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Domanda carenza vitamina D
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un caro saluto a tutti e al prossimo aggiornamento!
Ele
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- Raffaele/Michelangelo
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- un protratto deficit di vitamina D può esitare in un’ampia serie di manifestazioni patologiche che possono interessare il sistema muscolo-scheletrico (rachitismo, osteomalacia, osteoporosi), quello nervoso (sistema endocrino della vitamina D, che modula i valori del calcio nel flusso ematico), le patologie autoimmuni (diabete mellìto insulino-dipendente, sclerosi multipla, artrite reumatoide), il cancro (seno, prostata, colorettale), …;
- pur essendo buona regola (ma l’età potrebbe in tal senso costituire un problema, per via di una diminuita possibilità di sintetizzare la D da irraggiamento solare) l’esporsi sistematicamente al sole (viso, mani, avambracci) nel periodo estivo, ma anche in primavera-autunno, per 3 volte la settimana, al mattino e/o nel tardo pomeriggio, per 15-20 minuti, senza alcuna protezione solare, in modo da assorbire tra le 10000 e le 20000 U.I. di vitamina D, da accumulare, se in eccesso, nel grasso da smaltire poi soprattutto nel tardo periodo invernale, quando le riserve cominciano a scarseggiare, è conveniente, soprattutto nella tua situazione, puntare sulla certezza dell’integrazione, in modo da ovviare alla netta carenza in atto, che deve essere riequilibrata al più presto per le motivazioni precedentemente esposte;
- parimenti alle altre vitamine liposolubili, l’assorbimento della D da Colecalciferolo si attua nel livello enterico ed è propiziato dalla concomitante assunzione di cibi che hanno lipidi: dunque, meglio assumerla durante il pasto.
Raffaele
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- Stefano
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Stefano ha scritto: Pare anche che il magnesio sia amico della vitamina D e lavori bene in sinergia con essa, ho letto anche che la vit A/Betacarotene abbia una funzione protettiva contro eventuali sovraddosaggi.
Continuando a leggere in giro sulla vit D specifico che questa cosa è controversa, non si riferisce al betacarotene ma solo alla vit A
C'è chi dice protegga da sovradosaggio altri invece sostengono vanifichi la vit D, pare i più sostengano la seconda ipotesi.
Su un forum di assuntori di vit D citavano una pagina che riporto.
Incollo: "In un altro sorprendente rivelazione, gli scienziati hanno scoperto che alte dosi di vitamina A antagonizza l'azione benefica della vitamina D nel corpo. 32-34 Questa scoperta potrebbe spiegare perché alcuni studi di persone che utilizzano multivitaminici commerciali (che contengono troppa vitamina A e del tutto inadeguato vitamina D) non hanno prodotto benefici per la salute attesi." (da Google translate) goo.gl/w0d32
Qui il link in inglese www.lef.org/magazine/mag2010/jan2010_Sta...nsion-Members_01.htm (le pagine sono due)
Fonti: 32. S. Johansson Vitamina A e osteoporosi: studi sperimentali e clinici. Acta Universitatis Upsaliensis. Sintesi complete di Uppsala Dissertazioni della Facoltà di Medicina e Chirurgia. Università di Uppsala, Svezia. 2004:1392-457.
34. J Nutr. Dicembre 1999, 129 (12) :2246-50.
Mi pare un membro del forum lamentava che assumeva circa 50 mila a settimana e il livello di vit D era fermo a 38, per caso assume dosi significative di vit A ?
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- dome_84
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Raffaele ha scritto: Ciao, Bruna.
Concordo pienamente con quanto scritto sia da Alberto sia da Gianni.
Ti invito inoltre a digitare nella funzione Cerca "Sulle vitamine e sui minerali", il mio thread che contiene anche il post "Sulla Vitamina D", la cui lettura spero possa tornarti utile.
