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Domanda Dell’infiammazione e dei polifenoli
- Raffaele/Michelangelo
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Sapete sicuramente che tutte le volte in cui assumiamo del maqui*, dell’olio extra vergine d’oliva, un buon sorso di vino rosso, del the verde o sbocconcelliamo una mela o … immettiamo nel nostro organismo delle buone fonti di polifenoli.
Questi preziosissimi polifenoli oltre che poderosi antiossidanti (sostanze che inibiscono o ritardano il processo di ossidazione di altre sostanze degradabili) sono innanzitutto in grado di osteggiare l’infiammazione a livello cellulare.
Bene: siffatta infiammazione, se non arrestata, pur non essendo una vera e propria patologia, andrebbe a innescare una pericolosa azione cellulare, la quale potrebbe poi esitare in un deterioramento lesivo anche delle più “vitali operazioni” del nostro corpo.
I polifenoli sono molecole generate dai vegetali, di differente conformazione chimica tra di loro a seconda delle specifiche mansioni da espletare.
Così, per es., gli antociani (o antocianine) sono gli “addetti” alla pigmentazione e alla vivida tinta delle varie specie vegetali, sì da proteggerle dalle radiazioni ultraviolette e da “sedurre” gli eventuali impollinatori di turno; le fitoalessine esercitano un’attività antimicotica, in modo da proteggere la pianta dai germi infettivi; la lignina è presente nella conformazione protettiva della corteccia; …
Ma nell’essere umano, dissimile da qualunque essere appartenente al regno vegetale, i polifenoli esercitano un ruolo così sensazionale da lasciare di stucco finanche gli stessi addetti ai lavori (studiosi, scienziati, …).
Procediamo con ordine.
Si è potuto osservare quanto i polifenoli siano estremamente versatili.
Nell’infiammazione cellulare, non quella, tanto per essere chiari, cui spesso facciamo riferimento “del semplice mal di gola o anche del bruciore, dell’irritazione, del gonfiore o del dolore o …” ma quella ben più sordida che va a consolidarsi nel tempo a carico di un qualsiasi organo del nostro corpo che, intendiamoci, se tenuta a bada, non è ancora patologica ma la cui silente azione opera ben più in profondità proprio in quelle cellule che compongono i nostri stessi tessuti e poi nei tessuti che compongono i nostri stessi organi , … , s’instaura, come dire, una modificazione dell’assetto fisiologico che solo entro certi limiti, quale risposta, a es., a certi traumi esogeni (germi patogeni, ferite, …), può essere accettabile, giustificabile ossia un modo di “mettere in azione la reazione immunologica”.
Sto dicendo che sebbene nel suo stadio primordiale l’infiammazione si possa considerare un valoroso cobelligerante, lasciandola spingere troppo oltre, essa potrebbe convertirsi nel più crudele e implacabile detrattore.
In pratica, se ci diamo alle "crapulenze" e non siamo morigerati nella nostra condotta di vita, vivendo “come se morissimo il giorno dopo” o come fanno spesso i giovani, avvezzi sempre più all’alcool, alle droghe e alle scorrette diete, beh!-in questo caso, stiamone pur certi, salirà sempre più l’infiammazione nel nostro livello cellulare che, oltrepassando l’endogeno limite naturale delle nostre cellule, assesterà devastanti contraccolpi sul nostro meraviglioso bilanciamento biochimico, quello garante del nostro stesso stato di salute.
Ma non siamo ancora nell’irreversibilità, nel non ritorno: le nostre analisi, se abbiamo l’avvedutezza di farle sistematicamente (attenzione: tutto s’instaura in modo silenzioso e non avvertiamo alcun disturbo!-ecco, la minaccia!!!) si riveleranno in molte voci completamente al di fuori del range della normalità.
A questo punto, se non s’interviene, nell’endogeno livello cellulare esplode il disordine ossia si determinano fenomeni chimici che anziché essere interattivi tra di loro saranno antitetici.
Un’autentica “deflagrazione atomica” al nostro interno ma silenziosa e noi che, inconsapevoli, riteniamo di essere in salute!!!
Col trascorrere degli anni, questa sordida infiammazione cellulare esiterà nella non funzionalità e nella malattia dei nostri organi interni.
Sapete che parecchie proteine coinvolte nello stato infiammatorio del livello cellulare derivano dal nostro patrimonio genetico ossia sono create mediante precisi comandi del nostro DNA?
E che variare questi precisi comandi non sia realizzabile, perché sono memorie genetiche indelebili?
E allora?
Tranquilli, Amici!
Possiamo intervenire, anziché sui geni, sulla loro espressione, agevolmente orientata sia dalla nostra corretta dieta sia dalla nostra adeguata supplementazione sia dal nostro sano tenore di vita.
