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OFFERTE DI PRODOTTI VIA MAIL O MP
In un forum che tratta di salute e malattie, può succedere che improvvisamente qualcuno offra la soluzione tanto agognata, via mail o via messaggio privato.
DIFFIDATE sempre, controllate, ricercate e chiedete. Chiedete ad altri foristi se per caso conoscono questo prodotto, chiedete se esistono dei test e delle testimonianze attendibili.
Il filosofo Feuerbach asseriva che noi siamo quello che mangiamo (e quello che beviamo), quindi, vi sono cibi che ammalano e cibi che guariscono. Una corretta alimentazione è la base per un sano vivere.
Domanda Dieta ultracentenari
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Grazie Marco questo video mi ha fatto quasi piangere di gioia, una bella emozioneMarco R. ha scritto:
Quel cazzo di mascherina però potevano evitarla era simpatico verso la fine il Nonno che la teneva sulla barba :lol:
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2 dei 5 casi con la descrizione in inglese riportati da bad nel post n.1 della 1° pagina affermano che nel cibo assumevano sempre molto olio d'oliva, presumo extravergine...
questo sembrerebbe non andare molto d'accordo con quanto scritto in altri topic (ad esempio www.alleanzadellasalute.info/forum/Alime....html?start=30#67773 ) su NON mangiare omega 6 e omega 3 e sui polinsaturi, o sbaglio?
altra cosa che non mi sembra sia stata specificata sui centenari (non guardo quasi mai per intero i video nei topic...) è se erano sposati o no, certo alcuni lo erano visto che avevano dei figli, ma occorrerebbe sapere se hanno vissuto gran parte della vita da scapoli o se magari da molti anni avevano perso il coniuge per morte naturale o per divorzio (circa 2 coppie su 3 divorziano nel corso della vita e nel mondo occidentale), cioè se per molto tempo non sono dovuti scendere a quei compromessi (inevitabili) di chi vive costantemente con altre persone, compromessi che quasi sempre comportano litigi continui e altissimi livelli di stress....
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miciofelix ha scritto: rileggendo questo topic vorrei aggiungere un paio di considerazioni....
2 dei 5 casi con la descrizione in inglese riportati da bad nel post n.1 della 1° pagina affermano che nel cibo assumevano sempre molto olio d'oliva, presumo extravergine...
questo sembrerebbe non andare molto d'accordo con quanto scritto in altri topic (ad esempio www.alleanzadellasalute.info/forum/Alime....html?start=30#67773 ) su NON mangiare omega 6 e omega 3 e sui polinsaturi, o sbaglio?
No, perchè l'olio di oliva ha 10g di poli insaturi su 100g (e dubito consumassero 100g di olio d'oliva al giorno...), come ho scritto nello stesso topic , infatti è un olio principalmente mono insaturo che è accettabile anche perchè ha proprietà anti ossidanti :
Coconut and olive oil are the only vegetable oils that are really safe, but butter and lamb fat, which are highly saturated, are generally very safe (except when the animals have been poisoned). Coconut oil is unique in its ability to prevent weight-gain or cure obesity, by stimulating metabolism. It is quickly metabolized, and functions in some ways as an antioxidant. Olive oil, though it is somewhat fattening, is less fattening than corn or soy oil, and contains an antioxidant which makes it protective against heart disease and cancer.
miciofelix ha scritto: altra cosa che non mi sembra sia stata specificata sui centenari (non guardo quasi mai per intero i video nei topic...) è se erano sposati o no, certo alcuni lo erano visto che avevano dei figli, ma occorrerebbe sapere se hanno vissuto gran parte della vita da scapoli o se magari da molti anni avevano perso il coniuge per morte naturale o per divorzio (circa 2 coppie su 3 divorziano nel corso della vita e nel mondo occidentale), cioè se per molto tempo non sono dovuti scendere a quei compromessi (inevitabili) di chi vive costantemente con altre persone, compromessi che quasi sempre comportano litigi continui e altissimi livelli di stress....
Sarebbe interessante avere il dettaglio per ognuno, comunque sicuramente sono tutti sopravvisuti ai loro coniugi per molto tempo.
Come scriveva anche Pauling nel suo libro avere rapporti familiari che portano gioia e armonia è sicuramente benefico, al contrario non lo è avere continui litigi
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Questo è scontato per chi è sulla strada della cosapevolezza.miciofelix ha scritto: ah, certo, SE il rapporto insieme porta gioia e armonia la vita l'allunga
Fate bene ragazzi a cercare il vostro equilibrio alimentare, vi posso testimoniare che non mollare mai: chi la dura la vice.
Ora a mio modo di vedere, ciò che conta di più è il sentimento, dopo, tutto avviene naturalmente...
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"L’invecchiamento e le malattie correlate e la longevità sono spiegabili come la conseguenza di determinanti ambientali, genetici ed anche in una certa misura del caso. Secondo i dati pubblicati in letteratura scientifica una rappresentazione semplificata ma con buona approssimazione corretta vede la longevità basarsi:
per il 25% sul background genetico,
Per il 25% su fattori di condizionamento, che si manifestano nella prima parte della vita (stato socio-economico dei genitori, istruzione ecc..),
Per il 50% sulle circostanze della vita in età adulta e vecchia (compreso lo stato socio-economico e l’assistenza medica).
