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Domanda Dieta low carb e metabolismo dei polinsaturi.

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5 Anni 2 Mesi fa #67690 da pauling
Sto leggendo: The Art and Science of Low Carbohydrate Living: An Expert Guide to Making the Life-Saving Benefits of Carbohydrate Restriction Sustainable and Enjoyable di Jeff S. Volek PhD,RD (Autore), Stephen D. Phinney MD,PhD

Dal quale ho tradotto un passo che tratta alcune considerazioni interessanti sulla biochimica dei polinsaturi e in generale della produzione degli eicosanoidi:

La risposta degli acidi grassi polinsaturi alla restrizione dei carboidrati.

Gli scienziati più seri evitano l'argomento del metabolismo degli acidi grassi polinsaturi (PUFA) come una piaga. Perché? Perché è un groviglio di nomi e simboli oscuri, percorsi metabolici paralleli e isomeri posizionali con funzioni in conflitto. E poi ce ne sono così tanti! In una singola frazione di siero, identifichiamo tipicamente circa 20 diversi acidi grassi con due o più doppi legami (la definizione di un polinsaturo) appartenenti a 3 diverse famiglie metabolicamente distinte (per i dettagli, vedi post-script sotto).

Quindi, di nuovo, è giusto chiedersi, qual è il vantaggio di aprire questa lattina metabolica di vermi? La risposta, semplicemente, è che i drammatici cambiamenti nei PUFA associati all'adattamento a una dieta a basso contenuto di carboidrati possono aiutare a spiegare la fisiologia sottostante dei suoi benefici.

Innanzitutto, ti offriremo una panoramica del perché potrebbe essere. Quindi ti diremo come siamo incappati in questa comprensione negli ultimi 20 anni.

Punto 1.
Le diete a basso contenuto di carboidrati fanno sì che i prodotti finali fisiologicamente importanti del metabolismo degli acidi grassi essenziali (EFA) nelle membrane aumentino bruscamente [29, 41, 42]. I prodotti finali EFA nelle membrane muscolari sono positivamente correlati con la sensibilità all'insulina [38]. Pertanto, questi cambiamenti nella composizione della membrana possono spiegare la migliore sensibilità all'insulina che si verifica quando un individuo resistente all'insulina adotta una dieta a basso contenuto di carboidrati.

Punto 2.
L'aumento dei prodotti finali EFA nelle membrane epatiche blocca l'espressione degli enzimi che guidano la lipogenesi [72]. Gli esperti di consenso presumono che la lipogenesi umana sia irrilevante, tuttavia, non vedono motivo per spiegare come si ferma quando si riducono i carboidrati dietetici. Ma dal punto di vista offerto dalla POA, qualcosa mette chiaramente un freno alla lipogenesi quando una persona passa a una dieta a basso contenuto di carboidrati e la nostra osservazione di un aumento dei prodotti finali EFA offre un meccanismo elegante. Inoltre, questo aiuta a spiegare la drastica riduzione dei trigliceridi sierici che vediamo negli individui con sindrome metabolica che seguono una dieta a basso contenuto di carboidrati.

Punto 3.
Una semplice spiegazione per l'aumento dei prodotti finali EFA potrebbe essere che il corpo ne produce di più con una dieta a basso contenuto di carboidrati. Ma sfortunatamente non è così semplice. Tutti i dati (livelli di intermedi metabolici e attività enzimatiche) puntano nella direzione opposta: la produzione di prodotti finali EFA diminuisce! Quindi se salgono senza che ne venga fatto altro, questo indica che il corpo deve distruggerli più lentamente. E poiché l'arcinemico dei PUFA è un gruppo di molecole che chiamiamo radicali liberi (o più precisamente, specie reattive dell'ossigeno - ROS), forse il tasso di generazione di ROS si riduce quando i carboidrati alimentari sono limitati. Il consenso principale considera ancora questo come una fantasia "fuori dagli schemi" (o dovremmo dire "radicale"), ma è anche coerente con le nostre multiple osservazioni che una serie di biomarcatori di infiammazione (noti induttori di ROS generazione) diminuiscono quando viene adottata una dieta a basso contenuto di carboidrati [29].

