OFFERTE DI PRODOTTI VIA MAIL O MP

In un forum che tratta di salute e malattie, può succedere che improvvisamente qualcuno offra la soluzione tanto agognata, via mail o via messaggio privato.
DIFFIDATE sempre, controllate, ricercate e chiedete. Chiedete ad altri foristi se per caso conoscono questo prodotto, chiedete se esistono dei test e delle testimonianze attendibili.

Che il cibo sia la tua unica medicina (Ippocrate).
Il filosofo Feuerbach asseriva che noi siamo quello che mangiamo (e quello che beviamo), quindi, vi sono cibi che ammalano e cibi che guariscono. Una corretta alimentazione è la base per un sano vivere.

Domanda Il latte fa bene o fa male?

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13 Anni 11 Mesi fa #13891 da Nemo67
Risposta da Nemo67 al topic Re: Il latte fa bene o fa male?
Allora ,quello che so e' quanto segue:

Ormai da anni ci dicono che per assumere un alimento sicuro,cioe' assente da microbi ,virus e quant'altro ,il latte va pastorizzato ed omogeneizzato.
Questo procedimento consiste nel fare bollire il latte a + di 65gradi.

Purtroppo cosi' facendo si ottengono 2 risultati:
1.questo procedimento fa si' che il latte duri piu' a lungo,quindi anche se arriva dalla Siberia,basta bollirlo piu' volte ed il gusto rimane + o - invariato. Quindi il vantaggio e' solo per i produttori;

2. il secondo risultato e' che con questo sistema vengono eliminati tutti i nutrienti presenti nel latte,quindi beviamo solo un liquido saporito con dentro poco e nulla tranne una buona dose di lattosio,indigesto a molti.

E allora?

Allora se proprio vogliamo berci del latte,beviamoci del latte "crudo"
Per latte crudo,s'intende del latte cotto a meno di 45 gradi,procedimento che mantiene i nutrimenti presenti nel latte vivi e vegeti.

Va da se che questo latte non si mantiene buono a lungo,quindi e' un latte che deve venire dalla zona (km 0).

Ma ci sono altri problemi che sono gia' stati citati e cioe' come sono allevate le mucche,cosa mangiano,sono gonfie di antibiotici?

se proprio volete consumare latte e personalmente lo sconsiglio,che sia almeno crudo e certificato biologico.

Di piu'nin so'.

francesco

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13 Anni 11 Mesi fa #13895 da Hall
Risposta da Hall al topic Re: Il latte fa bene o fa male?

Allora se proprio vogliamo berci del latte,beviamoci del latte "crudo"
Per latte crudo,s'intende del latte cotto a meno di 45 gradi,procedimento che mantiene i nutrimenti presenti nel latte vivi e vegeti.


Concordo in pieno, solo una piccola precisazione, se mi permetti :blush: , il latte crudo non subisce processi a caldo, ma viene immediatamente raffreddato e mantenuto a 4° centigradi per essere poi venduto al consumatore finale.

Uno dei tanti video che rendeno più chiaro il processo produttivo : :)

I seguenti utenti hanno detto grazie : betti

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13 Anni 11 Mesi fa #13903 da Nemo67
Risposta da Nemo67 al topic Re: Il latte fa bene o fa male?

Hall ha scritto:

Allora se proprio vogliamo berci del latte,beviamoci del latte "crudo"
Per latte crudo,s'intende del latte cotto a meno di 45 gradi,procedimento che mantiene i nutrimenti presenti nel latte vivi e vegeti.


Concordo in pieno, solo una piccola precisazione, se mi permetti :blush: , il latte crudo non subisce processi a caldo, ma viene immediatamente raffreddato e mantenuto a 4° centigradi per essere poi venduto al consumatore finale.

Uno dei tanti video che rendeno più chiaro il processo produttivo : :)


HALL,
meglio ancora!!!

Ho sempre saputo che con il termine RAW FOOD s'intende cottura sotto i 45..

Ma ripeto la notizia che mi dai e' decisamente un'ottima notizia.

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  • Raffaele/Michelangelo
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  • Platino Utente
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13 Anni 10 Mesi fa #13974 da Raffaele/Michelangelo
Risposta da Raffaele/Michelangelo al topic Re: LATTE E CANCRO
Fu Pasteur a spianare la via, con la sua idea di riscaldare, a certe temperature, prima il vino e poi la birra, evitando la proliferazione di funghi e batteri e tutte le conseguenze di ciò, alla pastorizzazione del latte (molto osteggiata, a quei tempi, come potrai supporre o immaginare).

