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In un forum che tratta di salute e malattie, può succedere che improvvisamente qualcuno offra la soluzione tanto agognata, via mail o via messaggio privato.
DIFFIDATE sempre, controllate, ricercate e chiedete. Chiedete ad altri foristi se per caso conoscono questo prodotto, chiedete se esistono dei test e delle testimonianze attendibili.
Domanda Relazione sui vaccini.
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Telefoniamo espletando il Ns disappunto, in democrazia qualcuno dovrebbe ascoltare !!!
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La 'comunità scientifica' respinge il Decreto Lorenzin
domenica, luglio 16, 2017 Mauro Sartorio [Non sono necessarie conoscenze sulle 5LB per la comprensione del testo.]
Sarà martedì prossimo il voto sul "Decreto Lorenzin", una manovra politica che ha senz'altro già fatto la storia della sanità italiana e dei movimenti di piazza.
Una legge coercitiva che cerca di imporre con procedura di emergenza ai bambini italiani l'obbligatorietà di 12 farmaci vaccinali.
La polemica che ne è scaturita ha diviso l'opinione pubblica, spesso con il dolo delle stesse istituzioni, in "scienziati" contro "ciarlatani anti-scienza".
Decreto vaccini. La replica di Lorenzin: “No all'antiscienza. Di fronte all'evidenza scientifica la politica faccia un passo di lato”
Fonte: Quotidiano Sanità
Vaccini obbligatori, la vittoria della scienza sulla stregoneria
Fonte: La Stampa
Sui vaccini, sulla scienza, non esiste 'un'altra verità'.
Fonte: Federazione Nazionale Ordini dei Medici su AdnKronos
Mattarella: no all’anti-scienza, «sconsiderate» le critiche alle vaccinazioni
Fonte: Il Sole 24 Ore
Il canovaccio teatrale è noto e ripetuto: generare nella società la percezione che esista una entità chiamata "comunità scientifica" che sostenga e pretenda in base alle "evidenze" certe decisioni politiche. Tanto che, lo ricordiamo, sull'onda di questo costrutto numerosi medici sono stati radiati dall'Ordine per non essersi allineati.
E invece ci sono così tante criticità, specialmente in ambito sanitario e vaccinale, che una qualsivoglia unanimità monolitica della "comunità scientifica" non può che rivelarsi per ciò che è: un artificio di persuasione.
Nella lettera firmata al Direttore di Quotidiano Sanità qui sotto riportata, settimana scorsa un gruppo di noti medici e ricercatori italiani ha esposto molto sinteticamente e puntualmente i motivi per cui questo decreto non è scientificamente giustificabile, e quale può essere una proposta alternativa.
Venerdì 07 LUGLIO 2017
Un’alternativa all’attuale decreto vaccini? Ecco la nostra proposta
Gentile direttore,
in un suo recente intervento, ripreso anche da Quotidiano Sanità, il Prof. Burioni ha sostenuto: “Chi si oppone a questa legge deve proporre un’alternativa altrimenti ci scappa il morto”.
Siamo d’accordo che sia utile essere costruttivi, ed ecco la nostra proposta, che in sostanza si può riassumere in cinque punti.
1) Affrontare con decisione l’urgenza “morbillo”, puntando a una copertura vaccinale del 95%, con introduzione temporanea dell’obbligo vaccinale in tutte le realtà locali che presentino dati di copertura inferiori, come documentato dall’anagrafe vaccinale informatizzata di cui al punto 4.
La strategia deve includere un’offerta attiva anche verso soggetti suscettibili di altre classi di età, con possibilità di scelta di vaccino antimorbillo monovalente, da rendere disponibile per chi non intenda assumere altri vaccini in combinazione.
Motivazione: il morbillo è l’unica patologia prevenibile con vaccino che vede in corso un’urgenza epidemica (anche se non si può parlare di “emergenza”: i casi del 2017, ancorché inaccettabili, non hanno superato di molto quelli del 2010 e sono tuttora meno di quelli del 2011, anni con copertura vaccinale antimorbillo superiore all’attuale. Ad oggi i casi sono anche molti meno di quelli notificati nel 2002 e nel 2003, per non risalire più indietro nel tempo).
La misura straordinaria sarebbe inoltre coerente con gli impegni ufficiali internazionali, come il Piano Strategico Globale per il Morbillo per il periodo 2012-2020, che prevede di eliminare il morbillo, oltre alla sindrome da rosolia congenita.
2) Per le altre patologie considerate dal Decreto in discussione, estendere una legge come quella della Regione Veneto, che consenta di attivare a livello regionale o locale per il tempo necessario misure urgenti (che possono contemplare l’obbligo vaccinale) quando le coperture reali localmente verificate con un’anagrafe informatizzata scendano sotto soglie di allarme.
In via provvisoria queste soglie si possono stabilire all’85%, come nella Regione Veneto (che ha dimostrato in tutti questi anni che tale livello, che farebbe scattare il ripristino dell’obbligo, è sufficiente a evitare serie recrudescenze di patologie prevenibili). Tuttavia le soglie per le coperture riferite a ciascuna patologia andrebbero rideterminate e aggiornate in modo specifico, con un dibattito scientifico in sede opportuna, che tenga conto delle nuove prove che si accumulano nella letteratura scientifica e dei dati epidemiologici nazionali, regionali e locali.
