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Sull'equilibrio acido-base: seconda parte

Scritto da Raffaele. Postato in Salute & Benessere

Alle nostre latitudini, e non solo, si fa una smodata mercificazione di Farmaci che rilasciano nella quasi totalità scorie acide e si perseguono prototipi comportamentali predisponenti alla stessa maniera all’Acidosi (bramosia di successo, lotta col proprio consimile, …) e favorenti un enorme accumulo di stress psico-fisico.

Lo stile di vita che ne consegue richiede quindi un dispendio considerevole di sostanze nutrizionali (vitamine, minerali, oligoelementi, aminoacidi, enzimi, …) che il nostro organismo necessita di reimmettere atraverso il cibo, il quale, purtroppo, assunto abbondantemente e in modo non consapevole, genera un enorme rilascio di scorie acidificanti.

 



Con l’avanzare poi dell’età, le naturali mansioni del nostro corpo rallentano, con la ferale conseguenza che con sempre maggiore difficoltà siamo in grado di provvedere ai nostri quotidiani bisogni.

Cosicché, tanto più il flusso ematico e quello extracellulare si acidificano quanto più il nostro organismo necessiterà di accumulare le scorie acide in particolari zone, allo scopo di conservare il sangue nel suo connaturale stato di alcalinità.

Se però tale condizione di Acidosi si protrae, accade che le cellule acidificate possano mutare e divenire cancerogene.

Ovviamente, nessuno vuole entrae nell’argomento “degenerazione cellulare”, dato che l'eziopatogenesi del cancro non può essere ricondotta, nella maggior parte dei casi, a un'unica origine, relativa a fattori, interni o esterni, all'organismo, piuttosto, a molteplici aberrazioni, sia genetiche, sia dei meccanismi di autoregolazione interna dell'organismo, sia all'interazione tra eventi fisiologici e eventi psichici.

Sta di fatto, che un’adeguata alcalinità del nostro corpo provvederà a somministrare alle nostre celule ossigeno del tipo molecolare e ionizzato, congiunto a minerali alcalini.

S’intuisce come certe approcci radio o chemio-terapici, che sterminano sia le cellule cancerogene sia quelle sane, producono una notevole quantità di scorie acide, che spesso, piuttosto che ridurle, accrescono le problematiche, già di per sé enormi.

Col tempo, avremo così un depositarsi di scorie acide, che depleteranno sia le scorte minerali alcaline sia alcune necessarie sostanze nutrizionali.

Stiamo dunque ben attenti!

Il nostro sangue ha, come ben sappiamo, un pH che sta tra 7,35 e 7,45, ossia lievemente alcalino.

Bene, è in questo range ristretto che si svolgono tutti i processi vitali del nostro organismo; diversamente, anche piccole variabili ci potrebbero causare seri problemi di esistenza in vita.

Invece le urine hanno un pH che sta tra 4,00 e 7,00/8,00, ossia, come si nota, esse hanno una ben maggiore acidità rispetto al sangue, questo sta a indicare che nel flusso ematico le sostanze acidificanti sono più di quelle alcalinizzanti, per cui occorre ch’esse siano neutralizzate e smaltite mediante le urine.

Per assicurare il necessario bilanciamento (omeòstasi), l’organismo dispone dei cosiddetti “sistemi tampone”, che vanno a congiungere gli acidi deboli (citrico, lattico, ossalico, piruvico, …, ossia con una minima propensione a dissociarsi, cedendo ioni di Idrogeno) con le loro basi coniugate ad alta concentrazione, frequentemente in legame coi minerali.

Il tampone polmonare è il primo a intervenire per sugli acidi deboli generati dalla combustione dei protidi vegetali e dei carboidrati che rilasciano acqua e gas carbonico, espulso proprio con la respirazione.

Quello renale, di non minore importanza del primo, agisce sugli acidi forti (fosforico, solforico, urico, …, ossia con una massima propensione a dissociarsi, sempre cedendo ioni Idrogeno) che si producono dall’ossidazione e dalla demolizione delle proteine animali in linea di massima, con tanto di normalizzazione del pH e di espulsione delle urine acide.

Per es., è un tampone acido quello carbonico (H2CO3), mentre è un tampone alcalino il bicarbonato di Sodio (NaHCO3).

E ancora: se l’Acido cloridrico (HCl) entra nel flusso ematico, interviene prontamente un tampone basico; diversamente, se l’Idrossido di Sodio (NaOH), alcalinizzante, si immette nel sangue, subito “scatta” un tampone acido.

