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Domanda melatonina

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13 Anni 10 Mesi fa #14896 da Nataku
Risposta da Nataku al topic Re: melatonina
xche volevo provare ad aumentare il dosaggio da 3 a almeno 10mg su mia madre
e prendere 3 pierpaoli oltre che dispendioso mi carica di selenio e zinco....
senza contare che io vorrei provare la coniugata per pura curiosita.

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13 Anni 10 Mesi fa #14898 da Raffaele/Michelangelo
Risposta da Raffaele/Michelangelo al topic Re: melatonina
Accolte entrambe le motivazioni, Amico.

Raffaele

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13 Anni 4 Mesi fa #19515 da marion61
Risposta da marion61 al topic Re: melatonina
buonasera scusa a me la coniugata l han preparata in capsule! perché dici che deve essere in compresse per favore? avevo problemi perché in quella in compresse tra gli eccepienti c è il lattosio e sono intollerante....grazie mille!

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13 Anni 4 Mesi fa #19517 da alex86
Risposta da alex86 al topic Re: melatonina

Raffaele ha scritto: Scusami, Alberto.

Per la Melatonina Zn-Se di Pierpaoli, peraltro ottima, la ricetta medica non ti occorre: non capisco perché tu debba fare tanti "giri di walzer" in quel di Bologna, quando la puoi acquistare in Farmacia dalle tue parti.

Ovviamente, la tua libertà decisionale è sacrosanta e il mio è solo un suggerimento!

Affettuosamente, Raffaele.


quoto. Io la prendo a Bologna solo perche' ci abito....


"Not all cakes comes with hole"

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13 Anni 4 Mesi fa - 13 Anni 4 Mesi fa #19519 da Stefano
Risposta da Stefano al topic Re: melatonina

antimonium ha scritto: io prendo la melatonina del d. pierpaoli da due anni ininterrottamente .
ne ho tratto subito vantaggio ..l'unica cosa che facendo i turni anche di notte non la prendo alla mattina quando vado a letto ma sempre alla stessa ora , metre sono al lavoro ed ho sentito subito la differenza. c'è pero' chi dice che andrebbe presa al mattino quando si va a letto . io ascolto pierpaoli poi vedremo :)


In effetti la questione è controversa, Pierpaoli dice che va assunta la sera sempre alla stessa ora per "sincronizzare l'orologio biologico" anche se si va a dormire alle 6 del mattino e il ragionamento in effetti sta in piedi, poi però la quasi totalità delle persone che la consigliano (medici, erboristi etc) dicono 30-60 min prima di andare a dormire, anche sulle confezioni c'è scritto lo stesso.
Il consiglio di Pierpaoli sembra una voce fuori dal coro anche se credo che abbia ragione.
Ultima Modifica 13 Anni 4 Mesi fa da Stefano.

