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In un forum che tratta di salute e malattie, può succedere che improvvisamente qualcuno offra la soluzione tanto agognata, via mail o via messaggio privato.
DIFFIDATE sempre, controllate, ricercate e chiedete. Chiedete ad altri foristi se per caso conoscono questo prodotto, chiedete se esistono dei test e delle testimonianze attendibili.
La Medicina Ortomolecolare è una pratica terapeutica che si basa sull'introduzione della quantità ideale di nutrimenti nella dieta che mira a perseguire il livello di salute ottimale attraverso il riequilibrio dell'assetto biochimico.
Domanda CORONAVIRUS
- miciofelix
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6 Anni 4 Mesi fa #65222
da miciofelix
"(..) sei fuori di testa (..)"
"serve una vita intera di pratica...."
Risposta da miciofelix al topic CORONAVIRUS
questo post da fb lo riporto sia qui che in un topic sulla vitamina D, perchè merita di stare sia qui che là vista l'importanza di quanto riportato :ohmy:
da www.facebook.com/groups/coimbra.italia/p...nk/2574197569522692/ gruppo Il protocollo Coimbra in Italia - Alte dosi di vitamina D per autoimmunità scritto dalla amministratrice del gruppo:
" Evidenze sull'integrazione di vitamina D e rischio di infezioni e decessi COVID-19
In diversi post degli ultimi mesi, abbiamo discusso i molti modi in cui livelli ottimali di vitamina D sono necessari per avviare e mantenere una risposta immunitaria sana, soprattutto all'interno del sistema respiratorio. Il nostro articolo, “Evidence that Vitamin D Supplementation Could Reduce Risk of Influenza and COVID-19 Infections and Deaths”, è stato pubblicato il mese scorso, descrivendo in dettaglio la ricerca in corso a sostegno di livelli più elevati di vitamina D nel siero e la diminuzione dell'incidenza di malattie respiratorie indotte da virus.
In una pubblicazione (non ancora sottoposta a peer review), sono presentati i dati di 212 pazienti COVID-19 che erano stati ricoverati in tre diversi ospedali dell'Asia meridionale. Questo è il primo dato pubblicato che confronta la gravità dei sintomi con i livelli di vitamina D nel siero.
I casi sono stati tutti confermati per COVID-19 e sono stati raggruppati come segue:
Lieve - che presentano sintomi clinici lievi e nessuna diagnosi di polmonite
Ordinario - presenta febbre, sintomi respiratori e una diagnosi confermata di polmonite
Gravi - casi di ipossia e difficoltà respiratorie
Critico - casi di insufficienza respiratoria che richiedono cure intensive
I livelli di vitamina D sono stati raggruppati come segue:
Normale - livello di vitamina D di 30 ng/ml (75 nmol/L) o superiore
Insufficiente - livello di vitamina D tra 21-29 ng/ml (51-74 nmol/L)
Carenza - livello di vitamina D inferiore a 20 ng/ml (50 nmol/L)
Quali sono stati i risultati di questo studio?
Il livello medio di vitamina D di tutti i 212 casi è stato di 24 ng/ml (59 nmol/L).
Di tutti i casi di COVID-19:
-49 (23%) casi sono stati classificati come lievi, con un livello medio di vitamina D di 31 ng/ml (78 nmol/L)
-59 (28%) sono stati classificati come ordinari, con un livello medio di vitamina D di 27 ng/ml (68 nmol/L)
-56 (26%) sono stati classificati come gravi, con un livello medio di vitamina D di 21 ng/ml (53 nmol/L)
-48 (23%) sono stati critici, con un livello medio di vitamina D di 17 ng/ml (43 nmol/L)
L'86% di tutti i casi tra i pazienti con livelli normali di vitamina D erano lievi, mentre il 73% dei casi tra i pazienti con carenza di vitamina D erano gravi o critici.
