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In un forum che tratta di salute e malattie, può succedere che improvvisamente qualcuno offra la soluzione tanto agognata, via mail o via messaggio privato.
DIFFIDATE sempre, controllate, ricercate e chiedete. Chiedete ad altri foristi se per caso conoscono questo prodotto, chiedete se esistono dei test e delle testimonianze attendibili.

La Medicina Ortomolecolare è una pratica terapeutica che si basa sull'introduzione della quantità ideale di nutrimenti nella dieta che mira a perseguire il livello di salute ottimale attraverso il riequilibrio dell'assetto biochimico.

Idea VITAMINA D - DIBASE

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9 Anni 8 Mesi fa - 9 Anni 8 Mesi fa #51326 da miciofelix
Risposta da miciofelix al topic VITAMINA D - DIBASE
sono pienamente d'accordo con Ser, non avrei potuto e saputo dire meglio le cose che ha detto lui :)

"(..) sei fuori di testa (..)"
"serve una vita intera di pratica...."
Ultima Modifica 9 Anni 8 Mesi fa da miciofelix.

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9 Anni 8 Mesi fa #51333 da Ferruccio
Risposta da Ferruccio al topic VITAMINA D - DIBASE
Ser fa riferimento a “.. Elena quando dice che molto dipende dal cervello..”

Certamente è vero
e la ragione va cercata nella mancanza di Magnesio.

Con poco e scarso Magnesio, il cervello funziona male e quindi non riesce
a dare le direttive giuste all’organismo.

Purtroppo il Magnesio passa inosservato e si vanno
a cercare profonde elucubrazioni, mentre la realtà concreta
che può spiegare moltissimi dei nostri problemi
è a portata di mano, ma ciò sembra banale, una cosa di poco conto.

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  • Raffaele/Michelangelo
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9 Anni 8 Mesi fa - 9 Anni 8 Mesi fa #51338 da Raffaele/Michelangelo
Risposta da Raffaele/Michelangelo al topic VITAMINA D - DIBASE
Francois,

lo scrivente ha un’età di sessantatré anni, per cui, indubbiamente, una diminuita sintesi della vitamina D da irraggiamento solare (nonostante gli anni ben portati per una sana dieta e supplementazione Ortomolecolare, unite a un corretto stile di vita e al buonumore), e una scarsissima esposizione, anche nel periodo estivo, al sole, trascorrendo molto tempo nel lavoro e/o nello studio.

Aggiungo comunque che persino i giovani, i quali trascorrono molta parte del loro tempo all’aperto, nel periodo autunno-inverno siano spesso in carenza o in insufficienza di vitamina D.

A livello osseo (tessuto connettivo mineralizzato), poi, la cui matrice consta di collagene e il cui minerale osseo è costituito per lo più di cristalli d'idrossiapatite con elevate dosi di calcio e fosforo, si possono registrare, purtroppo, dei seri deficit di vitamina D.

Come mostra, per l’appunto, l’alta percentuale di donne in menopausa.

L'endoscheletro delle persone mature, sebbene esso non sia più in accrescimento, possiede un tessuto osseo ch’è, come dire, in “sistematico rimodellamento”, quale reazione allo stress.

Ossia, l'osso si demineralizza e si ri-mineralizza mediante il lavoro di osteoclasti e di osteoblasti (cellule ossee), per cui, se si verifica una protratta insufficienza di D, anche se permane la matrice ossea collagene, l'osso si demineralizza con tanto di sofferenza e d'indebolimento (osteomalacia), situazione questa da non confondere con l'osteoporosi.

Tra i più colpiti da insufficienza di vitamina D figurano i neonati che non fruiscono d'un'adeguata esposizione alla luce solare e che sono alimentati col latte artificiale non fortificato con vitamina D, soprattutto se nati verso fine autunno, le persone anziane che prendono poco sole, in quanto con l'età si riduce la capacità di sintesi della D da parte dell'organismo esposto alla luce solare, gli Africani o gli Indiani, scuri di carnagione, i quali risiedono nel nord o nel sud degli USA, perché la loro pelle ha una ridotta capacità di sintesi della vitamina D, le donne Arabe che rivestono totalmente il proprio corpo quando sono all'aria aperta, gli affètti da fibrosi cistica e da colestasi epatica (condizione di ristagno biliare nella colecisti o nei canali biliari intraepatici ed extraepatici), patologie entrambe che arrecano una scarsa assimilazione della D dietetica, coloro che presentano dei processi enterici infiammatori (per es., il morbo di Crohn), soprattutto se sono stati sottoposti a resezioni del tenue, i soggetti con grave deficit renale, perché non sono in grado di trasformare il calcidiolo in calcitriolo (forma attiva della D), gli affètti da un'infrequente patologia genetica che destabilizza la funzione dell'enzima 1-idrossilasi a livello renale e quindi il processo di conversione del calcidiolo in calcitriolo, gli epilettici per via dell'assunzione di prodotti anticonvulsivanti (fenitoina, ...) che si ripercuotono sul ricambio nel fegato della D.

