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Domanda Palmitoilethanolamide (PEA)
- miciofelix
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www.ansa.it/canale_saluteebenessere/noti...ff-2c14be604afa.html
""Si chiama palmitoiletanolamide (PEA) ed è una molecola di natura lipidica con un importante ruolo nel controllo dei fenomeni infiammatori che si è dimostrata efficace e sicura per migliorare gli effetti sui sintomi di irritabilità e iperattività nei bambini con autismo.
La sua efficacia è stata dimostrata da uno studio pubblicato su Journal of Psychiatry Research".
(..) Particolare attenzione negli ultimi anni è stata data alla palmitoiletanolamide ultramicronizzata, molecola che ha mostrato di possedere la abilità di ridurre la neuroinfiammazione".
"L'importanza di tali risultati deriva anche dalla osservazione della assoluta mancanza di eventi avversi e effetti collaterali da parte del composto . In uno scenario di assoluta assenza di farmaci capaci di prevenire la comparsa e antagonizzare la progressione della patologia autistica, la possibilità di poter utilizzare la palmitoiletanolamide in forma ultramicronizzata, composto oggi presente anche in una formulazione pediatrica, le cui proprietà antineuroinfiammatorie e antineurodegenerative sono dimostrate da robuste evidenze sperimentali e cliniche - conclude Steardo - dischiude nuovi orizzonti per la terapia di una patologia di notevole gravità che richiede interventi sicuri, precoci e mirati". "
"(..) sei fuori di testa (..)"
"serve una vita intera di pratica...."
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- miciofelix
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miciofelix ha scritto:
io la sto assumendo da due mesi come da punto 1, non a scopo antidolorifico ma a livello preventivo e a scopo antinfiammatorio visto che oltre ad essere un potente antidolorifico è anche un potente antinfiammatorio, e soprattutto come già detto non ha effetti collaterali SE non vengono poi aggiunti eccipienti vari
quoto me stesso a distanza di 5 anni
in tutto questo tempo non ho mai smesso di assumere la PEA come prevenzione antinfiammatoria e per tutti gli altri benefici dimostrati in molti studi, la prendo sotto forma di polvere assunta in bocca (si scioglie subito e ci bevo poi un goccio d'acqua) o incapsulata come faccio per la C e altre sostanze...
penso proprio che continuerò ad assumerla in maniera costante, una volta al giorno in periodi normali e 2 volte in periodi particolarmente stressanti come ho fatto in questi 5 anni, al dosaggio di circa 200-300 mg a volta
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- miciofelix
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"Palmitoiletanolamide è davvero una parolaccia impossibile da pronunciare: chiamiamola confidenzialmente PEA, che è meglio.
È una sostanza naturalmente presente nel nostro corpo che svolge una serie di funzioni non ancora completamente definite e molto complesse, cosa che accade spesso negli esseri viventi: la stessa sostanza può stimolare certe funzioni, inibirne altre e promuoverne altre ancora.
Il motivo per cui si è preso in considerazione l’uso di questa sostanza risale alle ricerche svolte da Rita Levi Montalcini sui sistemi endogeni di protezione: l’ipotesi di un’azione antinfiammatoria ed in generale protettiva rispetto ai danni alle cellule ed ai neuroni dovuti all’infiammazione svolta dalla PEA è poi stata confermata.
Oggi si è capito che lavora a diversi livelli.
Il primo è un’attività rapida di riduzione del dolore e di protezione per le cellule che può essere attribuita alla modulazione di alcuni percorsi dell’infiammazione (inibisce l’azione delle sostanze proinfiammatorie). Tipicamente la produzione endogena di PEA è massima proprio nelle zone infiammate ed in alcuni studi la sua attività antinfiammatoria si è rivelata più efficace dell’ibuprofene.
Altre azioni, più lente e profonde, sono spiegabili attraverso il fatto che la PEA modula l’attività di alcuni geni coinvolti nella “produzione” dei recettori della cannabis (CB1): il loro nome si deve al fatto che sono il “bersaglio” anche dei principi attivi antidolorifici della Cannabis indica. Aumentando la densità di recettori CB1 sulle cellule si incrementa la sensibilità ad alcune sostanze naturalmente prodotte dall’organismo, dette cannabinoidi endogeni (peptidi, cioè pezzettini di proteine), che partecipano alla modulazione del dolore.
Un’ulteriore ipotesi è che la PEA sia metabolizzata al posto dei cannabinoidi endogeni incrementando quindi la loro concentrazione ed aumentando così l’attività sugli stessi recettori della cannabis. In un modo o nell’altro andiamo sempre ad agire sui vari e complessi meccanismi del controllo naturale del dolore.
In pratica a cosa serve la PEA?
Può essere una buona soluzione per i dolori cronici, come il dolore neuropatico, che non si risolvono con i normali antidolorifici, analogamente o insieme all’acido lipoico, altra sostanza naturale efficace ma dal meccanismo di azione poco conosciuto.
