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Domanda Vitamina K, K2
- Clara
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13 Anni 9 Mesi fa - 13 Anni 9 Mesi fa #15304
da Clara
Vitamina K, K2 è stato creato da Clara
Apro questo argomento in seguito alla segnalazione sul post sulla vitamina D, della necessità di integrazione della K2 con la D per un migliore assorbimento del calcio.
Non mancano le sorprese perchè la K2 serve a tante cose....
I cibi ricchi di vitamina K possono ridurre il rischio di cancro
Sono ormai diverse le vitamine che sono state riconosciute valide per contribuire alla prevenzione del cancro.
Uno nuovo studio pone l’accento sull’utilità della vitamina K2 nel proteggere dallo sviluppo del cancro. Ma solo la K2, non la K1. Questi sono i risultati dello studio prospettico "European Prospective Investigation into Cancer and Nutrition" (EPIC) che ha permesso di associare l’assunzione attraverso i cibi di adeguate quantità di vitamina K2 con una riduzione dello sviluppo e della mortalità per cancro e tumori di circa il 28%.
La vitamina K si trova generalmente nelle verdure a foglia verde come broccoli, spinaci, lattuga eccetera. Si presenta in due forme: vitamina K1 e vitamina K2. La prima costituisce circa il 90% della vitamina K assunta da una tipica dieta occidentale; la seconda rappresenta il restante 10% e può essere sintetizzata dalla microflora intestinale.
I risultati di questo studio sono stati pubblicati sul "American Journal of Clinical Nutrition" a supporto della convinzione che la vitamina K2 presenti benefici anticancro e non solo nel favorire la salute dell’apparato cardiovascolare e delle ossa.
Per arrivare alle loro conclusioni i ricercatori hanno analizzato i dati di 24.340 persone di entrambi i sessi e di età compresa trai 35 e i 64 anni che hanno fatto parte dello studio EPIC. I partecipanti sono stati seguiti per oltre 10 anni. Durante questo periodo si sono verificati 1.755 casi di cancro di cui 458 con esito fatale.
Il dottor Jakob Linseisen del German Research Centre for Environmental Health e colleghi, hanno scoperto che tra le persone che presentavano una media di assunzione di vitamina K2 più alta vi era una riduzione del 14% delle probabilità di sviluppare il cancro, rispetto a coloro che invece avevano livelli più bassi di questa vitamina. Un’ulteriore integrazione di questa vitamina ha mostrato una riduzione del 28% del rischio. Poiché già precedenti studi avevano mostrato un’associazione tra la vitamina K2 e la prevenzione del cancro alla prostata, in questo studio si è potuto rilevare che la riduzione del rischio di cancro era maggiore nei partecipanti di sesso maschile.
Fonte: www.lastampa.it
La vitamina K2 è in grado di frenare l’insorgenza del cancro al fegato nelle donne affette da cirrosi virale: una ricerca nipponica, pubblicata il 17 agosto 2004 su un noto giornale medico americano.
Il suo nome è K2, ma non si tratta della celeberrima vetta himalayana: K2 è, infatti, il nome di una vitamina la cui somministrazione quotidiana potrebbe aiutare le donne affette da cirrosi virale del fegato a prevenire lo sviluppo del carcinoma epatocellulare.
A spiegarlo è una ricerca nipponica pubblicata sulle pagine del Journal of the American Medical Association e coordinata dal dottor Susumu Shiomi della Osaka City University: gli studiosi giapponesi hanno preso in esame quaranta donne colpite da cirrosi virale al fegato ricoverate nel presidio di Osaka nel periodo 1996/1998.
In maniera casuale, venivano quotidianamente assegnati alle donne del campione preso in esame 45 milligrammi di vitamina K2 o una sostanza-placebo.
Il cancro al fegato era individuato in 2 delle 21 pazienti cui era stato somministrata K2 e a 9 delle 19 sottoposte a terapia-placebo: “la proporzione complessiva dei pazienti con cancro al fegato risultava più bassa nel gruppo trattato con vitamina K2” ha spiegato Shiomi.
Lo studio pubblicato su Jama dimostra, pertanto, che “la vitamina K2 riduce il rischio di carcinoma epatocellulare quasi del 20% in confronto a quanto rilevato nel gruppo di controllo” come ha chiarito il dottor Shiomi
Studiando le mutazioni genetiche dei moscerini della frutta un gruppo di ricercatori americani spera di poter trovare nel giro di pochi anni un nuovo trattamento per il Parkinson. Il neuroscienziato Patrik Verstreken, è riuscito a annullare l'effetto di uno dei difetti genetici che portano al Parkinson con la vitamina K2.
Questa ricerca è stata effettuata in collaborazione con i colleghi della Northern Illinois University (USA) ed è stata recentemente pubblicata sulla rivista Science. “Dalla nostra ricerca sembrerebbe che la somministrazione di vitamina K2 possa aiutare i pazienti con Parkinson. Tuttavia, questi risultati devono essere approfonditi per capire meglio”, dice Patrik Verstreken.
Se osserviamo le cellule cerebrali come se fossero piccole fabbriche, allora i mitocondri sarebbero le centrali che forniscono l'energia per il loro funzionamento. Essi generano questa energia trasportando elettroni.
Nei pazienti con Parkinson, l'attività dei mitocondri e il trasporto di elettroni sono stati alterati e non riescono più a produrre energia sufficiente per la cellula. Ciò ha conseguenze importanti, in certe parti del cervello le cellule cominciano a morire, interrompendo la comunicazione tra i neuroni. I risultati sono i sintomi tipici del morbo di Parkinson: mancanza di movimento (acinesia), tremori e rigidità muscolare.
La causa esatta di questa malattia neurodegenerativa non è ancora nota ma, negli ultimi anni, tuttavia, gli scienziati sono stati in grado di descrivere diversi difetti genetici (mutazioni) che si trovano in pazienti con Parkinson, tra cui la cosiddetta PINK1 e mutazioni Parkin, che portano a una riduzione dell'attività mitocondriale. Studiando queste mutazioni, i ricercatori sperano di svelare i meccanismi alla base del processo patologico.
I moscerini della frutta (Drosophila) sono frequentemente utilizzati in esperimenti di laboratorio a causa della loro breve vita e dei cicli di allevamento. Entro due settimane dalla sua comparsa, ogni femmina è in grado di produrre centinaia di figli. Con i moscerini geneticamente modificati, gli scienziati possono studiare la funzione di alcuni geni e proteine. Il dottor Patrik Verstreken e il suo team hanno utilizzato moscerini con un difetto genetico in PINK1 o Parkin, simile a quello associato con il Parkinson, e hanno scoperto che questi moscerini avevano perso la loro capacità di volare.
Dopo un esame più attento, hanno osservato che i mitocondri in questi moscerini erano difettosi, così come nei pazienti con Parkinson, e pertanto avevano generato meno energia intracellulare.
Quando a questi moscerini è stata somministrata la vitamina K2, la produzione di energia nei loro mitocondri è stata ripristinata e la capacità di volare degli insetti è migliorata.
I ricercatori sono anche riusciti a determinare che la produzione di energia è stata ristabilita in quanto la vitamina K2 migliora il trasporto degli elettroni nei mitocondri e questo, a sua volta, ha portato alla produzione energetica.
Si può concludere che la vitamina K2 svolge un ruolo importante nella produzione di energia nei mitocondri difettosi e, dal momento che mitocondri difettosi si trovano anche in pazienti con Parkinson, la vitamina K2 offre potenzialmente la speranza di trovare un nuovo trattamento per il Parkinson.
Il Nuovo Tesoro: La Vitamina K-2
Perché tutto l'attenzione su questo tesoro vitaminica? Dove si trova? Cosa serve a parte aiutare nella coagulazione delle sangue o ridurre il rischio di cancro.
Cos'è?
La vitamina K è una vitamina liposolubile - o gruppo di vitamine altrimenti noto come il naphthoquinones (K1, K2, K3).
Vitamina K1 (fillochinone) si ottiene da fonti vegetali, per esempio spinaci. Alcuni altri fonti di Vitamina K sono cavoli, spinaci, bietole, senape, prezzemolo, broccoli, cavolini di Bruxelles, asparagi e avocado.
Vitamina K2 (menachinone) è il prodotto della fermentazione e in genere di batteri intestinali - sia umano o animale. (Pero la maggior parte del K2 prodotta nell'intestino sono inseriti all'interno di membrane batteriche rendendola non disponibile per l'assorbimento.)
Vitamina K3 o menadione è un liposolubile, di origine sintetica, nelle quale è stato trovato tossicità.
Da dove arriva?
Ultimamente la K2 ha attirato molto attenzione per le suoi proprietà benefiche per i nostri denti. Cosa molto interessante pero è che nel 1945, il dottor Weston Price nei suoi studi di popolazione di cacciatori-raccogliatori ha descritto "una nuova vitamina come attivatore" che ha un ruolo influente nello sfruttamento dei minerali, la protezione dalle carie, la crescita e lo sviluppo, la riproduzione, la protezione contro le malattie cardiache e la funzione del cervello. E rimasto per circa sessant'anni pero un mistero questo componente chiamata fattore-X prima che gli scienziati hanno scoperto che si trattava in fatti di un altro forma di Vit K (intorno al 2006).
Utilizzando un'analisi chimica, Price aveva stabilito che questo composto si trovava nella grassa butirrica, gli organi e il grasso di animali e che la quantità dipendeva dalla nutrizione degli animali. Si trovava nel grasso di animali a pascolo su erbe verde in rapida crescita ricche di vitamina K. Pero anche il terreno avevo un ruolo. Nel burro, solo quello prodotti da animali a pascolo dove ce un metro o più di sano suolo superiore aveva proprietà curative drammatiche.
In pratica, quello che è stato provato anni dopo, è che è proprio il contenuto di Vit K1 nell'erba che il tessuto degli animali è capace a convertire in K2. La capacità di fare questa conversione varia molto tra le specie e purtroppo non è stato determinato nelle stesse misure negli esseri umani. K 2 è utilizzata dai tessuti anche per inserire il calcio dove dovrebbe andare, nelle ossa e nei denti, e per tenerlo lontano dei tessuti molli.
K2 e la salute dentale
Weston Price era soprattutto interessato nel fattore-X per la sua capacità di tenere a bada le carie dentale. Studiando i resti di scheletri umani si stima che c'erano più carie dentali nei precedenti 100 anni di quanti ce ne fossero in un periodo di mille anni. Price ha suggerito che il fattore-X è una sostanza fondamentale che nostri antenate hanno ottenuto dalla dieta, ma che l'alimentazione moderna non ha adeguatamente fornito. Price ha trovato che il fattore-X influenza anche la composizione della saliva riducendo la carica batterica.
Price ha utilizzato una combinazione di olio di fegato di merluzzo e burro contenente fattore-X per suo protocollo per invertire carie dentale. Questo protocollo non solo ha fermato la progressione della carie, ma le ha completamente invertito, senza bisogno di chirurgia orale, stimolando la crescita e rimineralizzazione della dentina. Una ragazza di 14 anni era completamente guarito da 42 cavità aperta in 24 denti prendendo capsule di olio fegato di merluzzo e fattore-X tre volte al giorno per sette mesi. Utilizzando la nutrizione, Price ha ridotto il tasso di carie 250 volte in diciassette individui che avevano gravi carie dentaria. Adesso sappiamo che la crescita e rimineralizzazione della dentina che Price ha osservato richiede tre fattori essenziali: Vit A, Vit D e Vit K2.
Rami Nagel, basato sui studi di Weston A. Price, ha pubblicato un libro descrivendo in dettaglio le procedure necessaria per riversare le carie dentale attraverso rimineralizzazione della dentina. In breve si tratta di una dieta corretta/naturale con adeguato vitamina K-2 e minerali senza gli anti nutrienti nei cereali.
Altri benefici
I benefici di K2 sembrano essere un po' varie. K2 sembra essere particolarmente chiave nel mantenimento della mineralizzazione ossea e nel limitare la formazione e la durata degli osteoclasti, le cellule che degradano l'osso. I ricercatori sono sempre più ottimista circa il potenziale del K2 per quelli con o a rischio di osteoporosi, ma stanno cercando con ulteriori studi di confermare questa associazione. (Pero K1 da solo non ha dimostrato la stessa efficacia per le persone con osteoporosi.) Nel frattempo, altre ricerche suggeriscono che K2 può anche aiutare la salute cardiovascolare attraverso la sua capacità di prevenire o addirittura invertire calcificazione delle arterie, un noto fattore di malattie cardiovascolari. Ma non è tutto. I ricercatori stanno anche guardando K2 (in particolare MK-4) come terapia per l'artrite reumatoide. E, aspetta, c'è di più! I ricercatori stanno anche esaminando le potenzialità del K2 nella prevenzione del cancro alla prostata e nel trattamento complementare di leucemia e cancro ai polmoni.
