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Domanda Angelina Jolie

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11 Anni 5 Mesi fa #38879 da Cecilia
Risposta da Cecilia al topic Angelina Jolie
Quello che decide una Jolie per se stessa ha valore solo per lei, che faccia quello che vuole
ma
se le decisioni di un´attrice famosa e osannata diventano pubbliche allora rischiano (rischiano per modo di dire) di influenzare le decisioni di molte altre donne.

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11 Anni 5 Mesi fa #38884 da atima
Risposta da atima al topic Angelina Jolie

Cecilia ha scritto: Quello che decide una Jolie per se stessa ha valore solo per lei, che faccia quello che vuole..


E' fuori di testa!!!!
Cari maschietti!!! si conferma la regola: più sono belle, più sono stupide!!!! ;) :P

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11 Anni 5 Mesi fa - 11 Anni 5 Mesi fa #38885 da elena
Risposta da elena al topic Angelina Jolie
Atima purtroppo penso che il tuo pensiero sia poco pensato... Coraggio puoi far meglio di così ;)
Jolie è molto lontano dall'essere stupida.
Una donna famosa con un certo carisma che spiattella questa storia privata in pubblico lo fa x soldi, nn c'è dubbio, sia che sia vera sia che sia falsa, ma il danno provocato dalla notizia c'è ed è cosa studiatissima, ti assicuro, soprattutto voluta dalle lobby del farmaco, non credo di avere grossi dubbi al riguardo. Per me il re è nudo... Infatti...
Purtroppo nessuno conosce il nipote di Freud
Edward Bernays vi dice niente? È il vero responsabile dell'ascesa del nazismo! Goebbels si è ispirato a lui. E non solo Goebbels naturalmente... Bernays è il responsabile dei danni della nostra società, così come ce la ritroviamo oggi, e inutile dire che era legatissimo a rotschield &co. Lui e Freud (il Freud malato di cancro investigatore dell'inconscio delle masse, il Freud peggiore con tutte le sue idee a piffero) a mio modo di vedere sono i veri grandi strateghi del nuovo disastro economico sociale e politico del XX secolo in tutti i continenti ( nn solo in Germania o America)
E già. Si fa tanto parlare dei grandi nomi che hanno influenzato la storia del 900 e poi si dimentica il primo fra tutti
Se chiedi a chiunque chi fosse Bernays ti risponderebbe: e che ne so? Xc mica è studiato nelle scuole... Men che meno a psicologia... E nn vi parlo delle altre facoltà, tanto la risposta è la medesima, o quasi

Bene anzi male... Bernays È e resta il padre della manipolazione dell'inconscio nelle masse. Fu osannato e considerato un eroe dai grandi banchieri, dai cd (pseudo)illuminati, i grandi manipolatori del mondo, della nostra storia, della politica e della nostra economia

X saperne di più va bene anche wikipedia, che mi perdonerete ma riporto a stralci, tanto è importante

Edward Louis Bernays (Vienna, 22 novembre 1891 – Cambridge, 9 marzo 1995) è stato un pubblicista e pubblicitario statunitense di origine austriaca. Celebre la sua parentela con Sigmund Freud, fu uno dei primi spin doctor ed è considerato, assieme a Ivy Lee e a Walter Lippmann, uno dei padri delle moderne relazioni pubbliche, di cui teorizzò nei primi anni del XX secolo le principali regole fondanti.
Morto in età ultracentenaria, è considerato fra le cento figure più influenti del XX secolo secondo una speciale classifica stilata dal magazine Life.
Combinando le idee di Gustave Le Bon (autore del libro Psicologia delle folle) e Wilfred Trotter, studioso del medesimo argomento, con le teorie sulla psicologia elaborate dallo zio, Bernays fu uno dei primi a commercializzare metodi per utilizzare la psicologia del subconscio al fine di manipolare l'opinione pubblica. A lui si devono le locuzioni "mente collettiva" e "fabbrica del consenso", concetti importanti nel lavoro pratico della propaganda.

