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In un forum che tratta di salute e malattie, può succedere che improvvisamente qualcuno offra la soluzione tanto agognata, via mail o via messaggio privato.
DIFFIDATE sempre, controllate, ricercate e chiedete. Chiedete ad altri foristi se per caso conoscono questo prodotto, chiedete se esistono dei test e delle testimonianze attendibili.
Domanda Lo zinco, sapevate che...
- Clara
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Un nuovo orizzonte nella fisiopatologia, eziologia e trattamento dell’emicrania
settembre 7, 2011 in Post, Studi Scientifici| Etichette: analisi dei capelli, demielinizzazione, emicrania, eziologia, fisiopatologia, mielinizzazione, mineral test, Minerali, mineralogramma, ormoni
Traduzione libera dell’abstract.
Il fatto che l’emicrania abbia un’incidenza del 70% nelle donne e del 30% negli uomini suggerisce che siano coinvolti gli ormoni femminili. Una produzione eccessiva di estrogeni durante la mestruazione stimola direttamente i loro specifici recettori nelle cellule nervose del trigemino e del periacquedotto, causando l’emicrania nella fase mestruale. Al contrario, l’aumento del progesterone durante la gravidanza stimola specifici recettori con azione anti-estrogenica, causando la completa remissione degli episodi di emicrania. Gli ormoni possono provocare emicrania anche indirettamente, disturbando l’omeostasi di alcuni minerali. Infatti l’estrogeno aumenta l’assorbimento e l’emivita del rame che a sua volta inibisce l’assorbimento dello zinco. Lo zinco è necessario per la sintesi della melatonina e del CoQ10, essenziali per le adolescenti. La melatonina è un antiossidante, spazzino dei radicali liberi ed attiva enzimi antiossidanti come la rame-zinco-superossidodismutasi (inibita dalla carenza di zinco), la catalasi, la glutatione-perossidasi (enzima con selenio) e la glutatione-reduttasi. Carenza di zinco, melatonina, CoQ10, magnesio e vitamina B6 sono tipici di chi soffre di emicrania. Gli ormoni femminili abbassano il livelli di magnesio ma accrescono quelli di calcio che favorisce l’emicrania. L’accumulo di rame e ferro in zone del cervello e nei nervi periferici, catalizza reazioni ossidanti a danno degli assoni, provocando la classica emicrania. Inoltre lo zinco è un componente essenziale del gruppo di proteine coinvolte nella mielinizzazione/rimielinizzazione dei nervi periferici. In questo studio sono stati somministrati a 30 pazienti che soffrivano di emicrania 75 mg al giorno di solfato di zinco per via orale in soluzione acquosa per 6 settimane + vitamine del gruppo B + vitamina A o E (per i soli primi dieci giorni), portando a quasi completa guarigione tutti i pazienti. Sono state, inoltre realizzate, in un altro gruppo di pazienti, prove controllate con placebo, somministrando dosi progressive (incrementali) di solfato di zinco insieme a magnesio e selenio, ottenendo la guarigione di una gran parte di popolazione che soffre di emicrania. Per una terapia razionale è raccomandato il monitoraggio dei minerali attraverso le analisi dei capelli e del sangue.
Riferimenti:
Dhillon KS, Singh J, Lyall JS. : A new horizon into the pathobiology, etiology and treatment of migraine. Med Hypotheses. 2011 Jul;77(1):147-51. Epub 2011 May 6.
Link al documento originale: www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed?term=A%20new...ent%20of%20migraine .
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- rodanese
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salus ha scritto: rodanese ha scritto:
non ho tempo di leggere tutto, ma segnalo che mia moglie ha risolto il problema dei mal di testa in "quei giorni" cominciando ad assumerlo un giorno prima, per tutto il ciclo.
scusa dimitri, mia moglie ha lo stesso problema, ovvero, emicrania pre e post ciclo mestruale.....mi dai qualche ragguaglio in piu?
grazie
renzo
so che ha studiato e studiato (fa parte della medicina ufficiale ma quando vuole il cervello lo sa usare...) ed è arrivata alla conclusione che le ci voleva lo zinco.
provato, caso risolto. se ti serve la marca non sono a casa, quando riesco te la dico.
deve però prenderlo almeno un giorno prima, preso tardivamente funziona poco.