Del pH.

C'è un'enorme diversità tra gli acidi originati dalle nostre cellule e quelli derivanti da un'inappropriata alimentazione, che apporta notevoli scorie acide: quello cellulare è un acido fisiologico, molto più debole di quello rilasciato da una dieta a elevato contenuto proteico, che non necessità di essere contrastato da minerali alcalinizzanti, perché è espulso col respiro e con la conversazione.

I cibi come gli agrumi (limoni, arance, pompelmi, melograne, ...) ci danno molecole acide, ma molto deboli e, senz'altro, differenti da quelle liberate dalla carne, per cui sono naturalmente espulse dalle cellule.

L'organismo si libera agevolmente degli acidi deboli di provenienza vegetale e di quelli rilasciati dalla frutta.

I cibi altamente proteici, quelli di derivazione animale rilasciano scorie acide, che hanno bisogno di essere neutralizzate, prima della loro espulsione; tali scorie necessitano cioè di essere smontate e di essere portate fuori dai minerali alcalinizzanti, passando per il livello renale o per quello intestinale.

Invece, le ceneri della frutta e della verdura, sostanziale differenza, che hanno in sé minerali che aiutano ad alcalinizzare il nostro corpo, sono facilmente digeribili ed espulse a livello polmonare.

La frutta ci consente di tenere in equilibrio il pH urinario e ripulisce a fondo il tessuto connettivo (mesenchima) in cui sono immerse le nostre cellule.

Se ci spremiamo un agrume, l'Acido citrico viene prontamente digerito dalla mucosa bronchiale come Acido carbonico e di esso non restano che i sali minerali alcalinizzanti.

Pure le verdure danno buone proteine, senza quei deleteri contraccolpi sul nostro corpo che provocano, invece, quelle di provenienza animale.

L'enorme ingestione di proteine sviluppa acidi forti che devono essere a tutti i costi contrastati.

Quasi tutta la frutta e la verdura ci assicurano il patrimonio alcalino o, addirittura, lo accrescono; non solo, non avendo Colesterolo, o grassi di ogni tipo, esse ci sono necessarie per bilanciare il nostro peso e farci incamerare Vitamine, Minerali, Aminoacidi e Cellulosa.

Vitamine, Minerali e Aminoacidi alimentano le nostre cellule, aggiustano e ricostruiscono il nostro corpo.

La Cellulosa, invece, dato che non possiamo metabolizzarla, farà da veicolo di conduzione per l'espulsione dei rifiuti tossici, derivanti da cellule morte e batteri, fuori dal nostro corpo, evitandoci così la stitichezza.

Frutta e vegetali conducono con sé degli auto-enzimi, che sono capaci d'innescare e velocizzare la digestione della verdura o del frutto assunto.

Essi sono complesse proteine, fabbricate da cellule viventi, in grado di produrre variazioni chimiche ad altri materiali, rimanendo inalterate.

Abbiamo centinaia di enzimi diversi nel nostro corpo, circolanti nei fluidi endogeni, come, per es., la Ptialina (saliva); la Pepsina, la Gelatinasi, e l'Alitasi (stomaco); la Tripsina, la Chimotripsina e l'Amilopsina (pancreas); l'Erepsina, l'Amilasi e l'Enterochinasi (intestino); la Nucleosidasi (muco).

Enzimi diversi, che svolgono mansioni diverse: alcuni trasformano gli amidi in zuccheri; altri ci fanno digerire; altri ancora riducono a emulsione i grassi in acidi grassi; certuni scindono gli Aminoacidi in Ammonio, in componenti ammoniacali; cert'altri azionano le variazioni chimiche endocellulari.

Ovviamente, la cottura abbatte gli enzimi; quella a non più di 70°C ne salva diversi.

Frutta e verdura potremmo definirle delle miniere di Vitamine, Minerali ed Enzimi, e rilasciano, torno a dire, acidi deboli, per lo più agevolmente neutralizzati dalla mucosa dei bronchi.

Gli individui con disturbi collegati all'assunzione di frutta e verdura hanno il corpo talmente acido da non tollerare, figurarsi!, l'aggiunta di qualche molecola leggermente acida, tra l'altro, velocemente eliminabile dai polmoni, in pochi minuti.

In tal caso, dato che frutta e verdura sono alimenti essenziali, converrà mangiarli cotti.

