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In un forum che tratta di salute e malattie, può succedere che improvvisamente qualcuno offra la soluzione tanto agognata, via mail o via messaggio privato.
DIFFIDATE sempre, controllate, ricercate e chiedete. Chiedete ad altri foristi se per caso conoscono questo prodotto, chiedete se esistono dei test e delle testimonianze attendibili.
Che il cibo sia la tua unica medicina (Ippocrate).
Il filosofo Feuerbach asseriva che noi siamo quello che mangiamo (e quello che beviamo), quindi, vi sono cibi che ammalano e cibi che guariscono. Una corretta alimentazione è la base per un sano vivere.
Il filosofo Feuerbach asseriva che noi siamo quello che mangiamo (e quello che beviamo), quindi, vi sono cibi che ammalano e cibi che guariscono. Una corretta alimentazione è la base per un sano vivere.
Domanda La pastorizzazione
- Cecilia
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Autore della discussione
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14 Anni 6 Mesi fa #4847
da Cecilia
La pastorizzazione è stato creato da Cecilia
La salute dipende da tanti fattori, ma ció che mangiamo e beviamo ogni ogni giorno é importantassimo.
Cibi freschi, non trattati industrialmente, non impoveriti, non medificati, non conservati, non colorati ma neanche arricchiti da minerali e vitamine solo per cercare di ristabilire quell´equilibrio che si é volutamente spezzato.
Il pericolo, per la salute umana, che si corre quando ci si nutre solo o principalmente di cibi che escono da fabbriche é serio.
p.s.
Dato che le porcherie che vengono fatte con cibi e bevande sono veramente tante e grosse, penso che il citare fonti straofficiali possa aiutare quelle persone diffidenti a capire cosa mangiano e bevono VERAMENTE!
da Wiki it.wikipedia.org/wiki/Pastorizzazione
La pastorizzazione (o pasteurizzazione) è un processo di risanamento termico applicato ad alcuni alimenti allo scopo di minimizzare i rischi per la salute dovuti a microrganismi patogeni sensibili al calore, quali batteri in forma vegetativa, funghi e lieviti, con un'alterazione minima delle caratteristiche chimiche, fisiche ed organolettiche dell'alimento.[1] Di solito viene seguito da un rapido raffreddamento e in generale, se accoppiata a procedure corrette di confezionamento che riducano i rischi di ricontaminazione dopo la sua applicazione, aumenta i tempi di conservazione rispetto al prodotto fresco.
...........
Le temperature applicate variano a seconda degli alimenti oggetto del trattamento, ma sono comunque inferiori a quelle che provocherebbero alterazioni pesanti (per la denaturazione massiva delle proteine contenute, ad esempio). La pastorizzazione non è quindi in grado di distruggere le spore. Inoltre diversi batteri termofili o termoresistenti (termodurici) sono in grado di sopravvivere al trattamento, ma non sono causa di malattie o di alterazioni dell'alimento, se ben conservato successivamente.[1]
............
Cenni storici
La prima applicazione ad opera dello stesso Pasteur fu sul vino, su incarico di Napoleone III, a partire dal 1863. Oltre a notevoli avanzamenti nella comprensione della fermentazione alcolica ad opera dei lieviti, scoprì che il vino riscaldato a 55 °C in assenza di ossigeno non subiva l'inacidimento, comune all'epoca. Conclusivo e spettacolare fu l'esperimento di trasporto effettuato in collaborazione con la Marina militare sulla fregata La Sybille. Pasteur dimostrò la possibilità di trasportare il vino trattato su lunghissime distanze, con ovvi vantaggi per le esportazioni francesi, senza che si deteriorasse o fosse necessario addizionarlo con alcol per tentare di evitarlo, come si faceva in precedenza.[2][3] Negli stessi anni applicò il medesimo procedimento all'aceto, su richiesta dei produttori di Orleans, e poco dopo anche alla birra.[2]
............
Non risulta che Pasteur abbia mai sperimentato la pastorizzazione del latte.[3] Essa fu proposta nel 1886, a vantaggio soprattutto degli infanti, dal chimico tedesco Franz von Soxhlet,
Sebbene i metodi adottati non fossero ottimali, visti i benefici presto evidenziatisi sulla salute pubblica[4] e i vantaggi commerciali che i tempi di conservazione aumentati garantivano, nei decenni successivi fu adottata in diversi paesi occidentali.
In Italia la pastorizzazione del latte fu introdotta con il Regio Decreto n.994 del 9 maggio 1929.
..............
e ora vediamo come viene fatta, una leccornia!!