Così il gioco è fatto. È davvero un po 'elegante. L'infiammazione guidata dal metabolismo forzato dei carboidrati aumenta la produzione di ROS nei mitocondri. ROS danneggia i prodotti finali EFA della membrana, che a un certo punto non possono essere sostituiti abbastanza velocemente. La conseguente riduzione dei prodotti finali di membrana EFA libera i geni (ad es. Acido grasso sintasi) che controllano la lipogenesi epatica, e allo stesso tempo la perdita di membrana HUFA provoca una maggiore resistenza all'insulina nei muscoli. I muscoli resistenti all'insulina assorbono meno glucosio, con il risultato che una quantità maggiore di esso viene deviata al fegato per la lipogenesi. Elimina gli alti livelli di ROS e le membrane subiscono meno danni, il loro contenuto di prodotti finali EFA aumenta e migliorano sia la dislipidemia che la resistenza all'insulina.



Riporto la bibliografia che cita per completezza:

29. Forsythe, C.E., et al., Comparison of low fat and low carbohydrate diets on circulating fatty acid composition and markers of inflammation.Lipids, 2008. 43(1): p.65-777.

38. Borkman, M., et al., The relation between insulin sensitivity and the fatty-acid composition of skeletal-muscle phospholipids. N Engl J Med, 1993. 328(4): p. 238-44.

41. Phinney, S.D., et al., Obesity and weight loss alter serum polyunsaturated lipids in humans. Am J Clin Nutr, 1991. 53(4): p. 831-8.

42. Tang, A.B., K.Y. Nishimura, and S.D. Phinney, Preferential reduction in adipose tissue alpha-linolenic acid (18:3 omega 3) during very low calorie dieting despite supplementation with 18:3 omega 3. Lipids, 1993. 28(11): p. 987-93.

72. Strum-Odin, R., et al., Modification of fatty acid composition of membrane phospholipid in hepatocyte monolayer with n-3, n-6 and n-9 fatty acids and its relationship to triacylglycerol production. Biochim Biophys Acta, 1987. 921(2): p. 378-91.

Ora alcune domande:

La domanda 1 quindi è: se io aumento gli omega-3 come l'alfa-linolenico nonostante la scarsa conversione in un assetto di dieta bassa in carboidrati alla lunga riequilibrerò di nuovo o quanto meno squilibrerò più lentamente il rapporto linoleico/linolenico al punto che l'infiammazione indotta dallo squilibrio potrebbe spontaneamente ridursi portandomi a dover integrare molti meno omega-3 di un mangiatore forte di carboidrati?

La domanda 2: Se riduco le calorie tenendo i consumi elevati per brevi periodi di tempo e sono bravo a bruciare grassi è possibile che l'organismo in bilancio dinamico riesca a tenere un rapporto interno stabile omega6/omega3 più vantaggioso rispetto a quello offerto dall'esterno?

la domanda 3: Se l'effetto della domanda 1 e 2 si combinano e la serie omega-6 a catena lunga resta stabile avrò un inibizione di produzione enzimatica dovuta a un eccesso di prodotto e a una carenza per maggiore ossidazione del linoleico in restrizione calorica che farà si che il linolenico potrebbe aumentare drasticamente la propria resa in EPA e quindi in DHA?

Belle domande vero?

BadLinhat Tu che ne pensi?

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5 Anni 2 Mesi fa #67713 da BadLinhat
Risposta da BadLinhat al topic Dieta low carb e metabolismo dei polinsaturi.
Come ho già scritto nell'altro thread il problema dei poli insaturi è la nostra temperatura corporea.
E' vero che le diete low carb abbassano leggermente la temperatura corporea ma non risolvono il problema e la mancanza di carboidrati genera mille altri problemi (a partire dall'aumento del cortisolo).
La restrizione calorica è un'altra delle storture che ci propongono .

Ti parlo da ex sostenitore degli Omega3 (ne assumevo fino a 6g al giorno fra integratori e cibo) e da ex low carb/keto.

