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La Medicina Ortomolecolare è una pratica terapeutica che si basa sull'introduzione della quantità ideale di nutrimenti nella dieta che mira a perseguire il livello di salute ottimale attraverso il riequilibrio dell'assetto biochimico.

Domanda acqua Plose

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14 Anni 1 Settimana fa - 14 Anni 1 Settimana fa #12049 da Raffaele/Michelangelo
Risposta da Raffaele/Michelangelo al topic Re: acqua Plose
Ne approfitto per rifare un po’ di chiarezza su due dei punti, a mio avviso più essenziali, della questione acqua.

Questione n° 1.

L’acqua ci serve per portar fuori dal nostro organismo tutti i materiali tossici, di scarto, oltre che i minerali non organici.

Petanto, è conveniente bere un'acqua quanto più possibile oligominerale, con un residuo fisso al di sotto di 50 mg/l: essa, infatti, agevola il corpo a eliminare ciò che è superfluo e dannoso.

I minerali inorganici derivanti dal suolo e racchiusi nell’acqua non sono, per una larghissima parte, biodisponibili a livello cellulare, cioè a dire, non sono convertibili in materiali organici.

Detti minerali, per essere abbondantemente biodisponibili, devono, in primo luogo, essere organicati dai vegetali.

Diversamente, i minerali inorganici presenti nell'acqua non sono assorbibili dalle nostre cellule, o lo sono in minimissima parte, procurandoci ciò un eccesso di elettroliti nel sangue, da espellere attraverso i reni che, col trascorrere degli anni, si deteriorano nella loro mansione escretoria, al punto che il flusso ematico e i tessuti si arricchiscono sempre più di tossine, con tanto di accumulo mineralogico, che crea calcificazioni corporee a vario livello.

Conclusione: residuo fisso a 180° < 50 mg/l.

Questione n° 2.

L’altro aspetto essenziale che dobbiamo rendere esatto per mantenerci sani è la valutazione del pH dell’acqua ch’è il più importante degli alimenti, insieme alla frutta.

Andando avanti negli anni, il nostro organismo ha la propensione sempre maggiore ad avere processi d’ossidazione.

Per ritardare questa involuzione è conveniente bere 1,5-2 l d’acqua pura al dì (in media, perché molto dipende poi dal tipo di attività che si svolge, sia di tipo lavorativo sia di tipo motorio), avente un pH un po’ acido, perché un pH decisamente alcalino, promuoverebbe l’ossidazione cellulare, cui prima accennavo e con essa la senilità.

Diversamente, un pH sotto 6 favorirebbe un'esagerata acidificazione dello stomaco, il cui pH sta tra 1.00 e 3.50, e di tutto l'apparato digerente, con serie ripercussioni gastro-enteriche.

Questo è anche il motivo per cui non è corretto bere acqua gassata (con CO2), la quale risulta per lo più con valore di acidità tra 4.5 e 5.5.

I giusti valori dell’acqua che beviamo, quelli con un pH tra 6.00 e 6.8, provengono, per chi ancora non lo sapesse, dalla Società Internazionale di Biolettronica.

Aggiungo inoltre, assunto di non minore rilevanza, che, nell’habitat endocellulare ovvero nel liquido citoplasmatico, vi è un pH leggermente variabile tra 6.4 e 6.8, che promuove egregiamente il ricambio idrico a livello cellulare.

Al contrario, un’acqua con valori del pH sopra o sotto quelli appena menzionati necessita di un bilanciamento dell’acqua della cellula (troppo acida), la quale nei processi osmotici avrebbe un superfluo, gravoso dispendio di energia.

Conclusione: alle nostre latitudini il pH dell’acqua deve stare tra 6.00 e 6.80.

Curiosità.

Valori pH limite a seconda dei comparti e degli organi.

