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11 Anni 2 Settimane fa - 11 Anni 2 Settimane fa #42668 da elena
Risposta da elena al topic IMHOTEP, basta la parola........
certo, gli stessi studi "seri" che vengono riportati per la chemio... suvvia cerchiamo di essere "almeno" equanimi

Per quanto mi riguarda, Simoncini lo conosco personalmente, non condivido le sue battaglie per far mangiare carne a tutti i costi ai malati di cancro, ma credo che non abbia tutti i torti a parlare della necessità di usare bicarbonato di sodio. Non posso dire che le sue proposte di cura siano corrette o sicure. Quando mi sono rivolta a lui per un mio problema con un neo la sua procedura non ha avuto successo su di me.
Quanto a Di Bella, anche questo scomparso medico ha contribuito a sfaldare il mito della chemioterapia a tutti i costi, ma probabilmente il suo protocollo potrebbe non andare bene per tutti. E questo a prescindere dai costi.


gentile Mario61 credo che se si studiasse più sistematicamente a partire dall'università anatomia/fisiologia degli altri nostri corpi probabilmente ora io e te qui staremmo a parlare di altro. Ci sono ormai discipline e nozioni sufficienti a fare qualche correlazione intelligente, ma come al solito è appannaggio solo di chi ci crede e ci si vuole dedicare. Chi si specializza in cardiologia non sa un fico secco del corrispettivo dell'organo a livello eterico o astrale o mentale, nè delle varie connessioni con il resto - a meno che non sia almeno agopunturista o omeopata - e in fondo proprio l'idea di specializzazione purtroppo e paradossalmente è lacunosa. Mi ricorda le persone miopi che vedono benissimo da vicino ma molto, molto sfocato tutto il resto. Per fare una piccola digressione sull'insegnamento della medicina, possiamo senz'altro dire che gli investimenti - e i relativi studi a questi correlati - sono molto unidirezionati. Persino alla facoltà di psicologia c'è questa "legge" ridicola. Mi è piaciuto molto quel che ha detto Scardovelli, quanto è vero... www.alleanzadellasalute.info/forum/OFF-T...nalisi.html?start=60
Secondo me è necessario ripensare metodologie e misurazioni, i mezzi di indagine possono non essere all'altezza, le persone che effettuano la ricerca possono non esserlo, specialmente quando si parla di salute e di scelte terapeutiche, la standardizzazione è un concetto profondamente errato, di cui si rendono conto solo in pochi, ma che è stato impostato così perchè permetteva alle aziende farmaceutiche (sempre loro) di far fare correlazioni "sicure", per cui per esempio se sei malato di raffreddore ti pigli l'aspirina, chiunque tu sia. Ti sopprimo i sintomi e così "ti guarisco". Il che non è assolutamente vero in nessun senso.
E per dirtene una, le case farmaceutiche presentano una percentuale altissima di ricerca fasulla, spingendo i propri farmaci persino per ciò che non rientrava inizialmente per la patologia "individuata", (prozac in testa), ma visto che hanno un vincolo "economico" e devono trovare sempre maggiori ritorni nell'investimento, stanno forse a vedere queste fesserie? Collusioni a tutti i livelli permettono questo andazzo da quasi cento anni. Ormai è prassi consolidata che se vogliono conquistare fette maggiori di mercato devono ricorrere a mezzi molto "fantasiosi"per riuscirci.

Quanto ai mezzi e alle modalità di ricerca, è inevitabile che il sistema è molto ingessato da chi non ha interesse a che le cose veramente vengano scoperte e validate. Nel forum ho fatto innumerevoli esempi di questa mentalità medievale, che ci tiene ancorati ad esami invasivi inutili e dannosi, ad assumere farmaci inutili, a non andare a verificare e curare le cause reali delle malattie. Con una ricaduta deleteria non soltanto per il singolo e la sua famiglia, ma anche per la società nel suo complesso. Comprese le spese folli e ingiustificate, la creazione di ulteriori malattie, l'emarginazione dei malati

Cerco di farti qui un altro esempio: mi viene in mente quel che diceva Jay Gould riguardo agli psicologi “riduzionisti”, che secondo lui hanno sempre sofferto di “invidia per la fisica" e per le misurazioni spinte che impreziosiscono tanto la ricerca, la rendono pubblicabile e procurano appunto finanziamenti.
Non so se conosci Charles Spearman, era un eminente psicologo e ideatore dell’intelligenza generale, la famosa g, del secolo scorso.