Motivazione: se il problema è il morbillo, non sembra giustificato generalizzare ad altre vaccinazioni un’“emergenza che non c’è”. Inoltre le percentuali di copertura indicate dall’OMS per ottenere l’effetto gregge non sono le stesse per tutti i vaccini, come mostra la Tabella allegata, e non si dovrebbe più fare riferimento a un generico “95% di copertura”, valido per l’antimorbillo ma che per altri vaccini è inferiore. Per alcuni dei vaccini previsti nel Decreto è addirittura improprio o persino impossibile parlare di effetto gregge, come dimostrano acquisizioni scientifiche degli ultimi anni, o in altri casi addirittura il buon senso (come nel caso di vaccini, contemplati nel Decreto, che sono efficaci contro i sintomi della malattia, ma che non evitano la colonizzazione di soggetti vaccinati da parte dei microrganismi bersaglio, l’instaurarsi dello stato di portatore, e la possibilità di trasmettere il patogeno ad altri).
Si aggiunga che imporre un limite al diritto di accettare o meno una cura, garantito a ciascuno dalla Costituzione, può essere legittimo solo se il rifiuto di un trattamento mette concretamente a rischio altri. Nei casi in cui ciò non accade, la coercizione non è più legittimata, e ciò vale anche per diverse vaccinazioni incluse nel Decreto.
Infine, fatto salvo il punto 1), alla luce di importanti dichiarazioni pubbliche del Sottosegretario di Stato per la Salute, On. Faraone (“Siamo aperti a tutto ciò che … riesce a rasserenare il clima”, “Decreto come strumento di pacificazione sociale”), pensiamo che sarebbe utile al Paese un segnale distensivo. I contenuti del punto 2), infatti, consentirebbero di “mettere in sicurezza” le popolazioni, senza escludere a priori obbligo e ragionevoli sanzioni dove davvero necessario, venendo incontro a istanze istituzionali (Regione Veneto, Liguria, Provincia di Bolzano, Presidente della Regione Lombardia…) e di parti della società civile. Ciò consentirebbe senza rischi per la salute di dar vita a una pausa di riflessione e studio, con la promozione di un sereno confronto scientifico in sedi opportune.
3) Il confronto scientifico (vogliamo sottolineare il termine) andrebbe aperto anche a esperti indipendenti da Società professionali e produttori/industria, e non ricompresi tra chi ha formulato il Piano Nazionale Prevenzione Vaccini/PNPV, prima di procedere con leggi che rendano obbligatorio l’intero PNPV, che contiene molte novità su cui si chiede di aprire il dibattito a una più vasta comunità scientifica.
Motivazione: la preoccupazione di non diffondere allarmi immotivati tra la popolazione, da qualunque fonte provengano, non deve precludere la possibilità di un costante confronto scientifico, in contesti dedicati, come garanzia di miglioramento continuo delle conoscenze indispensabili allo stesso progresso della scienza e al perfezionamento del processo legislativo. La nostra richiesta non è solo “di principio”: vorremmo avanzare ulteriori importanti osservazioni in sedi tecniche opportune, senza che la degenerazione del clima politico-sociale e del dibattito porti a reprimere ogni dissenso, anche se espresso con argomenti scientifici ben supportati.
4) Per assicurare efficacia agli interventi vaccinali e alle azioni di farmacovigilanza, le Regioni e le Province autonome adottano un’anagrafe informatizzata di raccolta dati unica, efficiente e integrata. Occorre prevedere modalità attive di rilevazione dei dati, che includano anche la raccolta degli eventi avversi da parte dei soggetti vaccinati o dei loro famigliari, cui va presentata un’informativa scritta sintetica ma esauriente anche in occasione della richiesta del consenso informato. Va attivato in ogni regione un sistema di raccolta, valutazione e diffusione dei dati sulle reazioni avverse ai vaccini.
Motivazione: aumentare efficienza, trasparenza e credibilità degli interventi vaccinali e autorevolezza delle istituzioni.
5) Gli interventi di cui ai punti precedenti sono offerti nell’ambito della prevenzione primaria in un’ottica di prevenzione attiva, favorendo l’adesione volontaria e consapevole da parte del cittadino, sia ai programmi vaccinali, sia alle altre importanti misure comportamentali e ambientali con valida documentazione di ridurre la trasmissione, la gravità e la letalità delle malattie infettive.
Motivazione: oltre a problemi di dimensioni epidemiologiche assai maggiori di quelli delle malattie prevenibili da vaccino, che pure meriterebbero interventi regolatori (tassazione sui prodotti del tabacco, pubblicità degli alcolici, livelli di grassi trans e di zuccheri aggiunti in cibi e bevande…), vi sono interventi informativi, educativi e di promozione della salute di efficacia documentata nel ridurre specificamente le malattie infettive e le loro conseguenze, che meritano attenzione da parte dei livelli di governo della Sanità (e di altri settori sociali).
