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Domanda Calcoli renali
- Andy
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Massimino ha scritto: salve ho passato un bel calvario per dei calcoli renali, alla fine sono riuscito ad espellere un calcoli di 7mm ma non è stato una bella esperienza.
sono stato dal nefrologo per farm impostare una dieta, per il momento devo aspettare il risultato delle analisi che mi ha prescritto sangue urine ecc ecc, però mi ha consigliato caldamente di interrompere l approcio ortomolecolare.
secondo lui sono state sopruattutto vitamina d3 e vitamina c a provocare i calcoli nei dosaggi cui le prendevo. sono un po di anni che seguo la cura ortomolecolare e non avevo mai avuto problemi di questo tipo, per quanto riguarda la vitamina c adesso per paura ne assumo mezzo grammo al giorno mentre la vitamina d3 l ho proprio stoppata (prima ne prendevo 5.000ui al giorno) usavo anche il lifeextention 2 cps al giorno ma ho interrotto anche quello, consigli?
ps: il dottore di cui non voglio fare il nome è un professore universitario, ha pubblicazioni, tante ed ha anche uno studio di una certa fama riguardo la produzione di calcoli, l ho trovato riportato anche su alcuni forum ortomolecolari esteri, se fosse stato il dottorino laureao nel 68 non l avrei ascoltato ma adesso cosa faccio ??
Scusa..... mi pare che hai dimenticato un particolare molto importante, ma il magnesio lo assumevi?con la D3 e' importantissimo
lo dice Coimbra nel suo protocollo, infatti la 25 OH D3 o colecalciferolo per essere assorbito dall'organismo si serve anche e sopratutto del magnesio, che poi fa anche da bilanciamento all'eccesso di calcio assorbito a livello intestinale.
Le forme di magnesio piu' indicate pare siano in magnesio citrato e il magnesio cloruro.
Io.... qualche anno fa soffrivo di litiasi renale bilaterale, e l'urologo mi aveva dato delle bustine di citrato di potassio, che sono state utili in quel momento ma poi il problema si e' ripresentato piu' volte.
Quando ho iniziato l'integrazione 2 anni fa usavo l'ascorbato di magnesio e potassio, e gia' ebbi dei risultati, ma portando a 10000 le UI al giorno di D3 dopo sei mesi iniziai ad avere doloretti vari ai reni ed anche problemi urinari.(il magnesio da analisi era sceso a 150 ng. val- da 180 a 220).
Quest'anno da aprile ho iniziato ad assumere Magnesio cloruro 3-4 gr.al giorno e ad oggi non ho piu avuto problemi ai reni.
Adesso ne assumo 6 gr. al giorno ed ho aggiunto anche l'acido citrico 1 gr. insieme al MCL e fanno la differenza per quanto riguarda lo scioglimento del calcio in eccesso. Assumo sempre i 10000 UI di D3.
Ti consiglierei di assumerlo vedrai che i calcoli vanno via....col tempo naturalmente.
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- Massimino
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il problema è che il calcolino ch emi è rimasto non si scioglie e probabilmente non si muoverà da li....
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- atima
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Massimino ha scritto:
Ma che discorsi sono questi, le pratiche mediche sono in evoluzione quello che si scopre non funzionare viene eliminato......al massimo si presento mio nonno ....
BRAVO!
VEDI CHE CI SEI ARRIVATO? (SEI PIU BRAVO DI TUO NONNO!)
SE ALCUNI RIMEDI POPOLARI (PRATICHE MEDICHE) NON SONO STATI ELIMINATI FORSE è PERCHE...FUNZIONANO?
Chiedilo a tuo nonno da parte mia e salutalo
P.S. io ci lavoro tutti i giorni con i medici e solitamente essi sono anche di alto profilo scientifico
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- Cecilia
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Massimino ha scritto: Ma che discorsi sono questi, le pratiche mediche sono in evoluzione quello che si scopre non funzionare viene eliminato, non mi pare che vegano somministrate sanguisughe o salassi a ruota negli ospedali, così come credenze salutistiche che si sono rivelate errone vengono accantonate, in ogni caso a me cosa dovrebbe fregarmene se si usava il fluoro conro le carie ed era una cagata pazzesca ? se ce l hai con i dottori a prescindere per qualche tuo bislacco ragionamento non mi interessa, al massimo si presento mio nonno lui ce l ha con i preti, insieme sai che coppia fate. quindi lasciando il tifo da stadio e le superstizioni e ritornando al problema:
Mi interessava sapere se c è un nesso fra i calcoli ed alimentazione ed integrazione secondo voi come mi è stato detto.
Prima di tutto vorrei dire che conosco moltissime persone che seguono l´integrazione vitaminica da anni e che non hanno mai avuto problemi di calcoli, sia biliari che renali, quindi si potrebbe dire che l´integrazione non causa i calcoli.
Poi, vorrei sapere se hai mai fatto una pulizia del fegato.
E ora vorrei rispondere alle tue affermazioni, se permetti:
Le pratiche mediche sono sí in evoluzione cosí come le malattie, le allergie e tanti disturbi e aberrazioni che prima stranamente non c´erano e se c´erano non erano cosí accentuate come da quando ... le pratiche mediche sono in evoluzione.
