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Domanda I funghi allucinogeni come strumento terapeutico

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13 Anni 7 Mesi fa #17653 da pacio
I risultati di due studi in corso di pubblicazione su ‘Pnas’ e sul ‘British Journal of Psychiatry’ identificano, infatti, le aree del cervello ‘spente’ dalla psilocibina. Secondo queste ricerche i funghi funzionano perché aiutano le persone a sperimentare ricordi più vividi.

- Redazione – 23 gennaio 2012 – Della serie: ‘provato per voi’. Le scansioni cerebrali di persone sotto l’influenza della psilocibina, il principio attivo dei funghi allucinogeni, hanno infatti fornito agli scienziati un quadro il più dettagliato di come agiscono le droghe psichedeliche. I risultati di due studi in corso di pubblicazione su ‘Pnas’ e sul ‘British Journal of Psychiatry’ identificano, infatti, le aree del cervello ‘spente’ dalla psilocibina. Secondo queste ricerche i funghi funzionano perché aiutano le persone a sperimentare ricordi più vividi. E il principio attivo potrebbe essere usato a scopo terapeutico. Nello studio su ‘Pnas’ 30 volontari sani hanno subito infusioni psilocibina nel sangue mentre venivano sottoposti a una risonanza magnetica cerebrale. Le scansioni hanno mostrato un calo di attività negli ‘hub’, le regioni del cervello che fungono da punti di raccordo tra aree. Il secondo studio su 10 volontari ha rilevato, inoltre, che i ricordi dei volontari sotto psilocibina migliorano. La sostanza, inoltre, sembra influire su ansia e depressione in modo positivo.

Secondo David Nutt del Dipartimento di Medicina dell’Imperial College di Londra, autore di entrambi gli studi, “le sostanze psichedeliche sono ritenute forme di ‘espansione della mente’, e si pensa che agiscano in questo modo, ovvero aumentando l’attività cerebrale. Sorprendentemente abbiamo scoperto che la psilocibina” fa l’esatto opposto, ovvero “riduce l’attività nelle zone cerebrali più connesse con altre aree”. “Questi hub vincolano la nostra esperienza del mondo e la tengono in ordine. Ora sappiamo che la disattivazione di queste regioni porta a uno stato in cui il mondo viene vissuto con stupore, come qualcosa di strano”. L’intensità degli effetti riportati dai partecipanti, tra visioni di motivi geometrici, insolite sensazioni corporee e senso alterato di spazio e tempo, è correlata con una diminuzione dell’ossigenazione e del flusso sanguigno in alcune parti del cervello. “I nostri risultati – dice Robin Carhart-Harris, del Dipartimento di Medicina presso l’Imperial College di Londra – supportano l’idea che la psilocibina faciliti l’accesso ai ricordi personali e alle emozioni. Il nostro è solo un piccolo studio, ma siamo interessati ad esplorare il potenziale della psilocibina come strumento terapeutico”.

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