Il batterio da sconfiggere, nel 1800-1900, era il devastante Mycobacterium tubercolosis, per via che la Tubercolosi falcidiava, allora, molte vite e proveniva, anche, dal latte crudo.

Non solo: le ricerche di quel periodo, sulla Pastorizzazione, misconoscevano "quanto tempo e quale temperatura" occorressero per eliminare il batterio in questione, dato che esse flettevano tra 50 e 100°C e da 1 min. a 6 h.

Come si sa, il principio del processo di pastorizzazione è quello di uccidere i microrganismi patogeni, tentando di ridurre al massimo i danni, sia nutrizionali sia organolettici (odore, colore, sapore).

Aggiungo che con la bollitura del latte crudo si uccidono (o quasi, ndr) i microrganismi patogeni, ma non vengono eliminate (non del tutto, ndr) le loro tossine, con tanto di alterazione del prodotto.

Quando i batteri vengono "arrostiti" a 50°C, per un certo lasso di tempo (13 min.), diciamo che il 90% di essi è annientato.

Raddoppiando il tempo, ma sempre alla medesima temperatura, se ne fanno fuori un altro 90%, ...

Naturalmente, elevando le temperature, si riduce il tempo occorrente, ma le due grandezze sono correlate al tipo di microrganismo.

Il latte, di solito, lo si pastorizza a 71,7°C, per 15 s.; superfluo aggiungere che non venga distrutta la globalità dei microrganismi patogeni, ma si annienta, purtroppo, una buona parte dei batteri utili.

In piena Rivoluzione Industriale, in paesi come l'Inghilterra e gli Stati Uniti, il consumo di latte crudo salì fortemente, tanto che gli studiosi americani lo credettero corresponsabile della Tubercolosi.

Negli U.S.A., agli inizi del 1900, si contarono, in un solo anno, 160000 morti per Tubercolosi, 25000 morti di Febbre Tifoidea.

E senza riferire di altre patologie, collegate al consumo di latte crudo, quali la Febbre Maltese, la Scarlattina, la Difterite, solo per citarne alcune.

Sempre nel 1900, la mortalità infantile era, negli Stati Uniti, del 40% e, nel 1 905, i dati statistici annoveravano più di 100000 morti, 39000 dei quali per diarrea.

Nel 1920, nelle grandi città d'America, la mortalità infantile era tra 70 e 203 morti ogni
1000 bambini.

Capirete che con tali epidemie si cominciò a diffidare del latte crudo bovino, sospetto, poi, confermato dai neonati di Brigthon (Inghilterra), quelli entro l'anno di vita che, se allattati al seno, avevano una mortalità del 6,5%, ma col latte crudo bovino del 36%.

Con l'introduzione della Pastorizzazione, la mortalità declassò del 20%, addirittura, fino al 16%, finché ci si convinse, sempre più, ch'essa poteva salvare la vita di migliaia di bambini.

Nella città di New York, attrezzata di vari pastorizzatori, la mortalità infantile declassò a 1/3.
Anche in Europa, per es. in Svizzera e per primo in Danimarca, alcuni chimici portarono il legislatore a imporre la Pastorizzazione del latte.

Malgrado tutte le evidenze scientifiche, ci vollero alcuni decenni, prima che l'opposizione (medici, industrie, consumatori), potess'essere surclassata.

I produttori erano ostili, perché timorosi delle ripercussioni della lievitazione dei costi, mentre i piccoli produttori reputavano di non riuscire a fronteggiare le spese e di dover "chiudere bottega".

C'erano anche coloro che rivendicavano il proprio diritto di poter bere il latte crudo o, quantomeno, di poterlo gustare a quella maniera.

Fatto sta che l'obbligo della Pastorizzazione salvò, meno male, milioni di vite, in tutto il Pianeta.

Dunque, l'affermazione "il buon latte (crudo) di una volta" è tutt'altro che assennata.

Oggi, i controlli sono superiori e per ogni tipo di cibo si tenta di individuare il rischio di infezioni, nella filiera dal produttore al consumatore.

