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Sull'equilibrio acido-base

Scritto da Raffaele. Postato in Salute & Benessere

Serve ribadire cosa sia il pH?
Bene: esso è la descrizione di quanti H+ (ioni idrogeno) siano concentrati in una soluzione:


SOSTANZE ACIDE = quelle che rilasciano ioni d’Idrogeno;

SOSTANZE BASICHE = quelle che legano ioni d’Idrogeno.


Diciamo ora che il nostro corpo è, come dire, “affogato” nei liquidi in cui sono immerse le sostanze acide e che nelle ore notturne queste vengono immesse nel flusso ematico quindi nelle urine, risultanti di regola leggermente acide di primo mattino, ossia con un pH di 6,8.
L’organismo sano bilancia perfettamente l’uso delle sostanze acide con quello delle sostanze alcaline, garantendosi così un pH urinario che sta tra 6,8 (concesso nelle urine di primo mattino) e 7,5.

Superfluo aggiungere che per via soprattutto di una scorretta alimentazione, la stragrande maggioranza degli uomini ha una prevalente propensione all’Acidosi.


Il nostro corpo, tuttavia, è in grado d’innescare innumerevoli dispositivi per bilanciare (tamponare, neutralizzare) le sostanze acide eccedenti, anche se a discapito delle scorte alcaline del nostro organismo (Sodio, Calcio, …).

Pensate, Amici, è proprio il protrarsi di uno stato di Acidosi del nostro corpo che causerà il decadimento dei nostri tessuti come pure delle nostre condutture ematiche, concomitatamente al fatto che, invecchiando, saremo sempre meno in grado di sopperire all’eccesso di scorie acide con le nostre riserve di ceneri alcaline.

E le sostanze acide, lo sapete, sono fortemente irritanti, esauriscono ingenti quantitativi minerali e Ossigeno, causando attività flogistiche (infiammatorie), declassamento del S.I. (Sistema Immunitario), usura delle mucose e dei dotti ematici, avviandoci alle patologie degenerative.

Sono alcalinizzanti i minerali quali il Calcio, il Ferro, il Magnesio, il Potassio, il Sodio mentre sono acidificanti il Cloro, il Fosforo, lo Zolfo.

Gli Acidi più complicati da espellere sono quelli che ci provengono dalla “digestione” delle proteine di derivazione animale, soprattutto l’Acido urico, quello acetico (glicidi e lipidi=dolci e grassi), l’ossalico (spinaci, cacao, …), il tannico (thè nero e caffè), il nitrico (formaggi), il lattico (eccessivo e cruento esercizio muscolare), …

La nostra dieta dovrebbe essere la primaria sorgente di rifornimento delle sostanze alcaline, dei minerali, degli oligoelementi, … utili per mantenersi e invecchiare sani.

Ma gli alimenti che rilasciano sostanze alcalinizzanti sono pochi: tutta la frutta fresca in linea generale, anche il nocciolame, tipo le mandorle, tutti i vegetali, incluse le patate con la buccia e poi poco, anzi pochissimo, altro ancora.

Diversamente, tra gli alimenti acidificanti non c’è che l’imbarazzo della scelta: tutti gli alimenti di derivazione animale, come la carne (includendo in essa anche il pesce), i formaggi, moltissima frutta secca, gli zuccheri, i dolciumi, tutti i cereali raffinati, anche quelli non*, che tuttavia hanno fibra e sostanze nutrizionali, tra cui abbondanza di minerali, quindi, da non escludere da una sana dieta, anche perché i loro acidi sono agevolmente espulsi con l’attività respiratoria.

Sappiamo bene quanto gli uomini preferiscano cibarsi di smodate quantità di proteine animali e di dolciumi di vario tipo e d’imbottirsi di Farmaci, propinati loro dalla M.U., che li vuole in un costante stato di malattia, curando i sintomi piuttosto che le cause, per non parlare di tutte le controindicazioni e gli effetti collaterali che essi (i farmaci) col tempo apportano, che frequentemente si rivelano guai ben peggiori di quello/i primario/i.

Anche lo stress, sia a livello fisico sia a livello psichico, è un’ottima fonte di acidificazione.

