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Domanda Autoemoterapia - "Il mio sangue mi cura"
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9 Anni 10 Mesi fa #50913
da CMN
Risposta da CMN al topic Autoemoterapia - "Il mio sangue mi cura"
Non vorrei fare pubblicità, ma mi hanno detto che a Verona c'è un medico che pratica questa tecnica da moltissimi anni. Anche se non è propriamente a "buon mercato".
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- Clara
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9 Anni 10 Mesi fa #50928
da Clara
Risposta da Clara al topic Autoemoterapia - "Il mio sangue mi cura"
Solitamente in Italia i medici praticano autoemoterapia con ozono.
Avevo sentito di infermieri che prendono 6 euro ad applicazione.
Ma vediamo cosa fanno i MACROFAGI, (quelli che aumentano del 22% dopo l'applicazione del proprio sangue):
I macrofagi svolgono diverse funzioni:
Hanno un ruolo fondamentale nei processi di difesa tramite la fagocitosi e l’induzione della risposta immunitaria.
Intervengono nel metabolismo del ferro in quanto i globuli rossi invecchiati sono fagocitati dai macrofagi del sistema reticolo-istiocitario della milza, del fegato e del midollo osseo e il ferro contenuto nell’emoglobina si deposita nel citoplasma per essere riutilizzato dagli eritroblasti per la produzione di nuova emoglobina.
Intervengono nella guarigione delle ferite e nelle malattie caratterizzate da fibrosi producendo, in risposta a stimoli infiammatori, sostanze di secrezione rappresentate da:
– Fattori che attivano la proliferazione e la funzione fibrillogenetica dei fibroblasti.
– Prostaglandine che influenzano la contrattilità muscolare liscia, la permeabilità vascolare, l’attività di alcune ghiandole endocrine, la lipolisi, l’aggregazione delle piastrine.
– Enzimi idrolitici attivi a pH acido e neutro che intervengono nell’infiammazione cronica degradando i costituenti dei tessuti connettivi ed attivando varie sostanze ad attività infiammatoria. Gli enzimi idrolitici acidi prodotti, di origine lisosomiale, sono: catepsine, glicosidasi, fosfatasi acida, aril-solfatasi, ecc.; gli enzimi idrolitici neutri sono: collage nasi, elastasi, attivatore del plasminogeno, lisozima.
– Componenti del complemento.
– Fattori stimolanti l’emopoiesi.
È opportuno distinguere i macrofagi fissi presenti nel tessuto connettivo in condizioni normali dai macrofagi liberi (o migranti) che compaiono nel corso dei processi infiammatori. Le due classi corrispondono a stadi funzionali diversi dello stesso tipo cellulare: la cellula migrante è la forma attiva della cellula fossa.
I macrofagi fissi sono cellule stellate o fusiformi, munite di espansioni microvillari e di prolungamenti, che sono spesso adagiate sui fasci di fibre collagene. Hanno un diametro di 15-20 µm. .
I macrofagi del tessuto connettivo lasso sono stati denominati anche: clasmociti, cellule ragiocrine, cellule migranti a riposo, poliplasti (nei processi infiammatori), cellule avventiziali (che giacciono nello strato avventiziale di certi vasi sanguigni).
Avevo sentito di infermieri che prendono 6 euro ad applicazione.
Ma vediamo cosa fanno i MACROFAGI, (quelli che aumentano del 22% dopo l'applicazione del proprio sangue):
I macrofagi svolgono diverse funzioni:
Hanno un ruolo fondamentale nei processi di difesa tramite la fagocitosi e l’induzione della risposta immunitaria.
Intervengono nel metabolismo del ferro in quanto i globuli rossi invecchiati sono fagocitati dai macrofagi del sistema reticolo-istiocitario della milza, del fegato e del midollo osseo e il ferro contenuto nell’emoglobina si deposita nel citoplasma per essere riutilizzato dagli eritroblasti per la produzione di nuova emoglobina.
Intervengono nella guarigione delle ferite e nelle malattie caratterizzate da fibrosi producendo, in risposta a stimoli infiammatori, sostanze di secrezione rappresentate da:
– Fattori che attivano la proliferazione e la funzione fibrillogenetica dei fibroblasti.
