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OFFERTE DI PRODOTTI VIA MAIL O MP
In un forum che tratta di salute e malattie, può succedere che improvvisamente qualcuno offra la soluzione tanto agognata, via mail o via messaggio privato.
DIFFIDATE sempre, controllate, ricercate e chiedete. Chiedete ad altri foristi se per caso conoscono questo prodotto, chiedete se esistono dei test e delle testimonianze attendibili.
Il filosofo Feuerbach asseriva che noi siamo quello che mangiamo (e quello che beviamo), quindi, vi sono cibi che ammalano e cibi che guariscono. Una corretta alimentazione è la base per un sano vivere.
Domanda Aggiornamenti alimentari da vari siti...
- miciofelix
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ilfattoalimentare.it/coop-richiamo-condi...salate-di-pasta.html
"I supermercati Coop hanno segnalato il richiamo precauzionale di due lotti di condimento per insalate per pasta a proprio marchio per la possibile presenza di frammenti di vetro. Il prodotto è venduto in vasetti di vetro da 280 grammi con il numeri di lotto TF224 MFE173 e TF224 MFE177. Il condimento per insalate di pasta richiamato è stato prodotto per Coop Italia S.C. dall’azienda F.lli Polli Spa nello stabilimento di Strada Statale 18, km 82,7, a Eboli, in provincia di Salerno.Coop rende noto che il richiamo interessa solo alcuni punti vendita della catena. A scopo cautelativo, invita i consumatori e le consumatrici che avessero acquistato il prodotto a non utilizzarlo e restituirlo al punto vendita d’acquisto per il rimborso. Per ulteriori informazioni è possibile contattare il numero verde 800 805580"
"(..) sei fuori di testa (..)"
"serve una vita intera di pratica...."
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- miciofelix
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ilsalvagente.it/2024/02/20/il-pesticida-...su-10-e-gli-europei/
"Il pesticida Chlormequat nell’organismo di 8 americani su 10. E gli europei?
Negli Stati Uniti l’Ewg ha pubblicato uno studio che ha trovato quote sempre crescenti negli anni di chlormequat nelle urine degli americani. E lancia l’allarme per i rischi per i problemi riproduttivi e dello sviluppo che comporta. In Europa dove questo pesticida è ammesso i pericoli potrebbero essere anche più diffusi (..)"
(riporto ormai solo brevi estratti dai vari articoli perchè con le modifiche fatte nel nuovo forum c'è da perdere un sacco di tempo a ri-formattare tutto il testo dopo la prima pubblicazione quindi ci rinuncio....)
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- miciofelix
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ilsalvagente.it/2024/02/12/i-pesticidi-s...imangono-nei-meleti/
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ilfattoalimentare.it/argomenti/richiami-e-ritiri
da rimanere sbalorditi per quanti cibi e sostanze vengono ritirate e il 90% delle persone non viene mai a saperlo continuando a consumare quei cibi...
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- miciofelix
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"Il cervello di un adulto contiene in media una quantità di plastica, in forma di nano- e microplastiche, di circa dieci grammi, equivalente a un cucchiaino o a una matita. Questo l’esisto abbastanza scioccante di uno studio pubblicato pochi giorni fa su Nature Medicine dai ricercatori dell’Università del New Mexico di Albuquerque, che hanno analizzato i campioni autoptici di cervelli, reni e fegato di 28 individui. In più, i valori sono in netto aumento (del 50%) rispetto alle rilevazioni precedenti dello stesso gruppo, risalenti al 2016, e le concentrazioni sono da tre a cinque volte superiori in chi sviluppa una demenza. Rispetto a fegato e reni, poi, quelle del cervello sono trenta volte più elevate. Pochi giorni dopo un altro studio, per ora presentato solo a un congresso mostra, in base ai dati di oltre 218 contee di 22 stati americani, che le popolazioni che vivono sulle coste dove l’acqua contiene più nano- e microplastiche (NMP) hanno anche performance cognitive inferiori e rischio di disabilità cognitive più alto, rispetto a chi vive vicino ad acque meno contaminate. Tutto suggerisce quindi un possibile legame tra ingestione o inalazione e danni al cervello.Sul primo lavoro torna ora un articolo di commento, pubblicato su Brain Medicine dai ricercatori dell’Università di Loma Linda (California), che concentrano la loro attenzione, in particolare, sulle fonti alimentari delle nano- e microplastiche.
Pensare di eliminare del tutto la plastica al momento è una prospettiva irrealistica. Tuttavia, molto si può fare per cercare di limitarne l’assorbimento alimentare, in vari modi.
- Bottiglie: una delle fonti principali sono le bottiglie di acqua. Passare da queste all’acqua del rubinetto significa abbattere di un numero che va da 4mila a 90mila il numero di MNP ingerire ogni anno.
- Alcol e pesce: sono altre due categorie tra le prime, in quanto “fornitrici” di NMP. Regolarsi di conseguenza.
- Riscaldamento in contenitori adeguati: un modo efficace per abbattere il numero di NMP presenti nel cibo è quello di evitare di scaldare gli alimenti conservati nella plastica. Un esempio? I filtri di tè appunto in plastica, che possono rilasciare, in una sola infusione, milioni di microplastiche e miliardi di nanoplastiche.
