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Fusione figliolo con tsh alto

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12 Anni 1 Mese fa #30800 da elena
Risposta da elena al topic figliolo con tsh alto
cara katy certo che è difficile via internet, ma meglio di niente
e innanzitutto sei brava, perchè ce la stai mettendo tutta
noi da qui possiamo fornirti delle indicazioni, certo che sarebbe meglio che ti segua un omeopata, il quale visto un po' come si comporta tuo figlio e facendoti le giuste domande, individua il simillimo e ti rimette in asse il bimbo
di dove sei?

a parte ciò, torniamo alle tue risposte
non mi hai detto quanto è alto il TSH (hai detto solo 4,3 - dopo uso di gemmoterapici suppongo - che è nella norma)

ricorda che il TSH da solo non ci dice un accidente di niente e spesso si spingono le mamme a dare assensi a cure assurde con eutirox quando i valori sono magari appena sopra alla norma, o addirittura le si spingono a fare una tireidectomia senza considerare che un bimbo può avere problemi altrove
per questo vanno considerati anche i valori delle frazioni libere degli ormoni (ft 3 e ft4) che per i valori che mi dici parrebbero nella norma

puoi dirmi quanto è la temperatura basale del bimbo? hai provato a rilevargliela durante più giorni? Per questo ti chiedevo se tende a sudare o se ha le mani e i piedini freddi

la vitamina D bassa non mi sorprende
per caso nel foglio analisi c'era anche il valore PRL? (prolattina: nel caso di variazione fuori norma ci troviamo davanti a un ipotiroidismo terziario, per cui come ti dicevo prima il problema risiede a monte dell'asse)
sempre nel foglio analisi ci sono gli anticorpi antitiroidei? sia i TPOAb anticorpi antitiroidei anti TPO perossidasi
che i TgAb anticorpi antitireoglobulina (per sapere se per caso si tratta di una autoimmune, allora cambia il tipo di approccio)
dai un'occhiata e fammi sapere: nel caso anche questi vanno inseriti nella prossima analisi del sangue insieme al PRL

l’ipoferritinemia può essere dovuta proprio alla dieta, per cui fai benissimo a dargli ribes nigrum, rosa canina e ascorbato di sodio, ma vediamo di correggere un po’ la dieta, altrimenti non ci siamo
e capisco perché mangia pinoli, povero figlio
ma non va bene per le emorroidi, perché rallentano il circolo e portano a ristagno

sezione alimentazione
gruppo A
tofu e tempeh vanno bene, ma specie quest’ultimo tende ad appesantire la circolazione sanguigna, perciò vacci cauta
il kefir va bene ma evita tutti ma proprio tutti i formaggi
al limite, ogni tanto, puoi provare un formaggio fresco di capra. Fresco non stagionato.
Mischia olio di lino e olio di oliva ev. e usa questo olio per condire le insalate e le verdure
Non usare mai olio di arachidi, cartamo o mais
Sono ottimi fagiolini e lenticchie ma non vanno i ceci, che invece tuo figlio mangia…
Vanno bene anche i piselli, che sono proteici, meglio se decorticati.