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13 Anni 4 Mesi fa #19649 da Mario
Risposta da Mario al topic Re: melatonina
Lavoratori in turno:
In una definizione più ampia il lavoro in turno prevede impegni differenti da quelli svolti nelle ore comprese tra le 7 del mattino e le ore 6 del pomeriggio. Il lavoro notturno o il lavoro in turni è una condizione necessaria in numerose attività lavorative che prevedono l'operatività continua durante le 24 ore.
Queste operazioni sono tipiche del lavoro dei vigili del fuoco, della polizia, degli ospedali, delle attività di trasporto e comunicazione e della produzione di energia.
Altre industrie richiedono processi continuativi nell'intera giornata per ottimalizzare gli investimenti.
Si stimano le persone che lavorano in turno in un range dal 10 al 25% di tutti i soggetti impiegati.
Data la necessità di operare nelle 24 ore i lavoratori in turno spesso differiscono dalla convenzionale attività umana che è più concentrata nelle ore del giorno e della sera. questa differenza dal pattern di attività diurna pone il lavoratore in turno in contrasto con molte funzioni biologiche che oscillano nel periodo delle 24 ore.
Processi fisiologici ad esempio metabolismo basale, processi psicologici, ad esempio memoria a breve termine, e processi sociali ad esempio interazione con la famiglia hanno dimostrato avere una variazione ritmica durante al giornata.
Questi sono chiamati ritmi circadiani in quanto ruotano nell'intera giornata l'allontanamento dal normale pattern diurna ad esempio picco di attività durante la notte non comporta necessariamente cambiamenti nei ritmi circadiani. La persistenza relativa dei ritmi circadiani ha applicazioni importanti per i turni poichè il lavoro notturno richiede un adattamento con processi fisiologici psicologici e sociali che non sono in sincronia con il turno notturno; di conseguenza il lavoro in turno può alterare i diversi aspetti della salute, efficienza e benessere del lavoratore.
FISIOLOGIA:
In rapporto alla frequenza si possono distinguere i seguenti ritmi:
I ritmi circadiani o nictemerali (nict- notte, -emera giorno) la cui frequenza è di circa un ciclo ogni 24 ore (di fatto tra 20 e 28 ore): alternanza veglia-sonno, ciclo nictemerale della temperatura centrale.
I ritmi infradiani, il cui periodo è superiore a 28 ore: i ritmi annuali, stagionali, mensili.
I ritmi ultradiani il cui periodo è inferiore a 20 ore.
Tra questi, i ritmi di periodicità bioraria sono stati i più studiati.
Oltre al ritmo veglia-sonno e a quello di variazione della temperatura centrale, anche numerosi altri parametri fisiologici sono sottoposti a oscillazioni circa, intra, infra o ultradiane; le concentrazioni di componenti urinari o plasmatici (calcio, sodio, idrogeno, magnesio, potassio, creatinina), la frequenza cardiaca e respiratoria, la pressione arteriosa, i tassi ormonali, i tassi di mediatori chimici, le prestazioni sensori-motorie.
I ritmi biologici sarebbero innati, autonomi e autosostenuti, ma il loro periodo verrebbe tuttavia mantenuto al valore imposto da sincronizzatori esterni.
La sincronizzazione verrebbe effettuata continuamente da fattori fisici, come le variazioni di illuminazione, di temperatura, di umidità o di ionizzazione dell'aria, ma anche nell'uomo, da fattori sociali o da fattori piùcomplessi di ordine culturale.
La sincronizzazione scompare nelle esperienze nelle quali le condizioni ambientali si mantengono costanti; in questo caso il periodo biologico di 24 ore tende ad allungarsi di circa l ora per ciclo e la percezione del tempo è progressivamente perturbata; tale disturbo può essere limitato dalla vita in gruppo, fatto che mette in evidenza il ruolo del sincronizzatore sociale.
Infine, la sincronizzatore può spostarsi rispetto al ciclo giorno-notte, come nel caso del personale navigante dell'aeronautica che attraversa i fusi orari.
In questi casi è necessario un periodo di transizione, nel corso del quale i ritmi biologici tendono a riaggiustarsi, periodo che varia a seconda della situazione e degli individui, e certi individui si adattano peggio di altri, così dopo ciascuna rotazione di squadra nel lavoro a turno, o durante i periodi di riposo, il sonno ritorna sistematicamente ad essere notturno.
I ritmi circadiani sono sincronizzati dall'alternarsi della luce e dell'oscurità e dalle attività socio-professionali che abitualmente seguono quell'alternanza. Nel corso di voli transmeridiani, se lo scarto orario tra l'orologio interno del pilota e i ritmi sociali del paese ove è atterrato non supera le 5 ore, le modificazioni dei ritmi biologici del pilota sono minori. Al di là di 5 ore, si adeguano in circa una settimana. Se si tratta di un volo di andata ritorno, i piloti si isolano al fine di conservare il loro ritmo iniziale.
L'inversione dell'attività di 12 ore, per esempio introducendo una sola notte di lavoro, non riesce ad invertire i ritmi biologici, mentre un lavoro notturno più prolungato (da 3 a 8 giorni) si accompagna a un progressivo scivolamento dei ritmi biologici verso il periodo di attività, nonché a una diminuzione dell'ampiezza delle variazioni circadiane.