Gli atleti, anche coloro che fanno Body Building, se hanno una dieta equilibrata, non necessitano di integratori proteici, perché le proteine non accrescono le energie, anzi, le disperdono per smaltire gli abusi proteici, producendo, talvolta, un bilancio idrico negativo, inappetenza e scariche diarroiche.

Se siamo impegnati in percorsi sportivi significativi, occorre introdurre più carboidrati complessi (frutta, riso integrale, patate, orzo, quinoa, ...) e, se del caso, grassi.

Ottima, inoltre, la sistematica, quotidiana assunzione di centrifugati di carote, di carote e sedano, e quella di datteri crudi, che ci apporta tutti gli aminoacidi essenziali, i minerali, le vitamine, ...

Gli eccessi proteici immettono acidi forti nel nostro corpo, che dovranno essere neutralizzati dal Sodio, contenuto nei muscoli, che sono composti d'acqua per l'80%, ma acqua unita al Sodio, che è costretta a lasciare la massa muscolare, per "soccorrere" il tessuto mesenchimale (in forte Acidosi), in cui sono immerse le cellule.

Dunque, la muscolatura, per abuso proteico, soprattutto di derivazione animale, declassa sia in massa sia in volume.

Non siamo carnivori, ma fruttariani, leggermente frugi-vegetariani.

Chi s'intende di Chimica sa riconoscere i tendenziosi dati scientifici, che esercitano apologia culturale, attraverso oscene pubblicità, per far credere alla gente, purtroppo, priva di competenze valutative in merito, che l'unica risorsa di Calcio assorbibile sia quella del Latte e, addirittura, che la donna in allattamento debba, per produrre Calcio, bere Latte o mangiare derivati.

E' inconfutabile che il latte di mucca sia un alimento proteico fortemente acidificante, anche in virtù dello squilibrio Calcio/Fosforo, che ne difetta la fissazione per sistema competitivo.

Inoltre, l'acidità organica, dipendente dall'alta assunzione proteica, produce un declassamento nella sintesi di Prolattina, ormone fabbricato dall'Ipofisi anteriore, che serve a sollecitare le ghiandole mammarie per produrre più Latte.

Le donne con una dieta ricca di frutta e verdura (80%) e pochissime proteine (< 6%) avranno un bel pH urinario tra 6,8 e 7,5 e produrranno Latte di buona qualità e quantità.

Inversamente, un'acidificazione organica da eccesso proteico, di latte e di derivati potrebbe, addirittura, arrestare la montata lattea.

E, il ridicolo sta nel fatto che, anziché limitare le proteine, assumendo più frutta e verdura per alcalinizzare, si consiglia al paziente di bere più Latte e mangiare più derivati del Latte.

Cose da pazzi!

A conseguenza di ciò (tra l’altro non fondato su alcuna certezza scientifica), già nei primi tre giorni dopo il parto, si ha di fatto una diminuizione nella produzione di Latte, se non il prematuro black out (mancanza totale di rifornimento).

Per funzionare al meglio di sé, il nostro organismo necessita di un pH urinario leggermente alcalino, altrimenti, andando in Acidosi e protraendola, rischiamo di contrarre serissime patologie.

Solamente lo Stomaco sfugge a questa regola, dato che produce Acido cloridrico, utile per favorire la digestione.

Pur ingerendo cibi acidificanti (ananas, arance, limoni, mandarini, melagrane, pompelmo, ribes, ... ) e fabbricando prodotti acidi, quali l'Acido lattico, ottenuto dal lavoro dei muscoli, ed espellendo acidi urici coi reni, è auspicabile conservare il nostro organismo quanto più alcalino possibile, in modo da vivere sani.

Anche esigue flessioni del pH sono in grado di stravolgere le occupazioni all'interno delle cellule, regolate da enzimi suscettibilissimi anche a cambiamenti microscopici del pH.

Per tenere alcalino il nostro organismo, la nostra dieta deve contenere il 75/80% di frutta e verdura, un 20/25% di cereali (integrali), col quantitativo proteico al di sotto del 30-40%; dobbiamo bere acqua con residuo fisso che sia il più basso possibile e con un pH, preferibilmente, tra 6 e 6,8; svolgere una regolare, sistematica attività motoria di circa 30 min. o più (in relazione all'età), facendo attenzione, torno a ripetermi, a quelle agonistiche, soprattutto se anaerobiche, le quali attivano un'enorme quantità di Acido lattico che, in particolari situazioni, l'organismo non può smaltire adeguatamente; effettuare una respirazione diaframmatica in luoghi salùbri; coltivare un atteggiamento mentale positivo; sintonizzarsi con musica e colori alcalinizzanti.