Una supplementazione di D in soggetti sani, in quantità elevata tra 10000 e 50000 IU al giorno, per diversi anni, probabilmente per i considerevoli valori ematici di calcio da essa generati, potrebbe creare ripercussioni sulla mancanza d'appetito, produrre voltastomaco, conati di vomito, sete smodata, abbondante diùresi, smarrimento, fino al coma e alla morte.

Tuttavia, per le più disparate motivazioni, risulta sempre più ridotto il tempo libero da trascorrere all'aperto, al sole, e ciò, unito al fatto che usiamo sempre più spesso creme schermanti e che con l'invecchiamento la nostra pelle è sempre meno capace di assorbire la vitamina D, fa sì che vi siano sempre più individui in carenza di questa basilare vitamina e, conseguentemente, un numero sempre più crescente di soggetti affètti da malattie autoimmuni.

Tanto il timo (ghiandola del sistema linfatico e più generalmente di quello immunitario, con l'incarico di far raggiungere ai differenti tipi di linfociti il pieno sviluppo, con lo scopo poi di annientare i microrganismi patogeni all'interno delle cellule) quanto il linfocita T (vitale cellula del S.I., che ha origine nel midollo osseo come unità cellulare non differenziata, per essere poi destinata al timo per la sua conversione in linfocita T, preposta all'immunità cellulo-mediata) necessitano di tantissima D, perché se viene loro a mancare, ecco che risulta più arduo che gli stessi linfociti giungano a maturazione, con grave danno per il S.I..

I bambini, frequentemente cagionevoli di malattia, andrebbero sottoposti a un controllo del livello della 25-OH-D e del paratormone.

La D agisce sia sulla formazione delle cellule dendritiche sia sulla trascrizione genica ed è quindi capace di monitorare e modulare tutto il S.I.; controlla, inoltre, la trasformazione dei monociti in macrofagi che fagocitano e annientano le cellule-bersaglio, assicurando così al S.I. un'ottima protezione contro i microrganismi patogeni.

Tanta più D possediamo quanto più efficace sarà la nostra risposta immunitaria alle infezioni e al contempo la capacità dell'organismo d'inibire la suicida reazione autoimmune.

Ovviamente, ogni soggetto, tanto se affètto da patologia autoimmune quanto se sano, ha una soglia a lui ottimale nell'assunzione di megadosi di vitamina D, a seconda cioè della personale resistenza all'assorbimento della vitamina stessa, soglia che conviene garantirsi giorno per giorno quale prevenzione nei confronti di una infinità di rischi, anche piuttosto seri.

Il PTH incollato sul valore minimo del range di normalità ci dà una duplice certezza:

- la massima attività della vitamina D;

- la non tossicità anche della eventuale mega-dose di vitamina D che si stia assumendo.

Inversamente, un valore del paratormone attestato verso la soglia massima del range di normalità evidenzierebbe una carenza significativa di D, la quale condurrebbe alla sottrazione di calcio dal tessuto osseo (piuttosto che dal cibo che passa nel livello enterico, per deficit di D) per garantire la concentrazione del calcio nel circolo sanguigno.

Una volta calibrata la dose ottimale di vitamina D, variabile da soggetto a soggetto, occorre verificare con controlli periodici a lungo termine che i valori siano ancora nella norma, escludendo così il rischio di intossicazione vitaminica con la eventuale riduzione della quantità giornaliera.

Questa straordinaria vitamina non mira al risanamento di una malattia piuttosto che un'altra ma esplica la sua benevola azione sul S.I., il quale si arricchisce enormemente di un certo tipo di cellule, i linfociti T regolatori, straordinari modulatori di tutto il sistema immunitario.

Le supplementazioni di D è preferibile farle giornalmente e non con boli, per evitare sbalzi vitaminici nella concentrazione ematica e una dose da 10000 UI/die, Francois, torno a ripetere, risulta fisiologica, dato che è la quantità che la nostra pelle potrebbe fabbricare in 15-20 minuti di esposizione all'irraggiamento solare, senza alcuna protezione solare, in maglietta a maniche corte e calzoncini, se si è giovani e di carnagione chiara.

Ribadisco che questa quantità risulta priva di rischio (secondo le affermazioni del dottor Coimbra, sua figlia prende da più di 6 anni 10000 UI/die di vitamina D, dose talmente sicura da essere venduta negli USA senza alcuna prescrizione medica), per cui non si ha bisogno né di una dieta né di una idratazione specifica né di una supplementazione, che comunque, personale parere, sono prudentemente da associare a puro scopo cautelativo, unendovi, solo per un certo periodo di tempo, dei controlli trimestrali della 25-OH-D, del PTH, della calciuria.

Si può addirittura supporre che la vitamina D eserciti una benevola influenza sulla flora enterica, riducendo i microrganismi patogeni.