Ma le tossicità da cibo sono in agguato, dietro l'angolo: latte (sia crudo sia pastorizzato), molluschi, pesce, uova, conserve, formaggi, salumi, verdure, ...

Mangiare è sì un fatto politico, ma anche un evento di per sé pieno d'insidie e di rischi, particolarmente pei bambini, per gli ammalati, per le donne in gravidanza, pei soggetti anziani.

Chi, oggi, produce latte crudo, deve attenersi a delle disposizioni igienico-sanitarie molto più restrittive di quelle per chi invece lo pastorizza.

I dati trasmessi dall'Istituto zooprofilattico lombardo ed emiliano, relativi all'anno 2006, mostrano che il 5% dei campioni, relativi agli allevamenti che smerciano direttamente il latte crudo, non era conforme con quanto previsto dal dpr 54/97.

Chi vende latte crudo direttamente ha da esso un ricavo tale da avere tutta la convenienza a far sì che il proprio latte sia sano e le sue "bestie" in buone condizioni igienico-sanitarie.

Tuttavia il rischio, anche se ridotto, c'è, sia perché nella produzione non vi sono sequenze processuali tali da azzerare i microrganismi patogeni, sia perché il confezionamento, il mantenimento della catena del freddo e la bollitura, che per certi non c'è, sono delegate al consumatore talvolta distratto, con conseguenze igienico-sanitarie micidiali.

Uno studio sulla qualità del latte in Lombardia asserisce testualmente:

-Il latte crudo posto alla vendita diretta è apparso complessivamente di buona qualità igienico-sanitaria corrispondendo, in linea generale, alla elevata qualità del latte prodotto in Regione Lombardia; lo screening in PCR ha evidenziato una positività per Salmonella spp. del 1,48%, per Listeria monocytogenes, del 2,47%, per Campylobacter termotolleranti del 0,29%, per E. coli O 157 H:7 del 10%. La metodica colturale ha permesso di isolare 1 solo ceppo di salmonella spp. e due ceppi di Listeria monocytogenes.

Le caratteristiche dell’alimento, le modalità di distribuzione e di consumo impongono la necessità di mantenere un elevato livello di sorveglianza igienico sanitaria affiancato dalla necessità di fornire al consumatore un’adeguata informazione circa i pericoli legati al consumo del latte crudo, i tempi di conservazione e le corrette modalità di consumo.

Quando il latte viene secreto è sterile (partendo dal presupposto che l'animale sia sano), privo di migrorganismi; i guai arrivano dopo, a partire dalle condizioni igienico-sanitarie delle mammelle delle mucche e dall'ambiente loro circostante.

Dei microrganismi patogeni di contaminazione fecale, talvolta, infettano il latte.

Nel 2006, su 129 campioni analizzati, 2 di essi presentavano Listeria monocytogenes, micidiale microrganismo che causa serissimi problemi, fino alla morte.

Osservate.

Risultati indagini microbiologiche su campioni di latte crudo.

ANALISI
STREPTOCOCCUS AGALACTIAE

TECNICA
MICROBIOLOGICO

PRESENZA
10

ASSENZA
574

ANALISI
CAMPYLOBACTER SPP. JEJUNI E COLI

TECNICA
PCR

PRESENZA
2

ASSENZA
687

ANALISI
CAMPYLOBACTER TERMOTOLLERANTI

TECNICA
MICROBIOLOGICO

PRESENZA
0

ASSENZA
2

ANALISI
LISTERIA SPP.

TECNICA
PCR

PRESENZA
131

ASSENZA
558

ANALISI
LISTERIA SPP.

TECNICA
MICROBIOLOGICO

PRESENZA
15

ASSENZA
114

ANALISI
LISTERIA MONOCYTOGENES

TECNICA
PCR

PRESENZA
18

ASSENZA
111

ANALISI
LISTERIA MONOCYTOGENES

TECNICA
MICROBIOLOGICO

PRESENZA
2

ASSENZA
129

ANALISI
SALMONELLA SPP.

TECNICA
PCR

PRESENZA
11

ASSENZA
674

ANALISI
SALMONELLA SPP.

TECNICA
MICROBIOLOGICO

PRESENZA
1

ASSENZA
10

ANALISI
SOSTANZE INIBENTI

TECNICA
KIT PRONTO USO

PRESENZA
2

ASSENZA
687

Una pubblicazione del National Mastitis Council parla di microrganismi patogeni nel latte crudo: Salmonella, Campylobacter, Listeria, E. Coli O 157 (anche nei formaggi).