Non mi chiedere se ce l´ho coi medici perché te lo dico subito: sí, io ce l´ho coi medici, che ci vuoi fare oltre, magari, presentarmi a tuo nonno?
Poi, saresti cosí gentile da farmi una piccola lista di credenze salutistiche che si sono dimostrate come errori?
Massimino, 5000 ui di vit D non provocano calcoli e neanche la C, la causa é da ricercare altrove, é troppo facile fare affermazioni del genere, troppo facile e forse anche poco professionale.
fai quello che tu ritieni giusto per te e se questo significa seguire i consigli del grande professore, beh, falloma adesso cosa faccio ??
certamente il consiglio di Atima é completamente obsoleto, forse il professore sarebbe scandalizzato nel sentire una cosa del genere, un pó come lo sei anche tu.
Vuoi un consiglio?
fai cosa credi sia meglio per te, magari ci aggiungi una piccola ricerchina in web, per es. acqua e limone e pulizia dei reni (vedi Clark)
ma poi decidi tu cosa fare oppure fai decidere al tuo professore.
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- alex86
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o servono variazioni nella dieta?
"Not all cakes comes with hole"
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- atima
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.Massimino ha scritto: ....
bere acqua con limone aiuta a sciogliere i calcoli biliari e calcoli renali e in vescica!![]()
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(molto meglio della parietaria) ed anche piuttosto in fretta....
inizia di qua per i tuoi professori
www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/19429338
e poi continua a studiare!!!!! Con l'aiuto di TUO NONNO POSSIBILMENTE CHE SICURAMENTE SARA' PIU SAGGIO DI TE
www.researchgate.net/publication/2350210...ria_Medica_revisited
www.google.it/search?q=parietaria+kidney...me&es_sm=93&ie=UTF-8
I DISTURBI DELLE VIE URINARIE: I CALCOLI
ParietariaSi definisce "calcolo" qualunque concrezione calcarea formata da sostanze organiche od inorganiche, che prende talora origine nei serbatoi o nei canali escretori di alcuni organi. In questa sede ci riferiamo in particolare ai calcoli renali (litiasi renale), che si formano nel cosiddetto bacinetto renale, ma che talvolta imboccano le vie escretrici urinarie e, se si è fortunati, vengono espulsi naturalmente; talvolta invece si incastrano nei dotti escretori, gli ureteri, che collegano i reni alla vescica, provocando una colica renale, evento piuttosto doloroso che spesso è il primo segnale della presenza di calcoli renali, di cui non ci si era mai accorti.
Il nome "calcolo" deriva dal latino "calculus = sassolino", mentre il nome litiasi deriva dal greco "litos = pietra", ed alludono entrambi all'aspetto e alla composizione di queste formazioni. La dimensione dei calcoli renali può essere la più varia: le concrezioni più minute, della dimensione di una capocchia di spillo, vengono chiamate renella, e in questo caso si dice che siamo in presenza di sabbia urinaria; le concrezioni più voluminose si designano col nome di microcalcoli o calcoli, secondo le loro dimensioni. Quando i calcoli arrivano ad occupare tutto lo spazio del bacinetto renale, assumono una forma ramificata insinuandosi in tutte le cavità disponibili, riproducendo la forma del bacinetto renale stesso: questi vengono definiti "calcoli a stampo" e sono i più problematici, perché sono quasi sempre silenti e ci si accorge della loro presenza in modo fortuito, quando sono ormai molto grandi, per cui l'unica cura è in genere solo quella chirurgica.
La composizione chimica dei calcoli renali può essere varia, infatti possono essere formati da diverse sostanze come fosfati, ossalati, urati, ecc. Una volta che i calcoli si sono formati, la loro eliminazione può essere effettuata con diverse tecniche, sia invasive che non invasive, come ad esempio la litotrissia, cioè la frantumazione dei calcoli ancora nella loro sede di formazione, ottenendo dei frammenti che poi possono venir eliminati per vie naturali.
Questa breve trattazione vuole avere solo un carattere generale e sviluppare l'argomento a grandi linee: lasciamo al medico tutte le valutazioni del caso, sia sulla diagnosi che sulla terapia dei calcoli renali! Naturalmente la strategia migliore è sempre la prevenzione, e anche nel caso dei calcoli renali la natura può darci un aiuto per combattere questo disturbo, che può essere pericoloso per la salute e il buon funzionamento dei reni.
Innanzitutto è necessario realizzare un'abbondante diuresi, assumendo liquidi in buona quantità quotidianamente, in modo da ridurre, per diluizione, la concentrazione dei sali contenuti nell'urina; essi infatti, se troppo concentrati, precipitano sotto forma di urati, ossalati, fosfati, eccetera. Parallelamente è necessario accrescerne l'eliminazione, e a questo scopo si possono utilizzare diverse piante officinali. Esistono infatti numerose piante, la cui azione favorisce l'eliminazione delle sostanze che, se si depositano all'interno dei reni, possono dare origine ai calcoli, come la Parietaria, il Rusco, il Sambuco, l'Ortica, la Betulla, il Mais, L'Alchechengi, il Frassino, l'Olmaria, il Mirtillo... ma l'elenco potrebbe continuare!
