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Domanda Pentola al teflon: graffiata o no, buttala !

  • Gabriele
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14 Anni 6 Mesi fa #3481 da Gabriele
Pentola al teflon: graffiata o no, buttala ! è stato creato da Gabriele
Pentola al teflon: graffiata o no, buttala nella discarica e non comprarla più


Le pentole antiaderenti saranno sicuramente comode, ma dietro la loro praticità si nasconde il rischio di tumore.


Finalmente qualcosa si muove. Le pentole antiaderenti al Teflon, che hanno imperversato nelle nostre cucine per 50 anni sono sotto accusa. Che il teflon fosse tossico, già lo si sapeva....anzi lo sapevano quelli della Dupont, noi no.
In ogni casa c'è una bella pentola antiaderente che sicuramente ha qualche graffietto. Alcuni, veramente, hanno delle padelle ormai.. direi... scorticate ! Ma dove è andata a finire quella bella copertura antiaderente che sulla padella non c'è più ?



Corriere della sera 27 gennaio 2006

L'agenzia per l'ambiente: le padelle antiaderenti possono essere nocive. Teflon bandito entro il 2015 negli Usa
La DuPont, la 3M e altre sei grandi industrie dovranno ridurre la produzione del 95% entro il 2010. Poi eliminarla del tutto.

NEW YORK - Le padelle di teflon possono essere pericolose per la salute. Lo ha stabilito l'Agenzia per la protezione ambientale statunitense (Epa) che ha chiesto alla DuPont, alla 3M e ad altre sei compagnie di eliminare un composto potenzialmente pericoloso dalla produzione di padelle da cucina antiaderenti. L'Environmental Protection Agency ha chiesto ai produttori di acido perfluoroctanoico (Pfoa) - sostanza utilizzata nella fabbricazione di utensili da cucina antiaderenti e di prodotti come il Teflon - di ridurne del 95% entro il 2010 emissioni e livelli; e di procedere alla loro eliminazione entro il 2015.
RIMBORSO DELLA DUPONT - Il composto è stato per molto tempo oggetto di controversia. Lo scorso anno, la DuPont ha accettato di pagare 85 milioni di dollari ad abitanti dell'Ohio e della West Virginia che le avevano fatto causa perché residui di Pfoa erano stati trovati nell'approvvigionamento idrico di un impianto della West Virginia. L'Epa ha detto che continuerà a studiare l'impatto della sostanza sulla salute dell'uomo per vedere se saranno necessarie ulteriori decisioni sul composto. «La scienza ancora sta valutando il Pfoa, ma la preoccupazione c'è. Ridurre al minimo i residui del composto è la cosa giusta da fare per il nostro ambiente e la nostra salute», ha detto Susan Hazen, viceresponsabile dell' ufficio pesticidi e sostanze tossiche dell'Agenzia per la protezione ambientale Usa.
LA SOSTANZA INCRIMINATA - Secondo l'Agenzia, la sostanza può rimanere nel corpo umano fino a quattro anni, e piccole percentuali ne sono state trovate in un gran numero di persone. La DuPont ha fatto sapere che i suoi studi e quelli di ricercatori indipendenti mostrano come le pentole e altri prodotti fatti con suoi materiali sono sicuri. Inoltre - ha detto la multinazionale - fino ad adesso, non si conoscono effetti del Pfoa sulla salute umana. Tuttavia, test realizzati dalla 3M, il produttore originale della sostanza, hanno mostrato che elevati livelli di esposizione al composto possono causare, nei topi, danni al fegato e agli organi riproduttivi.

