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Domanda Fruttariani, mai … iperglicemici!

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14 Anni 2 Mesi fa - 14 Anni 2 Mesi fa #10351 da Raffaele/Michelangelo
Fruttariani, mai … iperglicemici! è stato creato da Raffaele/Michelangelo
Fruttariani, mai … iperglicemici!

Una superficiale valutazione dietetica della frutta potrebbe convogliarci nel solito luogo comune:

-Troppa frutta alza la glicemia, soprattutto le banane!

Niente di più falso o, quantomeno, occorre uscire fuori dagli schemi e dai contenuti d’una scienza, quella ufficiale, che propina conclusioni profondamente differenti da quelle che sto per trarre e che v’invito a tenere nella dovuta considerazione e di riscontrare magari su Voi stessi, in modo d’avere testimonianze dirette su questo Forum che fa della “Ricerca della Verità” la propria ragione d’esistere o di chi, come me, ha messo al primo posto “la propria salute”, quale “condicio sine qua non” per “amare il prossimo”.

Tutti sappiamo che gli elevati valori dello zucchero nel flusso ematico alzino gli indici glicemici con conseguenze quali l’iperglicemia, l’ipoglicemia, il diabete, la Sindrome da Stanchezza Cronica (CFS, acronimo di Chronic Fatigue Syndrome), il cancro, … ma ben pochi immaginano che tale circostanza non sia ascrivibile alla frutta, quella fresca, di stagione, s’intende, ma piuttosto …, “drizzate le antenne”, … all’immissione nel proprio corpo d’un indice esagerato di lipidi, sì, avete capito bene, proprio dei grassi!

Sto affermando che la frutta fresca, e v’invito a verificarlo sia attraverso le analisi del sangue sia mediante il test di autodiagnosi della glicemia, non porti ad alcun innalzamento glicemico se i lipidi assunti quotidianamente stiano al di sotto del 15% del giornaliero fabbisogno calorico complessivo.

Vediamo di fare il punto.

Il glucosio è un carboidrato semplice.

Esso è un alimento fondamentale per le nostre cellule, comprese quelle cerebrali.

Figuratevi: se non assumessimo sufficienti quantità carboidratiche, il nostro organismo commuterebbe gli apporti protidici e lipidici in carboidrati!-tanto essi sono indispensabili.

Gli indici glicemici, come si sa, devono stare tra i 60 e i 130 mg/dl per non parlare d’ipo e d’iper-glicemia, con conseguenze piuttosto spiacevoli.

Ma come avviene il ricambio carboidratico?

Quando assumiamo dei carboidrati, essi raggiungono il nostro sistema digerente, nel cui livello avviene la scissione da carboidrati complessi a carboidrati semplici.

Da lì, essi passano nel sangue, mediante la membrana enterica, per poi raggiungere rapidamente tutte le cellule dei nostri distretti corporei.

Ovviamente, immettere zuccheri eleva i valori glicemici.

Sono, per es., il pane, la pasta e il riso non integrali, ossia senza fibre, la mancanza delle quali riduce l’assimilazione dello zucchero a livello ematico, ma anche i dolciumi e gli zuccheri aggiunti a determinare rapidi e improvvisi rialzi glicemici e non certamente la frutta, quando sia consumata fresca, integra, di stagione.

Qualora il valore glicemico salga troppo, sarà il nostro pancreas a produrre insulina, in grado di veicolare il glucosio ematico nell’intracellulare e di stabilizzare (riequilibrare) gli indici glicemici.

Ma cosa accade se troppi grassi, che richiedono da una mezza a un’intera giornata per raggiungere il livello cellulare, vengono introdotti all’interno del nostro corpo?

Bene.

Essi vanno ad accumularsi sia lungo le pareti delle nostre tubature ematiche sia sulla superficie delle molecole di glucosio o d’insulina, creando, come dire, un’impermeabile pellicola, indipendentemente dal fatto che sia grasso animale piuttosto che grasso vegetale ch’è, indubbiamente, da preferire.

Una tale situazione non facilita affatto il passaggio del glucosio dal flusso ematico alle cellule e il ristagno dello zucchero fa “schizzare” alle stelle la glicemia: tutto lo zucchero che affluisce nel sangue in continuazione non può essere smaltito perché il grasso impermeabile, in accumulo lungo le pareti delle condutture vascolari, ne impedisce il trasporto alle cellule.

