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Domanda Desquamazione del cuoio capelluto

  • Gabriele
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14 Anni 6 Mesi fa - 14 Anni 6 Mesi fa #4970 da Gabriele
Desquamazione del cuoio capelluto è stato creato da Gabriele
Un corretto processo di ricambio del cuoio capelluto e' legato ad un controllo dei fenomeni della desquamazione cutanea, dalla proliferazione dei cheratinociti e dalla costituzione dei lipidi superficiali, questi ultimi importanti per la protezione e la plasticita' della cute.

Se lo strato lipidico viene rimosso con shampoos molto aggressivi si ha un effetto "rebound" con iperproduzione di sebo e aumento del prurito.

Sebbene la forfora sia considerata per lo piu' una condizione parafisiologica, talvolta le manifestazioni di seborrea e forfora sono spesso associate e rientrano nel quadro clinico della dermatite seborroica, una delle piu' frequenti affezioni cutanee: circa l'1-3% della popolazione ne' e' affetta, particolarmente il sesso maschile in eta' adulta.

Clinicamente il quadro clinico della dermatite seborroica puo' essere molto vario: dalla comune forfora che e' forse la sua minima espressione clinica, a forme in cui e' difficile stabilire un preciso confine diagnostico con la psoriasi; nella forma piu' tipica invece si manifesta con chiazze eritematose, coperte da squame larghe, giallastre con aspetto untuoso nelle zone definite "seborroiche", cioe' cuoio capelluto, pieghe naso-geniene, glabella, mento, zone retroauricolari.

E' stato ormai documentato il ruolo del Pityrosporum ovale, nel determinismo della dermatite seborroica. Questo lievito infatti trova nel cuoio capelluto ricco di sebo l'ambiente ideale per crescere ed e' stato ritrovato in concentrazioni molto elevate sullo scalpo dei soggetti affetti da forfora e altri stati desquamativi.

Per questa ragione per il trattamento terapeutico spesso e' sufficiente prescrivere uno shampoo che contenga un derivato imidazolico e in alternativa solfuro di selenio, zinco piritione od Octopirox. E' utile inoltre associare composti che regolarizzino il processo della desquamazione.

Le lozioni corticosteroidee vanno riservate, per brevi periodi di applicazione, alla fase infiammatoria e pruriginosa della malattia e recenti studi propongono l'uso associato di imidazolici e/o terbinafina per via sistemica per un periodo di 4-6 mesi.

Ma non sempre forfora significa dermatite seborroica: la psoriasi infatti a volte puo' presentarsi in forma isolata sul cuoio capelluto creando notevole disagio estetico, e a volte anche una maggiore caduta dei capelli. Le squame sono grigiastre, spesse ben adese al cuoio capelluto, mentre il fusto del pelo puo' essere avvolto e intrappolato da un manicotto squamoso (hair cast), oppure ostacolato nella sua crescita per l'effetto meccanico che ne deriva.

Dal punto di vista terapeutico e' prioritario utilizzare preparati topici con attivita' cheratolitica, cheratoplastica e riducente in modo da regolarizzare il turnover cellulare ed i processi di desquamazione liberando il capello dalla costrizione delle squame e rendendolo piu' luminoso.

La detersione, che deve essere comunque delicata, puo' avvalersi di shampoo allo zinco piritone e altri agenti riducenti, anche associati a principi attivi antimicrobici a largo spettro d'azione.

Meno frequenti ma richiedenti un tempestivo trattamento sono la tinea capitis e la dermatite da contatto del cuoio capelluto, altre forme legate ai sintomi prurito e desquamazione e con la necessita' di tratta- menti terapeutici specifici, che associno possibilmente l'efficacia al rispetto della fisiologia cutanea.


CHI SOFFRE DI DERMATITE SEBORROICA ?

Questa condizione puo' manifestarsi a qualsiasi eta', ma e' piu' comune in tre popolazioni: i neonati fino alla prima infanzia; gli adulti di mezza eta' e gli anziani.

Nei primi prende il nome di "crosta lattea" e scompare intorno all'anno anche in assenza di trattamento. Questa guarigione dovrebbe essere dovuta alla graduale scomparsa degli ormoni di derivazione materna circolanti nel bambino dopo la nascita. Uno shampoo poco aggressivo puo' accelerarne l'eliminazione.

In alcuni casi la dermatite seborroica puo' svilupparsi solo nella zona del pannolino dove puo' essere confusa con altre forme di dermatiti. Quando la patologia compare in eta' matura o avanzata, puo' avere un andamento imprevedibile con remissioni spontanee e ricadute inspiegabili. E' piu' comune in soggetti con pelli o capelli untuosi e spesso in soggetti con acne o psoriasi, ma anche in malati affetti da patologie del sistema nervoso, quali il Parkinson, in immunodepressi o in convalescenti da un attacco cardiaco o altre condizioni in cui si e' richiesta una lunga ospedalizzazione.

