sibillina ha scritto: Ma quindi tu hai applicato gli insegnamenti del libro?
Oppure il tuo papà??
In effetti devo dire che non bevo affatto, mangiando tanta frutta e verdura non lo consideravo necessario. Ma adesso mi rendo conto di essere disidratata comunque quindi vedro' di rimediare bevendo 2 litri al giorno. Mi viene facile qui in ufficio, un po' meno quando sei fuori anche perchè poi scappa sempre tanta plin plin!!! :S
Guarda, io devo dirmi fortunato, perché bevo all'incirca due litri d'acqua al giorno da una decina d'anni almeno, cioè da quando ho sofferto di una colica renale davvero devastante (non esagero: sei attacchi dolorosissimi e sfiancanti, dal primo alle 9 di mattina all'ultimo verso le 17, ore passate al pronto soccorso dove stavo quasi uscendo di senno). Avendomi successivamente detto i medici che non c'era nessun'altra raccomandazione da dare se non quella di bere tanta acqua, ho eseguito puntualmente e, da allora, non ho più avuto episodi. In pratica ho applicato gli insegnamenti del libro molto prima di leggerlo! Si è trattato del classico caso del male che non viene per nuocere, ma per avvisare che si sta tenendo un comportamento poco salutare, da modificare con urgenza. Infatti, prima della colica bevevo pochissma acqua e in compenso abbondante tè industriale zuccherato (tipo Estathe, per capirsi). Quindi, grazie al campanello d'allarme della colica e prima di avere la minima cognizione sulla dannosità dello zucchero, ho migliorato in un colpo solo due aspetti importantissimi della mia salute: ho cominciato a bere, idratando correttamente l'organismo, e ho smesso di riempirmi di zucchero, assunto con il tè industriale fino a quel momento.
Aggiungo però che, come in
tutte le cose, anche in questa sono contrario a qualunque forma di fanatismo. Mio padre, che fino a un paio d'anni prima della diagnosi di cancro non beveva MAI, fatica molto a superare la dose giornaliera di 1,5 litri, ma non lo forzo ad andare oltre, perché mi pare una quantità ragionevole. Cosa confermata, oltretutto, dalla bontà di tutti i suoi esami ematici.
Io, dopo qualche giorno di difficoltà i primi tempi, ora non solo arrivo facilmente a due litri quotidiani, ma, e qui rispondo anche a yagoo, sento proprio di averne bisogno. Quindi non faccio alcuno sforzo, anzi, ma, contemporaneamente, non sto neppure a verificare quanto bevo in maniera maniacale, anche perché è il mio stesso corpo a segnalarmi il suo desiderio d'acqua.
Sempre riferendomi al post di yagoo, è pacifico che il tipo di alimentazione incida molto sul fabbisogno d'acqua dell'organismo. Mangiare poca carne, pochi alimenti salati e molta frutta e verdura, che hanno un alto contenuto d'acqua, è certamente un modo per incrementare la quantità d'acqua disponibile nell'organismo. Ciò nonostante, trovo ugualmente convincenti gli argomenti a favore di una grande attenzione nei confronti della disidratazione,
che subdolamente quasi mai è avvertibile dal soggetto se non quando arriva a stadi molto avanzati (mio padre era un caso esemplare), e ho l'impressione, come il post di sibillina involontariamente conferma, che, in generale, esista la tendenza a bere troppo poca acqua, non troppa. Quei pochi estremisti che consigliano di bere litri e litri d'acqua o di succhi di frutta ogni giorno, non credo facciano media e certamente non fanno testo.
Comunque, per tornare al libro, evitare i calcoli non è in cima ai pensieri del dott. Batmanghelidj. Se non ricordo male, i calcoli neppure vengono citati. Mentre si parla di dolori dispeptici, pressione sanguigna, sovrappeso, asma e allergie, e persino di AIDS e cancro.