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In un forum che tratta di salute e malattie, può succedere che improvvisamente qualcuno offra la soluzione tanto agognata, via mail o via messaggio privato.
DIFFIDATE sempre, controllate, ricercate e chiedete. Chiedete ad altri foristi se per caso conoscono questo prodotto, chiedete se esistono dei test e delle testimonianze attendibili.

La Medicina Ortomolecolare è una pratica terapeutica che si basa sull'introduzione della quantità ideale di nutrimenti nella dieta che mira a perseguire il livello di salute ottimale attraverso il riequilibrio dell'assetto biochimico.

Domanda Alte dosi vit. D e protocollo Coimbra per autoimmuni

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12 Anni 5 Mesi fa - 12 Anni 2 Settimane fa #26365 da Clara
Risposta da Clara al topic Alte dosi vit.D, una bufala la tossicità?
qui le spiegazioni che cerchi
www.my-personaltrainer.it/vitamina-d.html
Credo che Coimbra non dia meno di 30.000 al giorno per il diabete, ma i dosaggi sono sempre molto soggettivi.
QUESTA NOTIZIA E' IMPORTANTE:
Rubini è riuscito a trovare alcuni medici che in agosto andranno in Brasile a imparare il protocollo Coimbra, così entro l'anno in Italia si potranno avere le consulenze necessarie per intraprendere una cura di D ad alti dosaggi essendo seguiti



Midiclò, mi sembra che Nemo avesse poi aggiunto che quella D tratta dal lichene non fosse poi così appetibile. Vai a rileggere.
Con quelle analisi potresti tranquillamente cominciare i 10.000, il tuo paratormone dovrebbe scendere a 10, però se non ti senti tranquilla fai i 5.000, prendi del sole, e poi ricontrolla tra qualche mese.
Ultima Modifica 12 Anni 2 Settimane fa da Clara.
I seguenti utenti hanno detto grazie : Midiclò

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12 Anni 5 Mesi fa #26370 da Nemo67
Risposta da Nemo67 al topic Alte dosi vit.D, una bufala la tossicità?

elena ha scritto:

Nemo67 ha scritto:

LEGOLAS123 ha scritto: peccato, i dosaggi sono troppo bassi, sia della d che della k (io prendo 50.000 iu di d3 e 15 mg k2)


Legolas,concordo.
Ho pensato pero' che in natura e' cosi',cioe' non ci sono queste bombe di dosaggi.
Personalmente prendendo D3 dal cibo ,di 5000 UI ho avuto effetti migliori rispetto a 25000 UI da lanolina..


ho controllato ma the synergy mi sembra che abbia Bone renewal dove si dice chiaramente che ci sono ingredienti (alghe/natto) provenienti dal giappone. Ma lì è tutto contaminato! perciò non mi sembra una buona idea


Ho scritto alla SYNERGY per sapere che fonte di D3 usano......lanolina!! :ohmy: :ohmy: :ohmy: :ohmy:
Che delusione!!! Ho espresso loro il mio...disappunto.. :huh: :huh:

Quindi al momento rimane il Lichene di Nordic Naturals e Vitaminexpress, ma la mia e' una opinione personale ovviamente.
I seguenti utenti hanno detto grazie : yagoo40, Clara, elena

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12 Anni 4 Mesi fa #26386 da Nemo67
Risposta da Nemo67 al topic Alte dosi vit.D, una bufala la tossicità?

Nemo67 ha scritto:

elena ha scritto:

Nemo67 ha scritto:

LEGOLAS123 ha scritto: peccato, i dosaggi sono troppo bassi, sia della d che della k (io prendo 50.000 iu di d3 e 15 mg k2)


Legolas,concordo.
Ho pensato pero' che in natura e' cosi',cioe' non ci sono queste bombe di dosaggi.
Personalmente prendendo D3 dal cibo ,di 5000 UI ho avuto effetti migliori rispetto a 25000 UI da lanolina..


ho controllato ma the synergy mi sembra che abbia Bone renewal dove si dice chiaramente che ci sono ingredienti (alghe/natto) provenienti dal giappone. Ma lì è tutto contaminato! perciò non mi sembra una buona idea


Ho scritto alla SYNERGY per sapere che fonte di D3 usano......lanolina!! :ohmy: :ohmy: :ohmy: :ohmy:
Che delusione!!! Ho espresso loro il mio...disappunto.. :huh: :huh:

Quindi al momento rimane il Lichene di Nordic Naturals e Vitaminexpress, ma la mia e' una opinione personale ovviamente.


