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Sulla Candida

Scritto da Raffaele. Postato in Salute & Benessere

Sulla candida

Primo post

Fin da quando veniamo alla luce, siamo, come dire, "affogati in un mare di batteri", coi quali instauriamo quotidianamente una speciale "simbiosi mutualistica" con reciproco vantaggio.

Essi sono i nostri buoni "colonizzatori" (figurano dappertutto!) e non ci arrecano negative ripercussioni, tanto meno patologie, almeno fintanto che non li bistrattiamo.


Esistono in un soggetto in buono stato di salute, figuriamoci, più di quattrocento diverse specie di germi nel livello enterico, una specie di coinquilini dediti per lo più a determinate funzioni fisiologiche (degradazione dei pigmenti biliari, produzione di certe vitamine, quali quelle del complesso B, B1 e B6, e della vitamina K, arresto della troppa proliferazione di funghi e di lieviti) e alla corretta trasmissione immunologica (sollecitazione dei recettori dislocati sulla parete enterica).

Essi costituiscono il nostro S.I., un complicato baluardo il cui scopo è quello di custodire tutto il corpo dallo assalto dei germi patogeni.

Allo scopo, uno dei sistemi più efficaci è quello leucocitario (GB=globuli bianchi), finalizzato allo annientamento dei germi patogeni, che necessita d'importanti nutrienti, quali la vit. A, la Tiamina o Aneurina (B1), la Riboflavina (B2), la Niacina (B3), l'Acido Pantotenico (B5), la B6, la B12, oltre che il perfetto bilanciamento dei minerali e degli aminoacidi, perché l'assenza anche di uno soltanto di questi elementi declasserebbe la fabbricazione leucocitaria con serie ripercussioni a livello protettivo, dato che i GB producono particolari proteine, chiamate anticorpi, ossia delle molecole composte da sequenze di aminoacidi che recingono i germi patogeni, li identificano e ne consentono l'assimilazione da parte degli stessi leucociti.

Quando un germe patogeno s'insedia nel nostro corpo, sono i GB a produrre gli anticorpi specifici, ma la condizione imprescindibile per poterlo fare è che vi siano tutte le vitamine, i minerali, gli aminoacidi, gli enzimi, gli oligoelementi indispensabili e disponibili per la loro fabbricazione.

Alla luce di ciò, risulta chiaro come le patologie infettive siano non tanto un trionfo del germe patogeno quanto piuttosto un declassamento delle protezioni immunologiche, le quali non consentono la produzione da parte dei leucociti di quegli anticorpi specifici, cui prima facevo riferimento.

Tali declassamenti a livello immunologico sono per la maggior parte attribuibili a una dieta insufficiente nello immettere quelle determinate, utili sostanze nutrizionali, l'assenza anche di una sola delle quali esiterebbe in una non specifica fabbricazione anticorpale e pertanto nel trionfo del germe patogeno, causa della infezione.

I funghi, arcaica forma di esistenza, quali parassiti del livello enterico, sono in grado di produrre, escludendo i degenti in situazioni critiche, le più disparate infezioni (bocca, pelle, vagina, ...).

Viviamo, infatti, in un'epoca in cui la ingestione di cibo spazzatura, di coloranti, di additivi, di conservanti, di pesticidi, di fungicidi, di diserbanti, di anabolizzanti, di zucchero, e poi ancora l'abuso di alcolici, di sostanze stupefacenti, di medicinali, di anticoncezionali, l'inquinamento dell'aria, dell'acqua, del suolo stanno sortendo un'autentica metamorfosi del nostro S.I. e quindi del nostro stato di salute, messo a dura prova da un esercito di aggressivi microrganismi (batteri, funghi, lieviti, protozoi, virus).

In situazioni ottimali (giusta temperatura-adeguato apporto dietetico), da un individuale lievito come la candida, in un tempo anche record, si perviene a una milionaria replicazione!!!

Mantenendo integro il nostro livello enterico, rafforziamo il nostro S.I., dotandolo delle necessarie competenze e dei microrganismi cobelligeranti, utili a sgominare "gli innumerevoli agguati" che la vita, giorno dopo giorno, "ci tende".

Stiamo bene attenti, dunque: se i funghi e i lieviti prenderanno il sopravvento, infestandoci "a macchia di olio", allora, potremo dire addio alla nostra buona, preziosa salute.

Ma vediamo di comprendere meglio.

Alla progenie dei funghi si possono ascrivere sia i lieviti sia le muffe.

I primi sono costituiti da una sola cellula di circa 4-6 micron (millesima parte del millimetro o, se preferite, milionesima parte del metro) e alimentano il loro stato di replicazione in un terreno ottimale a pH 4, ossia decisamente acido, e particolarmente ricco di zuccheri.

Così, dallo stato di spora (grandezza quanto un chicco di miglio), essi passano a quello di hiphae (lunghi "peduncoli", miceli).

La cellula originaria (madre) può elaborare numerosi ramificazioni che sfociano dappertutto, fino a che "il cuore di partenza", per le sue accresciute dimensioni, non si “strangola”, originando una successiva cellula (figlia).

Non sono altro che organismi eucarioti pluricellulari dal corpo filamentoso e ramificato, privi di clorofilla, che si alimentano ugualmente, quali saprofiti, sia di sostanza vivente sia di sostanza non vivente.

I lieviti sono invece funghi unicellulari che si moltiplicano per scissione e hanno enzimi idonei a permutare lo zucchero in alcol etilico (etanolo, di formula CH3CH2OH, anticamente spirito di vino), liberando nella lievitazione CO2 (anidride carbonica).

Il pane "cresce", proprio in virtù di tale processo, che rilascia CO2 ma intervengono anche C6H8O7 (acido citrico), (COOH)2 (acido ossalico), CH3CH2CH2-COOH (acido butirrico).

Bene, proprio quest'ultimo acido, elaborato dallo intervento di alcuni organismi anaerobici (batteri), attraverso un processo di fermentazione scoperto da Pasteur, sulle sostanze zuccherine e sul metabolismo delle fibre vegetali (dieta ricca di verdure), si prende cura di rifornire il livello enterico delle considerevoli energie occorrenti per il rapido sviluppo delle cellule della mucosa intestinale e di propiziare, nello stato di malattia, un più celere risanamento organico.

Diversamente, scadenti valori di tale importantissimo acido spalancano la via alla comparsa delle patologie enteriche, nelle persone con attitudine a contrarre “accidenti” in tal senso (per es., il tumore del colon).

Si conoscono più di duecentocinquanta differenti varietà di lieviti e più della metà di essi sono in grado di instaurare nel corpo umano un'associazione simbiotica ma di questi, attenzione, una ulteriore buona metà può risultarci molto nociva: un abnorme insediamento di candida nel livello enterico, per es., potrà esitare nello sviluppo di altri funghi e nella produzione di microrganismi patogeni (batteri-virus) anche molto dannosi, su un habitat che è adesso molto molto vulnerabile.

Se la candida o altri deleteri lieviti proliferano a dismisura nel livello enterico, nel quale dimorano i catalizzatori dei nostri processi biologici ossia gli enzimi (proteine enzimatiche o molecole di RNA), utili per elaborare e assorbire gli alimenti di cui giornalmente ci nutriamo, beh, allora stiamone certi che perdendo questa vitale funzione perderemo con essa anche il nostro stato di buona salute (stasi dei processi digestivi, flatulenza, intolleranze dietetiche e altri disturbi a carico dello apparato digerente), con tanto di declassamento sia dei minerali, sia delle vitamine, sia degli aminoacidi, che saranno sempre meno assimilati, facendo perdere al nostro corpo quel perfetto, prezioso bilanciamento, in grado di promuovere il livello cellulare, tissutale, ormonale, ...

Teniamolo sempre presente: se versiamo in uno stato di candidosi (situazione in cui il fungo si evolve da microrganismo elementare a struttura più complessa, in grado coi suoi tentacoli d'infiltrarsi nella mucosa enterica e di modificarle quella permeabilità selettiva cellulare epiteliare della mucosa, permeabilità dovuta a un particolare potere vitale, utile a tener lontani sia i processi infettivi sia quelli allergologici), a nulla servirà approntare una sana alimentazione (centrata, bilanciata), perché la infestazione fungina ci consegnerà, purtroppo, una sonora carenza delle pre-menzionate essenziali sostanze nutrizionali.

Mi fermo qui, per non appesantire oltremodo la lettura, ma la trattazione dell'argomento è appena iniziata e richiederà un bel po' di tempo per essere compiuta.

Raffaele

 

Secondo post

La modifica per candidosi della permeabilità selettiva cellulare epiteliare della mucosa permette il passaggio di cellule (o di loro porzioni) del micete e delle numerosissime tossine da esso prodotte, veicolandole dappertutto al nostro interno e producendo, così, nuovi rovinosi contagi, con una sintomatologia così schematizzabile.

Per le femmine

Sintomi e disturbi:

- accumulazione di liquidi nelle aree intercellulari con conseguente rigonfiamento ed edema specialmente sugli arti inferiori;

- candidosi cutanea;

- condizione flogistica della congiuntiva;

- disturbi da incontrollata alimentazione;

- infezioni all'orecchio;

- infiammazione cronica della vescica urinaria;

- reazioni anomale alla ingestione di determinati cibi;

- “perdite” vaginali;

- peso corporeo al di sotto della norma;

- sbilanciamento degli ormoni;

- stanchezza cronica, diminuzione delle forze, diffuso malessere.

Per i maschi:

- allergie;

- candidosi cutanea;

- dolore toracico, senso di oppressione al petto, palpitazioni;

- esofagiti;

- faringodinie;

- fibromialgie-dolori e rigidità articolare;

- flogosi del pene e dello scroto;

- infiammazione delle mucose dei seni paranasali;

- paronichie;

- patologia del cuoio capelluto (forfora);

- perdita di capelli localizzata o diffusa;

- tinea pedis.

Alla prossima.

Raffaele

 

Terzo post

Indicazioni per risanare la candida.

- Non sottoporsi a otturazioni con amalgami dentari, i quali si consumano e sprigionano “reazioni galvaniche”, soprattutto se sono diversi, con liberazione di ioni ossia di correnti elettriche che modificano il pH della bocca e apportano tanto di emicranie, cefalee, nevralgie.

Gli amalgami di mercurio liberano esalazioni che per ogni otturazione possono essere di ca. 550 mg nel periodo da 5 a 10 anni ossia di 150/300 mcg (microgrammi) al giorno.

Le “reazioni galvaniche”, associate alla diminuzione del pH della bocca e al trasferimento di elettroliti (conduttori ionici), producono una crescita del potenziale di ossidazione, sensibilizzando l’organismo a procurarsi infezioni da funghi del genere candida e parassitarie della cavità boccale, degli organi linfoghiandolari presenti nel cavo orale in fondo alla gola (tonsille) e sulla parete posteriore del rinofaringe tra la fine delle fosse nasali e la gola (tonsille faringee o adenoidi), oltre che infiammazioni a carico dell’orecchio (otiti) e ghiandolari, ...

Coloro che avessero bisogno di rimuovere amalgami dentali sappiano che un corretto trattamento richieda la nosodo terapia-drenante a base di nosodi odontogeni (facilitano la completa eliminazione tossinica), gemmo composti particolari (30 gtt. sublinguali X 3 volte al giorno a stomaco vuoto), da iniziare 5-7 gg. prima della eliminazione degli amalgami e per un tempo di almeno 6 settimane in totale, per cui serva affidarsi a dentisti ben preparati, onde evitare sonore intossicazioni nel momento della estrazione.

- Correggere il proprio modo di vivere per consentire al corpo di bonificare se stesso (raggiungimento di un peso forma- mezz’ora almeno di esercizio aerobico al giorno-allenamento coi pesi per sollecitare i più importanti quadranti muscolari, per un paio di giorni la settimana, sì da promuovere sia la potenza muscolare sia la densità ossea-limitazione nello uso di alcolici-niente fumo di sigaretta o altro).

- Riequilibrare la flora batterica enterica, in modo da rafforzare il proprio S.I. (Sistema Immunitario), cominciando con un lavaggio intestinale (idrocolonterapia), mediante una specifica attrezzatura (da supini, con una piccola cannula rettale sterilizzata, monouso, munita di due tubi, uno per l’immissione di acqua e l’altro per l’espulsione sia del prodotto fecale sia dell’acqua immessa, si fa scorrere acqua nello intestino, più irrigazioni, allo scopo di frammentare e staccare i prodotti fecali, favorire i movimenti peristaltici della parete, consentendo al colon di ripristinare la propria originaria buona salute).

Il trattamento, sotto la visione medica, dura una mezz'ora circa e non presenta alcun inconveniente.

- Osservare una corretta alimentazione (dieta ricca di frutta, verdure crude, proteine verdi e priva di cibo spazzatura, quale caffè-sale-cibi fritti-tè stimolanti-tè a base di erbe-margarina-bibite gassate-spezie-latte e derivati-bevande gelate-carni sottoposte a processi chimici-zucchero aggiunto, particolarmente quello bianco-farina bianca-alimenti contenenti glutine-prosciutto, pancetta-dolci-torte-pizze-biscotti-hot dogs-salami-spaghetti e pasta in genere-salse-gelati- crackers-fette biscottate, ...), tale da non fornire nutrimento al micete e priva di alimenti che diano intolleranze enteriche, per non aggravare ulteriormente il terreno, già intaccato dalla candida.

Consigliabile il test cito­tos­sico® o cyto­to­xic test® da effettuare attraverso un prelievo ematico, che permetta di osservare, con lettura al microscopio, le eventuali intolleranze (per informazioni sul centro più vicino, telefonare al n. 0574/675334 dal lunedì al venerdì dalle 09.00 alle 14.00).

- Sottoporsi a un micogramma al fine di individuare una supplementazione Ortomolecolare (vitamine, minerali, omega 3 e omega 6 precisamente valutati, … in concomitanza con antimicotici naturali) cui il micete può essere sensibile.

- Usare probiotici per promuovere la eubiosi enterica, ripristinando il corretto rapporto batterico della flora nel livello intestinale (ottimo Flora Probiotic Plus) e assumere supplementi Ortomolecolari per potenziare il S.I. (vitamine, minerali, aminoacidi, oligoelementi, bioflavonoidi, OPC, …).

Raffaele

 

Quarto post

C’è uno stretto legame tra la candida e le intolleranze o le allergie.

Le intolleranze, per es., oltre a promuovere una condizione d'ipoglicemia reattiva da lieviti, contraddistinta da scarsi valori glucidici nel flusso ematico, attribuibili alla esistenza del micete, generano tutta una serie di ripercussioni, in certi soggetti, quali affaticamento, agitazione, allergie, anomalie della vista, atassia, brividi, capogiri, cardiopalmo, coliti, convulsioni, crampi agli arti inferiori e contrazioni muscolari in genere, dimenticanze, diminuzione della sensibilità e dell'agilità, disorientamento, dispnea, disturbo antisociale della personalità, disturbi della sfera sessuale, flatulenza, fibromialgie, fobie, gastriti, incapacità attentiva, incubi, insicurezza, irascibilità, irrequietezza immotivata, malattia infiammatoria cronica e autoimmune (artrite reumatoide), mal di testa, mancanza di virilità, problematiche dermatologiche e non, che portano a “grattarsi”, sottrazione di sostanze endogene, stati ansiosi e depressivi, sonnolenza, stitichezza o diarrea, stress con conseguenti neurodermiti, tachicardia.

