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OFFERTE DI PRODOTTI VIA MAIL O MP
In un forum che tratta di salute e malattie, può succedere che improvvisamente qualcuno offra la soluzione tanto agognata, via mail o via messaggio privato.
DIFFIDATE sempre, controllate, ricercate e chiedete. Chiedete ad altri foristi se per caso conoscono questo prodotto, chiedete se esistono dei test e delle testimonianze attendibili.
Il filosofo Feuerbach asseriva che noi siamo quello che mangiamo (e quello che beviamo), quindi, vi sono cibi che ammalano e cibi che guariscono. Una corretta alimentazione è la base per un sano vivere.
Domanda Entra l'OGM e si abbassa l'aspettativa di vita
- Cecilia
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ho capito .
Gli OGM modificano l´RNA e quindi il DNA ma questi non hanno poi cosí molta importanza, in definitiva l´ATP, il DNA e il RNA non hanno niente a che fare l´uno con l´altro, ah, dimenticavo quasi il pH: manco quello ha a che fare con il DNA: é autonomo.
Ferruccio, hai espresso la tua opinione a proposito e va bene cosí, peró per favore che non ti venga in mente di consigliare spensieratamente il consumo di OGM, non fare come quel qualcuno che consigliava i 10 minuti sole al posto della vit D oppure l´uso delle lampade UVB da 10 euro da comprare al supermercato. Te lo chiedo con gentilezza, non fare come lui.
Grazie
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- Ferruccio
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Quando mi capita mangio tranquillamente polenta OGM.
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- soani
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www.compressamente.blogspot.it/2014/02/l...ibella-agli-ogm.html
La natura stessa si ribella agli OGM
AMARANTO:L’INCUBO DELLA NATURA CONTRO LE COLTIVAZIONI OGM
sapereeundovere.it
Le piante inca amaranto kiwicha invadono le piantagioni di soia transgenica della Monsanto negli Stati Uniti come in una crociata per fermare queste dannose imprese agricole e passare un messaggio al mondo.
In quello che sembra essere un altro esempio di saggezza della natura, aprendo la strada, la specie amaranto Inca nota come ”kiwicha” è diventata un incubo per la Monsanto. Curiosamente, questa azienda nota per il suo male (“Mondiablo”) si riferisce a questa erba sacra per gli Inca e gli Aztechi, come pianta infestante o erba maledetta. Il fenomeno di espansione della amaranto nelle colture in oltre venti stati degli Stati Uniti non è nuovo, ma merita di essere salvato, forse anche per celebrare le capacità e l’intelligenza di questa pianta guerriera che si è opposta al gigante delle sementi transgeniche. Dal 2004 un agricoltore di Atlanta ha notato che i focolai di amaranto hanno resistito al potente erbicida “Roundup” a base di glifosato e divorato campi di soia GM. nel suo sito web la Monsanto raccomanda gli agricoltori di mischiare glifosato con erbicidi come 2,4-D, vietato in Scandinavia perché correlato con il cancro.
E ‘curioso che il New York Times che oltre 20 anni fa ha scritto che Amaranto potrebbe essere il futuro del cibo nel mondo ora chiama questa pianta un “superweed” o “pigweed”, termini dispregiativi che riflettono una concezione di amaranto come una piaga. Secondo un gruppo di scienziati britannici del Centro di Ecologia e Idrologia, si è prodotto un trasferimento di geni di piante geneticamente modificate e di alcuni “indesiderabili” erbe come amaranto. Questo fatto contraddice le affermazioni di esponenti di organismi geneticamente modificati (OGM), che affermano che l’ibridazione tra una pianta geneticamente modificata e un impianto non modificato è semplicemente “impossibile”. Amaranto ha certamente più proteine della soia e contiene anche vitamine A e C.
Nel frattempo negli Stati Uniti si preoccupano di come rimuovere questa pianta rustica che supera la tecnologia Monsanto: si riproduce in quasi tutte le condizioni climatiche, non si infetta da malattie o insetti che non hanno bisogno di prodotti chimici. Non sarebbe meglio ascoltare il messaggio della natura e provare la trasformazione dei prodotti alimentari amaranto?
Casi come la demonizzazione di amaranto ci fanno pensare che l’industria alimentare cerca semplicemente di mantenere la popolazione nella peggiore forma possibile per essere divorato da oscure corporazioni e interessi politici.