Amaranto e grano saraceno sono ottimi, per il gruppo A
Capisco che il sapore dell’amaranto non è granchè, ma i pizzoccheri di grano saraceno sono buoni… Usa le tagliatelle di riso, che vedi indicate nell’altro thread, puoi usare la soba di riso e grano saraceno
In particolare ce n’è una ottima fatta con riso e zucca che è eccezionale per chi soffre di problemi di ipotiroidismo e rallentamento circolatorio…
Metterò i riferimenti nell’altro thread (sulle fettuccine di riso)
Lavora d’ingegno: fai per esempio delle insalate di riso basmati (adesso vanno bene che fa tanto caldo) con dentro i cuori di carciofi (non quelli sottolio ma sotto acqua e vitamina C ) oppure il topinambur che è buonissimo! Oppure con verdurelle spezzettate e cotte appena al vapore:
Puoi usare oltre ai fagiolini anche broccoli spinaci zucca carote e tarassaco, ci sono mille ricette da usare per tirare fuori piatti nutrienti e golosi, e puoi adoperare ogni tanto anche un po’ di avocado per condire e dare sapore alle insalate che vanno benissimo
(ricorda di non cuocer l’avocado o ti ritrovi una roba amarissima)
Le alghe, le hai mai usate? Un pezzettino di wakame o kombu nel riso che si cuoce, per esempio
L’unica cosa che ti chiedo è di verificare che non vengano da cina o giappone o maine… meglio Francia
Per aiutare il fegato, usa il limone più che puoi, l’aceto solo quello di mele, e l’olio misto di cui ti dicevo (olivo e lino)
mirtilli ottimi, albicocche e prugne, pompelmo eccezionale, persino ananas e ciliegie
Ogni tanto puoi fargli fragole e limone, e visto che bisogna evitare banane, puoi dolcificare con un po’ di lucuma, o di radice di Yacon bio (ottima)
Oppure acqua e limone, sempre dolcificato con la stevia o con un po’ di malto d’orzo o con un cucchiaino di melassa
Se hai la possibilità di fare i succhi vivi, puoi dargli quello di albicocche carote sedano ananas prugne pompelmo mela uva (con molta moderazione quest’ultima) e ci metti sempre dentro un piccolissimo pezzettino di zenzero, un pochino di cannella
Va bene il te verde
I gelati dovresti farli da te
Ci metti dentro la frutta consentita e per dolcificare puoi usare le more di gelso nere o bianche buonissime (oltre ai dolcificanti che già ti ho detto)
Per drenare un po’ il fegato se vuoi puoi utilizzare cardo mariano
Evita come la peste il cavolo, i peperoni, le spezie piccanti, il peperoncino, il pepe, e vedo che il pomodoro lo hai già eliminato: bravissima, no ad arance e melone papaia e noci di cocco
I germogli sono ottimi specie gli alfa alfa, abbonda nelle insalate
e non va bene lo shiitake
puoi fare delle pizze e dei dolci meravigliosi che non bloccano la circolazione usando la farina senza glutine bio che trovi nei negozi tipo natura si

evita acqua di soda bibite frizzanti coca cola tutti i te neri e quelli deteinati

se hai bisogno di una mano in cucina, son qui ;-) dimmi che ti piacerebbe realizzare e ci facciamo qualche ricettina per far mettere su un po’ di sostanza al tuo bimbo usando questi alimenti che ti ho indicato
coi piselli e i fagiolini ci si fa un sacco di cose gustose…
usa anche i fiori mi raccomando (rosmarino, tarassaco, dente di leone rosa ecc) però devi essere sicura che sono coltivati biologici
io ne ho trovati in comode confezioni in alto adige: non sapendo di dove sei, se vivi in campagna o in città, non so darti un’indicazione

fatti un elenco dei cibi da considerare sani per il bimbo e porta questo elenco alla pediatra, e se questa si rifiuta di sottoscriverlo, va assolutamente cambiata. La scuola ha bisogno di una validazione da parte di un medico, lo capisco. Se vedi troppe difficoltà, o trovi l’omeopata (vediamo se riusciamo ad aiutarti) o al limite trovati un medico a pagamento che ti sottoscriva l’elenco.

è vitale che il bimbo sia correttamente alimentato a scuola o qui crolla tutto lo sforzo per farlo star meglio
se posso darti un consiglio, prova a fargli mangiare ogni tanto anche qualche bistecca di lupino ma non gli affettati, di qualunque tipo essi siano, vegetali o non vegetali

se posso permettermi
togli la TV
il bimbo deve poter essere sempre in movimento, fagli fare qualche corso di nuoto, o qualche attività sportiva che lo diverta e lo faccia muovere, vedi cosa hai li vicino dove abiti

compra i Sali di epson e fagli fare i semicupi in acqua fresca: mi raccomando la pulizia dopo che è andato al bagno!
Compra in farmacia le striscette per verificare il ph delle urine e ogni tanto mettine un pezzetto sotto il getto della pipì, per vedere come va questo ph, questo in attesa di darti indicazioni più precise ancora
Se è un bimbo vispo e non mostra segni di stanchezza o di volersene stare per fatti suoi, ma di condividere volentieri il suo tempo a giocare con gli altri bimbi, questo è un ottimo segno
Il fatto che sia anche un po’ prepotente mi dice che si, probabilmente il fegato è stressato

