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Il filosofo Feuerbach asseriva che noi siamo quello che mangiamo (e quello che beviamo), quindi, vi sono cibi che ammalano e cibi che guariscono. Una corretta alimentazione è la base per un sano vivere.
Domanda Come e perché consumare i semi e l’olio di lino
- B612
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- Elit Utente
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Sono sempre più numerosi gli studi e le osservazioni che mettono in luce i benefici legati al consumo dei semi di lino, fonte eccezionale di lignani, potenti anticancerogeni e di acido alfa-linolenico, un acido grasso essenziale della famiglia degli omega-3 di cui la dieta dell’uomo moderno è sempre più povera.
Più esattamente, in tutti i paesi industrializzati oggi si assiste a uno squilibrio tra gli acidi grassi omega-6, assunti generalmente in quantità eccessive, e gli omega-3, sempre meno presenti. Uno squilibrio che interessa spesso anche chi segue una dieta vegetariana o vegan.
Pertanto il consumo eccessivo di cibi ricchi in acidi grassi omega-6 può compromettere la capacità dell’organismo di utilizzare al meglio l’acido alfalinolenico, con effetti negativi per lo stato di salute.
Sono numerose le ricerche che evidenziano come i livelli di acidi grassi essenziali e l’equilibrio tra essi giochino un ruolo fondamentale non solo nella crescita e nello sviluppo,ma anche nella prevenzione e nel trattamento di numerose patologie, come quelle coronariche, ipertensione, diabete mellito di tipo II, artrite e altri disordini immunitari ed infiammatori, e di diverse forme di cancro.
Per questo motivo, gli studiosi utilizzano il rapporto tra acidi grassi omega-6 e omega-3 (omega-6:omega-3), per valutare l’equilibrio tra gli acidi grassi essenziali nella dieta. Rapporto che in genere è attestato tra 14:1 e 20:1, contro un rapporto raccomandato che dobrebbe essere compreso tra 5:1 e 10:1.
>> Limitare l’assunzione di grassi saturi e idrogenati. Gli acidi grassi idrogenati derivano primariamente da oli vegetali idrogenati che hanno la capacità di interferire con la conversione dell’acido alfa-linolenico in DHA, oltre a aumentare il rischio di patologie degenerative.
I grassi idrogenati sono abbondanti in merendine, margarine idrogenate, cibi elaborati che contengono oli vegetali idrogenati e parzialmente idrogenati (crackers, biscotti, torte, pasticcini,
cibi economici surgelati, snack) e cibi da fast food (gli oli idrogenati sono usati per friggere in profondità).
Nelle diete vegetariane le fonti primarie di grassi saturi sono i latticini e le uova, mentre le diete vegane contengono basse quantità di grassi saturi a meno che non vi sia un forte consumo di oli tropicali.
>> Consumare grassimonoinsaturi come grassi principali nella propria alimentazione. I grassi monoinsaturi dovrebbero rappresentare la maggior parte dei grassi nella dieta, dato che hanno dimostrato di avere un effetto neutro o positivo per la salute. Inoltre incrementare i grassi monoinsaturi nella dieta aiuta a limitare l’assunzione di grassi saturi, grassi idrogenati ed omega-6. L’olio d’oliva (77% di grassi monoinsaturi) e/o l’olio di canola (58% di grassi monoinsaturi) sono gli oli da preferire. Avocado, olive, nocciole, pistacchi,mandorle, noci macadamia, noccioline e pecan sono pure ottime fonti di grassi monoinsaturi.
Questi cibi forniscono anche vitamine, minerali, sostanze fitochimiche e fibre e, se usati con moderazione, sono un ottimo complemento nelle diete vegetariane.
>> Limitare l’assunzione di oli vegetali ricchi di omega-6. Ridurre al minimo l’uso di oli ricchi in omega-6 (olio di semi dimais, di girasole, di cartamo, di cotone) è il modo più facile per mantenere l’acido linoleico a livelli accettabili.
Margarine e maionese che sono fatti con questi oli dovrebbero essere assunti in quantità limitata. L’olio di soia e di noci sono anch’essi ricchi di omega-6, ma il loro contenuto di omega-6 è parzialmente compensato da un buon contenuto di omega-3.
