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Domanda Litio: capostipite dei metalli alcalini

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1 Anno 3 Settimane fa - 1 Anno 3 Giorni fa #70567 da miciofelix
Litio: capostipite dei metalli alcalini è stato creato da miciofelix
Wikipedia definisce il litio anche come il "capostipite dei metalli alcalini" di cui fanno parte sodio, potassio, rubidio, cesio e francio....il litio viene usato in vari campi, quello che mi interessa discutere in questo topic è solo quello nutrizionale, cioè NON come farmaco in medicina (dove il litio viene assunto a dosi alte per disturbo bipolare e altro) bensì come integratore (cioè a bassissime dosi), va detto che anche il litio in questo caso viene sempre "accompagnato" da altra sostanza, al pari di potassio, magnesio, ecc....ad esempio c'è il litio carbonato, citrato, solfato, orotato, aspartato, ecc....

nel primo post di questo topic riporto un articolo secondo me molto ben fatto di una nota dottoressa e nutrizionista, Debora Rasio, eccovi link ed estratto:

www.pleinair.it/vivi-pleinair/mangiare-s...ale-per-il-cervello/

"(..) Il cervello è un organo ad altissima richiesta energetica e fortemente sensibile agli insulti ossidativi, infiammatori e tossici. Il litio, anche in microdosi, agisce su molteplici livelli di protezione e supporto neurologico:
  • Favorisce la plasticità sinaptica e la comunicazione tra neuroni;
  • Stimola la neurogenesi, ovvero la formazione di nuovi neuroni, soprattutto nell’ippocampo, la regione della memoria;
  • Inibisce l’accumulo di proteine tossiche, come beta-amiloide e tau, coinvolte nell’Alzheimer;
  • Stabilizza l’umore e regola l’eccitabilità dei neuroni;
  • Protegge il DNA delle cellule nervose e ne favorisce la riparazione;
  • Regola l’attività di enzimi chiave coinvolti in processi degenerativi.
Attraverso queste molteplici azioni il litio rende il cervello più resistente alle sfide dell’invecchiamento, più pronto a difendersi e rigenerarsi.Una protezione dalle malattie neurodegenerativeSempre più studi suggeriscono che basse dosi di litio possano ridurre significativamente il rischio di decadimento cognitivo e di malattie neurodegenerative come l’Alzheimer. In uno studio condotto in Brasile, l’assunzione di litio ha ridotto del 600% il rischio di sviluppare demenza in persone anziane in trattamento con antidepressivi.Questa straordinaria efficacia sembrerebbe derivare dalla capacità del litio di interferire con proteine tossiche come la tau e di inibire l’enzima GSK-3β (glicogeno sintasi chinasi 3 beta), noto per favorire la neurodegenerazione.

Il pompiere del cervello L’infiammazione cronica è uno dei principali motori silenti del deterioramento neurologico. Il litio si è rivelato un potente mitigatore della risposta infiammatoria cerebrale: riduce la produzione di citochine infiammatorie come IL-1β e TNF-α, e frena l’attività distruttiva della microglia iperattiva, (le cellule immunitarie del cervello).

Riequilibra l’umore Anche a dosi infinitesimali, il litio sembra migliorare la stabilità dell’umore e la resilienza emotiva. Agisce su dopamina, serotonina e glutammato, i tre pilastri della neurochimica delle emozioni. Inoltre, favorisce la neurogenesi nell’ippocampo, una regione chiave per la regolazione dell’umore e della memoria.Litio nell’acqua potabile; un effetto protettivo di massa? In alcuni studi epidemiologici condotti in Austria, Giappone e Stati Uniti, è emersa una correlazione tra più alti livelli di litio nell’acqua potabile e una minore incidenza di suicidi, aggressività e disturbi dell’umore nella popolazione generale.Questi dati suggeriscono che un’esposizione cronica a microdosi di litio possa esercitare un effetto protettivo silenzioso ma significativo sul benessere psichico collettivo.