Puoi anche fargli fare un mineralogramma, certamente, per vedere che tipo di intossicazione ha nel corpo
Potrebbe essere alluminio … ma che marca di esavalente ha fatto?
e ora aspetto tue nuove indicazioni
un caro saluto
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12 Anni 1 Mese fa #30806 da Cecilia
Risposta da Cecilia al topic figliolo con tsh alto

compra i Sali di epson e fagli fare i semicupi in acqua fresca: mi raccomando la pulizia dopo che è andato al bagno!

se mi permetti ...

cara Katy, non comprare e non usare la carta igienica umidificata perché é intrisa di prodotti chimici, stesso dicasi per le salviette, o come si chiamano, per i neonati.
È meglio usare carta igienica normale leggermente umidificata con acqua normale.

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12 Anni 1 Mese fa - 12 Anni 1 Mese fa #30809 da Cecilia
Risposta da Cecilia al topic figliolo con tsh alto
Rileggendo il post di Elena (grandioso!!) mi sono detta che spesso i bambini non amano mangiare verdure, quindi
che ne direste se si estraesse il succo fresco e gli si desse le verdure crude in bicchiere con una bella cannuccia colorata?

e da bere gli si potrebbe offrire del latte di mandorle fatto in casa.
Ultima Modifica 12 Anni 1 Mese fa da Cecilia.

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12 Anni 1 Mese fa #30810 da elena
Risposta da elena al topic figliolo con tsh alto
ottimo consiglio!
le cose semplici sono le migliori
alle perse puoi usare le salviette della GSE con tea tree oil ma sono costose e perciò da usare solo in caso di estrema necessità ... l'importante è che la zona sia perfettamente pulita
come dicevi tu, va bene anche acqua e malva, acqua e camomilla, purchè siano acque fresche e non calde o tiepide, anzi... un po' freschette è meglio, perchè danno sollievo
i semicupi freddi, specie dopo che ha fatto un po' di movimento e ha caldo, sono ottimi e gli faranno persino piacere (e con questo caldo ci scommetto)
facci sapere

ps dici che non gli piace essere massaggiato... perchè non gli piace essere coccolato o abbracciato? (altra nota interessante per l'omeopata)
il massaggino è terapeutico, bisognerebbe saperglielo presentare bene, come in un gioco
hai mai sentito parlare dello yoga per i bimbi sotto i 10 anni? ;-)

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12 Anni 1 Mese fa #30821 da Clara
Risposta da Clara al topic figliolo con tsh alto
I pericoli della soia sono documentati in modo esauriente nella letteratura scientifica, il che rende difficile credere che molte comunità di salute e fitness, consulenti e la maggior parte di negozi di cibi sani ancora promuovono i prodotti di soia come alimenti ultra-salutari.
Speriamo che queste dichiarazioni false e dannose inizieranno a cambiare e che i pericoli della soia saranno meglio conosciuti.
Una sintesi dei pericoli della soia