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Sulle emicranie.
L’Emicrania, dal greco emicranìa, comp. di “emi”=mezzo e kranion=testa (dolore che occupa metà della testa), può essere considerata come un insieme di perturbazioni improvvise che arrecano dolore a carattere di accesso non previsto e intenso in metà della testa, solitamente con voltastomaco fino al vomito: coloro che ne soffrono possono confermare la lateralizzazione del dolore sempre dalla stessa parte della testa, a significare che una delle due parti in cui è diviso il cervello umano ha una disfunzione a livello delle correnti elettriche cerebrali, causa per l’appunto dell’attacco emicranico, il cui decorso va da qualche ora a ca. 4 giorni.
Si osservano comunque in certe emicranie che ricorrono regolarmente delle persistenze anche di settimane, se non addirittura di mesi.
Di contro, la Cefalea quantifica un mal di testa ascrivibile a ogni sorta di causa e localizzabile in qualsiasi parte del corpo, talvolta collegabile ad altri malesseri e/o patologie come la semplice febbre, oppure può rivelarsi addirittura l’anticamera di una meningite o di un tumore in arrivo.
Sono stati individuati una tredicina di diversi tipi di Cefalee.
Appare stretto, fin dai tempi del padre della Medicina, il collegamento tra dieta e Cefalea, tant’è che Ippocrate dissuadeva chi ne soffriva dal bere latte.
Ciò che mangiamo, disgregato nelle sue parti dai fermenti digestivi dello Stomaco, della Bile, del Pancreas, viene successivamente assimilato dalla mucosa intestinale e riversato nel flusso ematico dai microvilli enterici.
Ora, in alcuni momenti può accadere che certi antigeni (particelle nutritive non digerite) affluiscano nel sangue, producendo una reazione da parte degli anticorpi (nostri difensori), i quali provocano delle vere e proprie risposte allergiche oppure ch’essi “chiamino in causa” i Leucociti che per bloccare gli “intrusi” immettono nel flusso ematico dei composti chimici (mediatori) irritanti in grado di scatenare la “crisi emicranica”.
L’Alitest@ fronteggia in modo esemplare questo contesto ed elimina il motivo primario della dolorosa crisi che sta per sopraggiungere.
Con un semplice prelievo di sangue è possibile accertare quali cibi siano da escludere dalla propria alimentazione o quale sostanza tossica dell’ambiente sia da evitare.
Dopo alcuni mesi (2-4), si conclude la detossificazione e con essa si risolvono le crisi emicraniche.
Prendere farmaci serve solo a sedare momentaneamente l’Emicrania che si ripresenterà con effetti evolutivi permanenti che necessiteranno di dosi sempre più massicce di “veleni” non per rimuovere la causa ma per controllare il sintomo.
Il nostro organismo, ricordiamocelo, è programmato per stare in salute e non per ammalarsi.
Nell’Emicrania, c’è un calo significativo d’un neurotrasmettitore, che si trova nelle Piastrine, la Serotonina, per cui l’assunzione d’un aminoacido, l-Triptofàno (composto essenziale della Serotonina), a forti dosi, dai 6 g ai 12 g, o anche della Serotonina stessa, faranno recedere il dolore, con tutti i sintomi, in modo rapido e definitivo.
Per il Sistema Nervoso Centrale, la Serotonina svolge un ruolo molto importante, ma alcuni fattori possono momentaneamente scombinarla:
- alcuni allergeni alimentari delle sostanze alcoliche e superalcoliche, delle sostanze nervine (caffè, tè, karkadè, cola, ...), dei prodotti latto-caseari (latte, formaggi, yogurt), dei lieviti, degli agrumi, delle uova, del pollame, del tacchino, della carne di maiale;
- disfunzioni ormonali, quali, per es., quelle del periodo pre-mestruale;
- frastuoni assordanti;
- costante stitichezza;
- intenso lavoro sia mentale sia fisico;
- esaurimento emotivo;
- ...
I Flavonoidi (composti aromatici, che danno colorazione al vino rosso) sono tra i più colpevoli degli attacchi d’Emicrania, perché bloccano l’elaborazione di un enzima che ci tutela dai Fenoli dannosi del vino, che possono entrare comodamente nel flusso ematico e pervenire al Cervello, scatenando l’attacco emicranico.