Dagli Omega 3 non ho mai tratto nessun beneficio (perchè io ho sempre evitato gli Omega 6), mente per la ketogenica ci ho provato per 2 anni a farla ma non sono mai riuscito ad andare oltre i 15 gg consecutivi.
Nello stesso periodo ho provato anche il digiuno intermittente (il 16/8) con risultati penosi (andavo il sabato mattina ad allenarmi in palestra a digiuno e mangiavo solo dopo l'allenamento: inutile dirti che dovevo usare i pesi della Barbie a digiuno...=

E' stato il periodo peggiore della mia vita: costantemente senza energie (tranne quando ricaricavo i carbo), perdita di massa magra e di forza, aumento della massa grassa, voglia di fare niente....

Anche l'affermazione che mangiare carboidrati porterebbe resistenza all'insulina non ha basi: i grassi competono coi i carbo per l'assorbimento (vedi Randle cycle) e generano resistenza all'insulina in grandi quantità:

Free fatty acids (FFAs)…were associated with insulin resistance in nondiabetic subjects, and HOMA-IR [homeostasis model assessment for insulin resistance] in nonobese individuals was more sensitive to FFA changes. Monitoring and controlling plasma FFA levels in obese subjects is significant in decreasing insulin resistance and preventing diabetes.


“Our body is a temple that we must worship. Exercise is the only way to stay healthy,”
Manohar Aich

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5 Anni 2 Mesi fa #67717 da alex86
Risposta da alex86 al topic Dieta low carb e metabolismo dei polinsaturi.

BadLinhat ha scritto: E' stato il periodo peggiore della mia vita: costantemente senza energie (tranne quando ricaricavo i carbo), perdita di massa magra e di forza, aumento della massa grassa, voglia di fare niente....
Anche l'affermazione che mangiare carboidrati porterebbe resistenza all'insulina non ha basi: i grassi competono coi i carbo per l'assorbimento (vedi Randle cycle) e generano resistenza all'insulina in grandi quantità


Non condivido assolutamente questa è la tua singola esperienza e per altro non ricalca di certo un metodo virtuoso, intanto la Keto pura è da evitare a prescindere, nel lungo periodo! per i carboidrati quali intendi tu? perche' non mi risulta che in Paleo stai senza anzi!
Infatti in una dieta equilibrata i carbo sono frutta e verdura in quantita' elevate, riso e batate 1-2v a settimana e non stai a secco di energia di certo. Per i valori di Massa corporea, (infiammazione- massa magra e grassa) dopo 2 anni ho migliorato tutti i punti, a differenza di una rovinosa dieta Gr Sanguigni e poi vegana di un anno....
Detto cio' ognuno ha il SUO metabolismo e le sue caratteristiche, io faccio palestra 4v a settimana e di certo stessi a zero carbo non riuscirei di certo come nemmeno allenarmi a digiuno


"Not all cakes comes with hole"

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5 Anni 2 Mesi fa #67718 da pauling
Risposta da pauling al topic Dieta low carb e metabolismo dei polinsaturi.

BadLinhat ha scritto: Come ho già scritto nell'altro thread il problema dei poli insaturi è la nostra temperatura corporea.
E' vero che le diete low carb abbassano leggermente la temperatura corporea ma non risolvono il problema e la mancanza di carboidrati genera mille altri problemi (a partire dall'aumento del cortisolo).
La restrizione calorica è un'altra delle storture che ci propongono .

Ti parlo da ex sostenitore degli Omega3 (ne assumevo fino a 6g al giorno fra integratori e cibo) e da ex low carb/keto.

Dagli Omega 3 non ho mai tratto nessun beneficio (perchè io ho sempre evitato gli Omega 6), mente per la ketogenica ci ho provato per 2 anni a farla ma non sono mai riuscito ad andare oltre i 15 gg consecutivi.
Nello stesso periodo ho provato anche il digiuno intermittente (il 16/8) con risultati penosi (andavo il sabato mattina ad allenarmi in palestra a digiuno e mangiavo solo dopo l'allenamento: inutile dirti che dovevo usare i pesi della Barbie a digiuno...=

E' stato il periodo peggiore della mia vita: costantemente senza energie (tranne quando ricaricavo i carbo), perdita di massa magra e di forza, aumento della massa grassa, voglia di fare niente....