Repubblica 26 gennaio 2006

NEW YORK - Attenzione al Teflon: potrebbe essere cancerogeno. L'accusa viene mossa da tempo all'acido perfluorottanoico, il composto chimico usato nella produzione del rivestimento delle comuni padelle antiaderenti. Ora, però, l'Enviromental Protection Agency (Agenzia per la Protezione dell'Ambiente) ha chiesto alla aziende produttrici della sostanza incriminata di ridurre le emissioni del 95 per cento entro il 2010. In prima fila, la storica DuPont, responsabile dell'invezione e commercializzazione del Teflon, la 3M, fabbricante originale del PFOA, insieme ad altre sei compagnie. L'obiettivo è quello di arrivare alla completa eliminazione delle emissioni di PFOA nel 2015. "La prudenza non è mai troppa", affermano dall'EPA, " vogliamo sollecitare le aziende ad essere più attente". Anche perché l'uso del PFOA, composto del fluoro, è assai diffuso: è utilizzato nel processo di produzione del Teflon, e viene subito da pensare alle padelle antiaderenti presenti in ogni casa. La possibile pericolosità dell'acido perflourottanoico è stata denunciata in più occasioni: gli studi sono stati effettuati sempre su animali, ma nessuna ricerca ha mai dimostrato la minaccia per l'uomo. La stessa 3M ha riscontrato danni al fegato e problemi riproduttivi nei topi esposti ad alti livelli di PFOA. Sotto accusa erano finite le esalazioni chimiche. Già lo scorso anno la DuPont ha dovuto risarcire di 85 milioni di dollari i residenti delle zone vicine ai suoi stabilimenti in Ohio e West Virginia per inquinamento ambientale. La causa, indetta dall'EPA a tutela dei cittadini, riguardava l'utilizzo dell'acido perfluorottanoico nei processi di produzione del Teflon, e non i rischi legati al suo uso. Nell'ultimo mese, inoltre, la DuPont ha versato altri 16,5 milioni di dollari all'EPA per i dati di una ricerca sul citato composto.
Ora l'Agenzia per la Protezione dell'Ambiente vuole andare fino in fondo, e si dice intenzionata studiare gli effetti del PFOA sull'uomo. Secondo i dati ufficiali, la sostanza incriminata può rimanere nel corpo umano per circa quattro anni, ed è stata trovata in piccole quantità nella grande maggioranza delle persone. Dal canto suo, la DuPont si difende, citando i propri studi e quelli di ricercatori indipendenti, che dimostrerebbero che le padelle antiaderenti e gli altri prodotti di consumo fabbricati con materiali DuPont sono sicuri. E che il temuto acido perfluorottanoico non ha effetti conosciuti sulla salute umana. Ma i problemi legali per la DuPont non sono finiti: deve affrontare un'azione di categoria perchè accusata di nascondere i dati della potenziale pericolosità del PFOA. L'azienda dovrebbe pagare i danni, finanziare un fondo per il controllo medico dei consumatori che acquistano prodotti contenti la sostanza chimica, e applicare sulle padelle antiaderenti etichette di avvertimento. L'Agenzia per la Protezione dell'Ambiente ha già dettato i tempi della sua azione di prevenzione: le aziende dovranno ridurre le emissioni dal 31 ottobre prossimo, sotto i rigidi controlli dell'EPA. Un duro colpo per i produttori chimici: la DuPont fa sapere che, dall'entrata in vigore del provvedimento, le vendite dei suoi prodotti potrebbero subire perdite di circa 1miliardo di dollari l'anno.

Corriere della sera 15 luglio 2005

WASHINGTON - Ben 287 composti cancerogeni o tossici sono stati rinvenuti in un'indagine effettuata su dieci campioni di sangue prelevati da cordoni ombellicali negli Stati Uniti. Ora membri del Congresso Usa chiedono leggi più restrittive sui prodotti chimici diffusi nell'ambiente. La ricerca è stata realizzata da un gruppo di lavoro sull'ambiente, i campioni di sangue di cordone ombelicale sono stati forniti dalla Croce Rossa americana. INQUIETANTE - I prodotti chimici rinvenuti sono tra i più pericolosi: tra questi mercurio, sottoprodotti della benzina, sostanze ignifughe, pesticidi, antiparassitari e un componente del teflon, il Pfoa. Gli effetti sui nascituri di questi prodotti trovati in traccia però non sono chiari, ammette l'indagine. «Questi dieci neonati sono nati 'inquinati'», ha detto la deputata democratica di New York Louise Slaughter. «Se volessimo avere la prova che le leggi sull'inquinamento della nostra nazione non stanno funzionando, basterà leggere la lista dei prodotti chimici industriali nei corpi dei bambini che ancora non hanno vissuto fuori del grembo. «Dei 287 prodotti chimici che abbiamo rilevato nel sangue del cordone ombelicale», si legge nella ricerca, «sappiamo che 180 causano il cancro in esseri umani o animali, 217 sono tossici per il cervello e il sistema nervoso e 208 causano i difetti di nascita o lo sviluppo anormale nei test sugli animali».
I seguenti utenti hanno detto grazie : yagoo40

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14 Anni 6 Mesi fa #3483 da massimo
E' lo stesso discorso anche per le pentole rivestite in ceramica?

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  • soani
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14 Anni 6 Mesi fa #3486 da soani
..e le pentole di coccio??

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  • Cecilia
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14 Anni 6 Mesi fa #3532 da Cecilia
Padelle tossiche?