Saliva: 6.50-7.50

Stomaco: 1.00-3.50

Bile epatica: 7.10-8.50

Bile colecistica: 5.50-7.70

Pancreas: 8.00-8.30

Duodeno: 4.80-8.20

Urine: 4.50-8.40

Feci: 4.60-8.40

Sangue: 7.35-7.45

Il mercato, e concludo, smercia poche acque con un giusto rapporto residuo fisso/ph, e quelle che sono in regola risultano piuttosto dispendiose (trattato benissimo dal mio negoziante, pagherei la Plose 1,20 €/l e pago la Lauretana 0,59 €/l, perché i trasporti fanno lievitare enormente il loro prezzo) e di complicato approvvigionamento.

Vi consiglio la Plose oligominerale in bottiglia o la Lauretana in vetro.

Sono acque discrete, se reperite in bottiglia di vetro, anche le seguenti:

-Vigezzo-Società Acque e Terme Vigezzo S.p.A (VB): residuo fisso 30,8; pH 6,70;

-Valmora-Società Pontevecchio s.r.l. (TO): residuo fisso 35,0; pH 6,80;

-Lurisia Fonte S. Barbara-Società Lurisia Acque Minerali s.r.l. (CN): residuo fisso 36,0; pH 6,65;

-Fonte del Lupo-Società Terme Vallechiara S.p.A (SV): residuo fisso 36,0; pH 6,65;

-Valverde-Società Acque Oligominerali Valverde s.r.l. (VC): residuo fisso 38,1; pH 6,02;

-Surgiva-Società Nambrone Le Fonti S.p.A. (TN): residuo fisso 39,0; pH 6,40;

-Levico Casara-Società Levico Acque Minerali s.r.l. (TN): residuo fisso 41,0; pH 6,60;

-Merano S. Virgilio-Società Acqueforst s.r.l. (BZ): residuo fisso 43,0; pH 6,35;

-Calizzano-Fonti Bauda-Società Acque Minerali di Calizzano S.p.A. (SV): residuo fisso 49,6; pH 6,40;

-Gioiosa della Valesia-Società Acque Oligominerali Valverde s.r.l. (VC): residuo fisso 49,8; pH 6,03.

Riflessioni sul pH delle acque da bere, sul loro residuo fisso, sulle “memorie” del liquido.

Valori pH limite a seconda dei comparti e degli organi.

-Bile colecistica-->5.50-7.70.

-Bile epatica-->7.10-8.50.

-Duodeno-->4.80-8.20.

-Feci-->4.60-8.40.

-Pancreas-->8.00-8.30.

-Saliva-->6.50-7.50.

-Sangue-->7.35-7.45 (7,4).

-Stomaco-->1.00-3.50.

-Urine-->4,50-8,50.

Lungo la scala del sistema pH si svolge la vita, i cui margini stanno tra 7.1 e 7.8.

Occorre tenere nella giusta considerazione le nostre calorie, usare parsimonia col sale, condire con del buon olio d’oliva e non bere acqua in bottiglia di plastica, soprattutto quelle lasciate incautamente al sole e al calore nell’abitacolo della propria automobile, quale prevenzione del cancro al seno, tenere nei giusti valori il colesterolo, ... , bere un’acqua pura, non gassata, in vetro.

L’uomo è in continuo divenire: la sua sanità non è una regola matematica.

L’osservanza di regole dietetiche, l’esercizio fisico, una sana integrazione Ortomolecolare (Vitamine, Minerali, Oligoelementi, Bioflavonoidi, Aminoacidi, ...) ci assicurano probabilmente lo stare in salute, sia quella fisico sia quello mentale, ma non certamente.

Basti dire che la nostra mucosa gastrica si rigenera totalmente nel giro di 24 ore.

Come scrivevo prima, siamo in continuo “fieri” (divenire): neanche una sola volta potremmo scendere nello stesso fiume!

Penso, inoltre, che nessuno di Noi possegga così tante cognizioni e un bagaglio esperienziale tali dal potersi “ritenere al sicuro” e questo non dovremmo mai scordarlo.

Ma torniamo alle questioni che ho da esporvi.

Una sostanza in grado di rilasciare idrogenioni (H+) in una soluzione si definisce acida; diversamente, una sostanza che accoglie idrossilioni (OH–) si ritiene alcalina, basica.

Di conseguenza, una soluzione tanto più è basica quanto più contiene idrossilioni, e viceversa.

