- Messaggi: 3100
- Ringraziamenti ricevuti 1773
OFFERTE DI PRODOTTI VIA MAIL O MP
In un forum che tratta di salute e malattie, può succedere che improvvisamente qualcuno offra la soluzione tanto agognata, via mail o via messaggio privato.
DIFFIDATE sempre, controllate, ricercate e chiedete. Chiedete ad altri foristi se per caso conoscono questo prodotto, chiedete se esistono dei test e delle testimonianze attendibili.
In questa sezione potete trovare importanti consigli per guarire con le più conosciute tecniche di guarigione al mondo come la, Chiropratica, Osteopatia, Yoga, Ygopuntura, Reiki e molte altre !
Idea debellare i micobatteri
- elena
-
Autore della discussione
- Offline
- Platino Utente
-
Less
Di più
9 Anni 9 Mesi fa - 9 Anni 9 Mesi fa #51046
da elena
debellare i micobatteri è stato creato da elena
Studiando gli esteri e in particolare l'acido acetil salicilico, ho visto che la formazione dello stesso si ottiene (anche) con una reazione tra acido acetico (comune aceto) e acido salicilico (ormone interessantissimo scoperto dal reverendo Stone nel lontano 1757 che proviene dalla pianta del salice, con proprietà incredibili, per la pianta : è responsabile della resistenza a fitopatogeni inducendo la produzione di enzimi della famiglia delle patogenasi (PRP) che determinano la resistenza sistemica acquisita (SAR - Sistematic Acquisited Reply) )
Da lì ho pensato alle molte proprietà dell'acido acetico... e ad un altro studio, questa volta recente, 2014, che conferma ciò che i naturopati e gli sciamani conoscevano da secoli, verificandone gli effetti in vivo, ora studiati anche in vitro.
Per uccidere sia il Mycobacterium tuberculosis che il micobatterio non tubercolare vi è necessità di disinfettanti micobattericidi efficaci ed economici. Secondo una ricerca pubblicata su mBIO l'acido acetico (componente attivo dell’aceto) elimina in maniera efficiente il M. tuberculosis dopo 30 minuti di esposizione a una soluzione al 6% di acido acetico. L'attività non è dovuta al solo PH e anche l’acido propionico sembra avere proprietà battericide. I micobatteri M. bolletii e M. massiliense tubercolari si sono dimostrati più resistenti, anche se dopo 30 minuti di esposizione al 10% di acido acetico si è prodotta una riduzione di almeno 6 - log10 di batteri vitali. L’acido acetico, affermano i ricercatori, è un disinfettante micobattericida efficace che dovrebbe essere attivo contro la maggior parte degli altri batteri. Questi risultati sono coerenti con i risultati degli studi effettuati nei primi anni e alla metà del 20° secolo, sulla capacità disinfettante degli acidi organici e ne estendono la portata.
È noto che i micobatteri causino la tubercolosi e la lebbra, ma le infezioni da micobatteri non tubercolari sono un problema crescente a seguito di interventi chirurgici o estetici o nei polmoni di pazienti affetti da fibrosi cistica e immunodepressi. Uccidere i micobatteri è importante perché i ceppi di Mycobacterium tuberculosis possono essere multi resistenti e quindi rischi biologici potenzialmente fatali e micobatteri ambientali devono essere accuratamente eliminati dagli strumenti chirurgici e dall’attrezzatura respiratoria. I disinfettanti micobattericidi attualmente utilizzati possono risultare tossici, instabili e costosi. I ricercatori hanno scoperto fortuitamente che l'acido acetico uccide i micobatteri e poi dimostrato che si tratta di un agente micobattericida efficace, anche contro il complesso del Mycobacterium abscessus molto resistente e clinicamente importante. L’aceto è stato utilizzato per migliaia di anni come disinfettante comune e se può uccidere i micobatteri, i batteri più resistenti ai disinfettanti, può rivelarsi un biocida efficace ed economico con potenziale utilità in ambito sanitario e nei laboratori, soprattutto in paesi poveri di risorse.
mbio.asm.org/content/5/2/e00013-14
www.agenziafarmaco.gov.it/it/content/l%E...o-uno-studio-su-mbio
Da lì ho pensato alle molte proprietà dell'acido acetico... e ad un altro studio, questa volta recente, 2014, che conferma ciò che i naturopati e gli sciamani conoscevano da secoli, verificandone gli effetti in vivo, ora studiati anche in vitro.