L’Epa, l’agenzia statunitense per la protezione ambientale, ha deciso di mettere al bando le pentole al teflon, per intenderci quelle antiaderenti, perché la sostanza usata per realizzarle (l’acido perfluoroctanoico) è tossica.


È risaputo che le padelle antiaderenti, una volta graffiate, non vanno più usate. Ma ora l’Epa, l’agenzia statunitense per la protezione ambientale, va oltre e chiede alle aziende di eliminare la patina antiaderente. Come mai? A finire sotto accusa è l’acido perfluoroctanoico (Pfoa) utilizzato per la realizzazione del Teflon, quella sostanza che, posta sulle pentole in fase di fabbricazione, impedisce poi ai cibi messi in padella di bruciarsi. Il punto è che l’acido perfluoroctanoico è un composto tossico: studi statunitensi sugli animali hanno evidenziato che livelli elevati di esposizione al Pfoa causano nei topi danni al fegato e all’apparato riproduttivo.

Perché allora viene usato per la realizzazione della patina antiaderente? Innanzitutto va detto che questa sostanza è stata inventata prima del 1981 ed è quindi scampata al test che prevede controlli rigorosi sui nuovi composti chimici messi in commercio. In secondo luogo vi sono studi che evidenziano come la sostanza, in sé tossica, possa essere innocua dopo il processo che porta alla produzione del materiale antiaderente noto come teflon.
Il responso dei ricercatori sulla questione non è insomma ancora chiaro. Tuttavia la decisione dell’Epa di imporre alle aziende di ridurre del 95% l’uso del Pfoa entro il 2010 per arrivare alla sua completa eliminazione nel 2015 dimostra chiaramente come sia meglio stare alla larga da questa sostanza che, tra l’altro, non si trova solo nelle pentole.

Il Pfoa viene infatti utilizzato anche nella fabbricazione di tessuti per l’abbigliamento e in materiali da arredamento. Lo ritroviamo inoltre come componente di farmaci, schiume antincendio, lubrificanti, adesivi, cosmetici, insetticidi, rivestimenti per tappeti. Insomma questa sostanza è un po’ dovunque. Non meravigliamoci quindi se, studi eseguiti da Greenpeace e dal WWF, hanno riscontrato sue tracce addirittura nel sangue delle donne incinte e nei cordoni ombelicali dei loro bambini. Ma non solo. Tracce di acido perfluoroctanico sono state trovate anche nelle riserve d'acqua vicine agli impianti di produzione dell’azienda DuPont e che fabbrica teflon. E l’azienda ha dovuto sborsare 10,25 milioni di dollari per riparare ai danni causati. E non è tutto. A febbraio la Dupont ha accettato di pagare altri 16,5 milioni di dollari per chiudere il contenzioso con l'Epa per l'accusa di aver tralascialo di riferire periodicamente all’agenzia i possibili rischi per la salute provocati dall'acido perfluoroctanico.

Fonti
Greenpeace.it
greenplanet.net
italiasalute.it
Corriere della sera, 26 gennaio 2006
Altreconomia, marzo 2006


tratto da www.ben-essere.net/index.asp?c_articolo=29

Ottime sono anche le pentole tradizionali in ghisa porcellanata o vetrificata, grazie alle caratteristiche tecniche proprie di questo materiale, il calore è distribuito in modo uniforme rendendo omogenea la cottura. Inoltre, una volta a temperatura, la ghisa porcellanata permette una grand'economia di combustibile. È quindi ideale per tutte le cotture lente.

Terracotta e pietra refrattaria
Anche la terracotta conferisce ai cibi vibrazioni ed energia armoniose, esaltandone il gusto e le qualità. Di contro, questo materiale, oltre ad essere particolarmente fragile, richiede particolare cura per evitare che assorba i sapori dei cibi. I tegami in terracotta vanno dunque lavati subito dopo l'uso, con acqua e aceto o limone, evitando i detergenti aggressivi e i repentini cambiamenti di temperatura (anche la ghisa richiede cure analoghe).
Purtroppo questo tipo di pentole sono in genere verniciate con smalti e colori tossici, soprattutto piombo, utilizzato per abbassare la temperatura di fusione dello smalto, per dare maggiore brillantezza ai colori e per diminuire i difetti che possono apparire sugli smalti dopo la cottura. Altre sostanze inquinanti utilizzate sono cadmio e selenio (utilizzate come coloranti spesso in combinazione con il piombo) e ancora antimonio, arsenico, floride e uranio.
Durante la cottura, lo smalto a contatto con gli alimenti acidi (frutta, aceto, formaggi e molti vegetali), cede residui piombici che inquinano il cibo. Per tutti questi motivi è consigliabile utilizzare le ceramiche ecologiche, dove il piombo e gli altri metalli pesanti sono sostituiti da sostanze alcaline naturali (sodio, potassio, boro, calcio, bario, ecc.) che però danno dei risultati meno brillanti e a volte qualche difetto.