L’acqua costituisce la soluzione esattamente neutra, perché la concentrazione di idrogenioni corrisponde a quella degli idrossilioni.

Nei liquidi del nostro organismo, la concentrazione di idrogenioni è di 40 mEq/l(milliEquivalenti per litro), ossia quella di un pH di 7.40, il quale deve rimanere stabile, malgrado l’ingente quantitativo di idrogenioni che gli uomini si procurano sistematicamente con un’errata alimentazione.

Osservate adesso questa interessante situazione:

-un uomo col peso corporeo di 70 Kg contiene mediamente 40 litri d’acqua;

-riversiamo 160 mM (millimoli) di idrogenioni (H-) da Acido cloridrico (HCl) in un pari volume d’acqua distillata;

-la concentrazione di idrogenioni sarà di 4 mEq/l e il pH, conseguentemente, di 2,4;

-nessun essere vivente rimane in vita con un pH di 2,4;

-nel diabete scompensato, condizione in cui i valori di glucosio e di emoglobina glicata del sangue sono scarsi, sono tuttavia immessi nei liquidi del corpo 1200 mM di idrogenioni H+, con un pH regolarmente sopra 7.

A Voi le ovvie conclusioni.

Sono, comunque, i sistemi tampone, ossia le nostre riserve alcaline, a tenere in equilibrio il nostro pH, neutralizzando e portando fuori dal corpo gli idrogenioni H+, rilasciati dalle ceneri acide.

Detti sistemi sono 6:

-acido carbonico/bicarbonati;

-fosfati bimetallici/monometallici;

-acidi organici deboli: acido aspartico e glutammico;

-proteine plasmatiche/proteinati;

-emoglobina/emoglobinati.

Ovviamente il paio acido carbonico/bicarbonati è fondamentale per contrastare i “guai” derivanti da uno stato di Acidosi.

Le prime urine, quelle del mattino, contraddistinguono il nostro metabolismo, ci consentono di sapere come abbiamo tamponato il cibo assunto il giorno prima e quante siano le nostre provvigioni alcaline, vitali per neutralizzare le ceneri acide assunte col cibo quotidiano.

Controllare il pH urinario e salivare dovrebbe essere un esame da prescrivere e non qualcosa da fugare per via del basso costo o altro.

C’è poi una sostanziale diversità tra l’acidità delle nostre cellule, che generano materiali acidi, quali i succhi gastrici, e l’acidità d’un’alimentazione iperproteica, che dà Acidosi.

Già, perché il primo tipo di acido, quello delle nostre cellule, è fisiologico, molto più debole di quello derivante da una dieta molto proteica.

Inoltre, l’acidità cellulare non deve essere tamponata, perché agevolmente espulsa dai polmoni col respiro e la conversazione; essa non necessita dei minerali alcalinizzanti (Calcio, Ferro, Magnesio, Potassio, Sodio), tanto preziosi per il nostro organismo.

Anche certi alimenti molto acidi, come gli agrumi, rilasciano acidi deboli, perfettamente estromessi dalle celllule.

È vitale il garantirsi le scorte alcaline attraverso una sana alimentazione a base di tantissima frutta e di verdura, fresche e di stagione.

Se, infatti, protraiamo uno stato di Acidosi, attraverso l’assunzione di troppe proteine, giungeremo a un blocco delle cellule, a una decelerazione organica che getterà i presupposti per il sopraggiungere delle patologie cronico-degenerative.

È importante capire che un ambiente alcalino sia da conservare tale con la frutta e la verdura, anziché attraverso l’Ammonio (NH3, prodotto dai reni con un pH, pensate, di 9.25, che, mescolato con una dose massiccia di acidi forti, provvede a contrastare al meglio l’Acidosi generata da quantità ingenti di proteine) o per mezzo di una deplezione di Sodio dai muscoli o di Calcio dalle ossa o ancora dal bere acque con un pH superiore a 6.8, max. 7.

Tutto ciò rappresenta un rimedio sintomatico momentaneo, mentre quel che serve è rimuovere la causa dell’Acidosi.