>> Includere una fonte di acidi grassi omega-3 nella dieta quotidiana. Per ottenere quantità sufficienti di omega-3 in una dieta vegetariana devono essere inserite nell’alimentazione di tutti i giorni delle buone fonti vegetali di questo nutriente. Se consideriamo un fabbisogno calorico giornaliero di 2000 Kcal, di cui il 5% fornito da acidi grassi poliinsaturi con un rapporto tra omega-6 e omega-3 pari a 4:1, una persona necessiterebbe di 8,9 g di omega-6 e 2,2 g di omega-3. Tali quantitativi sono assicurati senza difficoltà dal consumo di alimenti a base di grano integrale e di soia. Più difficile per i vegetariani assicurarsi 2,2 g di acidi grassi omega-3 se non ricorrendo alla fonte più ricca di acido alfa-linolenico: l’olio di lino (57% omega-3, 15% omega-6). Purtroppo si tratta di un olio altamente insaturo e pertanto viene facilmente danneggiato dalla luce, dal calore e dall’aria. Per questo motivo deve essere conservato in frigorifero e consumato entro 8 settimane dall’apertura della confezione.
L’olio non usato entro quella data dovrebbe essere congelato. In questo modo può durare fino ad un anno; mentre l’olio di lino rancido ha un odore sgradevole e deve essere eliminato. L’olio di lino non deve mai essere esposto al calore diretto e quindi non deve essere usato per cucinare. È bene utilizzarlo come condimento per insalate o cereali, minestre, salse, patate, verdure.
Di più lunga durata sono i semi di lino, protetti da un duro rivestimento esterno che si possono conservare per molti mesi nella dispensa, ma proprio grazie a questo duro rivestimento e alla piccola dimensione, quando vengono ingeriti arrivano per lo più intatti nel sistema digerente, pertanto per utilizzare al meglio le loro proprietà nutrizionali è necessario frantumarli. Una volta che i semi di lino sono stati macinati essi irrancidiscono rapidamente e devono essere conservati in frigorifero o nel congelatore.
I semi triturati si possono utilizzare per arricchire insalate, cereali e pietanze di tutti i tipi, ma senza esagerare perché assorbono acqua per 5 o 6 volte il loro peso e quindi è importante bere molti liquidi.
Inoltre, i semi crudi, ma non l’olio, contengono dei glucosidi cianogeni che sono convertiti nell’organismo in tiocianati. Queste sostanze possono interferire con l’utilizzo di Iodio da parte della tiroide e aumentare il rischio di gozzo. Pertanto si consiglia di limitarne il consumo a 3-4 cucchiai al giorno. Il calore inattiva i glucosidi cianogeni e pertanto ci sono meno problemi quando i semi sono consumati cotti.
Fonte: I segreti dei semi di lino, Terra Nuova (D. Sapino)
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- yagoo40
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E' preferibile, fra gli altri, l'olio di semi di lino spremuto a freddo che troviamo già nel banco frigo
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- soani
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Ora invece sn +confusa che mai
La frutta secca e ricca in monoinsaturi ed e una cosa che mangio (senza esagerare)ma quotidianamente..ora vengo a sapere che contiene aflatossine..
Il pesce anche fa parte della mia alim.,poi,xo..acidifica l organismo,qnd,piu di 90grammi a settimana non va bene!!
Il the verde(a cui nn voglio rinunciare),acidifica l organismo...
Forse la moderazione e la chiave di tutto???????? Nn lo so piu.... :pinch:
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- soani
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- Beppe
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Come ho spiegato nell'altro forum, molti oli vegetali, tranne l'olio di germe di grano e qualche altro, presentano un bilancio negativo tra E e polinsaturi
questo porta non solo ad un irrancidimento nel corpo (la protezione nel corpo si deve fare con un antiossidante completo non solo con la E), ma a SOTTRARRE LA VITAMINA E ALLE NOSTRE GIA' MISERE RISERVE
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- Beppe
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moderazione e sinergia
la sinergia in fitoterapia serve proprio ad attenuare possibili effetti secondari di alcune piante assunte da sole ad alte dosi
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