Sin dalla fine del XIX secolo, l'America era diventata una società di massa industrializzata, con milioni di abitanti raggruppati nelle città. Bernays era deciso a trovare nuovi modi per controllare e alterare il modo in cui queste nuove masse pensavano e sentivano. Per farlo, si rivolse agli scritti di suo zio Sigmund Freud. Mentre era a Parigi, Bernays aveva mandato allo zio dei sigari cubani in regalo. Per ricambiare, Freud gli mandò una copia della sua Introduzione alla psicoanalisi. Bernays la lesse e rimase affascinato dall'immagine di forze irrazionali nascoste all'interno della mente umana; si domandò se fosse possibile guadagnare manipolando l'inconscio[3].

Un concetto fondamentale che Bernays riprese da Freud fu che "c'è molto di più dietro la scelta di prendere le decisioni, non solo a livello individuale, ma anche in modo più importante, a livello di gruppi", con l'idea che l'informazione guida il comportamento. Formulò, in tal modo, l'ipotesi che era necessario trovare quello che doveva evocare l'emozione irrazionale della gente. Questo mise Edward in una situazione molto diversa da quella di altri colleghi attivi nel suo campo, e anche della maggior parte dei funzionari governativi e dei dirigenti dell'epoca, che sostenevano bastasse bombardare la gente con fatti e informazioni e questi avrebbero ascoltato e acconsentito
Le corporations capirono quello che avrebbero dovuto fare: trasformare il modo in cui la maggior parte degli americani pensava ai prodotti. Uno dei banchieri più in vista di Wall Street, Paul Mazur della Lehman Brothers, aveva le idee chiare su cosa fosse necessario: "Dobbiamo cambiare l'America da essere una cultura dei bisogni, ad essere una cultura dei desideri", scrisse Mazur, "Bisogna insegnare alla gente a volere cose nuove, anche prima che le cose vecchie siano state consumate del tutto. Dobbiamo formare una nuova mentalità in America. I desideri dell'uomo devono mettere in ombra le sue necessità"[4].

Fino a quel momento non esisteva il consumatore americano, esisteva il lavoratore americano e il proprietario americano, e questi producevano e risparmiavano, consumavano ciò che era necessario, mentre i ricchi acquistavano beni di cui non avevano bisogno. Maser immaginò di rompere con tutto questo, proponendo di creare un mondo in cui non si compravano le cose che servivano, di cui si aveva bisogno, ma quelle che si desideravano[3].

L'uomo che sarebbe stato al centro dei questo cambio di mentalità per le corporations americane era Edward Bernays. Era sicuramente l'uomo che più di ogni altro metteva in pratica le teorie psicologiche, qualcosa di essenziale per aiutare le corporations ad affascinare e manipolare le masse in modo efficace. I dirigenti commerciali e quelli dei reparti vendite erano molto interessati a conoscere le motivazioni che spingono la mente umana, ed erano molto aperti alle tecniche di Bernays, e potevano essere usate per vendere i prodotti alle masse

Dal 1920 scelse di modificare il nome della sua attività: sostituì il vecchio titolo del suo ufficio da "Direzione pubblicitaria" a "Ufficio di relazioni pubbliche", rinominandosi "consulente in relazioni pubbliche"; era la prima volta che veniva usato quel termine. In questo periodo si sposò con Doris E. Fleischman, nel 1922. Dall'inizio degli anni venti le banche di New York finanziarono la costruzione di catene di supermercati e negozi in tutta l'America, che avrebbero venduto i beni prodotti a livello industriale. Il lavoro di Bernays ora era quello di costruire un nuovo tipo di consumatore. Bernays cominciò a creare molte delle tecniche di persuasione di massa utilizzate ancora oggi. Il 1932 fu l'anno di pubblicazione del suo libro, Cristallizing public opinion, che anni dopo si scoprì aver ispirato il Ministro della Propaganda nazista Joseph Goebbels[5].