Se si cronicizza un'Acidosi dei tessuti, l'Adrenalina e la Noradrenalina (catecolamine) saranno prodotte in quantità maggiore nel settore midollare delle ghiandole surrenali, con le conseguenze che purtroppo in molti conoscono, di affaticamento cronico, stato ansioso, depressione, ...

La Gotta è un'artrite frequente alle articolazioni periferiche di mani e
piedi, ma anche, più di rado, alle spalle, al sacro-iliaco, alle cervicali, all'anca, che insorge per via dell'eccessiva raccolta e della sedimentazione all'interno dei tessuti molli di massicce quantità di purine e derivati, fortemente acidificanti, a es. l'Acido urico, nelle articolazioni, tendini, ... , cristalli di Acido urico o Acido ossalico, che producono lancinanti sofferenze e grave impedimento delle proprie funzioni.

Se non corriamo ai ripari, cambiando la nostra dieta, possiamo propendere verso una cronicizzazione, addirittura, deformante.

In certe patologie ematiche (Policitemia primaria e secondaria, cioè la produzione abnorme di globuli rossi, consistente in un aumento di Emoglobina e dell'Ematocrito, morbo di Coley, importanti sorgenti flogistiche, ossia infiammatorie), c'è una contemporanea espulsione di Acido urico, attraverso le urine.

Quando, attraverso il cibo, consumiamo troppe proteine, intendendo che sorpassiamo i 30-40 g al dì, abbiamo un innalzamento della demolizione (catabolismo) delle purine, che confluisce nella malattia, perché si accresce la probabilità di composizione di accumuli di cristalli e di veri e propri "assalti" di gotta secondaria.

I maschi ne sono maggiormente coinvolti rispetto alle femmine (per lo più in menopausa), in un rapporto 95:5, perché le donne possiedono un'inferiore quantità di muscolo magro e una superiore filtrazione degli Acidi urici (Clearance).

Quanto l'Acido urico sia solubile è collegato alla concentrazione in Sodio e al pH.

In uno stato di non alterazione, gli Urati sono diluibili fino a 8,3% mg, dei quali il 90% è Urato sodico.

Cambiando il rapporto sale/acido, crescendo il pH, si configurano soluzioni soprassature (urine): calando il pH (acidificazione), si assiste alla precipitazione degli Urati e dell'Acido urico nei reni, al punto che si possono formare calcoli renali e ci possiamo "beccare" una Nefropatia cronica uratica.

Considerate che, nelle urine, l'Acido urico ha un raccoglimento di
0,3-0,6 per l., ossia 6, ma anche fino a 10 volte maggiore di quella ematica, di 0,05 l.

In un giorno, seguendo un'alimentazione corretta, a basso apporto proteico, si espulgono 0,50 g circa di Acido urico, che invece sale a 1-1,5 g, introducendo quantità superiori di proteine.

Un pH urinario, al di sotto della norma, determina un processo chimico, che porta l'Acido urico disponibile alla costituzione di calcoli urinari, con una probabilità 1000 volte maggiore nei confronti di chi non presenti uno stato di Acidosi.

Come già espresso, l'organo epatico dei carnivori ha una capacità, di "smaltire" l'Acido urico, che è una quindicina di volte maggiore rispetto a quella del fegato dell'uomo (fruttariano/vegetariano) o della scimmia.

Il nostro corpo metabolizza, esclusivamente, ridotte dosi di Acido urico, sostanza molto nociva che può rovinare irreversibilmente il nucleo della cellula, il suo DNA.

Per meglio esplicitare il concetto, l'essere umano non può produrre l'enzima Uricasi per demolire l'Acido urico (decarbossilazione ossidativa).

Cibarsi di carne non è per Lui conveniente, o, quantomeno, non più di 60 g a settimana, preferendo quelle bianche (tacchino, pollo, ...), ma è solamente una falsa apologia culturale esercitata dal consumismo che mira al prestigio sociale.

Al contrario, tra le motivazioni più ricorrenti, delle patologie che lo riguardano, c'è un basso pH urinario, per una dieta acidificante, soprattutto, a base di cibi carichi di proteine animali, inclusi latte e derivati, che produce un potenziamento della sintesi delle Purine che preludono all'Acido urico.

Ovviamente, sarebbe un clamoroso sbaglio quello di ricorrere ad antinfiammatori, che guariscono il sintomo ma non la causa.