Protraendo per molti anni uno stato di Acidosi, avremo un mal funzionamento dei sistemi migliori, per cui le malattie prenderanno il posto della buona salute.

La frutta è dotata d’un alto potere alcalinizzante per via dei minerali che possiede, ma fate attenzione a non consumarla con gli amidi, perché ne ricavereste una massiccia acidificazione e fermentazione, associata a formazione di gas nel tratto enterico, con tanto di attacco colico.

In questo caso, spesso l’individuo trae le deduzioni sbagliate, ossia afferma di essere intollerante alla frutta, mentre la causa è solo quella d’una scorretta associazione della stessa con gli amidi.

Ecco, cosa serve per mantenersi alcalini tra 6.8 e 7.5.

-Dieta Ortomolecolare: 80% di frutta e di verdure; 20% di cereali integrali e di proteine al di sotto dei 30-40 g/dì;

-bere acqua con un pH tra 6.O e 6.8-7.0 e un residuo fisso < 50 mg/l;

-praticare esercizio fisico per almeno 20 min. al giorno;

-riposare in luoghi salùbri, privi di geopatologie ambientali (radioattività, campi e radiazioni ionizzanti, stress tellurici, ...);

-praticare una buona respirazione, sia per la purezza dell’aria sia perché diaframmatica;

-avere un pensiero alcalino, costruttivo, edificante;

-sentire musica alcalinizzante;

-avere un abbigliamento con colori alcalinizzanti (blu, bianco, verde, pastello).

In uno stato di Acidosi dei tessuti, gli ormoni adrenergici, della porzione midollare delle capsule surrenali, altrimenti dette surreni, ossia l’Adrenalina e la Noradrenalina, sono prodotti in sovrappiù, situazione questa che protratta nel tempo genera depressione, stanchezza cronica, ...

Per quanto attiene poi la questione specifica del pH delle acque da bere, vediamo di meglio precisare il perché esso debba stare tra 6.0 e 6.8, almeno alle nostre latitudini.

Per fronteggiare le proprie necessità, il nostro organismo necessita d’un’acqua il cui pH sia un pochino acido, perché se fosse basico e magari anche alto o altissimo, l’organo epatico sarebbe obbligato a produrre sostanze acide per diminuirlo e far sì che il corpo svolga regolarmente le sue funzioni.

Tanto un pH basso quanto un pH alto sono entrambi deleteri: il primo determina acidità, con seri disturbi gastroenterici, il secondo promuove procedimenti di ossidazione delle cellule, facendole invecchiare anzitempo.

Sono gli scambi osmotici al nostro interno a richiedere un pH il cui intervallo stia tra 6.0 e 6.8 max 7: circa 2 l d’acqua con pH leggermente acido.

E non beviamo acqua gassata (con CO2), la quale risulta per lo più con valore di acidità tra 4.5 e 5.5.

La Società Internazionale di Biolettronica e lo stesso Louis Claude Vincent ci dicono che il range del pH delle acque da bere per conservarci sani deve stare tra 6.0 e 6.8.

Nell’habitat endocellulare, ovvero nel liquido citoplasmatico, vi è un pH leggermente variabile tra 6.4 e 6.8, che promuove egregiamente il ricambio idrico a livello cellulare.

Un’acqua con valori del ph sopra o sotto quelli appena menzionati necessiterebbe di un bilanciamento dell’acqua della cellula (troppo acida), la quale nei processi osmotici avrebbe un superfluo, gravoso dispendio di energia.

L’acqua da bere, primario alimento da tenere in considerazione ai fini di una sana dieta Ortomolecolare, deve essere quanto più oligominerale possibile, avere un residuo fisso al di sotto di 50 mg/l, come per l’appunto, la Plose o la Lauretana, ..

I minerali così tanto importanti per l’equilibrio acido/base del nostro corpo li dobbiamo assumere mangiando tanta frutta e verdura, perché quelli disciolti nell’acqua, non esendo stati organicati dai vegetali, non sono biodisponibili per l’uomo, se non per qualche rara eccezione.

Le piante, infatti, solubilizzano i minerali con la fotosintesi clorofilliana, promuovendoli da inorganici a organici.