Bernays fu assunto da William Randolph Hearst per pubblicizzare le sue nuove riviste femminili, e lui le rese affascinanti, inserendo articoli e inserzioni pubblicitarie che collegavano oggetti che venivano prodotti da altri suoi clienti e famose stelle del cinema come Clara Bow, anche lei sua cliente. Bernays cominciò anche a inserire pubblicità occulte nei film, e a vestire le stelle alle prime dei film con vestiti e gioielli prodotti da altre ditte che lui rappresentava. Si vantava di essere stato la prima persona a dire ai produttori di automobili che potevano vendere le macchine come simboli della sessualità maschile. Pagava alcuni psicologi per dire che un certo prodotto era una cosa buona per i clienti e poi fingeva che tali informazioni provenissero da ricerche indipendenti. Organizzava sfilate di moda nei grandi magazzini e pagava le celebrità per ripetere il nuovo messaggio essenziale: non si compravano più le cose solo per soddisfare dei bisogni, ma per esprimere agli altri il proprio senso di identità[3].

« Esiste una psicologia nel vestire, ci avete mai pensato? Come potete esprimere il vostro carattere? Voi tutte avete delle personalità interessanti, ma alcune sono tenute nascoste. Mi domando come mai volete vestirvi sempre uguali, con gli stessi cappelli, le stesse giacche. Sono sicura che ognuna di voi è interessante, e possiede dei talenti meravigliosi, ma guardandovi per strada mi sembrate praticamente tutte uguali, ed è per questo che vi sto parlando della psicologia del vestire. Cercate di esprimere meglio voi stesse per mezzo dei vestiti. Fate emergere certe cose di voi che pensate siano nascoste, e mi domando se avete mai pensato a certi lati della vostra personalità[3]. »
(Mrs. Stillman, famosa aviatrice degli anni 20)
Nel 1927, un giornalista statunitense scrisse: "La nostra democrazia ha subito un cambiamento: si chiama consumismo. Per il suo paese il cittadino americano non ha più importanza in qualità di cittadino, ma in qualità di consumatore". A sua volta, questa ondata di consumismo aiutò a creare un boom economico in borsa e, anche in questo caso, Edward Bernays venne coinvolto per promuovere la nuova idea che la gente comune avrebbe dovuto comprare azioni, prendendo in prestito denaro da banche che erano anch'esse rappresentate da lui. E ancora una volta, milioni di persone seguirono il suo consiglio.

Bernays aveva maturato delle conoscenze uniche su come la grande massa della gente avrebbe reagito ai prodotti o alle idee. Ma a livello politico, se si fosse presentato in pubblico, pareva difficile che sarebbe riuscito a radunare anche solo poche persone ad ascoltarlo. Bernays non aveva particolari capacità nell'esprimersi, aveva un aspetto un po' buffo, e non aveva alcuna abilità nel parlare direttamente alla gente. Non parlava e non pensava alla gente in gruppi di un singolo individuo, pensava alla gente in termini di migliaia di individui
Mentre Bernays negli Stati Uniti stava diventando ricco e potente, a Vienna suo zio era sull'orlo del disastro. Come la maggior parte dell'Europa, Vienna stava affrontando una crisi economica e aveva un'altissima inflazione. Freud aveva dovuto spendere tutti i suoi risparmi, ed era sull'orlo della bancarotta, quindi scrisse al nipote per chiedergli un aiuto. Bernays rispose organizzando per la prima volta la pubblicazione delle opere di Freud in America, e cominciò a mandare allo zio del denaro che teneva nascosto in un conto bancario all'estero. Bernays divenne in un certo senso l'agente di Freud e, una volta che vennero pubblicate le sue opere, non dovette fare altro che promuoverle, fare in modo che tutti le leggessero, rendendole controverse ed esaltandone alcune tematiche scottanti, come la sessualità. Una volta che Freud venne accettato e riconosciuto negli Stati Uniti, Bernays poté sfruttare il suo legame di parentela per incrementare la sua credibilità. Prima lo rese noto, poi lo fece accettare, e solo in ultimo capitalizzò su di lui[3].