Anche le allergie incidono duramente sulle generali condizioni di salute dell'uomo, soprattutto sul S.N. (encefalo), con negative ripercussioni sulla sfera psicologica come, per es., la variazione del proprio stile di vita con severe rinunce sul piano qualitativo, il condizionamento dei rapporti interpersonali e delle relazioni sociali a vario livello (le cene con amici o di lavoro, le feste, il ritrovarsi per un caffè o altro, sono “rituali” che vanno ben oltre il mero interesse dietetico), il sequenziale senso di frustrazione ..., per non parlare poi di quelle sul piano economico (costo dei farmaci, parcelle sanitarie per prestazioni medico-specialistiche o per ricoveri ospedalieri, approvvigionamento dei differenti prodotti dietetici, assenze per malattia sia a scuola sia sul posto di lavoro).

Cerchiamo di capire che individuando le nostre intolleranze e allergie agli alimenti, ai composti chimici, ai conservanti (solfiti, ...), ai coloranti (giallo-tartrazina, ...), ai dolcificanti (sorbitolo, ...), agli edulcoranti (aspartame, ...), ai salicilati spontaneamente contenuti, per es., nella frutta secca, alle sostanze nocive in genere, insite, oltre che nel cibo (nitrati, glutammati, ...), anche nelle acque da bere (cloro, ...), possiamo risanare il nostro stato di salute e riacquistare quel sorriso ch'è lo specchio della nostra connaturale ... “voglia di vivere”!!!-e della nostra ... Anima!!!

Come ho già scritto nel primo post su questo argomento, stiamo attenti a non permettere al fungo di mutare dalla sua struttura di microrganismo elementare (lievito) a quella più complessa (miceliale), in grado coi suoi tentacoli (hiphae) d'infiltrarsi nella mucosa enterica e di modificarne quella permeabilità selettiva cellulare epiteliare, dovuta a un particolare potere vitale, perché si creerebbe, in questa specifica situazione, uno sconquassante connubio tra “livello enterico-flusso ematico”.

Sto dicendo che il “livello enterico”, a conseguenza di ciò, diverrebbe oltremodo permeabile, spugnoso, filtrante e consentirebbe alle particelle proteiche o altro di passare, senza alcuna o imperfetta metabolizzazione, nel “flusso ematico”, procurandoci questo, dappertutto nel nostro organismo, quelle sonore risposte allergiche ch'esitano alla fine nel prurito, in alcuni casi continuo e molto accentuato.

Bene, anzi male, perché queste autentiche “mine innescate”, oltrepassato il livello emato-encefalico, estremo baluardo difensivo dei nostri duecentocinquanta grammi di materia grigia, “esploderanno” con tutta una serie di fastidi, che gli esperti di turno, ormai di nostra ben nota conoscenza, scambieranno, potete scommetterci, per, ahinoi, patologia cerebrale!!!

Del resto, le sostanze proteiche non digerite o solo parzialmente tali, una volta immesse nel flusso ematico, non solo innescheranno reazioni infiammatorie, disturbi allergici e autoimmuni, ma, attenzione, riusciranno a “interpretare” il ruolo di certi neurotrasmettitori, che veicolano le informazioni fra le cellule costituenti il S.N., scatenando così una sorta di “caotica sovra-eccitazione”, ma sarebbe meglio dire putiferio, tra addetti ai lavori (neurotrasmettitori) e intrusi (polipeptidi, sostanze proteiche, nello specifico, non o solo in parte metabolizzate), ch'esita allo interno dell'organismo in affioranti manifestazioni a livello emozionale e nei rapporti interpersonali e con l'ambiente.

Occorre, in siffatta situazione, procedere per grado e al primo posto c'è la priorità di arrestare la proliferazione del lievito e il suo passaggio dalla forma di lievito a quella miceliale, solo dopo sarà necessario quanto propizio risanare possibili, rimanenti (già, perché così involvono nel dato di fatto) intolleranze e allergie.

Una volta ostracizzata favorevolmente la forma miceliale, ci si accorge del perseverare di qualche residuo allergico, peraltro facilmente rientrabile con le giuste sostanze Ortomolecolari.

E stiamo lontano dai farmaci, troppo spesso abusati e utili soltanto a declassare il nostro già logoro sistema immunitario: le molecole tossiche del micete sono in grado di consegnarci, sì, tutta una serie di negative ripercussioni che vanno, come già detto, dalla sfera emozionale a quella comportamentale (inquietudine, marcata reattività dell'umore, stato ansioso e depressivo), ma è altrettanto fermo che anche i sintomi sopra scritti, che potete riassumere col termine di “esaurimento” (per prolungata reazione di sopportazione di uno stato, di una situazione riconosciuta come dannosa o comunque complessa, malferma), possano esitare in un “contagio” da lieviti o fungino, come dire, tanto più si è esauriti quanto più si è a rischio di candidosi.

Non solo: il passare da un esame all'altro e l'abuso farmacologico, propiziato da medici che hanno tradito il concetto del “Primum non nocere”, che riassume tutta la filosofia della dottrina del grande Padre della medicina, ci consegneranno presto la reputazione di “soggetti depressi”, magari fino al punto che ce ne auto-convinceremo, quando invece sono gli stessi antibiotici, presenti nelle cure propinateci, a inasprire la nostra già triste condizione di poveri sventurati nelle mani di non edotti usurai.

Non sto dicendo che la medicina Ortomolecolare debba abolire tutte le medicine ma certamente quelle pericolose e superflue: al bando le medicine sintomatiche!!!

E a noi tutti l'augurio di una maggiore “presa di coscienza” nei confronti della nostra preziosissima salute, quale primaria conquista per poter ... “amare il prossimo”.

Raffaele

 

Quinto post

La percentuale delle femmine che si calcola sia stata, almeno una volta nella propria vita, colpita da candidosi, è, pensate, signore del gentil sesso, del 75%, una percentuale di gran lunga molto più elevata di quella relativa ai maschi, probabilmente per via dello impiego degli anticoncezionali e per una questione ormonale.

Nello apparato enterico, la candida secerne circa 80 difformi tossine, alcune delle quali con un discreto livello di tossicità e ha dei recettori di membrana che fissano il progesterone (ormone femminile), producendone un declassamento a tutto vantaggio di una promozione di estrone o follicolina (così definita perché estrapolata originariamente dal liquido del follicolo ovarico).

Ora, i recettori antigenici della candida riescono a “interpretare” (simulare), con un meccanismo analogo a quanto espresso nel precedente post relativamente ai neurotrasmettitori, la conformazione degli ormoni sessuali ossia “un'antigenicità crociata” mentre la candida sollecita i meccanismi autoimmuni, cagionando la costituzione di auto-anticorpi contrari sia agli ormoni sia alle ovaie, che sfocia nel conseguente squilibrio ormonale femminile e delle prostaglandine (complesso di acidi grassi a venti atomi di carbonio), fondamentali mediatori in grado di contrastare le flogosi (stati infiammatori).

State inoltre ben attente signore del gentil sesso a non farvi “massacrare” con cospicue cure farmacologiche per malesseri ginecologici, dato che sovente si tratta di un problema riconducibile alla candida non identificata, da sanare comodamente con una cura antimicotica Ortomolecolare e una corretta alimentazione.

La esposizione della donna a un rischio di gran lunga più elevato dell'uomo a contrarre infezioni da lieviti o di tipo micotico risiede nella stessa struttura anatomica femminile: il perineo anteriore o urogenitale è infatti molto attiguo al perineo posteriore o anale e anche l'ultimo segmento delle vie urinarie, quello che congiunge il collo della vescica urinaria con l'esterno, è un canale nelle femmine di modeste dimensioni (lunghezza di qualche centimetro, mediamente 4 cm).

Le femmine che, purtroppo, hanno subito la resezione operatoria delle ovaie e dell'utero sono la testimonianza vivente della possibilità di contrarre le infezioni sopra dette con un'incidenza, per fortuna, molto minore.

Ma anche i maschi, coi tempi che corrono, “stiano in campana”, perché si sta alzando, e di molto, il pericolo di contrarre questo tipo di infezione.

L'insediamento del micete in qualsiasi distretto dello apparato digerente arreca gli identici malanni (allergie, calo delle funzioni digestive, compulsioni dietetiche, eccesso di peso corporeo e incapacità di dimagrire, flogosi del tubo digerente, intolleranze dietetiche, meteorismo o flatulenza, rigonfiamento e dolore ventrale, sottopeso corporeo, tendenza a trattenere liquidi nel corpo, soprattutto le donne) sia nei maschi sia nelle femmine.

Vorrei inserire a questo punto alcune riflessioni anche sulla sindrome premestruale (PMS) votando così questo post quasi esclusivamente al femminile.

Come le donne ben sanno, con la sigla PMS si connotano tutti quei disturbi psico (cambiamenti di umore, irascibilità, stato ansioso e depressivo)- fisici (addominalgia, indolenzimenti di vario tipo, lombalgie, mal di testa, per lo più emicrania, mastodinia e mastalgia) che accadono o si intensificano nei sette giorni o alcuni giorni avanti il sopraggiungere del ciclo.

Disturbi che vanno via via smorzandosi con lo inizio della mestruazione.

Bene tra le diverse teorie che si sono formulate, (declassamento dell'ormone progesterone*, deficit di sostanze nutrizionali quali magnesio, vit.B6 da Piridossàl-5-Fosfato, vit. E, zinco), ve n'è una che fa perno sulla sovrabbondanza di prostaglandine, sull'allergia al progesterone e sui malanni neuroendocrini declassanti il S.I., collegati per lo appunto alla candida.

Infatti, ogni malessere di tipo ormonale è in grado di attivare una carica intensa di prurito nel livello vaginale, particolarmente in questo delicato “frangente ormonale” del ciclo.

Aggiungo poi che gli anticoncezionali per os. incrementino discretamente il glucosio vaginale (almeno di un 30%) e tutti sappiamo quanto i lieviti e i miceti siano “ghiotti” di zuccheri.

Non solo: in certe situazioni specifiche, quali la gestazione (pH 3,8-4,2), il periodo premestruale (pH 3,8-4,2), l'uso di farmaci antinfiammatori steroidei, può modificarsi il pH vaginale (pH 4,5, adolescenza/età fertile, in grado di promuovere lo sviluppo dei lattobacilli di Doderlein e quindi di proteggere la donna da eventuali infezioni sia vaginali sia vulvovaginali) e il declassamento del pH vaginale incentiva la proliferazione dei miceti.

In altre parole, sto incoraggiando coloro che soffrono di sindrome premestruale a seguire un piano (alimentazione con pochi carboidrati, niente zucchero aggiunto, diversamente da quello della frutta, niente contraccettivi, niente cortisonici, niente bevande alcoliche, niente fumo, niente muffe ambientali + assumere Artemisia annua) per risanare il corpo da un'eventuale candidosi, per verificare un netto, tangibile giovamento**.

Ovviamente, per precorrere i tempi di risanamento, serve il test citotossico delle intolleranze alimentari, in modo da approntare una precisa dieta, unitamente a una integrazione Ortomolecolare, comprensiva di vitamine, minerali, aminoacidi e altri nutrienti, quali, per es., l’olio di semi di lino (particolarmente pieno di acidi grassi esterificati) e l’olio di enotera (in grado di ridurre i dolori da PMS) che permettono uno straordinario risanamento di tutto quel complesso di disturbi che vanno dallo affaticamento, alla irascibilità, al mal di testa, particolarmente l’emicrania, ai dolori localizzati a livello genitale, alle recidivanti infiammazioni della vagina, allo stato ansioso e depressivo, alla infecondità, alla riduzione della corposità del seno, al decadimento della libido, alla dispaureunia.

Un siffatto trattamento avrà poi ripercussioni positive non solo nel senso esposto (ormoni/organi genitali) ma, data la interazione tra i vari organi/apparati/sistemi, anche su tutto l’organismo con esiti favorevoli circa il risanamento di eventuali stati infiammatori sia articolari sia delle relative borse sierose, della mucosa nasale, delle pareti bronchiali.

Occhio dunque ai lieviti, se non tenuti sotto controllo, essi porteranno (particolarmente le donne) a entrare in un ginepraio (ostetrici, medici specialisti con vasta cultura medica (!?), specialisti delle malattie del sistema nervoso, specialisti dello apparato genito-urinario, specialisti del trattamento delle patologie dell’orecchio, del naso, della gola ... ) e a iniziare un calvario che indebolirà ancor più il già deprecato S.I., sottraendoci anche tempo e denaro, per poi magari, in ultima analisi, sentirsi rifilare quel classico, laconico “lei, bisogna che si abitui a convivere con i suoi disturbi” che è sempre meglio comunque, aggiungo io, che passare per depresso e ricorrere ai farmaci assegnati in tal senso.

E questo sarebbe come “finire dalla padella nella brace”!!!


Nota

* Nei sette giorni antecedenti il ciclo, alcuni medici sono soliti propinare progesterone per via endo-vaginale.

** Va da sé, che in assenza di candida, serva solo un trattamento Ortomolecolare di circa un semestre.

Raffaele

 

Sesto post

Anche i maschi non sono immuni dalle infezioni da candida e il tempo presente registra un deciso rialzo della percentuale a loro riferibile, specialmente nei soggetti con:

- allergie dietetiche e a sostanze chimiche volatili che possono essere inspirate;

- calo del desiderio sessuale;

- condizione di esaurimento per stato ansioso e depressivo, spossatezza fisica o altri disturbi del S.N.;

- coniuge e prole con malattie riconducibili a infezioni da lieviti o micotiche;

- disturbi dello apparato digerente (inclusi addominalgia, stipsi, dissenteria);

- forte propensione allo uso di alimenti quali alcolici e superalcolici in generale, birra, dolci, pane, pizza;

- infezioni fungine alle dita delle mani e dei piedi (paronichie con processo infettivo, che può talvolta infiltrarsi allo interno del dito, originando un’area caratterizzata da formazione di pus con possibile necrosi tendinea);

- prurito molto intenso a localizzazione anale e perianale;

- stati di malessere generale per via del tempo carico di umidità o per contatto con agenti chimici, fumo compreso;

- storie di antibiotici per il trattamento dell’acne (benedetto ipoclorito!-se la sapessero tutta), delle infezioni della ghiandola prostatica, dei seni paranasali o altro;

- tinea pedis.

Raffaele

 

Settimo post

A questo punto della trattazione, sono necessarie alcune già esposte ma doverose considerazioni sull’acqua, la quale gioca un ruolo primario per il mantenimento del nostro ideale stato di salute.


Col trascorrere del tempo, il nostro organismo, costituito per quasi il 90% di acqua, declassa, pensate!-fino al 60%.

Al nostro interno, la funzione dell’acqua è duplice: veicolare e fare da solvente.

Senza cibo potremmo campare per settimane, ma senz’acqua molto meno, appena qualche giorno.

Scriveva, giustamente, Pasteur “Noi beviamo il 90% delle nostre malattie”.

Il professor Louis-Claude Vincent, affermato studioso al servizio del governo francese, persona autorevole nel campo della Bioelettronica e membro ad honorem dell’A.I.M.O. (Associazione Internazionale di Medicina Ortomolecolare), specializzato nello studio delle caratteristiche e del comportamento delle acque, poté comparare e dimostrare chiaramente, attraverso uno studio approfondito da campionamento statistico, la correlazione tra la qualità dell’acqua potabile di una popolazione e le patologie e la mortalità della stessa, sia in Europa sia negli Stati Uniti: per es., in un’anonima località francese, la mortalità fu del 50% in meno nei confronti della restante parte nazionale, mentre a Roubaix (cittadina del nord della Francia, al confine col Belgio) la mortalità risultò 2,5 volte di più.