Diversamente, una carenza di questa vitamina potrebbe modificare il prezioso equilibrio della flora intestinale, in virtù del fatto che ogni cellula reagisce naturalmente alla efficacia della D.

Occorre solamente, quando si assumono mega-dosi di D ossia dosi superiori alle 10000 UI/die, scongiurare, con controlli bimestrali, il rischio che si depositi troppo calcio nel flusso ematico ossia calibrare perfettamente la super-quantità vitaminica.

In sintesi, coloro che presentano disturbi sia di tipo neurologico sia di tipo metabolico, anche se non specificamente rapportabili al deficit di D, faranno bene (più degli altri) a tenere sotto controllo la D, normalizzandola con assunzioni da 10000 IU/die.

Anche in relazione all'assunzione di anticoagulanti (warfarin), se ci si attiene al protocollo (dieta-assunzione liquidi), sia in associazione a dose fisiologica (10000 IU) sia a megadosi, non si rileva alcun problema dalle evidenze finora osservate.

I pazienti affètti da ipertiroidismo, i quali non si attengano a specifica terapia (ossia non assumano quei farmaci o seguano quei determinati trattamenti che tengano bilanciati i valori tiroidei), stiano molto attenti alle intossicazioni da vitamina D, divenendo a essa molto sensibili (l'ormone tiroideo promuove l'attivazione della vitamina D nel depletare il calcio dalle ossa).

Particolare cautela, dunque, in presenza d'ipertiroidismo non curato, non tenuto sotto sorveglianza, per via proprio, in tale circostanza, di una più marcata sensibilità alla vitamina D.

Nel caso, infine, si stiano prendendo antibiotici (molto deleteri per il livello renale) occorrerà portare l'idratazione corporea da 2,5 l a 3,5 l al giorno, in modo da fluidificare il transito del medicinale e ridurre così la nociva reazione a carico dei reni.

Chi fa uso di 10000 UI/die di vitamina D non fa altro che prendere la stessa quantità che assumerebbe in 20 minuti circa di esposizione all'irraggiamento solare, vestito con maglietta a maniche corte e calzoncini, per cui tale dose non può considerarsi dannosa e tale da richiedere accertamenti laboratoriali o supervisioni mediche, eccezion fatta per i bambini che sono in sottopeso, la cui dose di 10000 IU/die potrebbe rivelarsi esagerata.
Ultima Modifica 9 Anni 8 Mesi fa da Raffaele/Michelangelo.
I seguenti utenti hanno detto grazie : Liuc33, miciofelix, Marco R.

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9 Anni 8 Mesi fa #51343 da LOG
Risposta da LOG al topic VITAMINA D - DIBASE
@Raffaele/Michelangelo

Ciò che hai esposto è giusto. Alcune cose già le conoscevo ma altre le ho potute leggere da te. Grazie. Una cosa però bisogna puntualizzare. Ossia che 10000 UI di D vengono prodotti da una persona giovane e di pelle chiara che si esponga braccia e gambe al sole per 20'. Quindi per gli anziani vale ciò che hai detto ma per tutti la pelle scurisce col sole e questo apporto di D diminuisce impedendo l'intossicazione. Ed è quello che anche io avevo segnalato in un mio precedente commento.
Nonostante questo dubbio ho continuato a prendere 10000UI di D già da 2 anni perchè sono convinto di esserne carente. Non ho mai fatto analisi malgrado mi fossi prefisso di farlo. Devo dire che non sento particolari benefici ma spero che vengano col tempo.

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9 Anni 8 Mesi fa #51344 da Liuc33
Risposta da Liuc33 al topic VITAMINA D - DIBASE

LOG ha scritto: @Raffaele/Michelangelo

Ciò che hai esposto è giusto. Alcune cose già le conoscevo ma altre le ho potute leggere da te. Grazie. Una cosa però bisogna puntualizzare. Ossia che 10000 UI di D vengono prodotti da una persona giovane e di pelle chiara che si esponga braccia e gambe al sole per 20'. Quindi per gli anziani vale ciò che hai detto ma per tutti la pelle scurisce col sole e questo apporto di D diminuisce impedendo l'intossicazione. Ed è quello che anche io avevo segnalato in un mio precedente commento.
Nonostante questo dubbio ho continuato a prendere 10000UI di D già da 2 anni perchè sono convinto di esserne carente. Non ho mai fatto analisi malgrado mi fossi prefisso di farlo. Devo dire che non sento particolari benefici ma spero che vengano col tempo.

Forse i benefici non si sentono ma sono l'ammalarsi meno e avere meno problemi con gli anni avvenire :)

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9 Anni 8 Mesi fa #51347 da LOG
Risposta da LOG al topic VITAMINA D - DIBASE

Liuc33 ha scritto: Forse i benefici non si sentono ma sono l'ammalarsi meno e avere meno problemi con gli anni avvenire :)


Si infatti ed è per questo che sto continuando ad assumerla. Magari non facendo le analisi da questa estate passo a 5000UI al giorno oppure no vedo un pò. :)

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