– Prostaglandine che influenzano la contrattilità muscolare liscia, la permeabilità vascolare, l’attività di alcune ghiandole endocrine, la lipolisi, l’aggregazione delle piastrine.
– Enzimi idrolitici attivi a pH acido e neutro che intervengono nell’infiammazione cronica degradando i costituenti dei tessuti connettivi ed attivando varie sostanze ad attività infiammatoria. Gli enzimi idrolitici acidi prodotti, di origine lisosomiale, sono: catepsine, glicosidasi, fosfatasi acida, aril-solfatasi, ecc.; gli enzimi idrolitici neutri sono: collage nasi, elastasi, attivatore del plasminogeno, lisozima.
– Componenti del complemento.
– Fattori stimolanti l’emopoiesi.
È opportuno distinguere i macrofagi fissi presenti nel tessuto connettivo in condizioni normali dai macrofagi liberi (o migranti) che compaiono nel corso dei processi infiammatori. Le due classi corrispondono a stadi funzionali diversi dello stesso tipo cellulare: la cellula migrante è la forma attiva della cellula fossa.
I macrofagi fissi sono cellule stellate o fusiformi, munite di espansioni microvillari e di prolungamenti, che sono spesso adagiate sui fasci di fibre collagene. Hanno un diametro di 15-20 µm. .
I macrofagi del tessuto connettivo lasso sono stati denominati anche: clasmociti, cellule ragiocrine, cellule migranti a riposo, poliplasti (nei processi infiammatori), cellule avventiziali (che giacciono nello strato avventiziale di certi vasi sanguigni).
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9 Anni 10 Mesi fa - 9 Anni 10 Mesi fa #50934
da elena
Per chi ha vene fragili o piccole si puòusare la farfallina
Risposta da elena al topic Autoemoterapia - "Il mio sangue mi cura"
Per chi ha vene fragili o piccole si puòusare la farfallina
Ultima Modifica 9 Anni 10 Mesi fa da elena.
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9 Anni 10 Mesi fa - 9 Anni 10 Mesi fa #50936
da elena
Risposta da elena al topic Autoemoterapia - "Il mio sangue mi cura"
Per fare un po' di pratica usare una banana meglio se leggermente verde, xc ha la giusta resistenza che incontrerete sulla pelle. 
Ricordarsi che il foro dell ago è sempre verso l'alto. Prima mettere il laccio e individuare la vena che si vuole pungere. Più è grossa ed evidente meglio è, si usano quelle dell'incavo del gomito. Ma a volte anche lungo il braccio o sul dorso della mano.
Poi slacciare il laccio. Disinfettare. Rimettere il laccio. Tirare leggermente la pelle al di sotto del punto che si è scelto per inserzione, x evitare il fastidioso fenomeno della vena che sfugge all ago, inserire la farfalla. Il sangue dovrebbe scorrere subito nel tubicino cui avete attaccato il corpo della siringa.
Queste info le ho tradotte visionando tanti video youtube su come fare una inserzione in vena
Ricordarsi che il foro dell ago è sempre verso l'alto. Prima mettere il laccio e individuare la vena che si vuole pungere. Più è grossa ed evidente meglio è, si usano quelle dell'incavo del gomito. Ma a volte anche lungo il braccio o sul dorso della mano.
Poi slacciare il laccio. Disinfettare. Rimettere il laccio. Tirare leggermente la pelle al di sotto del punto che si è scelto per inserzione, x evitare il fastidioso fenomeno della vena che sfugge all ago, inserire la farfalla. Il sangue dovrebbe scorrere subito nel tubicino cui avete attaccato il corpo della siringa.
Queste info le ho tradotte visionando tanti video youtube su come fare una inserzione in vena
Ultima Modifica 9 Anni 10 Mesi fa da elena.
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9 Anni 10 Mesi fa #50945
da Clara
Risposta da Clara al topic Autoemoterapia - "Il mio sangue mi cura"
Grazie Elena per il sostegno a questo argomento
Se vai indietro a 3 post, non so se avevi letto, ci sono tutte le spiegazioni tecniche su come fare l'applicazione, tratto dal sito del dr. Moura.
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- elena
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9 Anni 10 Mesi fa #50961
da elena
Risposta da elena al topic Autoemoterapia - "Il mio sangue mi cura"
Si lo avevo letto ma ho pensato di mettere qualche tutorial
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