• Semi e prodotti di soia contengono livelli elevati di acido fitico, che inibisce l’assimilazione di calcio, magnesio, rame, ferro e zinco;
• Mettere in ammollo, far germogliare e una lunga e lenta cottura non neutralizzano l’acido fitico;
• E’ stato dimostrato che le diete ad alto contenuto di acido fitico causano problemi di crescita nei bambini;
• Inibitori della tripsina di soia interferiscono con la digestione delle proteine e possono causare disturbi del pancreas;
• Test sugli animali hanno dimostrato una crescita stentata quando ci si alimenta con inibitori di tripsina provenienti dalla soia;
• Gli estrogeni vegetali trovati nella soia, chiamati fitoestrogeni, ostacolano la funzione endocrina, cioè il corretto funzionamento delle ghiandole che producono ormoni, e hanno la capacità di causare infertilità e favorire il cancro al seno nelle donne adulte;
• Ipotiroidismo e cancro alla tiroide possono essere causati dai fitoestrogeni della soia;
• La soia per i bambini è stata associata alle malattie autoimmuni della tiroide;
• E’ stato riscontrato che la soia aumenta il bisogno del corpo di vitamina B12 e vitamina D;
• MSG (chiamato anche acido glutammico libero), una potente neurotossina, si forma durante la lavorazione degli alimenti di soia. Molti prodotti hanno anche aggiunte di MSG;
• Molti cibi di soia contengono elevati livelli di alluminio tossico, che ha effetti negativi sul sistema nervoso ed è stato associato all’insorgenza dell’Alzheimer.
www.alleanzadellasalute.info/forum/Alime...ella-soia.html#26794

Altra domanda, avete fatto le transaminasi?

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12 Anni 1 Mese fa #30827 da elena
Risposta da elena al topic figliolo con tsh alto
Tutti i legumi e i cereali contengono acido fitico
questa storiella era agitata specialmente dagli integralisti che non volevano i cereali integrali e i legumi nella dieta
allora perché non parlare degli ossalati e dell'acido ossalico o degli acidi uronici contenuti nella fibra?
l’uomo consuma cereali integrali e legumi da migliaia di anni (90.000, secondo un recente studio canadese), e a parte i casi di carestie non sembra che il normale trofismo osseo o la qualità dei globuli rossi ne abbiano mai sofferto.
la soia è ricchissima di fitati, in condizioni normali non è stata mai usata al naturale ma sempre dopo trasformazioni e fermentazioni “anti acido fitico” (tempeh, natto, miso, salse varie, germogli, ecc.), poichè probabilmente nei secoli avevano già intuito le caratteristiche antinutrizionali di questo legume

L’acido fitico (mio-inositolo esafosfato) si trova praticamente in tutti i semi (dunque anche cereali, legumi e semi oleosi), soprattutto nella parte esterna (crusca, buccia, ma nei legumi anche e soprattutto all’interno) e biologicamente serve alla nascita e sviluppo del germoglio, rappresentando fino all’80% della riserva di fosforo su cui la piantina appena nata può contare finchè le radici non sono in grado di assorbirlo dal terreno. Si trova soprattutto legato a minerali (calcio, ferro, magnesio, manganese, zinco) sotto forma di sali misti detti fitati (alcune volte si usa il termine fitina indifferentemente per l’acido fitico o per i suoi sali). L’acido fitico ha infatti la caratteristica di legarsi facilmente e solidamente con questi minerali (ma potenzialmente anche ad altri ioni e proteine), ed è da qui che deriva la sua fama di elemento antinutritivo. Il legame nei fitati è cosi forte che per essere scisso ha bisogno di un enzima, la fitasi, una fosfatasi acida che si trova anch’essa nei semi e si attiva con i processi di germinazione (presenza di acqua e ambiente acido) liberando i legami e degradando l’acido fitico (defosforilazione) per rendere i minerali e il fosforo disponibili per la crescita del germoglio.