Tratto da Asociacion Civil Develar
TRATTO DA ambientebio.it
visto su: sapereeundovere.it
AMARANTO, IL TESORO DEGLI INCA CONTRO GLI OGM MONSANTO
Sarà l'amaranto, una pianta conosciuta fin dall'antichità, a contrastare l'operato di Monsanto? La notizia è di un paio di anni fa, ma prosegue attualmente a rimbalzare tra i Social Media proprio in un periodo in cui Monsanto sembra rafforzarsi, in particolar modo a seguito della firma apposta da parte del presidente Barack Obama al Monsanto Protection Act e successivamente alla conferma del divieto da parte degli agricoltori di aggirare i brevetti sulle sementi imposti dalla multinazionale ribadita dalla Corte Suprema statunitense.
E' la natura stessa a rigettare le coltivazioni OGM. L'amaranto, il tesoro degli Inca, uno pseudo-cereale alla base dell'alimentazione delle popolazioni centro-americane fin da tempi precolombiani, si è rivelato il protagonista di una vera e propria crociata naturale contro le coltivazioni OGM di Monsanto, sulla base di quanto comunicato da parte di Asociación Civil Develar in una nota dal titolo "La naturaleza contraataca: amaranto inca devora transgénicos de Monsanto".
L'amaranto, erba sacra agli Inca ed agli Aztechi, sarebbe diventato un incubo per Monsanto, per via della sua capacità di invadere i campi coltivati con l'impiego di sementi di soia OGM. Il tutto ebbe inizio nel 2004, quando un agricoltore di Atlanta si rese conto di come l'amaranto (potenzialmente, una pianta infestante) riuscisse a resistere al potente erbicida Roundup, a base di glisofato, e ad invadere le coltivazioni di soia OGM.
Da una parte, l'amaranto viene dunque ritenuto alla stregua di una fastidiosa pianta infestante da parte di coloro che si occupano della coltivazione utilizzando sementi OGM, mentre dall'altra parte, l'amaranto può essere considerato un alimento ricco di nutrienti, un prezioso cibo per il futuro a cui fare ricorso, considerando come positiva la sua naturale resistenza ad uno degli erbicidi più nocivi. L'amaranto, rispetto alla soia, presenterebbe un maggiore contenuto proteico e vitaminico, con particolare riferimento alla vitamina A ed alla vitamina C.
Esso potrebbe essere valorizzato come un alimento naturale e ricco di nutrienti a tutti gli effetti, mentre i produttori di erbicidi, come Monsanto, sarebbero alla ricerca della soluzione per liberarsi dell'amaranto come pianta infestante. L'amaranto sarebbe però in grado di prendersi gioco dei prodotti e delle tecnologie poste in essere da Monsanto.
Non soltanto sarebbe risultato resistente a Roundup, ma sarebbe in grado di crescere, data la sua robustezza, anche in caso di clima avverso, senza essere colpito da malattie o da insetti, non rendendo dunque necessario il ricorso a pesticidi per la sua coltivazione. In un mondo che ruota alla rovescia, si sprecano risorse economiche e naturali per la creazione di sementi resistenti alle avversità, quando esse esistono già in natura e potrebbero rappresentare una soluzione a cui ricorrere facilmente per ottenere raccolti produttivi senza la necessità di impiegare diserbanti e pesticidi.
Marta Albè
fonte: www.greenme.it/informarsi/agricoltura/10442-amaranto-contro-ogm
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Che delinquenti!
www.dirittiglobali.it/2015/04/giornata-g...o-il-trat%C2%ADtato/
532 eventi in tutto il mondo, di cui 66 negli Usa, 53 Paesi europei mobilitati ma anche Giappone, Filippine, Ecuador e Messico, dove il coordinamento internazionale dei sindacati dei servizi Psi tiene la sua Conferenza interamericana e porterà in Piazza della Rivoluzione a Mexico City tutti i suoi sostenitori. La Giornata globale d’azione contro il Trattato transatlantico su commercio e servizi (Ttip) e la liberalizzazione commerciale selvaggia, che si celebrerà sabato 18 aprile, occuperà anche le piazze di oltre 30 città italiane, dove la Campagna Stop Ttip Italia e le sue oltre 270 organizzazioni promotrici, con flash mob, volantinaggi, incontri, performance musicali e teatrali lanceranno un messaggio chiaro di sfiducia al Governo italiano, tra i più forti sostenitori del Ttip, e a Bruxelles la richiesta chiara di fermare al più presto un negoziato tanto pericoloso quanto ancora in larga parte secretato. Un trattato che mira ad abbattere fino all’80% dei regolamenti e degli standard che ostacolano oggi la circolazione di merci e servizi tra noi e gli Usa, già al momento decisamente accelerata, ma che sono in gran parte strumenti di garanzia dei diritti dei cittadini.