La conclusione fu che “Più pura è l’acqua potabile, minore è il tasso di mortalità”.

Nei luoghi a elevato indice di mortalità, l’acqua è trattata, clorata e piena di sostanze chimiche inquinanti, provenienti dall’agricoltura e dalle industrie.

I concimi, usati in agricoltura, che ammorbano l’acqua col rilascio di nitriti, costituiscono uno dei primari motivi per cui c’è un’alta percentuale di cancri allo intestino, nelle persone mature.

I Nitrati, che nel corpo hanno la propensione a convertirsi in nitriti, dovrebbero stare al di sotto dei 50 mg/l, al fine di non accrescere il pericolo di buscarsi un cancro, mentre si consente (vergognoso!) un indice legale di questa sostanza molto tossica, deleteria, che costituisce un serio rischio, soprattutto, per i piccoli, di 75 mg/l.

Sottolineo, inoltre, che tanto il fluoruro quanto l’alluminio apportano innumerevoli, gravi patologie, quali, per es., il Morbo di Alzheimer, ossia la demenza senile.

Anche la clorazione delle acque potabili pare responsabile, per come si evince da certe conclusioni di studiosi americani, delle manie violente, assassine, sterminatrici dei “serial killers”.

Oltre ai cancri, anche le trasformazioni genetiche e le patologie vascolari sono da collegarsi alla qualità dell’acqua che beviamo.

Faccio notare che le acque molto oligominerali, incontaminate, pure, naturali di sorgente, e che scaturiscono da basse profondità ci tutelano nei confronti sia del cancro sia delle trombosi.

Affermava Louis-Claude Vincent::-

“Cancro, tubercolosi, poliomielite e tutte le malattie provengono dall’acqua”.

Vi invito, poi, a non trascurare un aspetto importantissimo della Biologia cellulare: nel mondo vegetale, i minerali estratti dalle acque e dalla terra sono assorbibili sia dalle alghe sia dalle piante, che danno loro una nuova conformazione, ossia il potere rotatorio.

Le cellule animali, quindi, anche le nostre, assorbono esclusivamente i sali minerali a potere rotatorio, già assorbiti dai vegetali che si alimentano di sostanze organiche.

I minerali inorganici del terreno e delle acque non sono assimilabili dalle cellule umane, perché solo i sali minerali che fanno ruotare la luce polarizzata, attraverso la membrana cellulare, sono usati dall’organismo; diversamente, tutti gli altri, restando allo esterno delle membrane citoplasmatiche cellulari, riducono l’assorbenza della membrana e, accrescendo la pressione osmotica, le sottraggono un essenziale quantitativo di acqua.

La ripercussione di ciò è una debilitazione cellulare, con tanto di disfunzione della medesima (stiano attenti i signori medici a non disattendere questo assunto della chimica organica, affrontato e acquisito nel corso dei loro studi universitari e, a quanto pare, misconosciuto dato che perseverano nello assegnare ai propri mutuati con problemi di formazione di calcoli alle vie urinarie e biliari delle acque minerali super-mineralizzate, solo perché ultra-reclamizzate per televisione ma in netto contrasto con la patologia da risanare: vergogna!!!).

I minerali, ribadisco, che il corpo umano può metabolizzare sono quelli già organicati dalle piante.

Ecco, che per garantirci i sali minerali abbisogniamo non di acqua, ma di una sana dieta ricca di verdura, di frutta, di cereali integrali, di alghe, etc...

Addirittura, i sali minerali inorganici dell'acqua, dato che non assorbibili dalle nostre cellule, creano un sovraccarico di elettroliti nel sangue, che la filtrazione renale deve assolutamente espellere, fatto questo che, col trascorrere degli anni, altera la funzionalità escretoria delle cellule renali urinarie: il sangue non viene purificato completamente, il filtraggio incompleto dei minerali nei reni determina la precipitazione di queste sostanze nel sangue e nei tessuti, causando quindi ulteriori depositi di minerali.

Si formano, così, calcificazioni allo interno dell'organismo dovute a depositi di minerali sulla colesterina e sulle pareti irregolari dei vasi e anche nei vasi sanguigni del cuore e del cervello (placche arteriosclerotiche) si ha la comparsa di "calcificazioni", così, come un probabile invecchiamento precoce.

Di contro, i sali minerali delle acque, sia da bere sia di cottura, sono sprovvisti di potere rotatorio, per cui si genera un sovraccarico elettrolitico del sangue.

L’acqua, per così dire, ideale sgorga dalla profondità, non dalla superficie terrestre e ci garantisce:

-un pH leggermente acido, tra 6 e 6,8;
-un grado rh di 25-28;
-un p (rho) quanto più elevato possibile, ossia > 6000 ohm.

Anche senza analisi di laboratorio, in quest’acqua, i batteri patogeni non possono proliferare.

Un’acqua siffatta, assunta quotidianamente, contribuisce in modo saliente a non far insediare nell’organismo ogni tipo di patogeno, dunque di malattia, dal diabete allo infarto, allo ictus, al cancro, alla candida, …

Il fatto è che quasi tutte le acque minerali in bottiglia sono troppo ricche di sali minerali, come, del resto, le acque delle città hanno un indice “rho” troppo scarso.

Attenzione:-

“Quanto minore è l’indice energetico dell’acqua, tanto migliore è l’acqua stessa”.

Per cui: un’acqua con un indice superiore a 30 µW non è bevibile.

La filtrazione serve a togliere il disgustoso sapore e la durezza dell’acqua che fuoriesce dal rubinetto di casa nostra e, per quanto attiene il gusto, certamente, esso verrà reso più gradevole.

Ma niente di più: vi sono esiti certi che denotano quanto la filtrazione sia biologicamente inutile e senza validità.

Un’acqua potabile “buona” non deve avere residui di nitriti, mentre i nitrati, provenienti dai concimi utilizzati in agricoltura, vuoi per usura della rete fognaria, vuoi per il putridume degli allevamenti di animali, sono, frequentemente, al di sopra dei valori legali.

L’indice dei nitrati nelle acque potabili non deve superare, lo ribadisco, i 50 mg/l o pmm (parti per milione).

Essi, una volta allo interno del nostro corpo, mutano in nitriti, ossia da NO3 a NO2, molto deleteri, in quanto, con le ammine, generano le nitroso-ammine, particolarmente neoplastiche.

I nitrati, quando percolano nel terreno, sono, solo parzialmente, assimilati dai vegetali, attraverso le radici; per lo più, essi pervengono alle falde acquifere, da cui gli acquedotti attingono l’acqua.

Mai, per alcun motivo, dobbiamo adoperare acqua dei rubinetti!!-ricordatevi sempre dell’affermazione di Pasteur “Noi beviamo il 90% delle nostre malattie” o di quella di Louis-Claude Vincent “Cancro, tubercolosi, poliomielite e tutte le malattie provengono dall’acqua”.

La nostra necessità di assumere minerali non può essere soddisfatta dal regno minerale, ma da quello vegetale, che li ha organicati.

L’acqua di più alto valore, a livello europeo, secondo gli esiti comunicati dalla O.M.S. parigina, pare essere la Mont Rocus:

pH: 6,12;
rH: 26,3;
rho a 20°: 43, 500;
µW: 4,09.

Mentre, in Italia, la migliore acqua pare essere la Plose:

pH: 6,30;
rH: 27,75;
rho: 24,700;
µW: 7,35.

Aggiungo che le acque superficiali italiane non sono, quasi dappertutto, da bere.

Inoltre, la propensione ad acquistare acque in bottiglia di plastica o applicare depuratori ai rubinetti di casa è pessima e, spesso, inutile.

Esse sono acque inquinate da una marea di veleni provenienti dalle industrie, dall’agricoltura, dalle discariche dei rifiuti non idrorepellenti, o ammorbate dai diluenti clorurati, dagli idrocarburi o dai metalli (rame, cromo, cadmio, zinco), riversati, illecitamente, da persone incoscienti in luoghi abusivi e nei corsi di acqua.

Le acque piovane, denominate “acide”, rendono, sì, l’aria salubre, ma immettono nel terreno anidride carbonica, acido solforico, acido nitrico.

Difatti, nelle acque italiane, si possono rilevare dei pesticidi (molinate, atrazina), piuttosto cancerogeni, e dei metalli (mercurio, cadmio, piombo), dei quali chi ha o ha tolto amalgami dentali conosce, purtroppo, le nefaste conseguenze, per via ch'essi debilitano tantissimo il S.I. (Sistema Immunitario).

Le bottiglie di plastica sono poi in PVC (Cloruro di Polivinile) e liberano il radon (decadimento attivo dell’uranio), che si muta in sostanze neoplastiche, dopo che l’acqua non gassata permane per qualche mese nel contenitore.

Inoltre, a sei mesi o oltre dallo imbottigliamento, si sprigiona il cloruro di vinile monomero, che porta l’angiosarcoma al fegato, che non lascia speranze.

-Gli acquedotti usano l’ipoclorito che, se da un lato è efficace per la sterilizzazione, dallo altro genera, con gli acidi fulvici e umici dello stomaco, i pericolosissimi THM (Trialometani).

-Il trattamento col biossido di cloro rilascia tracce di sostanze tossiche (cloriti e clorati), mentre quello con le cloroammine è cancerogeno.

-La ozonizzazione, invece, toglie, sì, residui e odori sgradevoli, ma non annienta le spore.

-Le radiazioni ultraviolette non tolgono le sostanze in sospensione e non igienizzano l’acqua.

-La sterilizzazione coi raggi gamma potrebbe funzionare, ma è difficile e costosa.

-L’osmosi inversa sterilizza, ma è biologicamente inutile, specie sul pH.

-La cella elettrolitica, infine, è costosissima, ma avrebbe il vantaggio di disgiungere ed eliminare i materiali contenuti nell’acqua.

Ricordiamoci, tuttavia, che l'asportazione chimico-fisica di componenti infetti non disinquina l'acqua, perché le “memorie” negative di quelle sostanze ammorbate restano in ogni caso in essa.

Conclusioni.

-Qualsiasi filtro è appena necessario a rendere l’acqua potabile;

-la filtrazione, a osmosi inversa, toglie sali e sedimenti, ma non corregge le sostanze chimiche inorganiche (per es., il piombo);

- la filtrazione, a carbone attivo, serve solo per i materiali organici e inorganici, ma non modifica la concentrazione del calcio e del magnesio; arresta una grossa fetta di solventi organici e certi tipi di pesticidi, eliminando “cattivi” odori e sapori; presenta il rischio della moltiplicazione batterica nella cartuccia, che finisce inaspettatamente, senza alcuna segnalazione, liberando acqua ancor più ammorbata, infetta;

-gli addolcenti dell’acqua portano via la sovrabbondanza di calcio e di magnesio, ma immettono il sodio, ch'eleva i valori pressori e danneggia l’apparato cardiocircolatorio;

-migliori delle acque filtrate ci sono una quarantina di acque minerali che si trovano in commercio, ma ... occhio!- a non farsi fregare dal nome altisonante che, frequentemente, non è in sintonia col valore reale dell’acqua;

-dovremmo, anche per cucinare, adoperare acque naturali con un pH < 6,8 e un residuo fisso < 50 mg/l.

Beviamo, dunque, solo acqua pura, non gassata, in vetro.

Nota conclusiva

Le femmine, allo interno del proprio corpo, hanno un 10-15% di acqua in più rispetto ai maschi e questo le rende maggiormente resistenti allo stress.

Raffaele

 

Settimo post bis (a integrazione del precedente, ritenendo utile il farlo)

Il residuo fisso è il miglior criterio per valutare quanto un'acqua sia pura.

L'acqua a 100 gradi centigradi evapora e lascia una patina bianca sul fondo del recipiente.

Bene: si gira il reostato e lo si porta a 180 gradi centigradi.

La patina bianca concreziona (solidifica): sono i minerali in essa disciolti, cristallizzati, il cosiddetto residuo fisso.

Da qui, sulla etichetta: residuo fisso a 180 gradi.

Conclusione: meno sali minerali sono disciolti nell'acqua, più essa è pura!!!

A questo punto mi pongo il problema:

- Ma i minerali, che appartengono per definizione alla chimica inorganica, non sono dunque biodisponibili per noi umani?

Se sostituissi il termine di minerali con metalli pesanti, sono certo che si avrebbe un plebiscito nel riconoscere che essi siano da escludere ma il vocabolo “sali” minerali suona evidentemente agli occhi del profano in maniera completamente diversa, tanto da generare clamorosi equivoci.

E allora, “comincian le dolenti note a farsi sentire”, non solo tra i profani ma anche tra gli “edotti-profani” o tra coloro che fanno finta di esserlo per interessi che possiamo facilmente intuire.

Eh, benedetta, ma dovrei meglio dire “maledetta”, apologia culturale!!!

Il fatto oggettivo, inconfutabile, è che i due termini siano sinonimi: minerali o metalli, con la o congiuntiva, come “somma o totale” e non disgiuntiva come “differenza o resto”.

Ma procediamo con ordine.

Al concetto di “minerale”, espresso con termine corrente, dobbiamo ascrivere tutti i costituenti inorganici, sprovvisti di carbonio organicato, generalmente compatti, quali sassi, rocce, ... che nessuno di noi, credo, si sognerebbe mai d’ingerire e digerire, anche se disciolti nelle acque da bere: non sono commestibili e solo un folle potrebbe trovare soddisfazione ad “avvelenarsi” con le proprie mani!

Altro punto poi da chiarire è quale funzione essi svolgano allo interno del corpo umano.

Essendo componenti di certe basilari biomolecole, i sali minerali, definiti essenziali, sono indispensabili non solo all’uomo ma a tutti gli organismi viventi, quali unità fondamentali di certi gruppi prostetici, l’emoglobina (gruppo "eme" ovvero la parte non proteica della emoglobina) e la clorofilla, quali porzioni enzimatiche preposte alla sintesi proteica o, se preferite, alla traduzione genica (procedura attraverso la quale la informazione insita nel DNA dei geni è trasformata in proteine, con mansioni di varia natura nel livello cellulare), quali componenti costitutivi (organici) essenziali per lo accrescimento di diversi tessuti e organi (scheletro, dentatura, …), quali modulatori del bilanciamento idrosalino cellulare.

Ora, i sali minerali, in quanto, solitamente, sostanze chimiche semplici o anioni di ossiacidi non sono sintetizzabili liberamente da alcun essere vivente, uomo incluso, ragion per cui essi vanno inseriti con la verdura, la frutta, i germogli, il nocciolame …

Nessun minerale è organico, l’uomo non può sintetizzare i minerali inorganici, i minerali contenuti nelle acque da bere sono inorganici, pertanto, non sintetizzabili dall’uomo: elementare Watson!

Del resto, noi umani e tutto il regno animale siamo organismi eterotrofi, diversamente dal regno vegetale (piante, attraverso il processo di fotosintesi clorofilliana, alghe, parecchi batteri) ch’è autotrofo, ossia capace di sintetizzare sostanza organica muovendo da sostanze inorganiche (le piante partono, per es., dall’acqua, con disciolti i sali minerali inorganici, e dall’anidride carbonica dell’aria per ricavare la linfa elaborata ossia acqua e glucosio), bruciando un’energia non proveniente dalle stesse sostanze organiche assorbite ma dalla luce solare.

Sono, dunque, per la maggior parte, organismi fotoautotrofi, capaci d’impiegare il processo di fotosintesi (luce solare + anidride carbonica) per fabbricare materia organica o, se preferite, di sfruttare l’energia solare per convertirla in energia chimica (glucosio).