La pastorizzazione degli alimenti liquidi si compie tramite scambiatori di calore che possono essere tubolari, a superficie raschiata oppure a piastre (costituiti da piastre metalliche sovrapposte, su cui scorre da un lato il liquido da trattare, dall'altro un fluido riscaldato alla temperatura richiesta). I due fluidi vengono fatti scorrere in direzioni opposte e in strati sottili, in modo da rendere più efficiente lo scambio termico e assicurarsi che tutto il liquido alimentare raggiunga la temperatura voluta.
Alimenti trattati
L'impiego della pastorizzazione non è usato per la sanificazione a larga scala di tutti gli alimenti, poiché può indurre alterazioni sul gusto e sulla qualità dei cibi. Il suo uso è limitato ad alcuni alimenti in forma liquida (soprattutto latte, vino, birra e succhi di frutta), su cui il processo si può compiere con particolare efficacia e con limitati effetti avversi.
Temperature di esercizio [modifica]
La pastorizzazione si dice bassa qualora si mantenga l'alimento a 60-65 °C per 30 minuti, ed è usata principalmente per vino e birra. La pastorizzazione alta richiede 75-85 °C per 10-15 secondi, ed è usata prevalentemente per i prodotti a bassa acidità come il latte e derivati.[5]
Secondo lo scienziato Norman Walker, invece, si richiedono temperature da 87 °C a 110 °C per uccidere i microrganismi patogeni, come gli agenti del tifo, i colibacilli, i micobatteri e le brucelle.[6]
Trattamenti HTST e UHT [modifica]
In anni più recenti a questa metodica si sono affiancati il trattamento HTST (High Temperature/Short Time) ed il trattamento UHT (Ultra High Temperature) per migliorare la sicurezza dei prodotti alimentari e prolungarne la vita di scaffale. Sono entrambi in grado di effettuare il risanamento (eliminazione dei batteri potenzialmente patogeni); propriamente pastorizzazione è solo la HTST che utilizza temperature di 70-75 °C per 15-20 secondi[5]; la UHT invece è una sterilizzazione 140-145 °C per pochi secondi[7].
Questi processi permettono una più lunga conservazione del prodotto, riuscendo a mantenere quasi inalterate le caratteristiche organolettiche e nutrizionali.
eccetera eccetera
Nel latte succede questo
La denaturazione delle proteine del latte, rendendole meno utilizzabile e anche dannose per il corpo umano
Distruzione degli enzimi, come i fosfatasi, una classe di enzimi che aiutano l'organismo ad assorbire il calcio correttamente.
Distruzione di vitamine B12, B6 e C
Distruzione di batteri amici
Ora, se il latte, per esempio, arriva da animali controllati(mucche, capre, pecore, asine), vaccinati, antibioticizzati, (tristi, imprigionati, maltrattati in maniera disumana) perché continuare a pastorizzare il latte?
con tutte quelle schifezze di trattamenti ai quali sono sottoposte le bestie il latte dovrebbe essere privo di batteri e cosí via, mannó, si pastorizza!
La domanda é:
é per la salute del cittadino o per la salute economica di pochi, sia produttori di latticini & Co che produttori di medicinali?
a voi l´ardua sentenza! :whistle:
Cibi freschi, non trattati industrialmente, non impoveriti, non medificati, non conservati, non colorati ma neanche arricchiti da minerali e vitamine solo per cercare di ristabilire quell´equilibrio che si é volutamente spezzato.
Il pericolo, per la salute umana, che si corre quando ci si nutre solo o principalmente di cibi che escono da fabbriche é serio.
p.s.
Dato che le porcherie che vengono fatte con cibi e bevande sono veramente tante e grosse, penso che il citare fonti straofficiali possa aiutare quelle persone diffidenti a capire cosa mangiano e bevono VERAMENTE!
da Wiki it.wikipedia.org/wiki/Pastorizzazione
Pastorizzazione
La pastorizzazione (o pasteurizzazione) è un processo di risanamento termico applicato ad alcuni alimenti allo scopo di minimizzare i rischi per la salute dovuti a microrganismi patogeni sensibili al calore, quali batteri in forma vegetativa, funghi e lieviti, con un'alterazione minima delle caratteristiche chimiche, fisiche ed organolettiche dell'alimento.[1] Di solito viene seguito da un rapido raffreddamento e in generale, se accoppiata a procedure corrette di confezionamento che riducano i rischi di ricontaminazione dopo la sua applicazione, aumenta i tempi di conservazione rispetto al prodotto fresco.