Per uccidere sia il Mycobacterium tuberculosis che il micobatterio non tubercolare vi è necessità di disinfettanti micobattericidi efficaci ed economici. Secondo una ricerca pubblicata su mBIO l'acido acetico (componente attivo dell’aceto) elimina in maniera efficiente il M. tuberculosis dopo 30 minuti di esposizione a una soluzione al 6% di acido acetico. L'attività non è dovuta al solo PH e anche l’acido propionico sembra avere proprietà battericide. I micobatteri M. bolletii e M. massiliense tubercolari si sono dimostrati più resistenti, anche se dopo 30 minuti di esposizione al 10% di acido acetico si è prodotta una riduzione di almeno 6 - log10 di batteri vitali. L’acido acetico, affermano i ricercatori, è un disinfettante micobattericida efficace che dovrebbe essere attivo contro la maggior parte degli altri batteri. Questi risultati sono coerenti con i risultati degli studi effettuati nei primi anni e alla metà del 20° secolo, sulla capacità disinfettante degli acidi organici e ne estendono la portata.
È noto che i micobatteri causino la tubercolosi e la lebbra, ma le infezioni da micobatteri non tubercolari sono un problema crescente a seguito di interventi chirurgici o estetici o nei polmoni di pazienti affetti da fibrosi cistica e immunodepressi. Uccidere i micobatteri è importante perché i ceppi di Mycobacterium tuberculosis possono essere multi resistenti e quindi rischi biologici potenzialmente fatali e micobatteri ambientali devono essere accuratamente eliminati dagli strumenti chirurgici e dall’attrezzatura respiratoria. I disinfettanti micobattericidi attualmente utilizzati possono risultare tossici, instabili e costosi. I ricercatori hanno scoperto fortuitamente che l'acido acetico uccide i micobatteri e poi dimostrato che si tratta di un agente micobattericida efficace, anche contro il complesso del Mycobacterium abscessus molto resistente e clinicamente importante. L’aceto è stato utilizzato per migliaia di anni come disinfettante comune e se può uccidere i micobatteri, i batteri più resistenti ai disinfettanti, può rivelarsi un biocida efficace ed economico con potenziale utilità in ambito sanitario e nei laboratori, soprattutto in paesi poveri di risorse.
mbio.asm.org/content/5/2/e00013-14
www.agenziafarmaco.gov.it/it/content/l%E...o-uno-studio-su-mbio
Ultima Modifica 9 Anni 9 Mesi fa da elena.
I seguenti utenti hanno detto grazie : Mimma
Si prega Accesso o Crea un account a partecipare alla conversazione.
- elena
-
Autore della discussione
- Offline
- Platino Utente
-
Less
Di più
- Messaggi: 3100
- Ringraziamenti ricevuti 1773
9 Anni 9 Mesi fa - 9 Anni 9 Mesi fa #51049
da elena
Risposta da elena al topic debellare i micobatteri
acido acetico costituisce circa il 5% dell'aceto, parliamo della sostanza naturale.
l'aceto è stato usato dai popoli più svariati, Babilonesi, Greci,Romani, Cinesi, l'umanità lo conosce da circa 3000 anni forse più. In epoca romana era molto diffusa tra i legionari una bevanda chiamata posca, un miscuglio economico e molto dissetante a base di acqua e aceto.
Ippocrate – medico della Grecia antica considerato il padre della medicina occidentale – usava l’aceto per curare le ferite e le ulcerazioni, e per il trattamento del dolore.
qualche notizia interessante
Condire le pietanze con aceto è un ottimo modo per ridurre in modo consistente la glicemia, ovvero la concentrazione di glucosio nel sangue. ma attenzione: mai esagerare, può - col tempo - scatenare acidità di stomaco e problemi digestivi.