Diversamente, noi eterotrofi (animali, funghi, alcuni tipi di batteri, …) inglobiamo “energia chimica” nutrendoci direttamente degli autotrofi o mediante più articolate catene trofiche, per cui non siamo produttori (vegetali) ma consumatori (animali).

Ora, dato che per riuscire a sintetizzare una sostanza è indispensabile la energia solare (la sola che consenta tali trasformazioni o “organicazioni”) e che soltanto gli organismi autotrofi (regno vegetale) sono in grado d’impiegarla, risulta, adesso, chiaro che l’uomo (e tutto il regno animale) non sia capace di effettuare tale trasformazione, quindi di organicare i sali minerali, per definizione, inorganici, che dovrà assorbire dal mondo vegetale.

Ovviamente, è la fotosintesi clorofilliana il processo dispiegato dai vegetali per immettere e sfruttare l’energia solare, passando così dallo inorganico all’organico.

Come ben sanno gli studenti del corso di laurea in medicina, la campana suona soprattutto per loro, attraverso la fotosintesi, gli autotrofi (piante verdi) convertono, al cospetto della clorofilla (sostanza di colore verde in grado d’incorporare la energia solare) e della luce, gli elementari ma fermi materiali inorganici (anidride carbonica e acqua) in materiale organico (per lo più carboidrati) carico di energia, materiale che alimenta tutti gli organismi della Terra, al fine di ricavarne fresca materia vivente ed energia da declassare nuovamente in anidride carbonica e acqua.

E’ questo, come dire, solo lo inizio di quel processo, ben più composito, che passa sotto il nome di “ciclo del carbonio” che, congiuntamente a quello dello azoto, consente una perpetua migrazione dal regno minerale a quello degli esseri viventi e all’opposto.

In dettaglio, chimicamente parlando, la clorofilla ( sia il tipo A, sia il tipo B ) contiene azoto, carbonio, idrogeno, magnesio, ossigeno ed è condensata nei cloroplasti (organelli tipici delle cellule vegetali, esclusione fatta per le cianoficee, oloparassite, saprofite), situati nelle zone delle piante esposte alla luce e in quelle verdi, soprattutto nelle foglie.

Già, perché proprio la luce è in grado d’innescare tutto il procedimento chimico: le molecole di clorofilla inglobano la luce, che, stimolandole, sortisce dei veri flussi migratori di elettroni negli atomi.

Si deposita una tale energia, in grado di produrre quei processi chimici ch'esitano nella rottura delle molecole di H20.

Il frangimento della molecola di H2O svincola l’ossigeno molecolare (biatomico), mentre l’idrogeno, con una procedura più complicata, si associa all’anidride carbonica per fabbricare glucosio, assimilato dalle cellule vegetali sotto forma di amido, utile per la respirazione.

Che magia, la fotosintesi clorofilliana!-un autentico trait-d’union tra regno vegetale e regno animale-la trasmutazione della materia da inorganica a organica, col solo favore dello irraggiamento solare.

Ricordiamolo: solo le piante verdi sono in grado di assorbire H20 dal terreno e CO2 dall’aria e trasformarle in C6H12O6 (glucosio), esse sono i garanti della vita in qualsiasi ecosistema, imprigionando quella energia solare che diversamente andrebbe a perdersi per il cosmo.


Una magia non ancora riproducibile dall’uomo in laboratorio!!!


Concludo con l’affermazione di significato: solo il regno vegetale (piante verdi) è capace di rendere organico lo inorganico, come per lo appunto i sali minerali disciolti nelle acque da bere.

Il carbonio, tetravalente, lega a sé prima idrogeno e ossigeno, quindi azoto e magnesio (o altro minerale occorrente) e assume la conformazione di sostanza organica che comunque necessita della fotosintesi clorofilliana per poter completare la “organicazione”.

Le acque da bere occorre che siano quanto più oligominerali possibili, dunque, con un residuo fisso al di sotto dei 50 mg/l, altrimenti si andranno ad accumulare nelle nostre condutture vascolari, producendo calcificazioni, o sugli organi interni, facendoli prima ammalare e poi morire.

Raffaele

 

Ottavo post

La Medicina Ortomolecolare (M.O.) si avvale frequentemente della bioelettronica di Vincent (BEV), altrimenti detta Scienza dei Terreni Biologici, analizzando le correnti elettromagnetiche vitali e classificandole con tre differenti termini di raffronto, pH (indice numerico del grado di acidità o di alcalinità delle sostanze*), rH2 (coefficiente di ossidoriduzione o potenziale elettrico che quantifica, per uno specifico pH, gli elettroni utilizzabili per una soluzione), rho (resistività elettrica ossia la capacità o meno di veicolare correnti elettriche, espressa in Ohm/cm (Ω), desunta dividendo il numero fisso di un milione per il valore di conducibilità**), al fine d'individuare situazioni personali favorevoli allo insediamento delle infezioni da lieviti e da candida ma più estesamente anche a quelle delle malattie infiammatorie e degenerative.

Il nostro corpo è programmato per invecchiare sano, lo stato di benessere lo “perdiamo” perché “viviamo vite come se morissimo il giorno dopo”, in modo del tutto innaturale.

La salute, il più prezioso dei beni (personale parere), può essere ricondotta a:

- acqua che beviamo;

- aria che respiriamo;

- geopatologie ambientali;

- giornaliero esercizio fisico;

- positività del pensiero;

- quotidiana dieta.

Se, nella quotidianità, le nostre stazioni immunologiche saranno messe a dura prova sotto l'aspetto psico-fisico, ecco che anche degli innocui saprofiti, come per lo appunto quelli della candida, potranno mutare in prorompenti e rovinosi patogeni, forieri delle più disparate sintomatologie e patologie.

E come se poi un tale quadro non fosse già sufficientemente allarmante, ci si metterà pure il medico di turno con la prescrizione di “veleni farmacologici”, sintomatici ma affatto curativi, tradendo quei cardini deontologici, tutti riassumibili in quel “Primum non nocere” - “Prima di tutto non danneggiare” (il paziente).

Ma chissà se a proporre a qualche ben nota Accademia, “destinata allo studio e alla conservazione della lingua italiana”, il rimpiazzo del termine “M.U.” (che decide ciò che fa bene e ciò che fa male, da vera, amorevole Mamma!) con il più consono vocabolo “farmacocrazia”, non si rischierebbe di essere etichettato come impostore e “untore”, fino al punto da essere ostracizzato (la letteratura medica, del resto, è piena di esempi!)?

Attraverso l'analisi della bioelettronica, fondata da Louis Claude Vincent, si riescono a monitorare le microcorrenti, somatiche e neurologiche, e a stimare quanto un organismo sia sano, sconfessando anche la nocività di parecchi medicinali dai devastanti effetti.

Per meglio esplicitare il concetto, la bioelettronica, mediante il dispiego di apparecchiature elettroniche, è in grado di calcolare nell'organismo umano il valore di qualsiasi soluzione liquida (saliva, sangue, urina, …) o resa tale dall'aggiunta di acqua purificata, per stabilire il grado di sanità del terreno biologico, quanto esso, cioè, si mantenga giovane, la sua reale età, attraverso delle elaborazioni fatte dal P.C.

È come se ogni nostra cellula (microbatteria) perdesse “carica” col trascorrere degli anni, propiziando in tal modo il declino di tutto il corpo, una sorta di cristallizzazione tissutale oltre che un sistematico accumulo elettrolitico, i quali sono in grado di procacciarci qualsiasi malanno: ansie e conflittualità interiori, arteriosclerosi, artrosi, calcoli, cancro, neoplasie.

Si evince dunque chiaramente la rilevanza del bioelettronigramma e dei rilievi bioelettronici, soprattutto per le dosi dei rimedi da apportare a sanatoria.

Come ho già avuto modo di scrivere, l’acqua veicola tutte le patologie***: tubercolosi, malattie cardiache e vascolari, neoplasie, …

I tre fattori di raffronto (pH, rH2, rho), tra loro condizionabili, sono in grado di esercitare aberrazioni nei viventi, come ben seppe Vincent nel trattare tutta una sfilza di patologie infettive microbiche delle vie alto respiratorie e dello apparato digerente, risanate con la sola genuina acqua, incontaminata sotto l’aspetto bioelettronico, anziché ricorrere a dannosi e dispendiosi farmaci antibiotici.

Di ciò, vergognoso, non se ne fece alcuna parola!!!

Stiamo dunque molto attenti a esigere un'acqua le cui peculiarità, rilevabili dalla etichetta, siano conciliabili con la esistenza in vita, avendo un pH leggermente acido, un residuo fisso al di sotto dei 50 mg/l, per cui con una bassa conducibilità elettrica, quanto più oligominerale possibile.

M.O. E BEV “vanno a braccetto”, sposando il concetto che la interazione elettromagnetica pervada ogni dove, che sia una forza operosa invisibile che smuova il mare durante l'alta marea, faccia sbocciare le viole, attivi il funzionamento delle nostre cellule elettrochimiche, moduli il ciclo nelle donne, ...

Per la BEV, ciò che ha più rilevanza non è l'ostile invasore (microbo, virus, ...) ma il suolo biologico (l'insieme di tutti i liquidi del nostro organismo, anche e soprattutto il citoplasma cellulare).

Per dirla con Louis Pasteur, prima che morisse, a un suo assistente:-Il terreno è tutto, il microbo è nulla.

E ciò, affermato da uno scienziato che trascorse tutta la sua esistenza immerso nello studio della microbiologia, non è cosa di poco conto!!!

Ora, il terreno può essere naturale-funzionale oppure non-funzionale ossia deteriorato dalle numerose sostanze tossiche in esso disseminate.

Per meglio chiarire l'assunto, la candida, ma in generale ogni patologia, è subordinata alla nostra “sensibilità bioelettronica”: se i parametri del terreno biologico del nostro corpo sono esemplari (standard), alcuna patologia potrà mai eradicarvi.

Ecco, la domanda di significato:

- Perché le patologie insorgono in noi?

Altro che pensare a terapie e vaccini che richiedono una “barca di quattrini” per la ricerca!!!

E la risposta ce la diamo da noi stessi, giorno dopo giorno, noi che siamo i veri pionieri della sperimentazione Ortomolecolare e che seguiamo un'alimentazione (dieta e supplementazione Ortomolecolare) e un sano stile di vita che prima ci hanno risanati e poi ci hanno fatto comprendere che l'uomo non sia stato programmato per ammalarsi ma per invecchiare sano e longevo.

Pensate, i nostri tessuti potrebbero assicurarci un'esistenza in vita, tranquilla e sana, per circa un secolo e mezzo!!!

E questi sono i parametri di adattabilità per mantenersi sani:

- pH ematico: 7,05-7.35; ph salivare: 6,4-6,7; pH urina: 6,8-7,5;

- rH2 ematico: 22-24; rH2 salivare: 21-24; rH2 urina: 23-26;

- rho ematico: 170:220; rho salivare: 130:170; rho urina: 25:40.

Rappresentando con un grafico i dati accumulati, di pH, rH2, rho del sangue, della saliva e delle urine, la BEV stima il terreno biologico, eventualmente per ri-bilanciarlo e riportarlo così al suo primordiale stato di vitalità.

L'infezione da candida sopraggiunge esclusivamente su un “terreno non funzionale”, declassato, per esempio, da un'affezione patologica, da terapie antibiotiche, da cure ormonali, da vaccinazioni, ... o addirittura dallo uso di un contraccettivo, situazioni queste che conducono i lieviti verso un'abnorme proliferazione nel livello enterico, che andrà, purtroppo, a superare la potenza di 10 alla terza (di cellule lievitanti)/g (di contenuto enterico).

Oltre questo limite, le spore della candida, come già scritto nel primo post, avvieranno la diramazione delle loro propaggini (hiphae) infestando tutto il corpo e, infiltrandosi nella mucosa enterica, ne modificheranno quella permeabilità, utile a tener lontani sia i processi infettivi sia quelli allergologici, con grave danno anche per l'assimilazione enterica.

Osservate le quattro differenti tipologie di terreno biologico:

- terreno acido e ridotto in cui si sviluppano germi fisiologici;

- terreno acido e ossidato in cui si sviluppano muffe, lieviti, funghi, come, per lo appunto, la candida ma anche altre patologie;

- terreno alcalino e ossidato in cui si sviluppano virus e malattie degenerative;

- terreno alcalino e ridotto in cui si sviluppano germi patogeni.

L'insediamento di malattie silenti e in graduale evoluzione, come la candida, indurranno lentamente il corpo alla comparsa di cancro, di malattie cardiovascolari (ischemie, infarto, ictus, trombosi), di patologie virali attribuibili al tenore di vita, alla farmacocrazia, alle geo-patologie ambientali, alla non osservanza di quei sei princìpi enumerati precedentemente in questo mio scritto.

A conclusione del post, insisto nel ribadire il bisogno di bere acqua pura, quella suggeritaci dalla bioelettronica di Vincent, per evitare in futuro la dilagante diffusione delle patologie infettive e, pertanto, gli sconquassanti e inservibili vaccini.

Il terreno, ricordiamo l'insegnamento di Pasteur, è tutto, non il microbo.

Note

* L'esistenza in vita è modulata da fattori ionico-elettronici, che devono stare entro un determinato, specifico range, proprio attraverso l'alimentazione (si mangia per vivere, non si vive per mangiare).

** Lo scrivente, per es., beve l'acqua Lauretana.

Essa è un’acqua straordinaria per il fabbisogno di scambio elettromagnetico del livello cellulare, super-nutriente, con un’infinità di elettroni fruibili e ad azione anti-radicalica, in grado di riportare indietro l'orologio del nostro corpo.

*** Il tasso di mortalità è direttamente proporzionale alla mineralizzazione delle acque, soprattutto se su di esse si esplica un'azione con prodotti chimici ossidanti.

Raffaele

 

Nono post

Durante il periodo di allattamento al seno (mediamente sei mesi), il poppante ha la possibilità, surgendo il latte dal capezzolo della madre, di manifestare degli sfoghi sulla pelle e del prurito, attribuibili alla candida.

Parimenti, fino all'età di dieci anni, durante la infanzia, i bambini, sia maschi sia femmine, incombono spesso in fastidiosi pruriti, con vaste infiammazioni cutanee, sull'area genitale, in zona perianale o perivaginale, o in entrambe le parti, ascrivibili a uno stato d'infezione da candida, la cui sintomatologia presenta, per es. nel poppante, ripetute infiammazioni a carico dell'orecchio, accompagnate da coliche gassose, tipiche del periodo neonatale.

Per le affezioni delle vie alto-respiratorie e dell'orecchio, la M.U. somministra frequentemente terapie antibiotiche, le quali, ahinoi, preparano il terreno alle infestazioni candidosiche, che avviano il “poverello” di turno a buscarsi un po' di tutto: particolarmente, le intolleranze e le allergie dietetiche (per lo più, ai latticini, alle graminacee, alle uova, ...) o ai prodotti chimici.

Ovviamente, la madre sarà la prima a porsi la questione di come possa fare il piccoletto senza tali nutrienti e si rasserenerà solo allorquando, ripresi gli alimenti sospesi per un certo periodo di tempo, verificherà in prima persona che gli stessi non diano più alcuna allergia al pargolo.

Anche se non si potrà escludere del tutto una ricaduta!-ossia una sordida, silente azione allergica, declassante le stazioni immunologiche, con guai, adesso, discretamente seri, dato che non saranno sufficienti le naturali barriere immunologiche ad arrestare la infestazione.