La Parietaria, chiamata "muraiola" perché cresce sui muri, specie sui ruderi, o anche erba vetriola o spaccapietre, perché un tempo la si usava per rimuovere le incrostazioni dalle bottiglie, possiede proprietà depurative, diuretiche, emollienti, rinfrescanti. E' indicata per prevenire e combattere i calcoli renali e vescicali; per cistite ricorrente (anche associata a Equiseto, barbe di Mais e Uva ursina), edemi.
Il Rusco, chiamato anche Pungitopo per via dei suoi apici pungenti, vive in Italia nel sottobosco, dove le sue belle bacche rosse sono molto caratteristiche. Le proprietà del Rusco sono diverse: esso è infatti un ottimo diuretico, eliminatore dei cloruri, antiedemigeno, vasoprotettore e vasocostrittore del sistema venoso. E' quindi indicato in caso di nefrite e litiasi urinaria, gotta, e inoltre per reumatismo articolare, insufficienza venosa, varici, emorroidi, edemi agli arti inferiori.
Il Sambuco, Sambucus nigra, di cui si utilizza la corteccia come diuretico, eliminatore dei cloruri, in caso di litiasi urinaria, nefriti, reumatismo, gotta, ritenzione idrica, è un bell'arbusto o piccolo albero dai fiori raccolti in belle infiorescenze, anch'essi utilizzati per le loro proprietà diuretiche e diaforetiche.
L'Ortica, nelle due specie Urtica dioica e Urtica urens, piante assai diffuse e ben note a tutti, ha proprietà diuretiche e favorisce l'eliminazione dei cloruri e dell'acido urico, quindi molto indicata per prevenire i calcoli renali, la gotta, il reumatismo gottoso.
La Betulla è un bell'albero slanciato che può raggiungere i 30 metri di altezza; il suo habitat preferito è quello delle zone montane. Di essa vengono utilizzate le foglie e la linfa per l'azione diuretica, depurativa, che facilita l'eliminazione dell'urea e dell'acido urico, quindi il suo uso costituisce un'ottima prevenzione contro l'iperuricemia, l'iperazotemia, la litiasi renale, gli edemi.
OlmariaL'Olmaria (Spiraea ulmaria o Filipendula ulmaria), viene utilizzata per la sua capacità di potente eliminatore dell'urea, acido urico e cloruri, ma è anche febbrifuga, sudorifera e antireumatica. E' detta Olmaria per le sue foglie simili a quelle dell'Olmo. Voglio ricordare, a titolo di curiosità, che l'Olmaria è considerata l'aspirina vegetale, in quanto contiene salicilati: si deve in fatti al nome latino Spiraea, il nome dato all'aspirina stessa, sintetizzata chimicamente dopo la scoperta dei salicilati vegetali (il nome salicilato inoltre deriva da Salice).
Il Mais, pianta ben nota perché usata nell'alimentazione, di cui si utilizzano a scopo salutistico gli stili dei fiori, è utilizzata per le sue proprietà diuretiche e come eliminatore degli acidi urici e dei fosfati; è anche sedativo della sintomatologia dolorosa nelle affezioni delle vie urinarie, quindi è consigliabile come coadiuvante contro la litiasi urinaria (urica, ossalica e fosfatica), cistiti, nefriti, albuminuria, gotta.
L'Alchechengi, Physalis alchechengi, è una pianta erbacea dai frutti ovoidali varianti dall'arancio al rosso scarlatto, avvolti da una vescicola molto caratteristica la cui forma ricorda una "lanterna giapponese". E' un ottimo diuretico, eliminatore dell'acido urico, quindi indicato per litiasi urinaria urica e ossalica.
Il Frassino, Fraxinus excelsior, è un albero diffuso in tutta Europa, nei boschi freschi sulle rive dei fiumi e dei ruscelli. Le sue foglie hanno proprietà diuretiche, che si manifestano soprattutto su reni che abbiano problemi, mentre su quelli sani l'attività è minore, come accade spesso con le piante officinali. E' un potente eliminatore dell'acido urico, molto indicato in caso di litiasi renale, reumatismo articolare, gotta, reumatismo gottoso.
Il Mirtillo, detto anche Mirtillo nero dal colore dei suoi frutti, è un piccolo arbusto che cresce in tutta Europa; in Italia è diffuso nelle zone montane e submontane, nei sottoboschi e nelle brughiere delle Alpi e dell'Appennino. L'azione delle sue foglie è diuretica, uricolitica, antisettica delle vie urinarie, quindi può essere utilizzato come coadiuvante in caso di infiammazioni delle vie urinarie, cistiti, uretriti, nefriti, iperuricemia, gotta, oltre che come ipoglicemizzante.
Come si vede, la Natura è ricca anche in questo caso di piante benefiche; quelle appena descritte, fra le tante che potevamo scegliere, sono le più usate e collaudate.
Dott.ssa Marina Multineddu
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