Alberto Aronica
Medico di Medicina Generale, Presidente del Centro Studi del Co.S. (Consorzio Sanità)
Vittorio Caimi
Medico di Medicina Generale, Presidente CSERMeG (Centro Studi e Ricerche in Medicina Generale)
Adriano Cattaneo
Epidemiologo, già responsabile del Centro Collaboratore dell’OMS per la Salute Materno Infantile presso l’IRCSS Burlo Garofolo di Trieste
Sergio Conti Nibali
pediatra, direttore della rivista Un Pediatra Per Amico (UPPA), Co-Fondatore del gruppo No grazie, pago io
Vittorio Demicheli
Specialista in Statistica Medica e in Igiene e Medicina Preventiva. Revisore per la Cochrane Collaboration. Già Direttore del Servizio Sovrazonale di Epidemiologia Seremi Asl –Alessandria
Alberto Donzelli
Specialista in Igiene e Medicina Preventiva, già direttore di SC nelle discipline di Igiene, Epidemiologia e Sanità Pubblica e Organizzazione dei Servizi Sanitari di base, membro del Consiglio direttivo e del Comitato scientifico della Fondazione Allineare Sanità e Salute
Alice Fabbri
Specialista in Igiene e Medicina Preventiva. Dottoranda di ricerca presso l’Università dell’Insubria e presso l’Università di Sydney. Autrice di uno studio pubblicato su BMJ Open nel 2016 sui rapporti tra società scientifiche italiane e industria farmaceutica
Luisella Grandori
Già: responsabile Centro vaccinale infanzia di Modena, referente vaccinazioni Associazione Culturale Pediatri, collaboratrice (per vaccinazioni infanzia) Dipartimento Sanità Pubblica – Regione Emilia Romagna. Fondatrice del gruppo No grazie, pago io
Tom Jefferson
Autore – The Cochrane Collaboration – Roma. Senior Associate Tutor University of Oxford Centre for Evidence Based Medicine – Oxford OX2 6GG Regno Unito
Eduardo Missoni
Docente universitario di Salute globale e sviluppo – Specialista in Medicina Tropicale
Massimo Valsecchi
Medico Igienista, già Direttore Dipartimento Prevenzione ULSS 20, Verona, Componente della Commissione nazionale di verifica dell’eliminazione del morbillo e della rosolia
magazine.5lb.eu/2017/07/decreto-lorenzin...5.html#ixzz4n04YFn2J
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L'ORRIDO PENTOLONE DEI VACCINI si sta scoperchiando proprio adesso, stanno venendo fuori le più INSOPPORTABILI VERITA' su questo argomento, per decenni messe a tacere dalle LOBBIES MULTINAZIONALI DEL FARMACO .
AVETE IL DOVERE DI CONDIVIDERE CIO' CHE STA AVENDO LUOGO IN AMERICA.
AVETE UN PRECISO DOVERE DI CONDIVIDERE QUESTE INFORMAZIONI PER SALVARE VITE UMANE.
RESTARE INDIFFERENTI SIGNIFICA ESSERE COLPEVOLI.
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18 marzo 2017
Campidoglio di Charleston
Stato federale della Virginia
Audizioni del Senato, di fronte alla Commissione Didattica Federale, in materia di nocività e reazioni avverse ai vaccini pediatrici
VIDEO 1
Testimonia il dottor Alvin Moss, ricercatore capo della CDC
IN MATERIA DI UTILIZZO DI FETI ABORTIVI PER LA FABBRICAZIONE DI VACCINI OBBLIGATORI.
"Ho qui con me un report interno della CDC che evidenzia in giallo tutti i vaccini, di largo impiego ed utilizzo che utilizzano cellule estratte da FETI ABORTITI per la loro composizione (e li enumera col nome commerciale, uno per uno). In tutto sono dieci vaccini in normale commercio al momento. Sappiamo che ci sono molte persone che sono contrarie alla pratica abortiva volontaria per motivazioni personali e non discutibili: sappiano quindi che nei vaccini che sono loro praticati sono presenti CELLULE DI ABORTI DI PICCOLI UMANI. Sappiate anche che nei tribunali può essere opposta una motivazione medica a questo e NON una motivazione etica, religiosa, cristiana o semplicemente ideologia al rifiuto dei vaccini. In Filosofia l'etica insegna che "il fine non giustifica i mezzi"; ecco io credo che questo sia il caso di specie. Voglio parlare del CONSENSO INFORMATO che viene sottoposto alla firma degli individui da vaccinare o loro tutori, dato che lei è AVVOCATO e io sono un PROFESSORE UNIVERSITARIO, che insegna ai propri allievi il valore e il significato del consenso chiesto ai propri pazienti.
E' stato chiesto ad alcuni miei colleghi durante le audizioni se fossero a conoscenza di componenti o combinazioni contenuti nei vaccini obbligatori che causassero autismo, alcuni di essi sono rimasti in silenzio. Io NO: so bene quali siano i benefici dei vaccini, MA CONOSCO ANCHE MOLTO BENE cosa provochi il mercurio, l'alluminio, il polisorbato, la formaldeide, cellule di rene del MAIALE nei vaccini, CELLULE DI FETI UMANI nei vaccini...Conosco molto bene il valore del consenso informato e la responsabilità dei medici!
www.facebook.com/wearevaxxed/videos/431547287192553/
VIDEO 2
Testimonia il dottor Alvin Moss, ricercatore capo della CDC
- Lei conosce i termini e le motivazioni in base alle quali il personale medico negli ospedali americani e tutti i ricoverati vengono posti in condizione di non poter rifiutare di vaccinarsi contro l'influenza, se ricoverati, e fare richiami periodici. se impiegati nella struttura?