L’acido acetico, inoltre, ha la capacità di sopprimere l’accumulo di grassi nel corpo. Che sia di mele, di vino, di cocco, di riso, bianco o balsamico, l’aceto è indicato per una vasta gamma di trattamenti estetici, in quanto ha un effetto esfoliante sulla pelle ed è adatto per maschere e impacchi ad effetto tonificante e rigenerante.Sulla pelle, infatti, l’aceto ha un effetto astringente, esercita cioè un’azione levigante, in quanto incentiva la chiusura dei pori.
L'aceto di mele, integratore alimentare ricco di sali minerali e enzimi, attenua la fermentazione intestinale, previene le infiammazioni articolari e l'osteoporosi. Ha virtù drenanti, sgonfianti e rimodellanti dell’ aceto di vino vanno ricondotte alla sua genesi: l’ aceto di vino nasce infatti dalla fermentazione del vino ad opera dei batteri del ceppo Acetobacter, che sono per il 90% simili ai batteri presenti nell’intestino. Per questo, una volta a contatto con la flora batterica intestinale, l’ aceto svolge un’attività disinfettante, depurativa ed evita la formazione di depositi di scorie e di gonfiori. Inoltre, la presenza di sali minerali (tra i quali spicca il potassio) contribuisce a combattere la ritenzione e a prevenire la cellulite
ricetta di bellezza, bastano tre cucchiai di aceto di mele per mezzo bicchiere di infuso di tè verde e mezzo bicchiere di infuso di zenzero, radice con proprietà antinfiammatorie, per ottenere un ottimo tonico per capelli. Dopo il lavaggio, versatelo sui capelli ancora bagnati e non risciacquate.
Aceto di riso: molto usato dai Giapponesi, lo si trova in versione bianca, nera e rossa, e a volte anche zuccherata (quest’ultima andrà evitata se si usa l’aceto per scopi dimagranti!). In particolare, ha proprietà digestive e depurative.
Aceto di cocco: è prodotto dalla linfa della palma di cocco, è usato nella cucina dell'Asia sudorientale e in alcune regioni dell’India. È tonico e digestivo.
Aceto di miele: si ottiene dalla fermentazione del miele addozionato con acqua. È ottimo per disinfettare l’intestino dopo un periodo di disordini alimentari, riduce il colesterolo nel sangue e svole anche un’azione di tonico metabolico.
Aceto di lamponi: si produce facendo fermentare i lamponi e ha un profumo molto intenso. Ha notevoli virtù antinfiammatorie, purifica il sangue e migliora la circolazione, donando leggerezza a tutto il corpo.
Aceto di ribes: è un aceto agrodolce particolarmente indicato per chi soffre di attacchi di fame nervosa (ha infatti un’azione calmante) e per chi desidera prevenire e combattere il deposito di liquidi.
Quello di mele è anti ritenzione
L’ aceto di mele che si ottiene dal sidro o dal mosto di mela è un’altra alternativa al classico aceto di vino. Recenti ricerche scientifiche ne confermano le numerose proprietà curative: aiuta a rallentare il processo di indurimento delle pareti di vene e arterie, oltre ad apportare potassio, fosforo, cloro, magnesio, calcio, zolfo, ferro, fluoro, silicio: agendo in sinergia, tutti questi sali minerali regolano le attività metaboliche e migliorano il drenaggio di liquidi e tossine.
Prima di acquistare l’ aceto di mele, è importante leggere sempre bene l’etichetta e dare la preferenza a quello prodotto da mele intere, e non da torsoli e bucce, preferibilmente di origine biologica per evitare di ingerire le sostanze tossiche che si possono accumulare nei frutti trattati con sostanze chimiche. Va preferito l’ aceto di mele dall’aspetto “torbido”, perché un aceto troppo chiaro e trasparente in genere è stato troppo raffinato e ha quindi perso gran parte delle sue virtù. L’aceto di mele è poco calorico: circa 15 calorie per 100 grammi. MEGLIO IL NON FILTRATO
Se è piccante brucia i grassi
Peperoncino del tipo Capsicum frutescens macinato, mescolato a del sale e messo a stagionare per tre anni in botti di legno, come fosse vino pregiato, quindi miscelato con aceto e lasciato macerare per una ventina di giorni prima di essere filtrato e racchiuso nelle tipiche bottigliette dal tappo rosso: è così che da oltre cento anni viene prodotta la salsa piccante Tabasco, in un piccolo centro della Lousiana, negli Stati Uniti, dove il clima tropicale è ideale per coltivare i peperoncini.