In esso troverai anche quanto segue, che mi preme ricopiare a beneficio di tutti coloro che dovessero trovarsi in carenza di vitamina D e volessero riequilibrare i loro valori.
Ti aggiungo, come già saprai, che ogni gtt. di DIBASE da 10000 U.I. apporta 250 U.I di Vitamina D da Colecalciferolo.
Per riflettere.
La valutazione di quanta vitamina D ci occorra presumerebbe di sapere l'esatta dose “consumata” giornalmente dal nostro corpo che, non essendo mai stata stabilita, non potrà che collegarsi alla nostra pratica sperimentale, in modo da conseguire e conservare quell'ottimale range dei livelli sierici della 25 (OH) D per soggetti sani, che così riassumo:
-carenza < 20 ng/ml (< 50 nmol/l)
-insufficienza 20-30 ng/ml (50-75 nmol/l)
-eccesso >100 ng/ml (> 250 nmol/l)
-intossicazione > 150 ng/ml (> 375 nmol/l)
Bene.
Siccome sono molteplici i fattori che influiscono sull'assorbimento della Vitamina D, l'analisi dei quali è meglio evitare in questa circostanza per non scrivere in merito un “trattato”, ecco quale algoritmo, molto essenziale e pratico, Vi propongo (poi, ognuno faccia come meglio crede) di sviluppare per stimare il vostro fabbisogno quotidiano di D (ve ne sono, ovviamente, altri), nel caso la vostra esposizione solare fosse molto esigua, come personalmente lo è per me, preso come sono dal “seguir virtute e conoscenza”.
Si sa che 100 UI di Vitamina D fanno salire i valori sierici della 25 (OH) D di 1 ng/ml o se preferite di 2,5 nmol/l.
Dunque, lasciando costante questo rapporto, indipendentemente dai nostri livelli sierici iniziali della 25 (OH) D, dei quali nulla adesso sappiamo, un'assunzione quotidiana di 2000 UI di Vitamina D3 garantirebbe quanto segue:
Legenda
ng=nanogrammi
nmol=nano moli
100 UI = 1 ng/ml (2,5 nmol/l)
per cui:
2000 UI = (1 ng/ml X 20) = 20 ng/ml (2,5 X 20 = 50 nmol/l).
Un'assunzione di 2000 UI, ossia di 20 ng/ml (50 nmol/l), rapportata al range dei livelli sierici della 25 (OH) D, evidenzia chiaramente un livello medio di 25 (OH) D sub-ottimale.
A Te, e a tutti coloro in deficit di vitamina D, i dovuti calcoli e le ovvie conclusioni.
Una sola ulteriore utile, almeno credo, puntualizzazione.
I dati sperimentali USA-Nord America mostrano che l'esposizione solare contribuisca per l'80% all'apporto di vitamina D3.
Studi epidemiologici italiani attestano tale valore tra il 60 e il 90%.
Raffaele
Ciao Raffaele,
perdonami ma mi sfugge qualcosa:
Ipotizziamo di partire da un valore da esami di 25 (OH) D = 30 ng/ml
Tu scrivi:
100 UI di Vitamina D fanno salire i valori sierici della 25 (OH) D di 1 ng/ml
Ipotizzando quindi di assumere 5000 IU/die l'aumento dovrebbe essere di 50 ng/ml.
Ma la cosa che mi sfugge è: ma questo aumento in quanto avviene? Non in una assunzione immagino.
Sono un po confuso...
Se da un valore del sangue di 30 ng/ml integro 5000 IU/die posso corro rischio di andare oltre i valori di riferimento oppure posso arrivare max a 80 ng/ml? Naturalmente esposizione solare a parte si intende..
