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Domanda Il sale uccide: gli scienziati lanciano l'allarme,

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13 Anni 5 Mesi fa #18908 da Davix
Il sale uccide: gli scienziati lanciano l'allarme, milioni di persone in pericolo

Sono 2,3 milioni le persone che ogni anno muoiono nel mondo per l'uso eccessivo di sale


Il sale uccide: una dieta troppo ricca di sale può portare alla morte. E' l'allarme lanciato dagli studiosi della Harvard School of Public Health di Boston, che rende noti dati sconcertanti: 2,3 milioni di persone ogni anno nel mondo muoiono a causa di infarto, ictus e malattie cardiovascolari causate da un eccessivo consumo di sale.

L’OMS (Organizzazione mondiale della Sanità) consiglia di assumere non più di 5 grammi di sale al giorno, equivalenti a un cucchiaino da tè. Il pericolo tuttavia non è tanto nel condimento aggiunto ai cibi, ma nel sale nascosto nei cibi pronti, che aumenta a nostra insaputa la quantità di sodio che consumiamo quotidianamente. E così il 65% della popolazione mondiale "sfora" la quantità di sale quotidiano consentita dai medici.

Tra i Paesi più a rischio ci sarebbe proprio l'Italia: una ricerca ha quantificato in 10,8 grammi di sale al giorno la quantità consumata dai nostri concittadini: peggio di noi farebbe solamente l'Ungheria.
Vari studi hanno dimostrato che il 15% delle morti per cause cardiovascolari sono causate dall'eccesso di sale. Per non parlare dell'aumento del rischio Alzheimer: secondo i ricercatori dell’Università di Toronto gli anziani che hanno una dieta ricca di sale e fanno poco esercizio fisico hanno un declino mentale più rapido e si ammalano maggiormente di Alzheimer rispetto a chi si nutre usando meno sale.
Da non dimenticare anche un altro effetto poco gradito dell'eccesso di sale nella dieta, ovvero la ritenzione idrica e la cellulite, che angustia molte donne le quali se mangiassero meno sale potrebbero perdere molti chili di troppo.




Finalmente ci sono arrivati... :whistle:
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13 Anni 3 Mesi fa #19970 da Mario
Un ambulatorio bilingue per il cuore dei cinesi
Al via a Milano un progetto per lo studio dell’ipertensione nella popolazione emigrata dalla prima alla terza generazione.
Il cuore dei cinesi, di notte, non si riposa: continua a mantenere alta la pressione del sangue.
Quest’ultima invece, nella popolazione occidentale cala durante le ore di sonno.
La spiegazione? «Quella corrente è - dice Fabio Magrini, direttore del Centro Ipertensione del Policlinico di Milano - che un’alimentazione ricca di sale, come quella cinese, costringe il rene a mantenere alta la pressione per eliminarne gli eccessi di sodio». Gli italiani consumano mediamente 5 grammi di sale al giorno, i cinesi fra i 15 e i 20 grammi: ne sono ricche soprattutto le salse, quella di soia innanzitutto.
E il sale, si sa, è uno dei fattori di rischio per l’ipertensione arteriosa, anche se i cinesi, tradizionalmente, mangiano più proteine vegetali e amidi e meno proteine animali e grassi rispetto agli occidentali, con effetti benefici per la salute del cuore. In Cina una persona su due è a rischio di ipertensione, in Italia lo è una su cinque. Ma cosa succede quando i cinesi emigrano e cambiano alimentazione? Che cosa succede, per esempio, al cuore di un cinese quando viene a vivere in Italia e in particolare a Milano? A questa domanda vuole rispondere un progetto della Fondazione Ca’ Granda del Policlinico di Milano che inaugura, in occasione della Giornata Mondiale dell’Ipertensione (che si celebra il 17 maggio), un ambulatorio cardiologico bilingue con l’obiettivo di studiare i cinesi di prima (nati in Cina) e di seconda e terza generazione (nati in Italia) per capire l’impatto dello stile di vita occidentale sul loro organismo e l’interazione fra fattori genetici, alimentari e ambientali nel determinare la comparsa di malattie cardiovascolari.
PREVENZIONE:Non solo: lo scopo è anche quello di mettere in atto sistemi di prevenzione, di diagnosticare casi di ipertensione non noti e di offrire le cure adeguate, superando il problema della lingua. Molti pazienti, infatti, non conoscono bene l’italiano, fanno fatica a comunicare con i medici, rinunciano alle cure e si rivolgono all’ospedale solo quando si trovano in gravi condizioni. Il problema della lingua sarà superato grazie alla collaborazione di Meilikemu Maisaidi, cardiologa cinese bilingue, che si è specializzata sull’ipertensione in Cina, in Canada e attualmente lavora a Milano. «I cinesi che vivono nel capoluogo lombardo sono quasi 20mila - dice Roberto Meazza del Centro Ipertensione del Policlinico - e si stima che all’incirca 3.700 siano a rischio di ipertensione. Con il nostro progetto vogliamo conoscere lo stato di salute cardiovascolare della popolazione cinese a Milano e verificare se un cambiamento nello stile di vita modifica il rischio cardiovascolare».
CONFRONTO CON SHANGHAI - Le persone che si rivolgeranno all’ambulatorio saranno sottoposte a una serie di esami del sangue, a una vista medica e a esami strumentali come l’elettrocardiogramma, senza costi per la sanità regionale. Il Centro di Milano collaborerà con il centro per l’ipertensione dell’Ospedale RuiJin di Shanghai per un confronto dei dati raccolti con quelli che si rilevano nella popolazione che vive in Cina e si avvale della collaborazione del Consolato Cinese a Milano che promuoverà l’iniziativa verso tutti i suoi concittadini.]