Per esempio, è conosciuto che i grassi saturi dei prodotti finiti, delle carni trasformate, degli snack e degli oli idrogenati o gli zuccheri (non quelli della frutta, se i grassi stiano al di sotto del 10%-15% del proprio fabbisogno calorico totale quotidiano) promuovano l’espressione di geni pro-infiammatori.
Diversamente, gli acidi grassi essenziali polinsaturi Omega 3 e i polifenoli esplicano un’azione di declassamento dell’espressione che i geni codificano per le proteine pro-infiammatorie.
Ma la cosa stupefacente risiede nel fatto, per come anche confermino certe attuali ricerche, nonché la mia personale esperienza, è che i polifenoli possano in tempo record variare l’infiammazione cellulare, ri-edificando, giorno dopo giorno, alimento dopo alimento, la nostra biochimica nel livello cellulare.
Non solo: ricordate quando all’inizio scrissi che i polifenoli sono estremamente versatili?
Il nostro corpo per vivere ha bisogno di energia.
Essa la ricaviamo attraverso il cibo, ossia dalla generazione e dalla reciproca scambievolezza di 2 molecole straordinarie, ATP (adenosina trifosfato) e AMP (adenosina monofosfato), le quali sono sempre operative nell’intracellulare per svolgere i processi di ricambio.
Guai, se l’interscambio tra queste due molecole dovesse guastarsi!
E quanto ciò sia vitale, lo conferma un enzima, AMPK (AMPChinasi), una sorta di “luce rossa” o, se preferite, di “recettore sensoriale cellulare”, che si “accende” quando le “scorte di carburante” sono “in rosso”.
Una volta attivato il segnale di pericolo, l’AMPK favorisce lo sviluppo di nuovi mitocondri, agevola l’elaborazione di “carburante” dai lipidi, diminuisce la sintesi di colesterolo, ottimizza la circolazione sanguigna, mansioni talmente “vitali” da essersi guadagnato l’appellativo di “enzima della vita”.
Le nostre forze sono direttamente proporzionali alla validità dell’AMPK, la cui “messa in opera” dipende anche dal movimento o dall’attività fisica che riusciamo a fare, circostanziata anche all’età che abbiamo.
C’è da aggiungere che il trascorrere degli anni, una condotta di vita sregolata e con poco movimento, una scorretta alimentazione declassino molto l’attività di questo enzima, con la ripercussione di sentirci “scarichi”, privi di linfa vitale, di energia.
Ma … udite, udite: i polifenoli, secondo alcuni recenti studi, pare abbiano la possibilità di “mettere in azione” l’AMPK!
Ma dove si trovano i polifenoli e come si comportano al nostro interno?
Queste fantastiche molecole abbondano nella frutta, nei frutti di bosco (fragole, lamponi, mirtilli, ribes).
Ma il frutto con il principale raggruppamento di antocianine è il maqui (matura naturalmente al largo delle coste cilene), il quale ha un ORAC (Oxigen Radicals Absorbance Capacity), cioè una “Capacità di Assorbimento dei Radicali dell’Ossigeno”, espressa in (micromoli di Trolox Equivalenti) μmol TE/100 g di frutto di 28.200 e figura al 1° posto, con la mora che è al 2° posto e ne ha 19.220 e il mirtillo (non quello rosso americano) che è al 6° posto e ne ha 4.669.
Relativamente al mondo dei vegetali, potremmo considerare i polifenoli le molecole chimiche del loro S.I., le quali sono fabbricate per proteggersi dai fattori ambientali logoranti come i miceti, i batteri patogeni, le radiazioni solari, …
Diversamente, per l’uomo e per il regno animale, essi sono materiali estranei alla propria biochimica endogena che tuttavia sono ingeriti abbastanza frequentemente, direi giornalmente, innescando così tutti quei processi antinfiammatori che tanto beneficio arrecano all’organismo.
Sono, per dirla con il medico e neuroscienziato G. Scapagnini, “antiossidanti in vitro”, i quali, una volta assunti, risultano assai più che sostanze “anti radicali liberi”, dato che nel livello cellulare mettono in azione una poderosa reazione protettiva e di restauro, informando il livello cellulare di fabbricare sostanze antiossidanti per salvaguardarsi dallo stato infiammatorio che, nel caso in cui non vi sia, rende addirittura le cellule delle “ultracellule”.
Per es., il sistema modulato dal fattore di trascrizione Nrf2 e dalla sua proteina soppressore Keap 1, quando percepisce la presenza di una molecola di polifenolo, fa sì che Nrf2 entri nel nucleo e stimoli la formazione di tutte le barriere protettive e di purificazione dell’ambiente endocellulare.
Straordinario meccanismo di salvezza!!!