Nel 1904 Spearman aveva pubblicato un articolo dal titolo: “L’intelligenza generale misurata e determinata oggettivamente”.
“Spearman aveva scoperto l’elusiva entità che avrebbe fatto della psicologia una vera scienza. Aveva trovato l’essenza innata dell’intelligenza […] La g di Spearman sarebbe la pietra filosofale della psicologia; quella “cosa” solida e quantificabile sarebbe la particella fondamentale di cui si sarebbe lastricata la strada per una scienza esatta, salda e basilare come la fisica.” (nota che la fisica ora ha finalmente nuovi modelli...)

Spearman era sicuro di aver scoperto la base dell'intelligenza ereditaria, co­sì sicuro che affermò che il suo concetto era inattaccabile a ogni confutazione.
“Tuttavia, come vediamo spesso nella storia dei test mentali, i dubbi di Spearman cominciarono ad aumentare fino a quando ri­trattò nel suo ultimo libro (pubblicato postumo) del 1950. Gli parve che fosse svanita la teoria dell'energia e dei motori come una follia di gioventù (sebbene l'avesse difesa fermamente fino alla mezza età). Abbandonò pure il tentativo di materializzare i fattori, riconoscen­do tardivamente che non occorre che un'astrazione matematica cor­risponda a una realtà fisica. Il grande teorico era entrato nel partito dei suoi nemici e si rifondò come cauto empirista.
[…] Nel frattempo, Cyril Burt, succeduto a Spearman nella stessa prestigiosa cattedra di psicologia, continuò invece a sostenere la misurabilità dell'intelligenza come aveva fatto il predecessore. La visione di Burt di un singolo ordinamento basato su capacità ereditate alimentò il maggiore trionfo politico in Inghilterra delle teorie ereditaristiche dei test mentali. Se la legge del 1924 sulla re­strizione dell'immigrazione segnò la vittoria più importante degli ereditaristi americani in psicologia, […] il sistema di esame “eleven plus” «fu l'incarnazione della teoria dell'intelligenza di Spearman con il suo fattore genera­le innato che pervadeva tutte le attività cognitive», regolò la politica scolastica britannica fino alla metà degli anni sessanta, quando il par­tito laburista votò la fine di quel tipo di selezione. Nel frattempo però, per anni, in termini numerici, 1'80% dei ragazzi veniva «bollato come inadatto all'istruzione superiore a causa di una bassa capacità intellet­tiva innata.”

Secondo Gould, questi esiti disastrosi scaturirono dall'applica­zione scorretta dell'analisi fattoriale (che “è una tecnica matematica per ridurre un sistema complesso di correlazioni in un numero minore di dimensioni”, e che è alla base dei test mentali), ricordando che già Thurstone, professore di psicologia dagli anni trenta agli anni cin­quanta all'università di Chicago,
“[...] riconobbe che la scelta dell'analisi fattoriale come metodo rispec­chia lo stato primitivo delle conoscenze in un campo. L'analisi fatto­riale è una brutale tecnica empirica, usata quando una disciplina non ha solidi principi, ma solo una massa di dati grezzi e ]a speran­za che le forme di correlazione possano fornire indicazioni per ulte­riori e più fruttuose linee di ricerca.
[...] Secondo Thurstone, la decisione di usare l'analisi fattoriale come un metodo primario implica una profonda ignoranza dei principi e delle cause.

“La seconda metà del XIX secolo non fu solo l'era dell'evoluzione antropologica. Un altro fatto, ugualmente irresistibile, pervase le scienze umane: la seduzione dei numeri, la fede, cioè, che misurazio­ni rigorose potessero garantire una precisione irrefutabile e potes­sero marcare la transizione tra speculazione soggettiva e una scienza vera, altrettanto rispettabile della fisica newtoniana. Evoluzione e quantificazione formarono un'alleanza profana; in un certo senso, la loro unione forgiò la prima potente teoria di razzismo «scientifi­co», se definiamo la «scienza» come fanno molti che la fraintendono nella maniera più profonda: una asserzione evidentemente sostenu­ta da una quantità di numeri.”