Per ogni aumento della deviazione standard del livello di vitamina D, le probabilità di avere un caso lieve rispetto a un caso grave erano 7,94 volte maggiori, e le probabilità di avere un caso lieve rispetto a un caso critico erano 19,61 volte maggiori.
Tutti i risultati sono stati statisticamente significativi.
L'autore conclude: "Ciò significa che il livello sierico (OH)D nell'organismo potrebbe spiegare i risultati clinici dei pazienti infettati da Covid-2019.
Un aumento del livello sierico (OH)D nell'organismo potrebbe migliorare gli esiti clinici o mitigare gli esiti peggiori (da gravi a critici).
D'altra parte, una diminuzione del livello sierico (OH)D nell'organismo potrebbe peggiorare gli esiti clinici di Covid-2019".
Testo completo (in inglese): www.mdpi.com/2072-6643/12/4/988/htm "
da www.facebook.com/groups/coimbra.italia/p...nk/2574197569522692/ gruppo Il protocollo Coimbra in Italia - Alte dosi di vitamina D per autoimmunità scritto dalla amministratrice del gruppo:
" Evidenze sull'integrazione di vitamina D e rischio di infezioni e decessi COVID-19
In diversi post degli ultimi mesi, abbiamo discusso i molti modi in cui livelli ottimali di vitamina D sono necessari per avviare e mantenere una risposta immunitaria sana, soprattutto all'interno del sistema respiratorio. Il nostro articolo, “Evidence that Vitamin D Supplementation Could Reduce Risk of Influenza and COVID-19 Infections and Deaths”, è stato pubblicato il mese scorso, descrivendo in dettaglio la ricerca in corso a sostegno di livelli più elevati di vitamina D nel siero e la diminuzione dell'incidenza di malattie respiratorie indotte da virus.
In una pubblicazione (non ancora sottoposta a peer review), sono presentati i dati di 212 pazienti COVID-19 che erano stati ricoverati in tre diversi ospedali dell'Asia meridionale. Questo è il primo dato pubblicato che confronta la gravità dei sintomi con i livelli di vitamina D nel siero.
I casi sono stati tutti confermati per COVID-19 e sono stati raggruppati come segue:
Lieve - che presentano sintomi clinici lievi e nessuna diagnosi di polmonite
Ordinario - presenta febbre, sintomi respiratori e una diagnosi confermata di polmonite
Gravi - casi di ipossia e difficoltà respiratorie
Critico - casi di insufficienza respiratoria che richiedono cure intensive
I livelli di vitamina D sono stati raggruppati come segue:
Normale - livello di vitamina D di 30 ng/ml (75 nmol/L) o superiore
Insufficiente - livello di vitamina D tra 21-29 ng/ml (51-74 nmol/L)
Carenza - livello di vitamina D inferiore a 20 ng/ml (50 nmol/L)
Quali sono stati i risultati di questo studio?
Il livello medio di vitamina D di tutti i 212 casi è stato di 24 ng/ml (59 nmol/L).
Di tutti i casi di COVID-19:
-49 (23%) casi sono stati classificati come lievi, con un livello medio di vitamina D di 31 ng/ml (78 nmol/L)
-59 (28%) sono stati classificati come ordinari, con un livello medio di vitamina D di 27 ng/ml (68 nmol/L)
-56 (26%) sono stati classificati come gravi, con un livello medio di vitamina D di 21 ng/ml (53 nmol/L)
-48 (23%) sono stati critici, con un livello medio di vitamina D di 17 ng/ml (43 nmol/L)
L'86% di tutti i casi tra i pazienti con livelli normali di vitamina D erano lievi, mentre il 73% dei casi tra i pazienti con carenza di vitamina D erano gravi o critici.
Per ogni aumento della deviazione standard del livello di vitamina D, le probabilità di avere un caso lieve rispetto a un caso grave erano 7,94 volte maggiori, e le probabilità di avere un caso lieve rispetto a un caso critico erano 19,61 volte maggiori.