L'assenza di adattamento rapido (è necessaria almeno una settimana) e completo (non si raggiunge la sincronizzazione ritmo biologico-ritmo di attività) è un argomento utilizzato oggi dai difensori delle rotazioni corte (2-3 giorni) per i lavori a turni.
Va infine aggiunto che il ritorno all'attività diurna, sia transitorio (come durante il riposo settimanale) sia più durevole (come nei periodi di vacanze), si accompagna alla perdita di ogni aggiustamento relativo. Un fattore importante di adattamento è l'età. I soggetti più anziani, vale a dire superiori ai 40 anni, non si adeguano ai cicli artificiali loro imposti.
Pari difficoltà di adattamento incontrano i lavoratori turnisti che hanno superato la quarantina.
Si ammette che la qualità della veglia notturna sia minore, e che rifletta un minor grado di vigilanza e una minor motivazione.
Parimenti, il sonno diurno è di minor durata e di minor qualità. La durata media del sonno passa dalle 8 ore abituali notturne alle 6 ore di giorno, i risvegli spontanei sono più frequenti, favoriti dai fattori ambientali: rumori, calore, etc. Le modificazioni del ritmo si accompagnano il più spesso, a una privazione quantitativa e qualitativa del sonno i cui effetti sono difficili da valutare rispetto a quelli specifici dell'inversione del ritmo.
LAVORO A TURNI E SALUTE:
Le due fonti principali di difficoltà per i lavoratori turnisti sono la desincronizzazione degli orari del sonno e la desincronizzazione degli orari dei pasti.
In effetti, i disturbi digestivi occupano il primo posto, nella quasi totalità degli studi epidemiologici e la loro associazione con i disturbi del sonno è stata frequentemente sottolineata.
Questa relazione pone il problema della possibilità di un insulto primitivo alle funzioni nervose vegetative che provochi le disfunzioni digestive, benché l'assunzione dei pasti a ore inusuali e la loro composizione iperlipidica e iperglicidica siano i fattori più frequentemente chiamati in causa. Non c'è alcun dubbio che questi fattori abbiano effetti cumulativi, fattori ai quali si dovrebbe probabilmente aggiungere l'alcool.
Questi disturbi sono la causa della maggior parte degli abbandoni spontanei nei primi mesi di lavoro a turno; questo fenomeno va considerato perché, se esso tradisce un cattivo adattamento, dipende per una parte variabile dal mercato dell'impiego e dalle condizioni sociofamiliari.
I disturbi del sonno consistono essenzialmente nella desincronizzazione permanente tra i ritmi circadiani, le fasi di attività e di riposo e le abitudini sociali.
La durata e la qualità del sonno dei lavoratori turnisti variano a seconda dell'orario del turno e delle condizioni ambientali. Il sonno diurno dei lavoratori del turno di notte è accorciato di circa un terzo e lo è anche, pur in minor misura, nei lavoratori del turno del mattino, che in generale rinunciano ad andare a letto più presto la sera. Il deficit in sonno è chiamato in causa non soltanto nel peggioramento delle prestazioni mentali e della vigilanza ma anche tra le cause della sensazione di malessere di cui si lagnano i lavoratori del turno del mattino. Il livello di rumore al quale è sottoposto il dormiente diminuisce essenzialmente il sonno e l'ambiente sonoro del riposo influenza direttamente la capacità del lavoratore soprattutto se egli è sottoposto a impegno mentale o di vigilanza. Le lamentele per disturbi del sonno si presentano, in occasione di esami clinici, con una frequenza globale del 25-30% dei lavoratori turnisti e riguardano sia le difficoltà di assopimento, sia i risvegli precoci. Le dissomnie sono associate ad altri disturbi in circa la metà dei casi di intolleranza al lavoro a turni. Ciò fa pensare che la dissomnia sia il segno patologico primario della desincronizzazione dei ritmi circadiani e delle fasi di attività e di riposo. La dissomnia provocherebbe poi una patologia non specifica in larga misura digestiva.
La relazione tra l'intolleranza al lavoro a turno e il fatto di essere " un a letto presto, sveglia presto" è stata notata clinicamente. Lo studio delle diverse forme di disturbi del sonno permette di riconoscere una tipologia più o meno predisposta all'adattamento ai turni di lavoro. In effetti si possono distinguere "i tipi del mattino" dai "tipi della sera" notando le ore del coricarsi e del levarsi e correlandole con l'evoluzione precoce o tardiva della variazione circadiana della temperatura centrale. Inoltre si è frequentemente avanzata, come ipotesi di studio, quella dell'esistenza di una relazione tra "matuttini" e introversione, e tra "serotini" e estroversione. Un certo numero di argomenti convergono a indicare una facilità di adattamento nelle persone i cui ritmi circadiani sono sfasati verso la sera e che presentano un carattere estroverso.
CONCLUSIONI:
Quando si dorme durante le ore diurne non si ha una fase ormonale corretta e non si produce la melatonina , detto anche ormone del sonno, e tutto il sistema endocrino ormonale subisce uno sfasamento , risulta quindi indispensabile ripristinare un corretto segnale notturno ,assumere melatonina può risultare la migliore soluzione per un lavoratore turnista .
Mario.
I seguenti utenti hanno detto grazie : Lina

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