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In un forum che tratta di salute e malattie, può succedere che improvvisamente qualcuno offra la soluzione tanto agognata, via mail o via messaggio privato.
DIFFIDATE sempre, controllate, ricercate e chiedete. Chiedete ad altri foristi se per caso conoscono questo prodotto, chiedete se esistono dei test e delle testimonianze attendibili.
Risolto Probiotici & Prebiotici
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"I probiotici continuano a sorprendere: forse potrebbero andare oltre al benessere intestinale.
Il cosiddetto fegato grasso, termine con il quale si indica la steatosi epatica non alcolica o NAFLD (da Nonalcoholic Fatty Liver Disease), è in aumento esponenziale in tutto il mondo, a causa della bassa qualità del cibo ultraprocessato. L’accumulo di grasso nel fegato e nei visceri, però, predispone a una serie di altre patologie, oltre a quelle del fegato stesso, e va contrastato il più possibile, attraverso la perdita del peso in eccesso.Oltre a questa misura, sempre valida, presto ci potrebbe essere anche una “terapia” basata su alcuni ceppi di probiotici, che in uno studio controllato contro placebo hanno dato buona prova di sé.
Come descritto su Developments in Nutrition , i gastroenterologi della Taipei Medical University su Current hanno deciso di valutare il possibile effetto di un batterio chiamato Bacillus coagulans, già noto per apportare benefici a livello intestinale. A tale scopo, hanno trattato 57 persone con steatosi epatica con una capsula al giorno contenente 1,66 miliardi di unità appunto di spore del bacillo, oppure un placebo, per otto settimane. Quindi hanno verificato il microbiota fecale e, con uno strumento chiamato FibroScan, analizzato la quantità di grasso accumulato dal fegato. Hanno così visto che chi aveva assunto il Bacillus coagulans aveva avuto una riduzione del 5,2% dei grassi epatici, un quantitativo che può sembrare piccolo ma che, in realtà, è difficile da ottenere con altri approcci.Inoltre, hanno notato che la riduzione era particolarmente visibile negli obesi, cioè nelle persone con un indice di massa corporeo superiore a 30. Escludendo poi dai calcoli i grandi obesi, l’efficacia è risultata anche maggiore, con un calo del grasso epatico medio dell’8,7%. In confronto, le persone che avevano assunto un placebo non hanno avuto alcun effetto positivo.Il microbiota intestinalePer quanto riguarda la composizione del microbiota intestinale, l’aggiunta di B. coagulans ha avuto conseguenze anche su altri ceppi benefici, tra i quali i Bifidobacterium, gli Eubacterium, i Sellimonas e le Ruminococcaceae.
Per esempio, i bifidobatteri, che prima del trattamento rappresentavano meno dello 0,002% del totale, dopo erano più dello 0,003%, un aumento molto positivo, perché questi batteri sono grandi produttori di acidi grassi a catena corta come l’acido propionico e l’acido butirrico che, a loro volta, hanno un’azione antinfiammatoria sul fegato, e rallentano l’accumulo dei grassi. Lo stesso si è visto con gli eubatteri, la cui concentrazione è arrivata allo 0,005%, e che a loro volta abbassano le infiammazioni, mentre i Sellomonas aiutano a metabolizzare meglio il glucosio. Un aumento di ruminococchi, poi, è già stato associato a un miglioramento degli indici di infiammazione epatica, ed è quindi anch’esso benefico.Secondo gli autori, tutto ciò fa pensare che una cura a base di probiotici possa diventare presto uno strumento terapeutico da proporre a chi soffre di fegato grasso, essendo efficace, e del tutto priva di effetti collaterali. Ma prima occorreranno studi condotti su un numero più ampio di persone."
(fino a qualche giorno fa era difficile formattare i messaggi perchè toccava rientrare dopo la prima pubblicazione del post e riformattare il tutto, oggi non so perchè non ci sono più nemmeno i vari bold, faccine, ecc.....boh, magari è solo una giornata storta e a breve torna tutto....)
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Meta-Analysis Circulation
2021 Dec 21;144(25):1981-1990. doi: 10.1161/CIRCULATIONAHA.121.055654. Epub 2021 Oct 6.
Effect of Long-Term Marine ɷ-3 Fatty Acids Supplementation on the Risk of Atrial Fibrillation in Randomized Controlled Trials of Cardiovascular Outcomes: A Systematic Review and Meta-Analysis
Baris Gencer 1 2 , Luc Djousse 3 , Omar T Al-Ramady 3 , Nancy R Cook 3 4 , JoAnn E Manson 3 4 , Christine M Albert 5
Affiliations expand
PMID: 34612056 PMCID: PMC9109217 DOI: 10.1161/CIRCULATIONAHA.121.055654
Abstract
Background: Some, but not all, large-scale randomized controlled trials (RCTs) investigating the effects of marine ɷ-3 fatty acids supplementation on cardiovascular outcomes have reported increased risks of atrial fibrillation (AF). The potential reasons for disparate findings may be dose-related.