l’acido fitico è molto diffuso in natura: nei cereali con percentuali che vanno dallo 0.5% all’1%, nei legumi dallo 0.4% a quasi il 2% della soia, e nei semi oleosi in percentuali variabili (ad es. 1.3% nelle mandorle, 0.8% nelle noci). Essendo nei cereali presente soprattutto nella parte esterna, è praticamente assente in farine bianche e raffinate, pane e pasta bianchi, riso brillato. Nei prodotti integrali è ben presente: ad esempio nel pane integrale raggiunge lo 0.6%.
L’uomo non sintetizza l’enzima fitasi. Questo è comune a tutti gli animali monogastrici, mentre nei ruminanti viene prodotta da batteri presenti nel rumine. Ma la natura ci ha dato lo stesso la possibilità di digerire acido fitico e fitati.
Innanzitutto sfruttando la fitasi stessa presente nei semi: l’ambiente acido e caldo dello stomaco attiva infatti buona parte di queste fitasi, e alcune ricerche hanno dimostrato che una buona metà dell’acido fitico può essere neutralizzato già nello stomaco e i minerali ad esso legati resi liberi. Quello anche solo parzialmente degradato viene comunque più facilmente digerito passando poi nell’intestino. Quello rimasto integro non nell’intestino tenue, però: tutte le ricerche sono infatti praticamente concordi sul fatto che nel piccolo intestino acido fitico e fitati passino senza subire conseguenze. Un’ulteriore defosforilazione avviene piuttosto nel colon per effetto dei batteri intestinali.
questo avviene in condizioni ideali. Innanzitutto quando i semi vengono consumati senza troppe manipolazioni (pensiamo a uccelli, roditori, primati, all’uomo preistorico e tutti gli altri animali in natura: li mangiano e li mangiavano crudi e integri) e poi con un apparato digerente efficiente, cioè non debilitato da una dieta carente o scorretta (la salute della comunità batterica intestinale è infatti fondamentale, pensiamo agli antibiotici o alle diete carenti di fibre). Altra considerazione: come vedremo molte variabili possono agire per migliorare o peggiorare la digestione dell’acido fitico (presenza di particolari vitamine, di altri minerali, trattamenti dei cibi, ecc.). Dalle condizioni ideali, nelle quali praticamente tutto l’acido fitico e i fitati possono essere assimilati senza problemi, si può arrivare a situazioni realmente problematiche di scarsa o nulla inattivazione, con reali rischi di carenze di minerali essenziali. Quanti minerali riesce a rubarci l’acido fitico? Su questo la ricerca è ancora vaga. Siamo nel campo delle ipotesi: alcune sperimentazioni che coinvolgevano anche gli ossalati hanno ipotizzato che nel peggiore dei casi fitati e ossalati presenti in un alimento riescano a sottrarre al più i minerali in esso stesso contenuti.

i minerali provenienti da altri alimenti non vengono rubati, dunque anche se non si adottano altri rimedi una dieta varia e completa limita già di per sè gli effetti negativi dell’acido fitico, come d’altronde si nota in chi segue diete complete e bilanciate, dove pure in presenza di grandi quantità di legumi e in cui i cereali sono esclusivamente integrali, densità ossea e altri parametri che dovrebbero essere peggiorati dall’acido fitico sono invece normali e spesso migliori rispetto a diete “non integrali”, ma carenti e sbilanciate

Fibre.le fibre (soprattutto quelle solubili, presenti maggiormente in frutta e verdura) fermentando nel colon grazie a una sana comunità batterica intestinale producono acidi grassi a catena corta (acetico, proprionico, butirrico, …) che si legano facilmente agli ioni dei minerali rendendoli assimilabili e annullando l’effetto negativo dell’acido fitico. Dunque frutta e verdura in quantità, come sempre.

- Cottura: non aiuta. La cottura non ha un grande effetto sull’acido fitico e i fitati: sono molecole molto stabili, anche al calore. Inoltre, le alte temperature non solo eliminano pochissimo acido fitico ma hanno pure un effetto distruttivo sulle fitasi endogene presenti nei semi.
In un esperimento è stata somministrata crusca cruda e cotta a volontari, verificando che nel primo caso fino al 60% dell’acido fitico veniva degradato in stomaco e tenue, mentre nel caso della crusca cotta la degradazione era quasi nulla, concludendo che la cottura aveva distrutto l’enzima fitasi presente nel cereale. Dunque via libera al muesli della colazione e stop ai cereali estrusi (soprattutto crusca) industriali. La pasta integrale durante la cottura non perde acido fitico, che passa poco nell’acqua di cottura, e anzi perde parte delle fitasi presenti nella semola. Non dovrebbe mai essere dunque la nostra unica fonte di cereali integrali.
La cottura nei legumi elimina circa il 30% dell’acido fitico per effetto delle fitasi endogene attivate nella prima parte della cottura stessa, mentre l’acqua (in partenza fredda) si scalda e se i legumi sono ben idratati. Le alte temperature successive bloccano poi le fitasi.