Risposta della SYNERGY al mio disappunto:

Hello Francesco,
We feel perfectly happy with our decision to derive our D3 for lanolin and do not find it to be “cheap” nor “irradiated.” In addition, wool is not in the product, it is simply the what the D3 is isolated from and derived. In addition, D3 from lanolin is natural. We start with a number of ingredients to grow our vitamin and mineral ingredients. Our whole food vitamins and minerals are made in a highly specialized transformation process. In this case, we isolate D3 from Lanolin and add it as just one of the many ingredients in our broth in which it is incorporated into a whole food matrix.

To better understand the transformation process, think of it like any growing plant. There are inorganic and isolated forms of calcium, magnesium, etc. in the soil. When a plant it growing, it absorbs these nutrients from the soil, but then dissociates them from this original form and incorporates them into their own organic backbone of molecules.

The same thing happens with the yeast micro-plant we utilize to “grow” our vitamins/minerals. D3 nutrient is absorbed by this miniature plant, released from its particular compounded form if necessary, and then incorporated into the yeast’s amino acid backbone. Other plant matter (individualized to each nutrient) with the additional cofactors (enzymes, flavonoids, amino acids, etc.) naturally occurring alongside these vitamin and minerals in nature are also added to the fermenting micro-plant brew so all of these are assimilated into the final product as well.

We use Saccharomyces Cerevisiae (yeast) and fermented soy in addition to these isolated nutrients. However, I can assure you that our final products are 100% bioavailable wholefood supplements. I hope that helps. I apologize if you are unhappy with our method and our ingredients, however, it is the most innovative in the world at this time. You will not find anything better. Have a wonderful day.
Live, Laugh, Love."

Rimango un poco disappointed
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12 Anni 4 Mesi fa #26399 da Clara
Risposta da Clara al topic Alte dosi vit.D, una bufala la tossicità?
Da parte del dott. Paolo Antolini, biochimico.

"Dopo aver scritto un ottimo articolo su questa fondamentale vitamina, il buon Leonardo mi ha chiesto di approfondire ulteriormente l'argomento per cercare di scavare il più a fondo possibile il ruolo e il funzionamento dell'ORMONE D in tutte le dinamiche che ci riguardano più da vicino, cioè la patologia autoimmune.
Premetto che il pezzo sarà piuttosto tecnico, pure se cercherò di renderlo comprensibile anche alla "casalinga di Voghera". Per capire a fondo come la vitamina D può rivelarsi un prezioso alleato, occorre conoscere i vari componenti del sistema immunitario e come interagiscono tra loro, proprio perchè il colecalciferolo è una sostanza immunomodulatrice. Immunomodulazione significa capacità di agire sul funzionamento del sistema immunitario, di modificare cioè il suo funzionamento e la sua capacità di risposta verso le aggressioni esterne e nel nostro caso contro il self.
Più che un articolo ci si potrebbe scrivere un libro, ma veniamo ai punti salienti. Individuiamo nella prima parte i protagonisti della risposta immunitaria, soprattutto quelli che vengono influenzati dalla vitamina D, e vediamo come essi modificano il loro comportamento in assenza o in presenza della vitamina.
Il sistema immunitario è molto ben organizzato, è composto da numerosi tipi di cellule diverse che sono in grado di produrre e secernere centinaia di sostanze che portano alla morte della cellula bersaglio, e un sistema così complicato prevede una struttura a piramide dove alcune cellule controllano e si coordinano per adattare l'esercito immunitario a rispondere nella maniera più efficace ai più disparati tipi di attacchi esterni. Sappiamo anche che qualche volta il nostro sistema fa cilecca e non è più in grado di distinguere il self dal non-self causando tutta la catena di patologie che ci affliggono.
In tutto questo complicato sistema la vitamina D entra in maniera determinante proprio nel sistema di comunicazione tra i vari componenti del sistema, up-regolando o down-regolando la moltiplicazione, l'attivazione o lo spegnimento dei nostri soldati difensori.
Il timo, i linfociti T, le cellule dendritiche, le cellule APC, oltre che ogni cellula del nostro organismo, presentano sulla loro membrana un recettore per la vitamina D (VDR), capace di legarsi alla forma attiva della vitamina D, che per brevità chiameremo da ora in poi 1.25 OHD.
La nostra specie si è evoluta in una grande abbondanza di vitamina D, i nostri antenati passavano all'aperto la maggior parte della loro giornata e grazie alla sintesi solare avevano valori altissimi di forma attiva nel sangue. Tra l'altro non utilizzavano nemmeno creme solari che oggi impediscono ai raggi ultravioletti di promuovere la sintesi della vitamina D...
La epidemiologica carenza di vitamina D ritengo sia una delle più importanti cause dell'aumento così preponderante delle patologie autoimmuni avvenute in questi ultimi 50 anni proprio per la perdita di capacità della coordinazione immunitaria, che in pratica fa funzionare la complessa macchina. Come stare nel caotico traffico di Roma con i semafori spenti...
Il nostro sistema per poter essere così adattabile ad ogni forma di aggressione è composto da cellule pluripotenziali che, a seconda degli stimoli che ricevono, possono evolversi in una forma o in un'altra e di conseguenza tutta la cascata immunitaria che ne deriva può cambiare radicalmente.