Methods: The MEDLINE and Embase databases were searched for articles and abstracts published between January 1, 2012, and December 31, 2020, in addition to a meta-analysis of large cardiovascular RCTs published in 2019. RCTs of cardiovascular outcomes of marine ɷ-3 fatty acids that reported results for AF, either as a prespecified outcome, an adverse event, or a cause for hospitalization, with a minimum sample size of 500 patients and a median follow-up of at least 1 year were included. RCTs specifically examining shorter-term effects of ɷ-3 fatty acids on recurrent AF in patients with established AF or postoperative AF were not included. The hazard ratio (HR) for the reported AF outcomes within each trial was meta-analyzed using random effects model with Knapp-Hartung adjustment and evaluated a dose-response relationship with a meta-regression model.
Results: Of 4049 screened records, 7 studies were included in the meta-analysis. Of those, 5 were already detected in a previous meta-analysis of cardiovascular RCTs. Among the 81 210 patients from 7 trials, 58 939 (72.6%) were enrolled in trials testing ≤1 g/d and 22 271 (27.4%) in trials testing >1 g/d of ɷ-3 fatty acids. The mean age was 65 years, and 31 842 (39%) were female. The weighted average follow-up was 4.9 years. In meta-analysis, the use of marine ɷ-3 fatty acid supplements was associated with an increased risk of AF (n=2905; HR, 1.25 [95% CI, 1.07-1.46]; P=0.013). In analyses stratified by dose, the HR was greater in the trials testing >1 g/d (HR, 1.49 [95% CI, 1.04-2.15]; P=0.042) compared with those testing ≤1 g/d (HR, 1.12 [95% CI, 1.03-1.22]; P=0.024; P for interaction <0.001). In meta-regression, the HR for AF increased per 1 g higher dosage of ɷ-3 fatty acids dosage (HR, 1.11 [95% CI, 1.06-1.15]; P=0.001).
Conclusions: In RCTs examining cardiovascular outcomes, marine ɷ-3 supplementation was associated with an increased risk of AF. The risk appeared to be greater in trials testing >1 g/d.
Keywords: atrial fibrillation; clinical trials; dietary supplements; fatty acids, omega-3; meta-analysis.
PubMed Disclaimer
Su "Circulation", una delle più importanti riviste scientifiche al mondo, soprattutto in ambito delle malattie cardiovascolari, si afferma che il consumo di acidi grassi omega-3 o di supplementi a base di omega-3 aumenti il rischio di fibrillazione atriale ossia di alterazione del ritmo cardiaco, tale da accrescere notevolmente la possibilità di contrarre un ictus, definito "embolico", perché a seconda di dove possa giungere questo embolo, gli esiti siano paralisi, afasia, aprasia, finanche morte, se l'embolo, particolarmente grande, sia tale da ostruire un'arteria o più arterie cerebrali che portino il sangue al cervello.
7 studi randomizzati su 81210 soggetti hanno osservato che il consumo di acidi grassi omega-3 o di supplementi a base di omega-3 generi un rischio del 25% più alto di insorgenza di fibrillazione atriale, rischio che sale al 49% se il dosaggio quotidiano sia superiore al grammo.
Nicola yagoo, [05/05/2024 21:44]
Occorre, pertanto, un'indicazione clinica del proprio medico favorevole all'assunzione di omega-3, perché il rischio di sviluppare una fibrillazione atriale può essere del 25-50% più alto e non si sa con certezza perché certi pazienti rafforzino questo rischio.
Si ipotizza che gli acidi grassi eicosapentaenoico (EPA) e docosaesaenoico (DHA), in associazione, siano inglobati nelle membrane cellulari, alterando ciò il movimento in entrata e in uscita degli ioni, soprattutto di calcio, di sodio e di potassio, che modulano il ritmo cardiaco, modificando il potenziale elettrico della cellula cardiaca e promuovendo una pericolosa aritmia che esita nello sviluppo della fibrillazione atriale, con sintomi quali palpitazioni, dispnea, astenia e battito cardiaco irregolare, scompenso cardiaco, formazione di trombi, dovuti al ristagno di sangue negli atri in fibrillazione, con formazione di coaguli che nel livello cerebrale possono dare ictus.