Questo è ciò che provoca l’iperglicemia, ossia l’accumulo di glucosio nel flusso ematico.

E avverrà che il pancreas per risolvere il problema e garantire i normali valori glicemici dovrà produrre un quantitativo maggiore d’insulina che non solo bilancerà gli indici glicemici ma, risultando essa alla fine in quantità superiore rispetto al necessario, smaltirà troppo zucchero, determinando un esagerato declassamento glucidico (ipoglicemia reattiva o postprandiale).

V’invito a considerare attentamente tale circostanza, la quale se dovesse risultare uno “stile di vita”, porterebbe il pancreas a un iper-lavoro con conseguenze del tutto immaginabili.

Dunque, occhio!

Una dieta iperlipidica, che superi il 15% delle calorie quotidiane complessive, non potrà che arrecarci dei seri danni.

Se mangiando frutta abbiamo problemi digestivi di vario genere, ciò significa che stiamo assumendo troppi grassi: biscotti, brioches, burro, cappuccino, carne, crackers, dolci, focacce, formaggi, grissini, latte, margarina, noci, olio, pane, pizze, salumi, strutto, …

Se perseguiamo per anni un regime dietetico con troppi grassi, il pancreas si “sfinirà” sempre più fino a non riuscire a fabbricare il quantitativo necessario d’insulina.

Subentreranno allora le ghiandole surrenali, le quali con l’adrenalina solleciteranno il pancreas a produrre più insulina.

Inutile dire che i 2 organi saranno sottoposti a uno stressante iper-lavoro, che potrebbe anche giustificarsi se accadesse di tanto in tanto, ma ch’è inaccettabile come pratica quotidiana.

Ampliando poi il concetto, risulteranno molteplici le richieste da parte del nostro organismo affinché si produca più adrenalina (si pensi alla quotidianità delle nostre giornate dall’alba al tramonto, con tutto il carico di problemi collegati alla famiglia, al lavoro, ai rapporti interpersonali, allo stile poco sano di vita per le geopatologie ambientali, per l’inquinamento dell’aria, dell’acqua, del suolo, quindi del cibo … : che stress!).

Poi, come se tutto ciò non fosse già abbastanza, ecco che finiamo “dalla padella nella brace”, assumendo sostanze nocive quali lo zucchero, il sale, il caffè, le sostanze alcoliche, … che solleciteranno il rilascio di ormoni surrenali che daranno il colpo definitivo e condurranno all’esaurimento i surreni, così per come era precedentemente accaduto al pancreas.

In tale stato, sapete come ci si sente?

Come se affètti dalla CFS: generale malessere, necessità d’assumere stimolanti o di riposare, totale disinteresse,…

Per escludere o per uscire da questa pericolosa situazione servirà di riequilibrare la nostra dieta, fare in modo ch’essa sia a base di frutta e di verdura, fresche, ben conservate, di stagione.

Esse possiedono minime dosi di lipidi, per cui non “intasano” il sistema vascolare-circolatorio.

In particolare, per la frutta (ma anche per la verdura, dove possibile), occorre, in questa specifica situazione, che sia mangiata intera, completa anche della polpa, nel caso volessimo spremerla o centrifugarla, in modo da ridurre in modo naturale l’assimilazione glucidica.

Ma soprattutto servirà un’immissione lipidica al di sotto del 15% delle calorie quotidiane complessive, in modo che la componente glucidica penetri rapidamente nel sangue e ne riesca con altrettanta rapidità.

L’uomo è sostanzialmente un fruttariano.

Dalla frutta, egli ricava tutte le sostanze nutrizionali e la fibra nelle adeguate proporzioni.

Per cui e concludo:

-Non disordini del ricambio glucidico, bensì del metabolismo lipidico!

Attenzione, però, che avendo una dieta prevalentemente fatta di frutta e di verdura non si commetta il grave errore d’immettere grandi quantità di grasso, magari da formaggi e da latticini o da altro: il grasso è grasso, da qualsiasi “latitudine” esso provenga!

Se avete problemi di glicemia e al pancreas seguite questo consiglio: una dieta quanto più possibile povera di grassi.

Raffaele
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14 Anni 2 Mesi fa #10367 da CMN
Risposta da CMN al topic Re: Fruttariani mai … iperglicemici!