Bisogna ripristinare l'equilibrio tra le scorie acide e le ceneri alcaline, con un'alimentazione alcalinizzante (Sodio, Magnesio, Calcio, Potassio e Ferro) a base di frutta e verdura.

Se le nostre cellule non ce la fanno a liberarsi delle sostanze nocive, ecco, che s'instaura l'alterazione funzionale e il decesso enzimatico, che sfociano nelle patologie, in alcuni casi, molto serie, come le affliggenti e tormentose Artropatie.

Il Calcio, che possediamo all’interno del nostro corpo, ha una funzione neutralizzante la forte Acidosi tissutale, che mina fortemente i nuclei delle cellule e l'ignoranza (alla latina, naturalmente) ci guida, per timore di una carenza di esso, all'assunzione di latte e derivati che acidificano e aggravano ancor più la situazione.

Già, perché tutto il Calcio dei cibi menzionati sarà utilizzato per neutralizzare, alla meno peggio, l'Acidosi crescente a causa della loro stessa ingestione, con tanto di grave demineralizzazione ossea, che confluirà in patologie come l'Artrite, l'Artrosi, l'Osteoporosi, le affezioni degenerative ...

Gli addetti ai lavori dovrebbero, piuttosto che fare le fortune delle Multinazionali farmaceutiche, informare correttamente le persone sull'uso di una sana dieta alimentare, utile a mantenere il pH leggermente alcalino, sempre che non si abbiano malattie agli organi, quali i Reni e il Fegato, preposti all'eliminazione delle sostanze di rifiuto dall'organismo.

Riporto qui di seguito, se si hanno problemi di Gotta o di Iperuricemia, un'elencazione inerente al contenuto di Purine in alcuni cibi di derivazione animale e vegetale.

Per ogni 100 g di prodotto, si esprime a fianco il contenuto di Purine in mg.

Dado di carne Liebig-3068

The-2800

Polvere di Cacao-1880

Caffè-1160

Interiora di Vitello-1050

Cioccolato-620

Sardine sott'olio-315

Merluzzo-265

Fegato-244

Rognoni (Reni)-210

Manzo-155

Piccione-152

Trota-147

Lenticchie-142

Sogliola-136

Polmoni-136

Tacchino-131

Maiale-108

Vitello-100

Oca-87

Farina di Avena-79

Pollo-76

Piselli verdi-71

Prosciutto-66

Salmone-63

Astice-58

Formaggio-58

Spinaci-52

Asparagi-50

Fagioli bianchi-45

Cavolo verza-29

Cavolfiore-21

Pane bianco-21

Ravanelli-13

Funghi-13

Insalata-8

Cavolo rosso o verde-5

Carote-5

Patate-3

Formaggio bianco-1

Latte di Mucca-0,5

Fagioli verdi-quasi assenza.

Gli abusi proteici e i cibi raffinati conducono a un ribasso del pH, ossia all'Acidosi.

Il fatto, però, sorprendente è che i segni non solo si manifestano piano piano, gradualmente, ma anche in modo del tutto anomalo.

Osserva l'algoritmo della gradualità sintomatica dell'Acidosi:

-iniziale senso di appagamento, che rafforza la convinzione di essere in forma smagliante;

-smodata aspirazione ed eccessivo movimento (Ipercinesia), dovuto a un'accentuata sollecitazione delle fibre nervose terminali, a opera dei radicali acidi;

-immagazzinamento di sempre maggiori quantità di scorie acide, che arrecano permalosità e ci rendono sgraditi e insopportabili anche nei riguardi di amici e familiari;

-insoddisfazione permanente, che attribuisce sempre la colpa alla persona con cui si parla;

-insufficiente e non appagante sonno;

-spossatezza e irascibilità già al momento di alzarsi, con necessità di sorbire un caffè e/o fumare una sigaretta;

-crescita costante dei radicali liberi, che sfocia nella fatica, con specifici sintomi;

-rimozione, quale meccanismo di autodifesa dell'organismo, delle ceneri alcaline dal tessuto muscolare; quindi, il Calcio dalle ossa, per tamponare la sempre più crescente Acidosi.

Certi alimenti, di cui ci nutriamo, specie se in eccesso, rilasciano, dopo l'avvenuta metabolizzazione, scorie talmente acide, fino al punto che l'organismo non riesce più a tamponarle.