"Esiste un programma della CDC il "Quality Measures Programme" che specifica la questione, riferendola ai rimborsi e ai fondi accessibili alle strutture ospedaliere che dimostrino di conseguire elevati requisiti qualitativi, tra i quali figurano le vaccinazioni a tappeto e periodiche del proprio personale, medico e para-medico. Nel caso in cui queste vaccinazioni non fossero praticate scenderebbe il livello di qualità ed affidabilità della struttura ospedaliera, con tagli derivati ai fondi del 3,7%, cosa che costringerebbe molti ospedali a rischiare il fallimento.
Io ho avuto la fortuna di lavorare in un ospedale che accettava l'esenzione per motivi religiosi e ho rifiutato per iscritto di vaccinarmi, ma conosco molte altre strutture ospedaliere, anche qui, in West Virginia, che non accettano affatto questo tipo di motivazione. Io credo che qui, siamo tra adulti senzienti, siano parecchi che credano di avere il DIRITTO DI SCELTA sul fare o non fare i vaccini. ei mi ha chiesto anche se io sono favorevole alla vaccinazione anti-influenzale. Le rispondo, in modo retorico, come uso fare nelle mie lezioni universitarie: se lei avesse un vaccino che si è rivelato efficace contro le influenze stagionali in meno del 50% dei casi e che nel contempo è RESPONSABILE di significative MALATTIE e PATOLOGIE ad esso correlate, lei cosa farebbe? La mia risposta è quindi NO, il vaccino anti-influenzale NON DOVREBBE ESSERE OBBLIGATORIO"
VIDEO 3
Testimonia il dottor Alvin Moss, ricercatore capo della CDC
Center od Disease Control, l'agenzia di stato che soprintende
alla sicurezza dei farmaci negli Stati Uniti, al centro dello scandalo
denunciato dal film Vaxxed sui dossiers tenuti secretati dagli organismi di controllo sulla salute pubblica.
- Lei è a conoscenza di studi validati che pongono in certa correlazione i casi di autismo con quadro tipico manifestato subito dopo le vaccinazioni pediatriche?
"La mia risposta è SI'. Potrei stendere la mia mano su almeno un centinaio di questi studi validati, del resto sono nelle mani di Dick Posey al Congresso di Washington. Lui ha dossier PIENI di studi peer-reviewed che attestano la CERTA correlazione tra il manifestarsi del quadro autistico e la somministrazione dei vaccini. La popolazione pediatrica afro-americana ha subito il maggior numero di eventi nefasti e danni permanenti, a seguito della vaccinazione MPR. Se il Congresso istituisse finalmente una commissione, così com'è stato richiesto a gran voce più e più volte dal dottor William Thompson, come me ricercatore capo della CDC che ha fatto emergere il caso all'attenzione dell'opinione pubblica mondiale, in UN MESE avremmo l'evidenza tutti di questa certa correlazione."
VIDEO 4
Testimonia la dott.ssa Suzanne Humphries
medico internista e nefrologo ospedaliero
"Ho CONDANNATO i miei pazienti a vaccinarsi, fino a che non ho scoperto la verità"
- Ho assistito a decine e decine di casi di miei pazienti ammalatisi gravemente a 24 ore dalla vaccinazione, senza nessuna altra possibile causa evidente
- Nonostante esista una legge e un programma di risarcimento relativo ai danni da vaccino, non esiste proporzione rispetto ai numerosi casi ai quali ho personalmente assistito in ospedale
- Ho toccato con mano l'impenetrabilità delle informazioni reali sugli eccipienti dei vaccini, nonostante io sia medico e mi venga chiesto di praticarli ai miei pazienti
- Mi sono messa a ricercare sulla materia per anni e ho cominciato ad informare i miei colleghi, che nulla sanno di storia e casistica dei vaccini, per la massima parte
- Ho scritto un manuale in merito, con più di 800 casi di danni permanenti da vaccino, che sono stati peer-reviewed (validati) da diverse commissioni mediche ufficiali.
- Ho condannato alle vaccinazioni miei pazienti e i miei amici, fino a che non ho scoperto quello che adesso so.
www.facebook.com/wearevaxxed/videos/431658097181472/
Informate su quello che sta accadendo in queste ore nel Senato di uno stato federale americano, quello del West Virginia.
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23 MAGGIO 2017
Non entro nel merito se l’aborto sia eticamente corretto o scorretto, dico solamente: nel 2016 il Ministro dell’Istruzione in una circolare afferma “gli alunni disabili a scuola sono aumentati del 40% negli ultimi dieci anni”. Parlate con le mamme che hanno bambini disabili e ascolterete, nella maggior parte delle volte, la storia: mio figlio è nato sano, dopo i vaccini………… Volete rischiare, auguri! A questo proposito porto a conoscenza di voi tutti quanto mi è stato comunicato telefonicamente: la signora S. B. si trova da poco incinta, dopo il nuovo decreto sull’obbligatorietà vaccinale, ha deciso di interrompere la gravidanza dicendomi “ mio figlio ha il diritto di vivere sano e libero e in questo paese non è possibile”.