Dunque, c'è poco da stare tranquilli, il rischio di bere latte (peraltro, inutile e nocivo) non va sottovalutato, soprattutto per i bambini, per gli anziani, per le gestanti, per i malati.

Anche pochi microrganismi patogeni, riproducendosi, arrecano guai molto seri (basta lasciare il latte un giorno o due a temperatura non conveniente).

Continuamente, si segnalano infezioni dappertutto da E. Coli O 157:H7, da Salmonella, da Listeria, per via del consumo di latte crudo o di formaggi ricavati da latte crudo.

Per la cronaca: anche da carne, pesce, uova, latte pastorizzato, ... , alimenti che non dobbiamo assumere, o a dosaggi minimi settimanali, per come altre volte ho precisato, se proprio non se ne può fare a meno.

Ci sono siti del CDC e del FDA, oltre al sito dell'Istituto Superiore di Sanità, che sono zeppi di segnalazioni di infezioni, tra le quali, una da Campylobacter Jejeuni, che colpì 12 persone, in provincia di Pescara, proprio da latte crudo.

Data l'inutilità dell'alimento, se proprio non si può rinunciare al suo gusto, un po' come, chi fuma non può rinunciare al piacere di farlo, conviene usare latte pastorizzato o bollirlo, per come consigliato.

L'E. Coli, se è nel latte, si può riprodurre anche a temperature > 5°C e permanere nei formaggi per dei mesi.

Anche la stagionatura non basta ad annientarlo, tantomeno l'azione acidificante dei batteri lattici.

Non la politica, ma un'analisi scientifica e razionale porta a escludere un cibo spazzatura, eliminando un rischio che "non vale la candela".

Cosa accade al latte crudo dal momento in cui viene munto (se non addirittura prima, ma non voglio aprire finestre, che mi porterebbero a scrivere fiumi di parole) e fino a quando viene bevuto?-ecco una delle domande di significato.

Ed ecco perché, almeno per una volta nel giusto, i politici hanno imposto di segnalare, sui distributori di latte alla spina, i probabili rischi e le contromisure da adottare.

Verso la "nettarina bevanda", chi scrive preferisce l'appellativo di "veleno bianco", miei cari sostenitori del latte c'è molta, molta incoscienza, se si arriva a dire ai bambini:

-Bevi il "lattuccio", Amore, che ti fa bene!

Nel 2000, in North Carolina, un'epidemia di Listeriosi prodotta dal formaggio, ricavato in casa da latte fresco, contagiò 13 immigrati messicani, tra cui 11 donne incinta, e procurò 5 morti tra i nascituri, 3 morti premature, 3 neonati nacquero con l'infezione.

Vale dunque la pena di azzardare, anche se il rischio fosse minimo, di far bere il latte crudo, magari, a tua moglie gestante, o ai tuoi figli piccoli, che, tra l'altro, potrebbe procurare loro anche serie malattie?

Non chiedetemi le fonti, diversamente da quanto riferito, perché vi darei da leggere per qualche mese, e io dovrei scrivere un bel po'.

Il ricercatore, che ha voglia di confrontarsi, e lo stimolo emotivo verso la conoscenza, le fonti se le procura da solo e le compara con le proprie osservazioni ed esperienze.

Raffaele
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13 Anni 10 Mesi fa - 13 Anni 10 Mesi fa #13983 da atima
Risposta da atima al topic Re: LATTE E CANCRO
chissà quanti non ne prendono....


La Val d’Aosta travolta dallo scandalo

www.qualeformaggio.it/index.php?option=c...Aattualita&Itemid=11
Ultima Modifica 13 Anni 10 Mesi fa da atima.

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13 Anni 10 Mesi fa #13991 da ser
Risposta da ser al topic Re: LATTE E CANCRO
Io uso il latte crudo per fare il Kefir.(non piu' di un litro a settimana)Secondo voi,sarebbe prudente eliminarlo,oppure nella trasformazione del latte operata dai batteri,avviene qualcosa che cambia la pericolosita' del prodotto?Se qualcuno e'piu' informato e vuole rispondermi lo ringrazio anticipatamente.

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