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Domanda Il cambiamento

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11 Anni 6 Mesi fa #38232 da Clara
Risposta da Clara al topic Il cambiamento
Ciao Mario hai visto il post con indirizzi e numeri di telefono?
Quelllo che farei è contattare ciascun centro e medico (a parte quelli che si occupano di ablazioni) ,esporre il tuo problema e ascoltare le loro proposte, costi ecc.
Poi manderei una mail alla clinica in germania sempre esponendo il tuo problema, chiedendo chiarimenti riguardo alla terapia biologica.
DAI DAI DAI!!!
Cerco ancora altri centri

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11 Anni 6 Mesi fa - 11 Anni 6 Mesi fa #38234 da Clara
Risposta da Clara al topic Il cambiamento
MARIOOO , zio bono, CI SEIIII????
Ohh, guarda l'ultimo post c'è un indirizzo in Francia a Strasburgo, per ora mi sembra il meglio di quello che ho visto

Parli francese? Dai tesoro chiama subito domani.
Ultima Modifica 11 Anni 6 Mesi fa da Clara.

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11 Anni 6 Mesi fa #38237 da Midiclò
Risposta da Midiclò al topic Il cambiamento
Adk..... ho letto la notizia dell'ultima tac... mi spiace...
forza amico caro, questo è il momento in cui devi tenere la mente sull'obiettivo.

Ti prego non lasciarti abbattere da questi risultati, vai avanti con tutta l'integrazione e la dieta che stai facendo.
Visualizza la tua guarigione!
Dài, dài!!!

E chiama i contatti che ti ha fornito Clara, è una buona idea!

Ti mando un forte abbraccio... :kiss:

Sto ancora e sempre imparando...

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11 Anni 6 Mesi fa #38238 da adk
Risposta da adk al topic Il cambiamento
si Clara, ci sono, ho letto tutto e ti ringrazio come ringrazio tutti/e.
Sono tutto sudato ed agitato...
rieccomi, era pronto il te.
è il tempo dei riassunti, dello stare seduto con me stesso
su una spiaggia solitaria,
su una panca nella chiesa più sperduta del centro storico,
sotto le coperte, infagottato,
in, cucina, in camera a ragionare con mia moglie, con le porte chiuse per non ri-turbare la mia bella ragazzina,
Solo con me stesso anche quando ricevo inaspettata telefonata di chi mi dona il suo amore senza neppure avermi mai toccato fisicamente, oramai parlare (leggere e scrivere) con certe persone è quasi come parlare con me stesso.
Ai.... sono stato interrotto da mia figlia (la seconda) e non ricordo cosa stessi scrivendo.
Anticiperò le info anche al dottor Paolo al quale mi sono affidato..
Lunedi sentirò la versione degli oncologi che mi seguono dal post intervento (naturalmente so al 95% quello che diranno e come me lo diranno). Soprattutto.... sentirò quel signore magrolino seduto al mio fianco col quale ho appena bevuto un te.
Mi pare di averlo scritto in passato (per la tac di 11dicembre), le misure non mentono, sono confuso arrabbiato con tutto e tutti.
Ci sentiamo.
un abbraccio.

ps
per favore non arrabbiatevi con me se non ho la valigia pronta. :(

L' essenziale è invisibile agli occhi...

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11 Anni 6 Mesi fa #38239 da Clara
Risposta da Clara al topic Il cambiamento
Mario, fai una cosa, me la cavo col francese, scrivi qui per piacere i referti delle tue TAC, provoio a sentire la clinica a Strasburgo.
Il dott. Paolo è quello dell'alimentazione? Quello che dice che gli integratori non servono a niente? Beh se è lui, non ti "affidare" prendi solo quella parte che ti serve, è così che ci si muove. Non avere paura di dispiacergli, sei tu che hai il problema e non lui.
Mi piacerebbe anche sapere se questa dieta che fai ha certi effetti: ti rattrista? Senti freddo? Quanti chili hai perso?

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11 Anni 6 Mesi fa #38241 da elena
Risposta da elena al topic Il cambiamento
Mario caro non posso chiamarti perché non ho il tuo telefono, ma sono li con te, lo sai. Senti quello che ti consiglia Clara. Hai provato a vedere se la quinoa poteva andare? È facile dire di non mollare quando la mente va in continuazione dove non deve andare, ai referti, al dolore, e allora che senso ha fare le affermazioni di guarigione se poi ci focalizziamo sul dolore o i referti? È un effetto nocebo micidiale. Stai li a dirti continuamente che non c'è più niente da fare e ti rincantucci nei tuoi panni bagnati, mentre avresti bisogno di far uscire il dolore invece di tenertelo dentro. Trattieni il dolore e resisti. Devi lasciarlo andare. Liberartene. Non resistergli. Allentare la presa. Tu mica ispiri soltanto, poi espiri, rilasci anidride carbonica. Lo stesso va fatto con il dolore, perché trattenerlo e trattenere qualunque pensiero che ti danneggia Non ti fa bene.
Hai letto i referti, già prefiguri quanto ti diranno gli oncologi. Bene. Non andarci se pensi che nulla potranno aggiungere a quanto già sai. Non è quella la direzione. Nel processo di respirare, sia l’inalare che l’espirare può essere inibito mentre tratteniamo le nostre emozioni non risolte, tu lo hai verificato. Per questo lavoravi a ribilanciato. Ci vuole costanza. Non ti dico di sopprimere il dolore, che equivarrebbe a resistere.