Acciaio
L'acciaio inossidabile, in genere contrassegnato con le sigle 18/10 e 18/c, è un ottimo materiale per pentolame ed attrezzi di cucina: si presta a quasi tutti i tipi di cottura, conserva il calore, è quasi inalterabile. Uno dei pochi limiti di questo materiale è che a contatto con composti acidi, cede particelle dei metalli pesanti. Quindi è bene evitare sia di lasciare a lungo i cibi cotti a contatto con superfici inox, sia cucinare pietanze molto acide come il pomodoro e le salsine agrodolci.
Un'attenzione importante, verso l'inox in particolare, ma estensibile a tutte le pentole, è quella di evitare l'uso del sale marino a freddo, specie quello grosso, perché il cloro e altri agenti acidi che esso contiene, intaccano rapidamente il metallo causando macchie, che presto diventano carie, erosioni attraverso cui i metalli si continueranno a combinarsi col mangiare.
Nell'inox 18/10, alle 18 parti di cromo ne sono state aggiunte 10 di nichel nel 18/c, invece, il nichel è assente. L'acciaio 18/10 è più lucido e resistente alla corrosione quello 18/c è migliore per la conducibilità del calore. L'inox si pulisce facilmente ed è resistente alla maggior parte dei detersivi soffre invece per quelli che contengono cloro. A differenza dell'alluminio non assorbe gli odori. L'unico limite è la scarsa conducibilità del calore: il rischio, infatti, è che i cibi si attacchino facilmente al fondo in corrispondenza della fiamma.
Per questo motivo, i tegami di qualità in acciaio inox ha il cosiddetto triplo fondo composto di solito da due dischi di acciaio con all'interno uno di alluminio ottimo conduttore di calore (a parità di spessore è circa 10 volte superiore). Grazie a quest'accorgimento, la fonte di calore s'irradia in maniera più uniforme su tutto il fondo. Alcuni produttori utilizzano come disco esterno l'acciaio 18/c ottenendo un risultato ancora migliore; altri invece un solo disco d'alluminio: in quest'ultimo caso le pentole risultano più delicate perché il fondo si riga e si deforma con facilità.
Lo spessore del fondo è dunque un indice sicuro della qualità delle pentole, anche se non mancano le esagerazioni: si trovano sul mercato pentole costosissime, pesantissime e con fondi molto spessi, i cui vantaggi non sono correlati all'elevato prezzo; senza contare che queste pentole fanno consumare più energia. Un buon equilibrio per evitare di bruciare i cibi e allo stesso tempo sprecare energia è un fondo di circa 6 millimetri di spessore.

Ferro e rame
Per preparare pizze, focacce, pane, torte di sfoglia ripiene, ecc., il ferro, quello nero, pesante, riapparso recentemente sul mercato è un ottimo materiale per pentolame ed attrezzi di cucina in quanto asciuga meno gli impasti che risultano più morbidi e omogenei. Il ferro si presta a quasi tutti i tipi di cottura, conserva il calore, ed è quasi inalterabile, a patto di pulirlo e asciugarlo con cura dopo l'uso. Ma attenzione, i tegami in ferro non vanno sfregati, per non danneggiare la patina protettiva che si forma col tempo e l'uso continuato inseguito della polimerizzazione dell'olio. E' comunque bene evitare il contatto prolungato con i cibi acidi, perché può cedere particelle di metalli pesanti.
Le pentole in rame sono le più amate dai cuochi professionisti per la loro resistenza, buona conducibilità termica ed elevata versatilità che le rendono adatte a diverse tipologie di cottura. Due i limiti di questo materiale: la cessione di sostanze tossiche durante la cottura e il prezzo elevato. Se ne sconsiglia l'impiego.

Pentola a pressione
Di gran moda negli anni '70, nessun cuoco ama utilizzarla un po' perché è difficile controllare la cottura, un po' perché il processo troppo rapido di trasformazione non sempre assicura buoni risultati. Il principale vantaggio è la drastica riduzione dei tempi di cottura, particolarmente utile nel caso di cereali integrali e legumi. A differenza di quello che si crede, la cottura in pentola a pressione è meno distruttiva (almeno nei confronti delle vitamine) di altri sistemi di cottura che richiedono tempi più lunghi e temperature più basse come la bollitura, il vapore e lo stufato.