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Le temperature applicate variano a seconda degli alimenti oggetto del trattamento, ma sono comunque inferiori a quelle che provocherebbero alterazioni pesanti (per la denaturazione massiva delle proteine contenute, ad esempio). La pastorizzazione non è quindi in grado di distruggere le spore. Inoltre diversi batteri termofili o termoresistenti (termodurici) sono in grado di sopravvivere al trattamento, ma non sono causa di malattie o di alterazioni dell'alimento, se ben conservato successivamente.[1]
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Cenni storici
La prima applicazione ad opera dello stesso Pasteur fu sul vino, su incarico di Napoleone III, a partire dal 1863. Oltre a notevoli avanzamenti nella comprensione della fermentazione alcolica ad opera dei lieviti, scoprì che il vino riscaldato a 55 °C in assenza di ossigeno non subiva l'inacidimento, comune all'epoca. Conclusivo e spettacolare fu l'esperimento di trasporto effettuato in collaborazione con la Marina militare sulla fregata La Sybille. Pasteur dimostrò la possibilità di trasportare il vino trattato su lunghissime distanze, con ovvi vantaggi per le esportazioni francesi, senza che si deteriorasse o fosse necessario addizionarlo con alcol per tentare di evitarlo, come si faceva in precedenza.[2][3] Negli stessi anni applicò il medesimo procedimento all'aceto, su richiesta dei produttori di Orleans, e poco dopo anche alla birra.[2]
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Non risulta che Pasteur abbia mai sperimentato la pastorizzazione del latte.[3] Essa fu proposta nel 1886, a vantaggio soprattutto degli infanti, dal chimico tedesco Franz von Soxhlet,
Sebbene i metodi adottati non fossero ottimali, visti i benefici presto evidenziatisi sulla salute pubblica[4] e i vantaggi commerciali che i tempi di conservazione aumentati garantivano, nei decenni successivi fu adottata in diversi paesi occidentali.
In Italia la pastorizzazione del latte fu introdotta con il Regio Decreto n.994 del 9 maggio 1929.
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e ora vediamo come viene fatta, una leccornia!!
La pastorizzazione degli alimenti liquidi si compie tramite scambiatori di calore che possono essere tubolari, a superficie raschiata oppure a piastre (costituiti da piastre metalliche sovrapposte, su cui scorre da un lato il liquido da trattare, dall'altro un fluido riscaldato alla temperatura richiesta). I due fluidi vengono fatti scorrere in direzioni opposte e in strati sottili, in modo da rendere più efficiente lo scambio termico e assicurarsi che tutto il liquido alimentare raggiunga la temperatura voluta.
Alimenti trattati
L'impiego della pastorizzazione non è usato per la sanificazione a larga scala di tutti gli alimenti, poiché può indurre alterazioni sul gusto e sulla qualità dei cibi. Il suo uso è limitato ad alcuni alimenti in forma liquida (soprattutto latte, vino, birra e succhi di frutta), su cui il processo si può compiere con particolare efficacia e con limitati effetti avversi.
Temperature di esercizio [modifica]
La pastorizzazione si dice bassa qualora si mantenga l'alimento a 60-65 °C per 30 minuti, ed è usata principalmente per vino e birra. La pastorizzazione alta richiede 75-85 °C per 10-15 secondi, ed è usata prevalentemente per i prodotti a bassa acidità come il latte e derivati.[5]
Secondo lo scienziato Norman Walker, invece, si richiedono temperature da 87 °C a 110 °C per uccidere i microrganismi patogeni, come gli agenti del tifo, i colibacilli, i micobatteri e le brucelle.[6]
Trattamenti HTST e UHT [modifica]
In anni più recenti a questa metodica si sono affiancati il trattamento HTST (High Temperature/Short Time) ed il trattamento UHT (Ultra High Temperature) per migliorare la sicurezza dei prodotti alimentari e prolungarne la vita di scaffale. Sono entrambi in grado di effettuare il risanamento (eliminazione dei batteri potenzialmente patogeni); propriamente pastorizzazione è solo la HTST che utilizza temperature di 70-75 °C per 15-20 secondi[5]; la UHT invece è una sterilizzazione 140-145 °C per pochi secondi[7].
Questi processi permettono una più lunga conservazione del prodotto, riuscendo a mantenere quasi inalterate le caratteristiche organolettiche e nutrizionali.
eccetera eccetera
Nel latte succede questo
La denaturazione delle proteine del latte, rendendole meno utilizzabile e anche dannose per il corpo umano
Distruzione degli enzimi, come i fosfatasi, una classe di enzimi che aiutano l'organismo ad assorbire il calcio correttamente.
