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Domanda Psicoterapia o psicanalisi?

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11 Anni 6 Mesi fa #38287 da Clara
Risposta da Clara al topic Psicoterapia o psicanalisi?
Oltre alle esperienze con la psicomagia, ce ne sono state tante altre tra cui quella estrema della capanna del sudore, secondo i modi pellerossa, ben 4 volte, e l'ultima sono anche finita in ospedale...
Ho seguito diverse scuole di meditazione, prima di incontrare il qi gong e il tai chi, tra cui la scuola del suono e della parola andando sino in India all'ashram dei maestri, poi ho seguito le meditazioni del raja yoga, ho frequentato monasteri cristiani di clausura dove sono stata periodi ospite della foresteria, svegliandomi ogni notte alle 4 per le preghiere al freddo rigido di quelle montagne.
Poi mi sono interessata alla bioenergetica, e alle teorie di Wilhelm Reich su corazze caratteriali, energia orgonica e accumulatori...ecc.ecc.

Ecco un percorso che mi ha portato un pò alla volta alla psicanalisi :P

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11 Anni 6 Mesi fa #38291 da Cecilia
Risposta da Cecilia al topic Psicoterapia o psicanalisi?

Clara ha scritto: Oltre alle esperienze con la psicomagia, ce ne sono state tante altre tra cui quella estrema della capanna del sudore, secondo i modi pellerossa, ben 4 volte, e l'ultima sono anche finita in ospedale...
Ho seguito diverse scuole di meditazione, prima di incontrare il qi gong e il tai chi, tra cui la scuola del suono e della parola andando sino in India all'ashram dei maestri, poi ho seguito le meditazioni del raja yoga, ho frequentato monasteri cristiani di clausura dove sono stata periodi ospite della foresteria, svegliandomi ogni notte alle 4 per le preghiere al freddo rigido di quelle montagne.
Poi mi sono interessata alla bioenergetica, e alle teorie di Wilhelm Reich su corazze caratteriali, energia orgonica e accumulatori...ecc.ecc.

Ecco un percorso che mi ha portato un pò alla volta alla psicanalisi :P

Da come descrivi hai fatto veramente diverse esperienze, ora, da quanto tempo fai psicanalisi?

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11 Anni 6 Mesi fa #38302 da Clara
Risposta da Clara al topic Psicoterapia o psicanalisi?
Feci un anno e mezzo di psicoterapia ai tempi della morte di mio marito, 19 anni fa...
Ora pratico la psicanalisi da 3 anni, e prendo ben quattro treni e due autobus, tra andare e tornare...è piuttosto lontano da dove vivo, per questo motivo che è anche economico vado solo una volta la settimana.

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11 Anni 6 Mesi fa #38304 da elena
Risposta da elena al topic Psicoterapia o psicanalisi?
Replica di Paolo
Come è giusto che sia ognuno deve cercare la sua strada, quella che è più in sintonia con sè. Noi siamo come sulla periferia di una enorme ruota, dobbiamo solo intuire qual è il raggio che ci porterà al centro. Per quanto mi riguarda, nel mio sentire, Jodorowsky ha tutte le caratteristiche che possono risuonarmi dentro, anche per la sua intuizione , il disincanto e la cialtroneria. Non tutti hanno avuto beneficio dagli atti. E non tutti se la sono sentita di metterli in pratica. Del resto, non è facile arrivare al l'inconscio se di mezzo ci si mette un ego ipertrofico che deve controllare ogni processo. Di fatto ci vuole un vero e proprio atto di fede.

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11 Anni 6 Mesi fa #38306 da Cecilia
Risposta da Cecilia al topic Psicoterapia o psicanalisi?

