena
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Lester Levenson era un uomo che aveva imparato la più grande sfida della vita.
Nel 1952, all’età di 42 anni, Lester, un fisico e imprenditore di successo, era al culmine del successo mondano, ma lui era molto ammalato e infelice.
Ha avuto molti problemi di salute, tra cui la depressione, un ingrossamento del fegato, calcoli renali, problemi di milza, iperacidità, un’ulcera che aveva perforato lo stomaco e causato altre lesioni. Era così malato, infatti, che dopo aver subito il suo secondo intervento alle coronarie, i suoi medici lo mandarono a casa, nel suo attico di Central Park South a New York City, a morire.
Lester era un uomo che amava le sfide. Così, invece di rinunciare, ha deciso di cominciare a lavorare su se stesso e di trovare alcune risposte. Grazie alla sua determinazione e concentrazione, è stato in grado di zittire la sua mente cosciente per trovare ciò di cui aveva bisogno. Ciò che trovò è lo strumento ideale per la crescita personale, un modo di lasciare andare tutte le limitazioni interiori.
Era così eccitato dalla sua scoperta, da usarla intensamente per un periodo di tre mesi. Entro la fine di tale periodo, il suo corpo divenne di nuovo completamente sano. Inoltre, egli entrò in uno stato di profonda pace, che non lo ha mai lasciato. Morì il 18 gennaio 1994.
“Ho cominciato a chiedermi:” Cosa voglio dalla vita? “E la risposta è stata: la felicità. Indagando ulteriormente, sono arrivato a cogliere un momento in cui mi sentivo felice. Ho scoperto una cosa che per me, in quel momento, è stata sorprendente: ero stato più felice quando ero innamorato. Quella felicità era in relazione alla mia capacità di amare, piuttosto che derivare dall’essere amato. Quello era un punto di partenza. ”
Lester Levenson
Lester condivide le sue scoperte con gli altri.
Ciò che Lester ha scoperto, in prima persona, è che siamo tutti esseri illimitati, ma che veniamo limitati dai concetti di “limite” che conserviamo nelle nostre menti. Questi concetti di limitazione non sono veri; inoltre, dal momento che non sono per niente veri, possono facilmente essere rilasciati o scaricati.
“Nel realizzare quanto avrei voluto cambiare le cose in questo mondo, ho visto come questo pensiero mi aveva reso schiavo proprio di questo mondo. Ho preso la decisione di tornare indietro. E nel perseguire questi due obiettivi – cioè scaricando effettivamente tutti i concetti del subconscio, nonché la pressione in quella direzione – ho scoperto che stavo diventando sempre più felice, più libero, più leggero, e mi sentivo meglio in generale. ”
Lester Levenson
Lester credeva fermamente che la crescita personale non fosse dipendente da una qualsivoglia fonte esterna, come, ad esempio, un insegnante, pertanto non volle essere considerato il guru di nessuno.
“Quando entriamo in sintonia, la nostra capacità di amare è così immensa che amiamo tutti con un’intensità estrema, che rende il vivere più delizioso che mai.”
Lester Levenson
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- elena
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La Procedura.
Mettiti a tuo agio e concentrati dentro te stesso. I tuoi occhi possono essere aperti o chiusi.
Passo 1:
Concentrati su qualcosa su cui vorresti sentirti meglio quando ci pensi e poi permetti a te stesso di sentire qualsiasi emozione esca in quel momento; non deve necessariamente essere un’emozione forte, va bene tutto.
.
Passo 2:
Chiediti una delle tre cose (ognuno è diverso e può preferire una formula piuttosto dell’altra):
Potrei lasciar andare questa sensazione ?
Potrei permettere a questa sensazione di essere qui?
Potrei accettare questa sensazione ?
Lo scopo è capire che è possibile fare qualcosa. Potete rispondere Si o No, entrambe le risposte sono accettabili. Ponderate la risposta evitando un dibattito col dialogo interiore.
Nota: Anche soltanto concentrarsi sulle proprie sensazioni crea un cambiamento. Spesso “evaporano” o perdono intensità. Gli autori dicono che la causa sta in tutto il tempo che noi combattiamo e sopprimiamo quelle emozioni, creando frizioni. Accettandole, invece, queste circolano e poi vengono rilasciate
Passo 3
Qualsiasi sia la domanda (e la risposta) al passo 2, ora chiediti:
Lo farei ?