Il Comitato di Valutazione dei Rischi per la Farmacovigilanza dell'EMA, nelle riunioni dal 25 al 28 settembre 2023, ha stabilito che la fibrillazione atriale debba essere inclusa tra gli effetti collaterali dei prodotti a base di omega-3 e ha raccomandato di interrompere l'uso nel caso si manifesti questo effetto.
Quindi, gli EPA e i DHA possono avere effetti protettivi cardiovascolari se asunti in modo appropriato, tuttavia, il rischio di fibrillazione atriale riconosciuto dall'EMA, soprattutto in soggetti già cardiopatici e a dosi superiori al g/die, evidenzia la necessità di utilizzare questi prodotti con prudenza e sotto lo stretto controllo medico.
Domanda di significato:-Il Resoldyn, composto da sostanze naturali derivate dal metabolismo degli acidi grassi omega-3, che assumo da circa un anno per l'infiammazione di cui sai, alla dose di 1 gellula al giorno, può anch'esso provocare danno, sviluppando fibrillazione atriale in soggetto non diabetico o che non abbia subito un infarto o un qualsiasi altro evento cardiovascolare e non faccia uso di antiaggreganti o di anticoagulanti?
Ti preciso che da tre anni a questa parte ossia dal momento dell'insorgenza della neuroinfiammazione la mia tolleranza intestinale all'acido levo-ascorbico sia passata dai 2,5 g/die dello stato di normalità ai 12 g/die del triennio di forte infiammazione, agli attuali 8 g/die, periodo di non ancora completa normalizzazione.
Ti accludo la scheda del Resoldyn, supplemento che mi avevi detto di non conoscere.
Resoldyn, prodotto da Metagenics, è un integratore con Proresolvine naturali da EPA e DHA, adatto durante la gravidanza e l'allattamento al seno ed è:
A base di acidi grassi omega-3 purificati e distillati;
Con elevata concentrazione di SPM* (standardizzati in proresolvine 17-HDHA, 18-HEPE e 14-HDHA);
Senza lattosio e senza glutine.
Indicazioni
Resoldyn di Metagenics è un integratore di acidi grassi omega-3 purificati e distillati, specificamente formulato per raggiungere una elevata concentrazione di SPM (Specialised pro-resolving mediators), standardizzati in proresolvine 17-HDHA, 18-HEPE e 14-HDHA.
A cosa serve
Questo integratore è utile per favorire la risoluzione dei processi infiammatori nel corpo, supportando la salute e il benessere generale.
Caratteristiche
Contiene acidi grassi omega-3 altamente concentrati;
Formulato per raggiungere una elevata concentrazione di SPM, è senza glutine e senza lattosio.
Adatto per
Adatto per l'allattamento al seno e durante la gravidanza.
Destinazione d'uso
E' destinato a persone che desiderano supportare la risoluzione dei processi infiammatori nel corpo attraverso l'integrazione di acidi grassi omega-3 altamente concentrati.
Modalità d'uso
Si consiglia l'assunzione di 1 gellula al giorno o secondo raccomandazione del medico.
Ingredienti
Olio di pesce, gelatina, glicerolo; antiagglomerante: silice; antiossidante: estratto ricco di tocoferolo.
Caratteristiche nutrizionali
Contenuti medi Per gellula
Olio di pesce, di cui: acidi grassi omega3 EPA-DHA 500mg 337,5mg 100mg 162,5mg
Nicola yagoo, [05/05/2024 21:44]
SPM17-HDHA18-HEPE14-HDHA 120mcg 112,5mcg 55mcg
Altri Ingredienti
Gelatina, Glicerolo, Silice, Tocoferoli naturali.
Avvertenze
Non superare la dose giornaliera consigliata;
Non utilizzare in gravidanza senza consultare un medico;
Non utilizzare per periodi prolungati senza consultare un medico;
Tenere fuori dalla portata dei bambini al di sotto dei 3 anni;
Gli integratori non vanno intesi come sostituti di una dieta varia ed equilibrata e di uno stile di vita sano.
Formato
Confezione contenente 60 gellule.
Volevo renderti edotto su questa questione che credo tu conosca, nel dubbio ho preferito dettagliartela, in modo che anche sul Forum si sappia di questo rapporto tra Omega-3 e fibrillazione atriale.
Non appena avrò una risposta dal mio "valorosissimo" medico, te ne renderò partecipe.