Un oligoelemento dimenticato Il litio non è riconosciuto come nutriente essenziale in parte a causa della sua identità ambigua: è stato per decenni etichettato come farmaco psichiatrico, e questo ha generato timori, confusione e pregiudizi. Ma il litio è, a tutti gli effetti, un elemento della tavola periodica, come ferro, zinco o magnesio. La sua funzione nutritiva è semplicemente meno conosciuta.Diversi ricercatori sostengono oggi che il litio dovrebbe essere considerato un micronutriente essenziale per la salute cerebrale, e che microdosi giornaliere (0,3-1 mg) possano offrire benefici significativi, completamente scevri degli effetti collaterali di dosi farmacologiche.

Quando si parla di integratori a base di litio, spesso si trovano in commercio prodotti etichettati come “litio orotato 150 mg”. È importante però comprendere che quei 150 mg si riferiscono al peso dell’intero composto, ovvero la combinazione tra litio e acido orotico, e non alla quantità effettiva di litio puro contenuta nella compressa.In realtà, ogni compressa da 150 mg di litio orotato fornisce solo circa 5 o 6 milligrammi di litio elementare, cioè una quantità molto piccola, che corrisponde a circa il 3-4% del totale. Queste dosi così ridotte rientrano nella categoria delle microdosi, utilizzate a fini nutrizionali o con finalità neuroprotettive, ben lontane dalle dosi farmacologiche impiegate in ambito psichiatrico.A differenza di queste ultime, che possono variare da 300 a 1800 mg di litio elementare al giorno e che richiedono necessariamente un attento monitoraggio medico, le microdosi contenute negli integratori non necessitano di esami del sangue e sono considerate sicure per l’uso quotidiano.

Cosa ci impedisce di reintegrare il litio nella nostra salute quotidiana?Il litio come oligoelemento rappresenta un campo di studio affascinante, con implicazioni profonde per la salute del cervello, la longevità e l’equilibrio emotivo. I suoi effetti antinfiammatori, neuroprotettivi e stabilizzanti sembrano convergere in un’unica direzione: mantenere il cervello più lucido, vitale e resistente nel tempo.In attesa che la ricerca clinica allarghi ulteriormente gli orizzonti, forse è tempo di rivedere il nostro rapporto con questo piccolo, silenzioso alleato nascosto… nell’acqua, nella terra, e forse nel futuro della medicina preventiva. (..)"

(nota del sottoscritto...fare MOLTA ATTENZIONE e NON assumere il litio alla leggera, se si esagera con la dose è potenzialmente molto pericoloso anche se, come riportato nell'articolo qui sopra, alle microdosi degli integratori non dovrebbero, teoricamente, esserci problemi di alcun tipo....ma fate sempre lo stesso molta attenzione....in altri post di questo topic proverò a postare alcuni integratori trovati su vari siti)


 

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1 Anno 3 Settimane fa - 1 Anno 3 Settimane fa #70568 da miciofelix
Risposta da miciofelix al topic Litio: capostipite dei metalli alcalini
www.kingnature.ch/it/lexikon/il-litio-co...egratore-alimentare/  

"(..) Il litio è contenuto in piccole quantità in alcuni alimenti e acque minerali. Tuttavia, la quantità può variare a seconda della regione e delle abitudini alimentari.(..)

Nel corpo umano, il litio ha un effetto particolare sul sistema nervoso centrale. È noto per le sue proprietà neuroprotettive e viene utilizzato da decenni nel trattamento medico dei disturbi mentali, in particolare del disturbo bipolare. Il suo utilizzo negli integratori alimentari a basso dosaggio mira a migliorare l’umore generale e a promuovere il benessere cognitivo.(..)

