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Domanda Antidolorifici

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9 Anni 5 Mesi fa #54666 da miciofelix
Risposta da miciofelix al topic Antidolorifici
www.orthoacademy.it/nuove-formulazioni-p...mide-dolore-cronico/

In Europa 95 milioni di persone convivono con il dolore cronico: un numero enorme che equivale a una persona su cinque. Il dolore cronico peggiora la qualità di vita più di qualsiasi altra patologia e rappresenta un peso significativo per la sanità e la società. Tuttavia, la gestione del dolore cronico rimane per il clinico una sfida da superare. Infatti, nonostante i progressi nel trattamento del dolore cronico nel corso degli ultimi anni, la terapia continua a essere basata su farmaci convenzionali, cioè su molecole che hanno principalmente come target le cellule neuronali o che, sviluppate per contrastare processi infiammatori e dolorosi acuti, risultano scarsamente efficaci nel contrastare gli stati dolorosi persistenti. Pertanto, nonostante i pazienti vengano sottoposti a svariati trattamenti, essi continuano a soffrire aa causa del dolore cronico grave.
Diviene sempre più chiaro che, nel dolore cronico, il sistema neuronale somatosensoriale non rappresenta l’unico responsabile dei processi dolorosi. Infatti, le cellule non-neuronali, come mastociti e cellule microgliali, quando attivate, rilasciano innumerevoli mediatori infiammatori in grado di sensibilizzare i neuroni periferici e centrali del dolore e indurre la peripheral and central sensitization. Studi recenti dimostrano che queste cellule hanno un ruolo primario nel mantenimento e nella progressione degli stati dolorosi persistenti e rappresentano un target innovativo per normalizzare l’attività neuronale e contrastare il dolore cronico, infiammatorio e neuropatico.
I risultati di una meta-analisi
Tra le molecole in grado di controllare l’attività delle cellule non neuronali emerge la Palmitoiletanolamide (PEA), una N-aciletanolammina endogena con la capacità di promuovere i processi di risoluzione dell’infiammazione e del dolore. A livello sperimentale, la somministrazione orale di PEA contrasta efficacemente i processi infiammatori e dolorosi cronici, soprattutto quando è adoperata in formulazioni in cui la molecola è presente nelle forme micronizzata e ultramicronizzata (PEA-m e PEA-um) che hanno una dimensione particellare notevolmente ridotta rispetto alla forma non micronizzata. La ridotta dimensione particellare si associa a un più alto contenuto energetico che conferisce a PEA-m e PEA-um un’ottima biodisponibilità e una maggiore efficacia.

Negli ultimi anni si è registrato un incremento di lavori clinici che hanno confermano gli effetti di prodotti contenenti PEA-m e PEA-um sul dolore cronico nell’uomo. Questi interessanti risultati clinici sono stati oggetto di una meta-analisi, i cui risultati hanno prodotto il manoscritto Palmitoylethanolamide, a special food for medical purposes, in the treatment of chronic pain: a pooled data meta-analysis di Paladini A, Fusco M, Cenacchi T, Schievano C, Piroli A, Varrassi G, accettato per la pubblicazione dalla prestigiosa rivista americana Pain Physician, organo ufficiale dell’American Society of Interventional Pain Physicians.

Gli autori hanno condotto una ricerca sistematica consultando PubMed, Google Scholar, Cochrane e i Proceeding di congressi nell’ambito delle neuroscienze. Utilizzando i termini chronic pain, neuropathic pain, PEA-m e PEA-um, o una combinazione dei precedenti termini, sono stati identificati 26 studi clinici riguardanti la PEA-m e PEA-um effettuati nel periodo compreso tra il 2010 e il 2014. Dodici studi clinici sono stati inclusi nella meta-analisi, 3 effettuati in doppio cieco vs placebo, 2 condotti in aperto vs terapie convenzionali e 7 in aperto. Il totale dei pazienti inclusi nella meta-analisi è stato di 1484, l’eziologia del dolore era eterogenea e includeva soggetti con dolore cronico prevalentemente di tipo infiammatorio, come quello associato a forme artrosiche, e di tipo neuropatico, come quello associato a Herpes Zoster o polineuropatia diabetica. Di tutti i pazienti, 1188 sono stati trattati con PEA-m o PEA-um per un periodo da 21 a 60 giorni con dosi nel range da 300 a 1200 mg. Nella maggior parte dei casi la PEA-m o PEA-um è stata aggiunta alle terapie convenzionali. Tuttavia, in 90 casi in cui i pazienti rifiutavano di continuare le terapie convenzionali a causa degli effetti indesiderati, la PEA è stata somministrata come monoterapia.