Sto affermando che la frutta fresca, e v’invito a verificarlo sia attraverso le analisi del sangue sia mediante il test di autodiagnosi della glicemia, non porti ad alcun innalzamento glicemico se i lipidi assunti quotidianamente stiano al di sotto del 15% del giornaliero fabbisogno calorico complessivo.


Se il test è condotto come consigli non porta a risultati valutabili perché non definisci due parametri fondamentali:

a) quanto zucchero e di che tipo viene assunto (non basta dire: mangiate frutta...)
b) qual'è la glicemia di partenza e la curva glicemica fino a dopo 2 ore dall'assunzione.

In ospedale il test da carico di glucosio è condotto a digiuno, viene fatta una glicemia iniziale, poi viene somministrato una quantità nota di glucosio in soluzione ed analizzata nel tempo la risposta pancreatica al carico di glucosio effettuando glicemie a 30 - 60 - 90 e 120 minuti.

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14 Anni 2 Mesi fa - 14 Anni 2 Mesi fa #10372 da CMN
Risposta da CMN al topic Re: Fruttariani mai … iperglicemici!

Ma cosa accade se troppi grassi, che richiedono da una mezza a un’intera giornata per raggiungere il livello cellulare, vengono introdotti all’interno del nostro corpo?
Bene.
Essi vanno ad accumularsi sia lungo le pareti delle nostre tubature ematiche sia sulla superficie delle molecole di glucosio o d’insulina, creando, come dire, un’impermeabile pellicola, indipendentemente dal fatto che sia grasso animale piuttosto che grasso vegetale ch’è, indubbiamente, da preferire.


il metabolismo dei lipidi è abbastanza complesso. In ogni caso, se il fegato funziona, gli acidi grassi catena lunga possono raggiungere i vari distretti corporei attraverso il sistema linfatico (non dunque le "tubature ematiche") gli acidi grassi a catena corta e media subiscono una sintesi diversa che li trasforma in gliceridi (tra cui i famosi trigliceridi) le fonti alimentari dei trigliceridi contrariamente a quanto molti credono sono dovuti alla fermetazione di amidi non assorbiti, fibre, pectine e carboidrati trasformati dalla flora batterica intestinale... quindi bisogna tenerne conto.

Se il fegato non svolge il suo lavoro, o vi è uno stato di irritazione permanente dell'endotelio dovuto ad iperinsulinemia possono avvenire accumuli di colesterolo (che è un anti-ossidante quindi è una risposta fisiologica) che possono limitare la funzionalità dell'endotelio e portano problemi.
Chi effettua un'integrazione ortomolecolare e ha un fegato in ordine non deve preoccuparsi eccessivamente (imho) di limitare i grassi nell'alimentazione, lo deve fare solo chi ha un organismo "ossidato" e si espone in questo modo a problemi cardio-vascolari.
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14 Anni 2 Mesi fa - 14 Anni 2 Mesi fa #10571 da Raffaele/Michelangelo
Risposta da Raffaele/Michelangelo al topic Re: Fruttariani mai … iperglicemici!
I grassi si accumulano benissimo, se in eccesso, sulle nostre arterie (colesterolo, grassi saturi, …).

Senza troppo approfondire, altrimenti ci sarebbe da scrivere un trattato piuttosto complicato, che ci porterebbe fuori argomento, e senza giocare con le parole, si sa quanto i grassi animali siano deleteri, se in eccesso, per il nostro corpo e quale incidenza e ripercussione essi abbiano sulle patologie, per es., cardiovascolari e nelle neoplasie.

Questo, ovviamente, non deve portarci a ritenere che i grassi vegetali siano innocui: “non la provenienza ma la struttura dei grassi” connota la reale differenza, ossia li rende più o meno pericolosi.

I grassi che immettiamo col cibo si diversificano in semplici e complessi.

Ai primi appartengono i Trigliceridi, animali o vegetali che siano; ai secondi si ascrivono per lo più sia i fosfolipidi sia il colesterolo, i quali abbondano nei cibi d’origine animale.

Bene.

Ritornando ai grassi semplici, ossia ai Trigliceridi, essi sono a loro volta classificabili in saturi e insaturi.

Adesso, il discorso si fa più tecnico ma doveroso.

I Trigliceridi possiedono tre molecole di acido grasso collegate a una molecola di Glicerolo.

Nei Trigliceridi saturi, ogni atomo di Carbonio, in legame semplice, si lega (è saturato da) con 4 altri atomi (di Idrogeno e/o di Carbonio).