( nel senso: ho la volontà/desiderio di lasciarlo andare) Se siete dubbiosi, le prime volte, potete usare la formula:
Preferirei avere questa sensazione oppure preferirei esserne libero?
Quale che sia la risposta (SI / NO ) procedete al passo 4.
Passo 4
Chiedetevi
Quando?
con la risposta implicita: adesso.
Passo 5 – Loop !
Ripetete dal passo 1 fino a quando vi sentite leggeri. Se non siete già molto sensibili, all’inizio non sentirete molto, ma già dopo 2-3 passaggi vi accorgerete che, ad ogni passaggio, c’è più “leggerezza”. Persistendo un po’, i risultati diventano tangibili. E vi accorgerete di essere una macchina a rilascio continuo.
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- Laura80
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adk ha scritto: oggi mi sono vendicato di questo destino vigliacco, dopo tanto rispetto e ristrettezze alimentari, mi sono concesso un euro di focaccia appena sfornata al panificio mio preferito.
Stamani ho detto a mia sorella degli ultimi sviluppi, ho voluto dirle tutto per correttezza, per non dover fingere con lei che tutto vada bene. Ha pianto tanto, diceva "non è giusto, non è giusto..." io le lacrime... non ne ho più.
Le ho detto che nulla cambia, si andrà avanti tranquillamente.
A questo punto sinceramente parlando, nel più profondo io sono saltati alcuni paletti che stavano li da una vita, sono arrabbiato e pronto ad arrabbiarmi col mondo intero, col terreno e l'ultraterreno.
Un caro abbraccio
un grazie per quello che mi avete insegnato in questi mesi, tutto rimarrà, se non per me, sarà per mia moglie o per mia figlia minore.
Non si può apprendere tutto, è bello interessarsi a tante cose e qui, in questa piazza gli argomenti non mancano mai.
Nell'ombra della notte ventosa, faccia volare il mantello che mi avvolge e protegge, metto l'ampio cappuccio sul capo a nascondermi e mi avvio per le via buie.... a metà tra zorro ed un monaco francescano...
notte amici/che
Ciao Mario.
È un po' che non scrivo qui, non perché non ti legga, ma perché per me ammetto che è difficile.
Parli di rabbia, ma tutto quello che traspare sempre di più dalle tue parole è rassegnazione.
Vedo tante persone che provano a sostenerti, a darti suggerimenti: Elena che ti propone degli esercizi (molto interessanti peraltro, ho provato a farli anch'io e mi è servito), Clara che cerca centri a cui rivolgersi...ma tu dove sei?
Non vorrei essere dura, penso che ognuno sia profondamente libero di vivere (o morire) come meglio crede o come meglio può.
Ma tu non sei solo. Come dici, hai una moglie, una figlia minore, e una maggiore se non ricordo male. E dei nipotini.
Dunque, hai delle responsabilità.
Ti ho raccontato di mio papà, perdonami se lo tiro in ballo, ma da figlia c'è solo una cosa che non sono riuscita a perdonargli.
Di essersi ammalato? No.
Di essere morto? Nemmeno.
Non gli perdono di non aver lottato fino in fondo per guarire.
Ci ha provato, sì, ma avrebbe potuto fare di più, molto di più.
Troppe volte l'ho visto arrendersi, rimandare a domani una decisione, finché di domani non ce ne sono stati più.
Questo suo arrendersi non glielo perdono. Perché se dici di volere bene alle persone, allora devi lottare per loro.
Da qualche parte nella mia testa, nonostante i tanti anni di analisi che mi hanno aiutato a capire tante cose e il tanto tempo passato, credo ancora che se mi avesse voluto più bene avrebbe lottato di più.
Sarebbe sopravvissuto? Non lo so. Ma avrebbe avuto più possibilità di riuscirci, di esserci al mio diploma, alla mia laurea, in ospedale il giorno che è nato mio figlio...
Queste cose te le devo dire, perché anche tua figlia potrebbe pensarle un giorno.
Vuoi lasciar perdere? Puoi farlo, è una tua scelta.
Ma avrà delle conseguenze sugli altri.
Per questi altri, sarebbe meglio che, invece di mangiare focacce, tu facessi la valigia.
C'è pure una clinica Gerson in Europa, se è per questo, anzi 2, basta cercarle su internet.
A distanza di tanti anni Mario, io ho capito che a uccidere mio padre non è stato il cancro, ma la depressione, la sua mancanza di speranza.
Non è una bella eredità da lasciare ai figli, te lo assicuro.
Scusa la sincerità.
Ti abbraccio
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