In generale, il dosaggio raccomandato di litio come integratore alimentare è estremamente basso, in genere compreso tra 5 e 10 mg al giorno. Questo basso dosaggio è sufficiente per ottenere i potenziali benefici senza aumentare il rischio di tossicità. È importante che il litio sia sempre assunto sotto controllo medico, soprattutto per chi ha condizioni mediche preesistenti o assume altri farmaci. È consigliabile assumere gli integratori di litio durante i pasti per evitare possibili disturbi gastrici.

(..)Anche a basse dosi, l’assunzione di litio può provocare effetti collaterali. I più comuni includono:
  • Disturbi gastrointestinali: Possono verificarsi nausea, vomito e diarrea.
  • Tremore: un leggero tremore delle mani può essere un segno che il dosaggio è troppo alto.
  • Cambiamenti nell’emocromo: se assunto regolarmente, l’emocromo deve essere monitorato per riconoscere tempestivamente eventuali cambiamenti.(..)"

 

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1 Anno 3 Settimane fa #70569 da miciofelix
Risposta da miciofelix al topic Litio: capostipite dei metalli alcalini

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1 Anno 3 Giorni fa - 1 Anno 3 Giorni fa #70576 da miciofelix
Risposta da miciofelix al topic Litio: capostipite dei metalli alcalini
ed ecco altro link con breve estratto tradotto dall'inglese originale:

phillyintegrative.com/blog/should-i-take-low-dose-lithium

"(..) Questo blog si tuffa nel crescente corpo di ricerca che circonda il litio a basse dosi - dosi molto al di sotto di quelle utilizzate nei trattamenti psichiatrici tradizionali come il disturbo bipolare - e come può proteggere da condizioni come la demenza, ridurre il rischio di suicidio e persino migliorare la stabilità dell'umore. Esploriamo ciò che la scienza dice su questo affascinante minerale e sul suo potenziale di trasformare l'assistenza sanitaria mentale.

Come il litio a basso contenuto di dolo esausto supporta la salute del cervello

Prove emergenti suggeriscono che anche tracce di litio possono avere effetti neuroprotettivi significativi. Una revisione sistematica di cinque studi importanti ha rilevato che bassi livelli di litio nell’acqua potabile, che vanno da 0,002 mg / L a 0,056 mg / L – erano associati a un ridotto rischio di demenza e mortalità. Queste concentrazioni sono migliaia di volte inferiori a quelle utilizzate per il trattamento del disturbo bipolare, ma sembrano ancora rallentare il declino cognitivo. I ricercatori ritengono che questo effetto si verifichi attraverso la capacità del litio di ridurre l’infiammazione, modulare la fosforilazione proteica della tau e migliorare il fattore neurotrofico derivato dal cervello (BDNF), che promuove la sopravvivenza e la crescita dei neuroni.

 È interessante notare che gli effetti protettivi sono stati più pronunciati con l'esposizione a lungo termine ai livelli di litio, suggerendo che l'integrazione coerente potrebbe essere un modo semplice per supportare la salute del cervello nel tempo. (..)"

in fondo all'articolo completo vengono riportate alcune fonti tratte da PubMed...




 

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7 Mesi 3 Giorni fa #70633 da miciofelix
Risposta da miciofelix al topic Litio: capostipite dei metalli alcalini
interessantissimo studio pubblicato sull'attendibilissimo sito di PUBMED riguardante i benefici del Litio a basso dosaggio (o addirittura in microdosi)... vi consiglio di tradurlo se (come me) non conoscete l'inglese e leggervelo con calma e minuziosamente...riguarda numerosi vantaggi per la salute (non solo per il disturbo bipolare) che, almeno personalmente nella mia profonda ignoranza, non avrei mai nemmeno lontanamente immaginato 

pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC10227915/

 (ribadisco: lo studio riguarda integrazione a bassi dosaggi o perfino a microdosi...NON quindi a dosi farmaceutiche....in pratica è un pò come altre sostanze che, se integrate nelle giuste dosi senza esagerare, apportano benefici ma che, se prese in eccesso, possono portare a problemi e quindi vanno prese solo se monitorate da medici esperti...)




 

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