In origine, l’aqua piovana è pura.

Poi, nel tragitto “dal cielo alla terra”, essa si contamina, per via che gli atomi d’idrogeno si uniscono a tutti gli inquinanti atmosferici.

Una volta filtrata nel suolo, l’acqua è assorbita dalle radici dei vegetali, le quali se ne alimentano, metabolizzando i minerali inorganici in minerali biodisponibili, per noi di facile assorbimento oltre che di grande utilità.

Solo un super-lavoro dei nostri organi interni può rendere assimilabile una minimissima parte dei minerali non organicati dai vegetali e contenuti nelle acque da bere, quali i metalli, per es., come il Calcio, il Fluoro, l’Arsenico, ...; il rimanente, nel tempo, statene certi, arrecherà in noi dei danni piuttosto seri.

Diversamente, acque bassissime nel loro residuo fisso, moltissimo oligominerali, proprio in virtù delle loro caratteristiche di legarsi, intercettano i minerali e li veicolano all’esterno del corpo con la minzione anche di se stesse.

Tutti conosciamo il ciclo dell’acqua, realizzabile per il fatto che la struttura molecolare dell’acqua è di soli 10 nm (nanometri), alias di 2 milionesimi di millimetro o se preferite di 2 miliardesimi di metro, come dire infinitesimale, in assoluto la più ridotta molecola terrestre, anche più di quella dell’aria, per cui può evaporare, conquistando quote molto elevate, condensarsi, per poi precipitare al suolo, penetrandolo.

Bene, ogni qualvolta si rinnova il ciclo, l’acqua riacquista l’originario stato di purezza che poi torna a perdere, perché l’aria e il suolo sono pieni di veleni che noi stessi abbiamo loro procurato, a partire proprio dalla CO2 (Anidride carbonica) e dall’acido carbonico che la rendono “magnetica” nei confronti di tutti i minerali.

E questo è anche il motivo per cui l’acqua dei luoghi di montagna è pura (assenza di anidride carbonica nell’aria), mentre quella che fuoriesce dai rubinetti delle nostre case non va assolutamente bevuta, e non perché si contamini nelle condotte idriche ma perché è piena di minerali inorganici ed è impura alla sorgente, salvo che in certi comprensori, tipo Bolzano.

In ogni modo, la questione non è solo quella dell’impurità dell’acqua ma anche del fatto che tutti i minerali esistenti in natura siano inorganici, per cui debbano necessariamente essere resi biodisponibili dalle piante e dagli organismi vegetali.

E la motivazione di quanto appena affermato è riconducibile all’assenza di Carbonio, che presiede alla formazione delle cellule organiche.

Aggiungo poi che cadendo sul suolo, l’acqua abbassa il suo pH neutro; non è, pertanto, in grado di “solvere”, perché essa ingloba l’acido carbonico che le fa perdere la neutralità e la fa divenire acida, con tanto di possibilità (fatto che del resto avviene) di sciogliere e assorbire i minerali (Solubilizzazione).

A voler meglio dettagliare, l’atomo quadrivalente del Carbonio, legandosi all’Idrogeno, all’Ossigeno e all’Azoto, costituisce atomi a lunga catena come quelli, per intenderci, del DNA delle nostre cellule.

Ecco, la differenza tra organico e inorganico: i minerali, proprio tutti, non avendo il Carbonio, sono inorganici, perciò non assorbibili.

Le piante, organismi autotrofi (dal gr. αὐτός = se stesso e τροφoς = cibo, nutrimento) sanno organicare; diversamente, gli uomini, organismi eterotrofi (dal gr. ἕτερος = diverso e τροφoς = cibo, nutrimento), no.

Conclusione: abbiamo bisogno dei vegetali per assumere tutti i minerali di cui il nostro corpo necessita.

Abbastanza semplice, non trovate?

Idea:-E se con un processo di sintesi agganciassimo il Carbonio all’acqua?-essa risulterebbe organicata!