Bene, il nostro corpo, che non mi stancherò mai di definire “eroico”, proprio in virtù del suo tubo digerente, nonostante le “assecutate” che ogni giorno riceve (tipo la gatta del palazzo, tanto per associarvi un’immagine), si affanna quotidianamente, attraverso i suoi processi fisiologici, a diluire in un’adeguata soluzione acquosa le sostanze acidificanti in sovrabbondanza e a tamponarle con sufficienti quantità di minerali basici (alcalinizzanti) che deve purtroppo, ma anche per fortuna, attingere dalle scorte del nostro organismo (almeno finché ve ne sono: dei mali, il minore!).

Se, però, le scorte non fossero sufficienti, ecco che il prelievo del Sodio, del Calcio, … sarebbe effettuato a carico dei muscoli, delle ossa, dei capelli, delle unghie, …

Del resto, se l’organismo non approntasse questo rimedio rischierebbe la sopravvivenza stessa, perché, salendo fortemente e protraendosi l’acidità del sangue e dei tessuti, esso incorrerebbe i contraccolpi mortali.

In altre parole: meglio un declassamento della massa muscolare o un Osteoporosi piuttosto che la morte dell’intero organismo!

Almeno il 75% degli alimenti devono essere basici e solo un 25% acido, e non il contrario, come accade!!-altrimenti, ahimè, a causa della sistematica deplezione delle scorte basilari, sia minerali sia enzimatiche, sempre meno sostanziose col passare degli anni, invecchieremo presto e male.

Niente farmaci, dunque, a meno che non siano indispensabili e siano posti in un contesto energetico e di bilanciamento acido/base più allargato e saggio, e occhio sia allo stile di vita sia all’alimentazione.

Non è tutto: le sostanze acidificanti, oltre a consegnarci una precoce senilità, ci arrecheranno, poiché in grado di superare la cosiddetta barriera ematoencefalica, disturbi nervosi di non poco conto, fra cui emicrania, insonnia o sonno agitato, ansia, iperattivismo (nei bambini), …

L’azione dello stato di Acidosi sullo SNA (Sistema Nervoso Autonomo) è quella di sbilanciare il rapporto tra Ortosimpatico (SNS=Sistema Nervoso Simpatico) e Parasimpatico (SNP) e di condurre l’individuo verso una consistente simpaticotonia i cui sintomi, per come ci riferisce anche Hamer, hanno ripercussioni sia a livello psichico con pensieri conflittuali ossessivi sia a livello vegetativo con inappetenza, dimagrimento, insonnia, ipertensione, mani e piedi freddi.

Alla fine, lo stato di esaurimento funzionale delle surrenali porterà l’individuo ad avere attacchi depressivi, stanchezza cronica, … alle più disparate patologie.

Va sottolineato, drizzino le antenne le signore del gentil sesso, che le femmine hanno un’idoneità superiore e in parte diversa rispetto ai maschi di assorbire gli acidi.

Infatti, dall’adolescenza al climaterio (menopausa), la femmina ha un ciclo mestruale mensile, il quale non soltanto soddisfa accadimenti ormonali regolarmente ripetitivi (quando lo sono) ma attua anche una certa espulsione “mestruale” di acidi, elemento questo di forte agevolazione in suo favore rispetto al maschio (eh, benedetta parità!) durante tutto il tempo, che non è poco, in cui essa è feconda.

Ovviamente, una volta che la donna entra in menopausa, l’equilibrio tra femmina e maschio, almeno in tal senso, si ricompatta, con la piccola precisazione che mentre il maschio è più avvezzo a tamponare sistematicamnete le sostanze acide, la femmina dovrà riorganizzare il proprio metabolismo post-menopausale, sia per quanto concerne il suo stile di vita sia relativamente alle sue abitudini dietetiche.

Ovviamente, ciò non significa che la femmina, dato che non è in menopausa, si possa dare alla “bella vita”.

Occhio!

A dimostrazione che quanto da me scritto sia vero, apporto questa ulteriore riflessione.

Nei maschi, una strordinaria fonte minerale, al fine di tamponare le sostanze acide, sono i capelli.

