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In un forum che tratta di salute e malattie, può succedere che improvvisamente qualcuno offra la soluzione tanto agognata, via mail o via messaggio privato.
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Domanda L'uomo senza inconscio
- Clara
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- Platino Utente
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Non credo che il breve trafiletto di questo libro sia adatto allo scopo, visto che il testo va ad argomentare una serie di cambiamenti strutturali che riguardano gli assetti propri dell'inconscio in questi nuovi tempi, rispetto a quelli in cui Freud ne parlò.
Recalcati è un Lacaniano, si è formato sui testi di Lacan.Lacan però è estremamente difficle, specie per chi è agli inizi di una ricerca come da te indicata, e Recalcati è un autore capace di spiegare,ti consiglio
questo dove scrive anche Di Ciaccia insieme a Recalcati
www.ibs.it/code/9788842495185/di-ciaccia...an-insegnamento.html
e questo:
Lacan svelato
di Gianni Vattimo, L'espresso, 10/02/2012
Scheda del libro: Ritratti del desiderio, di Massimo Recalcati
compra su lafeltrinelli.it
Non sappiamo se la popolarità di Lacan si sia davvero attenuata negli anni recenti, come sembra da vari segni (o è la popolarità della stessa psicoanalisi che si ridimensiona?); ma è certo che il recente libro di Massimo Recalcati, psicoanalista lacaniano militante, "Ritratti del desiderio", Raffaello Cortina, pp.190, E 14) può contribuire potentemente a rimettere tutta questa tematica al centro dell'attenzione. Lo diciamo dal punto di vista dei molti che hanno ammirato Lacan per quel poco che ne capivano - per esempio per la sua reinterpretazione paradossale e antisoggettivistica del motto freudiano "Dov'era l'Es, là deve avvenire l'io" - e che hanno sempre stentato a cogliere pienamente il significato del suo pensiero e della sua pratica analitica.
Recalcati sfata la leggenda della illeggibilità di Lacan ricostruendo la sua teoria intorno al concetto di desiderio, a cominciare dal senso fondamentale del "desiderio dell'Altro" fino alla sentenza conclusiva "non cedere mai sul tuo desiderio", spesso fraintesa come se fosse la negazione della necessità della Legge, del padre, appunto dell'Altro. Il discorso di Recalcati che pure lavora sulle implicazioni cliniche del lacanismo (esemplari le pagine sull'anoressia) è anche un bell'esempio di applicazione della psicoanalisi alla critica della cultura, del consumismo capitalistico, e in definitiva dell'etica dominante. Noi profani non-analizzati continuiamo a vedere poco il senso di una terapia come quella lacaniana centrata sul silenzio dell'analista. Ma sia come discorso critico sulla cultura attuale, sia come appello a un ripensamento della nostra etica personale, lo scritto, breve e chiaro, di Recalcati si segnala come un'opera memorabile.
Scheda del libro: Ritratti del desiderio, di Massimo Recalca
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- lord_vivec
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Beh, feci già una cosa simile sul vecchio foro... è meglio che non lo rifaccio, se no con le rielaborazioni che ho avuto in questi anni, farei un diario di dimensioni mproponibili...Clara ha scritto: Caro Vivec, se vuoi raccontare dei tuoi sintomi o disagi per poterti confrontare e raccogliere spunti e riflessioni, è meglio tu apra una discussione sul tema.
ah, cioè un pò come Fromm insomma? Devo dire che sono sempre stato un "fan" di Erich Fromm, e della Scuola di Francoforte in generale, ma più che per la formazione psicanalitica è per via della pungente critica alla cultura del capitalismo (che io definirei il "quadro esistenziale" del disagio moderno, non solo "mentale" se capisci cosa intendo). Cioè in altre parole, penso che il problema principale non è la psiche del singolo individuo, ma le nevrosi socialmente indotte. E la Scuola di Francoforte la sa lunga in proposito.Non credo che il breve trafiletto di questo libro sia adatto allo scopo, visto che il testo va ad argomentare una serie di cambiamenti strutturali che riguardano gli assetti propri dell'inconscio in questi nuovi tempi, rispetto a quelli in cui Freud ne parlò.
Eh, si. E' difficile, e il problema è che io sono disposto a studiarmi cose difficili, ma solo nella misura in cui ritengo che sono pratiche, prima ancora che efficaci... ora, sull'efficacia non lo posso sapere, ma riguardo la praticità, beh diciamo che la psicanalisi non brilla per questo.Recalcati è un Lacaniano, si è formato sui testi di Lacan.Lacan però è estremamente difficile, specie per chi è agli inizi di una ricerca come da te indicata, e Recalcati è un autore capace di spiegare
Insomma è lo stesso problema che ho con Jung, è estremamente interessante, ma dovrei cominciare così, di punto in bianco, a studiarlo? Per me significherebbe apprendere un modello completamente diverso da tutto quanto ho conosciuto finora. Non è una cosa facile
A ogni modo, è molto interessante questa storia del linguaggio dell'inconscio... credo che sto cominciando un pò a capire di che si tratta. Cè un mio amico che si sta laureando in filosofia, e lui conosce bene Lacan. Ma questo "linguaggio" di Lacan, ha per caso a che vedere con lo strutturalismo di Deleuze, e di Focault? (altri due autori che mi cita spesso)?