Quale sono i fonti buoni? La Vitamina K-2 si trova nei carni e prodotti caseari da animali allevati a pascolo - soprattutto burro e frattaglie, formaggi stagionati e latticini, così come le uova di pesce. Si trova anche nel tuorlo d'uova. Purtroppo, valori precisi per alcuni alimenti che possono essere ad alto contenuto di K2 (come organi animali) non sono disponibili in questo momento. Il pancreas e ghiandole salivari sarebbero più ricchi. Sarebbe anche ricchi gli organi riproduttivi, cervello, e reni cartilagine. Infine, l'osso sarebbe più ricco in K2 che il muscolo
InFormaDonna
(aggiornato ad Ottobre 2011)
La Vitamina K2 nella prevenzione dell’Osteoporosi e della Malattia Cardiovascolare
E’ da tempo noto che gli individui che presentano una carenza di calcio nello scheletro (cioè sono a rischio di osteoporosi o sono già osteoporotici) hanno una più elevata tendenza ad andare incontro alla malattia cardiovascolare per la presenza di calcificazioni a livello dei vasi arteriosi (coronarie, vasi cerebrali e renali). Al contrario, chi presenta più calcio a livello dello scheletro tende ad avere minori depositi calcifici arteriosi e quindi minor rischio cardiovascolare. E’ inoltro anche noto che l’assunzione di calcio in eccesso è causa di un “effetto paradosso” consistente in un aumentato rischio di osteoporosi (con anche concomitante aumentato rischio di arterosclerosi). Alla base di questi fenomeni esiste una non corretta utilizzazione da parte dell’organismo del calcio quotidianamente assunto con gli alimenti o con gli integratori. Infatti, la giusta presenza di calcio nello scheletro e anche a livello dei vasi è legata, oltre che allo stesso calcio, anche alla Vitamina K2, in grado di “guidare” il flusso del calcio preferibilmente verso lo scheletro (prevenendo l’osteoporosi) piuttosto che verso i vasi impedendo così la calcificazione delle arterie e l’insorgenza dell’arteriosclerosi.
La Vitamina K è conosciuta fin dal 1929 nella sua forma di Vitamina K1 per essere sostanza coinvolta nel processo della coagulazione del sangue. Meno nota è la Vitamina K2, forma che viene spesso confusa con la K1. La K2 è coinvolta nei processi di protezione vascolare dall’ aterosclerosi e di protezione scheletrica dall’osteoporosi. Infatti, questa forma di vitamina è in grado di attivare (attraverso una operazione chimica detta “carbossilazione”) una proteina presente a livello dei vasi (mGLA protein) che impedisce al calcio circolante nel sangue (specie se in eccesso) di depositarsi in forma di cristalli nella parete arteriosa e di formare così, insieme al colesterolo, placche aterosclerotiche che possono occludere i vasi e costituire rischio di trombosi. Questa Vitamina sembra svolgere la stessa azione a livello dei tessuti articolari dove, inibendo la deposizione di calcio, previene la formazione di placche calcifiche e la comparsa della stessa artrosi. La Vitamina K2 è anche in grado di attivare un’altra proteina (osteocalcina) prodotta nell’osso sotto l’influenza degli estrogeni e della Vitamina D. L’osteocalcina attivata (cosidetta osteocalcina carbossilata), legando il calcio, permette a livello osseo la creazione di una matrice proteica calcificata che conferisce all’osso nel contempo resistenza e flessibilità. La Vitamina K2 è quindi fattore protettivo sia per la malattia cardiovascolare (e la trombosi) che per l’osteoporosi (e le fratture). La Vitamina D3 è l’altra vitamina rilevante per la protezione osteoporotica che favorisce l’assorbimento intestinale del calcio alimentare e la sintesi della stessa osteocalcina.
Nuovi recenti studi indicano, inoltre, un possibile ruolo della Vitamina K2 anche nella prevenzione del morbo di Alzheimer, di diverse forme di cancro, del diabete, della patologia varicosa e dell’invecchiamento cutaneo.
Le due vitamine K1 e K2 sono presenti negli Alimenti ma in fonti differenti. La Vitamina K1 è presente sopratutto nei vegetali a foglia verde (come cavolo, spinaci, lattuga), mentre la Vitamina K2 è presente, nella sua forma MK4, soprattutto nella carne e, nella forma MK7, sopratutto nei cibi fermentati (come alcuni formaggi e la soia fermentata, nota in Giappone con il nome di natto). La MK7 è la forma che viene eliminata più lentamente dal nostro organismo e quindi la più efficace. La Vit K2 (soprattutto la MK7) viene anche prodotta nel nostro intestino ad opera dei batteri presenti a livello del colon, ma le quantità non sono sufficienti a coprire il fabbisogno organico. Una carenza cronica di apporto della Vit. K2 può favorire sia l’insorgenza dell’osteoporosi che della malattia cardiovascolare. Per questo motivo è consigliato l’uso di integratori alimentari contenenti Vitamina K2. La dose di integrazione minima giornaliero è di 45 mcg (dosi superiori a 50 possono interferire con alcuni anticoagulanti come il warfarin). Con la nostra alimentazione corrente è comunque difficoltoso riuscire a raggiungere questo minimo apporto, se si pensa che 45 mcg sono contenuti in 4 Kg di carne oppure in 5 litri di latte o di yoghurt oppure in 80 gr di formaggio fermentato o in 8 tuorli d’uovo. L’unico alimento estremamente ricco di Vitamina K2 è il Natto cibo giapponese costituito da soia fermentata da batteri di utilizzo non usuale per la nostra cucina. Per questi motivi è consigliabile, soprattutto dopo i 50 anni di età, con l’avvento della menopausa e con l’aumentato rischio osteoporotico e cardiovascolare, integrare la nostra alimentazione quotidiana con un supplemento di Vitamina K2 per una corretta utilizzazione del nostro calcio.
Prof. Dr. Francesco Saverio Pansini
Centro Menopausa-Osteoporosi Presso: Poliambulatorio Estense, Via B. S. Stefano 3 – 44121 Ferrara Info: 0532-205877 – Email: eriopan@gmail.com – Web: www.francescosaveriopansini.it
Non mancano le sorprese perchè la K2 serve a tante cose....
I cibi ricchi di vitamina K possono ridurre il rischio di cancro
Sono ormai diverse le vitamine che sono state riconosciute valide per contribuire alla prevenzione del cancro.
Uno nuovo studio pone l’accento sull’utilità della vitamina K2 nel proteggere dallo sviluppo del cancro. Ma solo la K2, non la K1. Questi sono i risultati dello studio prospettico "European Prospective Investigation into Cancer and Nutrition" (EPIC) che ha permesso di associare l’assunzione attraverso i cibi di adeguate quantità di vitamina K2 con una riduzione dello sviluppo e della mortalità per cancro e tumori di circa il 28%.
La vitamina K si trova generalmente nelle verdure a foglia verde come broccoli, spinaci, lattuga eccetera. Si presenta in due forme: vitamina K1 e vitamina K2. La prima costituisce circa il 90% della vitamina K assunta da una tipica dieta occidentale; la seconda rappresenta il restante 10% e può essere sintetizzata dalla microflora intestinale.
I risultati di questo studio sono stati pubblicati sul "American Journal of Clinical Nutrition" a supporto della convinzione che la vitamina K2 presenti benefici anticancro e non solo nel favorire la salute dell’apparato cardiovascolare e delle ossa.
Per arrivare alle loro conclusioni i ricercatori hanno analizzato i dati di 24.340 persone di entrambi i sessi e di età compresa trai 35 e i 64 anni che hanno fatto parte dello studio EPIC. I partecipanti sono stati seguiti per oltre 10 anni. Durante questo periodo si sono verificati 1.755 casi di cancro di cui 458 con esito fatale.
Il dottor Jakob Linseisen del German Research Centre for Environmental Health e colleghi, hanno scoperto che tra le persone che presentavano una media di assunzione di vitamina K2 più alta vi era una riduzione del 14% delle probabilità di sviluppare il cancro, rispetto a coloro che invece avevano livelli più bassi di questa vitamina. Un’ulteriore integrazione di questa vitamina ha mostrato una riduzione del 28% del rischio. Poiché già precedenti studi avevano mostrato un’associazione tra la vitamina K2 e la prevenzione del cancro alla prostata, in questo studio si è potuto rilevare che la riduzione del rischio di cancro era maggiore nei partecipanti di sesso maschile.
Fonte: www.lastampa.it
La vitamina K2 è in grado di frenare l’insorgenza del cancro al fegato nelle donne affette da cirrosi virale: una ricerca nipponica, pubblicata il 17 agosto 2004 su un noto giornale medico americano.
Il suo nome è K2, ma non si tratta della celeberrima vetta himalayana: K2 è, infatti, il nome di una vitamina la cui somministrazione quotidiana potrebbe aiutare le donne affette da cirrosi virale del fegato a prevenire lo sviluppo del carcinoma epatocellulare.
A spiegarlo è una ricerca nipponica pubblicata sulle pagine del Journal of the American Medical Association e coordinata dal dottor Susumu Shiomi della Osaka City University: gli studiosi giapponesi hanno preso in esame quaranta donne colpite da cirrosi virale al fegato ricoverate nel presidio di Osaka nel periodo 1996/1998.
In maniera casuale, venivano quotidianamente assegnati alle donne del campione preso in esame 45 milligrammi di vitamina K2 o una sostanza-placebo.
Il cancro al fegato era individuato in 2 delle 21 pazienti cui era stato somministrata K2 e a 9 delle 19 sottoposte a terapia-placebo: “la proporzione complessiva dei pazienti con cancro al fegato risultava più bassa nel gruppo trattato con vitamina K2” ha spiegato Shiomi.
Lo studio pubblicato su Jama dimostra, pertanto, che “la vitamina K2 riduce il rischio di carcinoma epatocellulare quasi del 20% in confronto a quanto rilevato nel gruppo di controllo” come ha chiarito il dottor Shiomi
Studiando le mutazioni genetiche dei moscerini della frutta un gruppo di ricercatori americani spera di poter trovare nel giro di pochi anni un nuovo trattamento per il Parkinson. Il neuroscienziato Patrik Verstreken, è riuscito a annullare l'effetto di uno dei difetti genetici che portano al Parkinson con la vitamina K2.
Questa ricerca è stata effettuata in collaborazione con i colleghi della Northern Illinois University (USA) ed è stata recentemente pubblicata sulla rivista Science. “Dalla nostra ricerca sembrerebbe che la somministrazione di vitamina K2 possa aiutare i pazienti con Parkinson. Tuttavia, questi risultati devono essere approfonditi per capire meglio”, dice Patrik Verstreken.
Se osserviamo le cellule cerebrali come se fossero piccole fabbriche, allora i mitocondri sarebbero le centrali che forniscono l'energia per il loro funzionamento. Essi generano questa energia trasportando elettroni.
Nei pazienti con Parkinson, l'attività dei mitocondri e il trasporto di elettroni sono stati alterati e non riescono più a produrre energia sufficiente per la cellula. Ciò ha conseguenze importanti, in certe parti del cervello le cellule cominciano a morire, interrompendo la comunicazione tra i neuroni. I risultati sono i sintomi tipici del morbo di Parkinson: mancanza di movimento (acinesia), tremori e rigidità muscolare.
La causa esatta di questa malattia neurodegenerativa non è ancora nota ma, negli ultimi anni, tuttavia, gli scienziati sono stati in grado di descrivere diversi difetti genetici (mutazioni) che si trovano in pazienti con Parkinson, tra cui la cosiddetta PINK1 e mutazioni Parkin, che portano a una riduzione dell'attività mitocondriale. Studiando queste mutazioni, i ricercatori sperano di svelare i meccanismi alla base del processo patologico.
I moscerini della frutta (Drosophila) sono frequentemente utilizzati in esperimenti di laboratorio a causa della loro breve vita e dei cicli di allevamento. Entro due settimane dalla sua comparsa, ogni femmina è in grado di produrre centinaia di figli. Con i moscerini geneticamente modificati, gli scienziati possono studiare la funzione di alcuni geni e proteine. Il dottor Patrik Verstreken e il suo team hanno utilizzato moscerini con un difetto genetico in PINK1 o Parkin, simile a quello associato con il Parkinson, e hanno scoperto che questi moscerini avevano perso la loro capacità di volare.
