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OFFERTE DI PRODOTTI VIA MAIL O MP
In un forum che tratta di salute e malattie, può succedere che improvvisamente qualcuno offra la soluzione tanto agognata, via mail o via messaggio privato.
DIFFIDATE sempre, controllate, ricercate e chiedete. Chiedete ad altri foristi se per caso conoscono questo prodotto, chiedete se esistono dei test e delle testimonianze attendibili.
Il filosofo Feuerbach asseriva che noi siamo quello che mangiamo (e quello che beviamo), quindi, vi sono cibi che ammalano e cibi che guariscono. Una corretta alimentazione è la base per un sano vivere.
Domanda Cagliari, sequestrati concimi a base di matrina
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che vende fertilizzanti con matrine www.vivekonexport.com/pages/Bio-Pesticides.html , strano, stando all´articolo sembrava che in India fosse vietato
Qual´é il piú grande produttore di pesticidi e fertilizzanti?!
Hmmm
Alibaba offre Matrine prodotto in ... indovinate un pó`? in Vietnam, www.alibaba.com/countrysearch/VN/matrine.html
ma non era vietato?
risposta alla domanda posta sopra
il piú grande produttore é Monsanto con il Roundup.
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Ipotizzare in certe questioni non é cosí ... salutare, quindi ripeto solo quello che ho giá scrittoMidiclò ha scritto: Uhmmmm... corro troppo di fantasia, oppure stai ipotizzando anche tu che le matrine non siano così nocive come (quelli della Monsanto) vogliono farci credere?
ci sono incongruenze, o almeno a me pare cosí, in questa storia
da decenni vengono vietati prodotti usati in altri paesi da decenni se non da millenni e partendo da questo presupposto si potrebbe pensare che la matrina possa essere uno di quei prodotti che infastidisce qualcuno, magari ... un grande produttore di erbicidi e fertilizzanti (sai, quegli erbicidi che provocano la sterilitá?!) magari, chi lo sa.
Stranamente il nome é scritto in maniera non corretta
stranamente la matrina viene prodotta e venduta ufficialmente anche dal Vietnam, ma non era stata abolita? e dall´India anche, boh!
Ora, é possibile che le leggi italiane siano e sono molto pignole per quanto riguarda il biologico (?) una spiegazione ci sarebbe in questo articolo www.agriconnection.it/prova-mappa-fertilizzanti/#more-825
Con un grande punto interrogativo ... vi auguro una buona domenica
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Insomma la questione è controversa.
Meglio che le leggi italiane sul bio siano pignole.
Buona domenica anche a te!
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LIVORNO. Una nuova scoperta del gruppo di ricerca Criigen (Comité de recherche et information indépendantes sur la génie Geneétique), pubblicata a fine giugno 2009 sulla rivista scientifica internazionale Toxicology, mette in evidenza effetti, già in quantità molto basse (sino a 800 volte), del Roundup sugli ormoni maschili.
Dopo avere mostrato la tossicità dei diserbanti Roundup a quantità infinitesimali in particolare su cellule di neonato, il gruppo di ricerca dell´università di Caen, in collaborazione con l’equipe di Dijon, ha appena pubblicato queste nuove scoperte, riguardo agli effetti di questa sostanza. Roundup è il nome commerciale di un diserbante a base di glifosfato ed è il principio attivo dell’erbicida a largo spettro più venduto al mondo.
Il brevetto del glifosfato è scaduto nel 1994 in Europa e nel 2000 negli Usa, quindi diserbanti a base di questo principio attivo sono venduti da più aziende ma la Monsanto ha ancora la leadership delle vendite.
Il glifosfato è un erbicida ad ampio spettro, non selettivo, utilizzato per eliminare erbacce infestanti. Viene applicato in forma liquida sulle foglie e da queste assorbite fino a raggiungere le radici e uccidendo la pianta in pochi giorni.
Pubblicizzato dai produttori come un prodotto meno nocivo del sale da cucina, il glifosfato è stato oggetto di numerose ricerche effettuate da istituti scientifici indipendenti che hanno invece provato quanto sia tossico sia per l´uomo che per gli animali. Anche perché, per facilitarne l´assorbimento nelle piante, viene miscelato con altre sostanze chimica tensioattive come il polioxietileno-amina o il cosmoflux 411F, senza aver prima effettuato degli studi sui possibili effetti negativi.
Questo diserbante, nato come Roundup, è spesso utilizzato in coltivazioni Ogm, tanto che il brevetto iniziale della Monsanto, Roundup, è diventato anche il nome di diverse colture Ogm dette "Roundup Ready" (RR) che resistono al glifosfato, la prima delle quali è stata la soia RR Monsanto (l´Ogm più importato in Europa) alla quale si sono aggiunti cotone, mais e colza RR.
