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Domanda Dell'Omocisteina e dei processi infiammatori.

  • Raffaele/Michelangelo
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14 Anni 6 Mesi fa - 14 Anni 6 Mesi fa #5339 da Raffaele/Michelangelo
Dell'Omocisteina e dei processi infiammatori. è stato creato da Raffaele/Michelangelo
Un vocabolo sovente impiegato nella chimica, nella biochimica e nelle scienze biologiche è quello di “metilazione”, relativo all’avvicendamento d’un gruppo metile con un atomo d’idrogeno su vari substrati.

Tale gruppo metilico, preposto alla tutela della giusta funzione dei materiali proteici e del patrimonio genetico, è tuttavia usurato negli stati cronici infiammatori, con tanto di rialzo della ben nota omocisteina, aminoacido solforato che si produce per la mancanza d’un gruppo metilico nella metionina, essenziale nutriente (aminoacido) assunto con l’alimentazione.

Una siffatta situazione comporta sia un decadimento a livello dei tessuti sia un pericolo per l’endotelio vascolare (caratteristico tipo di tessuto epiteliale che ricopre la parte interna delle nostre condutture vascolari e dell’endocardio), con tanto di creazione dei cosiddetti “radicali liberi” dell’ossigeno e di propensione all’infarto, all’ictus, all’arteriosclerosi.

L’omocisteina sale in virtù d’una insufficienza delle vitamine del gruppo B, particolarmente la B12 (che conviene integrare se si è vegani o vegetariani da Dobetin 5000 mcg; ne bastano 3 fiale a settimana, per os) e l’Acido folico, contenuto nelle verdure a foglia verde, nei legumi come i fagioli, nel lievito, nel germe di grano, per cui è estremamente importante immettere questi due alimenti oltre che con la dieta anche con un’integrazione Ortomolecolare.

Se lo stato d’infiammazione si cronicizza, esso produce un rialzo di omocisteina con contraccolpi nocivi su tutto il corpo, processo questo, come dire, fisiologico col quale l’organismo tenta d’osteggiare gli effètti lesivi esercitati nei vari distretti (tessuti), rendendo operativo tutto il S.I., che rimanendo in funzione per troppo tempo esiterà nei processi senili e potrà degenerare in formazioni di tipo tumorale.

Molteplici microrganismi (batteri, virus, parassiti), il tipo attuale di nutrizione, l’uso e l’abuso farmacologico, soprattutto i vaccini, le materie quali le citochine TNF (tumour necrosis factor) e l’MDA (malonildialdeide, prodotto terminale della perossidazione lipidica
che può anche generarsi dall’attacco dei radicali liberi al deossiribosio, monosaccaride, e all’acido sialico e da processi enzimatici coinvolti nella sintesi delle prostaglandine) possono determinare processi pro-infiammatori che si cronicizzano ed esitano nelle vasculopatie, nei processi tumorali maligni, nell’Alzheimer, nell’arteriosclerosi, … con tanto di ripercussioni sugli organi e sugli apparati e di diminuizione della nostra sensibilità alle normali cause di rischio.

Sto scrivendo che dobbiamo trattare e cambiare l’infiammazione, intervenendo sulle alterazioni dello stato fisiologico che conducono alla sua cronicizzazione.

Infatti, c’è una netta differenza tra l’infiammazione acuta e quella cronica: la prima è un’evoluzione positiva che conduce il tessuto connettivo a espellere le sostanze tossiche mediante gli organi designati a questa funzione; la seconda produce altresì una disfunzione immunologica e mette le difese immunitarie in una posizione di “arresto”, dato ch’esse non possono approntare una definitiva soluzione al problema in poco tempo.

E occhio perché, specialmente nelle prolungate assunzioni, tutti i farmaci (antinfiammatori, cortisonici, antibiotici, chemioterapici) risultano estremamente deleteri.

Mentre sarebbe conveniente rendersi conto della rilevanza d’una risposta quale l’infiammazione che il nostro corpo attua per rimuovere le sostanze tossiche, risposta che, se impedita, conduce all’accumulazione di molecole, i cosiddetti “peptidi selvaggi”, i quali conducono il processo patologico sempre più verso la cronicizzazione, attivando episodi di auoimmunità (condizione patologica nella quale il S.I. si attiva contro i suoi stessi tessuti e componenti, producendone lesioni di vario livello).
Stiamo dunque ben attenti alle cure ufficiali antinfiammatorie che declassano sempre più nel lungo termine sia il livello ormonale sia il livello metabolico.

Di contro, se lo stato infiammatorio dovesse protrarsi nel tempo, stiamone certi, esso produrrà senilità precoce e sarà causa d’innumerevoli altri stati patologici.

Per meglio precisare, le cellule dei nostri tessuti e dei nostri organi sono sorrette, distaccate e “imballate” da fibre di tessuto connettivo lasso, che costituisce un essenziale impianto di modulazione denominato matrice mesenchimale, nel quale confluiscono e prendono avvio le trasmissioni nervose, endocrine, immunologiche, dove operano gli ecoisanoidi e dove appunto insorge e prende campo la flogosi (infiammazione).

Bene, una lunga vita e una buona salute sono anche in diretto rapporto con tutto ciò, con un giusto e connaturale funzionamento di tutto ciò.

È allora prioritario un preciso deflusso nell’espulsione delle “tossine”(batteriche, virali, alimentari, ambientali, …) attraverso gli organi e i tessuti preposti all’azione emuntoria, di scarto dei veleni, che si raggiunga un bilanciamento tra ingestione, conversione ed espulsione terminale delle scorie, che “richiamate” nel livello della matrice connettivale sarebbero poi decentrate nella rete linfatica, la quale si occupa di concentrarle nei diversi organi emuntori come la pelle, i polmoni, i reni, il fegato, l’intestino.

Ricordiamocelo, dunque, il drenaggio è una prospettiva di poco rilievo per la M.U. ma in ottima considerazione per la fitoterapia, per l’omeopatia, per l’omotossicologia, per le medicine orientali, … e rappresenta un soccorso indispensabile per riequilibrare l’organismo, per espellere tutti quei veleni che riducono l’efficienza fisica e per attivare tutte quelle operazioni biochimico-enzimatiche provvisoriamente o da lungo tempo compromesse o arrestate.

Saranno gli organi emuntori ad attuare tutti quei processi di metilazione, glucuronazione, sulfossidazione, solfatazione, … in grado di tamponare ed espellere le scorie tossiche, al fine di permettere e riattivare tutti quei necessari scambi vitali nei vari distretti corporei.

Raffaele
Ultima Modifica 14 Anni 6 Mesi fa da Raffaele/Michelangelo. Motivo: autocorrezione

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