Questo non vuol dire che la metodologia insegnata fino ad ora sia del tutto errata, solo che esiste l'alta probabilità che ci sia bisogno di integrare strumenti e metodi, e che la standardizzazione non va bene se si vuole prendere in considerazione la salute del singolo individuo. Non esiste un uomo uguale ad un altro. Sarà pure questo un luogo comune, ma allora mi chiedo perchè le cure sono sempre standardizzate secondo protocolli rigidi...

Mi piacerebbe veramente poterti aiutare per quello che posso, ma credo che l'unico modo per te sarebbe sperimentare di persona ciò di cui vado parlando. Partendo per esempio da un ripensamento riguardo al modello di interpretazione della realtà, secondo i più recenti studi di fisica quantistica. Avevo postato un video che puoi vedere in streaming, molto divulgativo per la verità, nulla di tecnico. Lo trovi sul post Longevità. Magari può interessarti per ricordare o rivedere o iniziare una ricerca che forse produrrà altro.

Hai citato il filmato della Rankin, di cui avevamo già parlato altrove, come prova appunto che c'è l'effetto placebo.
Ti invito caldamente a risentirlo tutto per intero
al punto 8,25 si parla dell'effetto nocebo (in relazione soprattutto a certe comunicazioni dei medici ai propri pazienti).
dal punto 15.49 in poi di cosa si può fare per comprendere e cambiare la propria realtà di malattia.
L'effetto placebo fa leva su una proprietà ( che si studia nella fisiologia dei corpi sottili) nota fin dall'antichità e ripresa il secolo scorso (e quello precedente) da alcuni grandi ricercatori e scienziati occidentali. Couè in testa.
Quel librettino che ho citato così spesso potrebbe interessarti.
Il metodo Coué. L'autosuggestione cosciente
ma ce ne sono molti altri, naturalmente. Cambieranno le metodologie ma si basano sempre sullo stesso principio.

Chissà se poi conosci Lipton. Ne abbiamo parlato molto anche su forum.

non so quale sia il tuo problema di salute. Posso solo augurarti di trovare in questo forum qualche spunto interessante che possa aiutare la tua ricerca per la salute.
Ultima Modifica 11 Anni 2 Settimane fa da elena.

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11 Anni 2 Settimane fa #42670 da elena

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11 Anni 2 Settimane fa - 11 Anni 2 Settimane fa #42675 da Cecilia
Risposta da Cecilia al topic IMHOTEP, basta la parola........
@ Mario 61

ho cancelato il tuo post sulla chemio, sono sicura che tu non hai letto il Regolamento altrimenti non lo avresti scritto
(a meno che tu sia un troll)

da Regolamento

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non sostiene in alcun modo le cosiddette terapie ufficiali quali chemio e radio perché sono contro la natura, contro il corpo e contro la psiche

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Ultima Modifica 11 Anni 2 Settimane fa da Cecilia.

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11 Anni 2 Settimane fa #42678 da elena
Risposta da elena al topic IMHOTEP, basta la parola........
Questa volta imiterò Imhotep: :P
Paolo, basta la parola B)

www.alleanzadellasalute.info/forum/OFF-T...-di-paolo.html#38909

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  • mario61
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11 Anni 2 Settimane fa #42736 da mario61
Risposta da mario61 al topic IMHOTEP, basta la parola........
di salute sto benissimo ... grazie al Cielo evitando con cura tutte le medicine o integrazioni non necessarie ....
e questo lo consiglio a tutti i miei pazienti senza nascondere nulla .... ma il medico deve anche dare delle risposte per quanto possibile comprensibili e nel rispetto di studi accettati e sicuri, è facile parlare quando non si è coinvolti in prima persona .... ad esempio di fronte a un bambino con leucemia acuta Voi cosa consigliereste in concreto ?

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11 Anni 2 Settimane fa #42748 da elena
Risposta da elena al topic IMHOTEP, basta la parola........
Già risposto
Studiati l'elettromagnetismo pulsato e l elettrostaticità

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