I risultati hanno dimostrato che il trattamento con PEA-m e PEA-um, sia in combinazione con altre terapie che in monoterapia, induce una progressiva riduzione dell’intensità del dolore, maggiore e statisticamente significativa rispetto al gruppo controllo. La riduzione dello score del dolore nei pazienti che avevano ricevuto PEA-m e PEA-um è, infatti, di 1.04 punti ogni due settimane, mentre nel gruppo controllo la riduzione per lo stesso intervallo di tempo è di 0.20. La progressiva riduzione dell’intensità del dolore indotta da PEA-m e PEA-um confermano che non si sviluppa tolleranza con l’assunzione cronica della molecola e suggeriscono, come dimostrato a livello sperimentale, che l’effetto non sia esclusivamente di tipo sintomatico ma che ci sia un recupero delle strutture danneggiate, verosimilmente secondario a una neuroprotezione dei neuroni somatosensoriali. Questa ipotesi è confermata dall’analisi di Kaplan-Meier effettuata a 60 giorni dall’inizio del trattamento che mostra come i pazienti con un dolore clinicamente non significativo, cioè con uno score ?3, siano l’81% nel gruppo PEA-m e PEA-um vs il 41% del gruppo controllo.
La meta-analisi dimostra anche che l’effetto di PEA-m /PEA-um è indipendente dalle variabili età e sesso, e non è correlato all’eziologia del dolore.

È importante sottolineare che in questi studi non sono stati riportati eventi avversi relativi al trattamento con PEA-m/PEA-um. I risultati della meta-analisi confermano che il trattamento con PEA-m e PEA-um rappresenta una nuova strategia terapeutica in grado di controllare il dolore cronico e neuropatico modulando la neuroinfiammazione pilotata dai mastociti e dalla microglia.
Prof. Stephen Drake Skaper
Università degli Studi di Padova
Dipartimento di scienze del farmaco

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9 Anni 5 Mesi fa #54667 da miciofelix
Risposta da miciofelix al topic Antidolorifici
su amazon e senza ricetta ho trovato alcuni prodotti tra cui questo, nelle versioni italiane (senza ingredienti) e francese (con gli ingredienti):

www.amazon.it/PEA-Naturel-capsule-vegeta...Palmitoiletanolamide

www.amazon.fr/PEA-NATUREL-Palmitoyl%C3%A...E-voir/dp/B00YNLY3BO

sapere di poter contare su un antidolorifico endogeno, naturale, efficace e senza effetti collaterali scusate ma mi rassicura abbastanza, poi ovviamente ognuno di noi ha la sua soglia del dolore diversa da altri ma semmai penso basterebbe alzare un pò le dosi.....

nei prossimi mesi lo proverò per schiena e doloretti vari e approfondirò la conoscenza e le ricerche :)

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I seguenti utenti hanno detto grazie : Alernd

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2 Anni 3 Mesi fa #70224 da miciofelix
Risposta da miciofelix al topic Antidolorifici

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1 Anno 1 Mese fa - 1 Anno 1 Mese fa #70548 da miciofelix
Risposta da miciofelix al topic Antidolorifici
dietro consiglio di un medico ho preso, come antidolorifico, questo che vi linko qui sotto, un pò carestosetto ma senza troppe schifezze come i farmaci...all'inizio ero dubbioso, poi l'ho provato e per i dolori di piccola-media entità sembra davvero funzionare bene, magari nel mio caso avrà agito anche l'effetto placebo ma lo affianco ormai alla PEA, anche se quest'ultima la integro giornalmente in piccole quantità visto che poi è presente anche in molti cibi, quindi già l'assumiamo tutti nel quotidiano...eccovi il link del prodotto (Curcudyn FAST) accennato all'inizio:

www.redcare.it/dieta-alimentazione/IT950...ype=click&objectIDs= [IT950276840]&position=1&query=curcudyn%20fast&queryID=ba6b82bc9b960bcbd55055ae62da0ddd


 

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Ultima Modifica 1 Anno 1 Mese fa da miciofelix.

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