Mi sto riferendo, particolarmente, ai quei cibi che hanno un'alta percentuale proteica e vengono assunti in dosi eccessive, come la Carne, il Pollame, il Pesce e le Graminacee, nonché a quelli raffinati e processati (sintetici, in scatola, in busta).

Il consumo di alimenti con elevate proteine appesantisce l'apparato digerente, il quale necessita di liberare dosi massicce di succhi gastrici acidi, per abbattere i legami quaternari e terziari delle Proteine.

Voglio intendere che con la digestione ci liberiamo anche dei materiali acidificanti, che remano contro quell’effettiva esigenza endogena di ciascuno di Noi di mantenere un Mesenchima che sia quanto più alcalino possibile, in modo da vivere in salute.

Precisando, ulteriormente: la porzione edibile è assimilata per soddisfare le nostre esigenze nutrizionali, ma le scorie acide non solo sono inutili ma rappresentano una seria minaccia per i Reni, per l'Intestino, per il Fegato.

Tali "indesiderate coinquiline" per essere espulse richiedono un processo di neutralizzazione che, qualora non fosse disponibile in misura idonea a fronteggiarle, procurerebbe delle dolenti note circa gli organi interni predetti.

Se consumiamo regolarmente cibi proteici con abbondanti porzioni di Verdure, contrastiamo le scorie acide degli uni con le ceneri alcaline delle altre.

Il problema sorge quando si eccede coi quantitativi proteici, al punto che non si riesce a tamponarli con scorte sufficienti di minerali alcalinizzanti (Sodio, Calcio, Magnesio, Potassio, Ferro).

I minerali tampone svolgono una missione importantissima per garantirci il buono stato di salute, ma se li esauriamo, la loro deficienza cronica, subdola per quanto occulta, ci arrecherà grossi problemi, magari a lunga scadenza, dato che il nostro organismo è programmato per sopravvivere, ma poi, un bel giorno, ecco, ti ritrovi con Osteoporosi, Sclerosi Multipla, morbo di Parkinson, problemi cardio-vascolari, Ictus, ...

E, non sto affermando, intendiamoci, che per mantenersi in salute si debba essere Vegetariani al 100%, o eliminare del tutto la Carne, ma che occorra ricorrere a un giusto equilibrio.

Il corpo umano risponde e contrasta le scorie acide attraverso le ceneri alcaline della frutta e della verdura.

E non ho dubbi nel sostenere che la nostra alcalinità sia la conseguenza di una dieta a basso contenuto proteico (mediamente, 30 g max. 40 g, al giorno: anche se si svolge un'attività sportiva), ossia, con una percentuale minore del 7% dell’alimentazione.
Da questo ne consegue, provare per credere:

-crescita dell'attività funzionale;

-eccellente senso di benessere;

-efficienza, sia fisica sia mentale.

Ovviamente, una preoccupazione, un cattivo pensiero, un'idea sono, talvolta, maggiormente tossici che un cibo.

Ci occorrono: un pH urinario eccellente, ma anche la Serenità e l'Allegria.

Nei luoghi di malattia, si riflette spesso su che fine abbiano fatto la Fede e l'Amore e sul fatto che occorra riacquistare la fiducia nella possibilità del Pensiero di curare e addolcire guai e patimenti; che accarezzare dolcemente una gota, dare un bacio, ascoltare una melodia, recitare una silenziosa preghiera, che scaturisca dall'Anima, siano meglio di qualsiasi alimento o antibiotico.

Col cuore e con l'anima, ancora prima che con la mente, possiamo elevarci e vivere in salute; per quanto mi riguarda, ormai da un bel po', il mio Corpo, la mia Mente, la mia Anima e il mio spirito sono riusciti a comprendere che loro e io apparteniamo alla stessa Civiltà.

Nella dieta, occorre tanta avvedutezza: l'organismo non può vivere in costante emergenza da eccesso proteico, tamponato, ammesso che sia così, da ingenti quantitativi di frutta e di verdura (che, oltre una certa soglia, dubito possano essere sufficienti), alla stregua direi di chi prima prosciuga le osterie, tanto poi si prende il diuretico per l'Ipertensione.

Gli alcalinizzanti saranno depistati dal loro ufficio: per es., il Calcio sarà attinto alla banca delle ossa, per cui, se questo prelievo sarà costante e non verrà rimpiazzato, la deplezione del minerale alcalino porterà all'Osteoporosi (perdita di massa ossea); oppure sarà utilizzato il Sodio, il cui depauperamento dal tessuto interstiziale condurrà alla perdita di massa e di volume muscolare.