Ne bastano un paio di gocce (che corrispondono a una decina di calorie circa) per dare sapore alle insalate, alle verdure cotte, ai piatti di carne di pesce, permettendo di limitare l’uso di altri condimenti come olio e sale.
Chi preferisce un sapore meno forte, potrà anche aromatizzare un normale aceto di vino bianco aggiungendo del peperoncino fresco. Basta procurarsi un litro di aceto bianco e 50 gr di peperoncini piccanti
Si lavano i peperoncini (meglio se rossi), si asciugano, si tagliano a pezzettini e si mettono a macerare nell’ aceto per un mese. Dopodiché si filtra e si utilizza su verdure, carne e pesce alla griglia.
Se lo usi sulla macedonia, eviterai lo zucchero
È la tradizione culinaria francese che ci suggerisce di utilizzare l’ aceto anche su pietanze dolci, in particolare sulle macedonie di frutta in alternativa al “solito” succo di limone: in questo modo, si rendono maggiormente disponibili i sali minerali presenti nella frutta e, soprattutto, si eviterà di esagerare con l’aggiunta di zucchero, che “copre” i sapori e moltiplica le calorie.
l'aceto è stato usato dai popoli più svariati, Babilonesi, Greci,Romani, Cinesi, l'umanità lo conosce da circa 3000 anni forse più. In epoca romana era molto diffusa tra i legionari una bevanda chiamata posca, un miscuglio economico e molto dissetante a base di acqua e aceto.
Ippocrate – medico della Grecia antica considerato il padre della medicina occidentale – usava l’aceto per curare le ferite e le ulcerazioni, e per il trattamento del dolore.
qualche notizia interessante
Condire le pietanze con aceto è un ottimo modo per ridurre in modo consistente la glicemia, ovvero la concentrazione di glucosio nel sangue. ma attenzione: mai esagerare, può - col tempo - scatenare acidità di stomaco e problemi digestivi.
L’acido acetico, inoltre, ha la capacità di sopprimere l’accumulo di grassi nel corpo. Che sia di mele, di vino, di cocco, di riso, bianco o balsamico, l’aceto è indicato per una vasta gamma di trattamenti estetici, in quanto ha un effetto esfoliante sulla pelle ed è adatto per maschere e impacchi ad effetto tonificante e rigenerante.Sulla pelle, infatti, l’aceto ha un effetto astringente, esercita cioè un’azione levigante, in quanto incentiva la chiusura dei pori.
L'aceto di mele, integratore alimentare ricco di sali minerali e enzimi, attenua la fermentazione intestinale, previene le infiammazioni articolari e l'osteoporosi. Ha virtù drenanti, sgonfianti e rimodellanti dell’ aceto di vino vanno ricondotte alla sua genesi: l’ aceto di vino nasce infatti dalla fermentazione del vino ad opera dei batteri del ceppo Acetobacter, che sono per il 90% simili ai batteri presenti nell’intestino. Per questo, una volta a contatto con la flora batterica intestinale, l’ aceto svolge un’attività disinfettante, depurativa ed evita la formazione di depositi di scorie e di gonfiori. Inoltre, la presenza di sali minerali (tra i quali spicca il potassio) contribuisce a combattere la ritenzione e a prevenire la cellulite
ricetta di bellezza, bastano tre cucchiai di aceto di mele per mezzo bicchiere di infuso di tè verde e mezzo bicchiere di infuso di zenzero, radice con proprietà antinfiammatorie, per ottenere un ottimo tonico per capelli. Dopo il lavaggio, versatelo sui capelli ancora bagnati e non risciacquate.
Aceto di riso: molto usato dai Giapponesi, lo si trova in versione bianca, nera e rossa, e a volte anche zuccherata (quest’ultima andrà evitata se si usa l’aceto per scopi dimagranti!). In particolare, ha proprietà digestive e depurative.