Diversamente, nei Trigliceridi, mono e polinsaturi, uno o più atomi di Carbonio, in legame semplice, si lega/legano con 3 altri atomi (di Idrogeno e/o Carbonio) e con altri atomi di Carbonio, con legami doppi.

Tale diversa connotazione strutturale fa sì che i 2 tipi di molecole manifestino reazioni pienamente dissonanti.

In altre parole: i Trigliceridi saturi, poco assimilabili e complicati da smaltire, hanno la propensione a depositarsi lungo le pareti arteriose, al punto da esitare in sonore ripercussioni sul cardiovascolare e avete ben capito quali.

… … …

I Trigliceridi monoinsaturi, invece, tra i quali figurano sia l’olio d’oliva sia quello d’arachide, e quelli polinsaturi, come l’olio di sesamo, di mais e di girasole, sono ben assimilabili e presentano, direi, addirittura effètti antineoplastici e di tutela dalle patologie cardiovascolari.

Per ciò che poi attiene ai grassi animali, escludendo quelli insiti nel pesce, essi possiedono esclusivamente Trigliceridi saturi, solidi a temperatura ambiente.

Dappertutto o quasi (sono da escludere certi oli molto deleteri, quali quelli, per es., di cocco e di palma), nei vegetali si riscontrano Trigliceridi insaturi, liquidi a temperatura ambiente, che apportano ferali conseguenze sia in ordine al Colesterolo, sia all’arteriosclerosi, sia a certe neoplasie a carico dello stomaco e dell’intestino.

Superflua qualsiasi riflessione sui grassi idrogenati, che comunque dobbiamo considerare alla stregua dei Trigliceridi saturi.

Spostando l’alzo, il nostro apparato digerente si comporta fondamentalmente alla stessa maniera con tutti i carboidrati: li rompe nelle varie molecole di glucosio che li costituiscono, le quali hanno dimensioni estremamente ridotte per poter penetrare nel flusso ematico e i nostri distretti cellulari sono predisposti per utilizzarle come “carburante energetico”.

È chiaro, inoltre, che tutto il mio assunto presuma un sano stile di vita: una sana dieta, testata addirittura sul proprio emogruppo, e una corretta integrazione Ortomolecolare sulle quali credo di aver abbondantemente riferito in questo libero Forum.

Non sono stato, dunque, a ribadire che, come il sale, anche gli zuccheri, soprattutto quelli aggiunti, siano totalmente da escludere, nel dettaglio: destrosio, fruttosio, glucosio, lattosio, maltosio, melassa, miele, saccarosio, sciroppo, sciroppo di malto, sciroppo di mais, soprattutto quello ad alto contenuto di fruttosio, succo di frutta concentrato, zucchero, zucchero di canna, zucchero invertito (saccarosio parzialmente o totalmente trasformato in glucosio e fruttosio) che spesso figurano tra gli ingredienti degli alimenti comprati.

Per stare in salute occorrono tanta frutta e tanta verdura, fresche, di stagione, ben conservate, mangiate crude e la consapevolezza che non dobbiamo nutrirci per il piacere dei sensi, facendoci edulcorare il palato dal cibo (studiato perché vada giù sempre più velocemente) e subliminare le cellule nervose dallo stesso.

Lo scrivente ha testato su se stesso, persona sana, che gli zuccheri della frutta non incidano coi valori glicemici, allorquando il contenuto dei grassi stia al di sotto del 15% del fabbisogno calorico complessivo quotidiano, per le ragioni esposte in precedenza.

Ovviamente, non mangio cibo spazzatura, non mi faccio tentare da niente che sia per la gola, non uso carboidrati raffinati di nessun genere e tra quelli integrali, in quantità ridotta, solo quelli compatibili col mio gruppo sanguigno e non sono affètto da sindrome metabolica.

La mia colazione al mattino la faccio direttamente presso il mio alimentari (anche bio) e non ho bisogno di passare dal bar, come vedo che fanno tutti gli altri.

Per stare in piedi non ho bisogno del caffè (carico di purine), di caffelatte o cappuccino, con tanto di brioches e di tutti quegli zuccheri aggiunti di facile immaginazione.