L’Alitest@ è un efficace strumento per testare le intolleranze alimentari e ambientali, mentre la prassi immunitaria, in grado d’individuare un meccanismo correlato a uno specifico anticorpo (Immunoglobulina tipo E) che, infiltrandosi nella mucosa enterica, in talune specifiche circostanze, produce la tipica reazione allergica, si è rivelato non molto possibile.
Anche la dispersione di certe massicce quantità di Istamina e di Tiramina da parte di una tipologia di cibi è ritenuto responsabile degli attacchi emicranici, per via che le due sostanze fanno scattare un sistema ch’è in grado di modificare il tono e il calibro delle pareti dei vasi e di condurre all’attacco emicranico.
Tra gli allergeni alimentari Istamino-liberatori figurano lo cioccolato, le fragole, la frutta tropicale, le noci, le arachidi, le mandorle, i pomodori, il pesce, i crostacei, la carne di maiale; mentre, tra quelli con rilevanti quantità di Istamina, soprattutto, i formaggi fermentati, il salame, il pesce (tonno, acciughe, sardine, aringhe), gli spinaci, i pomodori, il fegato di maiale, il vino.
Allergeni abbondanti di Tiramina sono invece l’aringa affumicata, il tonno, l’Emmenthal, la patata, il pomodoro, il cavolo, il Parmigiano Reggiano, la Groviera, l’uva, il Chianti, lo cioccolato.
Se, per es., a una donna, durante il periodo pre-mestruale, si rafforzano gli attacchi d’Emicrania, sarà allora conveniente concludere che gli ormoni siano un evento predisponente all’attacco emicranico.
A tal proposito, sottolineo che circa il 60% delle donne, nel periodo pre-mestruale (2-10 gg. antecedenti l’avvio del ciclo) presenta sintomi di varia natura (irascibilità, depressione, spossatezza, diffusa indisposizione, turgore e tensione del seno), con tanto di crisi emicranica, attribuibili, in primis, allo sbilanciamento dei due essenziali ormoni della donna, l’Estrogeno e il Progesterone, oltre che alla Prolattina (altro ormone femminile), alle allergie alimentari, alla insufficienza del Piridossal-5-Fosfato, alias B6, all’insufficienza delle vit. A, C, E, del Magnesio e dello Zinco, degli aminoacidi, quali l-Triptofàno, la Fenilalanina, la Tirosina, la Treonina.
E si sa che la B6, con gli Aminoacidi predetti, sia un fattore determinante della formazione della Serotonina (neurotrasmettitore bloccante) e della Noradrenalina, neurotrasmettitore eccitatorio, ossia in grado di promuovere la creazione di un impulso nervoso nel neurone ricevente, ma anche che essa, purtroppo, si riduca significativamente, per es., sia nel periodo pre-mestruale, sia nella gestazione, sia nel caso di assunzione di contraccettivi per os.
Con la B6, in quantità tra i 100 mg e i 150 mg al giorno, nel tempo di max. 36 ore, ma anche molto meno, tutto quello stato di malessere, che le donne ben conoscono, scomparirebbe, figuriamoci, poi, aggiungendo tutto quanto il resto (Magnesio, Aminoacidi, ...).
Non solo: una dodicina di giorni prima del ciclo, sarebbe opportuno evitare caffeina e teina, liquirizia (accresce la ritenzione idrica), carboidrati raffinati (succhi di frutta, bevande zuccherate, dolci, gelati, ...), latticini, grassi di origine animale (carni rosse, contenenti molto Ammonio) e prediligere, magari, carni bianche o pesce.
Del resto, segnalo che nella sindrome pre-mestruale di tipo C, quella che arreca Emicrania, senso di affaticamento, capogiri, confusione mentale, veglia, c’è uno smodato desiderio pei carboidrati, in particolare, per i dolci.
Occorre, dunque, fare l’Alitest ed evitare gli zuccheri raffinati e i lieviti almeno una decina di giorni prima dell’inizio del ciclo, escludendo le sostanze nervine e il caffè.
