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Domanda Candida e Inibitore della sintesi della chitina

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12 Anni 4 Mesi fa #27001 da sampei
Riguardo la candida ho trovato questo:
"Se stiamo evitando di consumare glutine, latticini, zucchero senza consumare abbastanza amidi, non stiamo fermentando e questo equivale un po’ come ad essere in uno stato di chetosi con un intestino alcalino, che scatenerà la Candida e promuoverà infezioni fungine, per il fatto che i funghi sono eucarioti e tutti gli organismi eucariotici hanno un mitocondria che può eventualmente adattarsi ed assorbire i chetoni come fonte di energia. Mentre invece, gli acidi a catena corta uccidono i funghi."

questo è lo stupendo (a mio parare) studio che conferma tale tesi. www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC523025/

I prebiotici sono sostanze di origine alimentare non digeribili che, qualora assunte in quantità opportuna, favoriscono la crescita dei batteri che sono presenti nel colon oppure di quelli assunti assieme al prebiotico.
Gli studi sui prebiotici risalgono agli anni ’90 del XX secolo, i primi a darne una definizione sono stati Gibson e Roberfroid (Gibson GR, Roberfroid MB (Jun 1995). “Dietary modulation of the human colonic microbiota: introducing the concept of prebiotics”. J Nutr. 125 (6): 1401–1412. PMID 7782892).
I prebiotici sono in grado di arrivare intatti nell’intestino crasso (dove avviene in minima parte l’assorbimento del cibo e la formazione delle feci) ed essere trasformati dai batteri della flora intestinale in acidi grassi a corta catena come acetato, butirrato e propionato ecc. Questi acidi grassi provocherebbero un calo del pH nell’intestino crasso con una presunta riduzione della crescita di batteri ad azione patogena, l’aumento dell’assorbimento di alcuni micronutrienti, una miglior “funzionalità” intestinale e altri effetti fisiologici. Il butirrato è una sostanza energetica per le cellule del colon. Inoltre i prebiotici stimolano la crescita dei bifidobatteri (perciò vengono anche detti fattori bifidogenici).

Acidi grassi a corta catena

Le fonti alimentari di acidi grassi a corta catena sono piuttosto limitate; essi vengono prodotti soprattutto durante la fermentazione delle fibre (carboidrati non digeriti nel tenue, in particolare dell'amido resistente e della pectina), operata dai batteri che albergano del colon. Tale fermentazione porta alla sintesi di acetato, butirrato, propionato, idrogeno ed anidride carbonica; altri SCFA sono prodotti in quantità inferiori. Il butirrato, in particolare, rappresenta - unitamente alla glutammina - la maggiore fonte energetica per i colonociti (le cellule del colon), tanto che la sua carenza determina atrofia della mucosa. Lo stesso, inoltre, potrebbe avere effetti positivi nella prevenzione del cancro al colon (in vitro, ha dimostrato la capacità di inibire la proliferazione di cellule cancerogene ma anche di stimolarne la differenziazione). Quel che è certo è che una dieta ricca di fibre si è dimostrata particolarmente utile per prevenire diversi tipi di cancro, in modo particolare al colon e alla mammella. Ciò è almeno in parte dovuto al fatto che - rappresentando il substrato per la sintesi di acidi grassi a corta catena - la fibra stimola la proliferazione della flora batterica simbionte a discapito dei batteri patogeni e dei loro metaboliti tossici (acidifica l'ambiente intestinale inibendo, tra l'altro, anche le specie batteriche ad azione proteolitica putrefattiva); da non sottovalutare, inoltre, il ruolo antinfiammatorio degli acidi grassi a corta catena.

Il propionato e l'acetato vengono facilmente assorbiti dalla mucosa colica ed entrano nel circolo sanguigno dove sono captati dal fegato (propionato) ed utilizzati come fonte energetica ausiliaria dai muscoli (acetato). Si stima che il contributo calorico di questi acidi grassi ala copertura del fabbisogno energetico sia pari al 10% circa; tale quota, estremamente variabile, dipende soprattutto dalla composizione della dieta e della flora microbica enterica, nonché dai tempi di transito intestinale.

Per quanto detto sinora, gli acidi grassi a corta catena godono di interessanti prospettive terapeutiche nella cura di varie patologie croniche dell'intestino, come diarrea, colite ulcerosa e morbo di Crohn.

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12 Anni 4 Mesi fa - 12 Anni 4 Mesi fa #27007 da Deseb
uhm... questo dell'affamare la candida e di usare acidi grassi catena corta per non nutrirla conseguentemente è un modo di procedere interessante
ma direi: interessante... da sapere...!
-infatti- presuppone che si riesca ad eliminare: glutine zuccheri latticini e l'amido (per quest'ultimo non ho capito quanto significa ABBASTANZA...!)

ma posto che non si riesca a farlo e sono ampiamente eufemistico...
... cioè... andate a fare una dieta puramente per non nutrire la candida!
chi ci riesce!?! solo alcuni puristi!

ecco che un'altra azione, meno impegnativa, dovrebbe essere quella della Inibizione della sintesi della chitina...!

si consideri che molti, per tanti motivi, non possono eliminare il glutine e l'amido (...) a causa dei costi CONNESSI...
(passi lo zucchero che è cosa eliminabile e sostituibile più facilmente)
cioè andate a comprare pane senza glutine per sempre... è faccenda MOLTO COSTOSA
e se ci sono alternative meno costose tipo pane di grano saraceno puro o non so se di ceci o piselli o lenticchie sorge il problema della INDUBITABILE IRREPERIBILITA'!!!
per cui è cosa difficile da fare, quantomeno l'assenza pura di glutine

o altrimenti mi si dica come provvedere in questo senso, al di là, dei discorsi, direi sicuramente ideali
Ultima Modifica 12 Anni 4 Mesi fa da Deseb.

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12 Anni 4 Mesi fa #27014 da sampei
Ciao carissimo.. non sono un "purista" :cheer: ma io sto attuando un'alimentazione che non nutre la candida.
In realtà l'unica cosa che gli dò a mangiare è la frutta, anche zuccherina, per 2 motivi: 1 secondo i miei studi la frutta non fa mai male, o comunque fa sempre più bene che male; 2 non potrei vivere senza frutta.. mi piace troppo ed è l'unica cosa concessa ad oltranza come spuntino.
Si fa, si fa.
Ah, ti dico anche che non mi piacciono affatto i pasti "senza glutine", pizza pasta ecc. Sono pieni di robaccia anche quelli, forse di più di quelli col glutine. Non mi sento di escludere che la mia situazione sia peggiorata così proprio per l'ampio uso di questi alimenti. (perlopiù pizza, pasta, gallette).

Ho cominciato da poco ma sono talmente sicuro di ciò che faccio che sò già che gli sgarri per me non esistono.

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