Se le scorie, fortemente acide, pervengono ai reni, straordinari filtri dell'organismo, essi tentano di tamponarle velocemente, per mezzo del tampone "Ammonio", che ha un pH di circa 9,25, il quale, a mo' di diluente, neutralizzerà le scorie fortemente acide, con tanto d'innalzamento del pH e riduzione dello stato di tossicità.

Davvero eccezionale! Superbo! Magnifico!

La sopravvivenza è assicurata!-e anche il controllo del pH ci darà un bel 7!!!

Proseguiamo pure così: ma riflettiamo sul fatto che l'organismo utilizza tali concessioni, perché il suo motto è garantirsi la sopravvivenza in quell'esatto momento, fregandosene se, nel tempo, potranno generarsi patologie anche serie.

E una mossa sbagliata, stiamone certi, ci farà perdere la partita più importante: quella della Salute e dell'Esistere.

Dunque, l'80% dell'alimentazione quotidiana deve essere a base di frutta e di verdura, 20% di Graminacee, Noci, Pinoli, Mandorle, Carne, Pollame (quelle del contadino chee cresce i propri animali con criteri naturali), Pesce, con le Proteine che devono stare al di sotto dei 40 g al giorno (gli Sportivi devono solo integrare i carboidrati complessi, quali Riso integrale, Farro, Quinoa, Amarantus, Patate, Kamut, tutto rigorosamente Da Agricoltura Biologica e, se del caso, piccole quantità di grassi), perché eccedere con esse favorirà l'acidificazione (la quale ci sottrarrà, inizialmente, Sodio e Calcio, quindi, quando essi non saranno più sufficienti, Ammonio, innescando una ferale condizione di stress), con tanto di proliferazione di Batteri (a livello intestinale, causata dalla lunga permanenza del cibo acido, come Carne, Pesce, Pollame, Latte e derivati) e l'insorgenza di patologie, come, per es., le Reumoartropatie.

E' il pH urinario a dirci se le assunzioni di cibo sono corrette: frutta e verdura all'80%, di cui un 30% mangiati grezzi, il resto, un 20% composto da graminacee, noci, pinoli, germogli, carne (non più di 60 g a settimana), pesce (non più di 90 g a settimana) o pollame (non più di 60 g a settimana).

Con la puntualizzazione, che le proteine (animali + vegetali) non debbano superare i 30-40 g al giorno.

Il nostro corpo trasforma il cibo che consumiamo e l'Ossigeno in nutrizione ed energia.

Nella trasformazione, l'organismo produce scorie metaboliche acide, espulse dalla pelle, dall'intestino, dai polmoni, veicolate (molte di esse) dal sangue.

Un deficit d'Ossigeno porta ugualmente all'accumulo di scorie acide (pensate, per es., alla fatica per una prestazione cruenta e prolungata, che dà nei muscoli un accumulo di acido lattico, con tutte le conseguenze successive, che credo conosciate).

Per acidosi (metabolica, tissutale, respiratoria, renale) si intende un pH che, da leggermente alcalino (quale dovrebbe essere), diminuisce sempre più, divenendo un pH acido, sempre più acido, e alterando, purtroppo, l'equilibrio acido-base.

Il pH, dal lat. P=Potentia e H=Hydrogeni, definisce la concentrazione di ioni Idrogeno all'interno di una sostanza.

L'equilibrio acido-base è regolato dai minerali alcalinizzanti (Magnesio, Potassio, Calcio, Sodio, Ferro).

Accade, talvolta, nonostante tutte le attenzioni necessarie, che il corpo non ce la faccia a neutralizzare tutte le scorie acide: un po', per capirci, come i rifiuti dell'immondizia, sempre più in accumulo, perché non si riesce a smaltirli, con conseguente usura, per eccessivo deposito, degli organi interni, preposti alla neutralizzazione e alla metabolizzazione.

È di vitale importanza mantenere sani l'intestino (il quale ha circa i 3/4 delle difese immunitarie) e gli organi interni, che devono espellere le scorie acide: i reni, i polmoni, ...

Come pure il sangue.

L'industrializzazione, con le diete iperproteiche, la scarsa ossigenazione dei tessuti, la mancanza di movimento, le situazioni fisiche ed emozionali stressanti, i farmaci antinfiammatori, la flora intestinale inadeguata, certi conservanti (E338, E385) ci introducono scorie acide.

