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In un forum che tratta di salute e malattie, può succedere che improvvisamente qualcuno offra la soluzione tanto agognata, via mail o via messaggio privato.
DIFFIDATE sempre, controllate, ricercate e chiedete. Chiedete ad altri foristi se per caso conoscono questo prodotto, chiedete se esistono dei test e delle testimonianze attendibili.
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- yagoo40
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angus ha scritto:
Raffaele ha scritto: Il popolo degli Hunza è molto longevo e, pur essendo completamente vegetariano, non ha affatto sintomi da deficit di B12.
Questa è un'enorme menzogna!!!
angus ha scritto:
Scusa Raffaele ma come fai a dire che l'olio di cocco è deleterio ma sei proprio fuori....
angus,
hai dato due giudizi trancianti senza alcun contributo alla discussione.
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- angus
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yagoo40 ha scritto:
angus ha scritto:
Raffaele ha scritto: Il popolo degli Hunza è molto longevo e, pur essendo completamente vegetariano, non ha affatto sintomi da deficit di B12.
Questa è un'enorme menzogna!!!
angus ha scritto:
Scusa Raffaele ma come fai a dire che l'olio di cocco è deleterio ma sei proprio fuori....
angus,
hai dato due giudizi trancianti senza alcun contributo alla discussione.
The Hunza people were never vegetarians or even close to it. They refrained from eating many of their animals in summer because animals were the main source of food in the remaining 10 months of the year. They ate a high-fat diet all year long, especially in winter when the consumption of animal fats increased. The butter, yogurt, and cheese made from the goat, sheep, and Yak milk was very high in fat, especially saturated fats. The Hunza people were somewhat vegetarian for two or three months during the summer.
The diet that vegetarian authors claim was eaten by the Hunza people can be found in other modern and primitive societies. The present people in Southern India are strict vegetarians by religious conviction, but they have the shortest life span on earth as scientifically proven. They are ravaged by disease and diet deficiencies, and suffer from frail body structures. The children exhibit a failure to thrive, and the childhood mortality is very high.
biblelife.org/hunza.htm
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- Raffaele/Michelangelo
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Tutto sommato devo darti ragione, avrei dovuto scrivere meglio:
-La longevità degli Hunza è molto riconducibile a fattori quali l'alimentazione vegetariana, l'acqua, anche il digiuno, spesso prolungato, ch'essi praticavano.
Alcuni punti dei tuoi riferimenti, (e non scrivere, per piacere, "Questa è un'enorme menzogna", sii più umile, magari dicendo:-Scusa, Raffaele, ma hai letto questo?), li ho condivisi in perfetta sintonia col mio stesso pensiero, altri li ho trovati faziosi e asseriti con toni quasi da "santoni".
Ah, a proposito, ho usato l'imperfetto ("praticavano") volutamente, giacché quella che viene chiamata impropriamente "civilizzazione", purtroppo, non sta e non apporterà loro, agli Hunza, intendo, nulla di buono.
Comunque, non servono uno scritto in lingua inglese o un indirizzo per fare luce: potrei riferirne di contrari a iosa, ma non lo farò.
Lascio al mio interlocutore la libertà di credere a ciò che vuole e il consiglio, magari, d'approfondire quale debba essere una sana alimentazione e integrazione Ortomolecolare per preservarsi, proprio come gli Hunza, in buona salute e molto "longevo".
Gli Occidentali con le loro diete, quelle basate sulla carne o più generalmente sulle proteine in eccesso, mostrano, del resto, vite non troppo lunghe e anche piuttosto malaticce.
Raffaele
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- Nataku
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mia madre era diabetica forte ora nn solo nn lo è piu e nn fa piu manco insuline, ma spesso va in ipo (paradossale è...)
gli do frutta, molta frutta e verdure ma in ipo ci va cmq, altro che iper....
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- Cecilia
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non sono vegetariani, almeno non tutti!
la civilizzazione li tocca solo marginalmente, sempre che rimangano nella loro meravigliosa valley e non si mescolino con il resto dei pakistani.
Parlo non perché ho letto qualcosa a riguardo, ma perché sono stata nella Hunza Valley, ho dormito e mangiato lá con loro, producono anche vino (schifoso! :sick: ) hanno una enorme produzione di albocche, anche quelle amare
Il fatto é, e credo sia difficile smentirmi, che quando si parla di questo o di quel metodo, dieta o che altro si cerca di tirare l´acqua al propio mulino, spesso si trova solo quello che si cerca, determinate conferme e il resto non viene adeguatamente osservato e registrato.
I fruttariani (come i vegetariani, sono in ottima salute, la storia della carenza di B12 é una balla spaziale alla Mel Brooks, ma é anche vero che, dato che non siamo tutti uguali (Raffaele... mi permetto di ricordarti la dieta dei gruppi sanguigni, per esempio) é possibile che la dieta frugivora non sia la migliore per tutti indistintamente.
Ah, ancora una
io uso olio di cocco per cucinare e questo da quando ho letto il libro di Trudeau, mi trovo bene.
buona giornata a tutti.
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- Raffaele/Michelangelo
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Ricercatori che trascorsero col popolo Hunza molti anni della loro vita.
Pur apprezzando, Cecilia, il tuo contributo, derivante dalla tua personale esperienza, non credo, tuttavia, ch'esso possa ritenersi esaustivo rispetto a tutto quanto testimoniatoci in merito.
Il motivo ricorrente negli innumerevoli scritti degli studiosi è che il popolo Hunza consumasse prodotti freschi, stagionali, non sottoposti ad alcun trattamento di raffinazione, che, per tutto l'anno, esso si nutrisse con grandi quantità di frutta fresca e secca.