Inoltre, tensioni di varia natura, soprattutto alimentari, producono segnali che generano cambiamenti di frequenza delle correnti oscillanti cerebrali di base, quelle che il Cervello a riposo invia con una serie di onde di tipo alfa (correnti tra 5 e 13 Hertz), mediamente di 10 Hz, con tanto di sbilanciamento nella differenza di potenziale elettrico e di scadimento dell’efficienza neuronale, nonché di messa in funzione d’una frequenza elettrica patologica, responsabile dell’attacco emicranico.
Anche le correnti elettriche in bocca, dovute alla tossicità delle amalgame per le otturazioni e per le protesi dentarie, sono frequentemente causa delle alterazioni del Ph della bocca, con conseguenti Emicranie, Cefalee e nevralgie.
Ricordiamocelo: l’ambito strutturale, quello chimico-metabolico, quello psicologico devono essere in sintonia tra di loro, per poter stare in salute, evitando, così, crisi emicraniche o, per es., lombalgie.
A conclusione, ribadisco che l-Triptofàno accresce la produzione di Serotonina, la quale svolge un’azione vaso-dilatatoria, riducendo la pressione in quelle zone che possono scatenare l’attacco emicranico, ripolarizzando le cellule elettricamente alterate.
Coloro che soffrono di crisi emicraniche stiano alla larga anche dalla DL Carnitina (non la l-Carnitina, che dà tutti altri effètti) che crea anche debolezza muscolare, sonnolenza, ...
Specificamente per la Sindrome Premestruale.
- Blend Aminoacidico con Acido Aspartico, Acido Glutamico, L-Alanina, L-Arginina, L-Cisteina, L-Cistina, L-Fenilalanina, L-Glicina, L-Glutamina, Isoleucina, L-Istidina, L-Leucina, L-Lisina, L-Metionina, L-Serina, L-Treonina, L-Valina.
Ottimo quello della Solgar.ie "SOLGAR WHEY TO GO PROTEIN POWDER (Chocolate)", dilazionato in 5 assunzioni.
- Piridossàl-5-Fosfato (B6): 1 capsula da 50 mg durante la colazione, 1 capsula dopo pranzo, 1 capsula dopo cena;
- Chelated Magnesium (Solgar.ie): 2 tavolette prima di colazione, 2 tavolette prima di pranzo, 2 tavolette prima di andare a letto;
- Omega-3 Softgels doppia resistenza (60) (Solgar): 2 perle durante il pranzo, 2 perle durante la cena;
- L-Tirosina: 1 capsula da 700 mg prima di colazione, 1 capsula da 700 mg verso le 10:30, 2 capsule da 700 mg verso le 16,30;
- L-Triptofàno: 1 capsula da 400 mg durante la cena, 2 capsule da 400 mg prima di andare a dormire.
Raffaele
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Te ne sono fina da ora grata!
Lilli
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Dei noduli tiroidei.
I noduli tiroidei sono comunemente evidenziati da un’ecografia, con l'endocrinologo di turno che puntualmente fa la ricetta per l’assunzione dell'ormone tiroideo con lo scopo di sopire la Tiroide che secondo lui genera i noduli; in ogni caso, egli aggiunge di verificare la natura benigna o maligna del nodulo attraverso una scintigrafia e un ago aspirato per ottenere un esame bioptico; di modo che, una volta verificata la natura benigna del nodulo, si senta in diritto di prescrivere EUTIROX al fine di evitare la crescita del nodulo o la formazione di altri noduli: conclusione errata, perchè non solo i noduli continueranno nel loro accrescimento ma addirittura se ne potranno formare di nuovi, come se fosse l’ormone stesso a favorire le due situazioni.
Ma perché non si pone la domanda, invece che vagolare come un’anima del purgatorio, del come mai la Tiroide produca i noduli e quindi come evitarne la loro formazione?
Le alterazioni, specialmente quelle con valori perfettamente nella norma, sono lo sforzo che fa la Tiroide, alle prese con un qualsivoglia problema, per mantenere la propria funzionalità: ossia una maggiore funzionalità tiroidea (per varia motivazione) genera il nodulo che, quando trattato con EUTIROX, da caldo (a maggiore attività funzionale) si fa freddo (a zero attività funzionale).