I bambini affètti da candida sono spesso, a scuola, irascibili e iperattivi, presentano inoltre problemi quali sinusiti, asma, esagerato senso di stanchezza, dissenteria, smodato desiderio per gli zuccheri, per i farinacei, per i dolciumi in genere, per le bevande dolcificate, ..., riduzione delle abilità cognitive, risultando piuttosto pigri, non partecipativi e collaborativi.

Meno male che la M.O., in siffatta situazione, propenda per il non uso di terapie antibiotiche ma, sullo insegnamento del doppio nobel Linus Pauling, rinunci alla nistatina (antibiotico di formula C47H75NO17) e propenda per la dispensa di lactobacilli (acidophilus, bifidus, bulgaricus, ...), di aglio, di acido levo-ascorbico, di olio essenziale di melaleuca alternifolia, di zinco chelato.

Per es., nei bambini con un'affezione delle vie alto-respiratorie e dell'orecchio, la bonifica richiede lo impiego di acido levo-ascorbico, di bioflavonoidi, di zinco chelato, e una specifica alimentazione priva di cereali lavorati, di latte e latticini (formaggi inclusi), di pane, di pasta, di pizza, di dolci, di torte, di gelati, di ogni sorta di zucchero, anche il miele, di bibite gassate dolcificate.

E soprattutto a scuola, niente merendine ma colazione con un frutto o, dato che piacciono e anche molto, e contengono tutti gli otto aminoacidi essenziali nei loro giusti rapporti di quadratura, delle carote.

Raffaele

 

Decimo post

Sapete che l’intestino in un soggetto adulto occupa un’area di circa 280-300 metri quadrati*?

Allora, non dovrebbe sorprendervi il fatto ch’esso costituisca il più vasto e sviluppato Sistema Immunitario del nostro corpo, capace addirittura di agire in modo autonomo rispetto al S.I. sistemico.

Attraverso l’assimilazione enterica, entriamo quotidianamente in contatto con l’esterno, cercando una sempre più idonea decodifica di esso, come dire, una sorta di “rielaborazione digestiva” di tutto ciò che ci circonda ed entra in noi.

La intera superficie della mucosa enterica pullula di un incredibile numero di microrganismi (batteri, virus, funghi, protozoi), stimato in 10 alla quattordicesima (se avete dimestichezza coi numeri, equivale a 100.000.000.000.000, ossia 100.000 bilioni, più di tutte le cellule del nostro corpo che, pensate, risultano 10 alla tredicesima!), il quale costituisce un vero e proprio “film biologico”, un autentico baluardo difensivo.

La mucosa enterica possiede il maggior numero di plasmacellule, capaci di fabbricare anticorpi per l’organismo (diversi grammi di IgA al giorno) e di proteggere lo epitelio di rivestimento del lume intestinale.

Del resto, lo intestino è un rilevante luogo per lo attecchimento di eventuali infezioni.

A custodia del benessere della barriera enterica vi sono, per lo appunto, le IgA (particolari immunoglobuline) secretorie, le quali riducono lo ingresso degli antigeni microbici e alimentari e selezionano quelli da ammettere all’area della mucosa enterica, garantendo anche un certo pregio della risposta immunologica.

Tanto l’ampia estensione quanto il “massiccio dispiegamento degli addetti ai lavori” fanno ben immaginare quale e quanta importanza rivesta la integrità del nostro apparato digerente nei riguardi della protezione contro tutte le patologie, specialmente se lo raffrontiamo con quello tegumentario (rivestimento esterno del corpo) o con quello respiratorio.

Ecco perché l’asma, per es., non sia da ritenere una malattia infiammatoria a carattere respiratorio ma piuttosto una sintomatologia in strettissima interdipendenza con la intera superficie della mucosa enterica (terreno immunologico).

Sto dicendo, che bonificando lo apparato digerente, ancor prima che quello respiratorio, e senza alcun supporto farmacologico, tenendo fortemente in considerazione le intolleranze e le allergie, sia dietetiche sia ambientali, si riesce a risanare quel terreno immunologico che è alla base di ogni malattia (asma, infestazione da lieviti, candida, …).

“Considerate che lo stress, qualsiasi sia la sua origine (patologica, fisiologica, conflittuale o sociale, ...), è, ogni volta, riconducibile a tutta una sfilza di risposte, che sono la manifestazione di una valorosa opposizione e salvaguardia del corpo verso quei fattori (stressors: agenti stressanti, come allenamento, fatica muscolare, rapporti sessuali, turbamenti, ...) non specifici, che porterebbero a uno squilibrio omeostatico (della regolazione dello ambiente interno).

La nostra risposta allo stress è, entro certi limiti, connaturale, necessaria, perché denota la nostra capacità di adattamento, ma se la sollecitazione si ripercuote con elevata veemenza e per tempi prolungati, essa costituisce un serio problema patologico”.

Se a esso si associa poi uno scorretto approccio alimentare, ecco che il nostro corpo entra in un vero e proprio stato di allerta, contraddistinto dal pronto intervento delle “sentinelle immunologiche”, gli anticorpi ossia le immunoglobuline Ig, particolarmente la classe delle IgG, le molecole anticorpali più utilizzate nel corso della risposta immunitaria, vitali ai fini della esistenza in vita.

Una fase talmente delicata da far ritenere anche la regolare alimentazione come un qualcosa di superfluo!!!

Del resto, l’organismo è in “G-U-E-R-R-A”, quella “P-E-R L-A S-O-P-R-A-V-V-I-V-E-N-Z-A”!!!-questo e niente altro conta!

Una volta che la fase di allarme sarà poi superata, le “sentinelle immunitarie” allenteranno gradualmente la loro vigilanza, riconducendo tutto allo stato di normalità.

Un soggetto in salute può ospitare 1000 cellule fermento/per 1 g di contenuto enterico, senza prendersi un’infezione fungina, valore questo che declassa, e di molto, se si tiene conto del forte abuso delle prescrizioni farmacologiche (antibiotici, contraccettivi orali, cortisonici, farmaci o terapie che riducono o aboliscono le reazioni immunitarie sfavorevoli), della scorretta alimentazione, delle intolleranze e allergie dietetiche e ambientali, …

Esistono 140 differenti e conosciute specie di candida, delle quali almeno una decina (c. albicans, c. Krusei, c. pseudotropicalis, c. tropicalis, …) risultano deleterie per noi umani.

Ora, tutti i fermenti (lieviti, funghi, candida) abbisogna del carbonio organico ossia dei carboidrati, che non possono però ricavare dall’anidride carbonica e dall’acqua, così come fanno, per es., i vegetali, attraverso la fotosintesi clorofilliana.

Nutrendoci di cibo spazzatura come il pane, la pasta, la pizza, le farine bianche lavorate, pertanto prive di fibra e di sostanze nutrizionali, lo zucchero bianco, i dolci, le torte, le pizze, i biscotti, i gelati, i crackers, le fette biscottate, le bibite gassate, ecc., favoriremo la fermentazione glucidica (soprattutto quella dei carboidrati semplici a basso peso molecolare o, se preferite, degli zuccheri semplici, agevolmente assorbiti e prontamente consumati dall’organismo, quali, per es., il glucosio e il fruttosio) e con essa la proliferazione micotica (lieviti, funghi) che nel corso di qualche ora straforerà il tetto di 10 alla terza/1 g, giungendo a quello di 10 alla sesta/1 g.

Ugualmente avverrà per gli zuccheri complessi, quelli a lunga catena carboniosa, disaccaridi (non il lattosio) e polisaccaridi, i quali saranno frazionati a livello gastroenterico in monosaccaridi.

Nota

- *Area cutanea: 2 mq;

- *area mucosa che riveste i bronchi e gli alveoli: 80 mq.

Raffaele

 

Undicesimo post

Tutto ciò che vibra emana una particolare onda e pure il nostro DNA cellulare sprigiona delle radiazioni ultradeboli, che passano sotto il nome di biofotoni.

La teoria dei biofotoni, fu formulata dal biofisico tedesco, Prof. Fritz Albert Popp, sulla scia di una coraggiosa illuminazione avuta più di mezzo secolo prima dal biologo russo Alexander Gurwitsch.

Illuminazione che espone una credibile spiegazione, avvalorata finalmente da innumerevoli sperimentazioni, del fatto che l’accadimento biologico principale, su cui poggiano sia la vita sia i cambiamenti che esitano nelle più disparate patologie, sia un fatto fisico di natura elettromagnetica.

Gurwitsch non fece altro che accostare due giovani radici di cipolle e osservare che le cellule di una cipolla si erano scisse profondamente proprio nel punto verso cui era indirizzata (vòlta) la sommità della seconda radice.

Inversamente, non succedeva qualche cosa inframezzando le due cipolle con una lastra di vetro, che praticamente incorporava i raggi ultravioletti.

Ipotizzò, in base alla osservazione, che i due bulbi sprigionassero una radiazione non ancora nota per quel tempo.

Mezzo secolo più tardi, ci pensò il biofisico tedesco Albert Popp con la sua équipe di ricercatori ad avvalorare, attraverso delle evidenze sperimentali, l’esattezza della ipotesi formulata da Gurwitsch.

Uomini, animali e piante, sprigionano, liberano luce, per l’appunto i biofotoni, sotto forma di “quanti energetici”, per cui sono capaci di trasmettersi scambievolmente delle “notizie” anche da lontano.

Un avvicendamento d’informazioni comprovato dalla esperienza con due bicchieri di sangue fresco di maiale, collocati a distanza ravvicinata tra di loro.

In uno di essi, s’infuse un microrganismo patogeno e il sangue prese a fabbricare anticorpi.

Ma, evidenza ancor più strabiliante, pure il sangue del secondo bicchiere prese a fabbricare anticorpi, pur non essendovi stato infuso alcun microrganismo patogeno.

Anche in questo caso, inframezzando i due bicchieri con una lastra che non consentiva il passaggio della luce, non accadde qualche cosa ossia non si realizzò alcun anticorpo nel secondo bicchiere.

Dunque, il vocabolo biofotoni sta per “quanti energetici” ossia per fuoriuscita di energia che s’irradia dagli organismi viventi alla velocità di 300000 Km/s (v. della luce).

Una ulteriore, definitiva conferma della veridicità delle precedenti osservazioni e conclusioni, ossia che la luce sia il fondamento della propagazione delle informazioni, si ebbe nel 1976 mediante l’uso di detektor (fotorilevatori) sensibili ossia di fotomoltiplicatori.

Tutte le cellule sono capaci di sprigionare segnalazioni particolari, con specifiche peculiarità sia individuali sia del tessuto di appartenenza, segnalazioni che modulano lo sviluppo e il rinnovamento cellulare e sorvegliano tutti i processi biochimici.

Ovviamente, risulta comprensibile che il maggior contributo da parte dei biofotoni e della loro emissione di luce* si abbia a livello del nostro patrimonio genetico (DNA), in cui sono racchiuse tutte le memorie (informazioni cromosomiche) di un organismo biologico, una spirale di 10 miliardi (giga) di cellule.

Una sorta, come dire, di “antenna elettromagnetica" che, a mo’ di ricetrasmittente, ingloba le informazioni, per diramarle nelle nostre cellule, modulando così ogni processo cellulare sia endogeno sia esogeno.

Fu Pjotr Raikov a osservare che lo spettro vibrazionale del DNA possiede i cromosomi che agiscono, mediante una radiazione di tipo laser dello stesso DNA, come P.C. solitonici-olografici ossia il DNA ha, alla maniera di un ologramma, tutti i ragguagli indispensabili alla perfetta crescita umana ma può mutare negativamente se si modifica il dominio vibratorio nel quale è immerso.

Contemporaneamente, il tedesco F. Popp ipotizzò, osservò e concluse sull’esistenza certa dei biofotoni.

Le osservazioni sia di Nicholas Tesla sia di Georges Lakhovsky avevano precedentemente concluso, mediante studi sui campi elettromagnetici, che le molecole non si limitano a essere esclusivamente dei reagenti (chimici), ma, e il nostro DNA n'è la conferma, esse sono una sorta di “antenne elettromagnetiche”.

Posseggono, infatti, cariche elettriche + e cariche elettriche – e anche “assetti oscillatori”, per cui sono in grado d’incorporare e di rilasciare onde elettromagnetiche con informazioni “messe in forma” e di trasmettere in ogni dove un autentico avviso d'identificazione.

C’è poi un meccanismo, piuttosto complesso per quanto strabiliante, di collegamenti, su base elettromagnetica, tra i disparati costituenti cellulari della materia vivente, modulati pure dall’attività d’immagazzinamento e di propagazione delle “memorie” da parte delle molecole di acqua, sia quelle intra sia quelle extracellulare.

Collegamenti capaci di agire con un dispositivo rigoroso, con regole e norme ben precise, per cui tanto il DNA quanto l’RNA, inclusi anche i costituenti del sistema biologico, vibrano su determinate frequenze delle radiazioni elettromagnetiche (spettro EM).

Il binomio DNA/RNA orchestra ogni sequenza operativa che consenta qualsiasi trasformazione di sostanza chimica, mediante la intercessione sia dei centrioli, organelli cellulari che partecipano alla scissione cellulare e agiscono da “micro-oscillatori”, sia dei domini di coerenza (competenza organizzativa coerente dei campi elettromagnetici informati per programmare assetti materiali sempre più articolati) delle molecole di acqua (l'acqua risulta il perfetto mezzo per raggiungere questo obiettivo).

Le reazioni chimiche e biochimiche si compiono allorquando i costituenti di tutto l’impianto, divenuto operativo, vibrano, avviando così un processo di risonanza, riconducibile al principio di vibrazione che ci fa rendere conto di come si possano avere interscambi anche a distanza (per es., se si fa vibrare la corda di un violino, la stessa corda di un altro violino attiguo comincia a vibrare senza che sia stata “pizzicata”, come dire, ha fatto eco spontaneamente alle onde energetiche emanate dal primo violino, “risuonando**”; parimenti accade tra i sistemi energetici, quali il nostro Pianeta, e tra gli uomini, che potrebbero creare afflati emozionali positivi in tutti gli ambienti, compreso quello di lavoro.

La sintonia vibratoria è molto importante e consente, sulla base di un vincolo di risonanza, di scambiare bio-informazioni, anche a distanze ragguardevoli.

Dunque, il DNA da buon “bio-risonatore”, avvalendosi delle leggi dell’elettromagnetismo, può informarci su quelle energie molto flebili, e ancora tutte da decodificare, che stanno alla base della informazione, di vitale importanza per i futuri sviluppi del genere umano.

Attraverso questo attivismo vibrazionale-informativo sono connessi, in tempo reale, tutti i distretti del nostro corpo, sviluppando in tal modo un “complesso direttivo” in grado di intervenire, simultaneamente, dappertutto, con delle minimali inesattezze.

Non sottovalutiamo, dunque, la risorsa elettromagnetica, la quale potrà soddisfare tutte quelle curiosità sull’evoluzione, sulla meccanica delle cellule, sulla salvaguardia della specie ma soprattutto sul funzionamento cellulare, da ritenere in contatto anche con la realtà emozionale.

Le nostre cellule e il nostro DNA sono dunque munite di “antenne ricetrasmittenti” capaci di interagire con le altre cellule e con l'ambiente circostante, fattore questo che porta la biologia ben oltre quel piedistallo riservatole dalla biochimica.

Da “organizzazione di tipo biochimico” l'uomo diviene “organizzazione di energia elettromagnetica”, la quale, associata alla teoria della vibrazione e della risonanza, gli conferisce una logica esistenziale.