Tutti i risultati sono stati statisticamente significativi.
L'autore conclude: "Ciò significa che il livello sierico (OH)D nell'organismo potrebbe spiegare i risultati clinici dei pazienti infettati da Covid-2019.
Un aumento del livello sierico (OH)D nell'organismo potrebbe migliorare gli esiti clinici o mitigare gli esiti peggiori (da gravi a critici).
D'altra parte, una diminuzione del livello sierico (OH)D nell'organismo potrebbe peggiorare gli esiti clinici di Covid-2019".
Testo completo (in inglese): www.mdpi.com/2072-6643/12/4/988/htm "
"(..) sei fuori di testa (..)"
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- miciofelix
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6 Anni 4 Mesi fa - 6 Anni 4 Mesi fa #65224
da miciofelix
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Risposta da miciofelix al topic CORONAVIRUS
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- francesco678
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6 Anni 4 Mesi fa - 6 Anni 4 Mesi fa #65226
da francesco678
Risposta da francesco678 al topic CORONAVIRUS
Sono risultati davvero sorprendenti quelli raggiunti all’ospedale Carlo Poma dove è partita nelle scorse settimane la sperimentazione con l’infusione di plasma di donatori guariti, carico di anticorpi neutralizzanti, in pazienti con una forma grave o medio grave della patologia di recente insorgenza. Sperimentazione portata avanti in collaborazione con il Policlinico San Matteo di Pavia.
mantovauno.it/cronaca/il-plasma-iperimmu...0RgxIeQiwHbqfMomUyiU
quindi se qualcuno di voi ha contratto la malattia e la ha superata,
potrebbe andare a donare il plasma
e mi sembra lecito farvi rimborsare almeno i costi delle vitamine,
al fine di rendere potente la vostra risposta immunitaria
per poi sconfinggere il virus
e donare il plasma
Se non avete contratto il virus, potete sempre farvi contagiare,
guarire e donare il vostro plasma
offrendo un servizio al bene della collettivita
Considerate che ci sono tanti (anche medici) che appena arrivata la febbre a 38-39 hanno preso il brufen 600 (un antifiammatorio)
e sono subito guariti.
Quindi immaginate se questi avevano preso anche le vitamine
www.asst-mantova.it/
tel 0376 2011
mantovauno.it/cronaca/il-plasma-iperimmu...0RgxIeQiwHbqfMomUyiU
quindi se qualcuno di voi ha contratto la malattia e la ha superata,
potrebbe andare a donare il plasma
e mi sembra lecito farvi rimborsare almeno i costi delle vitamine,
al fine di rendere potente la vostra risposta immunitaria
per poi sconfinggere il virus
e donare il plasma
Se non avete contratto il virus, potete sempre farvi contagiare,
guarire e donare il vostro plasma
offrendo un servizio al bene della collettivita
Considerate che ci sono tanti (anche medici) che appena arrivata la febbre a 38-39 hanno preso il brufen 600 (un antifiammatorio)
e sono subito guariti.
Quindi immaginate se questi avevano preso anche le vitamine
www.asst-mantova.it/
tel 0376 2011
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- francesco678
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6 Anni 4 Mesi fa - 6 Anni 4 Mesi fa #65228
da francesco678
Risposta da francesco678 al topic CORONAVIRUS
passando a cose piu serie
con l'ozonoterapia si ha il 99% di guarigione nei pazienti appena contagiati
ed il 50% dei pazienti intubati, quasi moribondi
con l'ozonoterapia si ha il 99% di guarigione nei pazienti appena contagiati
ed il 50% dei pazienti intubati, quasi moribondi
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- miciofelix
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6 Anni 4 Mesi fa #65229
da miciofelix
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Risposta da miciofelix al topic CORONAVIRUS
ragazzi, qui ormai c'è chi dice una cosa e chi ne dice un'altra contraria
chi dice che l'ibuprofene fa bene e chi dice che fa male, boh:
www.corriere.it/salute/malattie_infettiv...d-7609e1287c32.shtml
"Un mese fa l’Agenzia europea per i medicinali (Ema) scriveva: non ci sono prove scientifiche che dimostrino che l’ibuprofene, farmaco antinfiammatorio ampiamente utilizzato, possa aggravare gli effetti dell’infezione da Sars-CoV-2. «All’inizio del trattamento della febbre o del dolore dovuti a Covid-19, i pazienti e gli operatori sanitari devono considerare tutte le opzioni di trattamento disponibili, incluso il paracetamolo e i Fans, farmaci antinfiammatori non steroidei» sottolineava l’Agenzia in risposta al ministro francese della Salute, Olivier Véran, il quale a sua volta citava uno studio secondo cui prendere farmaci anti-infiammatori, come quelli a base di ibuprofene o di cortisone, potrebbe essere «un fattore aggravante dell’infezione».