- Attenzione al forno a microonde: il riscaldamento nel forno a microonde è una delle fonti più potenti di NMP: i contenitori in plastica possono rilasciare fino a 4,22 milioni di MP e 2,1 miliardi di NP per centimetro quadrato in soli tre minuti.
- Conservazione in contenitori di plastica. Anche la conservazione in frigo è problematica, soprattutto se prolungata nel tempo: sarebbe meglio evitare, e preservare il cibo nel vetro, nella ceramica o nell’acciaio.
- La plastica è continuamente a contatto con il cibo, anche quando l’aspetto dice altro. Per esempio, tutto ciò che viene conservato in lattine è a contatto con rivestimenti pieni di bisfenolo A (BPA). Per assumere meno NMP si deve quindi evitare di consumare questo tipo di prodotti. Uno studio ha dimostrato che, dopo soli cinque giorni di zuppe in scatola, la concentrazione di BPA nelle urine aumenta del 1.000%.
- Prodotti ultra processati: gli alimenti ultra processati contenuti nella plastica contengono molte NMP. Per esempio, i nugget di pollo ne hanno una concentrazione per grammo che è in media 30 volte quella che si riscontra in un petto di pollo comprato crudo e cotto a casa. Come fanno notare gli autori, un altro studio ha dimostrato che rinunciare a 21,7 porzioni alla settimana di alimenti ultra processati (di solito contenuti in materiali plastici) significa avere un calo significativo della depressione. Ciò potrebbe essere dovuto ai benefici di una dieta più sana ma, forse, anche al fatto che il cervello con meno plastiche ha un livello più basso di infiammazione, condizione che sempre accompagna la depressione.
Capire che cosa accada quando questi polimeri, sempre in miscele e in forme diverse, entrino nell’organismo, è molto complicato, e non sempre esistono metodi per condurre test adeguati. In più, se per alcuni tessuti o tipologie di campioni come le urine o il sudore il reperimento è facile, per altri come il cervello è impossibile, fino a dopo il decesso. La strada da percorrere è quindi ancora molto lunga. Nel frattempo, meglio evitare il più possibile di mangiare e bere alimenti e bevande conservate nella plastica, e usare meno possibile contenitori in plastica, evitando sempre di scaldarli."
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- miciofelix
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Quali sono i rischi del formaggio a latte crudo e come ci protegge la legge
"I recenti casi di intossicazione che hanno coinvolto alcuni bambini colpiti da Sindrome emolitico-uremica (SEU), sviluppata dopo aver mangiato formaggio non pastorizzato contaminato da Escherichia Coli, hanno riaperto il dibattito sulla sicurezza del latte crudo. Se sulla necessità di non demonizzare il prodotto abbiamo già parlato , vale la pena approfondire quanto permette di capire in modo un po’ più tecnico quali siano le condizioni per utilizzare il latte crudo in maniera sicura.
Un primo riferimento normativo per quanto riguarda il trattamento e la lavorazione del latte crudo è rappresentato dal Regolamento (CE) n. 853/2004, che definisce i requisiti sanitari per la produzione, di igiene nelle aziende produttrici, le caratteristiche del latte, i riferimenti per il trattamento termico e l’etichettatura. In particolare, proprio in relazione a quest’ultimo punto, l’utilizzo di latte crudo nella produzione di formaggi freschi è consentito, purché il latte soddisfi determinati requisiti specifici igienico-sanitari: in questo caso, l’etichetta del formaggio dovrà riportare la dicitura “fabbricato con latte crudo”.Sono inoltre previste alcune deroghe che permettono l’utilizzo di latte crudo non conforme ai parametri microbiologici standard, purché il formaggio ottenuto sia sottoposto a un periodo minimo di stagionatura di almeno due mesi: la stagionatura, infatti, abbatte i rischi legati alla lavorazione di latte non conforme ai requisiti standard* (addirittura potrebbe risanare anche prodotti contaminati da batteri come la Salmonella spp. Distruggendoli completamente dopo questo tempo di stagionatura in alcuni casi è consentita, prima di eliminare formaggi non ancora posti in vendita, una stagionatura ulteriore per abbattere la carica batterica).
La normativa definisce di fatto una cornice generale all’interno della quale la produzione e la commercializzazione del formaggio è consentita solo al termine di una catena di controlli condotti dalle autorità competenti svolti sugli animali (che, se bovini e bufalini, devono essere indenni da Brucellosi e Tubercolosi, e se ovini e caprini, da Brucellosi) e le loro condizioni di salute, sull’igiene di locali, attrezzature e personale, su quella delle fasi di mungitura, raccolta e trasporto, definendo criteri distinti per latte vaccino, bufalino, ovino e caprino (piccolo inciso: all’uscita della mammella il latte è praticamente sterile ma diventa poi colonizzabile da microrganismi provenienti dall’animale, dall’uomo, dall’ambiente, dalle attrezzature di mungitura, dall’aria, dall’acqua e dal suolo), e garantendo la tracciabilità sino alla tavola. Microrganismi patogeni possono derivare da un infezioni sistemiche (attraverso il passaggio diretto dal sangue), da affezioni della mammella (mastite), oppure per contaminazione ambientale (durante o dopo la mungitura) o da contatto umano. (..)"
(per il resto dell'articolo potete andare al link in alto)
"(..) sei fuori di testa (..)"
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