Donolato Ferdinando Presidente CORVELVA
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Cari senatori, non abbiate fretta di approvare il Decreto sui vaccini
18 Lug , 2017
Onorevoli senatori,
siamo un gruppo di giovani biologi, farmacologi, medici e veterinari.
Nessuno di noi è un illustre esponente della propria categoria, non vantiamo curricula prestigiosi, non siamo portatori di Verità scientifiche assolute.
Siamo persone comuni che tentano di esercitare la propria professione con dignità e autonomia.
E proprio per questo oggi Vi scriviamo, perché sentiamo profondamente minata la nostra libertà di operare in Scienza e Coscienza, a meno che Scienza non significhi “dogma” e Coscienza “obbedienza”.
Siamo noi gli operatori sanitari dell’ospedale e del territorio che dovranno faticosamente ricostruire l’alleanza terapeutica con i propri pazienti: siamo quelli che chiederanno loro di aver fiducia in noi, mentre li pieghiamo a un atto medico che essi vorrebbero rifiutare. E’ la prima volta che lo Stato ci chiede di scavalcare la volontà dei nostri assistiti. Siamo quelli che hanno giurato “primum non nocere”, e vogliamo essere certi di non poter danneggiare nessuno con le nostre pratiche: soprattutto se queste sono rivolte a soggetti che non hanno prestato il proprio consenso, e in particolare se queste sono rivolte a bambini sani. Siamo noi i primi a investire quotidianamente a tu per tu con il singolo paziente nella prevenzione, a tutela della sua salute.
Siamo i ricercatori a cui vengono chiesti molti risultati, che faticano a trovare finanziamenti indipendenti, non legati alle grandi case farmaceutiche. Siamo quelli che passano ore in laboratorio a verificare nuove ipotesi o a smentire o aggiornare vecchie teorie. La Scienza negli anni ci ha insegnato a mettere sempre in discussione le nostre teorie e ad ascoltare con maggior attenzione proprio le ipotesi che più si discostano dalle nostre perché è con la mente aperta a tutte le opinioni e l’animo umile che si ricerca la verità. Siamo preoccupati per il clima di tensione sociale che si sta creando nel nostro Paese, per la difficoltà di dialogo tra i sostenitori della vaccinazione di massa a i critici rispetto ad essa. Siamo sorpresi di tanta veemenza ideologica, perché la scienza dovrebbe unire anziché dividere: il dibattito scientifico, a nostro avviso, dovrebbe rifiutare gli estremismi e le prese di posizione a priori per percorrere la strada del dubbio sistematico, della ragionevolezza, del rispetto.
Difendiamo la pratica vaccinale e condividiamo il principio dell’offerta attiva e gratuita dei vaccini da parte dello Stato. Ma ci chiediamo perché una parte degli italiani abbia bisogno, per sentirsi sicura, non solo di vaccinarsi ma di obbligare un proprio connazionale a farlo, arrivando perfino a utilizzare argomenti ricattatori come l’esclusione dei bambini da nidi e materne, con le inevitabili ripercussioni sociali e psicologiche. Ci chiediamo perché una simile prevaricazione possa esser perpetrata in nome della “scienza”, e cosa ci sia di “antiscientifico” nel sostenere l’inviolabilità della persona e la sua libertà di scelta. Ci chiediamo da quando “evidenze” più o meno evidenti possano dettar legge.
Non si chiama forse tecnocrazia quest’invadenza della scienza nella politica (o della politica nella scienza?), che appiattisce la complessità dell’essere umano e della società a statistiche e misure, pretendendo che siano valutazioni oggettive?
Se essere scienziati significa non aver dubbi, affermiamo con forza di non essere scienziati: siamo medici e ricercatori. Tutto qui. La Verità non è nelle nostre tasche. Umilmente, chiediamo solo il diritto di porre domande.
E proprio alcune domande vorremmo portare alla Vostra attenzione: alcune domande a cui non siamo riusciti a trovare risposta. Ve le sottoponiamo, sapendo che state per decidere il destino scolastico di milioni di bambini, per chiederVi se Voi avete una risposta. Vi chiediamo di valutare se un grave provvedimento come l’esclusione dei bambini da nidi e materne sia motivato da reali necessità di tutela della sanità pubblica. Una breve osservazione per ogni vaccino:
Il vaccino anti-difterico non è diretto contro il Corynebacterium diphtheriae, ma contro la tossina da esso prodotta: protegge pertanto dai sintomi della malattia ma non previene l’infezione (sono state formulate diverse teorie secondo cui potrebbe ridurre la circolazione del batterio in modo indiretto, con vari ipotetici meccanismi, ma nessuna di queste è stata effettivamente dimostrata). La protezione offerta dal vaccino ha inoltre una durata variabile, e la maggioranza degli adulti non esegue richiami. Una larga parte dei soggetti adulti è verosimilmente non protetta [1], e questa percentuale è destinata a salire per la riduzione dei soggetti immunizzati naturalmente (nati in anni precedenti alla vaccinazione di massa). Il rischio di eventi avversi al vaccino è proporzionale al numero di richiami, per cui andrebbe attentamente valutato il beneficio di somministrazioni ripetute per tutta la vita. Con questo non vogliamo negare l’utilità della vaccinazione pediatrica, ma riportare l’attenzione sulla complessità di un problema che ci sembra non sia stato adeguatamente affrontato. Il calo dell’immunità dell’intera popolazione contro la difterite è un fatto. Indicare come possibile soluzione l’esclusione dei non vaccinati da nidi e materne, quando i soggetti suscettibili sono soprattutto gli adulti già vaccinati da bambini, ci sembra inutile e fuorviante.