Polmonite e varicella
Oggi le raccomandazioni vengono aggiornate, dopo che il Comitato di valutazione dei rischi per la farmacovigilanza (Prac) dell’Ema ha avvertito che i farmaci contenenti ibuprofene e ketoprofene possono “mascherare” i sintomi di alcune infezioni. La conseguenza può essere un ritardo nella somministrazione delle terapia, con il rischio di un decorso peggiore. L’analisi si è concentrata in particolare su due malattie: la polmonite batterica e la varicella con complicanze batteriche. Pertanto — sottolinea il Comitato — i pazienti devono essere monitorati quando vengono utilizzati farmaci contenenti ibuprofene e ketoprofene per alleviare la febbre o il dolore dovuti a un’infezione. Inoltre le informazioni allegate ai prodotti andrebbero aggiornate.
Ibuprofene per i sintomi iniziali?
Nel documento dell’Agenzia europea non è citata direttamente Covid-19 (la malattia causata dal nuovo coronavirus), ma recentemente diversi esperti hanno affermato che l’ibuprofene può essere utilizzato per il trattamento dei sintomi iniziali dell’infezione. Dunque la preoccupazione esiste. Nel Regno Unito la Mhra (Medicines and healthcare products regulatory agency), il Nhs (National health service, il Servizio sanitario nazionale) e il National institute for health and care excellence hanno più volte raccomandato di preferire il paracetamolo all’ibuprofene per i sintomi di Covid-19. Pochi giorni fa il cambio di rotta («l’ibuprofene può essere usato tanto quanto il paracetamolo»), dopo che la Commissione per i medicinali umani ha affermato che non ci sono prove sufficienti per stabilire un legame tra ibuprofene o altri farmaci antinfiammatori non steroidei (Fans) e peggioramento dell’infezione. Ma ora la bilancia torna a pendere dalla parte opposta.
Revisione sulla sicurezza
Un portavoce dell’Mhra ha dichiarato: «La raccomandazione del Prac porterà ad aggiornamenti delle informazioni su ibuprofene e ketoprofene nel Regno Unito, con l’avvertenza che i Fans possono nascondere i sintomi di infezioni batteriche. Comunque le indicazioni autorizzate per l’uso dell’ibuprofene (che includono la febbre) rimangono invariate». Le raccomandazioni del Prac sono state formulate dopo una revisione sulla sicurezza dei farmaci contenenti ibuprofene e ketoprofene, iniziata a maggio 2019, dopo uno studio dell’Agenzia nazionale francese per la sicurezza dei medicinali e dei prodotti sanitari (quello citato dal ministro Véran) secondo cui questi farmaci potrebbero aggravare la varicella e alcune infezioni batteriche. Il Comitato ha esaminato i dati presenti in letteratura, analizzato report e consultato esperti. Come detto, l’uso di ibuprofene in pazienti Covid-19 non è stato direttamente valutato, perché non esistono ancora dati scientifici.