Non è così facile: anche se un analista chimico non troverebbe alcuna differenza tra lo stesso minerale sia esso organico sia esso inorganico, tuttavia il procedimento dell’organicazione mineralica è molto più complicato, interagendo su di esso tanto la temperatura quanto altri innumerevoli, importanti fattori, col risultato che i costi non giustificherebbero l’impresa, quando poi il processo di fotosintesi clorofilliana adempie egregiamente a ciò.

Alcune esperienze significative effettuate con gli animali hanno concluso che quelli alimentati con minerali organicati fissavano il ferro all’emoglobina, mentre gli altri, nutriti con minerali inorganici, li assimilavano, sì, ugualmente, ma non riuscivano a legarli all’Emoglobina, con conseguente accumulo degli stessi sugli organi interni e lungo le pareti vascolari e di ripercussione sulla variabilità dei liquidi corporei e delle reazioni chimiche endogene.

Dunque, occhio!

Tant’è che una sana e variegata dieta, a base di frutta e di verdura, ci assicurano le necessarie quantità mineraliche a dosi industriali, di gran lunga oltre le nostre stesse esigenze.

Parliamo, infine, della “memoria” dell’acqua.

Vi sono innumerevoli conclusioni che confermano che l’acqua ha “memoria di sé”, così come accade per il Silicio (Si, semimetallo tetravalente).

Questo semiconduttore, infatti, può essere “drogato” (per potenziare la conducibilità del semiconduttore, cambiandone le caratteristiche elettroniche della sostanza, si addizionano al semiconduttore ultrapuro ridotte percentuali di atomi non appartenenti al Silicio stesso) con Arsenico, Boro, Fosforo o Gallio, sì da accrescerne la conduttività e usarlo poi nelle radioline, nei laser, insomma nelle più disparate applicazioni tecnologiche.

Bene, quando i suoi atomi si assemblano (cluster), il Silicio “memorizza”, sia in superficie sia mediante i Campi Elettro Magnetici (CEM) degli atomi stessi, tutte le notizie da liberare poi al momento giusto.

Così, succede per l’acqua, in grado, mediante lo stesso meccanismo dei cluster, di inglobare le notizie da liberare poi nella giusta circostanza nel solvente con cui si relaziona.

Dunque, facciamo molta attenzione, perché l'acqua ha "memoria di sé", come affermarono e affermano grandi ricercatori nel campo medico, come il francese Jacques Benveniste, o in quello della meccanica quantistica, quali Emilio del Giudice (scienziato internazionale nell'Istituto di Fisica Nucleare di Milano) e Giuliano Preparata, morto all'improvviso e in modo piuttosto arcano, nell'anno 2000, proprio mentre erano in corso esperimenti sulla memoria dell'acqua, che rompevano, ovviamente, le "uova d'oro" nel paniere alle multinazionali farmaceutiche, del professor Vittorio Elia, del dipartimento di chimica dell'Univerità Federico II di Napoli, dei ricercatori e studiosi di Laboratorio di Fluidi complessi e Biofisica Molecolare dell'Università di Milano (Tommaso Bellini, ...), del chimico svizzero Louis Rey (studio del ghiaccio con la luminescenza), dello scienziato francese Raphael Visocekas, esperto di luminescenze, che confermò le conclusioni dello svizzero, e di tanti altri che sarebbe troppo lungo citare.

Ora, se c'è una "memoria dell'acqua", ossia se l'acqua mantiene una geometria molecolare collegabile agli elementi chimici con cui alla fonte entra in contatto, alcun ionizzatore, nenche quello, peraltro ottimo, a celle elettrolitiche, potrà annullarle le memorie delle sue primordiali informazioni, contenute nel DNA.

Penso che sia poco conveniente usare qualsiasi trattamento di purificazione dell'acqua (almeno che essa non sgorghi pura alla sorgente) e che convenga esigere un'acqua quale la Plose, la Lauretana, la Mont Rocous, che sono pure alla sorgente, hanno un pH tra 6 e 6,8, un residuo fisso al di sotto dei 50 mg/l, priva di Nitriti, e quanto più oligominerale possibile, per cui con bassa conducibilità elettrica.

I generatori che producono acqua ellettroenergetica ionizzata hanno, secondo me, il limite di non togliere le “memorie dell’acqua” che, se non è pura alla fonte, rimangono, veicolandoci un sacco di malattie.