Dopo un esame più attento, hanno osservato che i mitocondri in questi moscerini erano difettosi, così come nei pazienti con Parkinson, e pertanto avevano generato meno energia intracellulare.
Quando a questi moscerini è stata somministrata la vitamina K2, la produzione di energia nei loro mitocondri è stata ripristinata e la capacità di volare degli insetti è migliorata.
I ricercatori sono anche riusciti a determinare che la produzione di energia è stata ristabilita in quanto la vitamina K2 migliora il trasporto degli elettroni nei mitocondri e questo, a sua volta, ha portato alla produzione energetica.
Si può concludere che la vitamina K2 svolge un ruolo importante nella produzione di energia nei mitocondri difettosi e, dal momento che mitocondri difettosi si trovano anche in pazienti con Parkinson, la vitamina K2 offre potenzialmente la speranza di trovare un nuovo trattamento per il Parkinson.
Il Nuovo Tesoro: La Vitamina K-2
Perché tutto l'attenzione su questo tesoro vitaminica? Dove si trova? Cosa serve a parte aiutare nella coagulazione delle sangue o ridurre il rischio di cancro.
Cos'è?
La vitamina K è una vitamina liposolubile - o gruppo di vitamine altrimenti noto come il naphthoquinones (K1, K2, K3).
Vitamina K1 (fillochinone) si ottiene da fonti vegetali, per esempio spinaci. Alcuni altri fonti di Vitamina K sono cavoli, spinaci, bietole, senape, prezzemolo, broccoli, cavolini di Bruxelles, asparagi e avocado.
Vitamina K2 (menachinone) è il prodotto della fermentazione e in genere di batteri intestinali - sia umano o animale. (Pero la maggior parte del K2 prodotta nell'intestino sono inseriti all'interno di membrane batteriche rendendola non disponibile per l'assorbimento.)
Vitamina K3 o menadione è un liposolubile, di origine sintetica, nelle quale è stato trovato tossicità.
Da dove arriva?
Ultimamente la K2 ha attirato molto attenzione per le suoi proprietà benefiche per i nostri denti. Cosa molto interessante pero è che nel 1945, il dottor Weston Price nei suoi studi di popolazione di cacciatori-raccogliatori ha descritto "una nuova vitamina come attivatore" che ha un ruolo influente nello sfruttamento dei minerali, la protezione dalle carie, la crescita e lo sviluppo, la riproduzione, la protezione contro le malattie cardiache e la funzione del cervello. E rimasto per circa sessant'anni pero un mistero questo componente chiamata fattore-X prima che gli scienziati hanno scoperto che si trattava in fatti di un altro forma di Vit K (intorno al 2006).
Utilizzando un'analisi chimica, Price aveva stabilito che questo composto si trovava nella grassa butirrica, gli organi e il grasso di animali e che la quantità dipendeva dalla nutrizione degli animali. Si trovava nel grasso di animali a pascolo su erbe verde in rapida crescita ricche di vitamina K. Pero anche il terreno avevo un ruolo. Nel burro, solo quello prodotti da animali a pascolo dove ce un metro o più di sano suolo superiore aveva proprietà curative drammatiche.
In pratica, quello che è stato provato anni dopo, è che è proprio il contenuto di Vit K1 nell'erba che il tessuto degli animali è capace a convertire in K2. La capacità di fare questa conversione varia molto tra le specie e purtroppo non è stato determinato nelle stesse misure negli esseri umani. K 2 è utilizzata dai tessuti anche per inserire il calcio dove dovrebbe andare, nelle ossa e nei denti, e per tenerlo lontano dei tessuti molli.
K2 e la salute dentale
Weston Price era soprattutto interessato nel fattore-X per la sua capacità di tenere a bada le carie dentale. Studiando i resti di scheletri umani si stima che c'erano più carie dentali nei precedenti 100 anni di quanti ce ne fossero in un periodo di mille anni. Price ha suggerito che il fattore-X è una sostanza fondamentale che nostri antenate hanno ottenuto dalla dieta, ma che l'alimentazione moderna non ha adeguatamente fornito. Price ha trovato che il fattore-X influenza anche la composizione della saliva riducendo la carica batterica.
Price ha utilizzato una combinazione di olio di fegato di merluzzo e burro contenente fattore-X per suo protocollo per invertire carie dentale. Questo protocollo non solo ha fermato la progressione della carie, ma le ha completamente invertito, senza bisogno di chirurgia orale, stimolando la crescita e rimineralizzazione della dentina. Una ragazza di 14 anni era completamente guarito da 42 cavità aperta in 24 denti prendendo capsule di olio fegato di merluzzo e fattore-X tre volte al giorno per sette mesi. Utilizzando la nutrizione, Price ha ridotto il tasso di carie 250 volte in diciassette individui che avevano gravi carie dentaria. Adesso sappiamo che la crescita e rimineralizzazione della dentina che Price ha osservato richiede tre fattori essenziali: Vit A, Vit D e Vit K2.
Rami Nagel, basato sui studi di Weston A. Price, ha pubblicato un libro descrivendo in dettaglio le procedure necessaria per riversare le carie dentale attraverso rimineralizzazione della dentina. In breve si tratta di una dieta corretta/naturale con adeguato vitamina K-2 e minerali senza gli anti nutrienti nei cereali.
Altri benefici
I benefici di K2 sembrano essere un po' varie. K2 sembra essere particolarmente chiave nel mantenimento della mineralizzazione ossea e nel limitare la formazione e la durata degli osteoclasti, le cellule che degradano l'osso. I ricercatori sono sempre più ottimista circa il potenziale del K2 per quelli con o a rischio di osteoporosi, ma stanno cercando con ulteriori studi di confermare questa associazione. (Pero K1 da solo non ha dimostrato la stessa efficacia per le persone con osteoporosi.) Nel frattempo, altre ricerche suggeriscono che K2 può anche aiutare la salute cardiovascolare attraverso la sua capacità di prevenire o addirittura invertire calcificazione delle arterie, un noto fattore di malattie cardiovascolari. Ma non è tutto. I ricercatori stanno anche guardando K2 (in particolare MK-4) come terapia per l'artrite reumatoide. E, aspetta, c'è di più! I ricercatori stanno anche esaminando le potenzialità del K2 nella prevenzione del cancro alla prostata e nel trattamento complementare di leucemia e cancro ai polmoni.
Quale sono i fonti buoni? La Vitamina K-2 si trova nei carni e prodotti caseari da animali allevati a pascolo - soprattutto burro e frattaglie, formaggi stagionati e latticini, così come le uova di pesce. Si trova anche nel tuorlo d'uova. Purtroppo, valori precisi per alcuni alimenti che possono essere ad alto contenuto di K2 (come organi animali) non sono disponibili in questo momento. Il pancreas e ghiandole salivari sarebbero più ricchi. Sarebbe anche ricchi gli organi riproduttivi, cervello, e reni cartilagine. Infine, l'osso sarebbe più ricco in K2 che il muscolo
InFormaDonna
(aggiornato ad Ottobre 2011)
La Vitamina K2 nella prevenzione dell’Osteoporosi e della Malattia Cardiovascolare
E’ da tempo noto che gli individui che presentano una carenza di calcio nello scheletro (cioè sono a rischio di osteoporosi o sono già osteoporotici) hanno una più elevata tendenza ad andare incontro alla malattia cardiovascolare per la presenza di calcificazioni a livello dei vasi arteriosi (coronarie, vasi cerebrali e renali). Al contrario, chi presenta più calcio a livello dello scheletro tende ad avere minori depositi calcifici arteriosi e quindi minor rischio cardiovascolare. E’ inoltro anche noto che l’assunzione di calcio in eccesso è causa di un “effetto paradosso” consistente in un aumentato rischio di osteoporosi (con anche concomitante aumentato rischio di arterosclerosi). Alla base di questi fenomeni esiste una non corretta utilizzazione da parte dell’organismo del calcio quotidianamente assunto con gli alimenti o con gli integratori. Infatti, la giusta presenza di calcio nello scheletro e anche a livello dei vasi è legata, oltre che allo stesso calcio, anche alla Vitamina K2, in grado di “guidare” il flusso del calcio preferibilmente verso lo scheletro (prevenendo l’osteoporosi) piuttosto che verso i vasi impedendo così la calcificazione delle arterie e l’insorgenza dell’arteriosclerosi.
La Vitamina K è conosciuta fin dal 1929 nella sua forma di Vitamina K1 per essere sostanza coinvolta nel processo della coagulazione del sangue. Meno nota è la Vitamina K2, forma che viene spesso confusa con la K1. La K2 è coinvolta nei processi di protezione vascolare dall’ aterosclerosi e di protezione scheletrica dall’osteoporosi. Infatti, questa forma di vitamina è in grado di attivare (attraverso una operazione chimica detta “carbossilazione”) una proteina presente a livello dei vasi (mGLA protein) che impedisce al calcio circolante nel sangue (specie se in eccesso) di depositarsi in forma di cristalli nella parete arteriosa e di formare così, insieme al colesterolo, placche aterosclerotiche che possono occludere i vasi e costituire rischio di trombosi. Questa Vitamina sembra svolgere la stessa azione a livello dei tessuti articolari dove, inibendo la deposizione di calcio, previene la formazione di placche calcifiche e la comparsa della stessa artrosi. La Vitamina K2 è anche in grado di attivare un’altra proteina (osteocalcina) prodotta nell’osso sotto l’influenza degli estrogeni e della Vitamina D. L’osteocalcina attivata (cosidetta osteocalcina carbossilata), legando il calcio, permette a livello osseo la creazione di una matrice proteica calcificata che conferisce all’osso nel contempo resistenza e flessibilità. La Vitamina K2 è quindi fattore protettivo sia per la malattia cardiovascolare (e la trombosi) che per l’osteoporosi (e le fratture). La Vitamina D3 è l’altra vitamina rilevante per la protezione osteoporotica che favorisce l’assorbimento intestinale del calcio alimentare e la sintesi della stessa osteocalcina.
Nuovi recenti studi indicano, inoltre, un possibile ruolo della Vitamina K2 anche nella prevenzione del morbo di Alzheimer, di diverse forme di cancro, del diabete, della patologia varicosa e dell’invecchiamento cutaneo.
Le due vitamine K1 e K2 sono presenti negli Alimenti ma in fonti differenti. La Vitamina K1 è presente sopratutto nei vegetali a foglia verde (come cavolo, spinaci, lattuga), mentre la Vitamina K2 è presente, nella sua forma MK4, soprattutto nella carne e, nella forma MK7, sopratutto nei cibi fermentati (come alcuni formaggi e la soia fermentata, nota in Giappone con il nome di natto). La MK7 è la forma che viene eliminata più lentamente dal nostro organismo e quindi la più efficace. La Vit K2 (soprattutto la MK7) viene anche prodotta nel nostro intestino ad opera dei batteri presenti a livello del colon, ma le quantità non sono sufficienti a coprire il fabbisogno organico. Una carenza cronica di apporto della Vit. K2 può favorire sia l’insorgenza dell’osteoporosi che della malattia cardiovascolare. Per questo motivo è consigliato l’uso di integratori alimentari contenenti Vitamina K2. La dose di integrazione minima giornaliero è di 45 mcg (dosi superiori a 50 possono interferire con alcuni anticoagulanti come il warfarin). Con la nostra alimentazione corrente è comunque difficoltoso riuscire a raggiungere questo minimo apporto, se si pensa che 45 mcg sono contenuti in 4 Kg di carne oppure in 5 litri di latte o di yoghurt oppure in 80 gr di formaggio fermentato o in 8 tuorli d’uovo. L’unico alimento estremamente ricco di Vitamina K2 è il Natto cibo giapponese costituito da soia fermentata da batteri di utilizzo non usuale per la nostra cucina. Per questi motivi è consigliabile, soprattutto dopo i 50 anni di età, con l’avvento della menopausa e con l’aumentato rischio osteoporotico e cardiovascolare, integrare la nostra alimentazione quotidiana con un supplemento di Vitamina K2 per una corretta utilizzazione del nostro calcio.
