La mente come la sperimentiamo tutti i giorni si fa semplicemente da parte.
Io dico che si allinea, insieme agli altri corpi. E permette il fluire dell'energia, priva di interferenze.
Questo fluire comporta L'"esperienza".
L'esperienza è ancora un pallido risultato di ciò che potrebbe essere per sempre.
Kundalini che sale. L'unica emozione presente, la calma, una pace totale. La paura solo un lontano ricordo. Tutto appare semplice, illuminato da dentro, logico, perfetto, se ne comprende la causa. Si comprende cioè la connessione, il passaggio del tempo, come se si fosse al di fuori di esso e si assistesse a un film, si "vede" ciò che è nascosto alla vista normale, si allargano improvvisamente i propri orizzonti esperienziali in modo inimmaginabile, all'improvviso si sa.
Trovare parole adeguate a quelle che sono esperienze di picco non è facile.
Xc normalmente stiamo da un'altra parte. Con una mente troppo povera, troppo inzeppata, troppo ignorante, nel senso letterale che ignora.
Eppure in un battibaleno avviene la prima fondamentale presa di coscienza di chi siamo, di cosa stiamo sperimentando e del perché. Dopo è tutto diverso. Dopo persino la mente chiacchierona, la mente dei distinguo, delle illusioni ne rimane toccata.
Senza una esperienza diretta ci sono solo parole di altri che potranno testimoniare della struttura del multiverso, del senso del tempo, del perché Cronos divora i suoi figli così facilmente, ma sono esperienze altrui, appunto.
Vivere in prima persona, prerogativa di chi si sta svegliando ad un nuovo livello della propria realtà, comporta inevitabilmente un rivolgimento e una ricerca che dura una vita. Come falene che vivono nel buio siamo attirati dalla luce, sbattiamo contro la fonte luminosa e torniamo nel buio, per poi riprendere vigore e reimmergerci nel flusso. Paghiamo il nostro prezzo e procediamo con una nuova sensibilità. Che sarà al contempo la nostra forza maggiore e la nostra maggiore debolezza.
Siamo ancora nella dualità.
Buio luce. Bellezza disarmonia. Amore mancanza di amore.
La dualità dà vita ai livelli in cui normalmente dimoriamo. Superare quella dualità probabilmente darà accesso a Qualcosa di ancora più grandioso. Di cui abbiamo appena avuto sentore. Chi per poche ore. Chi per venti giorni. Se contiamo il tempo ancora siamo abbarbicati alle vesti di Cronos, con i rischi che ciò comporta.
Le ripetizioni sempre nuove: in fondo, una reale contraddizione in termini, in tutti i sensi.