Linfociti T - Cellule dendritiche - Macrofagi
Il linfocita T è una delle cellule più importanti del sistema, è il responsabile dell'immunità cellulo-mediata, quella di tipo adattivo.
Nasce nel midollo osseo come cellula non differenziata, ma viene poi mandato nel timo per la sua conversione in linfocita T nudo, cioè vergine al contatto con l'antigene.
Sia il timo che la cellula in sé sono avidissimi di vitamina D, in mancanza della quale la creazione e la maturazione del linfocita maturo diventa assai più complicato, e di conseguenza il sistema immunitario perde enormemente di efficacia. Mamme avete presente il vostro bambino che si ammala di continuo? Provate a controllare il livello della vitamina D ed è assai probabile che vi dimenticherete cosa sia l'influenza.
Il infocita T per funzionare e partire all'attacco dell'antigene lavora in collaborazione con un particolare tipo di cellula che si definisce cellula APC, di cui le cellule dendritiche (CD) fanno parte. Una cellula APC ha in pratica la funzione di catturare l'antigene, mostrarlo bene sulla sua superficie e dare modo al linfocita T di studiarlo e promuovere la risposta immunitaria per esso. Senza vitamina D le CD hanno un enorme leak di funzionamento.
Tra i linfociti T esiste una sottopopolazione che si chiama T Helper, che è in pratica il vigile urbano del sistema, principale produttore delle interleuchine, che sono in pratica il linguaggio con cui i nostri globuli bianchi comunicano. Le interleuchine sono decine, ma quella che ci interessa di più è l'interleuchina 12.
La vitamina D ha la capacità di intervenire sullo sviluppo delle cellule dendritiche e a livello di trascrizione genica sulla sintesi dell'IFN alfa e, grazie alla sua capacità di ridurre queste due sostanze, esplica la sua azione di controllo dell'immunità mediata di tipo TH1 in favore di quella TH2. Ovviamente la maggior parte delle patologie autoimmuni è mediata da un eccesso di TH1 e la sua down regolazione è in grado di dare grandissimi benefici ad ogni malattia che ha questa base immunologica.
Inoltre la vitamina D ha la capacità di favorire la maturazione dei monociti in macrofagi. I macrofagi sono in pratica dei "mangioni" che grazie alla loro struttura hanno la capacità di inglobare e distruggere una cellula nemica. La maggiore quantità di macrofagi efficaci garantisce al sistema immunitario difese molto agguerrite contro ogni invasore.
Quindi, riepilogando, la maggiore disponibilità di vitamina D serica porta ad una maggiore capacità di reagire alle infezioni e al contempo una inibizione dell'autoimmunità cellulo-mediata.

Polimorfismo del VDR
Voglio sottolineare questo aspetto che è molto importante: in moltissimi malati di Chron è presente un polimorfismo del recettore della vitamina D, si presenta cioè un recettore con una minore affinità, che ha più difficoltà nel legare la 1.25 OHD, causando cioè un sintomo di carenza anche in presenza di tassi adeguati nel sangue, figuriamoci nella situazione di grave carenza in cui si trova la media della popolazione.
Chiaramente per ovviare alla minore sensibilità del recettore, diventerà importante aumentare la quantità di vitamina D disponibile, in modo da generare una corretta risposta immunitaria.