- Fermentazione (dunque anche lievitazione). La fermentazione comprende diverse preparazioni: prodotti come miso, tempeh, natto nel caso della soia (fermentati con particolari funghi), o fermentazioni usate ad esempio nella cucina indiana e orientale; la fermentazione casalinga di legumi e cereali; la lievitazione del pane. Nel caso di miso, tempeh, natto, ecc. la fermentazione oltre ad attivare le fitasi endogene è fatta ad opera di funghi e batteri che producono essi stessi fitasi. In quei casi fino al 100% dei fitati viene reso assimilabile. La fermentazione casalinga di cereali e legumi segue le stesse tecniche e ha medesimi risultati, ma attenzione: bisogna sapere cosa si sta facendo per evitare pericolosissime intossicazioni. La lievitazione della pasta per pane, pizze, torte, focaccie (integrali, ovviamente) avviene anch’essa ad opera di funghi e batteri, ma che in questo caso hanno scarsa o nulla produzione di fitasi di per sè stessi. Piuttosto l’idrolisi dei fitati avviene per l’attivazione delle fitasi endogene della farina grazie all’ambiente caldo, umido e acido della pasta. Nel caso del pane la lievitazione fatta con pasta madre (o pasta acida) è più efficace di quella fatta con lievito di birra. In una pasta ben lievitata fino al 100% dell’acido fitico viene idrolizzato.
Ma attenzione: la lievitazione deve essere lunga, non quella indotta velocemente da lieviti industriali, utilizzati da gran parte dell’industria e purtroppo anche da molti fornai. Per contro, alcuni pani “industriali” (in realtà prodotti di nicchia per alcuni supermercati e negozi di alimentazione naturale) vengono prodotti con lievitazioni eccellenti in grado di eliminare completamente l’acido fitico. Chi utilizza la pasta madre/pasta acida sa bene quale sia il suo pregio e dunque lo indica sempre in etichetta: se vedete indicato solo “lievito per panificazione” è lecito dubitare.

- Germinazione. La germinazione attiva le fitasi endogene dei semi, degradando tutto l’acido fitico. Cereali e legumi (ma anche altri vegetali) così trattati risultano di eccellente digeribilità. I semi germogliati possono poi essere cotti e in molti casi consumati crudi. E’ un processo un po’ lungo (diversi giorni) e gestibile per lo più in ambito domestico, anche se si trovano spesso nei supermercati germogli già pronti.

- Vitamina C. La vitamina C inibisce il legame fra acido fitico e minerali (soprattutto il ferro). E’ uno dei meccanismi per cui gli agrumi a fine pasto raddoppiano l’assorbimento di ferro dei legumi e sono in grado di minimizzare l’effetto chelante dell’acido fitico.
- integratori di calcio
- Ammollo di cereali e legumi: nell’ammollo prolungato (almeno 12 ore) un po’ di acido fitico si solubilizza e rimane nell’acqua, e se l’ammollo è fatto in acqua calda (45°) e con ph fra 5.0 e 6.0 (leggermente acida), dal 30% fino al 100% dell’acido fitico può essere neutralizzato in seguito all’attivazione delle fitasi endogene, perchè si riproduce l’ambiente adatto alla germinazione. Non bisogna esagerare nel rendere acida l’acqua dell’ammollo, altrimenti la buccia rimane dura: è sufficiente un cucchiaio di succo di limone o di aceto per ogni chilo di legumi o cereali.


( lamiamacrobiotica.wordpress.com/2010/01/...fitico-chi-e-costui/ )

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