Bernays inoltre suggerì a Freud di promuovere la sua opera negli Stati Uniti in prima persona. Propose allo zio di scrivere un articolo per Cosmopolitan, una rivista che Bernays rappresentava, dal titolo: "Il luogo della psiche della donna nella casa". Freud si infuriò, e rispose che un'idea tale era impensabile, volgare, e che in ogni caso lui odiava l'America. Freud stava diventando sempre più pessimista a proposito degli esseri umani. Nella metà degli anni venti si ritirava d'estate sulle Alpi, soggiornando a volte in un vecchio albergo, il Pension Moritz a Berchtesgaden, oggi ormai andato in rovina. Freud cominciò a scrivere a proposito del comportamento di gruppo, della facilità con cui le forze inconsce aggressive degli esseri umani potessero essere scatenate quando si trovavano in gruppo. Freud credeva di aver sottovalutato gli istinti aggressivi degli esseri umani, che questi fossero molto più pericolosi di quanto pensasse in precedenza.

La pubblicazione delle Opere di Freud in AmericaModifica
La pubblicazione delle opere di Freud in America negli anni venti ebbe un effetto straordinario su giornalisti e sugli intellettuali. Quello che li affascinava e li spaventava nello stesso tempo, era il quadro che Freud dipingeva delle pericolose forze nascoste sotto la superficie della società moderna, forze che avrebbero facilmente potuto irrompere e creare folle inferocite, che avrebbero addirittura potuto distruggere i governi. Molti di loro ritenevano che questo era ciò che era successo in Russia. Per molti, questo significava che uno dei principi guida della democrazia di massa era sbagliato: la convinzione che ci si poteva fidare del fatto che gli esseri umani prendano decisioni su una base razionale. Lo scrittore politico di riferimento Walter Lippmann sosteneva che, se davvero gli esseri umani erano guidati da forze irrazionali inconsce, era necessario ripensare la democrazia. Quello che serviva era una nuova élite, che potesse governare quello che lui chiamava "il branco selvaggio", e ciò sarebbe stato possibile usando tecniche psicologiche che avrebbero tenuto sotto controllo i sentimenti inconsci delle masse.

Nel 1929 Bernays realizzò una delle sue iniziative più eclatanti: quella di convincere le donne a fumare, nota anche come "Le fiaccole della libertà". A quel tempo il fumo stava divenendo un vizio crescente negli Stati Uniti, ma per le donne era considerato un tabù, a loro non era consentito fumare in pubblico. Nel 1922 a New York una donna venne addirittura arrestata per aver acceso una sigaretta in strada. Nel 1928 George Washington Hill, presidente dell'associazione dei produttori di tabacco americani (American Tobacco Company), si rivolse a Bernays per trovare il modo di infrangere questo divieto ed aprire il mercato anche al pubblico femminile. Hill gli disse che l'associazione stava perdendo metà del loro mercato perché gli uomini avevano invocato il tabù sul fatto che le donne fumassero in pubblico. Edward consultò uno psicoanalista, tale Abraham Arden Brill, per scoprire cosa significassero le sigarette per le donne. Studioso di origini austriache, Brill era stato uno dei primi in America a praticare la psicanalisi, ed aveva studiato in Svizzera con Carl Gustav Jung, oltre ad aver tradotto in inglese molte delle sue opere, assieme a quelle di Freud. In cambio di una grossa somma, Brill confidò a Bernays che secondo lui per le donne le sigarette rappresentavano il simbolo maschile per eccellenza, il pene, e il potere sessuale del maschio. Brill disse a Bernays che se fosse stato possibile trovare il modo di collegare le sigarette all'idea di sfidare il potere maschile, allora le donne avrebbero fumato, perché in quel modo avrebbero posseduto un proprio "pene"