Anche se non trattata, non ci sono evidenze che ne dimostrino un rischio di trasformazione cancerosa

Ingredienti efficaci contro la forfora :

Zinc pyrithione (Zpt): è un potente agente antifungino, presente negli shampoo sotto forma di micro particelle piatte che rimuovono le scaglie, ricoprendo la cute in modo uniforme. I preparati a base di Zpt sono delicati e tollerati dalla maggior parte delle persone che soffrono di forfora. Lo Zpt riduce infatti l’aggressività dei tensioattivi, i principali agenti pulenti contenuti negli shampoo, che talvolta possono provocare dermatiti da contatto. Lo Zpt è il più comune fra i principi attivi antiforfora, mentre non è contenuto nei normali shampoo.

Salycilic acid è un ingrediente esfoliante. Aiuta a rimuovere le scaglie di forfora anche se a volte può irritare e infiammare la cute. Per legge è ammesso anche come conservante. Se è contenuto nei cosmetici, è necessario che le etichette espongano il divieto di utilizzo per i bambini sotto i tre anni. Molti prodotti del nostro test lo contengono, mentre nei normali shampoo è usato in piccole dosi come conservante.

Piroctone olamine (octopirox) è un efficace antibatterico. Durante il nostro test non abbiamo riscontrato casi di pelle irritata e tossicità in seguito all’utilizzo di questo principio.Non è molto comune fra gli shampoo antiforfora, e viene spesso usato in combinazione con altri ingredienti

Selenium disulfide: è un principio con proprietà antifungine, e aiuta a rallentare il processo di ricambio di cellule della cute (una delle cause della forfora), anche se ha una minore tollerabilità cosmetica rispetto allo Zpt. La sua presenza è permessa per legge solo negli shampoo antiforfora. Può infatti essere irritante per la pelle e per gli occhi.

Ingredienti da evitare

Oltre a questi principi attivi e ai tensioattivi gli shampoo antiforfora possono contenere altri ingredienti, permessi dalla legge ma piuttosto inquinanti e aggressivi. Sconsigliati i prodotti cosmetici che contengono alcuni composti chimici, come:

Formaldeide e derivati: sono ammessi come conservanti, ma in quantità limitate perché classificati come cancerogeni.Possono provocare irritazioni e dermatiti.

Il metil-iso-tiazolinone (methylisothiazolinone) è impiegato come conservante in ambito cosmetico. È meglio evitarlo durante la gravidanza.

I derivati del petrolio (petrolati e paraffina) sono molto usati per i cosmetici, perché economici e praticamente anallergici. Ma non sono biodegradabili e la loro lavorazione è ad alto impatto ambientale. I prodotti che li contengono, quando sono applicati sulla pelle formano una sottile pellicola che ostacola la respirazione.

I coloranti sono usati per scopi estetici e la loro presenza può far aumentare il rischio di reazioni allergiche. Sono utili per differenziare certi prodotti da altri, evitando per esempio che i bambini gli ingeriscano per sbaglio.

Il tetrasodiumEdta impedisce che la stabilità e l’aspetto dei cosmetici stessi si alteri, rafforzando la funzione dei conservanti. È molto inquinante perché “sequestra” i metalli rendendoli solubili nelle acque di mari e fiumi. L’acido citrico può essere un valido sostituto, ma non ha la stessa efficacia antibatterica.

Per quanto riguarda poi i profumi usati nei cosmetici, questi possono contenere fino a 26 sostanze allergeniche, che secondo la legislazione europea i produttori sono obbligati a riportare sull’etichetta. I consumatori in generale li gradiscono, ma sono sostanze inquinanti, e per questo andrebbero aggiunte in quantità limitate. Inoltre nel caso degli shampoo antiforfora utilizzati su pelle già irritata, possono essere più irritanti.

Infine i parabeni sono sostanze usate come conservanti assolte dal nostro test. Sono efficaci in piccole quantità: i conservanti sono necessari nei cosmetici e l’utilizzo di parabeni (in particolare methylparaben e ethylparaben) è un giusto compresso fra efficacia, sicurezza e impatto ambientale.

Infine il Sodium Lauryl Sulfate, popolarmente conosciuto come Sls è un comune tensioattivo, efficace, economico e non cancerogeno. È accettabile che sia contenuto negli shampoo, ma consigliamo comunque ai consumatori di evitarlo se si tratta di prodotti per bambini o per l’igiene intima.
Ultima Modifica 14 Anni 6 Mesi fa da Gabriele.

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14 Anni 4 Mesi fa #7902 da nuvolina
Risposta da nuvolina al topic Re: Desquamazione del cuoio capelluto
Ho la dermatite seborroica da molti anni, non riesco a curarla e tantomeno tenerla a bada.
Il cuoio capelluto è molto secco e la desquamazione è fortissima.
Potresti indicare qualche prodotto contenente i principi attivi da te indicati e cosa si dovrebbe assumere?

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  • Gabriele
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14 Anni 4 Mesi fa #7905 da Gabriele
Risposta da Gabriele al topic Re: Desquamazione del cuoio capelluto
Utilizza il Nizoral come shampoo e 5mg di biotina al giorno almeno per un mese.

Lo shampoo nizoral alternalo con un shampoo delicato (ne ho indicati alcuni su un 3d dedicato).

Ciao!

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