Anche l'affermazione che mangiare carboidrati porterebbe resistenza all'insulina non ha basi: i grassi competono coi i carbo per l'assorbimento (vedi Randle cycle) e generano resistenza all'insulina in grandi quantità:

Free fatty acids (FFAs)…were associated with insulin resistance in nondiabetic subjects, and HOMA-IR [homeostasis model assessment for insulin resistance] in nonobese individuals was more sensitive to FFA changes. Monitoring and controlling plasma FFA levels in obese subjects is significant in decreasing insulin resistance and preventing diabetes.



Ti rispondo punto per punto perchè penso risulta più chiaro e comodo:

I polinsaturi perchè i monosaturi presentano meno problemi comunque ci servono in piccola parte per creare substrati ormonali e per assolvere ad alcune funzioni, ora secondo me ma non solo, il problema è la quantità, tra l'altro anche burro, sugna, ecc... shanno una buona quota di insaturi eppure li dentro si ossidano difficilmente il che penso che derivi dal fatto che quando solidificano diventano sostanzialmente bianchi che è un colore che respinge tutte le frequenze di luce, ma è possibile perchè ci sono pochi polinsaturi distribuiti in un mare di saturi che li circondano e di monosaturi che tendono ad ossidarsi più difficilmente.

Quindi io resto convinto che il nostro fabbisogno di O6/O3 è molto più basso di quello che si creda e che la sintesi in restrizione calorica che non vuol dire farla per sempre ma per brevi periodi probabilmente ai più giovani basta anche il digiuno tra due pasti purchè non ricchi di carboidrati e saturi o se ricchi in un ambiente che consuma molta energia (esercizio al freddo) riesca a farci ottenere la quaota di EPA e DHA di cui abbiamo bisogno che è piccola e non dell'ordine dei grammi.

Sostanzialmente assumere omega3 è un modo poco economico di bruciare grassi se si è in grado ed un poco poco economico di riempirsi di radicali liberi.

Per i carboidrati io ho spostato la Perfect Health Diet di Jaminet quindi saprai che è l'unica paleo che fa consumare generose porzioni di amidi sicuri, però la restrizione calorica e di carboidrati intermittente mi permette di avere le abilità di bruciare corpi chetonici in ipoglicemia quindi avere l'unica cosa per cui ha senso farle: la flessibilità metabolica.

Cioè ci tengo a riportare che per Jaminet è meglio non scendere mai sotto i 100-150 grammi di amidi sicuri al giorno che non è che siano proprio pochi pochi e personalmente una quota maggiore non permette di ossidare bene i grassi.

E non credo che questo aumenti il cortisolo anzi lo abbassa visto che se non c'è glucosio e uno è flessibile metabolicamente i corpi chetonici aiutano nel risparmio dello stesso e gli stessi muscoli producono insulino-resistenza periferica per aumentare il risparmio.

Risultato: zero o quasi catabolismo muscolare.

Non sono d'accordo con le tue conclusioni sul digiuno intermittente: in natura ci sono animali che digiunano molto a lungo, quindi se non si riesce a portare avanti un digiuno di alcune ore vuol dire che non si è capaci di bruciare grassi bene, ma ho il sospetto che avevi il timore di mangiare 40-60 grassi in un singolo pasto.

Eheh il concetto di grandi quantità va definito...

Comunque se i tessuti sono sensibili al glucosio questo grassi o non grassi scompare dal circolo ematico velocemente infatti se si fa una passeggiata dopo aver mangiato la glicemia man mano scende e se si hanno riserve di glicogeno anche parzialmente svuotate, la glicemia cala abbastanza velocemente.

Purtroppo mescoli lo statico o a regime con il dinamico: se mangio 100 grammi di carbo al giorno mane consumo 100 sono in pareggio quella giornata, ma se ho riserve piene di glicogeno e mangio 100 grammi di carbo a colazione standomene poi fermo e mi sa che il glucosio resta in circolo un bel po' a meno che l'organismo non lo forzi a diventare grasso tramite l'azione dell'insulina che produce una bruca caduta della glicemia, e qua parliamo di bilancio dinamico e non più di bilancio statico.

Andrebbe comunque analizzata l'azione della flora intestinale che è in grado con gli LPS di indurre infiammazione a basso grado e resistenza insulinica quindi intolleranza ai carboidrati ma penso che poi andiamo completamente fuori topic.