A dirla tutta, io gli ho consigliato di lasciar perdere, perchè la mia impressione (che comunque non è un idea fissa, io non ho convinzioni stabili... mai) è che in generale, la psicanalisi sia troppo complessa per essere efficace. Può anche essere "l'unico vero modo per guarire il disturbo", non escludo che ciò possa essere vero. Il problema è che, usando una metodologia così complessa, uno rischia di non uscirsene più.
A questo mio amico, che soffre di nevrosi (a livello "clinico" diciamo) ho suggerito di lasciar perdere, e gli ho spiegato un pò di roba sul qui-e-ora, sul "non farsi seghe mentali" come direbbe Giulio Cesare Giacobbe (ossia, non identificarsi coi propri pensieri ossessivi, con le pulsioni dell' ego, i finti problemi ecc), sui rapporti con gli altri, insomma l'ho istruito sull' "igiene mentale" (perchè in effetti di questo si tratta, che poi cè chi le chiama timidamente "pratiche per il benessere psicofisico", ok ma quello è). E ripeto anche qui, continuo a non capire come mai cè tanto "pudore" verso queste cose. Forse la gente ha paura di scoprire di essere pazza? Sicuramente è così, cambiare fa paura, guarire ancora di più.
Comunque, questo mio amico ora è più rilassato, sta riuscendo ad affrontare i suoi VERI problemi, e a prendere le distanze dai falsi problemi e dalle ossessioni. Tuttavia, non posso negare che è ben lontano dall'essere guarito "in senso stretto".
Lo stesso in effetti vale pure per me, che sebbene ho migliorato DI MOLTO la mia condizione psicologica, e il mio comportamento "verso l'esterno", che prima quando stavo male era pseudo-psicotico (perchè in realtà ero solo nevrotico e non ho mai sbroccato veramente, anche se magari dall'esterno poteva sembrare così. Più che altro, ero pazzo come i personaggi delle novelle di Pirandello), tuttavia DENTRO sto ancora molto male, e lo vedo nei sogni, nelle emozioni, nelle stramaledette somatizzazioni che mi stanno letteralmente uccidendo, insomma nel linguaggio dell'inconscio. "Lui" me lo sta dicendo chiaramente, anzi lo sta proprio gridando.
Cè però da dire che io una vera psicoterapia non l'ho mai fatta (ho fatto tutto da solo) quindi forse dipende anche da questo. Adesso mi sta seguendo una dottoressa, che fa kinesiologia, bioenergetica, e conosce anche un pò di psicologia analitica (Jung), Jodorowsky (e si vede: è l'unico medico da cui sono mai stato, che riesce a comunicare direttamente con l'inconscio...), ed è formata anche a livello di spiritualità (Osho, Krishnamurti, ecc).
Ecco, diciamo che sta smuovendo le acque, dei progressi ci sono stati sicuramente e alcune cose mi appaiono chiare (tra l'altro credo che l'intervento bioenergetico sia stato determinante.... prima c'erano cose che la mia coscienza rifiutava proprio; certo, è ancora così ma ora ho più lucidità), ma il tempo passa e non riesco a guarire, e francamente non so se continuando su questa strada ci riuscirò mai. Il problema principale è che io sono indisciplinato, non riesco a fare le cose che lei mi dice di fare! Il mio ego istintivo prevale, e io non sono abbastanza determinato a combatterlo.... lei dice che il mio è un problema a livello spirituale, che siccome non ho fatto evolvere lo spirito sono rimasto ai livelli più bassi dell'essere, e in effetti il fatto di lamentare una mancanza di "senso della vita", di non avere "niente di importante da fare", niente a cui dò valore, lo vedo molto calzante con questo problema...
Vabbè, per il resto, magari usiamo i messaggi privati, che nemmeno mi va di fare la psicanalisi in pubblico :ohmy:
Riguardo ai libri che mi suggerisci, guarda io ho comprato una quantità oscena di libri negli anni... non credo che ne comprerò altri... tuttavia, guarda un pò questo sito di Bertagni
www.gianfrancobertagni.it/Discipline/psiche.htm
Io AMO il suo sito, cè veramente un pozzo di materiale! Puoi notare che cè un'intera sezione dedicata a Lacan, da quale mi consigli di iniziare?
poi, vabbè, c'erano altre cose che volevo dire riguardo Lacan.... ma si è fatto tardi, ne riparliamo domani. 'Sera
Ah, e grazie per le informazioni, FINALMENTE riesco ad avere uno scambio costruttivo!
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