Il tetano è una malattia non contagiosa (non si trasmette da un individuo all’altro: si contrae attraverso ferite contaminate). Pertanto, come potrebbe un bambino non vaccinato mettere a rischio gli altri?
Il vaccino contro la pertosse attualmente in commercio non impedisce la diffusione dell’infezione: il soggetto vaccinato, pur non manifestando i sintomi della malattia, può trasmettere il batterio ai suoi contatti [2]. Anzi, il rischio di trasmissione da parte dei soggetti vaccinati potrebbe essere particolarmente alto perché, essendo questi usualmente asintomatici (e ignorando pertanto di essere portatori), non adottano le necessarie misure di isolamento. Ricordiamo inoltre che i principali veicoli di diffusione della malattia sono gli adulti: l’immunità indotta sia dal vaccino che dalla malattia naturale ha durata inferiore ai 10 anni, e le infezioni nella popolazione adulta sono frequenti e spesso misconosciute.
Rispetto ai dati dell’era pre-vaccinale, in Italia l’incidenza globale della malattia invasiva da Haemophilus influenzae risulta in aumento nonostante la riduzione dei casi sostenuti dal ceppo B [3], a causa della selezione dei ceppi non capsulati contro i quali il vaccino è inefficace e che sono caratterizzati da prognosi peggiore. Come si intende proteggere la popolazione?
L’incidenza dell’epatite B era in calo ben prima dell’introduzione della vaccinazione. L’andamento della curva che illustra il decremento dell’incidenza è inoltre molto simile a quella dell’epatite C, che riconosce analoghe modalità di trasmissione e per la quale non esiste vaccino [4]. E’ noto che l’infezione da epatite B presenti un rischio di complicanze maggiore nei bambini rispetto agli adulti, e che la vaccinazione in età pediatrica abbia una probabilità di successo (in termini di sieroconversione) leggermente più alta rispetto a quella in età adulta. Tuttavia ci chiediamo: qual è il rischio reale di contrarre l’epatite B per un bambino sano nella cui famiglia non vi siano portatori del virus (ricordiamo che l’epatite B si trasmette tramite scambio di sangue e rapporti sessuali)? Riconosciamo l’importanza di questo vaccino in categorie a rischio (neonati nati da madre affetta dalla malattia, operatori sanitari, adulti con abitudini sessuali promiscue, malati cronici che necessitino di trasfusioni ripetute, bambini e adulti conviventi con portatori). Ma siamo molto dubbiosi circa l’utilità, in termini di salute pubblica, di un provvedimento volto all’esclusione dei non vaccinati da nidi materne. Così come giustamente non vengono esclusi da nidi e materne i bambini portatori del virus, lo stesso equo trattamento dovrebbe essere riservato ai bambini non vaccinati.
L’Europa è stata dichiarata polio free dal 2002. I casi di malattia da virus selvaggio in tutto il mondo nel 2016 sono stai 37, concentrati in Pakistan, Afghanistan e Nigeria ( polioeradication.org/polio-today/polio-now/this-week/ ). E’ davvero necessario escludere da nidi e materne i bambini non vaccinati per una malattia che in Europa non esiste più? Date le modalità di trasmissione della malattia (prevalente trasmissione oro-fecale), è inoltre altamente improbabile che eventuali focolai d’importazione possano diffondersi nelle attuali condizioni igienico-sanitarie. Ricordiamo infine che il vaccino attualmente in uso, pur prevenendo i sintomi della malattia, è scarsamente efficace nel prevenirne la diffusione.
La rosolia contratta in età infantile è una malattia benigna, tanto che spesso i bambini colpiti non manifestano segni evidenti. Il principale pericolo connesso a quest’infezione è la sua forma congenita, a trasmissione materno-fetale. Il vaccino si potrebbe ragionevolmente riservare alle donne in età fertile sieronegative (cioè che non hanno contratto la malattia), anziché essere imposto indiscriminatamente a tutta la popolazione infantile. Non abbiamo trovato studi adeguati relativi alla durata dell’immunità conferita da vaccino in popolazioni a ridotta circolazione del virus (la ridotta circolazione riduce i richiami “naturali” e verosimilmente la durata dell’immunità). Per la nostra esperienza, non è infrequente che pazienti vaccinate da bambine presentino un titolo anticorpale non protettivo durante la gravidanza. Il pericolo di sottovalutare il rischio è aggravato dall’erronea credenza, diffusa anche da molti operatori sanitari, che il vaccino conferisca una protezione stabile e sicura in tutti i casi e per tutta la vita. I sostenitori della vaccinazione di massa pediatrica la giustificano con il fallimento dei programmi di immunizzazione riservati alle donne in età fertile. Ma noi ci chiediamo: quando sono stati tentati questi programmi di vaccinazione dedicati alle giovani donne? Francamente, se vi è stato un tentativo, è stato così maldestro da passare inosservato. Siamo sicuri che, spendendo anche solo la metà delle risorse che si impegnano oggi per promuovere la vaccinazione pediatrica, non otterremmo un risultato migliore riservando il vaccino all’unica categoria realmente a rischio di complicanze?