Come dire, il nostro DNA, le nostre cellule sono parte integrale di un mondo, che potremmo definire delle “energie sottili”, in cui le molecole hanno una vera e propria “intelligenza”, il sistema neuro-psichico è interagente, attraverso un sistema comunicativo e magnetico, in grado di raccordare attivamente tutto il sistema biologico.

Ecco: la biochimica completata, perfezionata da un “sistema energetico d'informazione”!!!

Tutti gli esseri viventi sono stati muniti di una eccezionale suscettibilità ai campi elettromagnetici, particolarmente quelli di poca intensità.

Teniamo, poi, sempre ben presente che in fisica il vocabolo “osservare” non significa negare l'evidenza di alcuni fenomeni solo perché non si dispone delle necessarie strumentazioni, idonee a stimarli.

E comunque, tramite la fisica quantistica, la radioestesia (sensibilità alle radiazioni) e una buona dose del nostro buon senso possiamo concludere in maniera certa in favore dell'esistenza di un perpetuo, vicendevole passaggio di energie, anche in forma di particelle o di onde elettromagnetiche (radiazioni), di atomi o raggruppamenti di atomi a carica elettrica positiva o negativa (ioni), ... tra la terra e il cielo, pertanto anche tra l'uomo e la natura (che stanno nel mezzo) ed essi (terra-cielo).

Fino a ora, le scienze biologiche hanno offerto della materia vivente un concetto imperniato sugli scambi chimici tra molecole di dimensioni molto grandi e di elevato peso molecolare, sui processi biochimici al di fuori dell'organismo vivente e non al suo interno, in maniera dunque molto vaga ma altrettanto presuntuosa nel ritenere, a seconda della circostanza, di aver finalmente còlto il principio dell'esistenza oppure il motivo di una determinata patologia o ancora il medicinale portentoso, magari panacea di tutti i mali.

Quando poi c'è una sconfinata letteratura scientifica, e noi lo sappiamo bene, che afferma tutto e il contrario di tutto e dunque della serie “si salvi chi può”!!!

L'uomo è molto di più di una semplice “organizzazione di tipo biochimico”: le molecole del DNA non sono una mera struttura biochimica ma pure e specialmente “ricetrasmettitori” in grado di divulgare e inglobare vibrazioni elettromagnetiche con una strabiliante versatilità di clonazione, di decodifica, d'invio di tutte le informazioni, una specie di programma elettronico da immettere e depositare nelle formazioni a grappolo (cluster) delle molecole d'acqua del livello cellulare, formando in tal modo delle aggregazioni e cooperazioni con un fine comune (domini di coerenza), da dislocare, quali messaggeri, nelle varie zone del corpo, sì da manovrare le possibili reazioni biochimiche.

Per dirla con G. Lakowsky :

- Ogni essere vivente emette radiazioni, la grande maggioranza degli esseri viventi è capace di ricevere e rilevare onde..[…] - La vita è creata dalle radiazioni (frequenze), la vita è mantenuta dalla radiazione, la vita è distrutta da uno squilibrio oscillatorio e vibratorio.

Dopo questa lunga ma necessaria premessa, consapevole del fatto che tutto ci­ò che oscilla emana un'onda particolare, occorrerà chiedersi quali siano le radiazioni ultradeboli (biofotoni) emesse dal DNA delle cellule del nostro organismo.

La risposta alla domanda di significato la fornisce, attraverso le sue ricerche, effettuate con il dosimetro e il biometro di Bovis, tarato in Angstroms***, André Simoneton, valoroso ingegnere francese.

Le sue osservazioni conclusero che la frequenza oscillatoria della buona salute degli umani stia tra i 6200 e i 7000 Angstroms, con un dato medio fissato a circa 6500 Å****.

Ora, per conservare stanziale tale coefficiente vibratorio, in grado di preservarci in buona salute, l'uomo può beneficiare delle:

- onde sismiche e cosmiche (emesse, per es., da nuvole interstellari-stelle giganti rosse, ...);

- onde dello spettro solare;

- onde degli alimenti.

Ma attenzione i primi due tipi di onda non sono sufficienti a preservarci in buono stato di salute se non facciamo scorta della nostra fonte energetica principale, direi vitale, ossia quella della risorsa alimentare.

Infatti, vi sono chiare evidenze sugli animali nutriti con cibo unicamente sintetico, anche se equilibrato nel rapporto quantità/fabbisogno calorico/die: essi hanno un accrescimento ridotto rispetto ai parametri della normalità, a conferma del fatto che oltre al fabbisogno energetico-calorico incida anche e soprattutto la radiazione vibratoria.

La dieta Ortomolecolare poggia le proprie assunzioni dietetiche su cibi con altissimo coefficiente vibratorio e non su prodotti scadenti, sotto questo aspetto (alimenti conservati, confezionati sia in busta sia in scatola, pieni di conservanti, coloranti, addensanti, ...).

Dal punto di vista vibrazionale, gli alimenti superiori (+ 6 500 Å e fino a 3000 Å) sono:

-la frutta fresca matura e i centrifugati di frutta;
-gli ortaggi e i legumi, sia crudi sia cotti, purché la temperatura non vada oltre i 70°C; il pane, la farina coi suoi derivati, integrali;
-la frutta oleaginosa, gli oli che vi si estraggono, le olive, i pinoli, le mandorle, le nocciole, le noci, la soia, il cocco, i semi di girasole.
-le uova di giornata da allevamenti naturali o biologici.

Sono alimenti inferiori (- 3 000 Å e fino a 0 Å), non conciliabili con la esistenza in vita, perché muniti di uno scadente coefficiente vibratorio:

-la carne cotta, le uova, dopo che sono trascorsi 15 gg., i salumi, il latte bollito, il caffè, il the, lo cioccolato, la marmellata, il pane ricavato da farine raffinate, tutto il formaggio fermentato.

Come si nota, gli alimenti con bassa vibrazione sono proteici, per cui se non abbiamo il fegato e l’apparato digerente efficienti, essi ci arrecheranno intolleranza.

Solo per completezza d’informazione, sono alimenti morti ossia non emanano alcuna oscillazione misurabile:

-le conserve, la margarina, tutti i dolci fatti con la farina raffinata, gli alcolici, i liquori, lo zucchero bianco raffinato.

Diversamente, gli alimenti vitaminici sono ottimi, presentano notevoli vibrazioni e ci bastano, se seguiamo un’idonea dieta vegetariana.

I legumi freschi e maturi (ceci, fagioli, fave, lenticchie, piselli) sono eccellenti, perché hanno un’ottima vibrazione.

Zucchine, carciofi, funghi, spinaci, fatti a listarelle e mangiati crudi, con un filo d’olio extra vergine d’oliva, hanno eccellenti vibrazioni.

Gli alimenti come la carne non incrementano l’energia somatica ma la riducono, perché il loro assorbimento brucia quasi tutte le calorie che apportano.

Ribadisco che tutti i nostri guai derivano dall’acidità eccessiva del nostro sangue, a causa dell’ingestione di troppe sostanze proteiche, quali la carne, il pesce, il pollame, i salumi, gli insaccati, i formaggi, perché essi alterano l’equilibrio dell’azoto.

Il fegato e i reni possono eliminare fino a 8 grani di Acido urico nella giornata, mentre mezzo chilo di carne ne genera ben 18!

Mangiando troppa carne, l’Acido urico si deposita nel nostro organismo, portandoci, col trascorrere del tempo, ahinoi, gotta, reumatismi, artrosi ...

In sintesi:

- il cibo di qualità ha una frequenza oscillatoria superiore ai 6500 Å;

- certe applicazioni modificano e declassano il pregio degli alimenti: per es., le verdure****** in acqua che bolle mentre quelle cotte a vapore al di sotto dei 70 gradi centigradi preservano molte delle qualità nutrizionali*****;

- solo i prodotti freschi e naturali possiedono le indispensabili, elevate radiazioni energetiche;

- la pasteurizzazione o pastorizzazione declassa quasi completamente il coefficiente vibrazionale del cibo;

- la disidratazione preserva le frequenze vibrazionali degli alimenti;

- i cibi proteici (la maggior parte) sono alimenti inferiori che producono, nei malati di fegato (epatite virale, cirrosi biliare primitiva, epatiti alcoliche e autoimmuni, ...) e negli affetti da disbiosi enterica, mal di testa, patologie infiammatorie quali l'asma, dermatosi e infiammazioni cutanee, esantema.


Note

* L’intensità della luce è comparabile a quella di una candela situata a 20 Km di distanza, quindi estremamente flebile ma con una qualità straordinaria: quella di poter veicolare informazioni.

**ll risuono avviene tra strumenti differenti.

***Misura equivalente al decimilionesimo di millimetro.

****Lunghezza d'onda corrispondente alla radiazione del colore rosso nello spettro solare (7600-6100 Å).

*****Le radiazioni vitaminiche sono azzerate oltre i 70 gradi centigradi.

Inversamente, le patate possiedono da crude una frequenza oscillatoria di 2000 Angstroms, mentre da cotte, sia in acqua sia al forno, ne hanno una di circa 7000 Å.

Le carote e le barbabietole, appena colte, hanno una radiazione che sprigiona coefficienti vibrazionali tra 7000 e 8000 Å.

Le lenticchie, i fagioli, le fave, i piselli mangiati freschi rilasciano frequenze vibratorie tra 7500 e 8000 Å mentre quelli secchi liberano frequenze energetiche che si perdono del tutto dopo qualche mese ed ecco perché risultano poi scarsamente assimilabili.

******Le verdure è meglio mangiarle crude e miste in modo da avere più frequenze radianti riunite fra di loro, ch'esiteranno in un'unica radiazione energetica totale anche fino a 11000 Å.

La maggior parte delle verdure che arrivano sulle tavole di coloro che vivono nelle grandi città possiedono un coefficiente vibratorio declassato da un minimo del 33% a un buon 50%, pertanto prive del loro originario potere nutrizionale e sono anche piuttosto indigeste.

Avendone la possibilità, sarebbe estremamente utile, di semplice attuazione e anche a buon mercato, farsi un germogliatore in modo da assicurarsi germogli a elevato valore nutrizionale.

Assunti per 2 volte la settimana, essi ripristineranno la flora batterica enterica e costituiranno un'ottima protezione contro la candida.

Note aggiuntive

- I funghi crudi, appena colti, tipo champignons, sprigionano 8500 Å;

- l'olio extravergine di oliva, spremuto a freddo, libera 8500 Å, dopo un settennio e oltre, ne conserva ancora 7500, purché custodito lontano da sorgenti luminose che ne attuano la ossidazione lipidica; invece quello sottoposto a processo di decolorazione (trattamento con terre adsorbenti o carbone attivo) e di deodorazione (distillazione in corrente di vapore sotto vuoto, 3-5 mm Hg, ad alta temperatura, 200 °C) emette frequenze vibratorie fino a 4500 Å; infine, ricavato chimicamente e separato in modo non meccanico non emette alcuna vibrazione.

Raffaele

 

Dodicesimo post

A tutela degli “assalti” da parte dei microrganismi patogeni, delle sostanze nocive o di altri antigeni (sostanze in grado di provocare una precisa risposta immunitaria, umorale o cellulare), a danno sia della mucosa enterica, vitale roccaforte protettiva del corpo umano, sia anche dei canali di passaggio (livello respiratorio, vaginale, ...), intervengono gli anticorpi, sostanze di natura proteica che si manifestano durante una reazione immunologica prodotta da un antigene.

Sono più di 500 i differenti tipi di batteri che colonizzano l'apparato gastro-enterico di un soggetto in buono stato di salute.

Essi selezionano e smaltiscono gli alimenti nel livello enterico, scindendoli in piccolissime molecole, proteine bioattive (peptidi) e aminoacidi, che possono essere assimilati tramite la mucosa dell'intestino.

Si crea nel distretto enterico un connubio tra interi ceppi di lieviti e migliaia di miliardi di microrganismi amici che interagiscono e ci assicurano uno stato di buona salute, non consentendo ai germi patogeni (batteri, virus) e alle sostanze allergizzanti di oltrepassare l'estremo baluardo difensivo, andando a inquinare il sangue.

Quando siamo sottoposti a terapie antibiotiche da medici sempre più preoccupati di fare le fortune delle multinazionali farmaceutiche oltre che le proprie, di questi tempi poi con una sempre maggiore incidenza, accade abbastanza frequentemente che i microrganismi amici siano sterminati in maniera massiccia senza minimamente ledere i lieviti che, indisturbati, prendono a riprodursi abnormemente e a infestare, un po' dappertutto, sia il livello enterico sia le altre parti del nostro organismo.

I lieviti rilasciano un composto tossico (micotossina) che, “navigando” per il corpo, va a declassare le nostre barriere immunologiche, inducendoci uno stato patologico.

Oltre agli antibiotici, sono la birra, i contraccettivi, i dolciumi, le mutazioni ormonali a sollecitare l'abnorme proliferazione dei lieviti e quindi il rilascio di quelle sostanze tossiche prodotte da differenti tipi di funghi, cui prima facevo riferimento.

Secondo alcune stime, sul derma di un soggetto in salute albergano circa 1 bilione (mille miliardi) di batteri, valore che lievita a 1 trilione (un milione di miliardi) nel livello enterico.

Si consideri anche che nella parte terminale dell'esofago e dell'apparato gastrico il valore batterico è di 0 e che esso “schizza” a qualche migliaio/mm nel tratto enterico, in prossimità della prima parte del duodeno, per poi giungere nel colon distale e nel sigma/retto a 1 bilione di batteri/mm.

Ricordiamolo sempre: l' “esistere”, inteso quale rapporto interrelazionale di “rice-trasmissioni di notizie” tra il nostro interno e l'esterno, “si gioca” lungo l’area della mucosa enterica, la quale espleta un’eroica mansione difensiva avversa al perpetuo pericolo d’irruzione da parte degli antigeni, esogeni assalitori.

Il nostro S.I. risente tantissimo della connaturale flora enterica, composta da una miriade di microrganismi che espletano una duplice funzione: difendere la parete della mucosa enterica e promuovere il bilanciamento del naturale ambiente intestinale.

Questi “eroi” del livello enterico sono indefessi lavoratori, mai a riposo, il loro giusto equilibrio ci propizia la perfetta salute, sintetizzando le sostanze nutrizionali vitali quali l’acido folico, la B2, la B5, la B6 (piridossina), la B8, la B12, la vitamina K.

Se, malauguratamente, la nostra parete enterica, colonizzata da un assalto di lieviti, quali la candida, s’ “infettasse”, ecco che l’attività digerente declasserebbe sempre più rapidamente, esponendoci al pericolo di contrarre qualche patologia che, in stato di salute, i citocromi P450 (principali protagonisti implicati nella detossificazione del corpo, capaci di attivarsi sia sui medicinali e sulle sostanze tossiche esogene sia sulle sostanze di rifiuto dell’organismo) avrebbero senz’altro evitato.

L’eubiosi (ottimale bilanciamento della flora batterica enterica) ci assicura un perfetto equilibrio delle sostanze nutrizionali dell’apparato digerente, le quali intervengono efficacemente nel metabolismo di enzimi, medicinali, ormoni, sostanze cancerogene, …

Stiamo poi molto attenti alle intossicazioni di mercurio, soprattutto quelle da amalgami dentali e da vaccini, le quali producono deleteri effetti sulla flora intestinale, alterandola (disbiosi), e instradando l’organismo verso una probabile candidosi.

I batteri del livello enterico svolgono un ruolo difensivo fondamentale contro l’assalto dei germi patogeni, mediante la fabbricazione di brevi assemblaggi di acidi grassi, che conferiscono ai simbionti un’attività batteriostatica ossia di repressione dello sviluppo dei microrganismi patogeni.