Prof. Dr. Francesco Saverio Pansini
Centro Menopausa-Osteoporosi Presso: Poliambulatorio Estense, Via B. S. Stefano 3 – 44121 Ferrara Info: 0532-205877 – Email: eriopan@gmail.com – Web: www.francescosaveriopansini.it
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13 Anni 9 Mesi fa #15318
da Clara
Risposta da Clara al topic Re: Vitamina K, K2
Tradotto dal Pauling Linus Insitute:
La vitamina K
La vitamina K è una vitamina liposolubile. La "K" deriva dalla parola tedesca "koagulation." Coagulazione si riferisce al processo di formazione del coagulo. La vitamina K è essenziale per il funzionamento di diverse proteine coinvolte nella coagulazione del sangue (1). Ci sono due forme naturali di vitamina K, vitamina K1 e vitamina K2. Vitamina K1, noto anche come fillochinone, viene sintetizzata dalle piante ed è la forma predominante nella dieta. La vitamina K2 proviene da fonti animali e di sintesi da parte dei batteri intestinali. Vitamina K2 comprende una serie di forme di vitamina K, indicate collettivamente come menachinoni, ripetendo con 5 unità di carbonio nella catena laterale della molecola. Queste forme di vitamina K sono designati menachinone-n (MK-n), dove n è il numero di carbonio 5-unità (2).
Funzione
Vitamina K funziona come cofattore per un enzima che catalizza la carbossilazione di amminoacido, l'acido glutammico, con conseguente sua conversione in acido gamma-carbossiglutammico (GLA) (3). Anche se la vitamina K-dipendente gamma-carbossilazione verifica solo su specifici residui di acido glutammico in un piccolo numero di vitamina K-dipendenti proteine, è fondamentale il legante il calcio funzione di tali proteine (4, 5).
Coagulazione (coagulazione)
La capacità di legare ioni calcio (Ca2 +) è necessario per l'attivazione dei sette fattori di coagulazione vitamina K-dipendenti, o proteine, nella cascata della coagulazione. Il termine, cascata della coagulazione, si riferisce ad una serie di eventi, ciascuno dipendente dall'altro, che fermare il sanguinamento attraverso la formazione del coagulo. Vitamina K-dipendente gamma-carbossilazione di specifici residui di acido glutammico in quelle proteine permette loro di legare il calcio. Fattori II (protrombina), VII, IX e X costituiscono il cuore della cascata di coagulazione. Proteina Z sembra aumentare l'azione della trombina (forma attivata di protrombina) promuovendo la sua associazione con fosfolipidi delle membrane cellulari. Proteina C e proteina S sono proteine anticoagulanti che forniscono il controllo e l'equilibrio nella cascata della coagulazione, proteine Z ha anche una funzione anticoagulatory. Meccanismi di controllo della cascata della coagulazione esiste perché incontrollata coagulazione può essere in pericolo di vita come sanguinamento incontrollato. Vitamina K-fattori di coagulazione dipendenti sono sintetizzati nel fegato. Di conseguenza, i risultati gravi malattie epatiche in bassi livelli ematici di fattori vitamina K-dipendenti della coagulazione e un aumentato rischio di sanguinamenti incontrollati (emorragie) (6).
Alcune persone sono a rischio di formazione di coaguli di formatura, che potrebbero bloccare il flusso di sangue nelle arterie del cuore, cervello o polmoni, con conseguente attacco di cuore, ictus o embolia polmonare, rispettivamente. Alcuni anticoagulanti orali, come il warfarin (Coumadin), inibire la coagulazione attraverso l'antagonismo dell'azione di vitamina K. Anche se la vitamina K è una vitamina liposolubile, il corpo immagazzina molto poco di esso, e dei suoi negozi sono rapidamente esaurite, senza regolare assunzione con la dieta . Forse, a causa della sua limitata capacità di immagazzinare la vitamina K, il corpo ricicla attraverso un processo chiamato ciclo vitamina K. Il ciclo di vitamina K permette una piccola quantità di vitamina K di funzionare nel gamma-carbossilazione delle proteine molte volte, diminuendo il requisito dietetico. Warfarin impedisce il riciclo della vitamina K inibendo due reazioni importanti e la creazione di un funzionale carenza di vitamina K (vedi figura). Inadeguata gamma-carbossilazione di vitamina K-dipendenti proteine della coagulazione interferisce con cascata della coagulazione, che inibisce la formazione di coaguli di sangue. Grandi quantità di dieta o supplementi di vitamina K può superare l'effetto anticoagulante di antagonisti della vitamina K, per cui i pazienti che assumono questi farmaci sono in guardia contro consumano quantità molto grandi o molto variabile di vitamina K nella loro dieta (vedere le interazioni farmacologiche). Gli esperti ora consigliano un apporto ragionevolmente costante di vitamina K che soddisfa le attuali raccomandazioni dietetiche (90-120 mcg / die) nei pazienti trattati con antagonisti della vitamina K come il warfarin (7).
Mineralizzazione ossea
Tre proteine vitamina K dipendenti sono stati isolati in osso: osteocalcina, proteina Gla della matrice (MGP), e la proteina S. osteocalcina (chiamato anche osso proteina Gla) è una proteina sintetizzata dagli osteoblasti (cellule che formano l'osso). La sintesi di osteocalcina da osteoblasti è regolata dalla forma attiva della vitamina D, 1,25 (OH) 2D3 o calcitriolo. Il minerale capacità di legame dell'osteocalcina richiede vitamina K-dipendente gamma-carbossilazione di tre residui di acido glutammico. La funzione di osteocalcina è chiaro, ma si pensa sia correlata alla mineralizzazione dell'osso. MGP è stato trovato osso, cartilagine e tessuto molle, compresi vasi sanguigni. I risultati di studi su animali suggeriscono MGP previene la calcificazione dei tessuti molli e della cartilagine, agevolando nel contempo la normale crescita delle ossa e dello sviluppo. La vitamina K-dipendente proteina S anticoagulante viene sintetizzata da osteoblasti, ma il suo ruolo nel metabolismo osseo è chiaro. I bambini con deficit di proteina S ereditato soffrire complicazioni legate alla coagulazione sanguigna e diminuzione della densità ossea (5, 8, 9).
La crescita delle cellule
Gas6 è una vitamina K-dipendente proteina che è stato identificato nel 1993. Si è trovato in tutto il sistema nervoso, come pure nel cuore, polmoni, stomaco, reni, e cartilagine. Sebbene l'esatto meccanismo della sua azione non è stata determinata, Gas6 sembra essere un fattore di regolazione della crescita cellulare con cellule di segnalazione attività. Gas6 sembra essere importante in diverse funzioni cellulari, compresa l'adesione cellulare, proliferazione cellulare, apoptosi e protezione contro (4). Essa può anche giocare ruoli importanti nel sistema di sviluppo e invecchiamento nervoso (10, 11). Inoltre, Gas6 sembra regolare segnalazione delle piastrine e omeostasi vascolare (12).
Carenza
Manifesti vitamina K La carenza nel sangue alterata coagulazione, di solito dimostrata da prove di laboratorio che misurano il tempo di coagulazione. I sintomi includono facile formazione di ecchimosi e sanguinamento, che può manifestarsi come epistassi, sanguinamento delle gengive, sangue nelle urine, sangue nelle feci, feci nere tardare, o estremamente pesanti sanguinamento mestruale. Nei neonati, la carenza di vitamina K possono causare sanguinamento minacciante la vita all'interno del cranio (emorragia intracranica) (6).
Adulti
La carenza di vitamina K è rara negli adulti sani per una serie di motivi: 1) la vitamina K è molto diffusa negli alimenti (vedi fonti alimentari), 2) il ciclo di vitamina K conserva vitamina K e 3) i batteri che normalmente abitano le grandi menachinoni sintetizzano intestino (vitamina K2), anche se non è chiaro se quantità significative vengono assorbiti e utilizzati. Adulti a rischio di carenza di vitamina K sono quelli che prendono farmaci anticoagulanti vitamina K antagonisti e gli individui con danno epatico significativo o malattia (6). Inoltre, gli individui con disturbi di malassorbimento dei grassi possono essere ad aumentato rischio di carenza di vitamina K (4).
Neonati
I neonati che sono esclusivamente allattati al seno sono ad aumentato rischio di carenza di vitamina K, perché il latte umano è relativamente basso contenuto di vitamina K rispetto alla formula. I neonati, in generale, hanno una bassa vitamina K per i seguenti motivi: 1) la vitamina K non è facilmente trasportati attraverso la barriera placentare, 2) del neonato intestino non sono ancora colonizzato da batteri che sintetizzano menachinoni e 3) la vitamina K ciclo non può essere pienamente funzionale nei neonati, in particolare i neonati prematuri (4). I neonati le cui madri sono sul farmaco anticonvulsivante per prevenire le convulsioni sono anche a rischio di carenza di vitamina K. Carenza di vitamina K nei neonati può causare un disturbo della coagulazione vitamina K chiamato deficit di sanguinamento (VKDB) del neonato. Perché VKDB è pericolosa per la vita e facilmente evitato, l'American Academy of Pediatrics e un certo numero di organizzazioni internazionali analoghe consiglia un'iniezione di fillochinone (vitamina K1) essere somministrato a tutti i neonati (13).
Controversie circa vitamina K amministrazione e il neonato
La vitamina K e leucemia infantile: Nei primi anni 1990, due studi retrospettivi sono stati pubblicati suggeriscono una possibile associazione tra iniezioni di vitamina K nel neonato e lo sviluppo della leucemia infantile e di altre forme di cancro infantile. Tuttavia, due grandi studi retrospettivi negli Stati Uniti e in Svezia che hanno recensito le cartelle cliniche di 54 mila e 1,3 milioni di bambini, rispettivamente, non ha trovato prove di una relazione tra tumori infantili e le iniezioni di vitamina K alla nascita (14, 15). Inoltre, una analisi combinata di sei studi caso-controllo, tra cui 2.431 bambini con diagnosi di cancro in età pediatrica e 6.338 cancro senza bambini, non ha trovato prove che la vitamina K iniezioni per i neonati ha aumentato il rischio di leucemia infantile (16). In una dichiarazione politica, l'American Academy of Pediatrics raccomanda che la profilassi di routine vitamina K per i neonati essere continuato perché VKDB è pericolosa per la vita e il rischio di cancro sono non provata e improbabile (17). Per il testo integrale della dichiarazione politica AAP sulla vitamina K e il neonato.
Dosi più basse di vitamina K1 per i neonati prematuri: I risultati di due studi di livelli di vitamina K nei neonati prematuri indicano che la dose standard iniziale di vitamina K1 per la piena neonati a termine (1,0 mg) può essere troppo alto per i neonati prematuri (18, 19) . Questi risultati hanno portato alcuni esperti a suggerire l'uso di un primo vitamina K1 dose di 0,3 mg / kg per i bambini con peso alla nascita inferiore a 1.000 g (2 libbre, 3 oz), e una dose iniziale di 0,5 mg probabilmente prevenire la malattia emorragica nei neonati (18).
L'apporto adeguato (AI)
Nel gennaio 2001, la Food and Nutrition Board (FNB) dell'Istituto di Medicina ha stabilito il adeguato apporto (AI) il livello di vitamina K negli Stati Uniti sulla base di livelli di consumo degli individui sani. L'AI per neonati è basata sulla quantità stimata di vitamina K di latte materno (20).
Dietetico di vitamina K e fratture osteoporotiche
Studi epidemiologici hanno dimostrato una relazione tra vitamina K e correlata all'età perdita ossea (osteoporosi). Studio Nurses 'Health seguito più di 72.000 donne per dieci anni. In un'analisi di questo gruppo, le donne la cui assunzione di vitamina K sono stati nel quintile più basso (1/5) avevano un rischio del 30% più elevato di frattura dell'anca rispetto alle donne con assunzione di Vitamina K in più dei quattro quinti (21). Uno studio condotto in oltre 800 uomini anziani e donne, seguito nel Framingham Heart Study per sette anni, ha scoperto che gli uomini e le donne con alimentari assunzione di Vitamina K nel quartile più alto (1/4) avevano un rischio del 65% più basso di frattura dell'anca rispetto a quelli alimentari con assunzione di Vitamina K nel quartile più basso (circa 250 mcg / die vs 50 mcg / die di vitamina K). Tuttavia, i ricercatori hanno trovato alcuna associazione tra l'assunzione nella dieta di vitamina K e la densità minerale ossea (BMD) nei soggetti Framingham (22). Altri studi non hanno osservato una relazione tra l'assunzione dietetica di vitamina K e le misure di resistenza ossea, BMD, o l'incidenza di fratture (23, 24). Poiché la principale fonte alimentare di vitamina K è generalmente verdure a foglia verde, elevata assunzione di vitamina K potrebbe essere solo un indicatore per una dieta sana che è ricca di verdure (25).