L’esposizione alle radiazioni solari e l’esercizio sportivo, per es., contribuiscono alla formazione di pericolosi ossidanti che portano le cellule a innescare un processo di protezione, quale reazione a una condizione di minaccia per l’organismo.
In presenza di polifenoli, questo adeguamento avviene a priori, pur non ravvisandosi alcuna situazione di pericolo all’interno del nostro corpo.
Nessuno pensi adesso ai polifenoli come a un incanto capace di imprigionarci nell’età che abbiamo o rallentare lo scorrere del tempo, questo assolutamente no.
Tuttavia, il loro essere potenti antiossidanti fa sì che ci aiutino a diminuire l’infiammazione, se cronica, e a tenere sempre in forma il nostro S.I., proteggendo le nostre cellule, i nostri tessuti, i nostri organi, i nostri apparati: per cui “in questo senso”, beh, ci “rinverdiscono”, altro che!!!-andando a operare precauzionalmente sui processi di degradazione che si collegano all’usura del trascorrere del tempo e quindi alla senilità.
L’assumere polifenoli, voglio dire, consente alle nostre, adesso possiamo dirlo, “super-cellule” di osteggiare quegli ordinari attacchi di certe snervanti, giornaliere situazioni (malattia, famiglia, lavoro, rapporti interpersonali, inquinamento dell’aria, dell’acqua, del suolo, …).
Sapete che nelle malattie croniche quali, per es., la demenza senile di tipo Alzheimer oppure il diabete, il fattore di trascrizione Nrf2, cui prima facevo riferimento, declassi considerevolmente?
Ciò, ovviamente, conduce la cellula ad avere una minore idoneità di adeguamento alle situazioni stressanti, confinandola in un permanente stato infiammatorio le cui conseguenze nel tempo saranno inesorabilmente ferali.
In tal senso, ben vengano dunque i polifenoli, i quali sono nella possibilità di premere l’interruttore relativo, come scrivevo sopra, alla “messa in azione di una poderosa reazione protettiva e di restauro”, a salvaguardia dello stato infiammatorio cellulare e di mettere in azione le proteine Sir2 (sirtuine**), ossia una classe di proteine che possiedono attività enzimatica, come istone deacetilasi o mono-ribosiltransferasi, che modulano il ricambio energetico, stimolando la biogenesi dei mitocondri e promuovendo l’attività dei complessi della respirazione cellulare.
Questa maggiore disponibilità energetica riattiva sia i meccanismi di riparazione delle strutture cellulari, declassati da una protratta condizione di stress ossidativo, sia la risposta immunitaria.
Un vero e proprio “rinnovamento”, quasi una “rinascita” del nostro organismo!
Le sirtuine mediano non solo l’omeostasi energetica, le risposte allo stress e i processi d’invecchiamento ma anche la riparazione del DNA (un’ “avaria” a tale livello, pur non trasferibile ai figli nel concepimento, è il guaio peggiore che lo stress ossidativo possa infliggere e probabilmente l’inizio di una patologia cronica o di una neoplasia), la degenerazione degli assoni neuronali, l’apoptosi, la gluconeogènesi (produzione di glucosio), il metabolismo dei lipidi.
Molti polifenoli, per es. quelli del succo di melograna, non sono solo potenti antiossidanti capaci di osteggiare lo stress ossidativo particolarmente nel livello delle LDL (lipoproteine a bassa densità) e dei macrofagi ma anche nella possibilità d’inibire il “nuclear factor kappa-light-chain-enhancer of activated B cells" (fattore di trascrizione cellulare NF-kB), responsabile dell’avvio di una cascata infiammatoria nell’endotelio vascolare.
Micidiale, dunque, vitale l’interscambio tra le cellule del corpo umano e i polifenoli.
Si possono enumerare oltre 4000 polifenoli: la sottoclasse delle delfinidine mostra eccellenti applicazioni sia nella sua messa in opera nei confronti del NF-kB sia nell’innescare un enzima molto importante quale quello della AMP Chinasi (AMPK).
Nel selezionare un estratto, un prodotto a base di polifenoli, dobbiamo puntare sulla concentrazione dei polifenoli stessi: il vino rosso, per meglio esplicitare il concetto, contiene delfinidine ma in una capsula di estratto purificato di maqui vi è una concentrazione tale di esse equivalente, pensate un po’, a mezzo migliaio di bicchieri di vino rosso.
Un po’ come pensare che la vitamina C della frutta sia sufficiente a coprire il fabbisogno della Tolleranza Intestinale all’acido levo-ascorbico, anche se esso fosse di soli 2 g/die!
Non possiamo decidere di modificare il nostro patrimonio genetico, ma possiamo interagire sull’espressione genica, ossia sui geni pro-infiammatori che esitano nel tempo nelle patologie croniche e nella senilità, inserendo nella nostra dieta i polifenoli e gli acidi grassi omega-3***.