Ci sono evidenze sugli sventurati animali di turno, sottoposti a trattamenti antibiotici cosiddetti ad ampio spettro, di anomalie immunologiche che non presenterebbero invece quelli non sottoposti a cure di questo tipo.

Osservate gli effetti delle cure antibiotiche ad ampio spettro:

- calo del valore d'interferone, al disotto della soglia minima del valore di normalità;

- declassamento del regolare indice di anticorpi naturali;

- insufficiente fabbricazione di elementi di sollecitazione del colon;

- iperplasia linfoide enterica del tenue (esistenza di un consistente infiltrato linfocitario sulla membrana del tenue con sequenziale condizione infiammatoria cronica);

- minore e insufficiente capacità di reagire da parte sia dei macrofagi sia dei G.B. (globuli bianchi) neutrofili;

- ridotta ipersensibilità ritardata.

Superfluo, quindi, ribadire che quei “poveri sventurati, cui prima facevo riferimento, siano stati defedati nel S.I., procurandosi infezioni batteriche o virali che mai avrebbero contratto ad apparato digerente sano.

Teniamo quindi nella giusta considerazione che i medicinali, l'esposizione alle radiazioni, le sostanze nocive, la scorretta dieta, le forti emozioni, un'imperfetta masticazione, i problemi dell'apparato digerente e le infezioni enteriche, le endotossine e le esotossine batteriche (molecole nocive prodotte dai batteri) promuovono un'abnorme replicazione dei germi patogeni, dal proteus all'escherichia, allo streptococco fecale, ch'esita nella composizione di particelle nocive quali le ammine, l'ammonio, il fenolo, l'indacano, l'indolo, la putrescina e lo scatolo che intossicano per lo più il fegato oppure nell'incremento della perforazione della membrana e nell'assimilazione di macro-molecole tossiche.

Diversamente, negli individui in salute, la flora enterica è alquanto stabile, per via del perfetto bilanciamento e della ottimale convivenza tra germi “buoni” e germi “cattivi”, i quali assolvono alle proprie mansioni (sia quelle di sintesi delle vitamine sia quelle di modulazione dell'omeostasi salina, ...) senza osteggiarsi tra di loro.

Occhio, quindi, a cortisonici e ad antibiotici!!!

Raffaele

 

Tredicesimo post

Sono molteplici le sostanze e le situazioni che ci espongono al rischio di contaminazione da mercurio:

- i medicinali: il cloruro mercuroso (Hg2Cl2), i farmaci in grado di aumentare la diuresi, i purganti, la merbromina (C20H8Br2HgNa2O6, antisettico topico ad azione batteriostatica), la preparazione H, alcuni gel contraccettivi (spermicidi, lubrificanti, ...);

- i prodotti di bellezza (tinte per capelli, mascara resistenti all'acqua, ...);

- l'abuso dei prodotti e delle sostanze dentali;

- l'acqua da bere quando essa sia inquinata;

- le lampadine a basso consumo, i neon, le pile, le batterie, i colori dei tessuti (poliammide, acrilico, ...), i pannolini e gli assorbenti profumati;

- le vaccinazioni*, anche quelle per il servizio militare e delle madri a esse sottoposte, che intossicano, loro malgrado, i propri figli con il mercurio e l'alluminio che filtrano per la placenta (anche la suzione al seno comporta il rischio d'intossicazione da mercurio e osteggia la composizione mielinica degli assoni delle cellule nervose);

- l'intossicazione professionale, con un'alta incidenza tra coloro che lavorano la metallurgia del mercurio (le aziende che producono specchi, i termometri e i barometri, i doratori di mercurio, i dentisti e il personale degli studi odontoiatrici), i collanti, i filtri dell'aria condizionata, il toner delle stampanti, il fumo delle sigarette, il monossido di carbonio delle automobili legato ad aldeidi e ad altri metalli nocivi, gli stabilimenti industriali per la produzione della carta, il feltro, il lucido per le pavimentazioni, la produzione di gas nocivo (clorina);

- l'uso di sostanze alimentari includenti il mercurio, quali i cereali, il pesce (soprattutto quelli di grossa taglia come i tonni), le verdure e i semi sottoposti a fungicidi e pesticidi con mercurio, gli anticrittogamici, le lenti e le sostanze liquide per le lenti a contatto (thimerosal).

Consistenti contraccolpi negativi sono apportati dagli amalgami dentali, soprattutto nella fanciullezza, se si versa in uno stato di candidosi o di deperimento organico o patologico, quale, per es., l'alzheimer o se si è vaccinati concomitatamente a una condizione caratterizzata da un deficit funzionale dei meccanismi immunitari e, conseguentemente, da una minore resistenza organica nei confronti di agenti sia esogeni sia endogeni, quali, per es., l'Herpes Virus 2, l'infestazione da candida, ...

Ribadisco che i neonati risentano molto della tossicità arrecata loro, sia dal mercurio sia dall'alluminio, a opera della madre sottoposta a vaccinazione, come pure nel tempo della poppata al seno, dato che il mercurio non consente la costituzione della guaina mielinica, l'avvolgimento dell'assone delle cellule nervose.

Le vaccinazioni dispiegate contro il virus del morbillo, implicato nell'attecchimento di serie patologie (retticolite ulcerosa, morbo di Crohn), potrebbero esse stesse intensificare il pericolo di contrarre tali affezioni.

I vaccini atti a prevenire la rosolia possono arrecare serie ripercussioni a carico del sistema nervoso, quali la paralisi di Landry o sindrome di Guillaim-Barré-Strohl ossia una “radicolo-polinevrite” che avvia una progressiva paralisi degli arti (prima quelli inferiori, poi quelli superiori) con complicazioni anche letali, soprattutto in caso di coinvolgimento della muscolatura preposta alla respirazione o del sistema nervoso autonomo (nelle forme virulente, in un solo giorno si può rimanere interamente paralizzati).

Stiano ben attente le future gestanti al vaccino antirubeolico il quale, pur essendo remota la trasmissione transplacentare del virus, può indurre aborto oppure sindrome da rosolia congenita (insieme di difetti che un neonato può mostrare in seguito all'infezione materna e alla succedanea infezione fetale da virus della rosolia).

Anche le vaccinazioni trivalenti (morbillo, parotite, rosolia) stanno propiziando in certi stati (Canada, Finlandia, Inghilterra, Stati Uniti), proprio in virtù di una minore virulenza della parotite, dei processi infiammatori, estesi o localizzati, a danno delle varie conformazioni encefaliche (encefaliti) o delle membrane (meningi) che rivestono il cervello e il midollo spinale (meningiti).

Per quanto attiene poi alle vaccinazioni antitetanica e antidifterica si riscontrano sindrome di Guillain-Barré, neurite brachiale, anafilassi.

In almeno un episodio si è concluso che la polineuropatia si presentava tutte le volte che veniva impiegato il tossoide tetanico, con tanto di occasionali crisi epilettiche.

Estrema prudenza, pertanto, nelle eventuali somministrazioni di richiamo, nel caso della antidifterica, anche per via delle intolleranze ch'essa arreca nelle persone mature.

Osservate la tabella 1

www.acp.it/wp-content/uploads/tabellaevidenze.pdf

Pure per i vaccini ricombinanti per l'epatite B si sono verificate spiacevoli risposte di tipo neurologico.

La privazione del grado di capacità funzionale posseduto dall'apparato visivo è stata messa in relazione con una grave infiammazione del nervo ottico e dell'interno dell'occhio (di una o di tutte e tre le parti dell'occhio che costituiscono l'ùvea), associate ad altri occasionali e gravi episodi.

Si sono anche potuti osservare processi patologici a carico delle guaine mieliniche delle fibre nervose del Sistema Nervoso Centrale (SNC.).

Nota

* Che paradosso: da un lato si legifera per ovviare alla tossicità di questo metallo pesante (tenendone sotto controllo la fabbricazione, lo spostamento, l'immagazzinaggio, lo smaltimento), dall'altro si permette perfino l'immissione mirata al corpo umano!!!

Raffaele

 

Quattordicesimo post

Una non idonea capacità renale o un deficit cardiaco, la leucemia e il cancro in genere, la TBC latente e attiva (il S.I. non ce la fa a debellare o tenere sotto controllo l'infezione, data dal Mycobacterium tuberculosis, consentendo che essa colonizzi i polmoni o altre parti dell’organismo: ossa, cervello, linfonodi, …, senza, nel caso specifico, produrre sintomi), la candida e le infezioni fungine, un calo significativo del peso corporeo per deperimento organico costituiscono una strenua barriera all’assunzione dei vaccini.

Nella candidosi, consociata a declassamento del S.I. o procurata da antibatterici, dall’uso del cortisone, da antinfiammatori è estremamente rischioso il vaccinarsi, dato che i microrganismi patogeni in vita potrebbero causare ferali infezioni.

In caso di gestazione, di nascite anticipate, di preoccupanti distrofie dell’infanzia occorre evitare ogni tipo di vaccinazione.

Per es., nel tempo della gestazione, il somministrare vaccini può esitare in un’infezione teratogena (malformazioni) a carico del feto, in tare genetiche, nella perdita del bambino stesso.

Anche le serie affezioni encefalitiche costituiscono un divieto alla somministrazione dei vaccini, in quanto il rialzo della temperatura che ne potrebbe scaturire genera frequentemente eventi convulsivi.

Il test delle intolleranze alimentari si rivela di primaria utilità in quanto indaga sulla compresenza di svariati ceppi di candida, determinandone il grado di dannosità, che rafforzerebbe il rischio, declassando il S.I., della eventuale somministrazione di vaccini.

Si tenga poi anche nel dèbito conto la possibilità di un’intolleranza al tiomersale (tiosalicilato di mercurio, altamente nocivo per il vaccinato) contenuto in tanti vaccini.

Occhio, dunque, ai vaccini!!!

La popolazione scolastica attiva e le donne in allattamento (la donna che allatta veicola nei primi 90 gg. l’immunità al proprio figlio e quindi tutto il resto) dovrebbero in tal senso scongiurare il pericolo di eventuali predisposizioni reattive dell’organismo a determinati vaccini, sfocianti in esiti abnormi o in malattie.

Piccoli e grandi non dovrebbero esporsi ai seri rischi vaccinali se non siano state scartate tutte le dannosissime intolleranze alimentari per certe molecole riconosciute nocive dagli eritrociti (GR) e dai leucociti (GB).

Degli specifici tipi di candida, connotando un discreto declassamento del S.I., per la proliferazione di lieviti, costituiscono un reale rischio nel caso in cui il soggetto sia sottoposto a vaccinazione, come del resto, lo ribadisco, tutti coloro che presentino un elevato rischio d’intossicazione verso qualsivoglia sostanza nutrizionale.

Attenzione, dunque: niente vaccini in caso di serie intolleranze alimentari e reattive alla candida.

Divulgare queste informazioni equivale a ridurre gli eventuali possibili effetti dannosi delle vaccinazioni, particolarmente nei bambini.

E stiamo anche ben attenti alle ferali ripercussioni da amalgami dentali, soprattutto se la nostra saliva risultasse particolarmente acida, ripercussioni ch’esitano in SLA, Parkinson, sclerosi multipla, …

La sintomatologia per intossicazione da mercurio si esplica dappertutto, dalla bocca all’apparato digerente, a quello respiratorio, alla sfera emozionale, sul sistema nervoso, cardiovascolare, gastro-enterico, immunitario, riproduttivo e genito-urinario, della cute, annessi (peli, unghie, ghiandole sebacee e sudoripare), ghiandole mammarie e non solo.

C’è di buono che oggidì la ceramica ottenga un soddisfacente livello di robustezza e compatibilità, anche dal punto di vista biomeccanico, se realizzata da odontotecnici e dentisti capaci e consapevoli.

Gli amalgami erano in passato preferiti per l’altissima duttilità, solidità, velocità di impianto, costo contenuto, oltre che per la loro propensione a rientrare nel dente, permettendo in tal modo una celere penetrazione delle carie negli interstizi dentari.

A ogni modo, torno a sottolineare che un marcato livello acido della saliva erode agevolmente l’amalgama, causando differenze di potenziale ed attività galvanica all’interno della cavità orale (elettrogalvanismo endo-orale), specialmente se si hanno in bocca più amalgami e di vario tipo, tutori e impalcature di metallo.

L’associazione dei metalli conduce alla creazione di ioni ossia alla formazione di autentiche correnti galvaniche in grado di modificare il pH della cavità orale e di apportare nevralgie, cefalee, emicranie.

La saliva è per buona parte composta d’acqua, condizione questa che favorisce i processi ossidativi dei metalli da quello meno nobile a quello più nobile, in primis, pertanto, proprio dal mercurio, che inizierà a rilasciare le sue cariche.

Il cambiamento del pH della cavità buccale induce tutta una sfilza di sequenziali contraccolpi a carico dell’apparato digerente, cui il nervo vago comunica la variante pH, che, pur se minima, porta il corpo alla copiosa emissione di radicali liberi, quale conseguenza dei processi ossidativi.

Tutti ormai sappiamo cosa sia il pH ossia l’unità di misurazione che stabilisce quanto un mezzo risulti acido o basico.

Il valore pH ha un range mutevole dallo 0 al 14, con il 7 che rappresenta il perfetto equilibrio acido-basico ossia la neutralità.

Le sostanze acide hanno delle proprietà completamente diverse da quelle alcaline e tanto più si scende in acidità quanto più il pH è debole, ha cioè una maggiore concentrazione di ioni H+.

Inversamente, andando verso il 14, si riduce sempre più la concentrazione di ioni H+.

Per fortuna, il nostro corpo riesce ad adeguarsi anche a situazioni difficili, pur mostrando sintomi che, se non corretti prontamente, esitano senz’altro nelle più disparate patologie.

L’organismo si avvale delle urine, prodotto finale dell’escrezione renale, per espellere le tossine prodotte al nostro interno, urine costituite da acqua, componenti non organici (ioni sodio, potassio, calcio, magnesio, cloruri, fosfati, solfati ecc.) e organici (urea, acido urico, aminoacidi ecc.), e altre sostanze ancora, che sono elaborate dai reni attraverso i nefroni, i quali provvedono a bilanciare il rapporto acido/base, rimuovendo le tossine e le sostanze non utili.

Le urine andrebbero sempre rilevate di primo mattino, dato che in esse sono presenti le sostanze filtrate nel flusso sanguigno nel tempo in cui dormiamo, il quale è quello ottimale per valutare il tipo di risposta del nostro corpo nei confronti del pasto della sera precedente.

Allorquando le nostre riserve alcaline scarseggiano, il nostro corpo produce non una molecola neutra (urea) ma una molecola tantissimo alcalina (ammonio), in grado di tamponare il nitrogeno (azoto proteico).

Ma tale status quo non può protrarsi a lungo, altrimenti il corpo, sempre più in deperimento organico, si dispone, suo malgrado, all’insorgenza delle più disparate patologie.

Per quanto attiene invece al pH della saliva, il quale dev’essere mediamente intorno a 6,8, serve verificare che, dopo aver sciolto una compressa acidificante di C sotto la lingua, esso declassi repentinamente intorno a 5,5 per poi, nel tempo di un minuto, "ripromuoversi" a 7,5 o oltre, evidenziando ciò un perfetto equilibrio dei sistemi orto e para-simpatico.