Oms: serve prescrizione del medico
L’Ema sta comunque monitorando la situazione e analizzerà i potenziali effetti avversi dei Fans in Covid non appena saranno disponibili. «Esistono prove osservazionali che ci impongono di essere cauti nell’uso di questi farmaci per le infezioni acute — ha commentato Paul Little, professore all’Università di Southampton —. Non è ancora chiaro se il peggioramento sia causato solo dalla scomparsa dei sintomi (e quindi dal ritardo nell’assunzione delle cure, ndr) o se invece dipenda da altri effetti del medicinale». Anche l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha raccomandato, in caso di sintomi che facciano sospettare il contagio da Sars-CoV-2, di non assumere ibuprofene di propria iniziativa, ma solo se prescritto dal medico, e di preferire il paracetamolo per l’automedicazione."
www.corriere.it/salute/malattie_infettiv...d-7609e1287c32.shtml
"Un mese fa l’Agenzia europea per i medicinali (Ema) scriveva: non ci sono prove scientifiche che dimostrino che l’ibuprofene, farmaco antinfiammatorio ampiamente utilizzato, possa aggravare gli effetti dell’infezione da Sars-CoV-2. «All’inizio del trattamento della febbre o del dolore dovuti a Covid-19, i pazienti e gli operatori sanitari devono considerare tutte le opzioni di trattamento disponibili, incluso il paracetamolo e i Fans, farmaci antinfiammatori non steroidei» sottolineava l’Agenzia in risposta al ministro francese della Salute, Olivier Véran, il quale a sua volta citava uno studio secondo cui prendere farmaci anti-infiammatori, come quelli a base di ibuprofene o di cortisone, potrebbe essere «un fattore aggravante dell’infezione».
Polmonite e varicella
Oggi le raccomandazioni vengono aggiornate, dopo che il Comitato di valutazione dei rischi per la farmacovigilanza (Prac) dell’Ema ha avvertito che i farmaci contenenti ibuprofene e ketoprofene possono “mascherare” i sintomi di alcune infezioni. La conseguenza può essere un ritardo nella somministrazione delle terapia, con il rischio di un decorso peggiore. L’analisi si è concentrata in particolare su due malattie: la polmonite batterica e la varicella con complicanze batteriche. Pertanto — sottolinea il Comitato — i pazienti devono essere monitorati quando vengono utilizzati farmaci contenenti ibuprofene e ketoprofene per alleviare la febbre o il dolore dovuti a un’infezione. Inoltre le informazioni allegate ai prodotti andrebbero aggiornate.
Ibuprofene per i sintomi iniziali?
Nel documento dell’Agenzia europea non è citata direttamente Covid-19 (la malattia causata dal nuovo coronavirus), ma recentemente diversi esperti hanno affermato che l’ibuprofene può essere utilizzato per il trattamento dei sintomi iniziali dell’infezione. Dunque la preoccupazione esiste. Nel Regno Unito la Mhra (Medicines and healthcare products regulatory agency), il Nhs (National health service, il Servizio sanitario nazionale) e il National institute for health and care excellence hanno più volte raccomandato di preferire il paracetamolo all’ibuprofene per i sintomi di Covid-19. Pochi giorni fa il cambio di rotta («l’ibuprofene può essere usato tanto quanto il paracetamolo»), dopo che la Commissione per i medicinali umani ha affermato che non ci sono prove sufficienti per stabilire un legame tra ibuprofene o altri farmaci antinfiammatori non steroidei (Fans) e peggioramento dell’infezione. Ma ora la bilancia torna a pendere dalla parte opposta.