Il vaccino contro la parotite è scarsamente efficace. Sono state documentate epidemie in popolazioni ampiamente vaccinate [5].
La varicella è una malattia solitamente benigna nei bambini. Può avere complicanze negli adulti e soprattutto negli immunodepressi. Purtroppo, i soggetti immunodepressi possono ammalarsi anche se vengono in contatto con il virus vaccinico attenuato: i bambini appena vaccinati contro la varicella possono diffondere il virus per 6 settimane [6], e non sono sottoposti ad alcun regime di isolamento. La vaccinazione in età pediatrica tende inoltre a spostare il picco di incidenza della malattia in età adulta, quando è più pericolosa.
Il morbillo è una malattia altamente contagiosa, spesso benigna ma con alcune possibili gravi complicanze, soprattutto se contratta in età adulta. Non neghiamo l’importanza della vaccinazione anti-morbillosa, ma rileviamo alcune criticità. Per brevità, riportiamo solo alcune considerazioni (ma la lista dei problemi aperti sarebbe molto più lunga):
In passato si parlava di effetto gregge quando la malattia naturale nella fascia infantile immunizzava il 55-60% dei soggetti. Con l’introduzione della vaccinazione, la percentuale considerata necessaria a garantire l’effetto gregge è progressivamente aumentata fino a raggiungere l’attuale soglia del 95%. [7] Il motivo è verosimilmente da ricercare nella riduzione della quota di soggetti immunizzati naturalmente, che godevano di immunità stabile per tutta la vita. Come dimostrato dall’epidemia di morbillo verificatasi quest’anno, in cui la maggioranza dei casi notificati ha riguardato i giovani adulti a causa dell’accumulo dei suscettibili in questa fascia d’età [8], non si può garantire l’effetto gregge senza vaccinare tutti i soggetti sensibili, includendo in questa definizione sia i soggetti non vaccinati che non hanno mai contratto la malattia, sia i soggetti vaccinati il cui titolo anticorpale non raggiunga livelli considerati protettivi.
In seguito alla vaccinazione di massa dei nuovi nati, il picco di incidenza della malattia si è spostato in età adulta (a maggior rischio di complicanze) ed è sensibilmente aumentato il numero di casi registrati tra i neonati, eccezionali in era pre-vaccinale: le madri vaccinate trasferiscono i propri anticorpi ai figli in misura inferiore rispetto alle madri immunizzate naturalmente [9].
La vaccinazione attualmente in uso ha un tasso di non responders che è stato calcolato tra il 4 e il 10%
Come riportato nell’articolo di Gregory Poland [10], fondatore della Mayo Clinic Research, la riemergenza del morbillo si sta verificando nei paesi più sviluppati con tassi di copertura alti, anche con 2 cicli vaccinali. Altri autori ipotizzano, in seguito a vaccinazione, la presenza di anticorpi privi di effetto neutralizzante sul virus [11].
Ogni focolaio epidemico non è provocato da un singolo ceppo stabile, ma da un insieme di microrganismi che originano dal ceppo principale. In una popolazione ampiamente vaccinata, la selezione del tipo genetico più adatto alla diffusione può condizionare possibili fenomeni di vaccino-resistenza [12] e l’insorgenza di mutazioni particolarmente virulente [13].
La disponibilità di un vaccino singolo potrebbe aumentare la percentuale di adesione alla vaccinazione.
Alla luce di queste considerazioni, il ruolo dell’esitazione vaccinale nel mancato raggiungimento dell’eradicazione del morbillo risulta del tutto marginale, e il provvedimento di esclusione dei non vaccinati da nidi e materne inutilmente punitivo e discriminatorio.
Ci chiediamo infine:
E’ etico imporre un vaccino per il quale “non esistono dati di sicurezza ed efficacia” nei bambini al di sopra dei 2 o dei 3 anni (come si legge, rispettivamente, nelle schede tecniche di Hexion e Infanrix)?
Date le gravi carenze nella farmacovigilanza italiana e l’ampia sottostima delle reazioni avverse, con quali criteri è stato valutato per ogni vaccino il reale rapporto rischio-beneficio?