Clara ha scritto: Feci un anno e mezzo di psicoterapia ai tempi della morte di mio marito, 19 anni fa...
Ora pratico la psicanalisi da 3 anni, e prendo ben quattro treni e due autobus, tra andare e tornare...è piuttosto lontano da dove vivo, per questo motivo che è anche economico vado solo una volta la settimana.


domanda impertinente ma pertinente
di tutte le altre
Oltre alle esperienze con la psicomagia, ce ne sono state tante altre tra cui quella estrema della capanna del sudore, secondo i modi pellerossa, ben 4 volte, e l'ultima sono anche finita in ospedale...
Ho seguito diverse scuole di meditazione, prima di incontrare il qi gong e il tai chi, tra cui la scuola del suono e della parola andando sino in India all'ashram dei maestri, poi ho seguito le meditazioni del raja yoga, ho frequentato monasteri cristiani di clausura dove sono stata periodi ospite della foresteria, svegliandomi ogni notte alle 4 per le preghiere al freddo rigido di quelle montagne.
Poi mi sono interessata alla bioenergetica, e alle teorie di Wilhelm Reich su corazze caratteriali, energia orgonica e accumulatori...ecc.ecc.

hai raggiunto anche lá i 3 anni di pratica oppure anche solo 1 anno e mezzo ?

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11 Anni 6 Mesi fa #38320 da Laura80
Risposta da Laura80 al topic Psicoterapia o psicanalisi?

elena ha scritto: Paolo partecipa alla discussione tramite mio nick

A cosa serve l'analisi? A dare voce al l'inconscio? Ok e poi? Dopo che hai sviscerato le pulsioni alla base del tuo agire dandogli un nome hai risolto? Oppure piuttosto scopri che la pressione inconscia di desideri contrari per esempio alla legge dell'uomo non ti dà alcun sollievo e pur dando loro voce non c'è la consolazione del fare? A me sembra invece che la lezione di Jodorowski con la sua psicomagia sia essenziale a dirimere la questione

Quest’arte terapeutica è chiamata da Jodorowsky psicomagia e consiste nel proporre al “richiedente” un "gesto poetico" da realizzare, in apparenza privo di logica, in realtà con un dirompente impatto emotivo, che lo porterà a vedere e percepire la propria realtà da un punto di vista diverso, sanante. Come ha scritto Jodorowsky: “Nella psicoanalisi tradizionale si tenta di decifrare con il linguaggio corrente i messaggi inviati dall'inconscio. Io agisco al contrario, ossia invio messaggi all'inconscio utilizzando il linguaggio simbolico che gli è proprio”. Un esempio di atto psicomagico: una persona parlava a Jodorowsky dei propri problemi economici, dicendogli che non aveva mai un soldo in tasca. Jodorowsky gli chiese semplicemente di incollare alle proprie scarpe due monete, in maniera tale che camminando si potesse sentire il tintinnio delle monete sulla strada.

La psicomagia parte da una riflessione sulla rilevanza delle influenze esercitate dall’infanzia e quindi dalla propria famiglia sul proprio modo di vivere la vita, pertanto per guarire occorre, grazie alla psicogenealogia, rimuovere l’“ostacolo genealogico”: “Se la famiglia che vive dentro di noi ancorata alla memoria infantile è alla base del nostro inconscio, allora dobbiamo far evolvere ogni nostro parente trasformandolo in un archetipo. Dobbiamo innalzarlo al nostro livello di coscienza, dobbiamo esaltarlo, immaginarlo nell'atto di dare il meglio di sé stesso. Tutto ciò che diamo a lui lo diamo a noi. Ciò che gli neghiamo, lo neghiamo a noi”.