Diversamente, se il pH dovesse attestarsi su valori tra 4.5 e 6.4, con rilievi stabili alla somministrazione di C per os., beh, allora, stiamone certi, siamo in presenza di un sistema ortosimpatico prevalente, per via di una condizione di allerta attribuibile a una scorretta dieta o a cause di natura emotiva.

Infatti, mentre il pH delle urine segnala quanto le nostre riserve alcaline siano adeguate, quello della saliva ci mostra il bilanciamento dei sistemi ortosimpatico e parasimpatico.

Raffaele

 

Quindicesimo post

Il nostro corpo è stato ideato per “carburare” in un habitat alcalino e non acido, per cui non è assolutamente da perseguire un'alimentazione troppo ricca di proteine.

L'acidosi, ossia un'esagerata acidificazione dei tessuti, è infatti la principale minaccia per il nostro organismo.

Nutriamoci, inoltre, di cibi che siano integrali e che abbiano un giusto valore proteico (< 50 g/die), che, se eccessivo, condurrebbe all'acidosi.

Essi devono poi essere attivi sotto l'aspetto enzimatico: per es., la cottura abbatte gli enzimi, quella a vapore, ossia al di sotto dei 70 gradi centigradi, ne salva molti.

Stiamo anche bene attenti allo stress il quale porta danno (esaurimento adrenergico) alle capsule surrenali e all'alimentazione che deve, per almeno un buon 70%, veicolare ceneri alcalinizzanti, vitali per il nostro buono stato di salute.

Ecco, dunque, che frutta e verdura siano alimenti da introdurre copiosamente in noi (4/5 della dieta), dato che il resto dei cibi è per lo più acidificante (carne, pollame, pesce, uova, latte e derivati, cereali, (fatta esclusione per il miglio), ...

Un discorso poi a sé merita l'intossicazione da metalli pesanti, particolarmente quella da mercurio degli amalgami dentali.
Gli amalgami dentali stanno all’origine di numerosissimi grattacapi.

Gli amalgami si consumano e sprigionano “reazioni galvaniche”, soprattutto se sono diversi, con liberazione di ioni, ossia di correnti elettriche che modificano il pH della bocca, con tanto di emicranie, cefalee, nevralgie.

Gli amalgami di mercurio liberano esalazioni che per ogni otturazione possono essere di ca. 550 mg nel periodo da 5 a 10 anni ossia di 150/300 mcg (microgrammi) al giorno.

Le “reazioni galvaniche” cui mi riferivo, associate alla diminuzione del pH della bocca e al trasferimento di elettroliti (conduttori ionici), producono una crescita del potenziale di ossidazione, sensibilizzando l’organismo a procurarsi infezioni da funghi del genere candida e parassitarie della cavità boccale, degli organi linfoghiandolari presenti nel cavo orale in fondo alla gola (tonsille) e sulla parete posteriore del rinofaringe tra la fine delle fosse nasali e la gola (tonsille faringee o adenoidi), oltre che infiammazioni a carico dell’orecchio (otiti) e ghiandolari, ...

Il mercurio, assorbito sotto forma di vapore dalla mucosa boccale, entrando nel corpo è prontamente ossidato.

Simultaneamente, c’è l’emissione di cloruro mercuroso (Hg2Cl2), che favorisce un grande sprigionamento di radicali liberi.

Completata l’otturazione in amalgama di mercurio, la fuoriuscita di polvere nel circolo sanguigno è istantanea.

Il fegato, i reni, il cervello e soprattutto il cuore inglobano mercurio subito dopo l’otturazione con un serio rischio di tossicità del sangue che si trova a ospitare delle quantità massicce di mercurio.

Esiste un preciso sviluppo della Medicina Ortomolecolare, utile per la detossificazione da mercurio, che riassumo:

-niente zucchero raffinato, caffè, alcol, pesce;

-niente gomme da masticare;

-niente fumo (l’aumento di calore libera mercurio);

-consumare frutta fresca, vegetali e alimenti non raffinati, integrali;

-attenzione ai cosmetici che contengono il mercurio, come le tinte per i capelli e il rimmel resistente all’acqua;

-attenzione ad alcuni medicamenti come il mercuriocromo, alle miscele di Zn-(idrossi-) carbonati e silicati impiegate per curare le irritazioni cutanee (soluzioni di calamina), alla Preparazione H usata per le emorroidi, ad alcuni gel vaginali, soprattutto anticoncezionali;

-attenzione alle diluizioni per le lenti a contatto con Thimerosal (sodio-etilmercuriosalicilato, C9H9HgNaO2S);

-attenzione al lattice o alle vernici con solvente, ai filtri per i climatizzatori d’aria, alle batterie, agli antiparassitari, agli adesivi;

-praticare attività fisica per espellere le tossine, soprattutto quelle del mercurio che si eliminano agevolmente sudando;

-evitare ogni logorio enterico che possa produrre la ri-assimilazione delle tossine (antibiotici, inadeguata alimentazione, scarsità di colesterolo, ...), perché il mercurio viene eliminato dalla bile e dalla zona intestinale;

-la fibra (riduce il tempo di spostamento e s’imbeve dei liquidi che non hanno metallo) e il carbone attivato (attrae e trattiene le molecole tossiche nella sua superficie interna) sono eccezionali per diminuire la ri-assimilazione dei metalli tossici nell’intestino;

-aumentare il burro per assicurarsi la disintossicazione colesterolica;

-garantirsi lo zinco perché contrastato dal mercurio nelle aree metallo-enzimatiche (il mineralogramma dei capelli evidenzia nella stragrande maggioranza delle volte una sua insufficienza);

-garantirsi il selenio perché produce fortissime reazioni antiossidanti mediante l’enzima glutatione (meglio la selenite del sodio, Na2SeO3, ch’è la forma d’assunzione più valida, anche del selenio organico); esso è poi un potente antitumorale, in grado di contrastare anche le cardiopatie dilatative;

-garantirsi il molibdeno frequentemente carente nel mineralogramma dei capelli degli intossicati da mercurio; esso riduce il mercurio a livello epatico, renale, nella milza e accresce l’escrezione urinaria;

-garantirsi lo Iodio perché il mercurio ne riduce la diffusione;

-garantirsi le vitamine del complesso B: il mercurio limita il compito della B9, da vagliare con la B12; l’acido lipoico, ascritto a vitamina B, è estremamente efficace contro i radicali liberi (anche più della C e della E) a concentrazioni ridotte, e risulta un potente chelante di metalli tossici come il mercurio, il piombo, il cadmio; l’N,N-dimetilglicina, parte attiva di un composto detto acido pangamico (B15), ha un effetto lipotrofico (stimolante del metabolismo ossidativo nei tessuti, detossificante);

-garantirsi la cisteina: aminoacido a base di zolfo, essenziale per l’azione del glutatione, in grado di accrescere l’escrezione urinaria di mercurio e diminuirne la raccolta a livello epatico, cerebrale, nei globuli rossi.

Tenete inoltre nella giusta considerazione che la fluoroprofilassi è una cavolata, dato che il fluoro è un veleno potentissimo, il cosiddetto “veleno citoplasmatico”.

I fluoruri, oltre che spezzare le catene del DNA e dell’RNA, creando legami coi loro gruppi amidici e risultando così nocivi per la sintesi delle proteine e teratogeni, ossia responsabili di malformazioni e mostruosità sul prodotto del concepimento, arrestano gli enzimi unendosi ai coenzimi in luogo del magnesio e del fosforo.

Ai fluoruri è poi ascrivibile sia l’invecchiamento precoce, per via del deterioramento tissutale a opera dei radicali superossido attivi sia l’essere indifesi nei riguardi di patologie degenerative quali i tumori, l’artrite reumatoide, ...

Aggiungo anche che il rame accelera la liberazione dei vapori di mercurio.

Conoscete il percorso che effettua il mercurio una volta liberato dagli amalgami dentali?

-La polvere è assimilata subito nel flusso ematico.

-Il cuore, il fegato, il cervello e il rene concentrano il mercurio.

-Il cervello e il rene rilasciano mercurio con maggior lentezza rispetto agli altri organi.

Alcuni interessanti dati segnalano che 1 americano su 6 in età fertile è sterile ed è, guarda caso!, portatore di otturazioni in amalgami.

La sterilità fra le donne portatrici di otturazioni in amalgami è invece del 25%.

Una ricerca di anatomia microscopica, effettuata su campioni di cervello di dentisti svedesi, che usavano amalgami nel proprio lavoro, dette come esito che gli accumuli di mercurio erano 10 volte maggiori della media e in tre di essi addirittura, fino a 100 volte di più.

Una ricerca tedesca sull’eiaculato umano sostiene che:

-i metalli tossici riducono lo zinco, il rame, il ferro, il manganese, con la conseguente diminuzione o con l'annullamento dei sistemi enzimatici e la creazione di patologie tumorali o degenerative;

-il mercurio metilico riduce l’agilità e la rapidità di spostamento degli spermatozoi, arrecando l’infertilità maschile da causa sconosciuta (infertilità idiopatica);

-il mercurio inattiva gli enzimi che producono il selenio, un potente anticancerogeno, indispensabile per l’elaborazione dello sperma.
Il nostro organismo non è strutturato per ingerire il mercurio:

-valori alti di mercurio nel corpo luteo bloccano la regolare ovulazione; esso impedisce inoltre l’usuale compito di tante vitamine del gruppo B;

-i girini soggetti al mercurio si formano senza coda;

-il mercurio produce un guasto cromosomico sulle cellule: stiano attente le madri gestanti a non sottoporsi a otturazioni dentali se non vogliono ritrovarsi con un bebè portatore della sindrome di Down o con deficienze di coordinazione motoria per insufficienza di iodio, causata dal mercurio.

A tutti, un sereno e in salute Natale.

Raffaele

Sedicesimo post

Il nostro corpo è stato ideato per carburare in un habitat alcalino e non acido, per cui non è assolutamente da perseguire un’alimentazione ricca di proteine.

Infatti, la principale minaccia per il nostro organismo è per l’appunto uno stato di acidosi ossia di esagerata acidificazione dei tessuti.

I cibi di cui ci nutriamo, oltre che con un giusto apporto proteico (< 35-50 g/die), il quale, se eccessivo, porterebbe all’acidosi, debbono poi essere integrali e attivi sotto l’aspetto enzimatico: la cottura abbatte gli enzimi, quella a vapore, ossia al di sotto dei 70° C, ne salva molti.

Stiamo anche bene attenti allo stress, il quale porta danno (l’asse neuroendocrino surrenalico è determinante nell’articolata risposta del nostro corpo allo stress, sia fisico sia psicobiologico) alle capsule surrenali, e all’alimentazione che deve, per almeno un buon 70-80%, veicolare ceneri alcalinizzanti, vitali per il nostro stato di salute.

Ecco, dunque, che frutta e verdura siano alimenti da introdurre copiosamente in noi (4/5 della dieta), dato che il resto dei cibi è per lo più acidificante (carne, pollame, pesce, uova, latte e derivati, cereali, esclusione fatta per il miglio, …).

Anche gli amalgami dentali includenti il mercurio costituiscono un serio pericolo per la nostra salute: essi liberano i vapori di mercurio, quantificabili in 150 mcg (microgrammi)/die durante il quinquennio iniziale per poi raddoppiare.

Le correnti galvaniche della cavità buccale, associate al declassamento dell’acidità del pH della saliva e al trasferimento di ioni (entità molecolari elettricamente cariche), promuovono una “forza ossidativa” che favorisce l’accrescimento della candida e dei lieviti su di un substrato ematico fortemente ossidato.

Le adenoidi, le carie dentali, le infiammazioni dei tessuti parodontali, le linfoadenopatie cervicali e sottomandibolari, le otiti, le tonsilliti e le infezioni similari della cavità buccale sono in stretta correlazione con la collocazione nel cavo orale di otturazioni con amalgami.

Infatti, il mercurio all’interno del corpo umano si ossida agevolmente e promuove l’immissione in circolo di radicali liberi, per cui già poco tempo dopo l’installazione di eventuali otturazioni in amalgama si osserva il suo accumulo nei vari distretti corporei, da quello cardiaco a quello epatico, a quello cerebrale.

Ovviamente, gli amalgami dentali richiedono una specifica opera di rimozione.

La polvere scaturita dalla rimozione degli amalgami confluisce subito nel circolo ematico, il cuore ingloba, nel tempo immediatamente successivo alla sua esposizione, massicce quantità di mercurio, come pure i distretti epatico e cerebrale nelle sedici ore successive.

Significative concentrazioni di mercurio si hanno a carico dell’organo cardiaco, cerebrale, epatico, renale e sulla tiroide.

Il mercurio inglobato è rilasciato molto lentamente, soprattutto quello del livello renale e cerebrale.

Si consideri che il fenilmercurio, potente spermicida, dispiegato in passato sia quale amalgama dentale sia quale eccipiente nei vaccini, ha condotto alla sterilità 1 americano su 6, sterilità che nelle donne in età tra 35 e 39 anni è risultata addirittura di 1 su 4.

Vi sono osservazioni condotte su un gruppo di dentisti svedesi, i quali fanno ancora uso di amalgami, che mostrano indici di mercurio dieci volte al di sopra del normale, mentre per tre di essi la concentrazione risulta, pensate un po’, di ben cento volte superiore.

Un’altra ricerca relativa allo sperma di odontoiatri che facevano uso di amalgami, principalmente con mercurio, rileva una situazione di forte rialzo dei metalli pesanti tossici e un declassamento dello zinco, del rame, del ferro, del manganese.

Gli amalgami dentali a base di mercurio nel corpo luteo femminile bloccano la regolare ovulazione e le attività di molte vitamine del complesso B.

Non solo: tra le odontoiatre, sale la percentuale di aborti spontanei.

Anche l’infertilità idiopatica maschile è in stretta correlazione con il mercurio: il selenio è indispensabile per la produzione dello sperma, il suo declassamento inficia fortemente la sfera sessuale ed espone maggiormente alle neoplasie.

È acclarato che il mercurio danneggi i cromosomi cellulari, generando, per es., l’anomalia cromosomica responsabile della trisomia 21 (tre cromosomi in luogo di due) nel mongolismo o sindrome di Down.

Vi sono riscontri che attestano di madri che in gestazione si sono fatte praticare otturazioni dentali con amalgami in mercurio e che hanno avuto un declassamento nell’assimilazione dello iodio e nella produzione dell’ormone della tiroide, favorendo ciò e/o acuendo l’insediamento di malattie quali i processi infiammatori a carico della tiroide, l’ipo e l’iper-tiroidismo, …

Inoltre, la carenza di iodio nel periodo di gestazione, ascrivibile agli amalgami dentali, arreca danno anche alla coordinazione motoria.

La presenza di mercurio nelle urine sale in maniera direttamente proporzionale al numero di amalgami della cavità buccale a base di mercurio.

Ovviamente, vi sono anche individui che hanno i denti tempestati di otturazioni in amalgami e che non palesano alcun disturbo, per via del loro indice di sopportazione allo stress piuttosto alto e per il semplice motivo di possedere una salivazione basica, la quale non “richiama” il mercurio dal luogo di accumulo.

Sono per lo più i soggetti con un efficiente apparato masticatorio, che si alimentano in maniera idonea e hanno un’appagante vita.

Ma stiano comunque “in campana”, perché allorquando qualcosa dovesse “guastarsi” sotto l’aspetto immunologico, questi fortunati si vedranno presentare “un conto della spesa” piuttosto salato!!!

Pertanto, occhio: la rimozione protetta delle otturazioni in amalgama, da effettuarsi con la luna crescente, sarà necessaria al fine di mantenersi in buona salute, promuovendo addirittura il già adeguato livello di benessere.

 

 

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