Generalmente, la probabilità di aver ereditato un fenotipo longevo aumenta con l’età, ma la possibilità concreta di diventare centenari è sempre strettamente correlata all’interazione stocastica tra eventi accidentali e determinati geni che hanno sicuramente un ruolo nei processi di invecchiamento e nella longevità [2, 3].
Purtroppo, il numero relativamente piccolo di centenari e supercentenari al mondo, la complessità operativa della pianificazione sperimentale e l’eterogeneità dei campioni in analisi, rendono gli studi sull’invecchiamento e sulla longevità difficilmente standardizzabili. Proprio per questi motivi e sebbene esistano molti studi sui centenari, non è stato ancora possibile identificare la firma della longevità [3].
ZONE BLU
Nel 2004 Poulain e collaboratori identificarono quattro particolari aree del mondo, limitate ed omogenee, in cui la popolazione condivide lo stesso stile di vita e lo stesso ambiente; tutte caratterizzate da una longevità eccezionalmente alta. Queste aree, definite zone blu (BZ) sono in Sardegna, ad Okinawa (Giappone), nella penisola di Nicoya (Costa Rica) e nell‘isola di Ikaria (Grecia) [3, 4].
Le persone che vivono in queste regioni hanno una ampia diversità genetica, epigenetica ed ambientale, tale per cui è molto difficile riuscire ad estrapolare dati semplici e riproducibili dall’”epidemiologia” di queste aree, ma sicuramente i “modelli biologici” che vi vivono hanno portato ad identificare alcuni fattori associati alla longevità. Quali sono questi fattori? E soprattutto sono caratteristica comune di tutti i centenari/supercentenari?
FATTORI ASSOCIATI ALLA LONGEVITÀ NEI CENTENARI E NEI SUPERCENTENARI
Nei supercentenari si osserva una netta compressione delle morbilità, ovvero dei fattori di rischio spesso associati all’insorgenza delle patologie associate all’età. Ma l’analisi di questi individui potrebbe essere fuorviante perché proprio la natura estremamente limitata del numero di questi soggetti, rende il loro utilizzo come modelli positivi abbastanza difficile da attuare [3].
In genere, i centenari sono in grado di riparare i danni cellulari e rispondere bene ai fattori di stress . Ciò è dovuto a una combinazione di “caratteristiche positive“, cioè caratteristiche, genetiche, epigenetiche e ambientali che influenzano positivamente la longevità.
Sappiamo anche che la progressiva disfunzionalità del tessuto adiposo bianco è un segno distintivo del processo di invecchiamento, poiché contribuisce all’instaurarsi di alterazioni metaboliche, al danno multiorgano e ad uno stato pro-infiammatorio sistemico (“infiammazione”). In questo contesto, alterazioni degli ormoni adipocitari giocano sicuramente un ruolo importante [3].
A tal proposito è interessante notare come l’obesità, la manifestazione patologica più direttamente associata alla disfunzione del tessuto adiposo, condivide numerosi punti in comune con il processo di invecchiamento, fra cui spiccano per importanza l’infiammazione cronica e le alterazioni multisistemiche. Proprio in virtù di questa interazione tra invecchiamento accelerato e obesità la comunità scientifica ha coniato il termine adipaging, che si riferisce a tutti i collegamenti comuni tra invecchiamento e obesità. [3, 5].
Nel 2008 è stato pubblicato uno studio in cui, su un campione di 381 soggetti anziani (tra i 65 e gli 85 anni) e 120 centenari sani di ascendenza siciliana e italiana, sono stati valutati parametri di laboratorio.
Rispetto agli anziani, nei centenari vi era un aumento dell’urea ematica e una riduzione della conta piastrinica, della colesterolemia e della glicemia [6, 7].
Se volete ulteriori approfondimenti in merito vi consiglio di consultare questa pubblicazione scientifica. ( pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/30864497/ )
È VERAMENTE POSSIBILE RALLENTARE L’INVECCHIAMENTO?
Come dimostrano alcuni studi su modelli animali, non è impossibile rallentare l’invecchiamento: è stato stimato che se l’invecchiamento fosse rallentato di sette anni, il rischio specifico per morte, fragilità e disabilità sarebbe ridotto di circa la metà a ogni età. Di conseguenza mettere in atto fin dall’infanzia le corrette strategie nutrizionali e dello stile di vita può avere un notevole effetto in futuro e rimane uno dei principali goal del succesfull aging.
Al giorno d’oggi, sappiamo che diversi tipi di restrizioni dietetiche sono possibili soluzioni per aumentare la durata della vita in condizioni di salute. Inoltre, anche l’esercizio fisico contribuisce al controllo del peso corporeo e dei parametri ematochimici, mantenendoli nei range normali e questo è sicuramente associato ad un fenotipo longevo. Tuttavia, occorre ribadire e ricordare la differenza fra l’uomo e gli animali da laboratorio, poiché la maggior parte di queste evidenze per ora rimangono limitate ai modelli animali. Ancora, a complicare questa vicenda vi è la mancanza di molti e diversi biomarkers associati direttamente alla longevità [3]. Non va mai dimenticato il ruolo chiave della dieta mediterranea, e più in generale di una vita attiva e sana, sulla longevità e la prevenzione delle malattie cardiovascolari e cronico degenerative associate alla dieta e allo stile di vita, che rimane il pilastro fondante delle strategie per assicurare la longevità dei pazienti."
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