Secondo i risultati delle ricerche di Criigen, l’esposizione a quantità molto basse di questo diserbante, presente nei prodotti antiparassitari commercializzati, impedisce l´azione degli androgeni, ormoni virilizzanti, innescando i danni al Dna delle cellule umane che sono stati rilevati già in altri studi, e non solo dall’equipe francese. Effetti che dunque spiegano i risultati di effetti preoccupanti rilevati sia su animali che in epidemiologia umana, che ormai affollano le riviste scientifiche, dovuti alla presenza nell’ambiente di questo diserbante, sino ad ora sottovalutati per il fatto che i produttori di antiparassitari presentano per lo più alle autorità studi sugli effetti del glyphosate da solo, mentre il miscuglio commercializzato è molto più attivo.
Per questo si propone di rivedere a livello regolamentare la classificazione del Roundup ed altri diserbanti a base di glifosfato, come tossici per la riproduzione e perturbatori endocrini. La stessa Criigen ha scritto al ministro dell’Agricoltura francese per chiedere la sospensione dell’autorizzazione alla commercializzazione del Roundup. Ma il Ministro ha respinto questa domanda avvalendosi delle conclusioni degli esperti,che si rifanno però a studi condotti sul solo glifosfato e non sul miscuglio, molto più attivo, messo in commercio come diserbante.
Lucia Venturi
greenreport.it/web/archivio/show/id/20438
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da www.maito.it/index.php?option=com_conten...gna-stampa&Itemid=79
Sono ormai molteplici gli studi internazionali che dimostrano l’importanza dell’agricoltura biologica in termini di sicurezza alimentare e tutela della salute umana. I residui dei pesticidi, ma anche dei disseccanti usati lungo le strade e le ferrovie si ritrovano in circa la metà della frutta e verdura che ogni giorno consumiamo, contaminando l’ambiente, le acque di falda e il territorio e accumulandosi nelle catene alimentari.
Una recente indagine effettuata dall’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) ha rilevato nella acque italiane la presenza di ben 131 sostanze chimiche tra cui inquinanti vietati da molto tempo (es. Atrazina) e disseccanti venduti in passato come biodegradabili, quali il Glifosate. Il 36,6% dei campioni d’acqua analizzati nel nostro paese è contaminato da pesticidi in quantità superiore ai limiti di legge. L’uso di Agrofarmaci chimici è sempre più elevato e oggi sono circa 300 quelli di uso abituale in Italia, dove nel 2007 ne sono state distribuite 153.400 tonnellate (oltre il 30% di tutto il consumo europeo), con una media, secondo i dati ISTAT, di 5,64 Kg per ettaro. Gli effetti negativi esercitati sull’uomo sono molto complessi, difficili da valutare nel loro insieme e si manifestano a livelli infinitesimali , come per il Glifosate. Quasi tutte queste sostanze chimiche rientrano tra gli “interferenti” o “disturbatori endocrini”, molecole che alterano a dosi molto basse funzioni molto delicate, come quelle ormonali, immunitarie, metaboliche e riproduttive.
- Disfunzioni ormonali (specie alla tiroide)
- Sviluppo puberale precoce
- Diminuzione della fertilità maschile e riduzione degli spermatozoi
- Aumento aborti spontanei (precoci e tardivi) e gravidanze extrauterine
- Disturbi autoimmuni
- Aumento rischio criptorchidismo e ipospadia
- Diabete ed alcune forme di obesità
- Elevato rischio di tumori
- Deficit cognitivi e disturbi comportamentali (tra cui l’ADHD)
- Patologie neurodegenerative
La Legge consente residui chimici per ogni sostanza ma non prevede la sommatoria massima dei diversi principi che possono trovarsi negli alimenti. La presenza nell’organismo umano di differenti residui chimici di sintesi moltiplica gli effetti negativi che risultano “concause aggravanti” di pericolo per la salute soprattutto nelle popolazioni già esposte ad altre forme di inquinamento ambientale. Azioni mutagene, teratogene e cancerogene (IARC Lione) sono correlate all’esposizione professionale a tali sostanze, con aumenti a tumori cerebrali, alla mammella, al pancreas, ai testicoli, al polmone, sarcomi, mielomi, linfomi non Hodgkin, questi ultimi correlati da una ricerca svedese al Glifosate (Hardell – Eriksonn, Cancer, 1999). I rischi sono maggiori se le esposizioni avvengono durante le prime e cruciali fasi della vita (gravidanza, allattamento, infanzia e adolescenza)e per le persone più deboli per fisiologia e sistema immunitario. Secondo l’OMS l’Italia è il paese al mondo con la maggior incidenza di tumori dell’infanzia, con 175 casi all’anno per milione di abitanti tra 0 e 14 anni di età. Seguono gli Stati Uniti con 158, la Germania con 141 e la Francia con 138.
Fonte: “Eccellenze biologiche dell’Umbria” – opuscolo scientifico divulgativo realizzato dallo Studio AgerNova per il Convegno “Cibus in primis”, Todi - Istituto Agrario "A.Ciuffelli", 9 giugno 2011, nell'ambito dell'omonimo progetto "Conosciamo le eccellenze biologiche dell'Umbria", finanziato della Regione Umbria (Legge 38/2003), attraverso un gruppo di Produttori Biologici Umbri.
Insomma, vogliamo o no essere pignoli?
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