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13 Anni 3 Mesi fa - 13 Anni 3 Mesi fa #19971 da ade
Non credo però che il sale vada demonizzato a tutti i costi. Sebbene sia giusto mettere in guardia la popolazione dai possibili rischi derivanti da un eccessivo consumo di sale bisogna un ' attimo osservare la cosa in maniera più
approfondita.

1 L'eccessivo consumo di sale deriva principalmente dall'assunzione di cibi confezionati e trasformati. Bisogna innanzitutto dire che questi alimenti debbono essere TOTALMENTE ABOLITI ...e non solo per il sale che contengono ma per un' infinità di ragioni. Va da se che quindi la percentuale girnaliera scende automaticamente se si assume uno stile di vita più sano.

2 Il sale va consumato grezzo integrale in quanto ricco di minerali e non dannoso ,quello che normalmente si trova sulle nostre tavole (il bianco) è TOTALMENTE DA ABOLIRE .

3 E' importante assumere 2 gr. e mezzo al giorno di sale proprio perchè questo aiuta a trattenere l'acqua che altrimenti diventa solo una sorta di diuretico.Ricordiamoci che la costipazione è una delle maggiori cause di tossiemia ,l'acqua ci assicura maggiori movimenti intestinali ed il sale favorisce questo suo lavoro.

Quindi solo sale integrale ed abolizione di cibi confezionati .Diventa quasi automatico non raggiungere una alta quantità di sale la quale ovviamente ,come diceva Davix , è molto pericolosa.
Ultima Modifica 13 Anni 3 Mesi fa da ade.