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- Nataku
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- Raffaele/Michelangelo
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Premesso che:
-carenza D-->0-5 ng/ml con sintomi quali iperparatiroidismo, cattiva assimilazione del Calcio, riduzione della quantità di minerale osseo in presenza di un collegabile aumento della matrice ossea collagene ossia ossa molli (osteomalacia), miopatia;
- insufficienza D-->5-12 ng/ml con sintomi quali contenuto iperparatiroidismo, diminuita assimilazione del Calcio, osteoporosi, miopatia senza sintomi evidenti;
- ipovitaminosi D-->12-30 ng/ml con ristretta riserva di vitamina D, leggero rialzo del paratormone (PTH) secreto dalle ghiandole paratiroidi;
- normale D-->30-60 ng/ml con alcuna alterazione;
- tossicità D--> > 60 ng/ml con aumento della quantità di Calcio nel flusso ematico (ipercalcemia) e con un aumento del Calcio nelle urine (ipercalciuria);
- che per ciascuno dei vari stati citati, diverso da quello di normalità, occorrerebbe individuarne le motivazioni;
- che sia le carenze sia le insufficienze non sono affatto rare alle nostre latitudini;
- che i predetti deficit di vitamina D s'incrementino col trascorrere degli anni;
- che tutti i soggetti anziani, che non stiano facendo integrazione di vitamina D, siano carenti;
esiste un rapporto della SIOMMMS (Società Italiana dell'Osteoporosi, del Metabolismo Minerale e delle Malattie dello Scheletro) che ha fornito alcune "linee-guida" sia sull'ipovitaminosi D sia sulla sua prevenzione.
Ecco, la mia rielaborazione su alcuni punti:
- soggetti sani (adulti): 1500 U.I./dì di vitamina D;
-soggetti anziani (con ridotto contributo di calcio dietetico): 2300 U.I./dì
(si consideri che mediamente la dieta italiana fornisca 300 U.I./dì di vitamina D e che quando non vi sia esposizione all'irraggiamento solare occorra un'integrazione tra le 1200-2000 U.I./dì di questa vitamina);
- l'insufficienza di vitamina D, in inverno, coinvolge la metà dei giovani e comprende il 100% degli anziani che non facciano integrazione.
Bene, quando s’incorre in una riduzione significativa di vitamina D, come nel caso della nostra Amica, le cui cause andrebbero indagate, occorrono quantità cumulative massicce per un periodo di tempo variabile dai 7 ai 28 gg. o anche qualcosa di più se necessario, per poi, una volta appurato il riequilibrio della situazione, mediante il dosaggio della 25-idrossi-vitamina D 25(OH)D sierica, passare alla dose quotidiana di mantenimento, collegabile a fattori quali l'esposizione al sole e gli anni del soggetto, variabile tra le 800 e le 2000 U.I./dì o tra le 5600 e le 14000 U.I. settimanali.
(sarebbe buona norma con assunzioni giornaliere superiori alle 1000 U.I. riscontrare ogni biennio i valori di 25(OH)D).
Tenuto conto di ciò, che in presenza di deficit severo siano somministrate dosi cumulative oscillanti tra 300000 e 1000000 di U.I. nel periodo da 1 a 4 settimane, non sarà difficile alla nostra amica, sentito il proprio medico, di approntare questo duplice intervento (dose massiccia prima-dose di mantenimento poi).
Ovviamente, i fabbisogni dello stato di normalità (800-2000 U.I.) non basterebbero a risanare i bassi livelli di D della nostra Amica, tantomeno un'unica assunzione da 300.000 U.I., per cui occorrerà associare l'una cosa all'altra, ossia una dose massiccia per un certo periodo (un mese circa) e una dose poi di mantenimento (dopo riscontro oggettivo dell’avvenuta normalizzazione vitaminica).
La materia, Domenico, è piuttosto ostica e la matematica non può essere esaustiva, soprattutto considerata l'individualità biochimica di ciascun individuo e lo stato di salute endogeno a vario livello.
Ma quanto ho scritto è la via per riequilibrare la vitamina D, che non può e non deve stare ai livelli riferiti.
Raffaele
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