Occorre, per ridurre le dimensioni dei noduli e guarire, uno specifico piano di medicina biologica, il quale fa sì che la ghiandola non sia una fabbrica di noduli.
Bisogna in queste situazioni ripristinare una regolare operatività che sopprima l’accrescimento dei noduli che la medicina biologica è in grado di fare.
Eutirox dà ipertensione, ansia, tachicardia, insonnia, palpitazioni, rende irascibili, coinvolgendo dunque l’intero apparato circolatorio.
I soggetti che assumono o hanno assunto Eutirox sono spesso in sovrappeso proprio per questo.
Eutirox, o qualsiasi altro ormone tiroideo, sopendo la ghiandola e non essendo efficace nel rimpiazzarla porta l’organismo al dismetabolismo e dunque a ingrassare.
La medicina biologica, oltre agli esami di routine, svolge un check-up che va a stimare la funzionalità degli organi e delle ghiandole interne, misurando addirittura le correnti galvaniche del cavo orale, stima fondamentale, ed effettuando una terapia di risonanza.
Ciò fatto, essa appronta le adeguate misure dietetiche, le quali correggono lo sbilanciamento ghiandolare (gli alimenti stimolano o deprimono la funzionalità tiroidea, fatto questo che molti specialisti del settore misconoscono), attua scelte omeopatiche-immunologiche, fitoterapiche, omotossicologiche, prescrive specifici integratori, vitaminici, mineralici, aminoacidici e oligoelementi, in base all’individualità biochimica e alla necessità reale del soggetto.
Si deve pertanto ricorrere a un centro quale l’A.I.M.O., che risolverà tutta la situazione riportando il corpo a un generale riequilibrio.
Credendo di fare cosa utile a qualcuno, riporto una dieta ortomolecolare in caso di obesità, ch’è a ridotto valore proteico ma ad alto contenuto aminoplastico, 700 Kcal. Ca., idonea a diminuire l’adipe e ad accrescere la muscolatura.
E’ inoltre in essa presente una più che buona quantità di fibre.
DIETA ORTOMOLECOLARE PER SOLE 3 SETTIMANE IN MODO DA OTTENERE IL PESO FORMA.
COLAZIONE.
-350 g DI COCOMERO O 200 g DI POMPELMO O 250 g DI ANANAS O 200 g DI MELE.
META’ MATTINO.
-150 g DI SEDANO CON LIMONE E 20 g DI BRESAOLA O 200 g DI CAROTE O FINOCCHI.
PRANZO.
-300 g DI SCAROLA O 250 g DI ASPARAGI O 200 g DI CICORIA, MEZZO CUCCHIAINO D’OLIO E DEL LIMONE.
-70 g DI POLLO O TACCHINO SENZA PELLE OPPURE 50 g DI SOGLIOLA O LIMANDA O MERLUZZO.
UN’ 0RA E MEZZA DOPO IL PRANZO.
-100 g DI FRAGOLE O 150 g DI POMPELMO O 150 g DI ANANAS.
META’ POMERIGGIO.
-350 g DI COCOMERO O 200 g DI MELONE O 150 g DI ANANAS O 200 g DI POMPELMO O 200 g DI CAROTE O FINOCCHI.
CENA.
-400/500 g DI LATTUGA O 300 g DI POMODORI O 450 g DI SPINACI O CRESCIONE CON MEZZO CUCCHIAINO D’OLIO E DEL LIMONE.
-60 g DI CARNE DI BUE (1 SOLA VOLTA LA SETTIMANA) O 70 g DI POLLO O TACCHINO SENZA PELLE O MEGLIO ANCORA 70 g DI TONNO SCOLATO SENZA OLIO, AL NATURALE O 50 g DI SOGLIOLA, LIMANDA O MERLUZZO.
DOPO UN’ORA.
-200 g DI PERA O MELA COTTA, SENZA ZUCCHERO O CRUDA.
A questa dieta dovrebbe avere associato un blend aminoacidico.
ELENCO NUTRIENTI E AMINOACIDI CONSIGLIATI NELL’OBESITA’.
-VITAMINA C: A T.I.