Anche il fumo, l'alcool e un'intensa attività sportiva contribuiscono all'accumulo di tali scorie.

Oggi giorno, introduciamo troppe, troppe proteine, a discapito della frutta e della verdura, e non esagero se affermo che l'80% degli uomini è in acidosi tissutale.

Il metodo più semplice per stimare l'acidosi è quello di controllare il pH urinario.

In farmacia, vendono le strisce indicatrici, con un range di valori tra 2.0 e 9.0, con le quali è possibile 2-3 volte al dì, per qualche giorno, autocontrollarsi, tenendo conto che:

-ore 6 del mattino: l'urina ha la massima acidità, perché nella notte c'è stata la scomposizione del carico di acido;

-ore 9, 2-3 ore dopo la colazione: l'urina di chi è sano è leggermente alcalina, per via del lieve deflusso delle sostanze alcalinizzanti della colazione;

-ore 12, prima del pranzo: pH leggermente acido, perché le sostanze alcalinizzanti, incamerate come riserve, o utilizzate, diminuiscono nel deflusso;

-ore 15: il pH è alcalino, perché c'è il maggior deflusso delle sostanze basiche;

-ore 18, prima della cena: il pH urinario di chi è sano è leggermente acido.

Se i rilievi si allontanano troppo dalla curva ideale, con valori frequentemente acidi, occorre tutelarsi con l'introduzione nella dieta di tanta frutta e verdura.

I cibi alcalinizzanti dovrebbero costituire il 75% delle nostre assunzioni quotidiane, particolarmente frutta e verdure (carote, cavoli, insalata, di tutti i tipi, pomodori, patate, peperoni, zucchine, piselli; arance, mele, Kiwi, albicocche, banane, ciliege, pompelmo, limone, nocciole, mandorle, pesche, pere, ananas, uva, anguria, birra scura, poco alcoolica, vino rosso, vino bianco secco, miele, marmellata, ... ).

Gli acidificanti, meno del 25%: carne (tutta), pesce, salumi, formaggi, farinacei e derivati, riso, uova, lenticchie secche, fagioli, arachidi, noci, burro, cioccolato al latte, birra poco alcolica, coca-cola.

L'olio extravergine d'oliva e l'olio di girasole sono neutri.

Va da sé, che una sana alimentazione includa anche cibi acidificanti di alto valore biologico da compensare, naturalmente, con cibi alcalinizzanti.

Per capirci: 1,5 hg di legumi si possono neutralizzare con 40 g circa di cavolo.

Conviene inoltre bere acqua e ridurre il più possibile caffè, tè, dolci.

CONCLUSIONE.

Se l'organismo accumula più scorie acide di quante ne può neutralizzare e metabolizzare, esse si vanno a posizionare nel tessuto connettivo, per poi essere espulse quando nel sangue ci sarà una nuova disponibilità di sali minerali basici.

Purtroppo, l'alimentazione iperproteica dei Paesi industrializzati, povera di frutta e di verdura, sbilancia l'equilibrio acido-basico, come del resto una scarsa ossigenazione del sangue (sedentarietà, ambienti chiusi, eccesso di prestazione fisica), le alterazioni della flora batterica intestinale, una diminuita capacità renale, un'insufficiente introduzione di liquidi non consentono l'eliminazione idonea a espellere le scorie, disponendo all'acidosi, dunque, alla malattia.

Con l'età s'instaura uno stato di acidosi metabolica sempre più progressiva, che sottrae calcio all'osso e produce perdita di tessuto muscolare.

La sostanza migliore per contrastare l'acidosi è il bicarbonato, anche più del citrato.

Esso, infatti, neutralizza l'acidosi nella matrice extra-cellulare del tessuto connettivo, cosa che non fa il citrato; inoltre, elimina rapidamente l'acidosi intra-cellulare, perché riesce a oltrepassare la membrana cellulare (alto gradiente di diffusione).

Per mantenere un corretto equilibrio acido-base ed evitare l'acidità del sangue è sufficiente una sana alimentazione, che non produca scorie acide, a causa di una grande quantità di proteine animali ed, eventualmente, l'uso di una polvere basificante, per prevenire manifestazioni gastroenteriche, cutanee, nervose, osteoarticolari, endocrine, varie (deficit immunitari, carie, alitosi, paradontosi, varici, stipsi, infiammazioni agli occhi, ai genitali).

Integratori salini, dunque, e non farmaci (anti H2, inibitori della pompa protonica).

 

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