La vitamina K-dipendente carbossilazione di frattura osteoporotica e osteocalcina
Osteocalcina, un osso correlata proteina che circola nel sangue, ha dimostrato di essere un marcatore sensibile di formazione ossea. La vitamina K è necessaria per la gamma-carbossilazione dell'osteocalcina. Undercarboxylation dell'osteocalcina influenza negativamente la capacità di legarsi al minerale ossea, e il grado di osteocalcina gamma-carbossilazione è stato trovato per essere un indicatore sensibile dello stato della vitamina K nutrizionale (26). I livelli circolanti di osteocalcina sottocarbossilata (ucOC) sono risultati essere maggiore nelle donne in post-menopausa rispetto alle donne in premenopausa e nettamente più elevata nelle donne di età superiore ai 70 anni. In uno studio su 195 donne anziane istituzionalizzate, il rischio relativo di frattura dell'anca è sei volte più alto in coloro che avevano elevati livelli ucOC all'inizio dello studio (27). In un campione molto più grande di 7500 donne anziane indipendente, circolante ucOC era anche predittivo di rischio di frattura (28). Nonostante la carenza di vitamina K sembra la causa più probabile di ucOC arteriosa elevata, i ricercatori hanno anche documentato una relazione inversa tra le misure dello stato nutrizionale di vitamina D e livelli ucOC, così come un abbassamento significativo di ucOC da supplementazione di vitamina D (5). È anche possibile che un livello aumentato ucOC è un marker di scarso stato nutrizionale complessivo, compresa la vitamina D o di proteine.
Antagonisti della vitamina K e di frattura osteoporotica
Alcuni anticoagulanti orali, come il warfarin, sono noti per essere antagonisti della vitamina K. Almeno due studi hanno esaminato l'uso cronico di warfarin e il rischio di fratture nelle donne anziane. Uno studio ha riportato alcuna associazione tra il trattamento a lungo termine con warfarin e rischio di fratture (29), mentre l'altro ha trovato un rischio significativamente maggiore di coste e fratture vertebrali gli utenti warfarin rispetto ai non utilizzatori (30). Inoltre, uno studio in pazienti anziani con fibrillazione atriale ha riferito che a lungo termine il trattamento con warfarin è risultato associato a un rischio significativamente più elevato di fratture osteoporotiche negli uomini ma non nelle donne (31). Una meta-analisi dei risultati di 11 studi pubblicati trovato che la terapia anticoagulante orale è stato associato ad una riduzione molto modesta della densità ossea a livello del polso e nessuna variazione della densità ossea a livello dell'anca o della colonna vertebrale (32).
Supplementazione di vitamina K studi e osteoporosi
Supplementazione di vitamina K di 1000 mcg / die di fillochinone (vitamina K1) per due settimane (più di dieci volte l'IA per la vitamina K) ha comportato una riduzione dei livelli di ucOC nelle donne in postmenopausa, così come aumenti di alcuni marcatori biochimici della formazione dell'osso . In Giappone, studi di intervento in pazienti emodializzati e donne osteoporotiche con molto elevate dosi farmacologiche (45 mg / die) di menatetrenone (MK-4) hanno riportato una significativa riduzione del tasso di perdita di massa ossea (33, 34). MK-4 non è presente in quantità significative nella dieta, ma può essere sintetizzato in piccole quantità esseri umani mediante fillochinone. Una recente meta-analisi di sette studi randomizzati e controllati giapponesi associato menatetrenone-4 supplementazione con maggiore densità minerale ossea e sull'incidenza di fratture ridotto (35), ma questa meta-analisi non ha incluso i dati di uno studio inedito che hanno riportato alcun effetto sul rischio di frattura (36) . Tuttavia, la meta-analisi ha riferito che MK-4 supplementazione abbassato il rischio di fratture vertebrali del 60%, fratture dell'anca del 77%, e fratture non vertebrali dell'81%; tutte le associazioni sono risultate statisticamente significative. Sei dei singoli studi impiegati 45 mg di menatetrenone giorno, mentre un processo utilizzato 15 mg di menatetrenone giornaliera (35). Il 45 mg / die dose di menatetrenone è stato utilizzato anche in una più recente di 3 anni controllato con placebo intervento in 325 donne in postmenopausa. Questo studio ha trovato che le misure supplementari menatetrenone migliorate di resistenza ossea rispetto al placebo (37). Le dosi utilizzate nella maggior parte degli studi citati sono circa 500 volte superiore a quella della vitamina K. AI Alcuni esperti non si è certi che gli effetti di tali alte dosi di MK-4 rappresentano un vero e proprio effetto vitamina K.
Studi clinici a lungo termine della supplementazione a dosi fillochinone raggiungibili con apporto con la dieta (200-1.000 mcg / die) hanno riportato risultati contrastanti per quanto riguarda gli effetti sulla densità minerale ossea (38-40). Supplementazione Phyllochinone a questi livelli non sembra beneficiare individui più anziani che assumono anche vitamina D e calcio (40). Così, la prova di una relazione tra livello di vitamina K nutrizionale e la salute delle ossa negli adulti è considerata debole. Sono necessari ulteriori studi per determinare la funzione fisiologica della vitamina K-dipendenti proteine in osso ed i meccanismi attraverso i quali la vitamina K colpisce la salute delle ossa e rischio di fratture osteoporotiche (5).
Calcificazione vascolare e malattie cardiovascolari
Una delle caratteristiche della malattia cardiovascolare è la formazione di placche aterosclerotiche nelle pareti arteriose. Calcificazione delle placche aterosclerotiche si verifica la condizione progredisce, con conseguente diminuzione di elasticità dei vasi colpiti e aumento del rischio di formazione di coaguli, la più comune causa di un attacco di cuore o ictus. Uno studio di coorte prospettico in 807 uomini e donne, di età compresa tra 39-45 anni, non ha trovato una correlazione tra l'assunzione alimentare di vitamina K1 e calcificazione dell'arteria coronarica, misurata mediante fascio di elettroni tomografia computerizzata (41). Inoltre, l'assunzione di vitamina K1 non è stata associata con calcificazione delle arterie mammarie in un studio trasversale su 1.689 donne, di età compresa tra 49-70 anni (42). Un studio di popolazione di donne in post-menopausa, di età compresa tra 60-79 anni, ha scoperto che le donne di età compresa tra 60-69 con calcificazioni aortiche erano più bassi di vitamina K assunzioni rispetto a quelli senza calcificazioni aortiche, ma questo non era vero per le donne più anziane (43). Il meccanismo attraverso il quale la vitamina K possono favorire la mineralizzazione delle ossa, mentre la mineralizzazione inibizione (calcificazione) di navi, non è del tutto chiaro. Una ipotesi è basata sulla funzione della proteina Gla matrice (POP). MGP è stato trovato per inibire la calcificazione della cartilagine e dell'osso durante le prime fasi dello sviluppo embrionale. Alcuni ricercatori hanno ipotizzato che elevati livelli di MGP si trovano in vasi calcificati può rappresentare una difesa contro la calcificazione della nave, ma che inadeguati di vitamina K risultati dello stato nutrizionale in carbossilazione inadeguata e, presumibilmente, MGP inattivo. Così, insufficiente vitamina K nella dieta può aumentare il rischio di calcificazione vascolare (44). Il supporto per questa ipotesi viene da un piccolo studio umano che impiega conformazione anticorpi specifici contro MGP esaminare se carbossilazione compromissione di questa proteina contribuisce probabilmente alla calcificazione delle arterie. In soggetti sani, sottocarbossilata MGP (ucMGP) non è stato rilevato nel rivestimento più interno della carotide, al contrario, la maggior parte dei MGP nel rivestimento arterioso carotideo di pazienti con aterosclerosi era sottocarbossilata (45). Siero ucMGP può essere diminuita in quelli a rischio di calcificazione cardiovascolare a causa di deposizione di ucMGP in aree locali di calcificazione vascolare (46). Ulteriori indagini sono necessarie per stabilire la natura del ruolo delle proteine ossee come MGP in umano calcificazione della placca aterosclerotica.
Fonti
Fonti alimentari
Phyllochinone (vitamina K1) è la forma principale di vitamina K. verdure a foglia verde e di alcuni oli vegetali (soia, semi di cotone, colza e di oliva) sono tra i principali della dieta vitamina K. L'idrogenazione di oli vegetali può diminuire l'effetto di assorbimento e biologici dietetico di vitamina K (47). Se si desidera controllare gli alimenti per il loro contenuto di nutrienti, tra cui la vitamina K, una ricerca nel database alimentare USDA composizione o visualizzare un elenco di alimenti che contengono una specifica sostanza. Un certo numero di buone fonti di vitamina K sono riportati nella tabella seguente assieme al loro contenuto di vitamina K in microgrammi (mcg).
Cibo Servire vitamina K (mcg)
Olio d'oliva 1 cucchiaio di 8,1
1 cucchiaio di olio di semi di soia 25,0
Canola olio 1 cucchiaio di 16,6
Maionese 1 cucchiaio 3,7
Broccoli, cotti 1 tazza (tritato) 220
Kale, crudo 1 tazza (tritato) 547
Spinaci, crudi 1 tazza 145
Foglia di lattuga (verde), prima 1 tazza (triturati) 62,5
Bietola, crudo 1 tazza 299
Crescione, crudo 1 tazza (tritato) 85
Prezzemolo, prima 1/4 di tazza 246
Batteri intestinali
Batteri che normalmente colonizzano le grandi menachinoni sintetizzano intestino (vitamina K2), che sono una forma attiva della vitamina K. tempo si è pensato che fino al 50% del fabbisogno umano di vitamina K potrebbe essere soddisfatte mediante sintesi batterica. Tuttavia, la ricerca indica che il contributo della sintesi batterica è molto meno di quanto si pensasse, anche se il contributo esatto non è chiaro (48).
Supplementi
Negli Stati Uniti, la vitamina K1 è disponibile senza prescrizione medica in multivitaminico e altri integratori in dosi che in genere vanno 10-120 mcg al supplemento (49). Una forma di vitamina K2, menatetrenone (MK-4), è stato usato per trattare l'osteoporosi in Giappone ed è attualmente allo studio negli Stati Uniti (50).
Sicurezza
Tossicità
Sebbene sia possibile reazione allergica, non vi è alcuna tossicità conosciuta associato con alte dosi di phylloquinone (vitamina K1) o menachinone (vitamina K2) forme di vitamina K (20). Lo stesso non è vero per sintetico menadione (vitamina K3) e suoi derivati. Menadione può interferire con la funzione di glutatione, uno degli antiossidanti naturali corpo, con conseguente danno ossidativo alle membrane cellulari. Menadione somministrato per iniezione ha indotto tossicità epatica, ittero, e anemia emolitica (a causa della rottura dei globuli rossi) nei neonati, quindi, menadione non è più utilizzato per il trattamento della carenza di vitamina K (4, 6). Nessun livello tollerabile superiore (UL) di assunzione è stata stabilita per la vitamina K (20).
Interazioni nutrienti
Le grandi dosi di vitamina A e vitamina E sono stati trovati per antagonizzare vitamina K (6). Eccesso di vitamina A sembra interferire con l'assorbimento della vitamina K, mentre una forma di vitamina E (tocoferolo chinone) possono inibire la vitamina K-dipendenti enzimi carbossilasi. Uno studio in adulti con stato di coagulazione normale trovato che la supplementazione con 1.000 UI di vitamina E per 12 settimane è diminuito gamma-carbossilazione di protrombina, una vitamina K-dipendente proteina (51). A E-vitamina vitamina K interazione è stata riportata anche in pazienti che assumono farmaci anticoagulatory come il warfarin. Emorragia (sanguinamento eccessivo) è stato segnalato in un uomo che 5 mg di warfarin e 1.200 di vit E
L'effetto anticoagulante di antagonisti della vitamina K (ad esempio, warfarin), può essere inibita da molto alta alimentare o supplemento di assunzione di vitamina K. In generale si raccomanda che gli individui utilizzano warfarin tenta di utilizzare l'intelligenza artificiale per la vitamina K (90-120 mcg), evitando ampie fluttuazioni nel consumo di vitamina K che potrebbero interferire con l'adeguamento delle loro dose di anticoagulante (7). Quando somministrato a donne in stato di gravidanza, warfarin, anticonvulsivanti, rifampicina, isoniazide e può interferire con la sintesi della vitamina K fetale e posizionare il neonato a maggior rischio di carenza di vitamina K (13). Altri farmaci possono interferire con la sintesi endogena di vitamina K o con riciclo vitamina K. L'uso prolungato di antibiotici ad ampio spettro possono diminuire la sintesi della vitamina K da parte dei batteri intestinali. Cefalosporine e salicilati possono ridurre vitamina K riciclaggio, attraverso l'inibizione della vitamina K-epossido reduttasi (schema). Inoltre, colestiramina, colestipolo, orlistat, olio minerale, e il sostituto grasso, olestra, può diminuire l'assorbimento della vitamina K (49).