Taglieri e utensili
Per gli utensili è bene scegliere materiali naturali, il più indicato è il legno: olivo e frassino per i taglieri; olivo e bambù per mestoli e spatole, sono legni duri e resistenti, non assorbono e non trasmettono cattivi odori. Per spazzole e pennelli vanno, meglio le setole vegetali; vetro e ceramica per i contenitori, il marmo per i piani di lavoro.

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14 Anni 6 Mesi fa - 14 Anni 6 Mesi fa #3534 da Alernd
Coccio e ceramica sono valide e sicure alternative al teflon.

Ferro e acciao da usare con cautela, perché a contatto con composti acidi rilasciano particelle di metalli pesanti.

Rame (per quanto apprezzato dagli chef per l'elevata conducibilità termica) è da usare saltuariamente
perché può venire a contatto col cibo. Troppo rame nella dieta rischia di essere tossico per l'organismo.
Inoltre in alcune pentole di rame (quelle in cui non è presente anche lo stagno) tendono a formarsi depositi di ossido di rame lungo la superficie, che, se non accuratamente rimossi, risultano tossici.

L'allumino invece è da sconsigliare perché cede facilmente residui metallici estremamente tossici per il sistema nervoso centrale (è uno dei principali indiziati del morbo di Alzheimer).

Saluti
A.
Ultima Modifica 14 Anni 6 Mesi fa da Alernd.

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  • feuxdartifice
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14 Anni 6 Mesi fa - 14 Anni 6 Mesi fa #3574 da feuxdartifice
Risposta da feuxdartifice al topic Re: Pentola al teflon: graffiata o no, buttala !

massimo ha scritto: E' lo stesso discorso anche per le pentole rivestite in ceramica?



in alternativa al Teflon, è il rivestimento ceramico. Questo materiale non è nuovo per niente, anzi, proviene da una plurimillenaria tradizione: la ceramica infatti è un miscuglio di diversi materiali di origine naturale, quali l'argilla, il feldspato, la sabbia, l'ossido di ferro, l'allumina e il quarzo. Ad esempio, anche la terracotta è un tipo particolare di ceramica. La terracotta, in tutte le tradizioni, dal Giappone alla Sicilia, è sempre stata prodotta ed utilizzata per la sua grande resistenza alle alte temperature. Altra caratteristica interessante della ceramica è la sua resistenza al graffio: non viene scalfita neanche da una punta d'acciaio. Padelle in ceramica hanno passato a pieni voti il nostro esame con vari test in cucina: le abbiamo provate cibi di consistenze diverse, con condimenti disparati, procedimenti e temperature differenti. In ogni caso sono perfette: con pochissimi grassi o liquidi riuscite a ottenere cibi croccanti e ben cotti. Proprio l'utilizzo di minime quantità di acqua o olio permette una minima dispersione delle sostanze nutritive. Queste pentole hanno il pregio di diffondere il calore uniformemente e mantenere la temperatura costante anche abbassando la fiamma (quindi si può risparmiare gas, cuocendo a fuoco basso). Sono l'ideale per cotture croccanti e dorate. La ceramica, di colore bianco, è, sia per composizione chimica che per l'alta resistenza al graffio, un materiale atossico e non poroso. Durante la produzione non vengono utilizzati PTFE o PFOA. Le sue caratteristiche si possono così riassumere: - è resistente ai graffi e alle abrasioni; - non si corrode con gli acidi degli alimenti (cosa che succede all'alluminio, per cui è sconsigliabile cucinare o conservare cibi acidi a contatto dell'alluminio); - non si scrosta né si deteriora con l'utilizzo; - si può utilizzare fino a 400°C garantendo un'ottima cottura. Ma è sempre da preferire cucinare a temperature più basse, per non perdere tutte le proprietà nutrizionali degli alimenti e per limitare la formazione di sostanze tossiche (a partire dagli alimenti). - è facile da lavare, anche in lavastoviglie, e non viene intaccata dai detersivi.

www.biologonutrizionista.it/Pentole%20an...%20o%20ceramica.html


In questo forum dedicato si trovano utili informazioni basate sull'esperienza:

forum.alfemminile.com/forum/cuisine1/__f...lle-in-ceramica.html
Ultima Modifica 14 Anni 6 Mesi fa da feuxdartifice.

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