Ciao Paolo! :)
Non conosco la psicomagia, per cui parlo sulla base della mia esperienza analitica.
Ha risolto qualcosa la mia analisi? No, niente di niente. È proprio questo il punto.
Quando ho iniziato l'analisi, pensavo di avere tanti "problemi": ero troppo ansiosa, troppo timida, troppo insicura di me, troppo preoccupata delle aspettative degli altri, troppo di tutto.... Cosa mi aspettavo dall'analisi? Ovviamente che risolvesse tutti questi " problemi", mi aspettavo che, al termine di un percorso anche lungo, mi sarei però ritrovata ad essere una persona serena, equilibrata, pacata, espansiva, sicura di sé... una specie di essere superiore inattaccabile dalle difficoltà della vita. Mi viene da ridere se ci penso adesso... :blush:
È ovvio che le aspettative che avevo erano irrealistiche, non perché l'analisi non serva, ma perché non erano per niente realistiche!
Io non sono così e non lo sarò mai. L'analisi mi ha aiutato a essere me stessa senza voler più risolvere niente, perché non c'è niente da risolvere. Ho imparato ad accettare certe cose di me, alcune anche ad amarle, perché quello che sono oggi è frutto di una storia, non sempre bella o fortunata, ma mia.
In fondo posso dire che la mia analisi è stata profondamente deludente, e proprio per questo utile. Non è stata all'altezza delle mie aspettative, e così ho potuto ridimensionarle, anche su di me.
Ho scoperto che gli altri non si aspettavano da me chissà che cosa, ero solo io che lo pensavo. Alcune volte ho avuto vere e proprie rivelazioni.

Dico qualcosa sul mio percorso.
Io oggi sono psicoterapeuta gruppoanalista, mi occupo quindi di psicoterapia individuale, di gruppo e analisi istituzionale (questo recita il mio diploma, poi non è che faccio tutta sta roba).
Tradotto vuol dire che mi sono laureata in psicologia clinica (5 anni buttati, se non fosse per alcuni corsi che da soli valevano la fatica), poi dopo un anno di tirocinio per iscriversi all'albo mi sono iscritta a una scuola di psicoterapia a orientamento analitico per altri 4 anni. Lungo questo percorso ho fatto la mia analisi personale (non didattica).
Questo lo dico per aiutare chi legge a farsi un'idea più chiara, nel senso che un po' è inevitabile che "sono di parte", come tutti credo comunque, in base alle proprie esperienze.

Rispetto al discorso psicoterapia o psicoanalisi: a me non è mai stato insegnato che la terapia deve curare il sintomo. Gli obiettivi analitici sono sempre stati anche i miei, cosi mi è stato insegnato da docenti che erano tutti o quasi analisti (tra cui Recalcati, che spesso veniva a scuola a fare seminari proprio sull'inconscio).
Per essere ammessi alla mia scuola ho dovuto sostenere una selezione abbastanza lunga, che ha valutato i titoli, il curriculum formativo e ho fatto colloqui di valutazione coi docenti per verificare che avessi le caratteristiche minime di personalità per cominciare la formazione, cosa che veniva comunque rivalutata ogni anno.
Ho avuto docenti freudiani, kleiniani, bioniani, foulkesiani, supervisori di diversi orientamenti (ora kleiniano) e mi trovo bene con colleghi di orientamenti diversi, a patto però che siano competenti e aperti al confronto.
Prima e durante la scuola ho fatto molte esperienze di gruppi analitici e di psicodramma, sia classico (moreniano) che analitico, che mi sono piaciute molto pur essendo state brevi.
Credo, rispetto alla durata, che alcune esperienze debbano essere brevi per definizione, lì sta la loro forza. Non tutto funziona solo perché dura tanto.

Clara, hai mai letto il libro "La cura Schopenhauer" di Yalom?
Lui è un gruppoanalista, e ha scritto molti libri, tra cui questo, che è un romanzo.
Parla di un'analista che a un certo punto scopre di aver ancora poco da vivere. Così comincia a interrogarsi sul senso della vita e sull'utilità del suo lavoro. Per capirlo, va alla ricerca del suo più grande fallimento: un paziente che non ha saputo aiutare. Comincia così il racconto di un'esperienza di gruppo terapeutico. Una delle protagoniste principali è Pam, una paziente che parte per un'esperienza in un ashram, e analizza le differenze col suo percorso analitico.
È molto bello e commovente, molto avvincente anche.
Magari prova a dare un'occhiata, potrebbe essere una bella compagnia per i tuoi viaggi in treno!

Ah, un'altra cosa! Volevo solo precisare che oggi chi fa questo percorso formativo non penso lo faccia per soldi...io certo non navigo nell'oro! :lol:
I seguenti utenti hanno detto grazie : elena

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