Nulla da eccepire, per carità, sull’ottimo ed estremamente efficace sistema a cella elettrolitica di tali generatori per separare e rimuovere le sostanze presenti, perciò tali da renderli in assoluto i migliori trattamenti per le acque.

Essi funzionerebbero alla perfezione, se dal nostro rubinetto di casa uscisse un’acqua pura come la Plose, che si contaminasse poi nelle tubature.

Se un’acqua non è pura alla fonte ci trasmetterà malattie, alterando il nostro DNA.

Per quanto mi riguarda continuerò a bere acqua del tipo Plose o Lauretana o Mont Rocous.

Ringrazio Tutti i foristi per la pazienza di aver letto questa utile, almeno spero, lungaggine.

Raffaele
Ultima Modifica 14 Anni 1 Settimana fa da Raffaele/Michelangelo.
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14 Anni 1 Settimana fa #12092 da pacio
Risposta da pacio al topic Re: acqua Plose
la memoria dell'acqua mi lascia perlesso.
leggendo ciò che hai scritto pare di capire che la memoria viene fissata alla fonte, ma l'acqua della fonte altro non è che acqua che è prima evaporata ( magari da uno scarico fognario) e poi piovuta sulla terra.
Quindi ci deve essere un momento in cui l'acqua si purifica , si smemorizza, altrimenti tutta l'acqua del mondo prima o poi riceverebbe un imprinting mnemonico negativo, passando dalle fogne.

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14 Anni 1 Settimana fa #12223 da pacio
Risposta da pacio al topic Re: acqua Plose
ma durante i pasti non sarebbe meglio un acqua con un ph un pò piu elevato?

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14 Anni 1 Settimana fa #12224 da Andrea
Risposta da Andrea al topic Re: acqua Plose
Riguardo all'acqua proveniente dalle Alpi, rammento che... purtroppo, durante il disastro di Chernobyl, la nostra catena montuosa fu tra le maggiormente colpite dal fall out.
Riporto quanto trovato in rete:
"Queste rilevazioni del terreno, effettuate nelle Alpi francesi, svizzere, italiane ed austriache, hanno dato luogo al prelievo e all’analisi da parte del laboratorio CRIIRAD di 40 campioni di suolo nel 1997. Questo studio ha permesso di dimostrare che tutto l’arco alpino è interessato dalla presenza di zone di accumulo di contaminazione, in cui la concentrazione in cesio137 in certe porzioni di terreno è tale da poterli qualificare alla stregua di”scorie radioattive”. La analisi di laboratorio hanno anche dimostrato la presenza di accumulo di plutonio.
Le Alpi che erano considerate un ambiente preservato dalla contaminazione, si sono, al contrario, rivelate tra i posti più colpiti dal fall out di Chernobyl."

Tratto da: www.progettohumus.it/chernobyl.php?name=mappe4

Inutile dire che... è da quando ho discusso riguardo tali informazioni che... cerco di bere acqua proveniente da altri luoghi.

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14 Anni 6 Giorni fa #12392 da mikele
Risposta da mikele al topic Re: acqua Plose
Sarebbe interessante sapere anche i costi che sostenete......

Credo che il migliore compromesso sia l'acqua del rubinetto che ricordo è potabile ed in certi casi migliore della minerale del supermercato....ogni acquedotto è un caso a se stante:

Limiti di legge
D.Lgs.
31/2001 Bologna Ferrara Forlì - Cesena Imola - Faenza Modena Ravenna Rimini Acque minerali (min-max)
pH 6,5-9,5 7,4 7,5 7,4 7,7 7,4 7,9 7,5 5,8-8,1
Durezza totale(°F) 15-50* 31 21 29 30,2 38 20 32 3-93
Residuo fisso a 180° (mg/l) 1.500 413 283 427 431 573 352 473 38-988
Sodio (mg/l) 200 19 16 30 28,4 20 52 32 1-62
Fluoruri (mg/l) 1,5 < 0,10 0,09 0,20 0,11 0,06 < 0,20 0,16 0-0,56
Nitrati (mg/l) 50 8 8 8 11,6 22 9 13 0-7,12
Cloruri (mg/l) 250 29 28 31 36,2 75 41 56 0-92