Aceto di cocco: è prodotto dalla linfa della palma di cocco, è usato nella cucina dell'Asia sudorientale e in alcune regioni dell’India. È tonico e digestivo.
Aceto di miele: si ottiene dalla fermentazione del miele addozionato con acqua. È ottimo per disinfettare l’intestino dopo un periodo di disordini alimentari, riduce il colesterolo nel sangue e svole anche un’azione di tonico metabolico.
Aceto di lamponi: si produce facendo fermentare i lamponi e ha un profumo molto intenso. Ha notevoli virtù antinfiammatorie, purifica il sangue e migliora la circolazione, donando leggerezza a tutto il corpo.
Aceto di ribes: è un aceto agrodolce particolarmente indicato per chi soffre di attacchi di fame nervosa (ha infatti un’azione calmante) e per chi desidera prevenire e combattere il deposito di liquidi.
Quello di mele è anti ritenzione
L’ aceto di mele che si ottiene dal sidro o dal mosto di mela è un’altra alternativa al classico aceto di vino. Recenti ricerche scientifiche ne confermano le numerose proprietà curative: aiuta a rallentare il processo di indurimento delle pareti di vene e arterie, oltre ad apportare potassio, fosforo, cloro, magnesio, calcio, zolfo, ferro, fluoro, silicio: agendo in sinergia, tutti questi sali minerali regolano le attività metaboliche e migliorano il drenaggio di liquidi e tossine.
Prima di acquistare l’ aceto di mele, è importante leggere sempre bene l’etichetta e dare la preferenza a quello prodotto da mele intere, e non da torsoli e bucce, preferibilmente di origine biologica per evitare di ingerire le sostanze tossiche che si possono accumulare nei frutti trattati con sostanze chimiche. Va preferito l’ aceto di mele dall’aspetto “torbido”, perché un aceto troppo chiaro e trasparente in genere è stato troppo raffinato e ha quindi perso gran parte delle sue virtù. L’aceto di mele è poco calorico: circa 15 calorie per 100 grammi. MEGLIO IL NON FILTRATO
Se è piccante brucia i grassi
Peperoncino del tipo Capsicum frutescens macinato, mescolato a del sale e messo a stagionare per tre anni in botti di legno, come fosse vino pregiato, quindi miscelato con aceto e lasciato macerare per una ventina di giorni prima di essere filtrato e racchiuso nelle tipiche bottigliette dal tappo rosso: è così che da oltre cento anni viene prodotta la salsa piccante Tabasco, in un piccolo centro della Lousiana, negli Stati Uniti, dove il clima tropicale è ideale per coltivare i peperoncini.
Ne bastano un paio di gocce (che corrispondono a una decina di calorie circa) per dare sapore alle insalate, alle verdure cotte, ai piatti di carne di pesce, permettendo di limitare l’uso di altri condimenti come olio e sale.
Chi preferisce un sapore meno forte, potrà anche aromatizzare un normale aceto di vino bianco aggiungendo del peperoncino fresco. Basta procurarsi un litro di aceto bianco e 50 gr di peperoncini piccanti
Si lavano i peperoncini (meglio se rossi), si asciugano, si tagliano a pezzettini e si mettono a macerare nell’ aceto per un mese. Dopodiché si filtra e si utilizza su verdure, carne e pesce alla griglia.
Se lo usi sulla macedonia, eviterai lo zucchero
È la tradizione culinaria francese che ci suggerisce di utilizzare l’ aceto anche su pietanze dolci, in particolare sulle macedonie di frutta in alternativa al “solito” succo di limone: in questo modo, si rendono maggiormente disponibili i sali minerali presenti nella frutta e, soprattutto, si eviterà di esagerare con l’aggiunta di zucchero, che “copre” i sapori e moltiplica le calorie.
Ultima Modifica 9 Anni 9 Mesi fa da elena.
I seguenti utenti hanno detto grazie : Mimma
Si prega Accesso o Crea un account a partecipare alla conversazione.
Tempo creazione pagina: 0.202 secondi