Ogni anno a Broadway, quartiere di New York, si teneva una tradizionale parata di Pasqua a cui partecipavano migliaia di persone. Nell'edizione del 1929, Bernays decise di organizzare un evento: convinse un gruppo di dieci ricche debuttanti femministe a nascondere delle sigarette Lucky Strike sotto la gonna, poi avrebbero sfilato nella parata e ad un suo segnale, le avrebbero accese con fare teatrale. Bernays nel frattempo aveva informato la stampa del fatto che aveva sentito dire che un gruppo di suffragette avrebbe inscenato una protesta accendendo quelle che loro chiamavano "le torce della libertà". Egli sapeva che questo evento avrebbe destato scalpore e che tutti i fotografi sarebbero stati pronti a catturare l'evento. Quindi aveva già preparato la frase "le torce della libertà"; aveva trovato un simbolo, le giovani donne debuttanti, che fumavano una sigaretta in pubblico, con una frase che significava che chiunque fosse favorevole all'uguaglianza avrebbe dovuto sostenerle nel dibattito che ne sarebbe scaturito, perché le torce erano "della libertà". La frase era un chiaro riferimento alla statua della Libertà, simbolo che richiamava l'unità della nazione ed i suoi valori, e che era presente su tutte le monete americane. Il giorno seguente, questo avvenimento non era stato documentato solo sui giornali di New York, ma in quelli di tutti gli Stati Uniti e nel mondo. Il 1º aprile del '29 il The New York Times scriveva: "Gruppo di ragazze accendono delle sigarette come gesto di libertà". Da quel giorno in poi, le vendite delle sigarette alle donne aumentarono. Nonostante non fosse riuscito ad eliminare completamente il tabù, Bernays aveva reso questo fatto maggiormente accettato dalla società con un solo atto simbolico[3]. Quello che egli aveva creato era l'idea che se una donna fumava, ciò l'avrebbe resa più potente e indipendente, un'idea che sopravvive ancora oggi. Questa campagna fece aumentare le vendite a tal punto che la società Philip Morris riprese più tardi questa idea per gli uomini, lanciando la figura del famoso cowboy Marlboro.
Dall'episodio delle "Fiaccole della libertà" Bernays capì che era possibile spingere la gente a comportarsi in modo irrazionale se si collegavano i prodotti ai loro desideri emotivi e sentimenti. L'idea che fumare rendesse le donne realmente più libere era completamente irrazionale, ma le faceva sentire più indipendenti. Significava che oggetti insignificanti potevano simboleggiare con forza emotiva il modo in cui un individuo voleva essere visto dagli altri. Bernays si rese conto che il modo di vendere un prodotto "non era di venderlo al tuo intelletto (come per esempio il fatto di comprare un'automobile), ma che tu ti saresti sentito meglio se l'avessi comprata". Fu probabilmente lui a creare l'idea che la gente non acquistava più semplicemente una cosa, ma che era direttamente coinvolta anche a livello emotivo e personale con il prodotto o con il servizio. Non si trattava di "avere bisogno di quel vestito", ma piuttosto di "sentirsi meglio con quel vestito", e questo fu il suo autentico contributo: l'idea di una connessione emozionale con un prodotto o servizio[3].

Le idee di Bernays e Lippman sul governare le masse presero l'ideale democratico e lo trasformano in un palliativo, in una sorta di distribuzione della pillola della felicità che avrebbe risposto ad un dolore o una necessità immediati, ma senza che ne cambiasse affatto le circostanze oggettive. L'idea della democrazia era centrata sull'idea di cambiare i rapporti di potere che avevano governato il mondo così a lungo, e l'ideale democratico di Bernays era invece di mantenere i rapporti di potere, anche se ciò voleva dire che era necessario stimolare la vita psicologica del pubblico. Secondo lui era questa la cosa da fare. Ma se chi sta al potere riesce a stimolare continuamente il 'Sé irrazionale', in pratica può continuare a fare quello che vuole[3].

Bernays era diventato una figura centrale nell'élite finanziaria che dominava la società americana e la politica negli anni venti. Era anche diventato molto ricco e viveva in una suite in uno dei più costosi alberghi di New York, nell'attico dell'Hotel Sherry-Netherland, con vista su Central Park, dove spesso teneva delle feste. Usava questo posto per organizzare delle serate a cui partecipava il sindaco, gli esponenti dei media, i leader politici, i leader della finanza, quelli del mondo artistico; tutti volevono conoscerlo per la sua grande notorietà. Aveva contatti con molta gente, tra cui il sindaco, e i senatori, aveva anche la possibilità di chiamarli al telefono. Questa estrema importanza e popolarità, e le conoscenze sulle strategie psicologiche per controllare le masse l'avevano portato a considerare la gente attorno a lui come stupida: se qualcuno avesse fatto le cose diversamente da come le avrebbe fatte lui, lo avrebbe ritenuto un cretino


Mi fermo qui, ma i danni prodotti da questo uomo sono incalcolabili... Potete finire di leggerne su wikipedia

it.m.wikipedia.org/wiki/Edward_Bernays
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11 Anni 5 Mesi fa #39279 da Cecilia
Risposta da Cecilia al topic Angelina Jolie
Comunque, aldilá di tutto, la Jolie con le sue amputazioni non fa altro che confermare che l´oncologia e la "ricerca" del-sul cancro sono un flop enorme, le sue amputazioni sono la conferma che secondo l´oncologia il cancro é incurabile, é imbattuto!
la conferma dell´insuccesso dell´oncologia ufficiale e dei suoi metodi.