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5 Anni 2 Mesi fa #67719 da pauling
Risposta da pauling al topic Dieta low carb e metabolismo dei polinsaturi.

alex86 ha scritto:

BadLinhat ha scritto: E' stato il periodo peggiore della mia vita: costantemente senza energie (tranne quando ricaricavo i carbo), perdita di massa magra e di forza, aumento della massa grassa, voglia di fare niente....
Anche l'affermazione che mangiare carboidrati porterebbe resistenza all'insulina non ha basi: i grassi competono coi i carbo per l'assorbimento (vedi Randle cycle) e generano resistenza all'insulina in grandi quantità


Non condivido assolutamente questa è la tua singola esperienza e per altro non ricalca di certo un metodo virtuoso, intanto la Keto pura è da evitare a prescindere, nel lungo periodo! per i carboidrati quali intendi tu? perche' non mi risulta che in Paleo stai senza anzi!
Infatti in una dieta equilibrata i carbo sono frutta e verdura in quantita' elevate, riso e batate 1-2v a settimana e non stai a secco di energia di certo. Per i valori di Massa corporea, (infiammazione- massa magra e grassa) dopo 2 anni ho migliorato tutti i punti, a differenza di una rovinosa dieta Gr Sanguigni e poi vegana di un anno....
Detto cio' ognuno ha il SUO metabolismo e le sue caratteristiche, io faccio palestra 4v a settimana e di certo stessi a zero carbo non riuscirei di certo come nemmeno allenarmi a digiuno


C'è un certo Jason Fung che vanta di guarire dal diabte, la prima cosa che limita o riduce è la frutta.

E sono d'accordo la Keto deve servire solo per creare chetoadattamento quindi per avere flessibilità metabolica.

Fidati meglio il riso e le patate la frutta come dicevo è da limitare, attenzione non eliminare ma limitare dato che il fruttosio può essere metabolizzato solo dal fegato ed è 5-7 più reattivo dello stesso nella glicazione delle proteine.

Sostanzialmente questo si traduce nel fatto che se mangi riso e vai a farti una passeggiata di mezz'ora i muscoli possono assorbire quel glucosio e bruciarlo se invece mangi un equivalente in fruttosio il fegato deve farsi carico convertirlo in glucosio e rilasciarlo, sostanzialmente se fai quella passeggiata rischi catabolismo proteico se sei a corto di glicogeno e poi un rilascio prolungato e ritardato di glucosio che può essere si assorbito dai muscoli ma esperimenti hanno dimostrato che finito lo sforzo muscolare i muscoli poi metabolizzano poco il glucosio che se ne resta nel circolo ematico dato che poi se arriva altro fruttosio il fegato cerca di liberarsi del glucosio e ovviamente non riuscendoci dato che le riserve sono di 80-100 grammi di glicogeno per il fegato inizia a convertirlo in grasso e si inizia ad avere il fegato grasso.

Jason Fung ha scritto un libro interessante che fa capire come il diabete non sia un problema sostanzialmente dei muscoli ma del fegato e infatti la metformina limita il rilascio di glucosio da parte del fegato e fa trascolare l'AMPK in modo da far si di bruciare quel glucosio da parte dei muscoli impiegando meno insulina, cosa che ovviamente si otterrebbe con più movimento fisico e non è un caso che in molti quando si muovono riescono a ridurre il dosaggio o addirittura ad eliminarlo.

Se si è chetoadattati si riesce ad allenarsi a digiuno, se non ci si riesce vuol dire che non c'è flessibilità metabolica o che non si mangiano grassi sufficienti.

Ovviamente se dopo l'allenamento si aspetta un'oretta e si fa una ricarica con i controfiocchi la cosa risulta molto meno catabolica, ma vorrei far notare che molte popolazioni di cacciatori-raccoglitori mangiano miele e amidi in grandi quantità solo che si fanno mediamente 10 km al giorno dato che alzare pesi consuma pochissimo quindi non permette dinamicamente di bruciare quell'energia dal fegato.

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5 Anni 2 Mesi fa #67720 da pauling
Risposta da pauling al topic Dieta low carb e metabolismo dei polinsaturi.
Domanda: ma che c'entra con il post quello di cui stiamo parlando?

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