Revisione sulla sicurezza
Un portavoce dell’Mhra ha dichiarato: «La raccomandazione del Prac porterà ad aggiornamenti delle informazioni su ibuprofene e ketoprofene nel Regno Unito, con l’avvertenza che i Fans possono nascondere i sintomi di infezioni batteriche. Comunque le indicazioni autorizzate per l’uso dell’ibuprofene (che includono la febbre) rimangono invariate». Le raccomandazioni del Prac sono state formulate dopo una revisione sulla sicurezza dei farmaci contenenti ibuprofene e ketoprofene, iniziata a maggio 2019, dopo uno studio dell’Agenzia nazionale francese per la sicurezza dei medicinali e dei prodotti sanitari (quello citato dal ministro Véran) secondo cui questi farmaci potrebbero aggravare la varicella e alcune infezioni batteriche. Il Comitato ha esaminato i dati presenti in letteratura, analizzato report e consultato esperti. Come detto, l’uso di ibuprofene in pazienti Covid-19 non è stato direttamente valutato, perché non esistono ancora dati scientifici.
Oms: serve prescrizione del medico
L’Ema sta comunque monitorando la situazione e analizzerà i potenziali effetti avversi dei Fans in Covid non appena saranno disponibili. «Esistono prove osservazionali che ci impongono di essere cauti nell’uso di questi farmaci per le infezioni acute — ha commentato Paul Little, professore all’Università di Southampton —. Non è ancora chiaro se il peggioramento sia causato solo dalla scomparsa dei sintomi (e quindi dal ritardo nell’assunzione delle cure, ndr) o se invece dipenda da altri effetti del medicinale». Anche l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha raccomandato, in caso di sintomi che facciano sospettare il contagio da Sars-CoV-2, di non assumere ibuprofene di propria iniziativa, ma solo se prescritto dal medico, e di preferire il paracetamolo per l’automedicazione."
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- francesco678
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6 Anni 4 Mesi fa #65233
da francesco678
Risposta da francesco678 al topic CORONAVIRUS
a febbraio si diceva che questa era solo una banale influenza, con bassa mortalita
sicche tanti medici contagiati,
quando i tamponi erano positivi e gli arrivava la febbre
prendavano l'ibuprofene (brufen 600)
e guarivano presto tornando a lavoro.
A marzo il ministro della salute francese pubblica un articolo su Lancet, in cui sconsiglia vivamente di assumere l'ibuprofene
I medici avendolo gia utilizzato ed avendo avuto riscontri positivi, rimangono perplessi,
chi piu e chi meno
e qualcuno piu sveglio e introspettivo
va a fare qualche verifica
scoprendo che in realta non esiste nessuna valida ragione "scientifica" per vietare l'ibuprofene
Tutti gli altri si attengono alle scritture sacre della rivista Lancet, senza neanche porsi domande..
Cio nonostante anche quelli che hanno cercato ragioni valide e non le hanno trovate,
nel dubbio e perplessita
non lo danno piu
nonostante alcuni, hanno visto su stessi, che ha funzionato alla grande.
Pertanto non e' possibile avere ulteriori riscontri, circa la sua efficacia.
Considerate che nessuno oggi crede piu
al virus partito dai pipistrelli del mercato di Wuhan
tranne "i medici"
sicche tanti medici contagiati,
quando i tamponi erano positivi e gli arrivava la febbre
prendavano l'ibuprofene (brufen 600)
e guarivano presto tornando a lavoro.
A marzo il ministro della salute francese pubblica un articolo su Lancet, in cui sconsiglia vivamente di assumere l'ibuprofene
I medici avendolo gia utilizzato ed avendo avuto riscontri positivi, rimangono perplessi,
chi piu e chi meno
e qualcuno piu sveglio e introspettivo
va a fare qualche verifica
scoprendo che in realta non esiste nessuna valida ragione "scientifica" per vietare l'ibuprofene
Tutti gli altri si attengono alle scritture sacre della rivista Lancet, senza neanche porsi domande..
Cio nonostante anche quelli che hanno cercato ragioni valide e non le hanno trovate,
nel dubbio e perplessita
non lo danno piu
nonostante alcuni, hanno visto su stessi, che ha funzionato alla grande.
Pertanto non e' possibile avere ulteriori riscontri, circa la sua efficacia.
Considerate che nessuno oggi crede piu
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