Il Ttip andrebbe, per di più, a costituire almeno tre nuove para-istituzioni transatlantiche che lavorerebbero in permanenza e fuori dal raggio d’azione di istituzioni e organismi nazionali e regionali a spianare sempre più regole e misure che ci differenziano, avendo come unico obiettivo la facilitazione commerciale.
Il momento non potrebbe essere più azzeccato perché nella settimana successiva, a New York, Ue e Usa si incontreranno per il nono ciclo di negoziati del Ttip. In quegli stessi giorni Obama capirà se il Congresso gli concederà una corsia preferenziale (fast track) per trattare tutti gli accordi commerciali in solitaria prima della scadenza del suo mandato, senza dover riferire e attendere approvazione alle sue decisioni, proprio come la Commissione europea ha ottenuto per se’ fin dall’inizio. Che le cose però alla squadra Junker non vadano così lisce come previsto lo dimostrano i pareri che le Commissioni del Parlamento europeo stanno votando e inviando alla Commissione commercio, incaricata di elaborare e sottoporre al voto del Parlamento una mozione sul negoziato in corso. La Commissione ha fatto capire ai gruppi che la sostengono, socialdemocratici e popolari, che considera il voto sul Ttip una sorta di referendum politico pro-Europa, e sta premendo per ottenere un mandato forte su una piena e rapida liberalizzazione commerciale e regolamentare.
L’azione costante di pressione e informazione della Campagna Stop Ttip, ormai diffusa in 25 Paesi d’Europa e in crescita anche negli Usa, sta dando i suoi primi evidenti risultati. La Commissione agricoltura (AGRI), in cui l’ex ministro italiano Paolo De Castro ha fatto di tutto perché emergessero i magici benefici del Ttip sulla nostra economia, ha approvato invece con soli 9 voti di stacco (27/18) un parere che impegna la Commissione Ue a non mettere a rischio il tessuto produttivo agroalimentare, tenendo al centro la tutela delle misure sanitarie, fitosanitarie e delle indicazioni geografiche con tale chiarezza che consenta al Parlamento tempo sufficiente per discutere a fondo con cittadini e produttori, soprattutto i più piccoli. Si chiede, per di più, un impegno fermo al “rigido rispetto” degli standard europei di sicurezza alimentare, della protezione dei consumatori, della salute, dell’ambiente e degli animali, e di far sì che non vengano danneggiati in futuro.
A dimostrazione che nemmeno gli eurodeputati della maggioranza son convinti che la linea della Commissione sia abbastanza ferma su queste priorità. La Commissione Ambiente (Envi) ha approvato, invece, a schiacciante maggioranza (59 contro ottoun parere nettamente contrario all’introduzione di un meccanismo di protezione degli investitori extra giustizia ordinaria (il famigerato Isds); si chiede l’esclusione secca di alcuni temi come il servizio sanitario nazionale, gli Ogm, l’uso di ormoni negli allevamenti, la regolazione della chimica e la clonazione dal raggio d’azione presente e futuro del Ttip; si chiede il non abbassamento degli standard di sicurezza e qualità presenti e futuri, oltre ad una lista esplicita di quelle aree di regolazione dove, invece, si intende cooperare.
Il voto in Parlamento sul parere definitivo, previsto per inizio maggio, è stato fissato a Strasburgo per la prima settimana di giugno, dimostrando che quanto più crescono informazione e dibattito tra le due sponde dell’Atlantico, tanto più il Ttip marcia in salita. Per questo il 18 aprile siamo tutti invitati a “smascherare” a Roma in piazza del Pantheon, in Piazza Duomo a Milano, a Firenze, Bologna, Modena Napoli, Bari, Cosenza, Catania e in altre decine di città italiane, il trattato fantasma che in molti volevano rimanesse tale. Per la mappa delle iniziative in continuo aggiornamento si trova sul sito della campagna stop-ttip-italia.net.
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- Ferruccio
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arricci il naso perchè non ho fatto riferimenti a RNA DNA.
Ma non esistono legami tra OGM e le alterazioni di questi.
Non sono le alterazioni di questi che scatenano il cancro, ed eventuali
variazioni al DNA e RNA, nella cellula, avvengono dopo che il cancro si è innescato,
e quindi OGM non ha alcuna valenza.
Segui troppo le teorie della MU, che purtroppo, in questo
caso del DNA e RNA sono ampiamente superate.
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