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13 Anni 3 Mesi fa #19988 da Mario
Per gli antichi Romani il sale era particolarmente prezioso;
non a caso il termine salario, ancora oggi utilizzato per indicare la retribuzione di un lavoratore dipendente, fu coniato in quegli anni per dare un nome al compenso dei legionari.La salatura degli alimenti, oltre ad essere necessaria per conservare meglio alcuni cibi, ha pertanto anche un profondo significato culturale.
Sale
FABBISOGNO DI SALE
Ogni grammo di sale contiene circa 0,4 g di sodio. In condizioni normali un adulto ha bisogno di 100-600 mg di sodio al giorno, pari a circa 0,25-1,5 grammi di sale. La dieta degli italiani apporta in media quasi 12 grammi di sale al giorno, superando di dieci volte le reali necessità. Partendo da tali valori la semplice riduzione dell'apporto di sodio nella dieta a non più di 100 mmol/die (6 g di sale) permette di ridurre la pressione arteriosa di 2-8 mmHg.
Nel periodo estivo, quando la sudorazione aumenta, cresce anche il fabbisogno di sodio, specie negli sportivi.
In una dieta bilanciata si consiglia comunque di non assumere più di 6 grammi di sale al giorno.
Se assunto in eccesso il sale è nemico della nostra salute, soprattutto alla luce delle ultime ricerche scientifiche.
In particolare un eccessivo consumo di sale può essere responsabile di malattie come:
IPERTENSIONE: il sale è dannoso soprattutto per le persone che soffrono di pressione alta. Sebbene un organismo sia perfettamente in grado di eliminare l'eccesso di sodio, assumere troppo sale, a lungo andare, favorisce l'insorgenza della malattia nelle persone predisposte.
OSTEOPOROSI: l'eccesso di sale favorisce l'escrezione renale di calcio, di cui la dieta è spesso povera. Il calcio è un minerale essenziale per le ossa e una sua carenza aumenta significativamente il rischio di osteoporosi.
OBESITÀ: chi consuma regolarmente cibi salati corre un maggior rischio di diventare obeso. Il sale, si sa, non ha calorie ma stimola la sete che può essere soddisfatta con bibite zuccherate o alcoliche. In questo caso è facile assumere calorie extra (circa 50-150 kcal per lattina da 330 ml), poco sazianti e di cui spesso non ci si rende conto.
L'apporto di sale nella dieta va assolutamente ridotto anche in presenza di malattie quali l'insufficienza renale, lo scompenso cardiaco e la cirrosi. Queste malattie aumentano sensibilmente la ritenzione di sodio alterando i meccanismi di eliminazione renale. In un individuo sano il metabolismo del sodio funziona perfettamente e consente di regolare l'assorbimento e l'escrezione urinaria in relazione alle quantità di sale introdotte con gli alimenti. Per una persona in salute l'assunzione di eccessive quantità di sale non rappresenta dunque un problema anche se, a lungo andare, predispone l'individuo ad ipertensione e ritenzione idrica.
CARENZA DI SALE: il sodio è un minerale essenziale per il nostro organismo in quanto regola la trasmissione dell'impulso nervoso, il bilancio idrico, l'equilibrio acido-base e la permeabilità di membrana. Un apporto ridotto di sale nella dieta può, specie nei periodi estivi, favorire l'insorgenza di crampi, diminuendo l'appetito e la lucidità mentale.
SALE E DIETA: il cibo confezionato è uno dei principali ostacoli alla riduzione del sodio nella dieta. Limitare l'apporto di sale con gli alimenti è tutto sommato facile, basta adottare alcuni semplici accorgimenti:
Non salare le pietanze,utilizzare poco sale durante la cottura (quando si prepara la pasta abituarsi, per esempio, ad aggiungere il sale a cottura ormai terminata; in questo modo si riduce considerevolmente la quantità di sale assorbito dalla pasta).Limitare il consumo di cibi conservati sotto sale o trasformati (insaccati, formaggi, patatine ecc.).Esaltare la sapidità dei cibi con spezie, limone o aceto tradizionale/balsamico.
Se la frutta è gradita può essere consumata in sostituzione degli snack salati come spuntino.
Il contributo del sodio presente nell'acqua che beviamo ogni giorno è praticamente nullo dato che in un litro di una comune acqua oligominerale si trovano solitamente 5-15 mg di sodio.
Mangiare spesso fuori casa aumenta notevolmente l'apporto di sale nella dieta: basti pensare, ad esempio, alla diffusa abitudine dei ristoratori di aggiungere sale per insaporire le pietanze, o ai quasi 2 grammi di sodio contenuti in un etto di prosciutto crudo.
Basterebbe che lo stato intervenisse ponendo dei limiti all'aggiunta di sale negli alimenti conservati, per risparmiare ogni anno numerose vite e parecchi milioni di euro nella spesa sanitaria nazionale. In Inghilterra e soprattutto in Finlandia tale limitazione ha ridotto notevolmente la mortalità da ictus cerebrale. In America, dove il consumo di sale è aumentato del 50% negli ultimi 15 anni, l'incidenza di tali malattie è invece nettamente aumentata.
Mario.

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