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11 Anni 5 Mesi fa #39281 da yagoo40
Risposta da yagoo40 al topic Angelina Jolie

Cecilia ha scritto: Comunque, aldilá di tutto, la Jolie con le sue amputazioni non fa altro che confermare che l´oncologia e la "ricerca" del-sul cancro sono un flop enorme, le sue amputazioni sono la conferma che secondo l´oncologia il cancro é incurabile, é imbattuto!
la conferma dell´insuccesso dell´oncologia ufficiale e dei suoi metodi.


Sempre che sia vero che si è fatta amputare.
La vedo sempre ridere... cosa ci avrà da ridere poi :S saranno forse i soldi che ha preso? :!:

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11 Anni 4 Mesi fa - 11 Anni 4 Mesi fa #39385 da yagoo40
Risposta da yagoo40 al topic Angelina Jolie
Come Angelina Jolie è stata raggirata dagli oncologi riguardo al cancro al seno che non ha mai avuto



Questo articolo arriva un po’ tardi rispetto ad altri già pubblicati sul web. L’avevo preparato già qualche giorno fa, ma avevo poi desistito dal pubblicarlo per il fatto che non volevo che fosse uno in più inutile fra i tanti.

Trattandosi di un VIP l’industria del gossip si è buttata subito a pesce inflazionando ben presto l’argomento nei media.

La mia decisione di pubblicarlo comunque è stata motivata dal fatto che parlandone con delle amiche non sono mancati commenti del tipo: “Piuttosto che morire di cancro…”, facendomi realizzare che alcune prenderebbero in considerazione la mutilazione preventiva del loro seno.

Ormai sono sette anni che promuovo la conoscenza e gli insegnamenti di Arnold Ehret, e sono innegabili i benefici sia per quanto riguarda la salute migliorata che la prevenzione che migliaia di persone hanno tratto e stanno traendo dallo studio dei suoi libri. Il consiglio che mi sento di dare, vorrei gridarlo, è: non farlo.

Quella che segue è la traduzione di una riflessione di uno dei miei amici, Mike Adams. – Trad. Luciano Gianazza

In un editoriale del New York Times che spiega la sua decisione di farsi rimuovere chirurgicamente entrambi i seni, anche se lei non ha il cancro al seno, Angelina Jolie ha citato i fattori di rischio come il principale motivo per la sua decisione. Ha preso quella decisione dopo che i medici le dissero che aveva un “rischio dell’87% di cancro al seno”. La sua soluzione? Sottoporsi a tre mesi di procedure chirurgiche e farsi asportare seni.

Problema risolto, giusto? Con i suoi seni rimossi, Angelina Jolie dice che adesso il suo rischio di cancro al seno è ora ridotto a un mero 5%. La stessa logica bizzarra potrebbe essere applicata anche agli uomini, potrebbero farsi tagliare i loro testicoli per “prevenire il cancro ai testicoli” oppure ambo i sessi potrebbero farsi asportare il colon per “prevenire il cancro del colon-retto”. Ma sarebbe folle, e nessuno lo fa, perché uno dei principi più basilari della medicina è che non si sottopongono i pazienti ai notevoli rischi e costi della chirurgia per rimuovere organi che non hanno una malattia! Per ora.

Ma la parte veramente triste di tutto questo è che a Angelina Jolie hanno mentito. Prima di tutto non aveva un rischio dell’87% di cancro al seno. Anche a tutte le donne che leggono l’editoriale del NYT hanno mentito.