La carne, come del resto tutti i prodotti di derivazione animale, erano assunti raramente, per poche volte l'anno.
La dieta, definita "lacto-vegetariana", il semi-digiuno stagionale obbligato, l'acqua, l'ambiente incontaminato paiono essere state le ipotesi più attendibili circa la loro longevità.
Fino a qualche decennio fa, gli Hunza ricavavano nel loro habitat la maggior parte dei prodotti vegetali, tra i quali molti cereali (grano, grano saraceno, miglio, orzo, anche il granturco, ma raramente) e con la farina integrale facevano una specie di pane azzimo, tantissima frutta, particolarmente le albicocche, dai cui nòccioli estraevano una specie di olio, ma anche le ciliegie, le giuggiole, le mandorle, le melagrane, le mele, i meloni, le more, le noci, le pere, le pesche, le prugne, l'uva, molti ortaggi, soprattutto le verdure variamente assortite, le carote, i cavoli, i cetrioli, le erbe selvatiche e aromatiche, le melanzane, le patate, i pomodori, le zucche e, in minor abbondanza, i legumi (i ceci, le fave, le lenticchie, i fagioli, i piselli).
Il vino, schifoso quanto vuoi, era bevuto in particolari circostanze e comunque infrequentemente.
Si consumavano anche del latte fresco, per lo più di vacca, certi formaggi e il burro.
Ma, ripeto, la carne era consumata in rare occasioni.
Ogggiorno, questo meraviglioso paradiso, ch'è la Hunza Walley, è stato, purtroppo, abbastanza contaminato: in esso sopraggiunge ormai molto "cibo spazzatura", dalle farine lavorate allo zucchero raffinato, al sale, ... e con esso, ahimè, le "dolenti note".
Solo in pochi hanno intuito di starsene alla larga da ogni forma di contaminazione!
Per quanto attiene al discorso dieta, credo d'aver dettagliato in maniera abbastanza analitica il pensiero della Nutrigenomica nel mio thread "Rapporto alimentazione/DNA (patrimonio genetico)", per cui mi limiterò a osservare quanto sia vitale garantirsi un equilibrio "acido-base" attraverso una corretta alimentazione e maturare la consapevolezza del fatto che l'80% circa dei prodotti alimentari sia acidificante.
Solo la frutta e la verdura, assunte sistematicamente, consentono d'ottenere un pH urinario ottimale tra 6,8 e 7,5, indispensabile per evitare tutte le serie patologie che non ho qui bisogno d'elencare.
Mangiando della carne frequentemente e in abbondanti porzioni, nutrendoci con cibo "spazzatura" è facile perdere l'equilibrio "acido-base", aprendo così la strada a tutte le malattie.
In quanto all'emogruppo 0, l'unico che abbia maggior propensione verso la carne e le proteine di derivazione animale, per il semplice fatto che coloro che v'appartengono producono saliva acida, in dissonanza col resto degli uomini che sono muniti di secrezione salivare alcalina, per un soggetto normotipo, che svolga una regolare attività motoria, il totale delle proteine non dovrebbe comunque superare mediamente i 40 g/dì.
Ora, poiché il 50% del quotidiano fabbisogno aminoacidico deve provenirci da aminoacidi cristallini, risulta palese che solo una restante quantità di 20 g di proteine debba entrare in noi attraverso il cibo, siano esse proteine di derivazione animale e/o vegetali.
Tanto per fare un esempio pratico, lo scrivente, che appartiene all'emogruppo 0 (fattore Rh negativo), si assicura 20 g di proteine al dì attaverso l'integratore di aminoacidi della Solgar "Whey To Go Protein Powder - Chocolate - 41 oz /1162g" e il rimanente dal cibo (frequentemente legumi e germogli, meno spesso merluzzo, sgombro, tonno, con parsimonia della bresaola).
Per quanto attiene poi all'olio di cocco (mi scuso con Angus, cui forse sarò apparso maleducato per non avergli risposto per tempo, ma ho dovuto assegnare una priorità alle molte incombenze del periodo, una delle quali, tra l'altro, di quelle ferali), posso dire di non aver mai trovato menzione di questi nei testi di Nutrigenomica o di nutrizione da me letti, per cui ho sempre ritenuto il suo acquisto una forzatura.
Inoltre, i luoghi di sua provenienza dispiegano pesticidi o altri inquinanti talvolta neppure consentiti dalla legislazione europea.
Nella procedura d'essiccazione, la copra (endosperma del frutto o polpa essiccata) è spesso posta su falò all'aria aperta, i quali possono risultare una fonte d'inquinamento sia da IPA (Idrocarburi Policiclici Aromatici), tra cui benzo(a)pirene, crisene, benzo(a)antracene, benzo(b)fluorantene, difficilmente rimovibili durante la raffinazione dell'olio di cocco e anche piuttosto cancerogeni, sia da diossina.
Un'imperfetta essiccazione della copra può portare anche alla costituzione di aflatossine.
E poi diversi frantoi s'avvalgono dell'esano (solvente d'estrazione dell'olio grezzo), che può rilasciare dei composti nocivi.
Ruolini di marcia errati nel processo d'essicazione di questo prodotto possono generare un olio di cocco grezzo molto contaminato sia da IPA sia da diossina sia da aflatossine.
Personalmente, non facendo uso di soffritti, tantomeno di fritti, adopero olio esclusivamente d'oliva extravergine (DOP o Da Agricoltura Biologica o del contadino), rigorosamente a crudo: l'Italia ha olio d'oliva buono dappertutto.
Poi, ognuno è libero di scegliere come meglio crede.
Raffaele
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