Salmanoff, “Segreti e saggezza del corpo” edito da Bompiani (1963), nella collana “Avventure del pensiero”, numero 116.
Costo volume: E. 76.00 – Pagine 358.
Notizie biografiche dell’autore.
Alexandar Salmanoff (1875 - 1965) nasce in Russia, da una famiglia d’origine ebraica. Si laurea in medicina in Germania, all' università di Heidelberg. Durante la Prima guerra mondiale diventa generale medico dell’esercito russo e nel 1918 fonda, a Mosca, l'Istituto balneologico. La fama acquisita gli permette di essere il medico personale di Lenin, un rapporto che si traduce nell’incarico di debellare la tubercolosi e pianificare la nascita di stazioni termali in tutto il territorio nazionale. Nel 1921 entra in contatto con August Krogh, fresco Premio Nobel della Medicina.
Incoraggiato da Krog, continua a perfezionare il suo metodo, la "Capillaroterapia", che applica con successo nella clinica di Bogliasco, in Italia, ben presto meta di molti connazionali. Per questo motivo, il "medico di Lenin" è espulso dal Regno nell'aprile 1925.
Negli anni Trenta si trasferisce con la famiglia in Francia e apre a Parigi una clinica dedicata alla terapia dei capillari, dove avvengono alcune "guarigioni miracolose". (Cfr. Wikipedia: Alexander Zalmanov).
Dottrina e metodo.
In precedenza, alcuni studiosi hanno osservato che il calibro dei capillari varia durante la giornata, il mese e l’anno. L’affermazione convince l’autore che la capillaropatia è la base d’ogni processo morboso. La funzione dei capillari è di apportare ad ogni cellula i nutrimenti necessari ed eliminare i suoi rifiuti, attraverso un reticolo esteso circa100.000 km. La cellula umana degenera per la mancanza d’irrigazione capillare che, una volta ristabilita, permette anche alle unità più deboli di riattivare il normale metabolismo. E tornare a vivere.
Ne beneficia il miocardio, il cervello, la respirazione, la funzione renale, il ciclo “veglia e sonno”, le allergie.
I bagni ipertermici determinano con l’aumento della temperatura del sangue, e la sua accelerazione, la “combustione” delle tossine. Soprattutto il cancro al polmone e al seno traggono giovamento dal calore che intensifica la circolazione sanguigna attorno alla cellula cancerosa. Per completezza, elenco una serie di patologie, trattate da Salmanoff con il metodo fisiologico e non “medicamentoso”:
Malattie del sistema nervoso
Polineurite
Sclerosi multipla e malattie reumatiche.
Leucemia
Presenility
Prostatite cronica
Malattie immunopatologiche
Allergie
Bronchite cronica
Polmonite cronica
Perdita di peso e ringiovanimento [3]
Disfunzioni sessuali.
I bagni Scapidar.
Coadiuvati da emulsione bianca ed emulsione gialla, alla trementina. Evito di trattare i composti per la mia ignoranza in chimica.
Come detto, il principio è di aumentare la temperatura del corpo e ottenere una “febbre sterile”.
Il trattamento standard prevede d’iniziare il bagno a 37° e arrivare, dopo 5 minuti, a 39°, aggiungendo acqua calda. A partire dal quarto bagno si aumenta la temperatura a 40°, immersi per 10 minuti. Al sesto si arriva a 41°, rimanendo in vasca non più di 4 minuti, per non affaticare il cuore.
Il testo, inoltre, riporta una serie specifica di bagni:
° Con infusione di fieno: Calmanti, distensivi, contro l’insonnia.
° Con foglie di noce: malattie cutanee.
° Con carbonato di sodio e carbonato di magnesio: dermatiti
° Con allume e bicarbonato di sodio: varici e ulcere varicose.
° bagni delle braccia: asma, bronchite, sinusiti, influenza.
° bagni dei piedi: vertigini , cefalee croniche.
Chiude l’esposizione la guida terapeutica e i rimedi eventuali.
La nostra vasca da bagno è più che sufficiente e comoda per provare la balneoterapia che, andrebbe fatta non più di due volte al mese e iniziata ad ogni cambio di stagione. Oltre a ciò, Salmanoff più volte insiste anche su un antico rimedio: l’uso della borsa dell’acqua calda sul fegato, durante i pasti.
Versione semplificata del trattamento:
Riempire la vasca, entrare e immergersi sino al collo, aumentare il getto dell’acqua calda sino al limite della sopportazione. Rimanere immerso per 3 o 4 minuti, non oltre, (me lo ha ripetuto più volte) ficcarsi a letto, con la testa coperta da un asciugamano. Aspettare circa 2 ore, permettendo al corpo di riprendere la sua normale temperatura.