Come gli oncologi mentono con le statistiche e usano la paura per terrorizzare le donne per indurle a sottoporsi a procedure che danno elevati profitti


L’idea stessa che il cancro al seno abbia un “fattore di rischio” è una bugia vera e propria. In realtà, ognuno di noi ha dei micro-tumori nel proprio corpo, me compreso. Il cancro non è una malattia che “si prende” come essere colpiti in modo casuale da un fulmine. È qualcosa che si deve “gestire” o “prevenire” giorno per giorno, pasto dopo pasto, attraverso una scelta di vita che coinvolge l’approvvigionamento di vitamina D, l’alimentazione, i supercibi, i succhi di verdura e evitando le sostanze chimiche cancerogene e le radiazioni.

Così, quando un medico dice che hai delle “possibilità” di avere un cancro, sta affermando che non si ha alcun controllo su un cancro, e questa è una bugia. Ciarlatani del cancro, in altre parole.

Anche la Jolie con il gene BRCA1 che è collegato al cancro al seno avrebbe potuto facilmente seguire un piano dietetico e uno stile di vita che sopprime l’espressione del gene BRCA1. Non è difficile. Non è scienza missilistica. Si può fare con cibi semplici, una spesa da pochi euro al giorno. Tali cibi sono agrumi, resveratrolo (uva rossa e vino rosso), verdure crocifere crude, olio omega-3 e molto altro. Gli stessi cibi che aiutano anche a prevenire le malattie cardiache, il diabete, il morbo di Alzheimer e altre malattie croniche.

Le sostanze chimiche naturali che si trovano nelle verdure crocifere come broccoli e cavoli, offrono una potente prevenzione contro l’espressione del gene BRCA1. Ma gli oncologi non dicono alle donne di “mangiare più cavolo”, perché questo non fa guadagnare soldi all’industria del cancro.

Così l’intero argomento riguardo alla “possibilità” è pura ciarlataneria. Non c’è alcuna possibilità priva di cause di ritrovarsi con un cancro. È solo questione di causa ed effetto. Se si sta vivendo secondo uno stile di vita pro-cancro ci si ritrova con un cancro, se si sta vivendo seguendo uno stile di vita anti-cancro si mantiene il cancro sotto controllo in modo che non diventi mai un problema. Tutto si riduce a causa ed effetto per quanto riguarda ritrovarsi con un cancro o meno. Il destino o la cattiva sorte non c’entrano assolutamente.

È affascinante che i medici non credano nella sorte o nel voodoo riguardo a qualsiasi argomento tranne quando parlano del cancro. Quando si tratta di cancro vogliono che tutte le donne vengano risucchiate nella mentalità della vittima asserendo che il cancro è una questione puramente di “mala sorte” e, che pertanto le donne non hanno alcun controllo sulle proprie condizioni di salute. Un incredibile sfruttamento delle donne!

Perché l’industria del cancro non da supporto alle donne infondendo un senso di responsabilità per propria salute?


Trovo sorprendente che l’industria del cancro non creda nell’assioma causa ed effetto. Se proprio vogliono creare paura avrebbero potuto spaventare le donne con le statistiche dei “fattori di rischio” che riguardano le persone che non esercitano alcun controllo sul cancro. Dare supporto alle donne che esercitano controllo sulla propria salute è l’ultima cosa che l’industria del cancro vuole fare, perché perderebbe clienti e soldi.

È molto più redditizio terrorizzare tutte le donne e farle cadere in uno stato di panico irrazionale tale da fare accettare a loro le cose più folli che si possano immaginare, come asportare entrambi i seni sani, anche se non hanno il cancro. Tali donne sono quindi convinte di avere avuto letteralmente salva la vita, accettando di essere mutilate dal chirurgo.

“Le mie probabilità di sviluppare il cancro al seno sono scese dall’87% a meno del 5% “, dice la Jolie. “Posso dire ai miei figli che non devono temere di perdermi per il cancro al seno.”

Riuscirà anche a dire ai suoi figli che anche loro stessi dovrebbero farsi mutilare, come forma di prevenzione delle malattie? E cosa succede se venisse a sapere che lei ha un rischio di cancro al cervello? Si fa tagliare la testa a mo’ di cura?