Siamo certi che la somministrazione contemporanea o ravvicinata di così tanti antigeni vaccinali non possa determinare effetti collaterali superiori a quelli attesi? Qual è l’effetto di una combinazione ravvicinata di dosi più o meno alte di idrossido di alluminio, sostanza neurotossica e immuno-stimolante utilizzata come adiuvante nei vaccini? Quali studi ci offrono la garanzia che non esista alcun rischio aggiuntivo, considerando che un calendario vaccinale obbligatorio così ricco non è mai stato sperimentato nel nostro paese?
Considerando che non sono presenti vaccini monovalenti per la maggior parte delle malattie contemplate nel decreto, quali studi sono stati fatti che ci rassicurino sulla sicurezza nell’ effettuare una vaccinazione su un soggetto che abbia già contratto la malattia?
La strada dell’obbligatorietà e dell’esclusione porterà davvero un incremento delle coperture vaccinali? Se anche i livelli di copertura vaccinale dovessero aumentare, è un prezzo accettabile la diffidenza verso le istituzioni che molti genitori inizieranno a provare? Le altre possibili strade sono state davvero percorse fino in fondo?
Qualcuno ha calcolato il danno, in termini di salute psichica e fisica, che si può produrre in un bambino di età inferiore ai 6 anni, che si vede escluso dalla scuola che frequentava l’anno precedente e che non potrà continuare il proprio percorso formativo? Qualcuno ha calcolato il danno per la collettività, in termini di risorse e stabilità sociale, per ogni bambino escluso dalla scuola pubblica fino ai 6 anni?
Ci auguriamo che il dibattito scientifico si ricomponga nelle sedi appropriate. Ci auguriamo che la politica torni a occuparsi di come garantire i diritti di tutti anziché utilizzare lo spauracchio della salute pubblica per escludere alcuni individui da un diritto fondamentale come quello all’istruzione. Ci auguriamo che la scuola possa svolgere ancora il proprio ruolo di educazione e inclusione. Ci auguriamo che i genitori possano tornare serenamente a fare i genitori, fidandosi di medici, politici e insegnanti. Per questo, crediamo sia indispensabile cercare un dialogo e un confronto sereni. Nessuna parola sarà mai di troppo se rivolta verso l’altro e non contro l’altro. Per questo oggi parliamo. Per questo oggi ascoltiamo.
Con amore per i nostri bambini e il nostro Paese, e con fiducia nelle istituzioni che lo rappresentano,
Gruppo Libera Scienza di AsSIS
Bibliografia
[1] Monaco M, Mancini F, Ciervo A, et al. La difterite: è ancora una malattia da sorvegliare? Notiziario dell’Istituto Superiore di Sanità, Vol. 28, 3, 2015: pp. 3-8
[2] Acellular pertussis vaccines protect against disease but fail to prevent infection and transmission in a nonhuman primate model, Jason M. Warfel, Lindsey I. Zimmerman, and Tod J.Merkel, PNAS jan 14 2014.
[3] Dati di sorveglianza delle malattie batteriche invasive aggiornati al 3 aprile 2017 – Fonte: epicentro
[4] Tassi di incidenza per 100.000 abitanti delle epatiti virali acute, per anno; Seieva 1985-2016 – Fonte Epicentro (vaccinazione di massa anti epatite B introdotta nel 1991)
[5] Mumps transmission in social networks: a cohort study, Susan Hahné, Tessa Schurink, Jacco Wallinga, Jeroen Kerkhof, Marianne var der Sande, Rob van Binnendijk, Hester de Melker, BMC Infect Dis. 2017; 17:56
[6] Priorix Tetra, scheda tecnica: speciali avvertenze e precauzioni d’uso
[7]The use of mathematical models in the epidemiological study of infectious diseases and in the design of mass immunization programmes. D.J. Nokes and R.M. Anderson Epidemiol Infetc. 1988 Aug.
[8] Età mediana dei casi pari a 27 anni. La maggior parte dei casi (73%) è stata segnalata in persone di età maggiore o uguale a 15 anni; 200 casi avevano meno di un anno di età Fonte: Morbillo in Italia, Bollettino settimanale 11/07/17 pubblicato su Epicento
[9] Passive immunity against measles during the first 8 months of life of infants born to vaccinated mothers or to mothers who sustained measles Gaston De Serres Jean R. Jolyf, Micheline Fauvell, FranCob Meyer?, Benoit M&se? and Nicole Boulianne Vaccine, Vol. 15. No. 6/7, pp. 620-623, 1997
[10] The Re-Emergence of Measles in DevelopedCountries: Time to Develop the Next-Generation Measles Vaccines? Gregory A. Poland, MD, MACP, Editor-in- Chief, VACCINE and Robert M. Jacobson, MD, FAAP, Professor of Pediatrics – Vaccine 2012 Jan 5; 30(2):103-104
[11] Measles Cases in Highly Vaccinated Population of Novosibirsk, Russia, 2000-2005, AV Atrasheuskaya et al. Vaccine 26 (17), 2111-2118. 2008 Feb 27.
[12] Antigenic Drift Defines a New D4 Subgenotype of Measles Virus, Miguel Ángel Muñoz-Alía, PhD, Claude P. Muller, MD and Stephen J. Russell, MD, PhD, Journal of Virology, 00209-17
[13]Indian scientis warn of mutant measles virus. Ganapati Mudur. BMJ 2001 Mar 24; 322 (7288)
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