-COENZIMA Q 10 PERCHE’ POTENZIA L’USO DEGLI ACIDI GRASSI NELL’INTRAMEMBRANARIO DELLE CELLULE DEL TESSUTO ADIPOSO.
-EVENING PRIMROSE OIL: 2 - 4 g AL GIORNO PERCHE’ E’ UN MISCUGLIO DI ACIDI GRASSI ESSENZIALI CHE ACCRESCE LA SCORTA DI GRASSO BRUNO DEL CORPO, SOLLECITANDO L’AZIONE DI Mg++, K+, ATPasica, I QUALI ASSOCIATI ALLA DIETA FAVORISCONO LA PERDITA DI PESO IN 1 SOGGETTO SU 3.
-L-GLUTAMMINA: SPETTACOLARE AMINOACIDO CHE SOPPRIME LO SMODATO DESIDERIO CARBOIDRATICO (CRISI D’APPETITO CHE FUROREGGIANO NEL CORPO, QUANDO GLI ZUCCHERI DEL FLUSSO EMATICO TRACOLLANO PER RIMBALZO INSULINICO PER VIA DELLA SMODATA DOSE DI CARBOIDRATI RAFFINATI NELL’ALIMENTAZIONE).
-ACIDO GLUTAMMICO: SORGENTE ENERGETICA PER IL CERVELLO, IL QUALE NON POTENDO ANDARE OLTRE LA STAZIONE EMATOENCEFALICA, CHE PERMETTE ESCLUSIVAMENTE IL TRANSITO DI TALUNE MOLECOLE E DI ALTRE NO, LO FA ATTRAVERSO LA GLUTAMMINA CHE TRANSITA AGEVOLMENTE E POI SI TRAMUTA IN ACIDO GLUTAMMICO.
-L-TRIPTOFANO: CON ETA’ SUPERIORE AI 40 ANNI, PUO’ ESSERE ANCHE DI 4 – 5 g AL GIORNO, OVVIAMENTE ASSOCIANDOLO A PIRIDOSSINA (Vit. B6) E ACIDO NICOTINICO.
BASTANO COMUNQUE 2-3 g DI L-TRIPTOFANO ALMENO UN’ORA PRIMA DI ANDARE A DORMIRE PER DIMINUIRE LE COMPULSIONI CARBOIDRATICHE NOTTURNE (SVUOTAMENTO DEL FRIGO), OSSIA GLI ATTACCHI NOTTURNI DI BULIMIA.
OCCORRE INOLTRE BERE 10 BICCHIERI DI ACQUA PLOSE (è la migliore acqua minerale d’Italia; è di Bolzano: se ne può fare un ordine, che copra le tre settimane di dieta), O LA LAURETANA, RIGOROSAMENTE IN BOTTIGLIA DI VETRO, POSSIBILMENTE LONTANO DAI PASTI.
Sono comunque acque discrete, se reperite in bottiglia di vetro, anche le seguenti:
-Vigezzo-Società Acque e Terme Vigezzo S.p.A (VB): residuo fisso 30,8; pH 6,70;
-Valmora-Società Pontevecchio s.r.l. (TO): residuo fisso 35,0; pH 6,80;
-Lurisia Fonte S. Barbara-Società Lurisia Acque Minerali s.r.l. (CN): residuo fisso 36,0; pH 6,65;
-Fonte del Lupo-Società Terme Vallechiara S.p.A (SV): residuo fisso 36,0; pH 6,65;
-Valverde-Società Acque Oligominerali Valverde s.r.l. (VC): residuo fisso 38,1; pH 6,02;
-Surgiva-Società Nambrone Le Fonti S.p.A. (TN): residuo fisso 39,0; pH 6,40;
-Levico Casara-Società Levico Acque Minerali s.r.l. (TN): residuo fisso 41,0; pH 6,60;
-Merano S. Virgilio-Società Acqueforst s.r.l. (BZ): residuo fisso 43,0; pH 6,35;
-Calizzano-Fonti Bauda-Società Acque Minerali di Calizzano S.p.A. (SV): residuo fisso 49,6; pH 6,40;
-Gioiosa della Valesia-Società Acque Oligominerali Valverde s.r.l. (VC): residuo fisso 49,8; pH 6,03.
Mi fermo qui.
Raffaele
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