La truffa di far credere alle donne che ci sia solo un modo di ridurre il “rischio” di cancro al seno


L’altra enorme truffa in tutto questo è l’idea che ci sia solo un modo per ridurre il “rischio” di cancro al seno. Anche se volessimo credere che il numero fittizio di “rischio 87%,” corrisponda al vero, perché si dà per scontato che vi sia un modo e uno soltanto per ridurre questo rischio?

“A ogni donna che legga questo, spero che possa essere di aiuto portandoti a conoscenza che puoi fare delle scelte”, scrive la Jolie nel NYT. Eppure lei non riesce assolutamente a offrire alle donne nessuna scelta al di fuori di quella che ha preso: entrare in un centro del cancro e farli giocare a “taglia-avvelena-brucia” sul tuo corpo. L’editoriale della Jolie, che si legge come se fosse stato scritto dal dipartimento delle pubbliche relazioni della Pink Lotus Breast Center, non offre nulla in termini di consigli nutrizionali, scelte di vita, terapie olistiche, benessere, medicina alternativa … niente! Che incredibile disservizio a tutte le donne…

Nel mondo della salute, nutrizione e cancro, ci sono migliaia di modi per prevenire il cancro e reprimere l’espressione dei geni BRCA1. Ma sembra che la Jolie e l’industria del cancro escludano che possano esistere scelte differenti dalla chemioterapia, radioterapia o chirurgia. Solo tre scelte. Niente altro esiste nel loro mondo, non la prevenzione alimentare, non la terapia con la vitamina D, non la vitamina C potenziata, non l’ozonoterapia, le saune, l’agopuntura, la fitoterapia cinese, la riduzione dello stress o qualsiasi altra cosa. Si vuole fare credere che nessuna di queste cose esista!

E perché? Perché l’industria del cancro vuole incanalare le donne come bestiame nel loro sistema ciarlatano di trattamenti taglia-avvelena-brucia. E Angelina Jolie è la loro nuova cheerleader. Senza dubbio soffrendo per le cicatrici e il torpore al petto e alle ascelle che accompagna quasi sempre la chirurgia mastectomia, ora cerca di “ispirare” anche altre donne a esercitare la propria insana “scelta” di farsi rimuovere i seni!

È la più insana invocazione del potere delle donne che io abbia mai visto. Questo non è emancipazione delle donne, e fare la marcia per l’auto-mutilazione. E il “rischio” è una frode completa. In verità, Angelina Jolie ha avuto un più alto rischio di morire sul tavolo operatorio che di morire di cancro al seno, se lei semplicemente stesse seguendo uno stile di vita anti-cancro.

Non lasciatevi ingannare in direzione dell’auto-mutilazione dei ciarlatani dell’industria del cancro


In sintesi:

•L’affermazione che si dispone di un “rischio per cento” di cancro al seno è una grande bugia che implica che non sia alcun controllo del cancro.
•I geni BRCA1 possono essere tenuti tranquilli (soppressi) con alimenti adeguati e stili di vita. Un gene non è una condanna a morte.
•L’implicazione che c’è solo un modo per ridurre il rischio di cancro al seno è una assoluta bugia. Ci sono migliaia di possibilità e strategie per la prevenzione del cancro. Mai farsi mettere all’angolo da un gruppo di chirurghi che spingono paure irrazionali.
•In tutti esistano micro-tumori. Il cancro deve essere “gestito” in ognuno di noi tenendolo sotto controllo evitando la crescita di tumori.
•L’industria del cancro inganna le donne utilizzando tattiche di paura non etiche per spaventare le donne con falsi dati statistici sulle procedure di cancro ad alto profitto che causano solo loro del male.
•L’affermazione che farsi tagliare i seni sani in qualche modo è dare “potere di scelta”alle donne è insana e demenziale. Alle donne viene dato molto più potere fornendo informazioni veritiere sull’alimentazione e stili di vita sani che permettono loro di mantenere il loro corpo intatto invece di finire tagliato a fette da chirurghi oncologici disonesti.

www.medicinenon.it/come-angelina-jolie-e...-mai-avuto?print=pdf
Ultima Modifica 11 Anni 4 Mesi fa da Cecilia.
I seguenti utenti hanno detto grazie : miciofelix

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