Linus Pauling Institute Raccomandazione
Sebbene l'AI di vitamina K è stato recentemente aumentata, non è chiaro se sarà sufficiente per ottimizzare la gamma-carbossilazione di vitamina K-dipendenti proteine nelle ossa (vedere osteoporosi). Multivitaminici generalmente contengono da 10 a 25 mcg di vitamina K, mentre la vitamina K o "ossa" integratori possono contenere 100-120 mcg di vitamina K. Per consumare la quantità di vitamina K associata a un ridotto rischio di frattura dell'anca nel Framingham Heart Study ( circa 250 mcg / die), un individuo avrebbe bisogno di mangiare tazza un po 'più di 1/2 di broccoli tagliate o di una grande insalata di verdure miste ogni giorno. Anche se l'assunzione di vitamina K necessaria per il funzionamento ottimale di tutte le proteine dipendenti dalla vitamina K non è ancora noto, il Linus Pauling Institute consiglia di prendere un multivitaminico-minerale e mangiare almeno 1 tazza di verdure a foglia verde al giorno. Sostituzione alimentari grassi saturi come il burro e il formaggio con i grassi monoinsaturi si trovano in olio d'oliva e olio di canola aumenterà anche la dieta l'assunzione di vitamina K e può anche ridurre il rischio di malattie cardiovascolari.
Gli adulti più anziani (65 anni e oltre)
Poiché gli anziani sono ad aumentato rischio di fratture dell'anca e di osteoporosi, la raccomandazione di cui sopra per un multivitaminico-minerale e almeno 1 tazza di verdure a foglia verde / giorno è particolarmente rilevante.
Life Stage
Age
Males (mcg/day)
Females (mcg/day)
Infants
0-6 months
2.0
2.0
Infants
7-12 months
2.5
2.5
Children
1-3 years
30
30
Children
4-8 years
55
55
Children
9-13 years
60
60
Adolescents
14-18 years
75
75
Adults
19 years and older
120 maschi
90 femmine
Pregnancy
18 years and younger
-
75
Pregnancy
19 years and older
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Breast-feeding
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Breast-feeding
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La vitamina K
La vitamina K è una vitamina liposolubile. La "K" deriva dalla parola tedesca "koagulation." Coagulazione si riferisce al processo di formazione del coagulo. La vitamina K è essenziale per il funzionamento di diverse proteine coinvolte nella coagulazione del sangue (1). Ci sono due forme naturali di vitamina K, vitamina K1 e vitamina K2. Vitamina K1, noto anche come fillochinone, viene sintetizzata dalle piante ed è la forma predominante nella dieta. La vitamina K2 proviene da fonti animali e di sintesi da parte dei batteri intestinali. Vitamina K2 comprende una serie di forme di vitamina K, indicate collettivamente come menachinoni, ripetendo con 5 unità di carbonio nella catena laterale della molecola. Queste forme di vitamina K sono designati menachinone-n (MK-n), dove n è il numero di carbonio 5-unità (2).
Funzione
Vitamina K funziona come cofattore per un enzima che catalizza la carbossilazione di amminoacido, l'acido glutammico, con conseguente sua conversione in acido gamma-carbossiglutammico (GLA) (3). Anche se la vitamina K-dipendente gamma-carbossilazione verifica solo su specifici residui di acido glutammico in un piccolo numero di vitamina K-dipendenti proteine, è fondamentale il legante il calcio funzione di tali proteine (4, 5).
Coagulazione (coagulazione)
La capacità di legare ioni calcio (Ca2 +) è necessario per l'attivazione dei sette fattori di coagulazione vitamina K-dipendenti, o proteine, nella cascata della coagulazione. Il termine, cascata della coagulazione, si riferisce ad una serie di eventi, ciascuno dipendente dall'altro, che fermare il sanguinamento attraverso la formazione del coagulo. Vitamina K-dipendente gamma-carbossilazione di specifici residui di acido glutammico in quelle proteine permette loro di legare il calcio. Fattori II (protrombina), VII, IX e X costituiscono il cuore della cascata di coagulazione. Proteina Z sembra aumentare l'azione della trombina (forma attivata di protrombina) promuovendo la sua associazione con fosfolipidi delle membrane cellulari. Proteina C e proteina S sono proteine anticoagulanti che forniscono il controllo e l'equilibrio nella cascata della coagulazione, proteine Z ha anche una funzione anticoagulatory. Meccanismi di controllo della cascata della coagulazione esiste perché incontrollata coagulazione può essere in pericolo di vita come sanguinamento incontrollato. Vitamina K-fattori di coagulazione dipendenti sono sintetizzati nel fegato. Di conseguenza, i risultati gravi malattie epatiche in bassi livelli ematici di fattori vitamina K-dipendenti della coagulazione e un aumentato rischio di sanguinamenti incontrollati (emorragie) (6).
Alcune persone sono a rischio di formazione di coaguli di formatura, che potrebbero bloccare il flusso di sangue nelle arterie del cuore, cervello o polmoni, con conseguente attacco di cuore, ictus o embolia polmonare, rispettivamente. Alcuni anticoagulanti orali, come il warfarin (Coumadin), inibire la coagulazione attraverso l'antagonismo dell'azione di vitamina K. Anche se la vitamina K è una vitamina liposolubile, il corpo immagazzina molto poco di esso, e dei suoi negozi sono rapidamente esaurite, senza regolare assunzione con la dieta . Forse, a causa della sua limitata capacità di immagazzinare la vitamina K, il corpo ricicla attraverso un processo chiamato ciclo vitamina K. Il ciclo di vitamina K permette una piccola quantità di vitamina K di funzionare nel gamma-carbossilazione delle proteine molte volte, diminuendo il requisito dietetico. Warfarin impedisce il riciclo della vitamina K inibendo due reazioni importanti e la creazione di un funzionale carenza di vitamina K (vedi figura). Inadeguata gamma-carbossilazione di vitamina K-dipendenti proteine della coagulazione interferisce con cascata della coagulazione, che inibisce la formazione di coaguli di sangue. Grandi quantità di dieta o supplementi di vitamina K può superare l'effetto anticoagulante di antagonisti della vitamina K, per cui i pazienti che assumono questi farmaci sono in guardia contro consumano quantità molto grandi o molto variabile di vitamina K nella loro dieta (vedere le interazioni farmacologiche). Gli esperti ora consigliano un apporto ragionevolmente costante di vitamina K che soddisfa le attuali raccomandazioni dietetiche (90-120 mcg / die) nei pazienti trattati con antagonisti della vitamina K come il warfarin (7).
Mineralizzazione ossea
Tre proteine vitamina K dipendenti sono stati isolati in osso: osteocalcina, proteina Gla della matrice (MGP), e la proteina S. osteocalcina (chiamato anche osso proteina Gla) è una proteina sintetizzata dagli osteoblasti (cellule che formano l'osso). La sintesi di osteocalcina da osteoblasti è regolata dalla forma attiva della vitamina D, 1,25 (OH) 2D3 o calcitriolo. Il minerale capacità di legame dell'osteocalcina richiede vitamina K-dipendente gamma-carbossilazione di tre residui di acido glutammico. La funzione di osteocalcina è chiaro, ma si pensa sia correlata alla mineralizzazione dell'osso. MGP è stato trovato osso, cartilagine e tessuto molle, compresi vasi sanguigni. I risultati di studi su animali suggeriscono MGP previene la calcificazione dei tessuti molli e della cartilagine, agevolando nel contempo la normale crescita delle ossa e dello sviluppo. La vitamina K-dipendente proteina S anticoagulante viene sintetizzata da osteoblasti, ma il suo ruolo nel metabolismo osseo è chiaro. I bambini con deficit di proteina S ereditato soffrire complicazioni legate alla coagulazione sanguigna e diminuzione della densità ossea (5, 8, 9).
La crescita delle cellule
Gas6 è una vitamina K-dipendente proteina che è stato identificato nel 1993. Si è trovato in tutto il sistema nervoso, come pure nel cuore, polmoni, stomaco, reni, e cartilagine. Sebbene l'esatto meccanismo della sua azione non è stata determinata, Gas6 sembra essere un fattore di regolazione della crescita cellulare con cellule di segnalazione attività. Gas6 sembra essere importante in diverse funzioni cellulari, compresa l'adesione cellulare, proliferazione cellulare, apoptosi e protezione contro (4). Essa può anche giocare ruoli importanti nel sistema di sviluppo e invecchiamento nervoso (10, 11). Inoltre, Gas6 sembra regolare segnalazione delle piastrine e omeostasi vascolare (12).
Carenza
Manifesti vitamina K La carenza nel sangue alterata coagulazione, di solito dimostrata da prove di laboratorio che misurano il tempo di coagulazione. I sintomi includono facile formazione di ecchimosi e sanguinamento, che può manifestarsi come epistassi, sanguinamento delle gengive, sangue nelle urine, sangue nelle feci, feci nere tardare, o estremamente pesanti sanguinamento mestruale. Nei neonati, la carenza di vitamina K possono causare sanguinamento minacciante la vita all'interno del cranio (emorragia intracranica) (6).
Adulti
La carenza di vitamina K è rara negli adulti sani per una serie di motivi: 1) la vitamina K è molto diffusa negli alimenti (vedi fonti alimentari), 2) il ciclo di vitamina K conserva vitamina K e 3) i batteri che normalmente abitano le grandi menachinoni sintetizzano intestino (vitamina K2), anche se non è chiaro se quantità significative vengono assorbiti e utilizzati. Adulti a rischio di carenza di vitamina K sono quelli che prendono farmaci anticoagulanti vitamina K antagonisti e gli individui con danno epatico significativo o malattia (6). Inoltre, gli individui con disturbi di malassorbimento dei grassi possono essere ad aumentato rischio di carenza di vitamina K (4).
Neonati
I neonati che sono esclusivamente allattati al seno sono ad aumentato rischio di carenza di vitamina K, perché il latte umano è relativamente basso contenuto di vitamina K rispetto alla formula. I neonati, in generale, hanno una bassa vitamina K per i seguenti motivi: 1) la vitamina K non è facilmente trasportati attraverso la barriera placentare, 2) del neonato intestino non sono ancora colonizzato da batteri che sintetizzano menachinoni e 3) la vitamina K ciclo non può essere pienamente funzionale nei neonati, in particolare i neonati prematuri (4). I neonati le cui madri sono sul farmaco anticonvulsivante per prevenire le convulsioni sono anche a rischio di carenza di vitamina K. Carenza di vitamina K nei neonati può causare un disturbo della coagulazione vitamina K chiamato deficit di sanguinamento (VKDB) del neonato. Perché VKDB è pericolosa per la vita e facilmente evitato, l'American Academy of Pediatrics e un certo numero di organizzazioni internazionali analoghe consiglia un'iniezione di fillochinone (vitamina K1) essere somministrato a tutti i neonati (13).
Controversie circa vitamina K amministrazione e il neonato
La vitamina K e leucemia infantile: Nei primi anni 1990, due studi retrospettivi sono stati pubblicati suggeriscono una possibile associazione tra iniezioni di vitamina K nel neonato e lo sviluppo della leucemia infantile e di altre forme di cancro infantile. Tuttavia, due grandi studi retrospettivi negli Stati Uniti e in Svezia che hanno recensito le cartelle cliniche di 54 mila e 1,3 milioni di bambini, rispettivamente, non ha trovato prove di una relazione tra tumori infantili e le iniezioni di vitamina K alla nascita (14, 15). Inoltre, una analisi combinata di sei studi caso-controllo, tra cui 2.431 bambini con diagnosi di cancro in età pediatrica e 6.338 cancro senza bambini, non ha trovato prove che la vitamina K iniezioni per i neonati ha aumentato il rischio di leucemia infantile (16). In una dichiarazione politica, l'American Academy of Pediatrics raccomanda che la profilassi di routine vitamina K per i neonati essere continuato perché VKDB è pericolosa per la vita e il rischio di cancro sono non provata e improbabile (17). Per il testo integrale della dichiarazione politica AAP sulla vitamina K e il neonato.