Là, presso l’amico Aldo, e Lui può farmi da testimone, compro circa 2,5-3 Kg di frutta al giorno, piuttosto variegata: spesso, consumo, nel tempo d'una trentina di minuti, da 5 a 8 banane; un’ora e mezza dopo, magari mi mangio una decina di fichi; a pranzo, solitamente, ma continuando a lavorare, mangio una 60 di g di bresaola senza pane o altro; nel pomeriggio verso le 16:30, qualche fetta di melone, dopo un’altra ora e mezza, magari qualche fetta d’ananas o delle albicocche; a cena, verdura (almeno un cespo d’insalata a foglia larga verde) con pomodori, carote, zucchine, cipolla fresca di Tropea, peperoni e del farro o dei legumi compatibili col mio emogruppo; solo acqua dai giusti parametri, 1-2 cucchiai di olio extravergine d’oliva D.O.P. o Da Agricoltura Biologica e un po’ di vino rosso.

I miei indici glicemici sono perfettamente nella norma.

Non sono in sovrappeso e non ho un filo di grasso; forse, dovrei fare più moto, purtroppo il mio desiderio di conoscere spesso mi rende sedentario.

Ho guarito la mia ipertensione da solo e credo che molti potrebbero fare altrettanto anche per l’iperglicemia e per il diabete, seguendo una sana dieta e integrazione Ortomolecolare e certi semplici accorgimenti.

Frutta e verdura, cereali integrali, legumi sono alimenti con indice glicemico basso.

Lo zucchero della frutta ha un effetto minimo sulla glicemia, diversamente dagli zuccheri raffinati.

I cibi con indice glicemico elevato sono i cereali macinati e raffinati, molto di più di quelli integrali, la cui fibra riduce l’assorbimento di glucosio.

Raffaele
Ultima Modifica 14 Anni 2 Mesi fa da Raffaele/Michelangelo.
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14 Anni 2 Mesi fa - 14 Anni 2 Mesi fa #10578 da CMN
Risposta da CMN al topic Re: Fruttariani mai … iperglicemici!
Se è vero che 8 banane pesano circa 1 Kg (ma forse anche di più) dovrebbero contenere da 40 a 60 grammi di glucosio e altrettanti di fruttosio.

affermare che una bomba del genere di glucosio e fruttosio non incide sull'indice glicemico
è sbagliato, significa solo che per adesso non sposta la tua glicemia perché hai il pancreas e fegato
che funzionano, ma se continui così non prevedo nulla di buono per te anche in considerazione del fatto che
il fruttosio è un precursore del colesterolo (che non è un grasso informati!) e quindi
non ti stai nutrendo tanto bene quanto credi, secondo il mio inesperto quanto opinabile giudizio!

Ti consiglio caldamente di ripensare alla tua dieta, non lo faccio per mettermi in mostra non
mi interessa affatto, lo faccio per la tua salute.
Rudy
Ultima Modifica 14 Anni 2 Mesi fa da CMN.

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14 Anni 2 Mesi fa - 14 Anni 2 Mesi fa #10594 da CMN
Risposta da CMN al topic Re: Fruttariani mai … iperglicemici!
...Tuttavia non voglio neppure demonizzare completamente i fruttariani questo tipo di dieta PUO' AVERE UN SENSO PER UN PERIODO LIMITATO NEL TEMPO e talvolta permette di ritrovare la salute a chi in precedenza si nutriva male.
Ma dovrebbe essere chiaro anche da quello che si trova su internet di testimonianze di ex fruttariani che questa dieta alla lunga (cioè esaurite le "riserve" già presenti) porta problemi:

1) problemi neurologici / demenza (superabili integrando vitamina B12)
2) insonnia
3) aggressività / nervosismo
4) bassi livelli d'emoglobina / riduzione dei globuli rossi
5) infezioni alla bocca
6) problemi intestinali / sangue occulto nelle feci
7) capelli fragili / pelle secca / aspetto "malato"
8 ) carie
9) perdita delle unghie

Non voglio spaventarti, ovviamente, ma solo renderti consapevole dei rischi. La buona notizia è che chi non ha sviluppato patologie, ritornando ad una dieta onnivora sana, sta subito meglio.
Andrebbe considerato anche il fatto che è difficile trovare alimenti veramente bio di cui fidarci, tranne il caso in cui uno abbia l'orto, sapendo che oggi abbondano le bio-truffe e che gli agricoltori fanno larghissimo uso di pesticidi sistemici (che avvelenano dall'interno la frutta/verdura).

Rudy
Ultima Modifica 14 Anni 2 Mesi fa da CMN.

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