Fattori limitanti la disponibilità di 1.25 OHD
La vitamina D subisce due tappe di attivazione prima di poter essere utilizzata dalle varie cellule dell'organismo, capire questi meccanismi è fondamentale per poter arrivare all'assunzione giornaliera adeguata.
Come spiegato benissimo da Leonardo nel suo precedente articolo, la vitamina D, intesa come colecalciferolo, al momento della sua produzione tramite raggi solari, oppure tramite l'assorbimento intestinale, subisce due idrossilazioni: la prima ad opera dell'enzima idrossilasi che converte la vitamina D in 25 OHD (che è quella che si va a ricercare nell'apposito esame) a livello epatico e la seconda a livello renale ad opera di due ulteriori idrossilasi che sono la 1α-idrossilasi e la 24-idrossilasi che trasformano rispettivamente la 25 OHD in 1.25 OHD, forma attiva, oppure in 24.25 OHD che è una forma inattiva. Ovviamente quest'ultimo è un meccanismo di controllo che serve per evitare sovraconcentrazioni che possono portare ad eccessivo assorbimento di calcio a livello renale.
Sottolineo questo passaggio proprio perché esistono diversi polimorfismi di questi enzimi. Ne sono stati individuati almeno 3 varianti e, a seconda della variante posseduta, si ritrova una diversa affinità col substrato, rendendo molto diversa la quantità di vitamina D introdotta necessaria ad un corretto dosaggio della forma attiva.
Ciò sta a significare che possono essere necessari dosaggi molto diversi da persona a persona proprio dovuto al differente pattern enzimatico presente.
Altro fattore importante è la sensibilità del VDR, come suddetto.

Vitamina D e Paratormone (PTH)
Il calcitriolo (1.25 OHD) e il paratormone tra di loro hanno una funzione antagonista.
Il PTH è prodotto dalle paratiroidi e interviene nel metabolismo del calcio, favorendo il rilascio del calcio osseo nei fluidi extracellulari nel caso venisse rilevato un tasso di calcio ematico insufficiente.
Insieme a ciò promuove la sintesi di 1.25 OHD a livello renale per aumentare l'assorbimento di calcio a livello renale e intestinale.
A sua volta la vitamina D inibisce la sintesi di PTH per evitare che si crei un circolo vizioso in cui i due ormoni continuino ad essere prodotti senza sosta, causando un cortocircuito nel fondamentale metabolismo del calcio.
Uno dei modi per valutare il corretto dosaggio di vitamina D è verificare che il PTH sia nel corretto range, né alto e né troppo basso.
Altro valore da tenere sotto controllo è la calciuria, che se eccessiva significa che ci troviamo in presenza di una ipercalcemia e rischiamo di intasare i filtri renali, un po' come succede con il calcare nel rubinetto di casa.

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12 Anni 4 Mesi fa #26423 da CMN
Tra i fattori che limitano l'assorbimento della vitamina D - tra tutte le altre cose - c'è anche la contemporanea assunzione di vitamina A "preformata" ovvero retinoidi, nessun problema invece per chi assume solo betacarotene.
Pare che l'interferenza d'assorbimento parta da soli 3000 UI al giorno di vitamina D3.
Questo spiegherebbe perché l'olio di fegato di merluzzo non è così efficace come si potrebbe pensare.

trovato in questo articolo:

www.vitamindwiki.com/GlutenDoctors+on+D3...blems+with+Vitamin+A

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  • Clara
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12 Anni 4 Mesi fa - 12 Anni 4 Mesi fa #26433 da Clara
Risposta da Clara al topic Alte dosi vit.D, una bufala la tossicità?
Da Leonardo Rubini:

Fatelo leggere a quello che suggerisce di togliere la vitamina D a dei malati con autoimmunità perché tanto adesso c'è la bella stagione

NON FARE AGLI ALTRI QUELLO CHE NON VORRESTI FOSSE FATTO A TE (O AI TUOI CARI)
In buona sostanza, è questa la risposta che mi ha dato il Dr. Coimbra quando gli ho chiesto perché non ha mai condotto uno studio randomizzato in doppio cieco per misurare l'efficacia del suo protocollo ad alte dosi di vitamina D. Giudicate voi. P.S.: ancora qualche giorno di pazienza e l'intervista verrà pubblicata con i sottotitoli. E' davvero un lavorone, ma intanto godetevi queste chicche ;-)