Dosi più basse di vitamina K1 per i neonati prematuri: I risultati di due studi di livelli di vitamina K nei neonati prematuri indicano che la dose standard iniziale di vitamina K1 per la piena neonati a termine (1,0 mg) può essere troppo alto per i neonati prematuri (18, 19) . Questi risultati hanno portato alcuni esperti a suggerire l'uso di un primo vitamina K1 dose di 0,3 mg / kg per i bambini con peso alla nascita inferiore a 1.000 g (2 libbre, 3 oz), e una dose iniziale di 0,5 mg probabilmente prevenire la malattia emorragica nei neonati (18).
L'apporto adeguato (AI)
Nel gennaio 2001, la Food and Nutrition Board (FNB) dell'Istituto di Medicina ha stabilito il adeguato apporto (AI) il livello di vitamina K negli Stati Uniti sulla base di livelli di consumo degli individui sani. L'AI per neonati è basata sulla quantità stimata di vitamina K di latte materno (20).
Dietetico di vitamina K e fratture osteoporotiche
Studi epidemiologici hanno dimostrato una relazione tra vitamina K e correlata all'età perdita ossea (osteoporosi). Studio Nurses 'Health seguito più di 72.000 donne per dieci anni. In un'analisi di questo gruppo, le donne la cui assunzione di vitamina K sono stati nel quintile più basso (1/5) avevano un rischio del 30% più elevato di frattura dell'anca rispetto alle donne con assunzione di Vitamina K in più dei quattro quinti (21). Uno studio condotto in oltre 800 uomini anziani e donne, seguito nel Framingham Heart Study per sette anni, ha scoperto che gli uomini e le donne con alimentari assunzione di Vitamina K nel quartile più alto (1/4) avevano un rischio del 65% più basso di frattura dell'anca rispetto a quelli alimentari con assunzione di Vitamina K nel quartile più basso (circa 250 mcg / die vs 50 mcg / die di vitamina K). Tuttavia, i ricercatori hanno trovato alcuna associazione tra l'assunzione nella dieta di vitamina K e la densità minerale ossea (BMD) nei soggetti Framingham (22). Altri studi non hanno osservato una relazione tra l'assunzione dietetica di vitamina K e le misure di resistenza ossea, BMD, o l'incidenza di fratture (23, 24). Poiché la principale fonte alimentare di vitamina K è generalmente verdure a foglia verde, elevata assunzione di vitamina K potrebbe essere solo un indicatore per una dieta sana che è ricca di verdure (25).
La vitamina K-dipendente carbossilazione di frattura osteoporotica e osteocalcina
Osteocalcina, un osso correlata proteina che circola nel sangue, ha dimostrato di essere un marcatore sensibile di formazione ossea. La vitamina K è necessaria per la gamma-carbossilazione dell'osteocalcina. Undercarboxylation dell'osteocalcina influenza negativamente la capacità di legarsi al minerale ossea, e il grado di osteocalcina gamma-carbossilazione è stato trovato per essere un indicatore sensibile dello stato della vitamina K nutrizionale (26). I livelli circolanti di osteocalcina sottocarbossilata (ucOC) sono risultati essere maggiore nelle donne in post-menopausa rispetto alle donne in premenopausa e nettamente più elevata nelle donne di età superiore ai 70 anni. In uno studio su 195 donne anziane istituzionalizzate, il rischio relativo di frattura dell'anca è sei volte più alto in coloro che avevano elevati livelli ucOC all'inizio dello studio (27). In un campione molto più grande di 7500 donne anziane indipendente, circolante ucOC era anche predittivo di rischio di frattura (28). Nonostante la carenza di vitamina K sembra la causa più probabile di ucOC arteriosa elevata, i ricercatori hanno anche documentato una relazione inversa tra le misure dello stato nutrizionale di vitamina D e livelli ucOC, così come un abbassamento significativo di ucOC da supplementazione di vitamina D (5). È anche possibile che un livello aumentato ucOC è un marker di scarso stato nutrizionale complessivo, compresa la vitamina D o di proteine.
Antagonisti della vitamina K e di frattura osteoporotica
Alcuni anticoagulanti orali, come il warfarin, sono noti per essere antagonisti della vitamina K. Almeno due studi hanno esaminato l'uso cronico di warfarin e il rischio di fratture nelle donne anziane. Uno studio ha riportato alcuna associazione tra il trattamento a lungo termine con warfarin e rischio di fratture (29), mentre l'altro ha trovato un rischio significativamente maggiore di coste e fratture vertebrali gli utenti warfarin rispetto ai non utilizzatori (30). Inoltre, uno studio in pazienti anziani con fibrillazione atriale ha riferito che a lungo termine il trattamento con warfarin è risultato associato a un rischio significativamente più elevato di fratture osteoporotiche negli uomini ma non nelle donne (31). Una meta-analisi dei risultati di 11 studi pubblicati trovato che la terapia anticoagulante orale è stato associato ad una riduzione molto modesta della densità ossea a livello del polso e nessuna variazione della densità ossea a livello dell'anca o della colonna vertebrale (32).
Supplementazione di vitamina K studi e osteoporosi
Supplementazione di vitamina K di 1000 mcg / die di fillochinone (vitamina K1) per due settimane (più di dieci volte l'IA per la vitamina K) ha comportato una riduzione dei livelli di ucOC nelle donne in postmenopausa, così come aumenti di alcuni marcatori biochimici della formazione dell'osso . In Giappone, studi di intervento in pazienti emodializzati e donne osteoporotiche con molto elevate dosi farmacologiche (45 mg / die) di menatetrenone (MK-4) hanno riportato una significativa riduzione del tasso di perdita di massa ossea (33, 34). MK-4 non è presente in quantità significative nella dieta, ma può essere sintetizzato in piccole quantità esseri umani mediante fillochinone. Una recente meta-analisi di sette studi randomizzati e controllati giapponesi associato menatetrenone-4 supplementazione con maggiore densità minerale ossea e sull'incidenza di fratture ridotto (35), ma questa meta-analisi non ha incluso i dati di uno studio inedito che hanno riportato alcun effetto sul rischio di frattura (36) . Tuttavia, la meta-analisi ha riferito che MK-4 supplementazione abbassato il rischio di fratture vertebrali del 60%, fratture dell'anca del 77%, e fratture non vertebrali dell'81%; tutte le associazioni sono risultate statisticamente significative. Sei dei singoli studi impiegati 45 mg di menatetrenone giorno, mentre un processo utilizzato 15 mg di menatetrenone giornaliera (35). Il 45 mg / die dose di menatetrenone è stato utilizzato anche in una più recente di 3 anni controllato con placebo intervento in 325 donne in postmenopausa. Questo studio ha trovato che le misure supplementari menatetrenone migliorate di resistenza ossea rispetto al placebo (37). Le dosi utilizzate nella maggior parte degli studi citati sono circa 500 volte superiore a quella della vitamina K. AI Alcuni esperti non si è certi che gli effetti di tali alte dosi di MK-4 rappresentano un vero e proprio effetto vitamina K.
Studi clinici a lungo termine della supplementazione a dosi fillochinone raggiungibili con apporto con la dieta (200-1.000 mcg / die) hanno riportato risultati contrastanti per quanto riguarda gli effetti sulla densità minerale ossea (38-40). Supplementazione Phyllochinone a questi livelli non sembra beneficiare individui più anziani che assumono anche vitamina D e calcio (40). Così, la prova di una relazione tra livello di vitamina K nutrizionale e la salute delle ossa negli adulti è considerata debole. Sono necessari ulteriori studi per determinare la funzione fisiologica della vitamina K-dipendenti proteine in osso ed i meccanismi attraverso i quali la vitamina K colpisce la salute delle ossa e rischio di fratture osteoporotiche (5).
Calcificazione vascolare e malattie cardiovascolari
Una delle caratteristiche della malattia cardiovascolare è la formazione di placche aterosclerotiche nelle pareti arteriose. Calcificazione delle placche aterosclerotiche si verifica la condizione progredisce, con conseguente diminuzione di elasticità dei vasi colpiti e aumento del rischio di formazione di coaguli, la più comune causa di un attacco di cuore o ictus. Uno studio di coorte prospettico in 807 uomini e donne, di età compresa tra 39-45 anni, non ha trovato una correlazione tra l'assunzione alimentare di vitamina K1 e calcificazione dell'arteria coronarica, misurata mediante fascio di elettroni tomografia computerizzata (41). Inoltre, l'assunzione di vitamina K1 non è stata associata con calcificazione delle arterie mammarie in un studio trasversale su 1.689 donne, di età compresa tra 49-70 anni (42). Un studio di popolazione di donne in post-menopausa, di età compresa tra 60-79 anni, ha scoperto che le donne di età compresa tra 60-69 con calcificazioni aortiche erano più bassi di vitamina K assunzioni rispetto a quelli senza calcificazioni aortiche, ma questo non era vero per le donne più anziane (43). Il meccanismo attraverso il quale la vitamina K possono favorire la mineralizzazione delle ossa, mentre la mineralizzazione inibizione (calcificazione) di navi, non è del tutto chiaro. Una ipotesi è basata sulla funzione della proteina Gla matrice (POP). MGP è stato trovato per inibire la calcificazione della cartilagine e dell'osso durante le prime fasi dello sviluppo embrionale. Alcuni ricercatori hanno ipotizzato che elevati livelli di MGP si trovano in vasi calcificati può rappresentare una difesa contro la calcificazione della nave, ma che inadeguati di vitamina K risultati dello stato nutrizionale in carbossilazione inadeguata e, presumibilmente, MGP inattivo. Così, insufficiente vitamina K nella dieta può aumentare il rischio di calcificazione vascolare (44). Il supporto per questa ipotesi viene da un piccolo studio umano che impiega conformazione anticorpi specifici contro MGP esaminare se carbossilazione compromissione di questa proteina contribuisce probabilmente alla calcificazione delle arterie. In soggetti sani, sottocarbossilata MGP (ucMGP) non è stato rilevato nel rivestimento più interno della carotide, al contrario, la maggior parte dei MGP nel rivestimento arterioso carotideo di pazienti con aterosclerosi era sottocarbossilata (45). Siero ucMGP può essere diminuita in quelli a rischio di calcificazione cardiovascolare a causa di deposizione di ucMGP in aree locali di calcificazione vascolare (46). Ulteriori indagini sono necessarie per stabilire la natura del ruolo delle proteine ossee come MGP in umano calcificazione della placca aterosclerotica.
Fonti
Fonti alimentari
Phyllochinone (vitamina K1) è la forma principale di vitamina K. verdure a foglia verde e di alcuni oli vegetali (soia, semi di cotone, colza e di oliva) sono tra i principali della dieta vitamina K. L'idrogenazione di oli vegetali può diminuire l'effetto di assorbimento e biologici dietetico di vitamina K (47). Se si desidera controllare gli alimenti per il loro contenuto di nutrienti, tra cui la vitamina K, una ricerca nel database alimentare USDA composizione o visualizzare un elenco di alimenti che contengono una specifica sostanza. Un certo numero di buone fonti di vitamina K sono riportati nella tabella seguente assieme al loro contenuto di vitamina K in microgrammi (mcg).
Cibo Servire vitamina K (mcg)
Olio d'oliva 1 cucchiaio di 8,1
1 cucchiaio di olio di semi di soia 25,0
Canola olio 1 cucchiaio di 16,6
Maionese 1 cucchiaio 3,7
Broccoli, cotti 1 tazza (tritato) 220
Kale, crudo 1 tazza (tritato) 547
Spinaci, crudi 1 tazza 145
Foglia di lattuga (verde), prima 1 tazza (triturati) 62,5
Bietola, crudo 1 tazza 299
Crescione, crudo 1 tazza (tritato) 85
Prezzemolo, prima 1/4 di tazza 246
Batteri intestinali
Batteri che normalmente colonizzano le grandi menachinoni sintetizzano intestino (vitamina K2), che sono una forma attiva della vitamina K. tempo si è pensato che fino al 50% del fabbisogno umano di vitamina K potrebbe essere soddisfatte mediante sintesi batterica. Tuttavia, la ricerca indica che il contributo della sintesi batterica è molto meno di quanto si pensasse, anche se il contributo esatto non è chiaro (48).
Supplementi
Negli Stati Uniti, la vitamina K1 è disponibile senza prescrizione medica in multivitaminico e altri integratori in dosi che in genere vanno 10-120 mcg al supplemento (49). Una forma di vitamina K2, menatetrenone (MK-4), è stato usato per trattare l'osteoporosi in Giappone ed è attualmente allo studio negli Stati Uniti (50).