Distruzione di vitamine B12, B6 e C
Distruzione di batteri amici
Ora, se il latte, per esempio, arriva da animali controllati(mucche, capre, pecore, asine), vaccinati, antibioticizzati, (tristi, imprigionati, maltrattati in maniera disumana) perché continuare a pastorizzare il latte?
con tutte quelle schifezze di trattamenti ai quali sono sottoposte le bestie il latte dovrebbe essere privo di batteri e cosí via, mannó, si pastorizza!
La domanda é:
é per la salute del cittadino o per la salute economica di pochi, sia produttori di latticini & Co che produttori di medicinali?
a voi l´ardua sentenza! :whistle:
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- Cecilia
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14 Anni 6 Mesi fa - 14 Anni 6 Mesi fa #4849
da Cecilia
Risposta da Cecilia al topic Re: La pastorizzazione
La pastorizzazione é il perfetto business:
un´igiene inferiore non é cosí drammatica, tanto si pastorizza!
la pastorizzazione fa sí che l´odore di stantio sparisc
allunga la vita del prodotto (sí, ma come?) aumentando gli introiti del produttore e rivenditore
la perdita delle vitamine e dei minerali fa sí che, a volte, queste debbano essere aggiunte: altro business
Sono decenni che si studiano gli effetti deleteri provocati dal consumo di prodotti pastorizzati, ció nonostante si continua ad imporli al pubblico, forse io sono malpensante ma.. chi ci guadagna in tutto questo?
deformazioni scheletriche, grossi problemi ai denti, malattie degenerative inclusi tumori. Da numerosissimi test é stato piú che dimostrato che gli animali da laboratorio degenerano più rapidamente quando sono nutriti con latte pastorizzato. Ad esempio, i vitelli nutriti con latte pastorizzato muoiono entro 60 giorni, come dimostrano numerosi esperimenti.
Se si vuole bere sano, sia latte che vino che succhi di frutta DEVONO ESSERE FRESCHI! NON PASTORIZZATI, NON INSCATOLATI, NIENTE TETRAPAK, NIENTE FABBRICHE.
un´igiene inferiore non é cosí drammatica, tanto si pastorizza!
la pastorizzazione fa sí che l´odore di stantio sparisc
allunga la vita del prodotto (sí, ma come?) aumentando gli introiti del produttore e rivenditore
la perdita delle vitamine e dei minerali fa sí che, a volte, queste debbano essere aggiunte: altro business
Sono decenni che si studiano gli effetti deleteri provocati dal consumo di prodotti pastorizzati, ció nonostante si continua ad imporli al pubblico, forse io sono malpensante ma.. chi ci guadagna in tutto questo?
deformazioni scheletriche, grossi problemi ai denti, malattie degenerative inclusi tumori. Da numerosissimi test é stato piú che dimostrato che gli animali da laboratorio degenerano più rapidamente quando sono nutriti con latte pastorizzato. Ad esempio, i vitelli nutriti con latte pastorizzato muoiono entro 60 giorni, come dimostrano numerosi esperimenti.
Se si vuole bere sano, sia latte che vino che succhi di frutta DEVONO ESSERE FRESCHI! NON PASTORIZZATI, NON INSCATOLATI, NIENTE TETRAPAK, NIENTE FABBRICHE.
Ultima Modifica 14 Anni 6 Mesi fa da Cecilia.
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14 Anni 6 Mesi fa #4853
da Hall
Grazie Cecilia, era un po che mi ripromettevo di far chiarezza, ma non trovavo il tempo per farlo :huh:
In effetti nell'altra discussione mi riferivo proprio a Walker, ma tu mi hai letto nel pensiero e anticipato. :kiss: Se si rinuncia alla pastorizzazione, molti alimenti, quali la birra il vino e il latte (presi nei dovuti modi) da veleni diventano prebiotici (birra) probiotici (latte) e immunostimolanti (vino rosso).
Risposta da Hall al topic Re: La pastorizzazione
Grazie Cecilia, era un po che mi ripromettevo di far chiarezza, ma non trovavo il tempo per farlo :huh:
In effetti nell'altra discussione mi riferivo proprio a Walker, ma tu mi hai letto nel pensiero e anticipato. :kiss: Se si rinuncia alla pastorizzazione, molti alimenti, quali la birra il vino e il latte (presi nei dovuti modi) da veleni diventano prebiotici (birra) probiotici (latte) e immunostimolanti (vino rosso).
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