"Ogni volta che ci dicevano “no”, che ci dicevano di comportarci bene, di sedere fermi ed in silenzio, di smettere di frignare che “i ragazzi grandi non piangono” oppure che “le ragazze grandi non si arrabbiano”, e di crescere e di essere responsabili, noi abbiamo imparato a sopprimere le nostre emozioni. Inoltre, eravamo spesso visti come un adulto quando eravamo arrivati al punto di essere bravi a sopprimere la nostra naturale esuberanza per la vita e tutti i sentimenti che gli altri ci convinsero di credere fossero inaccettabili. Noi divenimmo più responsabili verso le aspettative degli altri su di noi rispetto che alle esigenze del nostro benessere emotivo.
L’altro lato dell’oscillazione del pendolo è l’espressione. Se siamo arrabbiati, urliamo; se siamo tristi, piangiamo. Mettiamo le nostre emozioni in azione. Abbiamo lasciato uscire fuori un po’ di vapore dalla nostra pentola a pressione interiore, ma non abbiamo spento il fuoco. Spesso ciò ci fa’ sentire meglio rispetto alla soppressione, in particolar modo se abbiamo bloccato la nostra abilità di esprimere. Spesso ci sentiamo meglio dopo, ciò nonostante, l’espressione ha anche i suoi difetti. Una buona terapia è generalmente basata sull’aiutarci ad entrare in contatto per poi esprimere le nostre emozioni. E le relazioni sane e durature, certamente non potrebbero sopravvivere se noi non esprimessimo chiaramente come ci sentiamo.


Lasciami spiegare chiedendoti di partecipare ad un semplice esercizio. Prendi una penna, una matita, oppure qualche piccolo oggetto che tu potresti essere disposto a mollare senza pensarci un secondo.
Ora, impugnalo di fronte a te e stringilo veramente forte. Pretendi che questo sia una delle tue emozioni limitanti e che la tua mano rappresenti il tuo ventre oppure la tua consapevolezza. Se tieni l’oggetto abbastanza a lungo, questo incomincerà a far sentire disagio ma anche ad essere familiare.
Ora, apri la tua mano e rotola l’oggetto lungo di essa. Nota che tu sei colui che la sta tenendo; non è attaccata alla tua mano.
stesso è anche vero per i tuoi sentimenti. I tuoi sentimenti sono attaccati a te quanto l’oggetto è attaccato alla tua mano.
Noi resistiamo le nostre emozioni e ci dimentichiamo che ci stiamo aggrappando ad esse. Come ho affermato nell’Introduzione, è anche nel nostro linguaggio. Quando proviamo rabbia o tristezza, di solito non diciamo, “io provo rabbia”, oppure, “io provo tristezza”, oppure, “io sono triste”. Senza realizzarlo, noi stiamo mal identificando che noi siamo l’emozione. Spesso, noi crediamo che un’emozione si sta aggrappando a noi. Questo non è vero... noi siamo sempre in controllo e semplicemente non lo sappiamo. Ora, lascia andare l’oggetto.
Che cosa è successo ? Hai lasciato andare l’oggetto, ed è caduto sul pavimento. E’ stato difficile ? Naturalmente no. Questo è ciò che intendiamo quando noi diciamo di “lasciare andare”.
Tu puoi fare la stessa cosa con qualsiasi emozione - scegli di lasciarla andare. Mantenendo la stessa analogia: se tu andassi in giro con la tua mano aperta, non sarebbe molto difficile trattenere la penna o l’altro oggetto che stai tenendo ? Allo stesso modo, quando tu permetti o dai il benvenuto ad una emozione, stai aprendo la tua coscienza, e ciò permette all’emozione di cadere via da sola- come le nuvole passano sul cielo o il fumo passa attraverso un caminetto con il comignolo aperto. E’ come quando tu rimuovi il coperchio da una pentola a pressione.
Ora, se tu prendessi lo stesso oggetto- una matita, una penna, od un sassolino- e lo ingrandissi abbastanza grande , apparirebbe sempre di più come spazio vuoto. Dovresti guardare negli spazi tra le molecole e gli atomi. Quando tu ti immergi nel nucleo di un sentimento, osserverai un fenomeno comparabile: Niente è veramente lì.
Mentre padroneggi il processo del rilasciare, scoprirai anche che i tuoi sentimenti più profondi sono solo sulla superficie.
Nel nucleo tu sei vuoto, silente, ed in pace, non nel dolore e nel buio che molti di noi assumerebbero. Infatti, anche i nostri sentimenti più profondi hanno solamente tanta sostanza quanto una bolla di sapone. E tu sai cosa succede quando ficchi il tuo dito nella bolla di sapone- essa scoppia. Ciò è esattamente quello che succede quando ti immergi nel centro di una emozione.
Per favore tieni a mente queste tre analogie mentre andiamo insieme attraverso il processo di rilasciare. Rilasciare ti aiuterà a liberare te stesso da tutti i tuoi pensieri, emozioni e schemi di comportamento non voluti. Tutto ciò che è richiesto da te è che tu rimanga quanto più aperto ti è possibile verso il processo. Rilasciare ti libererà in modo da accedere ad un pensiero più chiaro, sebbene non sia un processo di pensiero. Comunque ti aiuterà ad accedere ad una creatività più elevata, e non avrai bisogno di essere particolarmente creativo per essere efficiente nel farlo.
Otterrai sempre di più dal processo del rilasciare man mano che permetterai a te stesso di vederlo, ascoltarlo, provarlo mentre funziona, piuttosto che pensando a come e a perché funziona. Conduci, meglio che puoi, con il tuo cuore, non con la tua testa. Se ti ritrovi un po’ bloccato nel cercare di capire, puoi usare lo stesso identico processo per lasciare andare di “voler cercare di capire”. E’ garantito che, mentre lavori con questo processo, tu capirai meglio avendo l’esperienza diretta del farlo.
Allora eccolo qui ed andiamo.

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