Sicurezza
Tossicità
Sebbene sia possibile reazione allergica, non vi è alcuna tossicità conosciuta associato con alte dosi di phylloquinone (vitamina K1) o menachinone (vitamina K2) forme di vitamina K (20). Lo stesso non è vero per sintetico menadione (vitamina K3) e suoi derivati. Menadione può interferire con la funzione di glutatione, uno degli antiossidanti naturali corpo, con conseguente danno ossidativo alle membrane cellulari. Menadione somministrato per iniezione ha indotto tossicità epatica, ittero, e anemia emolitica (a causa della rottura dei globuli rossi) nei neonati, quindi, menadione non è più utilizzato per il trattamento della carenza di vitamina K (4, 6). Nessun livello tollerabile superiore (UL) di assunzione è stata stabilita per la vitamina K (20).
Interazioni nutrienti
Le grandi dosi di vitamina A e vitamina E sono stati trovati per antagonizzare vitamina K (6). Eccesso di vitamina A sembra interferire con l'assorbimento della vitamina K, mentre una forma di vitamina E (tocoferolo chinone) possono inibire la vitamina K-dipendenti enzimi carbossilasi. Uno studio in adulti con stato di coagulazione normale trovato che la supplementazione con 1.000 UI di vitamina E per 12 settimane è diminuito gamma-carbossilazione di protrombina, una vitamina K-dipendente proteina (51). A E-vitamina vitamina K interazione è stata riportata anche in pazienti che assumono farmaci anticoagulatory come il warfarin. Emorragia (sanguinamento eccessivo) è stato segnalato in un uomo che 5 mg di warfarin e 1.200 di vit E
L'effetto anticoagulante di antagonisti della vitamina K (ad esempio, warfarin), può essere inibita da molto alta alimentare o supplemento di assunzione di vitamina K. In generale si raccomanda che gli individui utilizzano warfarin tenta di utilizzare l'intelligenza artificiale per la vitamina K (90-120 mcg), evitando ampie fluttuazioni nel consumo di vitamina K che potrebbero interferire con l'adeguamento delle loro dose di anticoagulante (7). Quando somministrato a donne in stato di gravidanza, warfarin, anticonvulsivanti, rifampicina, isoniazide e può interferire con la sintesi della vitamina K fetale e posizionare il neonato a maggior rischio di carenza di vitamina K (13). Altri farmaci possono interferire con la sintesi endogena di vitamina K o con riciclo vitamina K. L'uso prolungato di antibiotici ad ampio spettro possono diminuire la sintesi della vitamina K da parte dei batteri intestinali. Cefalosporine e salicilati possono ridurre vitamina K riciclaggio, attraverso l'inibizione della vitamina K-epossido reduttasi (schema). Inoltre, colestiramina, colestipolo, orlistat, olio minerale, e il sostituto grasso, olestra, può diminuire l'assorbimento della vitamina K (49).
Linus Pauling Institute Raccomandazione
Sebbene l'AI di vitamina K è stato recentemente aumentata, non è chiaro se sarà sufficiente per ottimizzare la gamma-carbossilazione di vitamina K-dipendenti proteine nelle ossa (vedere osteoporosi). Multivitaminici generalmente contengono da 10 a 25 mcg di vitamina K, mentre la vitamina K o "ossa" integratori possono contenere 100-120 mcg di vitamina K. Per consumare la quantità di vitamina K associata a un ridotto rischio di frattura dell'anca nel Framingham Heart Study ( circa 250 mcg / die), un individuo avrebbe bisogno di mangiare tazza un po 'più di 1/2 di broccoli tagliate o di una grande insalata di verdure miste ogni giorno. Anche se l'assunzione di vitamina K necessaria per il funzionamento ottimale di tutte le proteine dipendenti dalla vitamina K non è ancora noto, il Linus Pauling Institute consiglia di prendere un multivitaminico-minerale e mangiare almeno 1 tazza di verdure a foglia verde al giorno. Sostituzione alimentari grassi saturi come il burro e il formaggio con i grassi monoinsaturi si trovano in olio d'oliva e olio di canola aumenterà anche la dieta l'assunzione di vitamina K e può anche ridurre il rischio di malattie cardiovascolari.
Gli adulti più anziani (65 anni e oltre)
Poiché gli anziani sono ad aumentato rischio di fratture dell'anca e di osteoporosi, la raccomandazione di cui sopra per un multivitaminico-minerale e almeno 1 tazza di verdure a foglia verde / giorno è particolarmente rilevante.
Life Stage
Age
Males (mcg/day)
Females (mcg/day)
Infants
0-6 months
2.0
2.0
Infants
7-12 months
2.5
2.5
Children
1-3 years
30
30
Children
4-8 years
55
55
Children
9-13 years
60
60
Adolescents
14-18 years
75
75
Adults
19 years and older
120 maschi
90 femmine
Pregnancy
18 years and younger
-
75
Pregnancy
19 years and older
-
90
Breast-feeding
18 years and younger
-
75
Breast-feeding
19 years and older
-
90
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13 Anni 9 Mesi fa #15822
da elena
Risposta da elena al topic Re: Vitamina K, K2
vorrei ricordare qualcosa riguardo alla K
ASSORBIMENTO della vit K
K1 e K2 (fillochinone e menachinone) sono liposolubili e possono essere prodotte nel tratto intestinale in presenza di certi batteri della flora intestinale;
K3 (menadione) idrosolubile, è vitamina di sintesi (per chi non può assimilare la k).
il tasso di assorbimento varia da individuo a individuo
chi soffre di occlusione del dotto biliare ha problemi di assimilazione delle vitamine liposolubili (tra cui la K)
la K è distrutta da: grassi rancidi e olii minerali, radiazioni di raggi X, aspirina, inquinamento dell’aria, l'uso eccessivo di antibiotici (spec. cefalosporine) e sulfamidici(per distruzione della flora intestinale) warfarin e coumadin (un fluidificante del sangue) (eparina è un antagonista della vitamina K mentre i salicilati aumentano il fabbisogno della vitamina)colestirammina, anticonvulsivanti. La K è carente in caso di: aborti, occlusione dellla colecisti, epistassi (indicata per chi sta sotto terapia anticoagulante) metrorragie emorragie varie fibrosi epatiti celiachia osteoporosi itterizia cirrosi epatica cancro paralisi cerebrale
dose per le persone con carenza, dai 50 ai 100 milligrammi
TOSSICITA'
Dosi eccessive di vitamina K sintetica possono causare intossicazione e anemia, poiché i residui si possono ammassare nel sangue e fanno collassare i globuli rossi. Le donne incinte (vampate, sudorazione, prurito e senso di oppressione al petto )e i bambini, soprattutto rischiano molto (ittero nucleare, nel midollo spinale e nelle aree cerebrali), che generalmente si manifesta a partire dal secondo all’ottavo giorno di vita. La vitamina K naturale viene immagazzinata nell’organismo e non produce sintomi di intossicazione.
FONTI DI K
I numeri uno in assoluto (MEGLIO DI QUALUNQUE INTEGRATORE)
salvia: 1714 per 100 gr
il prezzemolo fresco : 1640 mg essiccato 1359
basilico e timo essiccato: 1714 (fresco 414)
coriandolo essiccato 1359
Da 600 a 100 in ordine decrescente:
maggiorana essiccata, i cavoli ricci, il crescione, le foglie della rapa, Il kelp, le foglie di mostarda, i germogli di alfalfa, i germogli di barbabietola, le piante verdi come la bietola, la rughetta, la cicoria, spinaci, i cavolini di bruxelles, radicchio, l'erba cipollina, l'indivia, la lattuga, tarassaco, il cavolo comune, le carote fresche, la melassa, l’olio di semi di cartamo, le arachidi, (semi e lecitina di) soia, patate dolci, le foglie tenere di zucca
non dimentichiamo i batteri intestinali, che vanno aiutati con il kefir, regolarmente.
ASSORBIMENTO della vit K
K1 e K2 (fillochinone e menachinone) sono liposolubili e possono essere prodotte nel tratto intestinale in presenza di certi batteri della flora intestinale;
K3 (menadione) idrosolubile, è vitamina di sintesi (per chi non può assimilare la k).
il tasso di assorbimento varia da individuo a individuo
chi soffre di occlusione del dotto biliare ha problemi di assimilazione delle vitamine liposolubili (tra cui la K)
la K è distrutta da: grassi rancidi e olii minerali, radiazioni di raggi X, aspirina, inquinamento dell’aria, l'uso eccessivo di antibiotici (spec. cefalosporine) e sulfamidici(per distruzione della flora intestinale) warfarin e coumadin (un fluidificante del sangue) (eparina è un antagonista della vitamina K mentre i salicilati aumentano il fabbisogno della vitamina)colestirammina, anticonvulsivanti. La K è carente in caso di: aborti, occlusione dellla colecisti, epistassi (indicata per chi sta sotto terapia anticoagulante) metrorragie emorragie varie fibrosi epatiti celiachia osteoporosi itterizia cirrosi epatica cancro paralisi cerebrale
dose per le persone con carenza, dai 50 ai 100 milligrammi
TOSSICITA'
Dosi eccessive di vitamina K sintetica possono causare intossicazione e anemia, poiché i residui si possono ammassare nel sangue e fanno collassare i globuli rossi. Le donne incinte (vampate, sudorazione, prurito e senso di oppressione al petto )e i bambini, soprattutto rischiano molto (ittero nucleare, nel midollo spinale e nelle aree cerebrali), che generalmente si manifesta a partire dal secondo all’ottavo giorno di vita. La vitamina K naturale viene immagazzinata nell’organismo e non produce sintomi di intossicazione.
FONTI DI K
I numeri uno in assoluto (MEGLIO DI QUALUNQUE INTEGRATORE)
salvia: 1714 per 100 gr
il prezzemolo fresco : 1640 mg essiccato 1359
basilico e timo essiccato: 1714 (fresco 414)
coriandolo essiccato 1359
Da 600 a 100 in ordine decrescente:
maggiorana essiccata, i cavoli ricci, il crescione, le foglie della rapa, Il kelp, le foglie di mostarda, i germogli di alfalfa, i germogli di barbabietola, le piante verdi come la bietola, la rughetta, la cicoria, spinaci, i cavolini di bruxelles, radicchio, l'erba cipollina, l'indivia, la lattuga, tarassaco, il cavolo comune, le carote fresche, la melassa, l’olio di semi di cartamo, le arachidi, (semi e lecitina di) soia, patate dolci, le foglie tenere di zucca
non dimentichiamo i batteri intestinali, che vanno aiutati con il kefir, regolarmente.
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- Clara
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13 Anni 9 Mesi fa #15825
da Clara
Risposta da Clara al topic Re: Vitamina K, K2
io ora sto integrando con dkappa2, la k2 qui viene presa dal natto gipponese
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- elena
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13 Anni 9 Mesi fa #15828
da elena
Risposta da elena al topic Re: Vitamina K, K2
il natto che è a base di soia fermentata, è quello da cui normalmente i produttori di vitamine prelevano la K2 perchè ne possiede buone quantità: 1103 microgrammi di vitamina K2/MK7 per 100 grammi
ma sono i batteri che si trovano nell'intestino crasso che sono responsabili per la produzione di vitamina K2/MK7. È poi trasportato e utilizzato in altre parti del corpo.
Va direttamente nelle pareti dei vasi sanguigni, nelle ossa e nei tessuti, oltre che nel fegato. In particolare, la nattochinasi è un potente enzima fibrinolitico i cui effetti benefici si esplicano nella prevenzione degli attacchi cardiaci e degli ictus
la K1 è quella derivante dai vegetali, di cui sopra, protegge i vasi sanguigni dalla calcificazione ed aiuta le ossa a ritenere il calcio ed a sviluppare la corretta struttura cristallina
entrambe sono necessarie: in parole molto povere
la K2 protegge il cuore
la K1 le ossa
ma sono i batteri che si trovano nell'intestino crasso che sono responsabili per la produzione di vitamina K2/MK7. È poi trasportato e utilizzato in altre parti del corpo.
Va direttamente nelle pareti dei vasi sanguigni, nelle ossa e nei tessuti, oltre che nel fegato. In particolare, la nattochinasi è un potente enzima fibrinolitico i cui effetti benefici si esplicano nella prevenzione degli attacchi cardiaci e degli ictus
la K1 è quella derivante dai vegetali, di cui sopra, protegge i vasi sanguigni dalla calcificazione ed aiuta le ossa a ritenere il calcio ed a sviluppare la corretta struttura cristallina
entrambe sono necessarie: in parole molto povere
la K2 protegge il cuore
la K1 le ossa
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