La calvizie precoce maschile (androgenica), dalla quale (basta guardarsi intorno) sono molto più colpiti gli uomini delle donne, non è ascrivibile esclusivamente al compito degli ormoni androgeni (Testosterone, Diidrotestosterone, Deidroepiandrosterone, Androstenedione), perché tale accadimento, al di fuori del fatto genetico, occorre contestualizzarlo con lo sforzo metabolico urgente da parte del nostro stesso organismo di attingere i minerali alcalinizzanti da un distretto corporeo, quale quello appunto del cuoio capelluto, alla stregua di come riferito per i muscoli e per le ossa, ma potrei aggiungere anche delle unghie, …, per tamponare proprio il preesistente, costante stato di Acidosi dei tessuti.

Le femmine, ci facciano caso i maschi, hanno un’abnorme caduta dei capelli o riduzione degli stessi dopo la menopausa, se non vi sono cause ben precise che ne provochino anzitempo la caduta.

Anche l’Osteoporosi del dopo-menopausa, ascritta al declassamento estrogenico (soprattutto dell’Estradiolo), in grado di ridurre l’assimilazione enterica del Calcio, la si può ricondurre a una deplezione del minerale sopracitato dalle ossa, al fine di neutralizzare la crescente acidificazione del corpo non più neutralizzata dal periodico ciclo mestruale.

Se a quanto finora espresso si assomma poi una quotidianità a elevato uso di proteine animali (carne, formaggi, latticini, …), di dolciumi, di medicinali, ecco che si connota il perché dell’uguale fattore di rischio tra maschi e femmine nei confronti della patologie cardiovascolari, equilibrio che si sbilancia sfavorevolmente per le donne nel periodo post-menopausale, qualora non via sia l’intelligenza e il buon senso delle stesse di rivedere il proprio stile di vita e la propria alimentazione, data la minor propensione a tamponare lo stato di Acidosi al di fuori del Climaterio.

Il fatto che la femmina con l’appropinquarsi del ciclo abbia un’innalzamento del valore di acidificazione, ebbene, questo la conduce a essere più nervosa, depressa, ad accusare un senso di rigonfiamento a livello addominale, ma anche delle mani, delle caviglie, del viso, dovuto proprio al fatto che l’organismo richieda liquidi per fluidificare le sostanze acide.

Si tratta della cosiddetta “Sindrome premestruale”.

Ciò che vi premuro, Amiche mie, di non ricorrere a terapie farmacologiche che propinano antidepressivi: la vostra connaturale intelligenza corporale sarebbe come se si andasse a infrangere contro, sapete che non uso il termine ad personam, me ne guarderei bene dal farlo, la stupidità della mente ma forse dovrei preferire di dire contro gli interessi delle multinazionali farmaceutiche.

Frequentemente, i Farmaci accrescono lo stato di Acidosi e dunque le ceneri acide da neutralizzare, generando ciò un accumulo di sali (per effetto del tamponamento delle sostanze acide in sali) che si vanno ad ammassare nei punti in cui il corpo può ospitarli, ossia sull’addome, sulle cosce, sui fianchi, sui glutei, determinando, avete intuito bene, la Cellulite.

Aggiungo anche che, in certe determinate circostanze, se tali accumuli di sostanze acide, “parcheggiati” nel tessuto adiposo sottoforma di Sali, non dovesso essere espulsi entro un certo periodo, ci potrebbe essere la possibilità per gli acidi tamponati di tornare nuovamente in libertà.

Facciano attenzione gli atleti, specialmente quelli professionisti, che hanno un “ruolino di marcia” che richiede un carico di lavoro faticoso e prolungato, al rialzo nella fabbricazione di Acido lattico, che condurrebbe loro verso una precoce senilità, se non tamponato con una dieta fortemente alcalinizzante e mineralizzante.

Infatti, e concludo, l’Acido lattico derivante da un eccessivo carico a livello muscolare non solo produce dosi massicce di Adenosina trifosfato, molecola essenziale nel metabolismo organico cellulare ma, se sovrabbondante per un lungo periodo, dato che non può essere del tutto convertito, esso coadiuverà un aggravamento dello stato di Acidosi.

Sì, dunque, alla pratica quotidiana di allenamento fisico, al fine di ben ossigenare i nostri tessuti, ma “modus in rebus” (la misura in ogni cosa), per non incorrere in una sgradita anticipazione della vecchiaia.

*L’unico cereale alcalinizzante è il Miglio.

Per eventuali dubbi, domande o semplici curiosità la discussione nel forum relativa a questo articolo la trovate qui :

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