Nel dubbio, ho momentaneamente sospeso il supplemento che assumevo da un anno.
Ne approfitto per porgerti il mio affettuosissimo saluto, Raffaele.
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Circolazione della meta-analisi
21 dicembre 2021;144(25):1981-1990. doi: 10.1161/CIRCOLAZIONEAHA.121.055654. Epub 2021 ottobre 6.
Effetto della supplementazione a lungo termine di acidi grassi marini ɷ-3 sul rischio di fibrillazione atriale in studi randomizzati e controllati sugli esiti cardiovascolari: una revisione sistematica e una meta-analisi
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Le affiliazioni si espandono
PMID: 34612056 PMCID: PMC9109217 DOI: 10.1161/CIRCULATIONAHA.121.055654
Astratto
Background: alcuni, ma non tutti, studi randomizzati e controllati (RCT) su larga scala che studiano gli effetti dell'integrazione di acidi grassi marini ɷ-3 sugli esiti cardiovascolari hanno riportato un aumento del rischio di fibrillazione atriale (FA). Le potenziali ragioni di risultati disparati possono essere correlate alla dose.
Metodi: nei database MEDLINE ed Embase sono stati ricercati articoli e abstract pubblicati tra il 1 gennaio 2012 e il 31 dicembre 2020, oltre a una meta-analisi di ampi studi randomizzati cardiovascolari pubblicati nel 2019. RCT sugli esiti cardiovascolari dell'ɷ-3 marino sono stati inclusi gli acidi grassi che hanno riportato risultati per la fibrillazione atriale, sia come esito prespecificato, un evento avverso, o una causa di ospedalizzazione, con un campione minimo di 500 pazienti e un follow-up mediano di almeno 1 anno. Non sono stati inclusi studi randomizzati che esaminavano specificamente gli effetti a breve termine degli acidi grassi ɷ-3 sulla fibrillazione atriale ricorrente in pazienti con fibrillazione atriale conclamata o fibrillazione atriale postoperatoria. L'hazard ratio (HR) per gli esiti della FA riportati in ciascuno studio è stato meta-analizzato utilizzando un modello a effetti casuali con aggiustamento di Knapp-Hartung e valutato una relazione dose-risposta con un modello di meta-regressione.
Risultati: dei 4.049 record esaminati, 7 studi sono stati inclusi nella meta-analisi. Di questi, 5 erano già stati rilevati in una precedente meta-analisi di studi randomizzati cardiovascolari. Tra gli 81.210 pazienti provenienti da 7 studi, 58.939 (72,6%) sono stati arruolati in studi che testavano ≤1 g/giorno e 22.271 (27,4%) in studi che testavano >1 g/giorno di acidi grassi ɷ-3. L'età media era di 65 anni e 31.842 (39%) erano donne. Il follow-up medio ponderato è stato di 4,9 anni. Nella meta-analisi, l'uso di integratori di acidi grassi marini ɷ-3 è stato associato a un aumento del rischio di fibrillazione atriale (n = 2905; HR, 1,25 [IC 95%, 1,07-1,46]; P = 0,013). Nelle analisi stratificate per dose, l’HR era maggiore negli studi che testavano >1 g/giorno (HR, 1,49 [IC 95%, 1,04-2,15]; P=0,042) rispetto a quelli che testavano ≤ 1 g/giorno (HR, 1,12 [IC al 95%, 1,03-1,22]; P=0,024; Nella meta-regressione, l'HR per la fibrillazione atriale è aumentato per 1 g di dosaggio più elevato di dosaggio di acidi grassi ɷ-3 (HR, 1,11 [IC al 95%, 1,06-1,15]; P = 0,001).
Conclusioni: negli studi randomizzati che esaminavano gli esiti cardiovascolari, l'integrazione di ɷ-3 marini è stata associata ad un aumento del rischio di fibrillazione atriale. Il rischio sembrava essere maggiore negli studi che testavano >1 g/giorno.
Parole chiave: fibrillazione atriale; test clinici; supplementi dietetici; acidi grassi, omega-3; meta-analisi.
Io ho smesso di prenderli
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a cicli assumo i fermenti della Probivia da voi consigliati e devo dire che mi trovo bene.
Volevo chiedere se qualcuno conosce questi prodotti oppune che ne pensa:
kijimea.it/products/kijimea-colon-irritabile-pro
www.farmaciabalducci.it/shop/stomaco-e-intestino/balducci-n-72/
Il secondo non sono probiotici, ma mi interessava la vostra opinionne.
Grazie
Marco
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