* Valori consigliati
Confronto effettuato con i dati relativi a 28 acque minerali naturali in commercio pubblicati dalla rivista Altroconsumo (n. 184 di luglio/agosto 2005). Per pH e cloruri sono stati utilizzati i dati indicati nelle etichette di nove acque minerali di larga commercializzazione. I dati relativi all’acqua Hera sono valori medi di 6.035 analisi effettuate secondo le frequenze e nei punti di prelievo lungo la rete di distribuzione, come previsto dal piano di controllo e sorveglianza del ciclo idrico.

Il valore pH esprime la misura del grado di acidità di una soluzione acquosa. È una grandezza che stabilisce se una sostanza è acida, neutra o basica, a seconda della concentrazione di ioni idrogeno presenti. È misurata su una scala da 0 a 14, in cui 7 indica che la sostanza è neutra. Valori di pH inferiori a 7 indicano che una sostanza è acida e gradi di pH superiori a 7 indicano che è basica.

La durezza indica la quantità di sali di calcio e magnesio presenti nell'acqua. Viene espressa in gradi francesi (°F), dove un grado rappresenta 10 mg di carbonato di calcio per litro di acqua. La durezza può influenzare il gusto dell'acqua ma non dà problemi di salute. In commercio esistono acque minerali anche più dure dell'acqua Hera.

Il residuo fisso si ottiene dopo aver fatto evaporare un litro d'acqua a una temperatura di 180° C. È il contenuto di sali minerali (sodio, potassio, calcio, magnesio, ecc.) disciolti nell'acqua e viene indicato in mg/l. Più è alto il valore del residuo fisso, maggiore è la concentrazione di sali minerali. Sotto i 500 mg/l l'acqua è classificata come oligominerale. In quasi tutti i casi l'acqua Hera è classificabile come un'acqua oligominerale.

Il sodio indica la quantità di sale comune presente nell'acqua. Anche in questo caso, l'acqua Hera è comparabile alle acque in commercio. I valori di sodio contenuti nell'acqua sono in genere irrilevanti: ad esempio bere un litro d'acqua del rubinetto equivale a mangiare poco più di mezzo cracker.

I fluoruri indicano la quantità di fluoro presente nell'acqua. L'acqua Hera è comparabile con le acque minerali in commercio.

I nitrati sono considerati sostanze nocive. Sono quelle sostanze che giungono nelle falde acquifere attraverso i terreni a causa della concimazione (con sostanze chimiche ma anche con fertilizzanti naturali) sistematica e intensiva dei suoli coltivati e dalle attività industriali.

I cloruri sono sali importanti per l'organismo umano, se presenti in concentrazioni eccessive possono modificare il sapore dell'acqua, e se associati a valori di pH acido, favoriscono la corrosione dei metalli nelle reti di acquedotto.



Quanto costa l'acqua

Il consumo di acqua minerale è in forte crescita nel mondo e l'Italia si trova al primo posto per consumo procapite con 192 litri di acqua consumati nel 2006*.
Oltre ai maggiori impatti ambientali dovuti al fatto che il trasporto dell'acqua in bottiglia su lunghe distanze comporta forti consumi di combustibili fossili, il consumo di acqua minerale comporta una spesa consistente.
Considerando un consumo medio di 1.000 litri all'anno per una famiglia di tre persone e il prezzo medio di 25 centesimi per litro di alcune acque minerali naturali in commercio, la spesa per l'acqua minerale è di circa 250 euro all'anno. La spesa per la stessa quantità di acqua proveniente dall'acquedotto sarebbe invece di solo 1 euro all'anno .

* Fonte: Worldwatch Institute


Pagina aggiornata al 30 luglio 2012

Chi non ha la possibilità può senza dubbio accontentarsi.

Michele

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14 Anni 6 Giorni fa #12394 da mikele
Risposta da mikele al topic Re: acqua Plose
Scusate la tabelle è visibile a questo indirizzo:

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