"Questa domanda, inerente agli studi in doppio cieco, è molto importante perché non si possono randomizzare errori metabolici. Quello che voglio dire è che se c'è una persona che ha un problema metabolico diagnosticato tramite laboratorio, per esempio una persona con ipotiroidismo (carenza di ormoni della tiroide, che è potenzialmente letale e può provocare danni alla salute della persona se non viene corretta). Altro esempio è il diabete di tipo 1 in bambini che non producono nessuna insulina. Io sono obbligato a correggere questo deficit e devo somministrare insulina. Allora, in queste circostanze, quando il paziente ha un problema metabolico, una carenza, una resistenza acquisita in forma ereditaria in relazione ad un ormone o a una vitamina, io sono obbligato a correggere. Se io non correggo, commetto un errore di negligenza medica. Allora, quando tu stai parlando di uno studio randomizzato in doppio cieco, tu mi stai dicendo che io devo avere un gruppo di pazienti che saranno trattati, per esempio, con elevate dosi di vitamina D e un gruppo di pazienti che riceveranno un placebo; e i medici ed i pazienti coinvolti in questo studio non sono a conoscenza di quali pazienti ricevono la vitamina e quali pazienti ricevono il placebo. Molto bene, io non potrei fare questi studi ai bambini con diabete, per esempio. Mai abbiamo fatto uno studio randomizzato in doppio cieco per sapere se l’insulina è adatta ai bambini con diabete. Mai l'abbiamo fatto e mai lo faremo. La stessa cosa succede con persone che hanno l’ipotiroidismo, perché siamo obbligati a dare una cura. Non sarà mai fatto uno studio randomizzato in doppio cieco dove un gruppo riceverà l’ormone della tiroide e l’altro un placebo. La stessa cosa accade per la carenza di vitamina D. Una carenza di vitamina B12, può provocare una malattia neurologica devastante che distrugge il midollo spinale, quindi non si può lasciare una persona con carenza di vitamina B12, senza trattamento, perché sarei negligente. Non si può lasciare una persona con la pellagra, che ha carenza di niacina (la vitamina B3), perché può causare diarrea, dermatite e anche la morte. Allora, queste persone non si possono lasciare con una carenza. Se io faccio uno studio randomizzato in doppio cieco, sarò negligente con il 50% dei pazienti; il gruppo placebo sarà vittima di negligenza medica. Questo è un concetto molto importante, perché oggi si cerca di dire alla classe medica che qualsiasi risultato pubblicato nella letteratura non deve essere considerato se non è stato il risultato di uno studio randomizzato in doppio cieco. Questo è un grande errore. Persone con carenza di vitamina D o con resistenza agli effetti biologici della vitamina D, per loro questa carenza deve essere corretta e questa resistenza deve essere compensata con dosi più elevate che siano in grado di ridare a questo individuo tutti gli effetti biologici della vitamina D. Allora, non abbiamo nessuno studio randomizzato in doppio cieco e non lo faremo con nessun paziente, perché esistono 2 grandi principi base della pratica medica, che vengono insegnati in tutte le scuole del mondo occidentale. Il primo principio dice di non peggiorare la situazione, non fare male, non agire sul tuo paziente in una forma che peggiori la sua situazione clinica. E il secondo principio dice che il paziente deve ricevere tutti i benefici possibili. Allora, se io lasciassi un paziente con una carenza di vitamina D (sapendo che la vitamina D è un grande immuno-modulatore, la sostanza più potente immuno-modulatrice che esista in natura), un paziente che ha una malattia autoimmunitaria e ha il sistema immunologico non regolato e produce una reazione immunologica aberrante, non fisiologica, chiamata TH17. Se io lascio questo paziente con carenza dell’unica sostanza che selettivamente, in una forma potente, è capace di inibire questa reazione TH17, producendo linfociti regolatori, io sarò negligente nei confronti di questa persona. Allora, io non farò mai uno studio del tipo randomizzato in doppio cieco usando vitamina D e placebo a persone che hanno malattie autoimmunitarie, perché non farei queste cose con mia figlia, con mia moglie e neanche con i miei pazienti." Dr. Cicero Galli Coimbra
Ultima Modifica 12 Anni 4 Mesi fa da Clara.

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