Note
* Leggi “machì”, bacca dolciastra, gustosa, non reperibile alle nostre latitudini.
** Ogni cellula può essere vulnerabile, subire una variante in grado di ledere il suo DNA con serie ripercussioni su tutto il corpo.
La difesa e il risanamento del patrimonio genetico sono in strettissimo rapporto con la funzione dei polifenoli, i quali innescano tutti quei processi di bonifica di eccellenza, quando si vanno a premere quei pulsanti (Nrf2, sirtuine) sopra relazionati.
Le sirtuine si mettono in azione con la limitazione energetica (riduzione delle calorie) e conferiscono una superiore longevità alle cellule, non dal punto di vista genetico, ovviamente, ma per il semplice motivo che la cellula, attraverso la loro opera, si “resetta”, ritorna allo stato iniziale, quello di prima dell’infiammazione, quindi ottimale e al massimo della sua totipotenza.
*** Se consideriamo che 1/6 della nostra massa encefalica è composto da acidi grassi omega-3, ne intuiamo subito la loro rilevanza.
Essi sono in grado di evitare i processi infiammatori a carico delle membrane cellulari e di far cessare l’infiammazione, pur essendo fortemente ossidabili.
Ecco, allora, che la contemporanea assunzione di polifenoli (potenti antiossidanti) e di acidi grassi omega-3 si rivela un “binomio fantastico” per prevenire e combattere l’infiammazione.
Raffaele
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"possiamo interagire sull’espressione genica, ossia sui geni pro-infiammatori che esitano nel tempo nelle patologie croniche e nella senilità, inserendo nella nostra dieta i polifenoli e gli acidi grassi omega-3***."
In che quantità bisognerebbe assumerli? In quanto all'estratto di maqui esiste qualche prodotto di sicura qualità?
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feuxdartifice ha scritto: Dopo aver letto questo chiarissimo articolo di Raffaele il mio pensiero è corso subito al dott Jonas Elia che da almeno 30 anni sostiene che il corpo si ammala perché è infiammato. Nota la sua introduzione nell'uso quotidiano dell'olio di semi di canapa ricco di omega 3 e 6, come eccellente antinfiammatorio.
"possiamo interagire sull’espressione genica, ossia sui geni pro-infiammatori che esitano nel tempo nelle patologie croniche e nella senilità, inserendo nella nostra dieta i polifenoli e gli acidi grassi omega-3***."
In che quantità bisognerebbe assumerli? In quanto all'estratto di maqui esiste qualche prodotto di sicura qualità?
Non solo il dr Jonas sostiene che l'infiammazione organica e' la fonte di moltissimi problemi..
Il Maqui va cercato con i seguenti requisiti:
-organic
-raw
-cold processed
Inoltre deve esserci il Maqui e NIENT'ALTRO!
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- Raffaele/Michelangelo
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E' succo puro al 100%, senza conservanti, coloranti, senza aggiunta di acqua o altri succhi.
Disponibile in bottiglia di vetro opaco da 500ml.
Il costo è di 30,60 €.
Se ne assumono dai 15 ml ai 45 ml durante la giornata, puro o diluito in acqua.
A esso conviene associare l’olio di pesce canadese A-M B-Well™ Omega-3 PGFO.
Totale calorie 10
Calorie da grassi 10
Grassi saturi
0 g
Grassi polinsaturi
1 g
Grassi monoinsaturi
< 0,5 g
Vitamina E naturale (tocoferoli misti)
10 u.i.
Olio di pesce concentrato (da sardine, acciughe
e sgombri della migliore qualità provenienti
dall'Oceano Pacifico)
1065 mg
Acidi grassi Omega 3 (TG)
600 mg
EPA (acido eicosapentaenoico)
400 mg
DHA (acido docosoesanoico)
200 mg
Altri ingredienti:
Gelatina (collagene), glicerolo di origine vegetale, acqua purificata.
Percentuale totale Omega-3
60%
Non contiene conservanti, lievito, glutine, amido, lattosio, sodio, zucchero, coloranti od aromi artificiali.
Raffaele
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Si può prenotarlo on-line o farlo arrivare tramite la farmacia.
Ne occorre 1 capsula al giorno, come dose di mantenimento.
1 flacone da 45 cp. costa 17.85 €;
7 flaconi da 45 cp. costano 16.07 € l’uno ossia 112.49 € (-10%);
27 flaconi da 45 cp. costano 13.40 € l’uno ossia 361.80 € (-20%).
Salvo eventuali ulteriori promozioni.
Raffaele
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Lo uso e garantisco l'efficacia. Stranamente,il terzo ed ultimo omega garantito IFOS presente sul mercato italiano,cioè' quelli di Barry Sears,non mi ha fatto nulla.
Francesco
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