Nel dolore neuropatico si sa che sono coinvolti processi sia d’infiammazione che mutamenti della sensibilità percettiva, a livello locale e del sistema nervoso centrale. L’utilità della PEA dipende dalla grande concentrazione di recettori CB1 sulle fibre che conducono lo stimolo doloroso afferenti al midollo spinale. La cannabis si sa che agisce anche a livello della percezione, e così accade anche ai cannabinoidi endogeni che agiscono sugli stessi recettori.
Il vantaggio è che, essendo un prodotto naturalmente presente nel nostro organismo, sembra non abbia praticamente alcun effetto collaterale, né alcun problema noto di sicurezza. Nell’organismo la PEA non viene infatti immagazzinata ma sintetizzata al momento e rapidamente metabolizzata da un enzima specifico: questo migliora il suo profilo di sicurezza.
In generale per sfruttare pienamente le sue potenzialità conviene assumerla per un periodo abbastanza lungo, qualche settimana o qualche mese, in modo da sfruttare sia l’azione rapida antinfiammatoria che quella lenta di modulazione della sensibilità al dolore.
Finora nelle sperimentazioni sono stati usati dosaggi da 300 a 1200 mg. Più che una relazione dose/efficacia è stato però osservato un aumento dell’effetto col prolungamento del tempo di trattamento: quindi non serve prenderne di più, ma piuttosto più a lungo."
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- miciofelix
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però, attenzione, la Pea che oggi troviamo in polvere (anche da grossisti farmaceutici) o in capsule sul web è al 90% quella pura, cioè NON micronizzata e/o ultra-micronizzata, poichè sembra che queste due forme vengano vendute solo a certe condizioni e solo a particolari grandi aziende, un esempio di tale PEA micronizzata e/o ultra-micronizzata è ad esempio Normast...
bene, arrivo al punto....io prendo da anni PEA pura in polvere, prima da farmacie in forma galenica e ora da Dermolife, che la prende a sua volta da grossisti farmaceutici...mi son spesso chiesto se la PEA pura NON micronizzata e/o ultra-micronizzata fosse ugualmente efficace soprattutto se assunta in maniera costante e a scopo anche preventivo, al pari delle vitamine essendo anch'essa endogena cioè prodotta dall'organismo e contenuta in alcuni cibi...
presumo di si, perchè se la Montalcini all'inizio ne riscontrò i benefici quella forma di tanti anni fa NON era (ripeto, presumo) micronizzata e/o ultra-micronizzata, eppure appunto era già efficace...
comunque sia ho iniziato da oggi a spulciare la banca dati di PubMed, estremamente affidabile come molti di voi sapranno, risalendo agli studi fatti nei primi anni che risultano nell'archivio della stessa PubMed...non riporterò la traduzione di tutti gli articoli sulla Pea perchè sono più di 1.000, ma vorrei segnalarne qualcuno che reputo interessante e dal prossimo post dopo di questo inizierò dai primi studi facendone con google la traduzione...
quando avrò temopo andrò avanti e arriverò alla Pea micronizzata e/o ultra-micronizzata, ma a me interessa come già detto avere conferma sull'efficacia (anche ridotta) della Pea "normale", visto che quella micronizzata e/o ultramicronizzata è ancora più costosa e solo in capsule o quasi...
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- miciofelix
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pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/9685157/ 16 luglio 1998;
Controllo dell'inizio del dolore da parte dei cannabinoidi endogeni
A Calignano 1 , G La Rana , A Giuffrida , D Piomelli
I potenti effetti analgesici dei farmaci simili alla cannabis e la presenza di recettori dei cannabinoidi di tipo CB1 nelle aree di elaborazione del dolore del cervello e del midollo spinale indicano che i cannabinoidi endogeni come l'anandamide possono contribuire al controllo della trasmissione del dolore all'interno del sistema nervoso centrale (SNC). Qui mostriamo che l'anandamide attenua il comportamento del dolore prodotto dal danno chimico al tessuto cutaneo interagendo con i recettori dei cannabinoidi simili a CB1 situati al di fuori del SNC. La palmitetanolamide (PEA), che viene rilasciata insieme all'anandamide da un comune precursore fosfolipidico, esercita un effetto simile attivando i recettori periferici simili al CB2. Quando somministrati insieme, i due composti agiscono in sinergia, riducendo le risposte al dolore 100 volte più potentemente rispetto a ciascun composto da solo. Le misurazioni della gas-cromatografia/spettrometria di massa indicano che i livelli di anandamide e PEA nella pelle sono sufficienti per provocare un'attivazione tonica dei recettori locali dei cannabinoidi. In accordo con questa possibilità, l'antagonista CB1 SR141716A e l'antagonista CB2 SR144528 prolungano e migliorano il comportamento doloroso prodotto dal danno tissutale. Questi risultati indicano che i recettori periferici simili a CB1 e CB2 partecipano al controllo intrinseco dell'inizio del dolore e che anandamide e PEA generati localmente possono mediare questo effetto.
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- Liuc33
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